00:00Un turno di Champions, con tre vittorie delle squadre italiane e due in trasferta,
00:11meriterebbe di essere festeggiato a Champagne. E invece le modalità della sconfitta dell'Inter
00:16raffreddano l'entusiasmo di chi, come noi, osserva dall'alto e più dei singoli destini
00:22ha a cuore il rendimento complessivo. L'Atalanta, migliore della stagione,
00:27ha fatto a pezzi l'Eintracht Francoforte a casa sua, rimettendosi in linea con una
00:32qualificazione che oscilla tra la fascia alta dei play-off e addirittura il passaggio diretto agli
00:38ottavi. Alla seconda partita Raffaele Palladino ha dimostrato di aver capito il DNA della squadra,
00:43che è fatto innanzitutto di grande qualità. E quindi ok i discorsi sulla fame e il sacrificio,
00:50ma se sposti il palleggio 20 metri più vicino alla porta avversaria e te lo puoi permettere,
00:56i gol fiocca. Le vittorie del martedì di Napoli e Juventus fanno sì che per la prima volta nessuna
01:02delle quattro italiane figuri nella fascia delle eliminate. Ed è proprio per questo che è un peccato
01:09che l'Inter, ampiamente meritevole del pareggio in casa dell'Atletico, sia crollata sull'ultima palla
01:15della gara. Un corner depositato sulla testa di José Maria Ghimenez, difensore che dal 2013 va a saltare
01:23sui corner per i Colcioneros e per l'Uruguay. E quindi bisognava conoscerlo e prevenirne il
01:29terzo tempo. Sono i dettagli, cani a murigno, che rovinano una prestazione di buon spessore,
01:36forse accontentandosi un po' troppo del pareggio, quando invece si poteva spingere ancora alla ricerca
01:42dei tre punti. Non è la prima volta che succede a Kivu. La classifica resta solida, ma questa è stata
01:49una grande occasione perduta. Le squadre sul ciglio del burrone erano comunque altre,
01:55i Napoli e la Juventus, ed entrambe hanno fortemente voluto togliersi dalla posizione
02:01più pericolosa, prendendo i tre punti. È stata significativa soprattutto la doppia reazione della
02:07Juve alle avversità in corso d'opera. Spalletti è andato sotto a Bodo e durante l'intervallo,
02:13nel quale era virtualmente fuori dalla Champions, è possibile che gli sia venuto qualche dubbio
02:19sull'opportunità di investire ulteriori energie. Senza Vlaovic, Turam e soprattutto Ildiz, la barca
02:28continuava a fare acqua. Nei sostituti proposti soltanto Miretti era ben dentro la partita. Ma il mondo
02:36in cui la Juve è rientrata in campo ha spazzato qualsiasi dubbio. La squadra e Spalletti ci
02:41credono. Anche in questo frangente di crisi che stentava a risolversi. Dentro Ildiz è musica
02:51totalmente diversa. 20 minuti di Juve bella e dominante per ribaltare il risultato, più
02:57altri venti di gestione meno ammirevole, fino alla frittata del 2-2. Lì ci sono stati
03:02due match point, quello fallito dal Bodo e quello centrato da Davide. E' chiaro che
03:08parliamo evento concluso e che se le cose fossero andate all'opposto, ora diremmo, almeno
03:13parzialmente, altre parole. Però la capacità di volgere l'episodio a proprio favore fa parte
03:19del gioco, implica personalità. E dunque brava Juve che i dettagli li ha sfruttati. La personalità
03:27è anche ciò che il Napoli ha usato a piene mani per saltare il secondo ostacolo in quattro
03:31giorni, il Carabag dopo la tante e il campionato. Non conosceremo mai i particolari di quanto
03:38è accaduto fra Conte e il gruppo squadra nel corso dell'ultima pausa nazionale. Di certo
03:43ha funzionato, perché malgrado l'emergenza di infortuni il Napoli vale rinato e i tre punti
03:49intascati come gli Azzeri hanno rilanciato le ambizioni di primavera europea. Ma quando
03:56ci dicono che non è successo niente, l'unità di intenti è sempre stata massima e che la
04:01crisi era ingigantita dai media, fanno narrazione. Nel vecchio dizionario non ci prendono in giro.
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