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https://www.pupia.tv - Roma - Marco Cavallo nei CPR - Conferenza stampa di Paolo Ciani (20.10.25)

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Trascrizione
00:00...qui alla Camera dei Deputati per la presentazione del rapporto annuale sull'economia dell'immigrazione
00:08della Fondazione Leone Moressa, rapporto edizione 2025, da stranieri a nuovi italiani, come
00:16cambia l'immigrazione. Poche riflessioni prima di passare la parola ad Enrico Di Pasquale,
00:25a Chiara Tronchin, ricercatori della Fondazione Moressa, e poi siamo in attesa anche che ci
00:29raggiunga Salvatore Sortino, direttore dell'Organizzazione Internazionale per le Migrazioni di Roma.
00:37Anche quest'anno presentiamo questo rapporto qui alla Camera dei Deputati e per noi è davvero
00:44un onore, perché questo è uno strumento fondamentale di conoscenza e di lavoro per i decisori politici.
00:52Quindi, in primo luogo per il Parlamento e per il Governo. Forse più che dire è, dico
00:59dovrebbe essere, perché grazie a questo rapporto noi riusciamo ad avere uno sguardo analitico,
01:07oggettivo, sul fenomeno delle migrazioni nel nostro Paese e sull'apporto appunto alla vita
01:16economica del nostro Paese che i lavoratori stranieri danno. Uno sguardo privo di intenzioni
01:23ideologiche, privo di pregiudizi. E se guardiamo a questo fenomeno, tirandolo fuori dallo scontro
01:32politico quotidiano, tirandolo fuori dall'uso spesso strumentale e demagogico che si fa di
01:38questo tema, ci accorgiamo di quanto sia fondamentale l'apporto dei lavoratori stranieri
01:44per la nostra economia e si vada consolidando negli anni. Ci accorgiamo anche di quanto questo
01:51apporto potrebbe essere rafforzato ancora di più se vi fossero degli investimenti in
01:59inclusione, in integrazione e se vi fosse la capacità, dico io, questa è una riflessione
02:05diciamo di cui mi assumo io come esponente politico e come parlamentare, la responsabilità
02:12ovviamente non coinvolge i ricercatori ma penso che siano anche d'accordo da quello che leggiamo
02:17nel rapporto, cioè maturasse la volontà di modificare il quadro normativo che nel nostro
02:24Paese regola gli ingressi regolari per motivi di lavoro. Non dico una cosa diciamo come dire
02:33che può fare scalpore ma abbiamo ascoltato il sottosegretario Mantovano definire la legge
02:40Bossifini un meccanismo ormai scassato, prima di lui avevamo sentito dirlo da Fini che è
02:46uno di coloro che ha dato il nome a questa legge ma anche da altri esponenti dell'attuale
02:52governo del governo in carica. È un meccanismo quello, quello della legge Bossifini eccessivamente
02:58rigido che non consente al nostro Paese di accogliere tutti i lavoratori di cui il sistema
03:07produttivo avrebbe bisogno ed è al contempo un sistema che produce irregolarità perché
03:14è un sistema che come le analisi a partire da quelle della campagna aerostraniero hanno
03:20dimostrato traduce solo una minima parte delle domande fatte attraverso il click day
03:27e degli ingressi in effettivi permessi di soggiorno e in contratti di lavoro che si vanno
03:32concretizzando. Lascio subito la parola prima ad Enrico Di Pasquale e poi a Chiara Tronchin
03:38ribadendo che qui in questo rapporto c'è appunto la fotografia di un'Italia dell'economia
03:49italiana e c'è la fotografia dettagliata del contributo che i lavoratori stranieri danno
03:55già oggi alla nostra economia. Un contributo che potrebbe essere consolidato, moltiplicato
04:02se vi fosse l'attenzione da parte dei decisori politici di considerare questo argomento con
04:08un po' meno di ideologia e un po' meno di pregiudizio. Nel frattempo ci ha raggiunto
04:12anche Salvatore Sortino che io ringrazio e saluto, direttore dell'Organizzazione Internazionale
04:18per le Migrazioni di Roma. Lascio la parola a Enrico Di Pasquale. Prego.
