- 10 mesi fa
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TVTrascrizione
00:00...dei protagonisti con Maddalena Damini.
00:19Ben trovati al nuovo appuntamento con il magazine, siamo in diretta su TeleTutto e Radio Brescia 7 in simultanea per la nostra quotidiana chiacchierata.
00:28Oggi è una chiacchierata tutta al femminile e sono molto contenta davvero di ospitare due straordinarie donne nel loro modo di esprimersi dal punto di vista professionale.
00:39L'attrice Giuseppina Turra, buongiorno Giuseppina, ben trovata, e Luisa Ravagnani che è stata fino a giugno garante dei detenuti del carcere Nero Fischione, Canton Monbello,
00:51ma è molto altro, è una studiosa, è un'accademica e soprattutto ha molto a cuore quello che è il tema del carcere e ha fatto uno straordinario lavoro nei suoi due mandati.
01:05Ben trovata.
01:05Grazie.
01:06Ho detto tutto giusto?
01:07Perfetto, anche troppo, grazie, grazie.
01:10Allora, voi siete qui perché vi accomuna un progetto molto bello che si chiama La Terza Branda e di cui parleremo tra qualche minuto, ma prima vorrei un po' raccontare di voi e della vostra storia.
01:22Parto da Giuseppina e dal fatto che lei abbia interpretato il teatro nel modo più sociale possibile, cioè dando indietro temi che potessero coinvolgere il pubblico, dal teatro come cura al teatro sociale.
01:40Come è nata la tua passione per il mondo del teatro e quindi dell'espressione con le parole e con il corpo, perché il teatro è tutto?
01:49Non è per caso, devo dire, è stato un caso che io ho colto provenendo da tutt'altro settore, non era un mio progetto quello del teatro, ma io ero un atleta dall'età di 7 anni fino ai 18, un infortunio poi, gli incontri della vita che sono sempre quelli che poi formano i percorsi, ai quali io sono sempre stata molto ricettiva, diciamo, l'ho sempre accolte le persone nella vita che mi invitavano a fare cose.
02:17Apro una parentesi su quello che è il tema della fortuna, che qualcuno dice ma questa persona è molto fortunata perché le capitano tante cose belle, bisogna essere estremamente aperti e disponibili all'incontro perché la vita ti sia fortunata, perché se tu ti fossi girato dall'altra parte tutto questo non sarebbe accaduto.
02:36Quindi per un caso e poi mi sono appassionata, innamorata di questa prassi perché è una pratica che somma moltissime attitudini umane in generale, quindi il fatto del corpo che si muove in un certo modo con un senso di norma e quindi mi sono appassionata, mi sono direi innamorata come se fosse un essere vivente del teatro.
03:00È una cosa che dà molto indietro per cui diventa un'entità quasi fisica in cui poi ci si ritrova e si vive in questa connessione.
03:11Sì, è così.
03:13Ti volevo chiedere anche un'altra cosa.
03:14Prima del progetto la terza branda, così lo chiamiamo fuori e lo approfondiamo dopo, quali sono secondo te le cose che ti hanno più gratificata?
03:24Lo chiedo spesso agli ospiti perché chi ha scritto libri di successo o canzoni di successo o si è espressa attraverso il cinema o il teatro, spesso ha dei successi che sono quelli più eclatanti,
03:36ma magari non sono quelli che uno ha vissuto e che sono quelli che hanno determinato la svolta, la gratitudine alla vita di fare un certo tipo di lavoro per te?
03:45Sono senz'altro stati gli incontri e quando dico incontri mi riferisco al fatto di aver incontrato persone molto significative per me
03:54con le quali sono entrate in una relazione abbastanza profonda e le parole, quindi è questo ibrido tra la vitalità e un materiale che è abbastanza inerte
04:08e che però si innesta dentro la vita delle persone e la rende panoramica con una grande visione che non è mai così come possiamo avere noi sinteticamente come soggetti singoli.
04:22E l'interpretazione che ti rende più orgogliosa del tuo lavoro?
04:27Ma io ho nel cuore un lavoro fatto con Mina Mezzaderi su un testo di Thomas Mann e soprattutto il lavoro che ho fatto con lei,
04:37sono stati mesi bellissimi di grandissimo scambio umano, intrecciato con la cucina, col cucinare insieme,
04:45bellissimo, sì, con l'affondare nelle cose senza ambizioni performative ma proprio come la possibilità di esplorare una zona che era sconosciuta per me e anche per lei in questo incontro tra me e lei.
