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CortometraggiTrascrizione
00:02L'hanno ucciso, mia nonna mi cercava e l'hanno ucciso, ti avevo detto di non tornare ragazzi.
00:11Lo scuro nasce in realtà nel 2013 perché io avevo 19 anni, avevo appena finito il liceo
00:21e sostanzialmente avvenne un evento un po' particolare nella mia vita perché una persona
00:27a me è molto vicina, molto cara, è venuta a mancare in circostanze mai chiarite del tutto.
00:35Questa cosa ha creato una sorta di vuoto dentro di me per tanti motivi e per caso in quel periodo
00:45io mi sono imbattuto nel libro di Orazio che era appena uscito, nel libro di Orazio Labate
00:49al titolo appunto Lo scuro e pensa che era estate, era l'estate del 2013, l'estate del
00:57della fine del liceo, quindi sai ti si apre un mondo davanti, però io provavo un forte
01:02senso di sconforto interiore, non sapevo cosa sarebbe successo nella mia vita.
01:07Iniziava a manifestarsi anche gli attacchi di panico, quando leggo il romanzo nelle parole
01:12di Orazio, nella sua prosa, trovo quasi una corrispondenza forte tra quello che io stavo
01:19vivendo e quello che lui scriveva e dicevo ok mi sento meno solo, mi sembrava quasi di
01:25non essere pazzo, non quello che provavo, e allora mi chiesti se divento un regista e
01:30questo diventi in qualche modo il mio primo film.
01:43Forse è uno dei romanzi più complicati a tradurre, è difficile adattare un romanzo
01:47che si basa principalmente non tanto sulla drammaturgia ma su un lavoro forte sulla lingua,
01:53però questa cosa l'avevo trovata anche uno stimolo perché Orazio nella sua scrittura
01:57fa una serie di giochi, di chiedere le suggestioni a tre o sei parole, a volte anche inventa
02:02dei termini, fonde molto il siciliano, l'italiano come Stefano d'Arrigo, Bufalino e questa cosa
02:10mi ha fatto pensare, ho detto che è stata l'opportunità di creare un film puramente visivo,
02:14di sensazioni, di atmosfere, di calare il pubblico dentro una realtà che non conosce perché
02:21l'altra sfida era, devo fregarmi di tutto quello che è stato fatto sulla Sicilia, devo
02:25cercare di prendere e di fare la mia versione della Sicilia, quella che conosco, quella che
02:30la gente non ha mai visto e in qualche modo calare il pubblico in un'esperienza sensoriale
02:36e visiva, questo sia attraverso le immagini che ho creato con Sala Purgatorio che attraverso
02:40il sound, in questo caso con le musiche di Santi Pulvirenti e il lavoro di Thomas Giorgi
02:45Andrea Cagucci e abbiamo cercato in qualche modo di uscire fuori da tutto quello che si
02:52pensa di conoscere della Sicilia.
03:00La storia sostanzialmente è quella di un ragazzo che torna a casa per cercare delle risposte
03:05nel proprio passato, ha una sofferenza che ancora non riesce a dare forma, ancora non riesce a dare
03:11neanche forse un nome, ma lo chiama proprio come se fosse lo scuro, cioè in tant'è che
03:16ci sono varie immagini di questi pozzi di petrolio, perché per questo dico la Sicilia
03:20con correlativo oggettivo, perché tutto il tempo il mare nero, i pozzi di petrolio che
03:24si vedono all'intanto, che scavano dentro le visce della terra, c'è tutta questa serie
03:29di immagini che in qualche modo guidano in maniera subliminale il pubblico a interrogarsi
03:33sulla propria interiorità, perché il fondo è sostanzialmente una catabasi, ma anche un viaggio
03:41dentro se stessi, per cercare di capire che cos'è il dolore, perché tutti, almeno una
03:46volta nella vita, o per un momento di crisi o per un trauma, tutti attraversiamo dei momenti
03:53che ci mettono a dura prova, alcuni sviluppano magari delle forme nevrotiche, altre psicotiche
03:59o magari niente, per tanto tempo a un certo punto esplodono delle crisi, anche una sorta di
04:04burnout, ma tutti abbiamo uno scuro che ci portiamo dietro a un certo punto della nostra vita.
