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  • 2 mesi fa

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Trascrizione
00:00Diamo il bentrovato agli amici di TeleTutto, da questo momento connessi con Radio Brescia 7 per il nostro incontro quotidiano.
00:21Sono molto contenta, lo inseguo da un po', finalmente sono riuscita a portare al mio fianco il coach della Germani Pallacanestro, Matteo Cotelli.
00:32Buongiorno Matteo, ben trovato.
00:34Buongiorno Maddalena, buongiorno a tutti.
00:35Sono molto contenta di averti qui perché ci consente di raccontare una storia, per certi versi anche non propriamente consueta,
00:43di un uomo di basket da sempre, praticamente, che è cresciuto nell'ambito Brescia e che è arrivato a fare il coach.
00:54Ma la prima cosa che ti voglio dire è complimenti, non per la partita di ieri, quelli te li faccio tra poco,
01:00ma per il fatto che ti sei appena sposato.
01:04Grazie mille, grazie dei complimenti, sì, un paio di settimane fa ci siamo sposati.
01:08Ti ha sposato la sindaca, Laura Castelletti.
01:10Ci ha sposato la sindaca in Broletto, è stato un momento molto emozionante, bello,
01:16e insieme a tutto questo inizio di stagione con Pallacanestro Brescia è stato veramente un turbine di emozioni.
01:23Eh, ci credo.
01:24Quello che ti voglio chiedere è una cosa che vale per te, ma vale anche per tutti i ragazzi della squadra,
01:31e comunque per tua esperienza longeva.
01:33Quanto conta avere un ambiente familiare che viene verso gli impegni sportivi?
01:41Si è macchina da guerra per cui a un certo livello riesci a tenere fuori anche i problemi,
01:47oppure il fatto di non essere magari in un momento di serenità o di grande gioia è una mano o un problema?
01:54No, no, conta tantissimo.
01:56Noi, è una cosa su cui puntiamo molto a Pallacanestro Brescia, nel nostro club,
02:00ad avere un ambiente veramente di comfort, in cui tutti possono star bene,
02:06in cui tutti possono vivere al meglio, e se ci sono dei problemi è anche condividerli
02:11per provare a risolverli per quanto possibile, ma deve essere fatto tutto in un modo costruttivo
02:16e tutto con grande empatia, con grande capacità di dare alla squadra il feeling giusto.
02:26Ecco, quindi da questo punto di vista noi cerchiamo veramente, magari un termine un po' abusato,
02:31ma di essere quasi una famiglia, una seconda famiglia per tutti,
02:34perché grazie a quei legami che si creano poi anche in campo possiamo essere migliori.
02:38A proposito di questo, credo che l'alchimia si respiri nelle prestazioni, nei risultati,
02:45non voglio dire imprecisioni, ma su 11 partite 10 sono state vinte,
02:49quindi il numero parla benissimo da solo, siamo, scusate, io dico siamo,
02:55perché siamo la radio ufficiale, trasmettiamo ogni radio cronaca e la viviamo con grande intensità,
03:01la capolista e questo evidentemente fa benissimo.
03:05Assolutamente, infatti abbiamo iniziato la stagione veramente con un record incredibile,
03:12sono 10 vittorie da soli in testa al comando della classifica,
03:16tanto merito al club che è riuscito a mantenere un grande nucleo
03:20che l'anno scorso già aveva fatto bene con Pepe Poeta d'allenatore
03:24e siamo riusciti a continuare su quel socco tracciato e niente, ce lo stiamo godendo.
03:30Ci credo e cosa fa la differenza? Grandi campioni se presi singolarmente valgono sempre meno
03:38rispetto al fatto di riuscire a trovare un'alchimia e riuscire davvero a dare il senso della squadra.