04:23Grazie onorevole. Innanzitutto per ospitare anche quest'anno la presentazione del rapporto.
04:28Io porto i saluti da parte della Fondazione Leone Moressa e da parte della CGA di Mestre
04:35di cui la Fondazione fa parte e racconto solo come è nato il titolo di quest'anno,
04:43Da stranieri a nuovi italiani. È nato da una constatazione che forse può sembrare
04:47una constatazione meramente statistica, cioè il fatto che ogni anno in Italia 200.000 cittadini
04:54stranieri spariscono dalla statistica come stranieri e diventano italiani. Quindi queste
05:00acquisizioni di cittadinanza si sono rivelate negli ultimi anni uno dei trend principali
05:05riguardo l'immigrazione in Italia. E a partire da questa riflessione siamo andati a cercare
05:12di capire i motivi, le cause, le dinamiche che portano a questo fenomeno e le conseguenze.
05:19E abbiamo riflettuto su come è cambiata l'immigrazione in Italia in 30 anni di storia
05:24migratoria. Da una prima fase negli anni 90 e primi anni 2000 di forti ingressi per lavoro
05:32a una seconda fase negli anni 2010 di ricongiungimenti familiari e di richieste di protezione internazionale
05:42a una fase attuale di nuovo fabbisogno di mano d'opera e di quindi composizione della
05:49struttura della popolazione straniera molto diversa da prima fatta di lavoratori, imprenditori
05:56ma anche di studenti, di famiglie che appunto in molti casi non vengono più riconosciuti
06:03come stranieri, sono italiani per cittadinanza e quindi hanno anche bisogni diversi rispetto
06:09a quelli di 20-30 anni fa. Lascio la parola alla collega per entrare proprio nell'analisi
06:15specifica dei dati del rapporto.
06:20Buongiorno a tutti e grazie per ospitarci anche quest'anno. Come ha già detto il mio collega
06:28il titolo di quest'anno è Da stranieri a nuovi italiani come cambia l'immigrazione.
06:34Vediamo dai dati che infatti l'Italia è entrata in una fase di stazionalità, ovvero
06:41negli ultimi anni la popolazione straniera si attesta sempre intorno a 5 milioni. Sono
06:48infatti nel 2024 5,2 milioni gli stranieri residenti al nostro paese, l'8,9% della popolazione,
06:56la prima nazionalità è la Romania, segue l'Almania e il barocco. Si tratta di comunità
07:03ormai presenti nel nostro paese da oltre 15-20 anni e ormai inseriti nel nostro sistema.
07:12Ma il fatto che il numero che la popolazione sia stazionaria non vuol dire che l'Italia
07:18non attrae più stranieri e lo si vede anche in questo caso dai dati. Infatti il saldo migratorio
07:25della popolazione straniera negli ultimi anni è in forte crescita e questo saldo migratorio
07:32dovrebbe portare a un aumento della popolazione straniera nel nostro territorio. Ma si contrappone
07:39a un altro effetto, le acquisizioni di cittadinanza. Una volta che uno straniero ha acquisito la cittadinanza
07:47italiana scompare dalle statistiche come straniero e vi rientra come italiano e questo effetto
07:55diminuzione fa in pratica diminuire la popolazione straniera presente nel nostro paese. Tanto
08:01che se considero i residenti stranieri, ovvero chi non ha la cittadinanza italiana, sono 5,2
08:11milioni, l'8,9%, di cui il 18% è nato in Italia. Se invece considero i nati all'estero,
08:20ovvero coloro che hanno effettivamente vissuto un'esperienza migratoria, il numero aumenta
08:26a 6,7 milioni, l'11,3% della popolazione. Non si tratta semplicemente di una definizione
08:35statistica, ma ci fa capire cosa c'è dietro il fenomeno della stazionalità e soprattutto
08:43come gli immigrati di oggi in Italia sono estremamente diversi da quelli di 20-30 anni
08:49fa. Gli immigrati sono diventati parte integrante del nostro paese, sono i nuovi italiani e sono
08:57sempre fondamentali da un punto di vista demografico. Infatti il problema dell'Italia non è tanto
09:05che è aumentata la vita, ma il degevenimento, come definito da Rosalina. In pratica mancano
09:14lavoratori potenziali e potenziali genitori. In questo l'immigrazione ci dà un grande contributo,
09:22contributo che si trasforma anche in contributo economico. L'Eurostat fa delle previsioni al
09:282050 e al 2100, in cui si vede che senza immigrazioni, quindi senza flussi di ingresso e di uscita,
09:37la popolazione italiana nel 2050 diminuerebbe di 9 milioni di abitanti. Nel 2100 si dimezzerebbe,
09:45ma questo avrebbe anche un effetto a livello economico. Perderemmo nel 2050 il 25% del PIL e
09:55nel 2100 il quasi 60% del PIL. Quindi questo fa capire come siano fondamentali non solo da un
10:03punto di vista demografico, ma anche da un punto di vista economico. E lo si vede già oggi.
