L'aggiunta di un anno di trattamento con l'immunoterapia durvalumab alla terapia di mantenimento standard ha ridotto del 32% il rischio di recidiva nei pazienti con tumore della vescica non muscolo-invasivo ad alto rischio, rispetto al solo trattamento con BCG. [idarticle id="2630470" title="Tumore alla vescica: all’Istituto Regina Elena risultati senza precedenti"]
Questi i risultati dello studio di fase III Potomac presentati nel congresso 2025 della European Society for Medical Oncology (Esmo) e contemporaneamente pubblicati su The Lancet. Il trattamento standard per questi pazienti, spiega Lorenzo Antonuzzo, direttore Oncologia Medica Careggi Universita' di Firenze, "prevede l'utilizzo della terapia con BCG dopo la resezione della neoplasia.
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L'obiettivo è ridurre il rischio di recidive ma si verifica ancora un'alta percentuale di ricadute, da qui l'esigenza di nuove opzioni di cura. I risultati dello studio Potomac dimostrano che il nuovo regime consente a un maggior numero di pazienti di rimanere liberi da malattia dopo due anni". (Immagini di Manuela Correra)
00:00All'ESMO di Berlino, in cui stiamo partecipando, poche ore fa sono stati presentati i dati dello studio POTOMAC,
00:08uno studio molto importante perché ha confrontato l'aggiunta dell'immunoterapia a BCG in pazienti con tumore della vescica non muscolo infiltrante.
00:22Mi spiego meglio, in questo momento pazienti che hanno un tumore della vescica che è in fase precoce, quindi in fase non muscolo infiltrante,
00:32il trattamento standard è rappresentato dall'utilizzo del bacillo di Calmet-Gheren.
00:37Nello studio POTOMAC è stato dimostrato che aggiungendo a questo trattamento standard anche l'immunoterapia con Durvalumab
00:44vi è una riduzione nel rischio che la malattia si possa ripresentare, cioè in quella che è definita la disease free survival.
00:52Questa riduzione del rischio è sia significativa dal punto di vista statistico, ma soprattutto è una riduzione del rischio che è clinicamente rilevante
01:00perché questa riduzione è superiore al 30%, nello specifico è del 32%.
01:06Quindi riuscendo a prevenire la ricomparsa della recidiva possiamo anche limitare la necessità di ulteriori trattamenti chirurgici
01:17e quindi andare ad impattare in maniera positiva sulla qualità di vita di questi pazienti.
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