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  • 19 ore fa
Trascrizione
00:28L'Alzheimer
00:29L'Alzheimer è la causa più comune di demenza e di decadimento cognitivo.
00:34Una cura definitiva purtroppo ancora non esiste, però possiamo rallentare il suo decorso,
00:40possiamo migliorare la qualità della vita dei pazienti e possiamo aiutare i familiari e i caregiver,
00:46ossia i prestatori di cura, che spesso si trovano purtroppo a dover gestire delle situazioni particolarmente gravose e difficili.
00:54Allora per cominciare, con l'aiuto dei nostri esperti, vediamo che cos'è, come agisce e come si sviluppa la
01:00malattia di Alzheimer.
01:11L'Alzheimer è una malattia neurodegenerativa, cioè succede che i neuroni non parlano più tra di loro,
01:19perché si interpone una sostanza, la beta-amiloide, che in qualche modo è una specie di gomma, di cemento
01:27che impedisce la comunicazione normale tra i neuroni che è fondamentale per la vita di relazione.
01:33È una malattia che tocca non soltanto la persona che ne è soggetta dal punto di vista cognitivo,
01:41ma anche dal punto di vista emotivo.
01:43Certo, gli aspetti cognitivi sono spesso quelli che danno più notizie di sé, per esempio il disorientamento,
01:51perché colpendo delle strutture cerebrali come l'ippocampo, che è una struttura importante per orientarci nello spazio,
02:01inizialmente questi pazienti cominciano ad avere difficoltà ad orientarsi, a ritornare a casa,
02:07ad orientarsi persino nella casa, insomma.
02:10Quindi ci sono dei segni molto netti, poi cominciano a scomparire alcune memorie,
02:17soprattutto le memorie più vicine, piuttosto che quelle più lontane.
02:22Si cominciano ad avere dei problemi nell'identificare le persone e così via.
02:26Questo non implica che dimenticarsi il cognome di una persona sia un segno dell'Alzheimer, assolutamente.
02:33Dopo i 50 anni, i 60 anni, questo è un fatto abbastanza comune, insomma,
02:38perché i cognomi non significano nulla e quindi uno può avere una dimenticanza passeggera.
02:44C'è uno stadio intermedio molto importante che sta tra l'invecchiamento fisiologico del cervello e la demenza,
02:51che si chiama disturbo cognitivo lieve, molto frequente, in Italia conta quasi un milione di persone
02:58ed è il bacino da cui provengono i 100.000 nuovi casi ogni anno.
03:03Perché è importante? Perché i soggetti con questo disturbo cognitivo lieve sono ancora perfettamente autonomi ed efficaci,
03:10fanno anche lavori di alto spessore cognitivo, ma hanno un problemino cognitivo che si misura con i test,
03:17un po' di memoria o di altri domini. Circa la metà, anche un po' di meno, il 60% di
03:24queste persone
03:25rimane così per tutta la vita, quindi perfettamente efficienti, semmai un po' smemorati, ma niente di più,
03:32i rimanenti invece progrediscono verso una qualche forma di demenza.
03:36E identificare lì i soggetti ad alto rischio di progredire poi a demenza nell'arco di 2-3 anni
03:43significa cercare di rallentare o di bloccare sul nascere la progressione della malattia
03:48e mantenere molto più a lungo le autonomie, che sono quelle che poi rappresentano il peso
03:53per la famiglia, per il paziente e per la società.
03:56Perché se una persona un po' smemorata fa una vita normale, se una persona si perde ogni volta che esce,
04:02non è in grado di usare gli oggetti, non è in grado di scrivere una cosa, non è in grado
04:08di esprimersi,
04:08deve essere supportata in tutte le sue attività da qualcuno e questo ha dei costi non soltanto affettivi,
04:15ma anche sociali.
04:19Ci sono prove schiaccianti che la malattia non comincia il giorno che i sintomi compaiono,
04:24ma inizia anni, se non decenni prima.