03:45Sì, noi nel basket la chiamiamo chimica, è una chimica di squadra e da noi è proprio l'emblema
03:50di questa chimica di squadra che tutti insieme riusciamo a valere di più del singolo,
03:56sommato al singolo e questo è bellissimo, è il frutto di tanto lavoro, di tanti anni di costruzione della squadra,
04:04abbiamo sempre puntato prima sulle persone, sul fattore umano che sul professionista, sul giocatore
04:09e questo nel corso degli anni ci ha restituito tanto, prima di tutto il club ovviamente nella figura di Mauro Ferrari
04:15che è il nostro proprietario che ha dato il via a questo grande progetto
04:20e poi tutti insieme noi, dal mio staff alla squadra, c'è veramente grande coesione, grande unità.
04:28E adesso è notizia fresca di ieri, a febbraio si va a Torino.
04:33Esatto, abbiamo già raggiunto con grande anticipo il primo traguardo della stagione
04:39che è quello di qualificarsi alla finale di Coppa Italia, con la vittoria di ieri abbiamo ottenuto la matematica qualificazione
04:47quindi è già un traguardo molto importante perché era il primo traguardo della stagione per noi
04:52e averlo raggiunto con così anticipo è anche...
04:55Rilassa anche rispetto al campionato.
04:58Esattamente, sì sì, possiamo guardare le prossime partite che saranno molto complicate
05:02perché giochiamo contro Bologna e Venezia che sono due top team ma con grande serenità.
05:06Stiamo raccontando prima a microfono chiuso di una partita contro Milano
05:11con il tuo amico e fino all'anno scorso il tuo coach Peppe Poeta
05:17abbiamo vinto in una partita meravigliosa.
05:21Ieri abbiamo fatto a tratti più fatica e in teoria doveva essere il contrario.
05:26Come mai accade questo?
05:27Devo dire che la partita con Milano credo sia stata la più bella di questa stagione sicuramente
05:31ma una delle più belle di sempre vista il pallaleonessa quantomeno.
05:35Confermo dal punto di vista del pubblico, cioè il mio punto di vista.
05:40Ieri abbiamo avuto qualche difficoltà in più principalmente perché
05:45sembra banale e stupido dirlo ma quando giochi contro squadre magari di seconda fascia
05:51come può essere considerato a Varese la tendenza umana, fisiologica è quella di tendere un po' a sottovalutare.
05:58Non è che lo si fa con Razio però magari si sottovaluta un pochino di più.
06:01E quindi ogni volta che riuscivamo ad andare avanti di un po' di punti lasciavamo un po'
06:08alleggerivamo un po' il modo di giocare e Varese tornava sotto e è stata tutta la partita così.
06:12Diciamo che è come se fossero state due partite in una dal mio punto di vista perché dopo la pausa lunga
06:18avete dovuto ricostruire tutto da capo.
06:21Sì perché eravamo andati più 17 nel secondo quarto quindi prima di metà partita
06:27mentre poi ci hanno recuperato in pochissimo tempo quindi abbiamo dovuto nella pausa tra secondo e terzo quarto
06:34stimolare un po' i ragazzi a ripartire forte e nel terzo quarto ci siamo riusciti,
06:40siamo riusciti a spaccare la partita di nuovo, poi Varese comunque mai domani è rientrata
06:44però siamo riusciti sempre a tenerli a distanza di sicurezza.
06:46Dal tuo punto di vista quanto conta il tifo, il pubblico perché ieri il palazzetto era come sempre accade caldissimo veramente?
06:56No per noi è importantissimo i giocatori, noi addetti ai lavori, sentire il calore, sentire la spinta del pubblico
07:03quando fai un canestro, quando fai una giocata.
07:05Ma anche quando magari le cose non stanno andando benissimo capire che comunque il pubblico è con te, i tifosi sono con te.
07:11No no, infatti è fondamentale ed è bellissimo giocare a Brescia al pallalonesso perché c'è questa spinta che veramente ti fa dar qualcosa in più ed è veramente tanta roba.