05:04Quindi sei contenta che il Santa Chiara adesso sia diventato il teatro a Mina Mezzaderi?
05:09Sì, devo dire che io l'ho sognato molto e l'ho anche suggerito.
05:13Caldeggiato?
05:14Sì, sì, sicuramente, perché era la sua casa.
05:17Lei concepiva il teatro come una casa in cui stare con le persone.
05:21Lei faceva prove con mille persone attorno che arrivavano da fuori ma concentrata sul suo...
05:27No, sì, sono molto felice di questo che la casa sia...
05:29A me ispira molto quando vedo qualcuno che è impegnato in una performance, che sia teatrale, di canto, eccetera, e riesce ad essere proprio in quel posto lì dove deve essere.
05:40Tutto il resto scompare, non c'è più.
05:42Questa è una cosa magica.
05:43Sì, sì, è magica, è vero.
05:45Luisa, con te cambiamo proprio passo perché dobbiamo parlare di una realtà che purtroppo è nota all'Italia.
05:53Mi vorrei concentrare sul tema del nostro carcere cittadino perché i numeri parlano chiaro, ci sono il doppio dei detenuti rispetto ai numeri, o dico male, più o meno sono il doppio.
06:04No, più o meno siamo sempre attorno a quella cifra.
06:06E quindi chi vive all'interno del carcere, sia perché è detenuto, ma anche come dire, chi lì dentro ci lavora, vive in una situazione di grande pressione.
06:15Ecco perché immaginare un'avvicinanza che va al di là di quel lavoro straordinario che fai, di essere proprio a supporto dei detenuti, è anche importante attraverso altre situazioni come il progetto La Terza Branda.
06:32Parlami un po' più del contesto generale.
06:35Sì, il contesto generale è un contesto ormai noto che riguarda, mi viene da dire, tutta Italia.
06:42Non possiamo stringere lo sguardo solo su Brescia.
06:46Noi ci occupiamo di Brescia perché è chiaramente parte della nostra città, però il contesto è quello nazionale.
06:51È un contesto che tra l'altro non è una novità, è così da più di vent'anni e la cosa che dovrebbe inquietarci più di tutto è proprio l'arco temporale nel quale permane un'emergenza che non è più un'emergenza.
07:06È diventata endemica, è diventata la normalità di una realtà che accoglie esseri umani che non dovrebbero essere assolutamente gestiti in queste condizioni.
07:19E purtroppo questo accade perché tutta la politica non ha mai nell'arco del tempo, nell'arco degli anni, deciso di prendere in mano la situazione in maniera lungimirante.
07:33Quindi si tenta di rispondere all'oggi e si perde di vista il fatto che la vita delle persone va oltre l'oggi e deve andare oltre l'oggi.
07:42E il domani, il domani più vicino, così come quello più lontano, deve essere diverso dall'oggi che ha causato il problema.
07:49E quindi lì facciamo veramente fatica a muoverci cercando di immaginare cosa potrà essere il dopo se partiamo da una situazione che è quella italiana, che è quella di oggi, che è quella del sovraffollamento,
08:03che ormai non interessa molto più nemmeno all'opinione pubblica perché di sovraffollamento ne parliamo da vent'anni, quindi vabbè si saranno abituati anche loro a vivere sovraffollati.
08:10Ahimè, ahimè, temo che sia così, nel senso che a forza di continuare a sentire una cosa diventa quel rumore di fondo che non ti fa più neanche effetto e questo è molto grave.
08:24Sì, soprattutto se si innesta in una situazione che già non interessa, che è quella penitenziaria, che è quella dell'esecuzione penale in generale,
08:33e che quando interessa, sempre più negli anni, interessa in maniera negativa.
08:39Cioè, ma sì, sai che c'è? Che stiano lì e buttiamo via la chiave.
08:42Quindi anziché preoccuparci del fatto che quella non è la condizione, non solo per loro, non deve esserlo per la collettività che sta fuori,
08:51perché io non voglio essere cittadina di un paese che tratta le persone in carcere in maniera inadeguata.
08:57E quindi, se non ci rendiamo conto di questo, è difficile che ci preoccupiamo del sovraffollamento e di tutto quello che il sovraffollamento comporta,
09:06compresa la sofferenza, come tu giustamente ricordavi, di chi lavora, di chi quotidianamente entra per fare un servizio che serve alla collettività.
09:13Quindi da questo punto di vista, doppia responsabilità per chi sta fuori.
