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  • 7 settimane fa
ROMA (ITALPRESS) - Per la rubrica Primo Piano dell'agenzia Italpress Claudio Brachino intervista Stefano Polli e Renato Vichi, autori insieme con Antonio Picasso del libro "La diplomazia della rissa", edito da FrancoAngeli. "Il vecchio ordine mondiale non esiste più, siamo in un disordine mondiale, stiamo andando verso qualcosa di nuovo che non conosciamo. Abbiamo cercato di raccontare tutto questo con una chiave di lettura diversa, attraverso il cambiamento del linguaggio, perché i grandi leader, non solo Trump e Putin, ma anche gli europei, parlano in un modo diverso. Il linguaggio è diventato più semplice, semplificato con un'accezione negativa, a volte più imbarbarito", spiega Stefano Polli. Per Renato Vichi "c'è un meccanismo al quale non siamo abituati, l'estrema velocità dei cambiamenti crea confusione, è uno dei temi che tocchiamo nel libro". "La diplomazia esiste ancora, ma siamo arrivati a uno scambio unilaterale tra leader politici nel quale purtroppo la parola che viene usata è la minaccia", prosegue.

sat/mrv

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Trascrizione
00:00Musica
00:00Benvenuti da Claudio Brachino a questa nuova puntata di Primo Piano, rubrica dell'agenzia di stampa di Italpers
00:18che racconta l'attualità attraverso un'intervista in genere a un protagonista medesimo dell'attualità.
00:25Molto spesso tocca alla politica, ma molto spesso, con mio grande piacere, tocca anche ai libri.
00:31Stavolta il protagonista non è uno, ma sono due, come li vedete qui in studio, che vi ripresento subito.
00:37Stefano Polli, buongiorno, e Renato Vichi, sono colleghi, quindi ci diamo il tuo, giornalisti non solo,
00:43tra parentesi con esperienze multipli, adesso vi leggo la loro sintetica biografia.
00:47C'è un terzo autore di questo libro, Antonio Picasso, giornalista e consulente di comunicazione, che non c'è.
00:53Il libro, lo vedete, perché noi i libri dimostriamo tutti, si chiama La diplomazia della rissa,
01:00parole alla deriva, croniche di un mondo che non sa più parlarsi.
01:04Franco Angeli, editore, prefazione di un signore che collabora con Italpers e con me personalmente,
01:11che è Gian Piero, l'ambasciatore Gian Piero Massolo, che conduce dentro Diplomacy Magazine,
01:16il nostro format di estere della rubrica Realpolitik, che ha lo stesso titolo della rubrica
01:20che Massolo fa sul Corriere della Sera.
01:24Allora, cominciamo con le biografie.
01:26Le biografie, se me lo non cedete, dalla prima edizione del TG, l'ho fatto quasi trent'anni fa, le leggo.
01:31Vi dispiace?
01:32No, a me.
01:33Ma se no ve le faccio fare a voi, eh?
01:34No, vai.
01:35Stefano Polli, giornalista e analista di politica internazionale, una vita a Lanza,
01:39ed è inviato speciale vice direttore, autore di libri sull'Europa e sul giornalismo.
01:44Ha seguito guerre e vertici diplomatici in gira per il mondo.
01:47Ha intervistato Fidel Castro a Cuba ed è l'unico giornista italiano dove ha intervistato Putin
01:53dall'inizio della guerra in Ucraina.
01:54Quindi, insomma, curriculum veramente importante.
01:58Renato Vichie, giornalista e manager della comunicazione, con precedenti ruoli tra diplomazia, informazione e finanza.
02:05ha lavorato in NATO, ANS, il Nolton e firmato corrispondenze internazionali e membro del Consiglio
02:12dell'European Council on Foreign Relations.
02:16La biografia dura più da interviste, però va bene.
02:20Allora, cominciamo.
02:23Titolo del libro perché?
02:24Sai che diceva Umberto Evo, un buon titolo rappresenta una buona cosa.
02:27Titolo RS.
02:28Sono d'accordo, sono d'accordo.
