Case Enasarco e occupazioni a Ostia: cresce la tensione tra residenti e istituzioni
Roma – Si accende il dibattito sul futuro delle case Enasarco nella Capitale. Un tema che divide cittadini e politica e che è stato al centro dell’ultima puntata de La Voce di Roma, in onda su Canale 14 – Radio Roma News.
Al centro della discussione, la decisione del Comune di Roma di destinare parte degli immobili acquistati da Enasarco all’edilizia residenziale pubblica. Una scelta che ha generato forte preoccupazione tra i residenti che, negli anni, hanno investito risorse economiche importanti per acquistare gli appartamenti.
Molti cittadini denunciano una possibile svalutazione degli immobili e temono ripercussioni sulla sostenibilità economica dei condomini. In particolare, emerge la preoccupazione legata al pagamento delle spese condominiali: il timore è che alcuni assegnatari delle case popolari possano avere difficoltà nel sostenere i costi mensili, creando squilibri nella gestione degli stabili.
L’amministrazione capitolina, tuttavia, non sembra intenzionata a fare passi indietro. Tra le misure introdotte, un limite massimo del 15% per l’inserimento di nuclei in edilizia popolare all’interno degli immobili Enasarco e la creazione di liste regolamentate per gli assegnatari. Provvedimenti che, secondo il Comune, dovrebbero garantire equilibrio sociale, ma che non rassicurano del tutto i residenti.
Il confronto politico è stato acceso. In studio e in collegamento si sono alternati esponenti di diversi schieramenti: da Maria Cristina Masi (Fratelli d’Italia) a Giovanni Zannola (Partito Democratico), fino a rappresentanti del Movimento 5 Stelle come Marina Battisti. Presenti anche cittadini direttamente coinvolti, come Fabio Vernillo e Tiziana Sarta, che hanno portato testimonianze dirette delle criticità vissute quotidianamente.
Nel corso della trasmissione è intervenuto anche Marco Perissa, segretario romano di Fratelli d’Italia, insieme a Samuele Marcucci, presidente del Consiglio dell’VIII Municipio, e ad altri rappresentanti politici e civici, evidenziando una distanza ancora significativa tra le esigenze dei territori e le scelte amministrative.
Ma il tema dell’emergenza abitativa si intreccia con un’altra vicenda preoccupante: l’occupazione della colonia marina Vittorio Emanuele a Ostia.
Qui, secondo quanto emerso, sette famiglie avrebbero occupato l’edificio, ma la situazione sarebbe degenerata con la presenza di soggetti legati ad attività criminali. Durante i controlli sarebbero stati rinvenuti circa 30.000 euro in contanti, oltre a elementi riconducibili allo spaccio di sostanze stupefacenti.
Una situazione denunciata con forza anche a livello istituzionale, che riaccende i riflettori sul tema della sicurezza e della gestione degli immobili pubblici abbandonati.