04:10Il problema a un certo punto per me era, come lo orrendo, visto che sto raccontando
04:14proprio tutto questo in Sicilia, come faccio capire alle persone quello che io ho vissuto,
04:19quello che ho visto accadere ad altre persone in una forma cinematografica compiuta?
04:24In questo senso c'è una tradizione incredibile relativa alla Sicilia, perché tutti pensano
04:29alla Sicilia come una terra colorata, perché abbiamo il mare, abbiamo campagne bellissime,
04:36monumenti, tutto si immagina sempre calda. La Sicilia che vedo io invece è una Sicilia
04:41in bianco e nero, perché Ferdinando Scianna, l'edizia battaglia, l'edizia battaglia perché
04:45raccontava Palermo Violenta degli anni Ottanta, Ferdinando Scianna ha usato il bianco e nero
04:49in una maniera unica. Ci dicevano una cosa, che la Sicilia è una terra di contrasto, è la
04:54terra della luce e del lutto, perché la Sicilia è questo, è il contrasto, anche in relazione
05:01dal rapporto che noi abbiamo con la morte, perché è vero che c'è il sole, c'è il
05:05mare, però noi sentiamo la morte che alleggia sempre sopra di noi, poi la guardiamo con
05:09ironia. Il Mediterraneo, dove tutti si vanno a fare il bagno, è un cimitero in realtà,
05:16è forse il più grande cimitero del mondo.
05:31Durante una proiezione, una persona dal pubblico, dice la direttrice della fotografia Sara Pugliatorio,
05:36in realtà questo non ha dato l'impressione di essere un film in bianco e nero, sembrava
05:39colori, perché Sara, non io, è stata molto brava a rendere il bianco e nero che avevamo
05:44in testa in un certo modo, a dare delle sfumature attraverso i vari grigi, il contrasto tra il
05:50cielo e la terra, ma perché ogni contrasto è anche a rispecchio il contrasto del personaggio,
05:56dei personaggi e la loro intimità, e questa cosa sono tutti i bianco e nero, potatele, io non
06:00potevo pensare questo film a colori, perché il bianco e nero per me è funzionale al raccontare
06:05il viaggio del mio protagonista.
06:09Il romanzo racconta un determinato momento della vita di Orazio Labbate, che lui usa la
06:16sua tecnica per raccontare le sue sensazioni relativa a un periodo della sua vita. Quando
06:22noi abbiamo acquistato i diritti, la prima cosa che io ho chiesto ad Orazio è stata
06:25la tua versione dell'oscuro, il film sarà il fratello in versione cinematografica, ma
06:34non sarà la stessa cosa, sarà la mia esperienza. Questa cosa è stata chiara a lui dall'inizio
06:41e questo ci ha permesso di lavorare ben insieme perché avevo necessità di mettere quello che
06:45vedevo io della Sicilia, la mia esperienza, quello che conoscevo e il mio dolore dentro quel
07:00film. Rispetto all'attualità poi chiaramente io sono stato immerso per tanti anni in questi
07:10territori, anche se sono di Palermo conosco molto bene tutta una serie di storie relative
07:16alla migrazione, tutto che mi hanno sempre inquietato, perché la Sicilia è sempre stata
07:23una terra di incontri, continuamente. Oggi questa cosa ce la siamo dimenticata, però si verifica
07:33un fatto molto interessante, il sincretismo, perché la religione o le credenze popolari anche
07:44diventa una volta uno strumento quasi di controllo, di coercizione su alcune persone, ma non perché
07:50siano più o meno fragili di altre, ma perché c'è appunto un discorso sul dolore che io porto
07:57avanti, in cui ognuno di noi a un certo punto si aggrappa a qualcosa pur di scappare dal dolore,
08:01il film parla sostanzialmente di questo. L'attualità mi offriva una chiave perché se ci sono delle
08:08persone, per esempio quelle che subiscono il caporalato, che gli dicono guarda tu non ti puoi liberare
08:13da questa schiavitù imposta, e gli parla di gente che va a raccogliere i pomodori a
08:19Pachino o in altri territori della Sicilia, e ti dicono no ma tu non puoi farlo, perché
08:26se no ci sarà un demone che ucciderà la tua famiglia a Lagos, o tu donna che ti prostituisci