07:23Tra 30 secondi esatti entriamo un po' di più nella tua storia personale di uomo del basket da sempre e quello che è accaduto adesso.
07:34Ma ti chiederò, ti lo sentivi? Era nell'aria? Come l'hai presa? Chi l'hai detto per primo? Insomma tutte queste cose ce le dici fra pochissimo.
07:44Abbiamo salutato gli amici di Centrale del Latte al nostro fianco anche in questa stagione e adesso siamo con Matteo Cotelli per continuare a raccontare la sua storia.
07:55Nella tua vita quando incontri il basket e perché?
07:57Non ero uno sport di famiglia. Nella mia scuola 28 maggio a zona Borgo Trento c'era questo corso di mini basket, ho iniziato e da lì i miei genitori ricordo che mi portavano a provare tanti altri sport, mi ricordo di aver provato calcio, judo, ma io volevo sempre fare basket.
08:16E quindi si sono rassegnati e mi hanno iniziato a far fare questo corso di mini basket e pian piano mi sono appassionato, si è appassionato moltissimo anche mio papà che poi è diventato dirigente, presidente del club dove ero, dove giocavo.
08:30Quando avevo 18-20 anni l'allenatore del tempo mi dice dai vieni a darmi una mano con i ragazzini più piccoli ad allenare e quindi io faccio i vari corsi, le varie cose...
08:41Che servono per allenare i ragazzini.
08:43Esatto, per allenare i ragazzini, parto da lì in una scuola sempre quella di via Oberdan per chi conosce la geografia della città di Brescia e da lì pian piano basket in ruolo di allenatore prende sempre di più, occupa sempre di più la mia vita e vengo chiamato dall'allora basket Brescia Leonessa dove c'erano Graziella Abregaglio e Matteo Bonetti e in veste di allenatore del settore giovanile e pian piano inizia tutta la mia storia.
09:12Fermiamoci al settore giovanile perché è già una storia molto bella e molto intensa. Il fatto di avere allenato i più piccoli in cosa contamina il tuo essere coach della prima squadra adesso? C'è qualcosa che ti è rimasto dentro nell'approccio?
09:29Allora, fondamentalmente due cose. Una è proprio quest'amore per l'insegnamento che comunque l'allenatore ha e deve avere quindi questa vocazione a insegnare qualcosa.
09:40E l'altro è il trasmettere la passione, cioè quando tu vai con i bimbi, con i ragazzini di 14-15 anni, credo che ancora prima che dal punto di vista tecnico, tattico, qualora, la cosa più importante sia trasmettere a loro il sentimento della passione verso uno sport, verso un qualcosa che è molto importante.
10:00Il senso della squadra, il senso del non prendersela con qualcuno che magari in quel momento ha sbagliato e ha portato indietro tutti, perché questa è una cosa molto importante da capire nella vita.
10:11E poi il grande valore che la cultura dello sport ha per appassionare, quindi togliere magari da contesti un po' più complicati i ragazzi in un'età dove sono estremamente vulnerabili, mettiamola così.
10:24Esatto, e quindi poi me li sono ritrovati questi due concetti, grandi concetti, me li sono ritrovati anche quando vai in palestra con giocatori veri, professionisti, perché alla fine la passione che trasmetti, l'amore che hai per il gioco, per l'insegnamento, per tutto quello che è l'essere allenatore, essere allenatore di una squadra di basket di quel livello, poi te lo viene riconosciuto anche dalla squadra, da giocatori professionisti.
10:49Giochi ancora a basket?
10:51No, quasi più.
10:52Quasi mai?
10:52Quasi mai, quasi mai, onestamente. Ogni tanto mi tengo in forma correndo, però...
10:59E questo lo sappiamo perché l'abbiamo incontrato a una corsa benefica nell'ambito di Corri per Brescia l'anno scorso, ed è lì il primo incontro a microfono che abbiamo fatto, e poi le cose sono cambiate notevolmente da allora ad ora nella tua professione.
