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  • 1 giorno fa
Dopo mesi di un silenzio tesissimo, Beatrice Venezi ha scelto il palcoscenico del Teatro Verdi di Pisa per rispondere, punto su punto, al caso che la vede contrapposta agli orchestrali del Teatro "La Fenice" di Venezia. La nomina a direttrice musicale della fondazione veneziana (dal 2026 al 2030) aveva scatenato, lo scorso settembre, uno stato di agitazione senza precedenti tra orchestra e coro, contrari sia alle modalità della scelta che al profilo artistico della direttrice.

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Beatrice Venezi: «Io raccomandata? Lavoro all'estero»
A margine della presentazione della sua Carmen, Venezi ha rispedito al mittente le accuse di essere "favorita" dai vertici: «Dico soltanto che sono così raccomandata che lavoro praticamente, esclusivamente all'estero», ha esordito la direttrice lucchese. Il suo attacco si è poi spostato sulla gestione interna del teatro veneziano, criticando il peso delle sigle sindacali: «Ci si chiede come sia possibile che un teatro finanziato con fondi pubblici sia di fatto gestito dai sindacati, in un contesto che appare totalmente anarchico». Venezi ha sottolineato come la vicenda stia danneggiando l’immagine internazionale della Fenice, una percezione che lei stessa avrebbe riscontrato durante i suoi recenti impegni a Buenos Aires.

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La protesta con le spille: «Avrei messo degli Swarovski»
Non è mancata una punta di sarcasmo rivolta alle spille con la chiave di violino indossate dai musicisti del Teatro "La Fenice" durante il Concerto di Capodanno come segno di protesta silenziosa. «Personalmente le avrei fatte un po' più stilizzate, magari anche con uno Swarovski», ha commentato Venezi, minimizzando la portata simbolica del gesto. La direttrice ha poi chiuso l'intervento con una metafora calcistica: «La partita è chiusa solo quando l'arbitro fischia».

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La risposta degli orchestrali
La reazione di coro e orchestra non si è fatta attendere. Marco Trentin, violoncellista della "Fenice", ha ribattuto sottolineando che il danno d’immagine non è stato creato dai lavoratori, ma da chi ha generato questa situazione di stallo. Anche il violinista Eugenio Sacchetti ha espresso amarezza per i toni usati dalla direttrice: «Pensare che un intero teatro sia gestito in modo anarchico è assurdo e offensivo. Essere direttore musicale non è un gioco e il teatro non è uno stadio». Trentin ha poi corretto con precisione la citazione sportiva di Venezi: «Boskov non ha mai detto che la partita finisce quando l'arbitro fischia, ma che rigore è quando arbitro fischia». Lo scontro, dunque, è tutt’altro che concluso.

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Trascrizione
00:00Ma perché è successo qualcosa? Io non mi sono accorta di niente.
00:12No, veramente, io ero troppo impegnata con il mio lavoro.
00:16Sono stata, come sapete, negli ultimi tre mesi a Buenos Aires, dove sono direttore principale
00:21e non come hanno scritto alcuni suoi colleghi.
00:23Non mi ha licenziato nessuno, tant'è che ci torno adesso per l'inaugurazione della stagione
00:27e a un direttore licenziato di sicuro non si affida l'inaugurazione di una stagione.
00:34Che vi devo dire? Che cosa avrei dovuto commentare?
00:36Sinceramente è una vicenda che, secondo me, si commenta da sola
00:40e mi sembra che ormai la stragrande maggioranza degli italiani l'abbiano capito.
00:46Avrei potuto commentare eventualmente il danno d'immagine che il teatro La Fenice ha ricevuto
00:53da questa vicenda a livello internazionale, perché una parte di quello che manca
00:56nella narrazione è quello che si dice all'estero di questa vicenda
01:00e cioè ci si chiede all'estero come sia possibile che un teatro, una fondazione
01:10finanziata con fondi pubblici dallo Stato sia sostanzialmente in mano gestita dai sindacati
01:18in un contesto quindi totalmente, passatemi il termine, anarchico.
01:25Quindi questo è il danno d'immagine effettivo.
01:27Grazie mille.
01:30Grazie mille.
Commenti

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