04:27Lavora nel buio, non si esprime perché il cervello è dotato di resilienza, ha dei meccanismi di recupero,
04:34ha dei, come si dice, dei giocatori di riserva che entrano in funzione quando i neuroni muoiono,
04:41ci sono neuroni silenti, sinapsi silenti che permettono di vicariare quello che la malattia sta distruggendo.
04:48Però questa capacità non è illimitata e a un certo punto il sintomo compare.
04:53Questo vi fa capire quanto sia importante la diagnosi precoce, perché quando noi arriviamo con la diagnosi
04:59la malattia ha già lavorato per molto tempo e quindi prima cominciamo ad ostacolarla,
05:04prima si possono ottenere dei risultati efficaci.
05:16Sulle cause dell'Alzheimer sono state avanzate varie ipotesi.
05:20Facciamo il punto.
05:26Ci sono tante cause ipotizzate fino ad oggi.
05:30Le due principali riguardano i due marcatori descritti da Alzheimer nel 1906,
05:36che sono la beta-amiloide che si deposita in placche e che provoca delle reazioni infiammatorie attorno ad esse,
05:44che provocano a loro volta la morte e il taglio delle connessioni,
05:48e i grovigli neurofibrillari di proteina tau che si accumulano dentro i neuroni e quindi li soffocano dall'interno.
05:57È un attacco da fuori e da dentro le mura del povero neurone,
06:04che resiste quanto può ma a un certo punto cade.
06:07Poi ci sono teorie circolatorie.
06:10Si ritiene che ci siano situazioni in cui il microcircolo cerebrale è danneggiato.
06:16Per esempio il diabete è una delle cause associate molto frequenti.
06:21Questo comporterebbe una riduzione del flusso ematico al cervello.
06:26I neuroni non hanno depositi di energia per lavorare,
06:29devono continuamente ricevere cibo, sostegno energetico,
06:33e se non arriva sangue questo sostegno non è disponibile.
06:38Ci sono teorie che riguardano la presenza di sostanze di tipo ossidante.
06:44Si sa che l'ossigeno è un veleno quando è puro.
06:49L'ossigeno è vitale per noi in una certa forma,
06:53ma il cosiddetto ossigeno singoletto, è un nome un pochino singolare,
06:58però così viene definito, è una specie di veleno,
07:00uccide i neuroni e se ci sono sostanze che producono ossigeno libero
07:05queste possono essere con cause.
07:08Microtraumi per tutta la vita o macrotraumi.
07:12Io dico sempre ai ragazzi portate il casco e cercate di non sbattere la testa
07:17perché i milioni di neuroni che perdete oggi per un trauma cranico,
07:22anche se non vi dà dei sintomi immediatamente presenti,
07:26tra 50 anni quando arriverete nell'età a rischio,
07:29quei milioni di neuroni non ce l'avrete più nella vostra riserva
07:33e quindi possono facilitare l'esordio di una malattia
07:37che invece non ci sarebbe stata in presenza di una riserva consistente.
07:48Ci sono degli aspetti come per esempio lo stress e gli stress cronici
07:52che possono lasciare dei segni a qualsiasi età
07:55e anche gli anziani sono particolarmente sensibili agli stress cronici
08:00perché i loro surreni funzionano di più, liberano il cortisolo,
08:05il cortisolo ha un effetto tossico sul cervello e in particolare sull'ippocampo
08:09che è al centro della memoria.
08:11Quindi se è possibile un anziano deve evitare di stressarsi
08:16e di stare in una situazione di stress duratura.
08:22Lo stress ha una caratteristica diciamo attuale
08:24nel senso che senza dubbio i ritmi della nostra vita
08:28sono diversi rispetto a quello del passato.
08:31Le dinamiche dei nostri rapporti con le persone, con il lavoro,
08:34con le tecnologie che affollano le nostre case,
08:38i nostri posti di lavoro e così via,
08:40inducono dei tempi per cui il nostro cervello non è perfetto
08:44o nel poterli seguire.
08:48Normalmente noi saremmo portati per dei tempi lenti,
08:51sin dall'infanzia, per i tempi della natura.
08:54Ci siamo adattati a dei tempi più veloci,
08:56però c'è anche un limite alla velocità dei tempi
08:59che regolano la nostra vita.
