«Un turno di Champions con tre vittorie delle squadre italiane, due in trasferta, meriterebbe di essere festeggiato a champagne. E invece le modalità della sconfitta dell'Inter raffreddano l’entusiasmo». E’ l’analisi di Paolo Condò nella nuova puntata della sua rubrica “Un centimetro alla volta”. «Alla seconda partita Raffaele Palladino ha dimostrato di aver capito il dna dell’Atalanta che è fatto innanzitutto di grande qualità. E quindi ok, discorsi sulla fame e il sacrificio, ma se sposti il palleggio venti metri più vicino alla porta avversaria e te lo puoi permettere, i gol fioccano. Le vittorie del martedì di Napoli Juventus fanno sì che per la prima volta nessuna delle quattro italiane figuri nella fascia delle eliminate. Ed è proprio per questo che è un peccato che l'Inter, ampiamente meritevole del pareggio in casa dell'Atletico, sia crollata sull'ultima palla della gara. Non è la prima volta che succede a Chivu. La classifica resta solida, ma questa è stata una grande occasione perduta. Le squadre sul ciglio del burrone erano comunque altre il Napoli e la Juventus, ed entrambe hanno fortemente voluto togliersi dalla posizione più pericolosa, prendendo i tre punti.Spalletti è andato sotto e durante l'intervallo nel quale era virtualmente fuori dalla Champions, è possibile che gli sia venuto qualche dubbio sull'opportunità di investire ulteriori energie. Il modo in cui la Juve è rientrata in campo ha spazzato qualsiasi dubbio. La squadra e Spalletti ci credono. Anche in questo frangente di crisi che stenta, stentava a risolversi. La capacità di volgere l'episodio a proprio favore fa parte del gioco, implica personalità. E dunque brava Juve. La personalità è ciò che il Napoli ha usato a piene mani per saltare il secondo ostacolo in quattro giorni: non conosceremo mai i particolari di quanto è accaduto fra Conte e il gruppo Squadra nel corso dell'ultima pausa nazionale. Di certo ha funzionato».
Commenta prima di tutti