11:17Non ci tenevo moltissimo ad essere presente con la corsa, ma in generale ogni tanto quando la domenica libera vado, qualcuno mi trova a qualche corsa che c'è in provincia di Brescia perché mi piace.
11:27Correre serve più al fisico, allo spirito, a te?
11:31Direi entrambi, però mi piace molto, mi dà sia un senso di disciplina ma anche un senso di libertà di staccare un pochino la spina dal punto di vista mentale, quindi quello è un grande aiuto.
11:44Anche perché, parliamoci chiaro, non deve essere stato facile avere questa investitura e doverla gestire, credo io, anche perché non avendo esperienze fuori ti sei trovato con questo grosso regalo da gestire, meritatissimo ovviamente, e direi che qua i risultati parlano chiaro, però come l'hai presa quando ti è stato detto?
12:11Allora, da un certo punto di vista è stato ovviamente una grande felicità, una grande sensazione di emozioni pura, un sogno che si avvera diciamo così.
12:24Dall'altro punto di vista, da Bresciano, che allena la squadra di Brescia, che allena la squadra per cui ha sempre tifato, il senso di responsabilità dopo una stagione anche come quella dello scorso anno era molto presente.
12:41Però, ho parlato con Mauro Ferrari, il proprietario, lui mi ha manifestato il fatto che credeva in me e quindi abbiamo deciso di intraprendere questo percorso e mi sono reso disponibile fin dall'inizio perché per me, ripeto, è un sogno che si avvera e ogni giorno, come gli ho detto, fin dal primo minuto, ogni giorno farò di tutto, tutto quello che è mio potere per rendere orgoglioso Mauro Ferrari, Bresciani, i tifosi parlano di Brescia.
13:07Come è stata la comunicazione? Hai detto, scusa puoi venire e ti devo parlare, com'è andata?
13:10Sì, fondamentalmente mi ha chiamato in ufficio, sono arrivato un pomeriggio di luglio in ufficio a San Zeno in Germani e mi ha detto, dopo un po' di giorni in cui ci ho pensato tanto, credo che sia il momento giusto per affidarti la squadra, credo che sia la situazione giusta per affidarti la squadra, credo in te e da lì siamo partiti.
13:32E quando sei uscito la prima telefonata chi l'hai fatta?
13:35In quel momento la mia futura moglie, la fidanzata, ho comunicato a lei e poi ai miei genitori, posso immaginare tuo papà?
13:45Mio papà molto emozionato, molto orgoglioso, pieno di gioia.
13:51La cosa che ti spaventava di più è se c'è qualcosa che ti ha fatto soffrire in quel frangente, qualcosa che, magari non so, un commento che ti ha dato fastidio.
14:01No, guarda, io ti dico, accetto assolutamente il fatto che ci fosse più di una persona scettica, perché è normale che sia così, perché una persona che non è mai stata il capo allenatore,
14:13perché alla prima esperienza ci sta prenderla un po' con le pinze e invece per il resto, devo dirti, avevo solo la preoccupazione che dopo una stagione come quella dell'anno scorso,
14:28piena di successo, straordinaria sotto ogni punto di vista, ci fosse un po' l'effetto pancia piena, l'effetto dire, ok, quello che dovevamo fare, l'abbiamo fatto, va bene così.
14:40Quindi invece da questo punto di vista i miei giocatori sono stati eccezionali, non finirò mai di ringraziarli, perché fin dal primo giorno massima disponibilità nei miei confronti
14:49e grande disciplina, abnegazione, dedizione.
14:52Vuol dire anche rispetto per l'allenatore.
14:54Esatto, assolutamente.