09:02E penso che appunto questi tempi troppo veloci
09:06sia un fattore di stress cronico
09:08che può in qualche modo lasciare delle tracce.
09:18In attesa della scoperta di cure definitive,
09:21le modalità con cui si affronta l'Alzheimer
09:23possono avere un forte impatto sulle famiglie dei malati.
09:35Il futuro di questa malattia è più o meno in questa filosofia.
09:39Diagnosi precoce, nuovi farmaci,
09:42strumenti per identificare soggetti ad alto,
09:46altissimo rischio il prima possibile,
09:48impiego dei nuovi farmaci in questi soggetti
09:51prima che si può.
09:52E questo vale anche per i trattamenti non farmacologici
09:55con vari tipi di stimolazione transcranica
09:58che sono oggi in sperimentazione
10:00e che hanno la loro degnità e la loro efficacia.
10:08Regredire a una situazione di incapacità
10:14di qualsiasi vita di relazione
10:17è un disastro
10:20perché è come ritornare neonati.
10:23Se non hai qualcuno che si occupi di te,
10:26H24,
10:28la vita va male.
10:30Chi è che viene ricoverato in RSA,
10:33in istituzione per la malattia di Alzheimer,
10:37campa mediamente qualche anno,
10:403-4 anni.
10:41Chi è che rimane in famiglia invece,
10:44campa 8-10 anni.
10:45Per capire quanto è importante
10:47un contorno,
10:49un supporto,
10:50ma questo supporto è pesantissimo.
10:53Questo supporto vuol dire
10:55che ci devono essere dei familiari dedicati,
10:58sottraendosi alla vita di tutti i giorni
11:01e soprattutto
11:02in qualche modo
11:04rinunciando a un pezzo di sé.
11:06In questo mondo di oggi
11:07è sempre più difficile.
11:12L'impatto dell'Alzheimer
11:14sul gruppo familiare
11:15è indubbiamente molto forte.
11:17Non soltanto perché
11:18col progredire della malattia
11:20la famiglia deve superire
11:22una serie di cure
11:22e diventano quelli che si chiamano
11:24dei care givers,
11:25cioè dei fornitori di cure,
11:27ma anche perché i rapporti
11:29man mano cambiano.
11:31La persona con cui si avevano
11:33dei rapporti fisiologici,
11:34diciamo,
11:35cominciano ad essere
11:37una persona diversa
11:39e insomma
11:40cominciano a ricordare,
11:41comincia a porre dei problemi
11:43e quindi questo altera
11:44completamente le dinamiche familiari.
11:50è necessario che i familiari
11:53siano educati,
11:55diciamo,
11:57sia appunto emotivamente
11:58a reggere
11:59questa relazione difficile,
12:02ma anche poi
12:03alla gestione
12:04di una vita quotidiana
12:05che sicuramente cambia,
12:07no?
12:07E questo però non basta
12:09perché oggigiorno
12:11c'è anche il grosso fenomeno
12:13delle assistenti familiari,
12:14le cosiddette badanti,
12:15che possono creare
12:17grossi guasti
12:18se si pongono
12:19in modo negativo
12:21davanti a queste persone
12:23e quindi è necessario
12:24anche formarle
12:26appunto
12:27a questa relazione.
12:33si può aiutare le famiglie
12:34ad affrontare il carico emotivo
12:36anzitutto spiegando
12:38qual è il tipo di malattia,
12:40qual è il decorso
12:41e quale sarà la sua evoluzione.
12:44Per quanto naturalmente
12:45una persona sia consapevole
12:47che ha in casa
12:48una persona malata
12:50è difficile spesso
12:52cercare di mantenersi
12:54emotivamente
12:55come dire
12:56compensati.
12:57Bisogna anche
12:58spiegare
12:59che alcuni scatti
13:00sono normali
13:01insomma,
13:02che non ci si può
13:03di continuo
13:04inibire
13:05e via dicendo.
13:07Quindi
13:07se succede
13:09qualche cosa
13:09pazienza,
13:10bisogna imparare
13:12in qualche modo
13:13ad agire.