10:08Gli occupati stranieri, quindi con una cittadinanza diversa da quella degli italiani, sono 2,5 milioni,
10:15il 10,5% degli occupati totali. Se invece vado a vedere i nati all'estero, il valore aumenta
10:21a 3,65 milioni, 15% degli occupati totali è nato all'estero. Non fanno gli stessi lavori
10:30degli italiani, ma fanno lavori complementari a minore qualifica. E se questo da una parte
10:38fa sì che non ci sia contrapposizione tra il lavoro degli italiani, fa anche sì che
10:44facendo lavori meno qualificati il loro apporto economico sia più basso. Da una parte sembra
10:52che attraiamo immigrati non particolarmente preparati, se guardo il titolo di studio, però
10:58è anche vero che ci sono grossi problemi di riconoscimento dei titoli di studio all'estero
11:03e che soprattutto, anche se entra un immigrato preparato nel nostro Paese, non è detto che
11:09trovi una professione adeguata alla sua qualifica. Non si tratta solo di lavoratori dipendenti,
11:17ma anche di imprenditori. Il 10,6% degli imprenditori totali è nato all'estero. Ovviamente in alcuni
11:24settori sono maggiormente presenti, come le costruzioni e il commercio, e in alcune aree
11:30territoriali. Per fare un esempio, a Prato, su 100 imprenditori, il 27% è nato all'estero.
11:39Questi occupati dipendenti e imprenditori producono valore aggiunto. Il PIL dell'immigrazione,
11:47che è pari a 177 miliardi di euro, il 9% del PIL italiano è prodotto da stranieri. Incide
11:56di più in agricoltura, 18%, nelle costruzioni e negli alberghi e nei ristoranti.
12:02e hanno un impatto anche a livello fiscale. È opinione comune che gli immigrati in realtà
12:13usufruiscono di un maggior numero di servizi rispetto alle tasse che pagano. La Fondazione
12:18da sempre fa un bilancio delle effettive entrate fiscali degli stranieri e delle loro effettive
12:24uscite. Facendo una promessa che consideriamo i 5 milioni di stranieri residenti e consideriamo
12:32solo i flussi monetari. Quindi non possiamo quantificare l'effettivo impatto positivo dell'avere
12:39le badanti che gestiscono i nostri anziani e nemmeno l'impatto negativo che può avere
12:44la popolazione nel senso di insicurezza nell'avere gli stranieri nel nostro Paese. Quindi quantifichiamo
12:53soltanto le entrate monetarie. Tra le entrate abbiamo l'IRPF, l'IVA, i consumi, i contributi
12:58previdenziali. Quindi un 41,1 miliardi di euro in entrate e tra le uscite sanità, istruzioni,
13:08servizi, giustizia, previdenza. 39,9 miliardi. Quindi il saldo è pari a 1,2 miliardi. Quindi
13:16malgrado gli stranieri facciano ancora lavori non qualificati, per il momento riescono
13:23ad essere un beneficio anche a livello fiscale per il nostro Paese. Arrivando alle conclusioni,
13:29l'immigrazione in Italia sembra essersi stabilizzata intorno ai 5 milioni di persone. In realtà questo
13:36dato nasconde un fenomeno più ampio, i nuovi italiani. Gli immigrati sono lavoratori e contribuenti
13:43attivi. Quindi se da una parte l'immigrazione ben gestita riesce a essere positiva per il
13:51Paese, infatti produce il 9% del PIL e il saldo tra i costi e i benefici è ancora positivo,
13:58sono relegati in professioni a bassa qualifica e a basso impatto economico. Quindi noi riteniamo
14:05che un maggiore riconoscimento, una maggiore valorizzazione degli stranieri non solo porterebbe
14:10un beneficio agli immigrati stessi, ma anche all'Italia in termini di PIL e di tasse pagate.
