Vai al lettorePassa al contenuto principale
  • 2 giorni fa
«Un turno di Champions con tre vittorie delle squadre italiane, due in trasferta, meriterebbe di essere festeggiato a champagne. E invece le modalità della sconfitta dell'Inter raffreddano l’entusiasmo». E’ l’analisi di Paolo Condò nella nuova puntata della sua rubrica “Un centimetro alla volta”. «Alla seconda partita Raffaele Palladino ha dimostrato di aver capito il dna dell’Atalanta che è fatto innanzitutto di grande qualità. E quindi ok, discorsi sulla fame e il sacrificio, ma se sposti il palleggio venti metri più vicino alla porta avversaria e te lo puoi permettere, i gol fioccano. Le vittorie del martedì di Napoli Juventus fanno sì che per la prima volta nessuna delle quattro italiane figuri nella fascia delle eliminate. Ed è proprio per questo che è un peccato che l'Inter, ampiamente meritevole del pareggio in casa dell'Atletico, sia crollata sull'ultima palla della gara. Non è la prima volta che succede a Chivu. La classifica resta solida, ma questa è stata una grande occasione perduta. Le squadre sul ciglio del burrone erano comunque altre il Napoli e la Juventus, ed entrambe hanno fortemente voluto togliersi dalla posizione più pericolosa, prendendo i tre punti.Spalletti è andato sotto e durante l'intervallo nel quale era virtualmente fuori dalla Champions, è possibile che gli sia venuto qualche dubbio sull'opportunità di investire ulteriori energie. Il modo in cui la Juve è rientrata in campo ha spazzato qualsiasi dubbio. La squadra e Spalletti ci credono. Anche in questo frangente di crisi che stenta, stentava a risolversi. La capacità di volgere l'episodio a proprio favore fa parte del gioco, implica personalità. E dunque brava Juve. La personalità è ciò che il Napoli ha usato a piene mani per saltare il secondo ostacolo in quattro giorni: non conosceremo mai i particolari di quanto è accaduto fra Conte e il gruppo Squadra nel corso dell'ultima pausa nazionale. Di certo ha funzionato».

Categoria

🗞
Novità
Trascrizione
00:00Un turno di Champions, con tre vittorie delle squadre italiane e due in trasferta,
00:11meriterebbe di essere festeggiato a Champagne. E invece le modalità della sconfitta dell'Inter
00:16raffreddano l'entusiasmo di chi, come noi, osserva dall'alto e più dei singoli destini
00:22ha a cuore il rendimento complessivo. L'Atalanta, migliore della stagione,
00:27ha fatto a pezzi l'Eintracht Francoforte a casa sua, rimettendosi in linea con una
00:32qualificazione che oscilla tra la fascia alta dei play-off e addirittura il passaggio diretto agli
00:38ottavi. Alla seconda partita Raffaele Palladino ha dimostrato di aver capito il DNA della squadra,
00:43che è fatto innanzitutto di grande qualità. E quindi ok i discorsi sulla fame e il sacrificio,
00:50ma se sposti il palleggio 20 metri più vicino alla porta avversaria e te lo puoi permettere,
00:56i gol fiocca. Le vittorie del martedì di Napoli e Juventus fanno sì che per la prima volta nessuna
01:02delle quattro italiane figuri nella fascia delle eliminate. Ed è proprio per questo che è un peccato
01:09che l'Inter, ampiamente meritevole del pareggio in casa dell'Atletico, sia crollata sull'ultima palla
01:15della gara. Un corner depositato sulla testa di José Maria Ghimenez, difensore che dal 2013 va a saltare
01:23sui corner per i Colcioneros e per l'Uruguay. E quindi bisognava conoscerlo e prevenirne il
01:29terzo tempo. Sono i dettagli, cani a murigno, che rovinano una prestazione di buon spessore,
01:36forse accontentandosi un po' troppo del pareggio, quando invece si poteva spingere ancora alla ricerca
01:42dei tre punti. Non è la prima volta che succede a Kivu. La classifica resta solida, ma questa è stata
01:49una grande occasione perduta. Le squadre sul ciglio del burrone erano comunque altre,
01:55i Napoli e la Juventus, ed entrambe hanno fortemente voluto togliersi dalla posizione
02:01più pericolosa, prendendo i tre punti. È stata significativa soprattutto la doppia reazione della
02:07Juve alle avversità in corso d'opera. Spalletti è andato sotto a Bodo e durante l'intervallo,
02:13nel quale era virtualmente fuori dalla Champions, è possibile che gli sia venuto qualche dubbio
02:19sull'opportunità di investire ulteriori energie. Senza Vlaovic, Turam e soprattutto Ildiz, la barca
02:28continuava a fare acqua. Nei sostituti proposti soltanto Miretti era ben dentro la partita. Ma il mondo
02:36in cui la Juve è rientrata in campo ha spazzato qualsiasi dubbio. La squadra e Spalletti ci
02:41credono. Anche in questo frangente di crisi che stentava a risolversi. Dentro Ildiz è musica
02:51totalmente diversa. 20 minuti di Juve bella e dominante per ribaltare il risultato, più
02:57altri venti di gestione meno ammirevole, fino alla frittata del 2-2. Lì ci sono stati
03:02due match point, quello fallito dal Bodo e quello centrato da Davide. E' chiaro che
03:08parliamo evento concluso e che se le cose fossero andate all'opposto, ora diremmo, almeno
03:13parzialmente, altre parole. Però la capacità di volgere l'episodio a proprio favore fa parte
03:19del gioco, implica personalità. E dunque brava Juve che i dettagli li ha sfruttati. La personalità
03:27è anche ciò che il Napoli ha usato a piene mani per saltare il secondo ostacolo in quattro
03:31giorni, il Carabag dopo la tante e il campionato. Non conosceremo mai i particolari di quanto
03:38è accaduto fra Conte e il gruppo squadra nel corso dell'ultima pausa nazionale. Di certo
03:43ha funzionato, perché malgrado l'emergenza di infortuni il Napoli vale rinato e i tre punti
03:49intascati come gli Azzeri hanno rilanciato le ambizioni di primavera europea. Ma quando
03:56ci dicono che non è successo niente, l'unità di intenti è sempre stata massima e che la
04:01crisi era ingigantita dai media, fanno narrazione. Nel vecchio dizionario non ci prendono in giro.
Commenta prima di tutti
Aggiungi il tuo commento

Consigliato