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https://www.pupia.tv - Roma - Presentazione Rapporto Sud 2025 - Conferenza stampa di Marco Cerreto (30.10.25)

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Trascrizione
00:00da Utilitalia e Svimez sul settore delle utilities e focalizzato sul Mezzogiorno d'Italia.
00:08Oltre ai partecipanti vorrei ringraziare l'onorevole Marco Cerreto, capogruppo di Fratelli d'Italia e Commissione Agricoltura che ci ospita
00:15e al quale lascerei la parola per i saluti iniziali.
00:18Grazie a tutti, benvenuti alla Camera dei Deputati.
00:28Io sono onoratissimo di introdurre questa giornata importante, la presentazione di un rapporto fondamentale per le politiche del Mezzogiorno
00:39che è appunto il rapporto per le utility per il rilancio economico del sud del Paese.
00:46Lo facciamo qui alla Camera dei Deputati, una sede prestigiosa ci è data questa prerogativa
00:52e mi faceva piacere ospitare questo evento perché riteniamo che non sempre c'è la dovuta attenzione al mondo delle utility.
01:04Un comparto importantissimo, lo dico da uomo del sud, da meridionale, un comparto che può fungere da acceleratore
01:14per il sud del Paese che finalmente, diciamolo, è tornato a crescere.
01:21I dati Eurostat indicano che il Mezzogiorno oggi cresce più dell'Italia e cresce più dell'Europa.
01:30Questo chiaramente ci fa ben sperare.
01:32Io ho letto il rapporto ma ci sono ovviamente astanti molto più qualificati di me,
01:39oltre il collega Nicita che saluto, c'è la dottoressa Barrile, c'è il dottor Bianchi
01:46che ho avuto modo di conoscere e di apprezzare quando era capo dipartimento al Ministero dell'Agricoltura.
01:52Quindi dobbiamo lasciare a loro la possibilità di poterlo declinare nei termini giusti.
01:58Io dico soltanto che questo settore genera un grandissimo valore aggiunto, quasi 42 miliardi di euro
02:06e può fungere sicuramente da acceleratore e anche da motore di coesione
02:11in settori che sono fondamentali come quello dell'energia, come quello delle risorse idriche
02:18che sapete tutti meglio di me, purtroppo nel Mezzogiorno in particolare sconta anche una certa vetustà delle reti idriche.
02:27Noi abbiamo oggi, e questo il dottor Bianchi lo sa bene, non solo un problema di resilienza
02:33per quanto riguarda la gestione idrica per l'agricoltura, dove per mancanza dei bacini
02:39molto spesso il 90% delle acque piovane va a finire a mare, ma abbiamo purtroppo anche in realtà
02:47una rete idrica che è vetusta e che subisce tantissime perdite.
02:53E diciamo anche quando questo non succede molto spesso le autorità d'ambito, i cosiddetti consorsi idrici
03:02non ho problemi a dirlo, che sono a guida pubblica, molto spesso vanno in dissesto.
03:08Ce ne stiamo occupando a livello parlamentare, veramente in realtà volevamo anche provare a fare qualcosa
03:15nel decreto tributi enti locali che è ancora bloccato in conferenza Stato-Regione,
03:22quindi ritengo che l'attenzione su una serie di aspetti correttivi nella governance dei consorsi di bacino
03:29vada affrontata in finanziaria.
03:32Vediamo se ci sarà lo spazio per farlo, ma ritengo che la giornata di oggi possa essere importante
03:38per porre l'accento e la riflessione sulla centralità delle utilities e la loro funzione,
03:45io dico anche sociale e pubblica.
03:47Vi ringrazio e lascio la parola al moderatore per il prosieguo dei lavori.
03:51Grazie a tutti.
03:52Grazie ancora onorevole Cerreto, adesso passerei la parola sempre per i saluti istituzionali
04:00al senatore Antonio Nicita, vice capogruppo del Partito Democratico al Senato.
04:05Grazie, ringrazio anch'io per l'invito, è molto importante questo rapporto, questo studio
04:12perché ci dice due cose fondamentali, alcune le sapevamo ma il dettaglio con il quale vengono
04:19poi esplose alcune situazioni nel rapporto, in particolare la disaggregazione di alcuni
04:26dati macroeconomici sono molto importanti anche per definire le politiche future.
04:31La prima cosa che ci dice è la crescita importante del mezzogiorno rispetto al resto del Paese
04:37dovuto soprattutto all'impulso del PNRR in combinazione con l'FSC e soprattutto l'impatto
04:46sul PIL che fa crescere di più il sud del resto d'Italia proprio per il ruolo delle
04:53infrastrutture e nella maggior parte dei casi il ruolo di infrastrutture legate alle utilities.
04:58Che cosa significa questo?
04:59Da una parte che noi abbiamo una grande, è stato detto prima, una grande esigenza di
05:05colmare un fabbisogno infrastrutturale che il nostro mezzogiorno si porta dietro, dall'altra
05:10parte però avere una spinta che viene messa anche nelle ricette di policy molto importante
05:17alla riorganizzazione anche istituzionale e delle governance proprio per rendere più
05:22efficaci questi tipi di progetti, velocizzarli e cercare di legarli un po' meglio con il
05:28territorio in un contesto che appare ancora molto troppo frammentato e che riguarda proprio
05:34questi tre aspetti, devo dire più i rifiuti e i servizi idrici della parte strettamente
05:40energetica.