14:55A proposito di questo ti faccio una domanda, vorrei che tu mi togliessi questa curiosità, Matteo Cotelli ha il suo metodo di allenamento
15:08e lo trasferisce ai suoi giocatori che si adeguano, oppure Matteo Cotelli guarda anche al carattere dei suoi giocatori,
15:15ogni singolo giocatore evidentemente ha una sua personalità, quindi in qualche modo l'approccio cambia anche in funzione dei giocatori.
15:21Direi che la risposta corretta sia la seconda, nel senso che cerchiamo in ogni modo di entrare in sintonia con il singolo giocatore
15:30e vorrei dire che è come il lavoro del sarto che deve cucire l'abito corretto sul corpo corretto,
15:36quindi ogni ragazzo ha la sua testa, ogni ragazzo ha le sue sensibilità, le sue emozioni, la sua emotività
15:41e quindi noi dobbiamo essere bravi a entrare in sintonia con ognuno per ottenere da ognuno il meglio
15:46e tutti insieme poi essere squadra fino in fondo in campo.
15:49Da quando sei con la squadra maggiore quanti allenatori sono passati?
15:54Sono passati 5-6 allenatori, Diana, Magro, Buscaglia, Esposito e Peppe Pueta, quindi 5.
16:01Certo, allora dei 5 chi ti ha appassionato di più nel metodo di allenamento e se in generale hai dei riferimenti nazionali
16:09o anche internazionali, quelli che sono i coach che proprio ti piacciono per l'approccio che hanno?
16:14Devo dirti che i due coach che mi hanno dato di più qui a Brescia mi hanno dato la possibilità di formarmi di più
16:22sono stati Alessandro Magro perché dal punto di vista tecnico e tattico mi ha dato veramente una formazione importante
16:30e invece l'altro è Peppe Pueta perché mi ha fatto aprire gli occhi su tante situazioni a livello di gestione del team
16:40a livello di gestione dei giocatori, a livello di gestione delle emozioni
16:43credo che Peppe sia eccezionale da questo punto di vista
16:46è rimasto a Brescia un bellissimo ricordo di questo allenatore proprio per l'empatia che ha saputo creare
16:52con i suoi giocatori, con la tifoseria ed evidentemente anche il lavoro
16:57abbiamo un rapporto eccezionale ma ha mantenuto un rapporto eccezionale con tutto lo staff e tutti i giocatori di Palacanesto Brescia
17:03tanto è vero che quando è arrivato con Milano è stato super applaudito
17:06assolutamente
17:06con un Messina che non è proprio un uomo di buon carattere
17:09quindi come dire, certo Peppe invece si è meritato tutti
17:13mentre poi a livello internazionale ti direi che io cerco di seguire tanto il campionato di Eurolega
17:21quindi la massima espressione delle competizioni europee
17:23ci sono tanti allenatori bravi
17:25in questo momento mi piace molto vedere la squadra del Fenerbahce di Yazikevicius
17:30mi piace molto vedere Spanulis al Monaco
17:33però ci sono tantissimi allenatori e cerco di prendere da ognuno qualcosa
17:38perché è il massimo livello di espressione della Palacanesto in Europa
17:41e quindi quello è un punto di riferimento per me molto chiaro
17:44quando viene chiamato il time out nelle pause
17:47vi concentrate solo sugli schemi oppure riesce anche a trasferire altri concetti
17:53diciamo così un po' più filosofici?
