00:03L'attacco all'Iran e la reazione di Teheran continuano a scuotere il mondo, ma un paio di
00:10lezioni almeno dovremmo averle già imparate. A dire il vero, l'invasione dell'Ucraina da parte
00:17della Russia ci aveva già fatto capire quanto fosse importante tenersi lontani dalle fonti
00:24fossili, o perlomeno usarle, ma preparare a gran velocità delle reti alternative all'uso
00:31di petrolio e gas. Abbiamo preferito fare finta che parlare di transizione e uso di fonti rinnovabili,
00:40di nucleare, fosse solo ideologia. A ogni pieno di distributore ci rendiamo conto che non è proprio
00:47così, ma c'è un altro pericolo, anche questo doloroso per le nostre tasche. Il primo colpo
00:53del rialzo di materie prime come petrolio e gas arriva dal loro semplice aumento di prezzo,
01:01ma c'è un altro pericolo pesante. Per capire quanto il rischio sia reale basti pensare che
01:08i vari paesi hanno deciso di liberare risorse strategiche per oltre 400 milioni di barili
01:16di petrolio, quando la Russia invase l'Ucraina furono usate meno della metà. E allora qual è
01:23il rischio? È che quei prezzi, quei rialzi, si trasferiscono anche sui costi più in generale,
01:30tradotto, significano più inflazione. I salari reali degli italiani, in media, restano più
01:37bassi di circa l'8% rispetto a 5 anni fa come potere d'acquisto. Se l'aumento degli
01:45idrocarburi si trasferirà, come temiamo, anche ad altri prodotti, a quei fertilizzanti
01:51che servono all'agricoltura, ai trasporti che trasferiscono merci, ai prezzi degli alimentari,
01:59ebbene prepariamoci a sentirci tutti quanti un po' più poveri.
Commenti