05:41Sulla questione energetica noi abbiamo grandi investimenti che sono appunto legati anche
05:47alla sostenibilità, alla residenza energetica, dobbiamo rimetterli a sistema, questo riguarda
05:54tutto il paese e in particolare al sud, cioè riprogrammarli con un'offerta del territorio
05:59proprio per valorizzare gli investimenti infrastrutturali che soprattutto al sud stiamo facendo dal punto
06:05di vista dei grandi snodi, dei grandi accumuli di energia e in un'ottica anche di valorizzazione
06:12dell'area del Mediterraneo. Io sono siciliano, mi riferisco in particolare ai grandi investimenti
06:18che si stanno facendo in Sicilia e in parte anche in Sardegna, ai collegamenti strategici
06:24che si devono fare per il resto del mondo che sono citati nel rapporto. Sulla questione idrica
06:29è la questione sulla quale dobbiamo cercare di concentrarci un po' di più perché qui
06:35non abbiamo soltanto un problema di gestione efficiente, abbiamo un tema di programmazione,
06:40ridefinizione per l'impatto sul settore agricolo in generale ma anche purtroppo in alcune
06:46zone del paese proprio per i consumi delle famiglie e anche ridefinire la questione della
06:52qualità dell'acqua, quindi riusi da una parte ma nello stesso tempo anche qualità del
06:58servizio. Sui rifiuti anche qui c'è un grande tema, noi siamo in molti casi del sud
07:04degli esportatori netti di rifiuti, dobbiamo fare degli investimenti, questi investimenti
07:11però devono tenere conto e questo in parte è evidenziato di due filoni, cioè da una parte
07:17abbiamo la necessità di fare investimenti sulla parte dei rifiuti, dall'altra parte investire
07:22ancora molto di più per colmare i ritardi che ci sono nella parte che riguarda proprio la raccolta
07:27differenziata, la valorizzazione dei rifiuti e anche il loro impatto dal punto di vista
07:32energetico. Quindi questo rapporto viene in un momento molto importante, sottolinea il
07:38ruolo delle utility che è un ruolo strategico, dobbiamo fare due passi avanti su due questioni,
07:44la prima capire cosa succede dopo il PNRR, direi c'è vita dopo il PNRR, questa è la domanda
07:51che dobbiamo farcela guardando al piano strutturale di bilancio che adesso arriva fino a sette
07:57anni e che deve avere una parte rilevante sul sud anche in ragione della ridefinizione
08:02dei fondi europei e la seconda questione su cui dobbiamo tutti quanti impegnarci è il capitolo
08:10della regolazione. Il tema degli utility e della regolazione al sud va in qualche modo rivisto
08:17per tenere conto delle specificità quando noi abbiamo un contesto regolamentare, ovviamente
08:23disegnato sulla base del disegno regolatorio europeo, ma che però deve tenere conto anche
08:28di alcune specificità territoriali perché in alcuni casi alcune rigidità, penso alle tariffe,
08:35penso agli ambiti ottimali, penso alle dimensioni dei volumi, possono essere in una fase ancora di
08:42crescita del sud anche un fattore limitante. Quindi abbiamo la necessità di mettere insieme
08:48tutti questi punti, faccio i complimenti a chi ha redatto questo rapporto ed è un tema che
08:54sicuramente ci aiuta anche adesso in queste settimane in cui si apre la sessione di bilancio.
08:59Grazie.
09:05Grazie senatore Nicita, grazie ancora onorevole Cerreto, grazie a voi due per il vostro apporto
09:10che avete dato importantissimo a questa conferenza che pone appunto i fari sopra una questione
09:16fondamentale. Il sud ha saputo raccogliere delle grandi opportunità ma si trova ancora di
09:21fronte a numerosissime sfide in tutti i settori. Con questo ne vorrei parlare con la dottoressa
09:26Barrile, direttore generale di Utilitalia. A questo rapporto, dottoressa, cosa ci dice?
09:32Intanto io approfitto del fatto che i saluti introduttivi sono stati più brevi che da scaletta
09:40per fare una cosa che non pensavo di avere il tempo di fare e cioè ringraziare. Voglio
09:45ringraziare l'onorevole Cerreto e il senatore Nicita perché sono qui a testimonianza diciamo
09:53del valore profondo di tutti quegli approfondimenti scientifici per i quali ringrazio Francesca
09:59Mazzarella che è lì in prima fila che ha coordinato il team, che insieme al team di Luca
10:07hanno prodotto per la quinta volta un prodotto che credo racconti delle cose anche politicamente
10:15molto rilevanti che i nostri due relatori di oggi hanno colto in maniera molto efficace
10:22un po' perché sono cavalli di razza politicamente, poi Nicita gioco in casa perché è anche un
10:27professore universitario esperto di queste materie quindi ne ha approfittato anche e mi dispiace
10:34ma a questo punto voi due sarete tormentati sugli sviluppi per il prossimo anno. Vi terremo,
10:40visto l'entusiasmo che abbiamo visto oggi, vi terremo aggiornati. Allora venendo e naturalmente
10:49grazie per l'accoglienza Marco perché questa è una sede secondo me che è importante che
10:54sia, che ci abbia ospitato perché ci sono degli elementi che non sono rilevanti solo e soltanto
11:00al nostro interno ma sono rilevanti anche per il decisore politico quindi la sede fa il suo.