13:14Ripeto,
13:14a volte come si fa
13:15con i bambini
13:16in cui si ha
13:17una maggiore tolleranza
13:18bisogna avere
13:19una maggiore tolleranza
13:20anche con le persone
13:21che soffrono di Alzheimer.
13:27Le persone
13:29che hanno malato
13:30in famiglia
13:32dicono sempre
13:33non è più lui
13:35non è più lei
13:36no?
13:37È un fatto
13:38molto comune.
13:40Ecco,
13:40io credo
13:41che bisogna
13:42aiutarli
13:43caregiver
13:44a superare
13:45questo momento
13:46di smarrimento
13:48davanti alla persona
13:50che a un certo punto
13:51vedono
13:52che cognitivamente
13:53non risponde più
13:54perché
13:55non è vero
13:56che questi malati
13:58perdono l'identità
13:59no?
14:00La mantengono
14:01la mantengono
14:02fino alla fine
14:03e quindi
14:04bisogna cercare
14:05di superare
14:06la barriera
14:08che si crea
14:09nella relazione
14:10a causa
14:11del danno cognitivo
14:12e
14:12ricercare
14:14il carattere
14:15identitario
14:17della persona
14:17e questo
14:19per i familiari
14:20dovrebbe essere
14:20abbastanza facile
14:21se sono
14:23sostenuti
14:23emotivamente.
14:25Il problema
14:26nella gestione
14:27di questi malati
14:27sono i disturbi
14:28del comportamento
14:30e qui c'è
14:31un po'
14:32di differenza
14:33fra l'approccio
14:34neurologico
14:34e l'approccio
14:35geriatrico.
14:36Il neurologo
14:37vede un po'
14:38come inevitabile
14:39l'insorgenza
14:40di questi disturbi
14:41del comportamento
14:42perché si riferisce
14:43a certe aree
14:44del cervello
14:45giustamente
14:47colpite
14:47dalla malattia
14:48invece
14:49il geriatra
14:50è più portato
14:52a vedere
14:52le condizioni
14:53ambientali
14:54in cui
14:55insorge
14:56il disturbo
14:56del comportamento
14:57perché spesso
14:59proprio
14:59per la mancanza
15:01di sapienza
15:02diciamo
15:03del caregiver
15:04il malato
15:05vede il mondo
15:06intorno a sé
15:06come minaccioso
15:08e reagisce
15:09a volte
15:10anche aggressivamente
15:11a volte
15:12con altri sintomi
15:13che non sono
15:14aggressività
15:15ma sono per esempio
15:16grande agitazione
15:18psicomotoria
15:19o affacciamento
15:20incongruo
15:21e altro
15:22che effettivamente
15:23inficia
15:23la vita quotidiana
15:24della famiglia
15:25ecco
15:26questo è dovuto
15:27a un ambiente
15:28sfavorevole
15:29e quindi
15:30bisogna molto agire
15:31sull'ambiente
15:33che contiene
15:34la persona
15:35e non esagerare
15:36con i farmaci
15:40io ho lavorato
15:42sempre con
15:43i vecchi
15:44e i molto vecchi
15:45il disastro
15:46normalmente
15:47avveniva
15:48sempre
15:49e sempre
15:49avviene
15:50perché
15:51il paziente
15:54invecchiando
15:55ha 3, 4, 5 patologie
15:576
15:58assume
15:598, 10
16:0012 farmaci
16:01prescritti
16:02da
16:033, 4, 5
16:05medici diversi
16:06allora
16:06il problema
16:07oggi
16:08curiosamente
16:09è di ritornare
16:10a un medico
16:11in qualche modo
16:12onnicompetente
16:13che riesca
16:14a fare sintesi
16:15i grandi successi
16:17che abbiamo avuto
16:18come geriatri
16:19professionalmente
16:20sono stati quelli
16:21di ripartire da zero
16:22ti tolgo
16:23tutti i farmaci
16:24ripartiamo da zero
16:25e cerco di dartene
16:26quelli giusti
16:27mirati
16:28e fatto
16:29tutto questo
16:30da una sola persona
16:32e questa è importante
16:33perché
16:34la super specializzazione
