00:07Dopo il pomeriggio avevo detto io qua un giorno registrerò un disco.
00:12Qui abbiamo conosciuto Mauro Pagani, un maestro.
00:16In realtà la conoscenza artistica con Mauro per quello che mi riguarda è attraversata
00:21fin dalle origini insomma, nel senso che lo ascoltavo e mia madre lo ascoltava e io ero
00:28bambina e ho un ricordo inevitabile di impressioni di settembre perché poi e lui condividiamo
00:35il fatto di essere nati nella stessa provincia, quindi in quella pianura padana piatta e ossessiva
00:44da cui forse entrambi abbiamo sentito bisogno di fuggire, ma diciamo che c'è un punto forse
00:51speciale nella nostra frequentazione di lavoro inevitabilmente che in realtà è datata da
00:57molti anni insomma perché le collaborazioni con Mauro non so neanche indicare una data
01:03precisa, però c'è stato un film che è Boys di Davide Ferrario che ha una colonna sonora
01:10di Mauro stupenda e che io ho scritto quel film con Davide Ferrario e che proprio parla
01:15di un gruppo di musicisti che in qualche modo si ritrova un po' sulla scorta del passato
01:24a ragionare sul presente e diciamo che quel momento che insomma ci ha visto anche un po' vicini
01:33per altre ragioni anche personali, credo in qualche modo si possa un po' ascrivere come l'inizio
01:39dei primi ragionamenti su un film e sicuramente ha cimentato quel rapporto di fiducia di cui
01:46credo ci fosse bisogno per accettare per una personalità come quella di Mauro che certo
01:53non aveva bisogno di ribalta, non aveva bisogno di esporsi, non aveva bisogno di accendere un
02:00riflettore su una vita che in realtà ha sempre cercato molto riparo, Mauro non è stato uno
02:07da palcoscenici facili diciamo e quindi questo sicuramente ha segnato una grande evoluzione
02:16ma quasi in profondità umana, di una conoscenza molto profonda da cui forse entrambi abbiamo
02:26poi capito che si poteva correre questo rischio insieme.
02:31A perdere la memoria è strano, prova a raccontarmelo, senti che c'è una specie di pantano nel
02:40quale ti ricordi che è successo qualcosa ma non ti ricordi né come né quando, ti ricordi
02:47che solo che. E allora piano piano getti dei piccoli sassi nello stagno sperando che le
02:57remese risaltino fuori e ti raccontino le cose.
03:02Per fortuna come dire Mauro aveva superato brillantemente la perdita temporanea di memoria
03:11ma è un pretesto drammaturgico molto forte ovviamente e allo stesso tempo assume anche
03:18un valore simbolico universale, quindi questo tema della memoria e del fatto di quello che
03:25si vive personalmente ma che poi soprattutto nel percorso artistico di Mauro ma anche umano
03:34diventa una testimonianza universale è stata la scintilla che io ho sentito poteva rappresentare
03:41l'ingresso, il codice d'ingaggio diciamo di questo film proprio perché credo che la risorsa
03:48più grande per ogni essere umano è quando si riesce a fare di un dolore personale un arricchimento
03:54di comunità, di condivisione e Mauro che ha fatto di tutta la sua carriera artistica
04:00musicale questo valore è stato disposto a mettere al servizio tutti i ragionamenti che
04:09possono derivare da una temporanea perdita della propria identità proprio per intraprendere
04:17questo viaggio che non sapevamo bene dove ci avrebbe portato. Credo che questo rappresente
04:23ancora una volta l'enorme generosità di Mauro.
04:26Ma ti porto il temporane anziché l'estate. Andiamo da Mauro. Sempre una botta al cuore
04:34sto posto. Poi maledetto non cambia niente apposta. Dove sei maledetto? Maestro?
04:45Completamente. Completamente a suo servizio. Ciao.
04:49Mauro ha proprio creato comunità, ha creato appartenenza, ha creato banalmente legami autentici,
04:59reali e quindi non passano mai non solo le emozioni e ricordi magari legati a certe fasi
05:06della vita, ma c'è qualche cosa che ha a che fare con la riconoscenza, la gratitudine, ma non perché
05:14gli si deve qualcosa, perché probabilmente forse in un certo senso gli si deve tutto, ma perché è quel
05:22tipo di sentimento che vive ogni giorno, nel senso che spesso Mauro riesce ad incidere nella vita artistica,
05:31e immagino anche umana delle persone, un po' ridefinendo chi sei, facendoti vedere magari qualche cosa
05:39che tu non vedevi in te stesso. È veramente un creatore da questo punto di vista. Ci tengo molto a
05:46dire
05:47che questa comunità di artisti presenti nel film non sono di passaggio semplicemente perché rappresentano
05:55un momento, sono ancora rapporti vivissimi, palpitanti, ci dicono dell'oggi, sono davvero persone
06:02credo che, ancora prima che personaggi, persone che ritestimoniano un legame in questo senso del noi.