08:34non puoi andare a denunciare il pappone, non puoi fare niente, perché se no qualcuno
08:42della tua famiglia morirà, chiaramente è una mente che non è, non subisce questa
08:46coercizione, sa benissimo che è perché qualcuno dall'altra parte ucciderà quella persona,
08:52ma non un'entità metafisica o altro. In molti ospedali di Pachino, soprattutto in quelli
08:56di Palermo, come il Polo Giacone, che è il nostro policlinico, ci sono dei dottori che hanno
09:01a che fare ogni tanto, perché non voglio dire sempre, però con persone che cadono in
09:08forti episodi psicotici, relativa a queste violenze psicologiche, persone normalissime
09:13in apparenza. Quindi per me c'era una grande attualità, il problema è che non se ne parlava
09:20tanto, eppure però ci sono degli articoli del Guardian, un giornalista del Guardian con
09:24un fotografo brevissimo che si chiama Francesco Bellina, fecero prima un articolo, poi una mostra
09:30intitolato Riri, che nella lingua Bantu vuol dire incubi, che raccontano di questa Palermo
09:40notturna, nelle viscere proprio della città, dove avvengono certi rituali gestiti dalla mafia
09:47nigeriana e dalla mafia siciliana. Ma non siamo nel 1800, quando vanno questo articolo siamo
09:55nel 2015-2016, quindi questa cosa l'avevo trovata parecchio interessante, molto attuale,
10:03però la gente non sa perché pensiamo che sia una cosa relegata al passato, invece no.
10:17Non ho delle risposte, quello che ho messo nel film, infatti anche nel finale, io do al pubblico
10:22la possibilità di scegliere, perché anche io continuo a pormi delle domande, perché credo
10:27che la vita non si risolva mai in qualcosa di compiuto, ma si riapra sempre a qualcosa di
10:32altro dopo, e la Sicilia è una terra metafisica che per quanto riguarda la mia relazione personale
10:38mi fa molto riflettere e mi spinge a interrogarmi sul mio posto, sia in quest'isola, ma anche
10:44nel mio posto nel mondo in generale, perché c'è qualcosa di trascendentale nella mia isola.
10:50Sono cresciuto qui rispetto anche alla relazione che noi abbiamo noi siciliani con la morte,
10:54ci poniamo tutta una serie di domande, e mi sono reso conto che l'obiettivo che avevo
10:59in questo film nel rappresentare questa Sicilia era di farla diventare un luogo dell'anima,
11:04come l'ho vissuta sempre io, non soltanto con un luogo dove sono nato e cresciuto, ma
11:09un luogo, quasi uno spazio mentale, perché in ogni angolo, sotto ogni pietra io percepisco
11:14qualcosa di metafisico in quest'isola, che però non è soltanto per fare poesia, ma perché
11:19qualcosa che mi faceva molto riflettere su determinati eventi che accadevano, e mi sono detto
11:26ok, però la Sicilia mi pone delle domande, mi deve fare il riflettere, però a questo
11:30punto io devo portare il pubblico a vivere la Sicilia, a vivere l'esperienza del protagonista
11:35nel toto, e quindi a non dare delle risposte sulla concezione di bene e male, di uscita dal
11:41dolore, dalla sofferenza, anche di un disturbo, di una malattia mentale, ma anche allo stesso
11:46tempo di ok, il dolore esiste, c'è questo luogo che si fa con il relativo oggettivo di
11:52tutto, di questi spazi mentali? Trovate voi la risposta. Con questo film io volevo raccontare
12:04un'esperienza catartica, il mio scopo era cercare di raccontare una storia che calasse
12:09il pubblico dentro un mondo, ma non soltanto per fargli vivere una giostra di emozioni o
12:16di incubi in questo caso, però di, diciamo di spingere, semplicemente ad una riflessione
12:22interiore, mi bastava solo quello, a riflettere su che cos'è il lutto, su che cos'è la sofferenza,
12:28su che cos'è il dolore, e anche accettare, semplicemente accettarlo, e dire ok, ogni tanto
12:33è possibile anche semplicemente tollerarlo, ma questo l'ho fatto sia per il pubblico che
12:37è per me stesso.
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