16:36ha portato
16:37da una parte
16:37a questa
16:38delirio
16:39di polifarmacia
16:41ma certamente
16:42dall'altra
16:42anche
16:43lo super specialista
16:45lo vedi
16:45una volta sola
16:46o poche volte
16:48nella vita
16:49e quindi
16:49il rapporto
16:50non meno
16:51comincia
16:52uno che invece
16:53fa sintesi
16:53ha bisogno
16:54di perdere
16:54un po' di tempo
16:55con te
16:56e questo
16:57non solo
16:57fa una sintesi medica
16:59ma fa anche
16:59una sintesi umana
17:00che certamente aiuta
17:06la ricerca scientifica
17:08sull'alzheimer
17:09ha raggiunto
17:10dei risultati
17:10che potrebbero
17:11aprire nuove
17:12prospettive
17:12sulla cura
17:13vediamo quali
17:21dal punto di vista
17:22biologico
17:23la malattia di alzheimer
17:24non è la malattia
17:25dell'anziano
17:26ma è una malattia
17:27che si vede
17:28nell'anziano
17:29si misura
17:29nell'anziano
17:30si esprime
17:31nell'anziano
17:31ma dati
17:32piuttosto convincenti
17:33documentano
17:34che la malattia
17:35resta
17:36in una fase
17:36preclinica
17:37non obiettivabile
17:38dal punto di vista
17:39neurologico
17:40almeno 20 anni
17:41prima dell'esordio
17:42clinico
17:42capire che cosa
17:43accade
17:44in questi 20 anni
17:45di non espressione
17:47della malattia
17:47è fondamentale
17:48tanto dal punto di vista
17:50diagnostico
17:51tanto dal punto di vista
17:52terapeutico
17:53in questo ambito
17:54noi abbiamo identificato
17:55una piccola area
17:56del cervello
17:56che si chiama
17:57area tegmentale ventrale
17:59un'area ricca
18:00di neuroni dopaminergici
18:01che proietta
18:02dopamina
18:03in tutto l'encefalo
18:04questa area
18:05rappresenta
18:05un hub funzionale
18:07del cervello
18:07ed è costituita
18:08da neuroni
18:09particolarmente sensibili
18:10sensibili
18:11a una serie
18:12di fattori
18:13che se
18:13il soggetto
18:14ne risulta esposto
18:15ne aumenta
18:16la possibilità
18:16di degenerazione
18:18perché quest'area
18:19è importante
18:20uno perché
18:20effettivamente
18:21noi abbiamo documentato
18:22anche attraverso
18:23delle collaborazioni
18:24con diversi centri clinici
18:26che nell'uomo
18:27questa area
18:28va precocemente
18:30incontro
18:31ad un'alterazione funzionale
18:32ed è un'area
18:33che coinvolge
18:34un numero
18:35di funzioni cerebrali
18:36che sono potenzialmente
18:38coinvolte
18:38nello sviluppo di malattia
18:39anche nelle fasi precoci
18:41dall'area
18:42tegmentale
18:43ventrale
18:43partono
18:44delle proiezioni
18:44che raggiungono
18:45l'ippocampo
18:46che è notoriamente
18:46un'area primariamente
18:48coinvolta
18:48nella funzione
18:49della memoria
18:50ma in tutto
18:50il circuito
18:51limbico
18:51che sono coinvolte
18:52nelle cosiddette
18:53funzioni non cognitive
18:54e che sono anche queste
18:56spesso
18:57obiettivabili
18:58già prima
18:59del declino
18:59cognitivo
19:04la ricerca
19:05nasce
19:06dallo sviluppo
19:07di nuove molecole
19:09con potenziale
19:10terapeutico
19:11in particolare
19:11questi che noi
19:13chiamiamo
19:13anticorpi
19:14ricombinanti
19:15sono degli anticorpi
19:16molto piccoli
19:17e innovativi
19:19che
19:19dopo essere stati
19:21sviluppati
19:22da un punto di vista
19:22chimico molecolare
19:24hanno permesso
19:25nuovi approcci
19:25sperimentali
19:26in particolare
19:27siamo riusciti