02:30Beh, perché è quella a cui stiamo assistendo.
02:31La vecchia diplomazia sembra non esserci più, i rapporti internazionali sembrano una rissa
02:37continua fra Trump, l'Europa, l'Europa, Putin, soprattutto l'Ucraina in questi giorni, in queste
02:43settimane, ma anche Gaza, ma anche tutto il resto.
02:46Allora, noi stiamo assistendo a un cambiamento geopolitico che a tratti è violento, a tratti
02:51è feroce.
02:52Quello che era vero ieri non è più vero.
02:55Il vecchio ordine mondiale non esiste più.
02:57Siamo in un disordine mondiale, stiamo andando verso qualcosa di nuovo che non conosciamo.
03:02Allora, noi abbiamo cercato di raccontare tutto questo con una chiave di lettura diversa,
03:07attraverso il cambiamento del linguaggio, perché i grandi leader, Trump, Putin, ma anche
03:11gli europei, lo stesso Biden, parlano in un modo diverso.
03:15Il linguaggio è diventato più semplice, semplificato con l'accezione negativa, non in
03:21senso positivo.
03:22A volte è un po' più volgare, a volte è un po' più imbarbarito.
03:25L'uso delle tecnologie influisce, perché tutti questi leader comunicano attraverso
03:31i social e quindi sono messaggi di due righe, tre righe.
03:35Insomma, Trump annuncia i dazzi con un messaggio su X e poi nessuno va lì a spiegare, a capire.
03:41Quindi, diciamo, il cittadino comune spesso non ha gli strumenti, a volte non ha neanche
03:45il tempo di approfondire e di capire.
03:47Quindi, noi siamo, come dire, sommersi intorno a noi, abbiamo queste notizie, queste informazioni
03:53che arrivano, molto semplificate, molto facili, però non c'è approfondimento, non c'è qualità.
03:58Allora, noi raccontiamo il cambiamento del linguaggio.
04:01Un libro e siamo divertiti a scriverlo, perché naturalmente parlare di Trump, di Putin, da
04:06questo punto di vista, è divertente, piacevole, però è una situazione abbastanza inquietante,
04:12anche perché, ripeto, siamo in una fase di passaggio verso qualcosa di nuovo che non
04:15conosciamo.
04:16Abbiamo due guerre, una alle porte dell'Europa, un'altra nel Mediterraneo, Medio Oriente e
04:21Cinterassia.
04:22Quindi, una situazione geopolitica molto confusa, un linguaggio che cambia e noi attraverso il
04:27cambiamento del linguaggio raccontiamo quello che sta succedendo nel mondo.
04:30Insomma, questa è un po' la chiave di lettura del nostro libro.
04:33Assolutamente, insomma, tutto molto chiaro.
04:36La domanda su Putin, tanto lo dico, io sono trasparente col pubblico che ci segue, noi
04:40registriamo, poi confezioniamo e quasi subito pubblichiamo, è quasi una finta diretta, quindi
04:45nel mood di quello che succede, la domanda su Putin e le ultime minacce, l'intervista che
04:49ha fatto in India, visto che tu l'hai intervistato, la faccio a te, invece che con te voglio parlare
04:53di Trump, perché proprio Trump, è vero che scrive sui social, però fa anche queste conferenze
04:58sono diventate quasi dei reali, sembra vibrata con i giornalisti e con i leader che parlano
05:03a battute, contro battute e Trump incontrando i giornalisti ha detto che poi queste trattative
05:07di pace con l'Ucraina, insomma, sull'Ucraina, per l'Ucraina non è che vanno così male,
05:12mentre quell'altro ha detto ma sinceramente i punti non mi interessano, anzi quasi quasi
05:17l'Europa mi va di provocarla continuamente, quindi quando poi il pubblico legge queste
05:24notizie, non capendo nulla poi, perché non è che devono essere tutti i politologi a casa,
05:29insomma, parliamo sempre di quello del potere del linguaggio, che idea si fa di quello che
05:34stanno pensando e dicendo i grandi del mondo?