11:06Allora per chi non conoscesse Utilitalia tra i presenti sapete che è l'associazione che
11:12raduna circa 400 operatori, 400 utility del nord e del centro del sud quotati in house e miste
11:24rimangono fuori per il comparto idrico sostanzialmente solo le gestioni in economia e per gli altri
11:31due comparti. Abbiamo la rappresentanza quasi totale della parte ambientale legata al pubblico
11:38cioè quelle che erano le municipalizzate e mentre sono in altre organizzazioni i gestori privati
11:46e un circa un 30% di rappresentatività dei distributori elettrici. Quindi diciamo che
11:52il nostro campione di imprese è un campione estremamente rappresentativo di quello che è
11:57il mondo delle utility. Il mezzogiorno in questo panorama ha naturalmente delle peculiarità
12:05che poi intersegano le peculiarità dei tre settori, tutte e tre soggetti come sapete a
12:10regolazione ma con delle dinamiche specifiche molto diverse. L'ho già accennato, sull'idrico
12:19è evidente che il sud risenta in maniera importante della permanenza di gestioni in economia che
12:25al nord sono sostanzialmente superate e in questo contesto è del tutto evidente il rapporto
12:34all'evidenza come la dimensione industriale degli operatori faccia in maniera importante
12:40la differenza. Quindi un primo messaggio tra virgolette politico e questo è che bisogna
12:45creare delle condizioni favorevoli perché si vada verso un consolidamento, verso gli operatori
12:53industriali di quelli che sono i servizi per la cittadinanza, i servizi di pubblica utilità
13:00e rilevanza economica. È chiaro che quando, e il rapporto ce lo racconta, quando ci sono
13:07questi operatori gli investimenti sono non solo adeguati ma sono elevati, elevati a livello
13:15non solo dei colleghi del nord Italia ma a livello dei colleghi europei. Quindi non
13:22è vero che al sud non si possono avere servizi di qualità, scusate questa digressione è
13:30colpa vostra che mi avete lasciato troppo spazio. Vedo in prima fila la nostra associata
13:35della mia città Messina, voi due potrete ricordarvi come Messina era in fondo la classifica di vivibilità
13:45di tutte le classifiche possibili e immaginabili e per tanto tempo io mi limitavo a dire che
13:50ero siciliana senza proprio dire esattamente da dove arrivavo. Messina oggi è pulitissima,
13:56organizzatissima, servitissima anche da un punto di vista della mobilità urbana di cui noi
14:02non ci occupiamo ma va dato atto a un'amministrazione locale lungimirante che ha premiato il merito
14:09nella gestione di questi operatori e si vede e non a caso oggi quel sindaco è andato a Taormina
14:16e Taormina oggi è senza serenamente livelli della costa azzurra. Quindi è chiaro che il livello
14:30di investimenti così elevato di certi operatori al sud ci dice che bisogna cercare di superare
14:36senza altro le gestioni in economia, questo mi pare abbastanza pacifico, ma anche cercare
14:42di evitare quelle frammentazioni della gestione che rendono meno sostenibile in termini di superficie
14:49del sud Italia. Il sud Italia si affaccia naturalmente sul Mediterraneo, rappresenta,
15:05ahimè anche per ragioni climatiche, rappresenta un hub rispetto al bacino del Mediterraneo importante
15:12e può e deve essere un hub energetico rispetto al bacino del Mediterraneo. Non a caso il mezzogiorno
15:21è al centro della strategia nazionale delineata dal PNIEC. Il raggiungimento degli obiettivi
15:28di carbonizzazione però richiede un rafforzamento delle infrastrutture. Non è un problema purtroppo
15:38che riguarda solo questo settore ma è evidente che se l'Italia e in particolare il suo sud
15:43si vogliono porgere come nodo nevralgico dell'accesso all'energia bisogna che si dotino
15:52di infrastrutture adeguate e nonché ovviamente un rafforzamento delle governanze territoriali,
15:59delle capacità tecniche locali. È chiaro che le fonti rinnovabili per il sud sono una
16:07vocazione naturale. Aggiungo da siciliana che forse un po' di attenzione sul tema delle aree
16:22perché a furia di cambiare idea nel frattempo le terre si ricoprono di impianti e lo dico
16:33col mio animo agricolo visto che l'agricoltura è per definizione votata, è stata citata doppiamente
16:41dai due relatori. Insomma è importante che una strategia intelligente per uno sviluppo
16:47delle rinnovabili che non vada a detrimento di un'altra forza di questo territorio che
16:54è quella agricola. Per quanto vado a chiudere il tema dei rifiuti, ci sono, chiaramente c'è
17:07un tema impiantistico al sud, lo sappiamo, però anche su questo il rapporto ci racconta
17:13delle buone cose e ci racconta che contrariamente alle aspettative di tutti noi, probabilmente
17:19anche noi seduti a questo tavolo, il sud è riuscito a mettere in campo capacità progettuale,
17:26capacità di messa a terra. Proprio qualche settimana fa ho partecipato, seppur in remoto,
17:31l'inaugurazione di un impianto a Benevento, vuol dire che della nostra Asia, vuol dire che
17:38anche al sud ci sono le competenze tecniche, le idee e la capacità di progettazione per
17:46mettere a terra programmazioni speciali. E qua veniamo all'ultimo, ed è chiaro che
17:54uno sviluppo impiantistico al sud, oltre che alleviare in maniera importante, direi imponente,
18:01i costi di gestione dei nostri operatori ambientali, che poi devono far viaggiare tutto quello che
18:07viene raccolto in giro per l'Italia se va bene, se non oltre, quindi è chiaro che c'è
18:12un immediato impatto sulla qualità del servizio e sui costi del servizio, ma poi diventa un
18:19volano l'impiantistica di competenze, un volano di sviluppo, perché andiamo ad un'industrializzazione
18:26della filiera che diventa anche un volano di occupazione qualificata. Parliamo di 21.000
18:35posti di lavoro stimati dal rapporto e più di un miliardo di PIL, che non è roba da poco
18:40di questi tempi. Mi ha alzato la palla Marco sul PNRR e anche Antonio. È chiaro che c'è
18:51un tema che spaventa molto, che è quello del post PNRR. Sappiamo che le utility stanno
19:01rappresentando un pilastro decisivo per la messa a terra delle progettualità del PNRR.