19:28a comprendere
19:28come questi anticorpi
19:30riconoscevano
19:31delle specie
19:31neurotossiche
19:32particolari
19:33dell'Alzheimer
19:34che sono
19:34tale molecole
19:35chiamate
19:36oligomidi
19:37del peptide
19:37beta amiloide
19:38sono delle molecole
19:40molto tossiche
19:41che però
19:41fino allo sviluppo
19:42dei nostri
19:43sistemi
19:44molecolari
19:45non erano
19:46definite
19:46come delle molecole
19:48intracellulari
19:49quindi
19:49la nostra generazione
19:51e sviluppo
19:52di queste
19:52molecole innovative
19:53anticorpali
19:54hanno permesso
19:55di capire
19:56e comprendere
19:57nei primi modelli
19:58cellulari
19:58di cellule di mammifero
19:59come queste strutture
20:01tossiche
20:02si sviluppassero
20:03dentro
20:03le cellule
20:05di mammifero
20:06dopodiché
20:06abbiamo sviluppato
20:07gli studi
20:08in altri sistemi
20:08cellulari
20:09in vivo
20:13per testare
20:14l'efficacia
20:15terapeutica
20:16dell'anticorpo
20:16a 13
20:17a livello
20:18preclinico
20:18in un modello
20:19animale
20:19di malattia
20:20abbiamo
20:21veicolato
20:21l'espressione
20:22dell'anticorpo
20:23all'interno
20:24delle cellule
20:24neurosaminali
20:25dell'ippocampo
20:26di topi
20:26modello
20:27l'ippocampo
20:28ricordo
20:28che è una regione
20:29interessata
20:30dalla malattia
20:31in quanto
20:32sede
20:32della formazione
20:33della memoria
20:34e anche
20:34di processi cognitivi
20:36come l'apprendimento
20:37che sono
20:37purtroppo
20:38inficiate
20:39dalla malattia
20:40attraverso
20:41quindi
20:41l'espressione
20:42con un approccio
20:42di terapia
20:43genica
20:43dell'anticorpo
20:44all'interno
20:44di queste cellule
20:45che diventano
20:46poi neuroni
20:47ipocampali
20:47nella fase adulta
20:48abbiamo potuto
20:49dimostrare
20:50che l'anticorpo
20:51è in grado
20:51di recuperare
20:52questi deficit
20:53che avevamo
20:54precedentemente
20:54osservato
20:55di neurogenesi
20:56adulta
20:56in questo
20:56modello
20:58di malattia
20:58e inoltre
20:59questo recupero
21:00di deficit
21:01correla
21:02con un recupero
21:02di quelli
21:03che sono
21:03i deficit
21:04comportamentali
21:05e cognitivi
21:06di questi
21:06topi
21:07che infatti
21:07hanno
21:09appunto
21:09problemi
21:10di memoria
21:10e che possono
21:11essere valutati
21:12mediante i test
21:13comportamentali
21:14che possiamo
21:15svolgere
21:16in laboratorio
21:17quindi i topi
21:18che esprimono
21:19l'anticorpo
21:19all'interno
21:20delle cellule
21:21dell'ippocampo
21:21neocostaminali
21:22trattati
21:23in età
21:23presintomati
21:24quando ancora
21:25non presentano
21:25i segni
21:26della malattia
21:26ad età
21:27più avanzate
21:28riescono a recuperare
21:29i loro
21:29difetti comportamentali
21:31e di memoria
21:32e questo è sicuramente
21:33un risultato
21:34incoraggiante
21:35e promettente
21:36per lo sviluppo
21:36di ulteriori studi
21:40per un malato
21:41di alzheimer
21:42è importante
21:43conservare
21:44la propria identità
21:45avendo cura
21:46dei ricordi
21:56un malato
21:57di alzheimer
21:57deve essere aiutato
21:58con un supporto
21:59che punta
22:00come dire
22:01a conservare
22:02la sua identità
22:03perché
22:04siccome man mano
22:05tende a perdere
22:06delle memorie
22:06i familiari
22:08le persone
22:09che gli sono intorno
22:10dovrebbero cercare