14:16Con questo vi ringrazio e concludo e lascio la parola all'onorevole Maggi.
14:21Grazie, grazie davvero e ringraziandolo ancora per la sua presenza darei ora la parola
14:29al direttore dell'Organizzazione Internazionale per le Migrazioni di Roma, Salvatore Sortino.
14:34Prego.
14:34Grazie tanto, onorevole Maggi. Buon pomeriggio a tutti. OIM è orgogliosissimo del lavoro che
14:42abbiamo svolto negli anni assieme alla Fondazione Moressa, del supporto, del partenariato e del
14:47contributo anche per questo rapporto. Io credo che sia fondamentale, vista la complessità
14:55del tema della migrazione, sempre e comunque partire da un'analisi scientifica e rigorosa
15:03dei dati come questo rapporto ci propone. E che cosa ci dice il rapporto? Come abbiamo
15:08sentito, credo che i dati parlano in maniera inconfutabile di un contributo incredibilmente
15:14positivo, un contributo che è positivo su vari livelli, anzitutto demografico, visto
15:20il profilo demografico che abbiamo in Italia, le proiezioni che abbiamo appena sentito per
15:25gli anni futuri e il profilo demografico del gruppo migranti che abbiamo in Italia, ma
15:32anche ovviamente economico, i 177 miliardi sul PIL, ma anche il saldo positivo che è stato
15:39menzionato. Un altro elemento che credo sia importante sottolineare è quello del contributo
15:45dal punto di vista delle rimesse che i migranti hanno rispetto allo sviluppo nei paesi di origine,
15:52l'accesso ai servizi. Questo è molto importante, visto che l'approccio dell'Italia e dell'Europa
15:57è stato quello di considerare non solo l'accoglienza e l'integrazione, ma anche rivolgersi a quelli
16:04che sono poi i drivers di questa emigrazione nei confronti del continente e del Paese.
16:12Un elemento che credo sia molto importante appariva tra le conclusioni poc'anzi menzionate
16:18che è appunto quello del potenziale inespresso da parte dei migranti. Il fatto che stando
16:25ai dati circa il 30% dei migranti in Italia svolgono mansioni poco qualificate, sia perché
16:34vi è un problema di riconoscimento delle qualifiche, quindi in certi casi di overqualification
16:39rispetto ai lavori che vengono svolti, ma in molti altri casi semplicemente perché vengono
16:44a fornire mano d'opera lì dove la mano d'opera italiana invece si mantiene soprattutto sul livello
16:56di più alta qualificazione. Questo ha un impatto, ha un impatto che ovviamente riguarda
17:03la segregazione professionale, la precarietà, l'elemento fiscale, visto che i migranti si
17:10collocano su una fascia di introito salariale ovviamente più bassa e poi in generale anche
17:16di vulnerabilità, vulnerabilità per esempio di infortuni sul lavoro. Quindi credo che sia
17:20altamente importante dare enfasi al ruolo dell'integrazione e dell'inclusione per i migranti
17:27e in tal senso vorrei sottolineare due aree che per OEM sono molto importanti visto il
17:32lavoro che svolgiamo in Italia, che è quello della partecipazione col settore privato, per
17:38esempio il lavoro che svolgiamo noi insieme all'Ispettorato del Lavoro per accertarsi appunto
17:43che vi sia tutto un lavoro di contrasto al capolarato in Italia e poi il ruolo della
17:50diaspora. La diaspora ha un ruolo importantissimo per quanto riguarda l'inclusione da un punto
17:55di vista culturale ma in generale proprio come ponte tra varie società e tra varie culture
18:01e come attore istituzionale in Italia per dare una voce a queste comunità migranti. Quindi
18:05congratulazione ancora alla Fondazione Moressa per questo importantissimo rapporto. Grazie.