19:09Abbiamo un monitoraggio, di cui si occupa sempre la struttura che fa capo a Francesca, dei lavori
19:17in corso presso le nostre associate. Questo monitoraggio ci dice che i progetti destinate
19:28della realizzazione dei lavori pubblici nelle linee di intervento di interesse per le utility
19:32hanno un valore di circa 8 miliardi, che non sono pochi. Le rendi contate sono già il 30%
19:39dei finanziamenti al centro nord, purtroppo il 14,8% al sud. Il quadro complessivo, da un punto
19:48di vista delle procedure, è un pochino più roseo, ma non ancora soddisfacenti, perché abbiamo
19:54ancora un 2,5% di progetti da avviare, mentre ne abbiamo il 60% in fase conclusiva di collaudo
20:03e solo l'1% concluso. Quindi è del tutto evidente che se abbiamo potuto cogliere un deciso miglioramento
20:16in quelle che erano le nostre preoccupazioni sulla capacità di progettazione, oggi però bisogna andare
20:21a stringere perché manca un anno e quindi dobbiamo essere sicuri di poter portare a termine
20:28gli interventi. Passo la parola al mio alter ego Luca Bianchi, direttore generale di Svimez,
20:35che ringrazio ancora tantissimo per questa felice collaborazione.
20:38Grazie mille.
20:45Aspettate che ho il microfono in difficoltà.
20:50Lui? Ok.
20:52Lo devo tenere.
20:52No, no, mi posso.
20:53No, no, vabbè, lo tengo, non ti preoccupare.
20:55Allora, grazie mille. Allora, noi, insomma, siamo Svimez, ormai sono cinque anni, come ricordava
21:01Anna Maria, che lavoriamo e collaboriamo al Rapporto Sud di Utilitalia e devo dire che
21:07in questi cinque anni abbiamo potuto fotografare un percorso che sta vivendo il settore dell'utilizzo
21:14nel mezzogiorno, secondo me rappresenta uno degli aspetti più interessanti di innovazione
21:21industriale e amministrativa, perché ricordo appunto il primo rapporto di cinque anni fa e
21:30dovevamo andare a cercare singole esperienze. Adesso cominciamo a vedere aree del sud, non
21:39tutte, in cui quelle esperienze sono diventate un sistema e questo è un elemento molto interessante
21:48perché si occupa di sviluppo economico come noi, perché questo è un settore che al suo
21:54interno appunto ha due elementi caratterizzanti. Uno è l'altro, l'alto contenuto di innovazione
22:01nei processi produttivi e l'altro è l'alto contenuto di innovazione nei processi di governance.
22:10Paradossalmente al sud ha avuto più difficoltà ad acquisire l'innovazione nei processi di governance
22:18piuttosto che in quelli dei processi produttivi, perché quello dei processi produttivi è stato
22:24il vantaggio del trasferimento di competenze che veniva dalle grandi imprese, dalle imprese
22:31presenti in altre aree del Paese, che si sono collocate nel mezzogiorno e hanno trasferito
22:36know-how e intelligenza. Dall'altra parte c'è un continuo contrasto nelle dinamiche di governance
22:43tra modello tradizionale esistente a forte natura pubblica, non tanto nell'erogazione del servizio,
22:55ma nella gestione, quindi con una continua confusione nella necessità della natura pubblica
23:04non nell'erogazione del servizio ma anche nella gestione del servizio.
23:08Diciamo che le esperienze anche nel mezzogiorno di struttura industriale dimostrano che invece
23:14la gestione industriale del servizio non può che migliorare l'effetto in termini di distribuzione
23:20di servizi al cittadino. E questo secondo me è un grande tema di grande interesse e rispetto
23:27a questo secondo me si incrocia con aspetti di natura macroeconomica. Dico perché abbiamo
23:36questi risultati anche positivi nel settore le utilities perché nel frattempo si è aperta
23:42nel Paese una nuova stagione di investimenti e come anche qua mi insegnate chi si occupa
23:50di economia istituzionale è più facile fare riforme quando ci sono i soldi piuttosto che
23:57fare riforme in periodi in cui devi fare riduzioni.
24:00Dico bene. Quindi in questo senso l'avere utilizzato le risorse e lo strumento del PNRR quindi
24:10i grandi investimenti per forzare, che è passato meno tra virgolette, i processi di trasformazione
24:17dei sistemi di governance è un meccanismo che in larga parte del sud è funzionato. Non
24:22in tutto perché abbiamo, come si dice, sacche di resistenza del vecchio modello molto consolidato
24:30e molto forte in alcune aree del Paese. Uno è senz'altro la Sicilia, da dove viene Anna
24:35Maria, con pur grandi differenze.
24:37Ognuno di noi rappresenta un pezzo anche del passato. Che però sono state resi possibili
24:47da questi investimenti. Cosa succede del PNRR? E riprendo rapidamente una cosa che diceva
24:52Anna Maria, secondo me va stressata. Nonostante le grandi difficoltà iniziali del PNRR, soprattutto
25:02sul comparto dell'autilità e direi soprattutto sul comparto idrico. Ricordate tutti il primo
25:09bando idrico in cui nessuna, per esempio la Sicilia non partecipò neanche con un progetto.
25:16L'avere inserito nei bandi del PNRR delle condizionalità sui sistemi di governance per
25:23partecipare ha facilitato quella partecipazione. Penso ad esempio all'esperienza napoletana e campana.