05:36Ma io credo che l'idea, che poi è parte del nostro libro, che si legge con una facilità,
05:44non è un saggio di quelli pesanti, è proprio un libro che si legge molto facilmente.
05:47Ma chi c'è della lettura, dice il vecchio Roland Barthes ancora, dovrebbe essere una cosa
05:51fondamentale, non?
05:52Esatto.
05:52Ma esiste per soffrire qualcuno.
05:55Esatto, ti rispondo subito, io credo che le persone anche come noi, anche i giornalisti
05:59come noi, leggono e hanno confusione, sostanzialmente non sanno a chi dare ragione, dice la verità
06:06Trump o dice la verità quell'altro.
06:09Io credo che ci sia un po' fa parte di questi, purtroppo, mezzi di comunicazione, a questa
06:14teatralità che si mescola con la velocità della tecnologia e crea oggettivamente delle
06:20sacche di confusione.
06:22Come sta andando la negoziazione?
06:25Penso che anche noi rimaniamo un attimino...
06:28E diciamo, mentre parliamo, gli inviati di Zelensky incontrano quelli di Trump a Florida.
06:33Esatto.
06:34Non è morto.
06:35Non è morto, esatto.
06:37Sappiamo che ci sono molte trattative.
06:38Ma ci saremmo noi europei, insomma.
06:40Sì, però sappiamo che le trattative ci sono, le negoziazioni, probabilmente discutiranno
06:43dei vari punti del progetto di pace, pace che ci vuole, perché oggettivamente l'Europa
06:50è spaventata dalla possibilità che ci sia una guerra, non siamo più pronti psicologicamente,
06:56abbiamo avuto la seconda guerra mondiale, poi abbiamo costruito comfort, democrazia e sviluppo
07:03e welfare e sostanzialmente non abbiamo voglia di fare un'altra guerra.
07:06Io quindi credo che e spero che anche nelle parole di Trump, che un uomo che sa avere anche
07:12la sua saggezza ci sia la spinta a trovare una soluzione.
07:17Ecco, questa è una speranza.
07:18Prima di tornare a lui i computi, facciamo il giro all'incontrario.
07:21Allora, io non voglio fare qui, non voglio essere troppo complicato, però, come se sono
07:27un mezzo psicanalista, non un mezzo seminolo.
07:29Allora, la parola di Trump.
07:30Le parole dovrebbero avere in campo semantico, quindi un significato.
07:33Quella gente, diciamo, ne possiamo fare un uso denotativo, le cose, o un uso connotativo,
07:39quei simboli intorno a una parola.
07:41Quando si parla di politica estera e si fanno delle comunicazioni ufficiali della parola
07:44dovrebbe essere attaccata la sua semantica.
07:47Trump ha dissolto la semantica, per cui ciò che dice e ciò che non dice spesso valgono
07:51poco.
07:52Poi non so se questo è vero o non è vero.
07:54Penso che il linguaggio di Trump, alla fine, se tu togli il polverone, abbia più campo semantico
08:00di quello che sembra.
08:01Poi alla fine le cose vengono dette.
08:03Però, secondo te, quanto è angosciante per un pubblico con un'opinione pubblica democratica
08:09che ha accesso ancora all'informazione, all'uso della parola, questo uso della parola
08:14così è, diciamo, un divago.
08:17È una bella domanda, è un bel punto.
08:20Sono molto d'accordo con te sul fatto che probabilmente piace questo tipo di stile.
08:27Credo che sia uno stile molto diretto.
08:29Credo che il grande pubblico adori, in qualche modo, avere un politico che sia diretto.
08:35Il problema è che una volta dice una cosa, una volta ne dice un'altra, però è diretto
08:41sostanzialmente.
08:42Credo che ci sia una costruzione logica che ha un senso sostanzialmente, anche perché
08:47il mondo stesso cambia dal giorno alla notte, quindi anche le trattative cambiano dal giorno
08:53alla notte e quindi ci si deve adattare con una certa velocità.
08:56Forse è questo il meccanismo al quale non siamo abituati, alla velocità dei cambiamenti,
09:02perché è uno dei temi che noi tocchiamo proprio nel libro.