22:11di appunto
22:12puntellare
22:13i suoi ricordi
22:14ricordargli
22:15dei fatti
22:16che sono importanti
22:17non essere impazienti
22:19nell'annodare
22:21delle storie
22:22e così via
22:23attraverso questa strategia
22:25una persona
22:26si rende conto
22:28diciamo
22:28di conservare
22:29una sua identità
22:30perché quello
22:30è l'aspetto
22:31più negativo
22:32una persona
22:32lo stesso malato
22:34di alzheimer
22:34si sente
22:35diciamo
22:36soprattutto
22:36nelle fasi iniziali
22:38si trova
22:39in un marasma emotivo
22:40pensa man mano
22:41di perdere
22:42se stesso
22:43invece bisogna
22:44aiutarlo
22:44a continuare
22:45ad essere
22:46se stesso
22:47sia attraverso
22:48i luoghi
22:48sia attraverso
22:49le procedure
22:50quotidiane
22:51insomma
22:51che rafforzano
22:52le sue memorie
22:54sia attraverso
22:57ricordandogli
22:57magari facendogli
22:58sentire delle musiche
22:59che lui ha ascoltato
23:01e che gli sono piaciute
23:03leggendogli qualche pagina
23:04di un libro
23:05che lui ha amato
23:06e così via
23:07tutto questo
23:07diciamo
23:08cercano di
23:09mettere delle tesserine
23:10in un mosaico
23:11che si sta sgranando
23:13che sta perdendo
23:13delle tessere
23:18la progetto
23:20Alzheimer
23:20è la terapia
23:21del ricordo
23:22e attraverso
23:23la musica
23:24attraverso
23:24strumenti
23:27insomma
23:28percussivi
23:29e sonori
23:31quindi
23:31armonici
23:32riusciamo
23:33a lavorare
23:34sulla terapia
23:36del ricordo
23:36degli ospiti
23:38dell'ospedale
23:39De Colli
23:39di Napoli
23:40io sono un'attrice
23:41ma in realtà
23:42facevo la coordinatrice
23:44di questo coro
23:45questo coro
23:46affetto appunto
23:47da
23:48chiamiamo pazienti
23:50non i pazienti
23:51ma ospiti
23:52perché
23:52è giusto
23:54che sia così
23:54sono persone
23:56che purtroppo
23:57hanno iniziato
23:58ad avere
23:59questa patologia
24:00e
24:01con questo
24:02progetto
24:03loro
24:04diciamo
24:06che cerchiamo
24:06di alleviare
24:07e di cercare
24:08di far
24:10ricordare
24:11queste canzoni
24:12questo modo
24:13perché loro
24:14parecchi di loro
24:15non parlano
24:19la cosa sorprendente
24:20è che
24:21quando andai in teatro
24:24per questo progetto
24:25andai in teatro
24:26e vedi un coro
24:27di persone
24:28che cantavano
24:29ma
24:29un coro allegro
24:31di persone
24:32che cantavano
24:32a tempo
24:33ricordando
24:34tutte le parole
24:35e io chiesi
24:36ma quando arrivano
24:37questi pazienti
24:38perché pensavo
24:39che quello
24:39era il coro
24:39del teatro
24:40e poi mi fu detto
24:42no ma guarda
24:42i nostri amici
24:43sono loro
24:44io rimasto
24:45a stare fatto
24:46perché veramente
24:46il potere
24:47della musica
24:48fa miracoli
24:55la prevenzione
24:56può contribuire
24:58a rallentare
24:58in modo significativo
24:59il decorso
25:00della malattia
25:10anzitutto
25:11il cervello
25:12ha bisogno
25:12di ossigeno
25:13di sangue
25:14e quindi
25:14qualsiasi attività fisica
25:16anche moderata
25:17anche in tardetà
25:18è importante
25:19se questa attività fisica
25:21si accompagna
25:22alla presenza
25:23di un'altra persona
25:24di un amico
25:24si unisce
25:26un aspetto
25:27come dire
25:27metabolico
25:29con uno sociale
25:30perché uno dei problemi
25:32è il restringersi
25:33della società
25:35per l'anziano