06:23Per Mauro era importante moltissimo anche per me questo aspetto di barcare dei confini e di cercare
06:32proprio di rimettere al centro dove possiamo ritrovare un significato alla nostra esistenza,
06:38dove qualcuno può incidere nella nostra esistenza, se c'è questa percezione di prossimità
06:45che io posso stare meglio se chi mi sta accanto sta meglio e viceversa la reciprocità.
06:51E questo era un tema che anche nelle chiacchiere, quando stavamo ancora molto lontani da un progetto
06:56di film, ovviamente ci vedeva molto sensibili, molto attenti. Mauro ha questa anche straordinaria
07:03qualità di essere sempre collocata nel contesto in cui vive, non è certamente, lo dice anche
07:10Emanuele Agnelli nel film, uno che sta nel suo microcosmo e fa le sue cose al contrario.
07:19E quindi io ho avuto la fortuna in questa amicizia con Mauro di considerare spesso il presente,
07:26insomma un po' dove stiamo andando come società, i giovani, questo tema pressante, fortissimo,
07:34ma che cosa lasceremo?
07:49Ad esempio Sidon, che è una cosa commovente, che è attualissima adesso, parla di questo
07:56uomo disperato che gli ammazzano il bambino in guerra e corre con questo bambino morto
08:02in braccio, urlando come un pazzo. E a pensarci è...
08:06E io ho questo ricordo di Fabrizio che diceva spesso che Sidon era la cosa più bella che
08:11avesse mai cantato.
08:12Sono convinta anch'io.
08:24Fabrizio penso sia un unicum nella vita di Mauro ovviamente, non solo perché hanno inventato
08:32qualche cosa che era inimmaginabile. Rosalema tiene la parte musicale, quindi con l'incontro
08:40tra Mauro e il Bozzucchi e tutti gli esperimenti che Mauro, che in quel momento era credo forse
08:46uno dei più importanti ricercatori di musica popolare, di musica etnica al mondo e Fabrizio
08:53De Andrè che aveva forse anche lui voglia di provare qualche cosa di diverso nonostante
09:00la sua riconoscibilità come cantautore italiano con questo italiano straordinario. Questa cosa
09:09di incontrarsi su qualche cosa di artistico stesso bisogno di andare in qualche cosa che
09:16non esisteva si è sicuramente poi tramutata in un rapporto di fiducia, di stima, di affetto
09:25profondissimo. Tanto che loro hanno vissuto davvero tanti tanti anni insieme pur facendo
09:33Cruz da De Mai, le nuvole, quindi non solo producendo, hanno prodotto vita, vita per se
09:38stessi, vita per gli altri, un legame solidissimo, autentico e quindi non sempre facile come lo
09:47sono le vere amicizie dove chiaramente ci si confronta e credo che anche la testimonianza
09:55di Dorighezzi nel film riprenda proprio questo sentimento di famiglia. C'è una dinamica tra
10:02lei e Mauro che ha tutto quel sapore di un vissuto vero. Mauro Pagani la pensava allo stesso
10:07modo, forse anche per questo motivo la reciproca stima, il progetto comune, il tentativo di ricondurre
10:14la canzone alla sua funzione primaria. Il canto ha infatti ancora oggi in alcune etnie
10:19cosiddette primitive il compito fondamentale di liberare dalla sofferenza, di alleviare
10:24il dolore, di esorcizzare il mare.
10:31Il mare era un elemento imprescindibile e addirittura lo sapevamo ancora prima di iniziare
10:40a girare ovviamente. Peraltro abbiamo girato davvero tantissimo, quasi 70 ore, il montaggio
10:47è stato molto impegnativo e anzi voglio ringraziare anche Matteo Morsi, mio montatore, con cui abbiamo
10:55davvero cercato di far parlare e di mettere in relazione moltissimo il repertorio e il presente.
11:02proprio perché credo che il passato assuma un significato diverso a seconda delle fasi
11:11della vita che noi attraversiamo e credo che questo sia un'opportunità immensa per qualsiasi
11:17essere umano, ritornare a rivisitare, rienterpretare, estrarre il succo di un'esperienza di vita.
11:24Il film non poteva che finire con un viaggio, non poteva che finire con un orizzonte, non
11:31poteva che finire con qualche cosa di inafferrabile perché non solo c'è il fuggiasco ovviamente
11:38ma perché in qualche modo anche questo ancora una volta ci rappresenta tutti credo. La prospettiva
11:44di avere una linea dove il mare e il cielo si confondono, dove questo eterno prosegue e
11:56così mantiene mistero, magia, ma allo stesso tempo anche la bellezza di qualche cosa di
12:01molto fisico, perché lì è via la portata però non ci riusciamo ad arrivare mai, era
12:08qualcosa che tenevo moltissimo a rappresentare. Quando sali sul palco di emozioni? Sì, ancora
12:17adesso. Sul sogno avevamo costruito tutto perché io volevo fuggire.
12:38Grazie a tutti.
12:38Grazie a tutti.
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