09:04Beh, velocità e obsolescenza, no?
09:06Che è data dalla cultura dell'internet.
09:08Obsolescenza dei metodi che abbiamo sempre letto fino a ieri, anche nella stessa diplomazia,
09:13lo stesso Massolo che fa una preparazione meravigliosa sul libro, spiega questa dinamica.
09:19Tant'altro se parla di diplomazia, vi ricordate i vecchi marxisti situazionisti?
09:25Di una diplomazia che è il cambio, sai che io mi occupo di sport e mi hanno spiegato
09:28che i grandi allenatori anche oggi sono diventati situazionisti, cioè non hanno più una tattica
09:334-3-3, 3-5-2, ma la cambiano, i giocatori che entrono in campo e sono disponibili a cambiare
09:39tattica quasi spontaneamente in base alla situazione di gioco che si crea, forse anche la diplomazia
09:44è diventata come il calcio, insomma, no?
09:46Però devo chiederti questo, tu hai intervistato Putin, dove l'ha intervistato, quando l'ha intervistato,
09:52non so se l'ha incontrato e che ci puoi dire del linguaggio di Putin avendoci parlato?
09:59Io l'ho visto ieri in questa intervista della televisione indiana, con due uomini, sembrava
10:05veramente propaganda pura, veramente staccato dalla realtà.
10:09Quindi volevo chiederti, il pubblico lo sa, tutti noi oggi vorremmo tornare a intervistare
10:13Putin, quindi è un privilegio giornalistico il tuo.
10:16Sì, è stata sicuramente un'esperienza importante, è successo nel giugno del 2024, quindi un anno
10:23e mezzo fa a San Pietroburgo, sono stato cinque giorni a San Pietroburgo, ho incontrato Putin
10:28due volte, l'intervista è durata tre ore e mezzo, ero insieme ad altri colleghi di agenzia
10:37internazionale, eravamo cinque in tutto, è stata una bellissima esperienza e sul linguaggio
10:43di Putin c'è veramente poco da dire, nel senso che la posizione di Putin, se noi la
10:48studiamo è sempre la stessa, lui sta ripetendo le stesse cose ormai da dieci anni, lui dice
10:54sostanzialmente che la distoluzione dell'URSS è stata una cosa terribile per la Russia,
11:01che la Russia merita un altro ruolo nel mondo, che questo ruolo va riconosciuto alla grande
11:06madre Russia e per cui l'allargamento della Nato viene vissuto come un affronto da parte
11:12della Russia, secondo me, per chiarire, la Russia è il paese aggressore, l'Ucraina è il paese
11:18aggredito, tutto è molto chiaro e su questo non si discute, ma il punto di vista russo è
11:25abbastanza facile da capire e per questo sono molto preoccupato, perché Putin ha tempo a disposizione,
11:32non ha la fretta di Trump che vuole chiudere in qualsiasi modo la guerra in Ucraina, che
11:36vuole il Nobel per la pace, che non gli interessa in realtà poi i territori a chi vanno, a chi
11:41non vanno, a lui vuole chiudere velocemente per vari motivi, adesso non stiamo qui a parlarne
11:45perché non abbiamo molto tempo e Putin ragione in un altro modo, lui ha una visione della storia,
11:52lui vuole rimanere nella storia della Russia come il Presidente che ha riportato la Russia ai
11:58suoi grandi livelli, quelli dell'URSS e lo fa con tutti i mezzi che fa un'autocrazia e quindi
12:06eventualmente anche con la guerra. Lui, ho letto un'intervista di Crosetto che confermava un numero
12:13inquietante, circa 1500 soldati muoiono ogni giorno nella guerra in Ucraina, tra soldati russi e soldati
12:20in Ucraina, noi non siamo consapevoli di quello che sta suggerendo, è drammatico, è una guerra,
12:26sempre la prima guerra mondiale, da un lato con le trincee, il fango, i carri armati nel
12:31fango, il corpo a corpo, la guerra casa per casa per conquistare un piccolo villaggio, ma
12:38dall'altra parte sono le grandi tecnologie moderne, i droni che arrivano sulle trincee e dall'alto
12:42uccidono uno per uno i soldati, quindi è una guerra terrificante. Putin non ha problemi
12:47a proseguire questa guerra, l'Europa, l'Ucraina hanno problemi a proseguire questa guerra.