25:30Il risultato qual è però? Che nonostante quel ritardo, i dati che ci restituisce il monitoraggio
25:37congiunto Svimez Sud Italia che abbiamo fatto sul PNRR, che in realtà è vero che abbiamo
25:44ancora il 2,5% di risorse da avviare al Sud, però abbiamo quasi il 70% degli interventi
25:53in fase di collaudo. Credo che fosse un risultato non scontato, soprattutto nel mezzogiorno,
26:00anche perché nel centro nord abbiamo il 75%. Abbiamo un divario nord-sud che persiste,
26:08esiste, ma è decisamente inferiore a tutte le esperienze che abbiamo avuto sui fondi di
26:13questione fino ad oggi. Chiudo rapidamente su che facciamo nel futuro. È vero che abbiamo
26:19davanti un rischio, che è quello del posto. Il primo è che bisogna chiudere il PNRR e
26:24non perdere risorse, ovviamente. Secondo tema è che impedire che si blocchi questo ciclo
26:30di investimento. Per mantenere inalterato questo ciclo di investimento, che è fondamentale
26:35sia per l'impatto macroeconomico, perché il Sud cresce di più del resto del Paese, solo
26:41grazie al PNRR. E questo lo vedrete, faccio uno spot nel prossimo rapporto Svimes che presentiamo
26:46il 27 novembre. Però ovviamente bisogna dare continuità a questo ciclo di investimenti.
26:52E qui la partita da giocare una è chiarissima, che sarà il tema del prossimo rapporto Sud
26:58di Utilitalia. Cioè come utilizzare al meglio le risorse della coesione, che sono le uniche
27:04risorse per investimento disponibili nei prossimi anni, anche visto i tendenziali della legge di
27:09bilancio sui temi di investimento, per innanzitutto completare il ciclo di investimento del PNRR
27:15e secondo per continuare a dare continuità a quel ciclo di investimenti che deve favorire
27:21anche il cambiamento del processo di governance. In questo senso si apre una prospettiva interessantissima
27:28già aperta dalla mid-term review della coesione 21-27, quindi non parliamo tra tre anni, parliamo
27:35di oggi, entro il 31 dicembre le regioni del mezzogiorno devono riprogrammare e tra le
27:40priorità della riprogrammazione incrociamo pienamente il settore dell'utilizzo perché
27:46abbiamo in particolare l'idrico ma abbiamo tutto il tema della transizione verde. E quindi
27:52quelle risorse devono essere massimamente utilizzate per completare in coerenza con l'investimento
27:59del PNRR. E in questo caso il Sud darebbe un vantaggio competitivo rilevantissimo appunto
28:04di avere delle risorse disponibili e questo secondo me può rappresentare per il futuro
28:10una sfida fondamentale che riguarda l'acqua, riguarda i rifiuti, anche qua e chiudo rapidamente
28:17volevo citare l'analisi che abbiamo fatto nel rapporto di valutazione del gap impiantistico
28:25in termini di rifiuti nel mezzogiorno parliamo circa 1,2 milioni di tonnellate, la chiusura
28:31di quel gap impiantistico richiede un investimento grande ma non impossibile, parliamo di circa
28:391,6 miliardi di euro di investimento, il tema è trovare le risorse e trovare le condizioni
28:45per garantire che quegli investimenti si facciano, qualcosa ricordava Anna Maria si muove, però
28:50è un investimento che ha un grosso impatto economico perché il moltiplicatore degli
28:56investimenti è abbastanza alto, ci risulta 1,2 come impatto sul PIL, vuol dire che tu
29:03hai un buon autocontenimento degli investimenti, cioè che molte delle cose che fai hanno un
29:09impatto economico sul territorio in cui lo fai, quindi all'interno del mezzogiorno circa
29:1321 mila occupati, quindi parliamo di un tema importante e soprattutto abbiamo un effetto
29:19fondamentale al regime sia in termini di miglioramento del ciclo di gestione del rifiuto sia in termini
29:25di occupazione al regime perché abbiamo 4-5 mila occupati in più al regime che avresti
29:30nel mezzogiorno nel scomparto delle utilities, possibilmente occupati di buona qualità e pagati
29:36in maniera giusta perché il tema del mezzogiorno degli ultimi anni è una forte crescita dell'occupazione
29:41ma anche un ampliamento dell'occupazione povera, devo dire che mediamente l'utilizzo di
29:45disgrazie a una produttività per addetto è molto più alta degli altri settori, cioè
29:51il valore aggiunto per addetto dell'utilizzo è circa 75 mila euro, che è tipo il 18%
29:59in più della produttività media del settore industriale del mezzogiorno, quindi ovviamente
30:05questo consente anche di avere attribuzione migliore e di investire sul futuro. Detto questo
30:12mi pare che i temi per il prossimo rapporto di utilities ce ne siano molti e siamo pronti
30:18a lavorare il prossimo anno. Grazie.
30:20Grazie al direttore generale Svimes Luca Bianchi. Ci sono le conclusioni. Possiamo procedere
30:32con le conclusioni del presidente utilitale a Luca Dalfabbro che è in collegamento, se
30:39no diamo spazio intanto ai relatori se hanno qualche piccola integrazione da voler fare o
30:44l'onorevole Cerreto o il senatore Nicita, se no anche dal pubblico se ci dovessero essere
30:52domande possiamo intanto anticiparle in attesa dell'intervento conclusivo.
31:00Se posso con l'occasione citare Rete Sud che è stata promossa da Utilitalia attraverso
31:07l'aggregazione di diverse realtà territoriali che si occupano di servizi essenziali, che è
31:13stato un progetto nato da Utilitalia in cui noi aziende, rappresento sia Napoli, ci abbiamo
31:18creduto tantissimo e consideriamo quello il primo passo verso l'industrializzazione, cioè
31:25dialogare anche con una centrale di committenza insieme, con acquisti che molte volte Napoli,
31:33Palermo, Bari facevano autonomamente ma che li facciamo insieme e mettere insieme il know-how
31:38dato dagli investimenti del PNR ci sta portando una crescita importante, ormai siamo a circa
31:44un anno da questa attività, stiamo lavorando in maniera intensa e credo che questo sia un
31:50esempio virtuoso anche da investire per il dopo PNR, cioè favorire queste aggregazioni
31:58dal basso può portare poi a degli investimenti anche delle società insieme a quello pubblico.