25:36l'anziano
25:37tende ad essere
25:37sempre più solo
25:38più si campa
25:40più scompaiono
25:41gli amici
25:42ovviamente
25:42purtroppo
25:43e quello
25:44è un aspetto
25:45che in qualche modo
25:46bisogna cercare
25:47di ovviare
25:48anche se un erestio
25:49frequentare
25:50i centri sociali
25:51per esempio
25:52i centri per anziani
25:54giocare
25:55a scacchi
25:56a carte
25:56insomma
25:57parlare con gli altri
25:59è senza dubbio
26:00un aspetto importante
26:01che non voglio dire
26:03che sia curativo
26:04per l'alzheimer
26:05però senza dubbio
26:06contribuisce
26:07a dilazionare
26:08questa malattia
26:15le uniche due cose
26:17che sicuramente
26:19hanno un ruolo
26:20sia da un punto di vista
26:21della protezione
26:24che dell'eventuale terapia
26:26con solide basi scientifiche
26:29sono
26:30l'attività fisica
26:32quotidiana
26:34possibilmente intensa
26:36che significa
26:36sudare
26:37respirare veloce
26:39col cuore che batte
26:40e l'attività cognitiva
26:42che include tutto
26:43la relazione sociale
26:45parlare
26:45rispondere
26:46giocare a carte
26:47tutti i giochi
26:48diciamo di destrezza
26:50sono attività cognitiva
26:51naturalmente
26:52quella professionale
26:53per chi ancora
26:54la esercita
26:54ma invece
26:56lasciare il paziente
26:58ore e ore
26:59silenzioso
27:00favorendo anche
27:02alcune forme di demenza
27:03in cui la apatia
27:04e il ritiro sociale
27:05è uno dei sintomi
27:06della malattia stessa
27:07questo va contrastato
27:09al massimo
27:10sapendo che la malattia
27:12lavora per decenni
27:13nel buio
27:14la risposta
27:16alla domanda
27:17alle relazioni sociali
27:19cibernetiche
27:20attuali
27:20soprattutto
27:21dei giovani
27:22contro le relazioni
27:23sociali fisiche
27:24che ha avuto
27:25la gente
27:25della mia generazione
27:27cosa produrranno
27:29e lo sapremo
27:29tra 20, 30, 40 anni
27:32io spero
27:33che l'attività
27:35comunque telematica
27:36sia un'attività cognitiva
27:38al punto tale
27:38che comunque
27:39impegna il cervello
27:40anche se
27:41nello scrivere
27:42il messaggino
27:43o nello stare
27:44sui social
27:45è meno
27:46a mio avviso divertente
27:48è meno ricca
27:48di una relazione
27:49sociale fisica
27:50ma poi
27:51l'impatto
27:52sul rischio
27:53di sviluppare demenza
27:55ce lo diranno i tempi
28:07una donna anziana
28:09che sta perdendo
28:10o ha già perso
28:11i punti di riferimento
28:12i propri ricordi
28:13ascoltiamo
28:14dalla voce
28:15di Stascia Gavronsky
28:16i primi versi
28:17della poesia
28:18ad Porta Minferi
28:19di Giorgio Caproni
28:28Davanti al cappuccino
28:29che si raffredda
28:30Annina di nuovo
28:32senza anello
28:32pensa di scrivere
28:33al suo bambino
28:34almeno una cartolina
28:37caro son qui
28:38ti scrivo
28:39per dirti
28:40ma in vano
28:42tenta di ricordare
28:43non sa nemmeno lei
28:44non rammenta
28:45se è morto
28:46se è vivo
28:47e si confonde
28:49la testa
28:50le gira vuota
28:51e intanto
28:53mentre le cresce
28:53il pianto in petto
28:55cerca confusa
28:57nella borsetta
28:57la matita
28:58scordata
29:00si accorge
29:00con una stretta
29:01al cuore
29:02con le chiavi di casa
29:05di Giorgio Caproni
29:07di Giorgio Caproni
29:08di Giorgio Caproni
29:10di Giorgio Caproni
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