18:09Grazie, grazie davvero e non so se ci sono domande. Prego, accendendo così se chi è
18:20collegato, grazie. Buongiorno Pietro Forti di Will Media, volevo solamente chiedere rispetto
18:26al saldo che insomma mi ricordo anche l'anno scorso era presente nel lavoro della Fondazione,
18:30volevo chiedere se è presente uno storico rispetto a questo saldo, cioè se è in qualche
18:35modo rimasto stabile nel corso degli anni e è andato crescendo o diminuendo o insomma
18:40alternante. Allora sostanzialmente è abbastanza stabile, tuttavia va confrontato con l'andamento
18:48del PIL ovviamente quindi dell'inflazione, ad esempio anche quando calcoliamo il PIL prodotto
18:54dagli immigrati al pari del saldo così benefici, il volume complessivo del PIL in termini assoluti
19:01è in aumento ma sostanzialmente siamo sempre attorno al 9% perché è aumentato anche il
19:07PIL complessivo quindi va chiaramente sempre relativizzato con l'andamento dell'economia
19:14complessiva.
19:16Per ulteriori domande mi riservo di studiarmi un attimo.
19:20Grazie.
19:20Bene, se non ci sono altre domande, se non c'è altro da aggiungere ci salutiamo, io
19:27mi sento solo di, come dire, enfatizzare ancora se è possibile questo elemento di novità
19:34che viene espresso all'interno del rapporto e che viene sottolineato che è appunto la dinamica
19:41dei nuovi italiani e che è proprio lo spaccato ormai strutturale della società italiana, non
19:51solo del mondo del lavoro, ma della società, della cittadinanza italiana e quindi credo che
19:58dovremmo d'ora in avanti sempre tenerlo ben presente quando parliamo di contributo
20:04del lavoro dei cittadini stranieri nel nostro Paese e cominciare a considerare sempre che
20:11c'è questo, fortunatamente mi viene da dire, c'è questo flusso continuo di nuovi italiani
20:18che si creano e quindi è un elemento che deve anche mettere sotto una nuova luce tutto
20:25il fenomeno delle migrazioni e ribadire l'auspicio che vi sia la possibilità all'interno delle
20:35istituzioni di trattare questo tema alla luce di queste evidenze. In questo momento abbiamo
20:41il decreto flussi che è all'esame della Commissione Affari Costituzionali, ci sono delle significative
20:48in termini positivi modifiche passi in avanti anche voluti dall'attuale Governo, ma non sono
20:55ancora in termini di garanzie, anche in termini di miglioramento delle dinamiche che in qualche
21:01modo sono previste dal decreto flussi, dal funzionamento del decreto flussi, ma non è
21:08ancora quella riforma profonda e complessiva che noi auspichiamo, cioè passare a un meccanismo
21:14che davvero faccia incontrare la domanda e l'offerta e passare a un meccanismo che non
21:20abbia quelle rigidità che attualmente il testo unico sull'immigrazione italiana ancora
21:26ha. Dinamiche per cui ad esempio è impossibile per un cittadino straniero che si trova nel
21:35nostro Paese e che ha un permesso di soggiorno scaduto oppure non si è concretizzato il permesso
21:43di soggiorno perché non si è concretizzato il rapporto di lavoro per il quale è entrato
21:47e trovarsi impigliato in una dimensione di irregolarità. Ecco, noi vorremmo che ci fosse
21:54anche alla luce della conoscenza di questo fenomeno una normativa più elastica che consenta
22:00diciamo su base individuale, con delle norme rigorose, la possibilità dei cittadini a determinate
22:08le condizioni di regolarizzarsi. Ma questo sarà oggetto delle discussioni che avremo
22:13nelle commissioni. Ringrazio ancora la Fondazione Moressa, ringrazio l'OIM per aver partecipato
22:19alla presentazione di oggi e buon lavoro.
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