32:06Grazie.
32:08Grazie a lei, il tema comunque è molto stimolante, molte sfide sono da raccogliere al Sud che
32:16già ha saputo comunque cogliere tantissime opportunità di crescita, se qualcun altro volesse
32:22intervenire magari riportando un'esperienza particolare o comunque una realtà locale o
32:29anche dei suggerimenti, visto che abbiamo la fortuna di avere seduti allo stesso tavolo
32:32due parlamentari di maggioranza e opposizione che comunque mi sono sembrati abbastanza equilibrati
32:38e anche in un certo senso d'accordo su un tema, quello del Sud e delle sfide che dovrà
32:42accogliere, non da poco a cui non siamo sicuramente abituati.
32:47No ma poi diciamo, siccome destiniamo molto del nostro tempo a discutere, quando abbiamo
32:59l'occasione di un rapporto di questo tipo, di questo taglio è giusto guardare il sistema
33:06paese e mettere il suo complesso.
33:08A proposito di, visto che si chiedevano dei casi particolari locali, vorrei tornare sulla
33:16Sicilia perché sono un senatore siciliano, letto in Sicilia, ci sono delle questioni che
33:24in particolare dobbiamo affrontare dal punto di vista proprio della programmazione, tu hai
33:30citato il tema dell'agrofotovoltaico, c'è il tema dell'eolico, c'è soprattutto il tema
33:36di cercare di, anche con il Ministero, di favorire una programmazione più equilibrata
33:45sia nello spazio, quindi zone geografiche, investimenti di connettività energetica e di distribuzione
33:56sia nel tempo che aiuti tutti a programmare, perché sapete benissimo che abbiamo un overload
34:05di richieste molto frammentate, molte di queste richieste sono richieste, quindi andare a vedere
34:14da queste richieste quante poi finiranno effettivamente per essere tali e visto l'eccesso, come dire,
34:22di domanda il Ministero sta cercando di capire come fare a selezionare e quindi secondo me
34:28voi lì potete dare un grande contributo guardando al territorio, addirittura si sta pensando anche
34:33di fare delle aste, ecco va un po' capito come mettere insieme queste due questioni.
34:39L'altro tema di cui non ho parlato però adesso ne approfitto per questa osservazione è quello
34:45dell'economia circolare che è il pezzo su cui il rapporto insiste di più, ecco questo è una parte
34:51che dal PNRR poi alla fine per tutta una serie di ragioni è stata un po' mortificata, quindi potrebbe
34:58essere recuperata proprio con una gestione più intelligente dell'FSC esattamente nella fase di
35:05rinegoziazione, ridefinizione che scade a dicembre e su questo capire di nuovo come i territori
35:14possono lavorare assieme. Abbiamo due questioni, le cito qui, diciamo sono di caratteri molto
35:21più generali ma in qualche misura c'entrano e cioè come facciamo ad avere un contributo
35:26della vostra esperienza di Utilitalia anche in questioni un po' diverse, un po' laterali
35:33che però hanno bisogno della vostra esperienza, cioè cito due casi emblematici, tutta la parte
35:39che riguarda il mondo ILVA da una parte e tutta la parte che riguarda il mondo del polo
35:44industriale siracusano, settori molto diciamo antichi che però hanno bisogno di grandi investimenti
35:52di riconversione energetica sia sul lato del trattamento dei rifiuti, sia dei rifiuti
35:58industriali ma spesso che vengono anche combinati con i rifiuti civili dal punto di vista tecnologico
36:04sia dal punto di vista del riutilizzo idrico a fini anche industriali sia dal punto di vista
36:10di nuovi investimenti di riconversione ecologica. Sono casi particolari ma siccome abbiamo
36:16grandi difficoltà perché continuiamo a fare dei decreti su queste questioni è importante
36:23metterli in un contesto anche di circolarità anche quelli e capire come possiamo fare per dare
36:29una mano a dei settori che sono destinati essendo hard to abate, sono destinati ad avere
36:35investimenti di grande riconversione sotto il solco della decarbonizzazione e quindi diciamo
36:42al di là della parte industriale secondo me è molto importante sentire anche la vostra esperienza
36:46da questo punto di vista. L'ultimo pezzo è più una provocazione, questo governo si è
36:52impegnato a investire fino al 5% del PIL in difesa. Tra le carte della Nato c'è una parte
37:03che si chiama resilienza energetica e che può essere di questo 5% fino ad 1,4%. Siccome le
37:13infrastrutture critiche sono infrastrutture critiche sia dal punto di vista dei farbisogni
37:19che soddisfano sia dal punto di vista della sensibilità, dal punto di vista della sicurezza
37:24anche questo può essere un nuovo capitolo per il futuro.
37:28Grazie senatore, non so se l'onorevole Cerreto vuole aggiungere una battuta veloce prima
37:37di avviarci alle conclusioni.
37:39Sì grazie, c'è in collegamento il Presidente?
37:41C'è in collegamento il Presidente?