12:53Poi volevo chiederti una cosa invece di geopolitica pura, a me ne ho colpito le parole di Capodragone,
13:00che è un italiano che lavora però in una struttura NATO, poi sono state smussate, il
13:06premio Giorgia Meloni ha detto attenzione alle parole, la linea dell'Italia non è quella,
13:10mi ha colpito però perché Capodragone ha parlato di un'Europa che non deve essere più
13:16solo, l'Europa colta, normativa, la paria dei valori, della democrazia, che poi insomma
13:23si schiede un bla bla, anche se io a questi euroi ci credo ovviamente, noi tutti ci crediamo
13:27e li difendiamo. Ma un'Europa che si riattrezza in un modo un po' più aggressivo, visto che
13:32poi alla fine, come dire, signori, gli 80 anni di pace dopo la seconda guerra mondiale
13:36sono finiti, siamo tornati alla guerra fredda, Putin tra i droni che ci manda pure sugli
13:41aeroporti e le città, i cavi tagliati nel Baltico, i sottomarini, le guerre libide, i
13:46social, i cyberattacchi ha intenzione di provocare l'Europa e l'Europa un po' sta lì solo a
13:51discutere tutti i giorni di chi fa la governanza dell'esercito comune o stiamo discutendo in
13:55Italia, lo diciamo, con un'opinione pubblica che pensa che se investo in una cosa tolgo dei
14:00soldi alla sanità, che questo poi alla fine è una fake news per certi versi, perché in teoria
14:05i soldi per il welfare non dovrebbero essere allo stesso vaso comunicante, dei soldi che
14:10noi investiamo, su una cosa che poi il mondo ci chiede, noi ci dobbiamo mettere d'accordo,
14:14c'è un nuovo disordine mondiale, un nuovo atteggiamento per cui dobbiamo riprepararci,
14:19una visione nuova della sicurezza, non è fatta solo di catarmati di uomini, ma appunto di
14:23server attacchi, di visioni diversi dell'internet, delle cose, eccetera, eccetera, oppure no, allora
14:30questo te lo chiedo, perché noi stiamo tutto il giorno a parlare con la Fonda Line che ci
14:34annuncia le decisioni della Commissione Europea sugli asset russi e poi si è scoperto
14:38che nessuno vuole toccare, ma in termini deontologici pare che però, essendo noi in guerra con la
14:44Russia, essendo quelli anche soldi poi di cittadini russi, non so se dal punto di vista deontologico
14:49li possiamo toccare oppure no, adesso però non vorrei aprire una questione.
14:52No, no, ma ci sono tre, hai toccato tre o quattro punti fondamentali, le domande sono quelle
14:56giuste, cerco di rispondere molto velocemente, noi nel nostro libro ci sono le risposte a queste
15:02tue domande, molto sinteticamente, allora partiamo da un punto, noi non siamo più abituati
15:08a parlare di guerra, fortunatamente, l'Europa vive in pace dalla fine della Seconda Guerra
15:14Mondiale, l'Unione Europea, non l'Europa perché nel frattempo hanno fatto il genocidio
15:18di Sebrenitz alle guerre della ex Yugoslavia, l'Unione Europea vive in pace dalla fine della
15:23Seconda Guerra Mondiale, i nostri figli sono cresciuti, noi siamo cresciuti, i nostri figli
15:28siamo cresciuti nella pace, nella democrazia, nella libertà, pensiamo, abbiamo pensato
15:34anche giustamente forse che fosse una situazione che potesse andare avanti in eterno, purtroppo
15:39credo che non sia così, perché abbiamo veramente una guerra ai confini, abbiamo descritto che
15:43tipo di guerra, ma soprattutto per rispondere alle domande sul cavo Dragone, lui ha avuto
15:48secondo me l'onestà intellettuale di dire alcune cose che sono vere e una delle cose vere
15:54che quella che noi chiamiamo guerra ibrida, in qualche modo è già in atto, perché ci