09:16Per questo diventa fondamentale parlare di un progetto come la terza branda, perché, e questa è un'esperienza del tutto personale,
09:24ne parlavamo a microfono spento, io sono entrata in connessione con questo tema fortemente entrando dentro il carcere,
09:32con un progetto radiofonico che forse vi ricorderete, che si chiamava Oltre le sbarre e che dava voce ai detenuti.
09:39E' una cosa che mi ha aperto gli occhi su quella che è la realtà di lì dentro.
09:47In una situazione dove questo carcere è centrale alla nostra città, ci passiamo davanti tutti, però quello che succede dentro non lo sappiamo.
09:55Ecco, è importante invece accorciare le ridistanze, perché allora forse la voglia di reagire anche di chi sta fuori diventa un pochino più potente.
10:05Detto questo, io direi che ci prendiamo adesso 30 secondi, ma poi ritorniamo e finalmente cominciamo a parlare del progetto.
10:13Fra poco.
10:15Rieccoci insieme, siamo con Giuseppina Turra e Luisa Ravagnani.
10:20Abbiamo dato un contesto, un inizio di ragionamento, che ci consente adesso di scendere in quello che è il progetto, la terza branda.
10:28La domanda è per entrambe, quindi vi dividerete voi come volete.
10:33Com'è nata l'idea del progetto, chi l'ha avuta e come si è sviluppata?
10:38Chi parte?
10:39Luisa, per forza.
10:41Vai.
10:41L'idea del progetto è molto complessa, perché si sviluppa all'interno di un gruppo di persone che da anni riflettono su come far arrivare all'esterno la loro voce.
10:58Non per lamentarsi, non per chiedere nessuna forma di atteggiamento, di compassione, di sterile supporto, ma semplicemente per dire ti racconto cosa succede, ti racconto come vivo.
11:14Ti dico come secondo me potrebbe essere utile affrontare la detenzione io che ci vivo dentro, perché questa detenzione diventi un momento utile ad aiutarmi a cambiare.
11:24Quindi nasce con questa idea di rendersi utili nella narrazione della vita in carcere.
11:29Quindi si sono negli anni sviluppate alcune attività, per esempio i coffee morning che abbiamo fatto nell'Istituto di Verziano,
11:37poi si sono sviluppate attraverso lettere scritte, la più famosa, quella scritta al presidente Mattarella lo scorso anno che è arrivata e che ha avuto una risposta pubblica da parte del presidente.
11:49Un altro passaggio è stato il docufilm 11 giorni che è passato su Instagram e che ha ripreso dall'interno la vita in carcere nel tentativo di arrivare ai giovani.
12:01Questo docufilm è arrivato nelle scuole e gli studenti hanno avuto modo di discutere il tema carcere e con l'idea di dire ai ragazzi attenti che sbagliare ha delle conseguenze.
12:12Questo non è un bel posto, statene lontano il più possibile. Passa il tempo, la situazione rimane quella che conosciamo, non cambia nulla in termini di attenzione ai diritti dei detenuti, ai bisogni dei detenuti.
12:22E quindi la domanda che si sono posti questi ragazzi che nel tempo si sono susseguiti nel gruppo, perché ovviamente le vicende personali hanno portato alcuni ad uscire prima, altri ad essere ancora presenti, altri ad uscire e rientrare.
12:35E quindi ci si è chiesti cosa possiamo fare per continuare con questa modalità pacifica di interlocuzione con l'esterno.
12:43E da lì nasce l'idea di cominciare a scrivere, partiamo dalla dichiarazione universale dei diritti dell'uomo, dalle regole di Mandela che sono le regole internazionali per il trattamento dei detenuti e dalla Costituzione.
12:53Parole chiave, i detenuti scrivono dei testi su queste parole chiave e ci troviamo con una montagna di pagine scritte e ci chiediamo cosa ne possiamo fare.
13:04L'obiettivo è la giornata internazionale dei diritti dell'uomo quando a dicembre si decide di presentare la mia ultima relazione da garante.
13:14Il 10 di dicembre la giornata.
13:15Il 10 di dicembre e diciamo in questo momento come avevamo fatto negli anni precedenti la direzione permette l'ingresso al Consiglio Comunale, alla Sindaca, alla Commissione che si occupa della gestione della relazione del garante, alla presenza di queste persone importanti per la comunità bresciana.