37:43C'è, allora io sarò benicissimo per lasciare spazio al Presidente. Ecco no, un auspicio,
37:47premesso che non è retorica ma io sono perfettamente d'accordo con quanto ha detto il collega
37:51Niscita, anche nell'ultimo auspicio perché ritengo che le infrastrutture siano poi parte
37:59anche della capacità di un Paese di esprimere la propria sovranità e quindi in quanto tale
38:04anche i propri meccanismi di difesa. Io penso che noi dobbiamo cercare di fare uno sforzo
38:12ulteriore e lo sforzo ulteriore che oggi io mi sento di chiedere al sistema delle utility
38:19è quello di favorire anche una maggiore coesione sociale rispetto a certe scelte. Lo dico perché
38:25sono convinto, ma non vuole essere una polemica, sono convinto che purtroppo questa funzione
38:31che gestiva prima Guido il sistema delle province, oggi dopo la riforma o la mancata riforma o l'incompiuta
38:41delle province, le province non sono più in grado di gestirle. Io sono un grande fautore
38:46dei patti, quando ho fatto l'assessore provinciale ho lanciato patti agricoli, ho lanciato patti
38:51territoriali perché ritengo che sia uno strumento di programmazione negoziata essenziale per andare
38:59verso determinate scelte. Oggi purtroppo questo apparato è depotenziato e le regioni non sono
39:07in grado di essere, diciamo anche in virtù di una sussidiarietà in questo caso verticale
39:13verso l'alto, non sono secondo me in grado di poter assolvere a questo ruolo. Allora
39:18immaginare che il sistema delle utility oggi anche per una funzione strategica di simmetria
39:26informativa che molto spesso vede il contraente pubblico o l'attore pubblico essere dotato
39:34di un sistema informativo inferiore rispetto a quello che è il passo che invece si dovrebbe
39:41tenere. E anche su determinate materie una certa ritrosia della collettività. Da Campano
39:52lo dico, la sindrome di NIMBY non è soltanto un concetto teorico, molto spesso è invece un
40:00problema pratico che genera delle resistenze a volte incomprensibili nelle comunità locali.
40:06Ecco, immaginare strumenti di alleanze territoriali per favorire anche il meccanismo di coesione
40:15sociale potrebbe secondo me fungere da acceleratore rispetto a certi processi.
40:19grazie molte all'onorevole Cerreto. Passerei la parola al Presidente di Utilitaria Luca
40:28Dalfabbro per le conclusioni al convegno. Presidente, ci sente?
40:34Buongiorno, mi dispiace non essere lì con voi ma avevamo consiglio di amministrazione
40:41oggi e non ho potuto esserci, però ho seguito la discussione in parte e soprattutto la parte
40:47finale che peraltro condivido. Ho sentito parole anche di incoraggiamento. Io ricordo che Utilitaria
40:55e il Sud rappresentano una cosa inscindibile, nel senso che questo rapporto Sud che abbiamo
41:04pubblicato dimostra un po' l'impegno che Utilitaria vuole spendere al Sud, dove ci sono
41:09grandi opportunità di crescita, come dicevate. Noi riteniamo come Utilitaria, Utilitaria è
41:16un'associazione forse ancora poco conosciuta rispetto alle confi industrie, ma io ricordo
41:22che le Utilitaria investono, hanno investito nel Sud nel 2024 e hanno generato un valore
41:30aggiunto per 8,3 miliardi di Euro. Abbiamo scaricato a terra più di 20 miliardi al Sud
41:37negli ultimi 4 anni e siamo le entità che scaricano a terra in questo momento più investimenti
41:45sul PNRR di chiunque altro al netto dei trasporti. Quindi l'impegno degli associati di Utilitaria
41:53al Sud è polimorfico, va in varie direzioni, dal settore idrico al settore del tereriscaldamento,
42:02alla termovalorizzazione, alla produzione di energia elettrica, alla distribuzione dell'acqua,
42:06del gas e dell'energia elettrica. Quindi siamo presenti con varie forme e vari investimenti.
42:14La nostra associazione sostiene con continuità sia il rafforzamento delle infrastrutture
42:19idriche che energetiche che ambientali nel mezzogiorno e promuove interventi per l'adattamento
42:25climatico, che ce n'è sempre più bisogno, la riduzione delle perdite idriche, lo sviluppo
42:31di energie rinnovabili e anche l'innovazione tecnologica. L'obiettivo è quello di garantire
42:36una convergenza strutturale tra le regioni del Nord e quelle del Sud, contribuendo alla
42:41sicurezza energetica e alla tutela delle risorse naturali. C'è ancora un grande differenziale
42:47fra Sud e Nord, se pensate per esempio agli investimenti per abitanti nel settore ambientale.
42:54dobbiamo probabilmente ragionare sempre di più su alleanze pubblico-privato, su consolidamento
43:02del settore ambientale, ma non solo ambientale, al Sud, per fare in modo che le entità del
43:08Sud abbiano quella massa critica capace di poter scaricare a terra investimenti e poterli
43:14anche portare a compimento. Sempre per parlare di Utility Italia abbiamo giocato un ruolo abbastanza
43:21determinante anche di facilitare l'accesso delle utility nel Sud alle risorse PNRR, dei
43:27fondi strutturali europei, degli strumenti nazionali di investimento. Quindi abbiamo
43:31assicurato con il supporto tecnico, normativo e regolatorio questa azione, che è un'azione
43:36che mira a rafforzare la capacità progettuale e gestionale del Paese, delle aziende e anche
43:40del territorio. Abbiamo costituito la rete Sud nel luglio dello scorso anno, che rappresenta
43:47un passaggio importante e strategico per il sistema, che è finalizzata a superare le
43:52criticità strutturali che da tempo limitano il pieno sviluppo dei servizi pubblici nel
43:56mezzogiorno. Attraverso il contratto di rete le aziende aderenti si sono poste all'obiettivo
44:01di promuovere uno sviluppo integrato, cooperativo e territoriamente radicato. In questo la rete
44:08Sud intende diventare un punto di riferimento per l'azione coordinata delle utility meridionali.