17:56dipende dalle volte nel senso che ci sono alcune volte in cui la squadra ha necessità di parlare
18:01in modo preciso di una parte tecnico-tattica
18:05chirurgicamente della parte tecnica
18:06quindi prendiamo la nostra lavagnetta
18:07disegniamo e diciamo alla squadra
18:11guardate qui abbiamo sbagliato questo possiamo fare meglio
18:13oppure facciamo il prossimo schema che è questo
18:15mentre ci sono altre volte tipo ieri in cui ci rimontano dei punti
18:20non c'è bisogno tanto di parlare della parte tecnico-tattica
18:24ma c'è bisogno parlare della parte emozionale
18:26della parte motivazionale
18:28emotiva esatto
18:29e quindi dobbiamo essere più attenti su determinate situazioni
18:33dobbiamo stringerci di più
18:34dobbiamo aiutarci di più
18:35dobbiamo fare qualcosa in più che serve in quel momento
18:38la partita
18:38quindi è molto l'assessibilità dell'allenatore
18:40che a seconda delle volte pesca uno pesca l'altro
18:43ti chiederei il tuo rapporto con ogni singolo giocatore
18:47quelle che sono le caratteristiche
18:49ma non posso perché ho un minuto di tempo
18:51allora mi limito
18:52allora prima di tutto mi limito a fare una dichiarazione
18:55la nostra panchina è quella dei più eleganti di tutti
18:59cominciamo da lì
19:00e questo è un complimento che vi voglio fare
19:03però ti voglio chiedere anche
19:04e tra l'altro Ruggero Tavelli che sta curando la regia audio e video
19:07evidentemente ha intuito
19:09il rapporto con Amedeo della Valle
19:11il nostro capitano
19:12io quando lo vedo giocare in campo
19:14mi esalto tantissimo
19:16perché lui ci crede
19:17quando fa canestro
19:20e magari fa una tripla
19:21e si gira verso il pubblico
19:23e lo vedi che proprio dice
19:25ragazzi non so se avete visto quello che ho fatto
19:28lo trovo meraviglioso
19:30con Amedeo c'è un rapporto veramente completo
19:34360 gradi
19:35nel senso che è stato il primo quest'estate
19:38quando ho firmato
19:40ho accettato l'incarico di pallacanestro Brescia da capo allenatore
19:43a farmi sentire la sua vicinanza
19:45ed era importante
19:47ed è molto importante
19:48e comunque è un giocatore che ha raggiunto in questo momento
19:51la massima maturità
19:52veramente
19:53completo sotto tutti i punti di vista
19:56è capitano
19:57come dire
19:58nell'atteggiamento
19:59nella filosofia che mette in campo con la sua squadra
20:01esattamente
20:02quindi questo aiuta tantissimo
20:04me allenatore
20:04tutti noi
20:05a riuscire ad avere sempre
20:07ad avere sempre il feedback corretto
20:10nel momento giusto
20:11e devo dire che sta facendo un campionato
20:14eccezionale
20:16ogni tanto quando vedo certe azioni
20:18lo vedo andare a canestro
20:20e dico
20:20che gli vuoi di?
20:21non gli dici niente
20:22se non i complimenti
20:23spettacolare
20:24esatto
20:24quindi siamo molto fortunati
20:26mi ritengo molto fortunato
20:27ad avere Amedeo in squadra
20:28come capitano
20:29e come giocatore
20:30veramente ci sta dando tanto
20:32siamo arrivati al termine
20:33di questa chiacchierata
20:34della quale ti ringrazio tanto
20:36perché sei l'ospite perfetto
20:38grazie a te
20:39grazie a te Madrena
20:39grazie per la generosità del racconto
20:41prima di salutarci
20:42grazie a Ruggero Tavelli
20:43che ha curato la Reggio Audio e Video
20:44grazie a voi
20:45grazie a Daniele Ardenghi
20:47del giornale di Brescia
20:48che è qui in questo momento
20:49a Jacopo Bianchi
20:50che è dall'altra parte del vetro
20:52e che ogni giovedì
20:53conduce Basket Time
20:55grazie a voi
20:56che ci avete ascoltati
20:57alla radio
20:57a voi che ci avete guardati
20:58in tv
20:59ma grazie soprattutto
21:00per tutte le emozioni
21:01che ci state regalando
21:03a coach Matteo Cotelli
21:05alla prossima
21:05grazie a te
21:05grazie a tutti
21:06alla prossima
21:07bocca di un po'
21:07che bello
21:22grazie a tutti
21:24grazie a tutti
21:25grazie a tutti
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