15:59sono già gli attacchi cibernetici, c'è già la disinformazione russa, hai parlato dei
16:05cavi sottomarini tagliati, in qualche modo l'Unione Europea è già coinvolta nella guerra
16:11ibrida, allora Capo Dragone non diceva che dobbiamo fare la guerra alla Russia, non l'ha
16:15mai detto, non l'ha mai pensato, diceva un'altra cosa, siamo sotto attacco perché la guerra
16:20ibrida è già cominciata, i droni, gli aerei, gli attacchi cibernetici, la disinformazione,
16:26le fake news, allora dobbiamo essere, io ho usato questa parola, proattivi, ho usato
16:30questa parola nei confronti della guerra ibrida, cosa vuol dire? Dobbiamo sapere, essere consapevoli
16:36che già c'è e quindi dobbiamo agire di conseguenza, non è facile da digerire una cosa del genere,
16:42da metabolizzare, non siamo abituati perché noi siamo pacifisti, vogliamo la pace, vorrei dire
16:47una cosa e poi non voglio essere troppo lungo, quando l'Europa parla di riarmarsi, il programma
16:54di riarmo che fa tante polemiche in Europa e anche in Italia a livello di politica italiana,
16:59l'Europa è basata su alcuni principi e valori, il primo principio è la pace, riarmarsi non
17:05vuol dire che noi vogliamo fare la guerra, vuol dire che noi vogliamo avere una deterrenza
17:09che possa impedire ad altri di pensare di poterci fare la guerra, adesso io spero che non accada
17:15mai e penso che non accadrà mai, ma se un giorno l'Europa dovesse essere attaccata
17:19da qualunque paese, forse noi non siamo in grado in questo momento di difenderci nel momento
17:24in cui gli Stati Uniti hanno un po' cambiato, allora è una riflessione da fare, non è facile
17:29perché parlare di armamenti non siamo abituati a...
17:31Per fortuna nella democrazia c'è l'opinione pubblica, ma all'opinione pubblica vanno spiegate
17:37cose, torna le parole alla deriva, perché segui l'altro ambasciatore che lavora con me,
17:43con noi qui interprese insieme a Massol, ci spiega sempre che la diplomazia oggi spesso,
17:49quindi le parole della diplomazia, sono frutto specchio delle non parole del campo, per esempio
17:56io sono convinto che la trattativa di pace in Ucraina sia determinata da chi vince sulla
18:01frontiera del Donbass, quindi è come se la diplomazia che in genere interviene sulla guerra
18:06fosse invece frutto della guerra, quindi questa parola segue questo percorso e alla deriva
18:13perché alla deriva il suo potere, il suo potere simbolico?
18:17No, io credo, innanzitutto dobbiamo dire che la diplomazia è un grande strumento che esiste
18:24ancora, c'è, i diplomatici fanno un grandissimo lavoro, i negoziatori che poi sono diplomatici
18:31in tutti gli effetti o comunque quasi fanno un grandissimo lavoro, quindi non è che la
18:36diplomazia non c'è, il tema vero è che purtroppo non vorrei cambiare questa giusta tesi del vostro
18:47consulente ambasciatore, purtroppo si è riversato tutto sul campo, è diverso, abbiamo riniziato
18:55a fare la guerra, a usare parole violente, ad anticipare purtroppo la stessa frase di
19:03Putin, comunque il Donbass ce lo prendiamo in ogni caso, come dire, uno la legge e dice
19:11ma la diplomazia, in realtà la diplomazia, quasi totalmente, però voglio dire la diplomazia
19:18non è che non lavorerà, il problema è che siamo arrivati a uno scambio unilaterale tra
19:23leader politici dove purtroppo la parola che viene detta è la minaccia di un'invasione
19:28o la minaccia in senso stretto. La diplomazia in realtà oggi potrebbe anticipare il campo
19:36con uno sforzo maggiore, sicuramente con metodi un po' diversi e con intensità di incontri
19:42probabilmente maggiori rispetto a prima.