13:35Noi decidiamo che vogliamo raccontare qualcosa e vogliamo toglierlo da quelle pagine ma io non sono un'attrice, io non ho capacità in questo senso.
13:44Le persone che hanno partecipato altrettanto abbiamo questa montagna di fogli, cosa ne facciamo? Come facciamo?
13:49Un'amica comune mi dice guarda che io so chi vi può aiutare ed era in lontano ormai agosto 2024.
13:56Entriamo in contatto con Giussi alla quale affidiamo queste riflessioni molto intime e che ci tengo a sottolineare raccontano non solo Nero Fischione, raccontano il carcere in Italia perché le persone che hanno scritto hanno vissuto carcerazioni plurime, alcuni, hanno vissuto altri istituti penitenziari, hanno una lunga esperienza di detenzione e questo non vuol dire che l'abbiano scelto.
14:23Probabilmente in alcuni casi non hanno avuto possibilità di fare diversamente o non sono riusciti a costruire qualcosa di diverso e qui dovremmo aprire una parentesi che non possiamo aprire.
14:31Eh mannaggia, Luisa meriteresti una puntata fatta di tre ore, io questo lo so ma magari ci limitiamo a essere qui insieme oggi ma poi a dedicarci nel 2026 a una puntata per Luisa e una puntata per Giuseppina perché insomma di cose ce ne sarebbero tante.
14:49E quindi ecco arriviamo a passare il malloppo di foglia a Giuseppina e a dirle ti prego dacci una mano, il tempo è poco perché lei arriva a ottobre, inizio ottobre e noi a dicembre vogliamo fare questa cosa importante che non sia la solita lamentela che esce, che viene percepita come queste hanno sbagliato e che cosa vogliono ancora.
15:08Vuole essere una condivisione.
15:10Sai la cosa che mi ha colpito e poi affrontiamo la seconda parte della storia quando Giuseppina si prende in carico il malloppo come ha detto Luisa.
15:19La cosa che io ho compreso e tu mi dirai cosa ne pensi in questo senso è che negli incontri fatti all'interno di un carcere, un qualsiasi carcere italiano, ci sono delle persone di cui tu hai proprio sensazione da subito che la vita poteva andare in modo diverso.
15:40Sarebbero bastati pochi elementi perché queste persone fossero anche persone, sarebbero diventate persone di alto profilo perché c'è del materiale umano bellissimo però poi le cose sono andate in modo diverso.
15:56Qui ripeto dovremmo approfondire e non riusciamo a farlo però questa è stata la mia sensazione.
16:01Assolutamente è una sensazione correttissima perché l'attimo, io quando vado a parlare nelle scuole ai ragazzi dalle medie alle superiori dico sempre il reato è il momento nel quale accade qualcosa ma prima c'è una vita e poi ci sarà una vita.
16:16In quella vita di prima basta una piccola sbavatura, un momento nel quale non rifletti a sufficienza sulle conseguenze che possono derivare dall'azione che stai facendo e questo accade per mille ragioni diverse.
16:29Dal contesto agli incontri ha una fragilità, un momento di debolezza, ha una dipendenza che rappresenta uno dei grossissimi problemi e che non può essere assimilata.
16:39Credo che sia il primo motivo per cui...
16:41Esatto, esatto e non può essere trascurata e nemmeno assimilata come volontà di delinquere, assolutamente.
16:47Quindi siamo su piani completamente diversi per cui una vita che poteva andare in un modo ed è andata in un altro ma non è detto che non possa più andare in quel modo.
16:55Abbiamo nel gruppo che noi chiamiamo dei terza brandisti, abbiamo persone che stanno studiando.
17:02Fermati perché se no non riusciamo a dare la parola a Giuseppina e anche a ringraziare tutti quelli che poi hanno fatto parte di questo progetto.
17:10Adesso dimmi tu la tua parte, tu prendi in carico tutto questo mondo e devi disciplinarlo e teatralizzarlo.
17:18Sì, quindi prendo il malloppo e ho subito inteso che il malloppo era molto vivo, era estremamente pulsante e quindi è stato per me molto semplice fare una drammaturgia.
17:32Cioè sistemare prima questo, prima quello, intuire uno sviluppo da un inizio a una fine di un racconto e poi loro, dentro io ho incontrato persone molto, molto disponibili a comprendere che non saremmo mai diventati degli attori
17:49ma avremmo dato corpo a queste parole necessarie e questo è stato, loro sono stati molto disponibili, molto bravi, c'è stato un bellissimo incontro di nuovo per caso, di nuovo il caso, di nuovo un incontro tra persone
18:03e una fioritura di cose, cioè meramente teatrali. Il teatro ha questa grandissima capacità.