44:13Quindi è un tassello importante di questo passaggio. È un'introduzione che farà la
44:20differenza, già lo sta facendo, si sta già lavorando insieme al Sud e questo sarà un
44:26elemento che è ancora un po' trascurato sia dai media, ma anche un po' forse dalle istituzioni,
44:35ma la rete Sud e Utilitalia determineranno anche degli sviluppi ulteriori negli investimenti
44:43e nella focalizzazione del business che prima non c'era. Quindi una innovazione importante
44:47per il Sud. Poi noi monitoriamo sistematicamente i livelli di servizio, gli indicatori di performance
44:54come Utilitalia, i fabbisogni infrastrutturali e elaboriamo poi strategie di sviluppo territoriali.
45:00Per dire che cosa? Utilitalia è il facilitatore nella raccolta dei dati, nell'analisi e anche
45:07nell'indicare quali potrebbero essere le evoluzioni. Con questo vogliamo lavorare bene
45:12con le istituzioni, con tutto il mondo politico, per poter portare poi a terra il nostro risultato,
45:19che è quello di fare dell'ambiente, dell'energia, del settore e del servizio idrico e anche
45:26della distribuzione del gas un fattore eccellente non solo al Nord, ma anche al Sud. Ricordo in
45:32ultimo che il Sud rappresenta in alcuni settori delle opportunità di crescita per tutte le
45:37utility del Nord, del Sud e del Centro. Ci sono aree come il settore idrico dove con una nuova
45:46politica di sviluppo infrastrutturale attraverso per esempio dei PPP, cioè del partenerato pubblico
45:52privato, attraverso strumentazioni come quelle che alcune istituzioni italiane già fanno,
45:58penso a CDP, penso a Invitalia, che meritevolmente stanno dando risorse ai progetti più meritevoli,
46:06alla BEI. Noi possiamo trasformare ancora il gap infrastrutturale che colpisce alcune aree
46:13merceologiche e tecnologiche e produttive del Sud, vedi gli impianti sull'ambiente, vedi il
46:23settore idrico e rendere il Sud un'area dove invece il GDP può crescere molto, il prodotto
46:29interno Nord può crescere molto, possono crescere le competenze anche le aziende. Chiudo con una
46:35nota perché ho sentito prima parlare di sicurezza, che è un tema a noi molto caro, è parlare di
46:42cyber sicurezza. Oggi si fa una grande attenzione sulla sicurezza. Io sono stato e sono promotore
46:49del famoso trinomio. Quando si parla di energia o di acqua o di ambiente, occorre trovare nella
46:57politica industriale di un Paese, indipendentemente da come uno la pensa dal punto di vista politico,
47:03un compromesso tra tre aspetti, che sono la sicurezza energetica o idrica, la competitività,
47:10quindi il costo del prodotto, dell'energia, dell'acqua, con l'ambiente. Questo famoso trinomio
47:16deve essere in tutte e tre le parti soddisfatto. Ma sicuramente oggi la sicurezza vede un'attenzione
47:23maggiore anche a causa di quello che avviene fuori dall'Italia, che vediamo ogni giorno.
47:28E in questo contesto la cyber sicurezza rappresenta un aspetto fondamentale, vitale, ed è così
47:35fondamentale, così vitale, che in Utilitalia abbiamo promosso il primo summit a porte chiuse
47:41a Roma il 4 di dicembre, per parlare di cyber sicurezza e reti, perché stiamo osservando
47:51alcune attività e alcune minacce e un aumento dei rischi sotto questo punto di vista.
47:58Vogliamo come Utilitalia favorire la discussione fra istituzioni, enti preposti dello Stato
48:03alla sicurezza nazionale e utility. Riteniamo che il lavoro congiunto delle istituzioni,
48:09degli apparati dello Stato che secondo me stanno facendo un lavoro egregio in questo
48:14settore. Non li ringraziamo mai abbastanza, perché noi vediamo, io vedo ogni giorno il
48:21contrasto che viene fatto su determinati attacchi cyber e se non ci fossero i nostri apparati
48:27oggi saremmo veramente di fronte a crisi giornaliere. Noi con le utility dobbiamo trovare però
48:35dei sistemi sempre più efficaci e efficienti per lavorare insieme, scambiarci informazioni
48:40e intervenire prima che il problema possa diventare un blackout, possa diventare una
48:47crisi idrica, possa diventare un problema di sicurezza nazionale. E questo summit il 4
48:52dicembre inizierà un percorso nuovo di Utilitalia, che è quello di un fortissimo e rafforzato
48:58dialogo con l'istituzione e con gli apparati dello Stato, proprio fare in modo di favorire
49:03una maggiore sicurezza del Paese. Perché, come dico sempre io, la sicurezza del Paese
49:08si fa con aerei, missili e la marina, e questo dobbiamo assolutamente farlo. Ma si fa soprattutto
49:14rendendo resiliente il sistema infrastrutturale del nostro Paese. E quindi sia da un punto di
49:20vista fisico, ma anche e soprattutto dal punto di vista cibernetico. Perché è quello meno
49:25visibile, è meno conosciuto, ma ogni giorno è soggetto ad attacchi di Stati, di enti che
49:36chiedono il riscatto, il ransom, come si dice, e quindi dobbiamo difenderci sempre di più,
49:43perché questi attacchi stanno aumentando il numero, come già è stato evidenziato da alcuni
49:48ministeri, e dobbiamo contrastarlo. Quindi il 4 dicembre ci ruiniamo con le istituzioni
49:54degli apparati e tutti i vertici delle utility di Utilitalia per parlare di questo tema.
50:00Grazie e buon lavoro.
50:04Grazie a lei Presidente D'Alfabro, Presidente dell'Ulitalia, anche per i numerosi stimoli
50:09che ha dato ai decisori politici. Se non ci sono altri interventi o altre domande ci possiamo
50:15avviare alla conclusione. Augurando a tutti buon lavoro.
50:19Grazie.
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