19:45Un'ultima domanda, io siamo che correvi al tempo, ma insomma avevo modo di rincontrarci
19:49e magari di fare anche un supplemento in una puntata speciale con intenzione di fare
19:53di diplomacy magazine per la fine dell'anno, una parola non alla deriva, riportata alla
20:00sua funzione costruttiva, che poi adesso dobbiamo allargare il discorso, parlare di uccisioni
20:05di Kierkegaard America, delle parole usate anche spesso dai nostri politici, della denigrazione
20:10dell'altro, della cancer culture. La Giotto oggi si è abituata a una parola violenta,
20:15specialmente anche sui soccer, senza regole, senza limiti, ma il recupero di una parola
20:19non alla deriva, il passolineamento è una parola che torna in sé. Ci potrebbe aiutare
20:24un dibattito pubblico anche su questi temi così importanti e più sano?
20:29Ma assolutamente sì.
20:29Quindi con la responsabilità di tutti noi, noi comunicatori per la nostra parte, ma che è
20:34una responsabilità politica dall'altra.
20:36Ma assolutamente sì. Io penso che il compito di chi in qualche modo interagisce con l'opinione
20:44pubblica, con i cittadini, sia prima di tutto di avere onestà intellettuale e poi di farsi
20:49capire e di cercare di spiegare. Ecco, quello che manca, e il nostro libro è centrato proprio
20:55su questo, quello che manca è il tentativo di spiegare ai cittadini, all'opinione pubblica,
21:01che cosa sta succedendo nel mondo. Ognuno tira l'acqua al suo molino e lo fa, a volte
21:08anche con disinformazione o con un punto di vista che non è aderente alla realtà, lo
21:13fanno un po' tutti. C'è questa deriva e il linguaggio è proprio il simbolo, il segnale
21:18di questa deriva alla quale stiamo assistendo. Allora, come giustamente dicevi tu Claudio,
21:23tornare a una parola diversa, a cercare di capire...
21:26In sé, la parola è stessa.
21:27Ma sì, io penso che troverebbe terreno fertile tra le persone, tra i cittadini, nell'opinione
21:33pubblica, assolutamente sì. Io parlando con le persone, poi sentiamo cosa deve pensare
21:39Renato, io parlando con le persone sento che esiste questa esigenza fra le persone che a
21:45volte vivono in questa confusione, in questo rumore continuo di cui non riescono a trovare
21:51il bandolo della matassa. Quindi la risposta è sì.
21:55Io dico solo una parola sintetica, la parola è concordia. La pronunciata Papa Francesco
22:00è una parola meravigliosa, se la andiamo a guardare sul vocabolario ha un significato
22:04enorme e posso dire che tra i leader mi piacerebbe un dibattito pubblico che ci fosse Leone
22:11Quattordicesimo, che ha riportato all'attenzione proprio la pericolosità dell'uso violento
22:17delle parole.
22:17Beh, il resto Leone Quattordicesimo, insomma i vecchi seminologi come me, nei propri editoriali,
22:24insomma, io lo uso, ha debuttato usando mi sembra decine di volte la parola pace, che abbiamo
22:33interpretato con una semantica giusta, non è una ricorrenza allitterativa, è una ricorrenza
22:38semantica che voleva dire un determinato concetto. Allora io vi ringrazio, arrivederci
22:45presto.
22:45Grazie a te, Carlo.
22:46Grazie, grazie mille.
22:47E Stefano Polli, salutiamo il terzo autore.
22:50Antonio Picasso.
22:51Non c'è, salutiamo, eh? Vi faccio un bocca al lupo per questa avventura e vi dicono
22:55dei figli che vanno seguiti. La diplomazia della rissa, parola alla deriva, cronaca di un
23:01mondo che non sa più parlarsi, lo vedete alla copertina, Franco Angeli, editore. Molto interessante
23:07e arrivederci presto.
23:08Grazie anche a voi che ci avete seguito, appuntamento alla prossima puntata di Primo Piano. Arrivederci.
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