18:10Cosa è andato oltre quello che già sapevi? Cioè che cosa ti ha colpito maggiormente del lavoro che hai fatto, di quello che hai letto e degli incontri che hai avuto?
18:23Le persone dentro, i ragazzi dentro, tutti dal primo all'ultimo, una quarantina ne abbiamo incontrati e si sono rivelati tutti persone estremamente attente,
18:34devo dire che la qualità dell'intelligenza è naturale, l'abbiamo tutti, però estremamente vivi, con corpi molto disponibili seppure provati,
18:44un'energia bellissima che hanno messo a disposizione in maniera, io sono molto grata a loro perché si è veramente realizzato il senso del teatro
18:53che secondo me il teatro dovrebbe sempre avere, cioè mettere al centro la persona e consentirle al di là dei virtuosismi di esprimere un'energia
19:02e loro sono stati per me strepitosi da questo punto di vista.
19:06Dal lavoro, come dire, di progettualità alla messa in scena, che cosa è successo e raccontatemi insomma l'attualità del progetto.
19:16Allora è successo che sì, abbiamo faticato molto, io sono anche con un po' di durezza da parte mia, ma sempre accolta con grande,
19:25anche con una giocosità molto bella, molto pulita, tutto estremamente rivolto.
19:31Aspettoso nella gioia e nel gioco.
19:33Sì, hanno proprio preso l'obiettivo e l'hanno puntato nella giusta direzione insieme con me, con Luisa e anche con altre persone che hanno partecipato,
19:41le ricordiamo, no Niccolò?
19:42Sì, Niccolò Riccibitti, Eleonora Miserendino e Chiara Turelli che sono stati vicinissimi,
19:49ricordiamo anche Paola Zappa perché poi a metà del progetto ha dovuto abbandonarci per altre questioni di lavoro,
19:55ma anche la presenza che è importante.
19:57Sì, poi c'è stata anche una grande adesione da un punto di vista tecnico quando siamo andati al teatro sociale,
20:02quindi con tutti i tecnici del CTB che io mi sento anche di ringraziare insieme a Fondazione della Comunità Bresciana
20:08perché c'è stata veramente una sorta di, è stato un collettore, non so come sia giusto il termine,
20:13però abbiamo davvero attratto ma senza volerlo, io e lei ci guardavamo con occhi un po' così.
20:20Come è stato uscire dal contesto carcerario e arrivare in un teatro importante?
20:27Beh, è un'emozione fortissima, io non so nemmeno adesso descriverla perché credo che sarebbe un po' come svilirla,
20:35ma è stata un'emozione realmente molto molto forte.
20:38Io sono stata molto in osservazione di questo, ho guardato a lungo i visi, i volti delle persone,
20:46abbiamo sentito, ho visto tante cose, ci vorrà del tempo credo per...
20:49Metabolizzare, metabolizzare.
20:51Avrà un futuro la terza branda?
20:55Beh, c'è un libro che...
20:56Sì, stiamo lavorando su un libro.
20:58E questa è una notizia, peraltro non la sapevo, quindi scoop per tutti.
21:02Sì, un libro che racconta loro, sono i loro scritti integrali, testo di Giussi,
21:07disegni sempre fatti da loro, un po' di cose che abbiamo aggiunto, che stiamo aggiungendo per spiegare.
21:15E lasciamo tutto il resto in sospeso perché così ci dedicheremo a questa cosa nel 2026.
21:20Uscirà per quel...
21:21Sì, sì, sì, assolutamente, stiamo lavorandoci.
21:24Non abbiamo più tempo a disposizione, il tempo è veramente volato, per cui...
21:27Prima di ringraziarvi ringrazio Ruggero Tavelli per la regia audio e video.
21:31Grazie a voi, buongiorno.
21:32Grazie a chi ci ha ascoltato alla radio, a chi ci ha guardato in tv, ma grazie soprattutto a queste bellissime ospiti che oggi sono venuti a trovarci.
21:41Giuseppina Turra, in bocca al lupo e tanti auguri.
21:43E grazie per essere passata da noi, è un piacere averti rivista a Luisa Ravagnani.
21:48A presto, grazie.
21:49Grazie mille.
21:50Ciao a tutti ragazzi, ciao.
21:51Ciao ragazzi, ciao.