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  • 4 mesi fa
Bruxelles t'amo non t'amo? Un'Europa spaccata come gli Stati Uniti?

Nella trentunesima puntata di Bruxelles t'amo non t'amo? si è parlato della polarizzazione del dibattito politico in Europa, degli obiettivi ambientali dell'Ue e della possibile esclusione di Israele dall'Eurovision

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Trascrizione
00:00Ciao e benvenuti a Bruxelles, tamo non tamo, il toccio settimanale di Euronews dal cuore dell'Unione Europea.
00:18Io sono Vincenzo Genovese e ogni settimana daremo uno sguardo a quello che succede qui e nel resto d'Europa.
00:23Un'Europa in cui il dibattito pubblico sembra sempre più polarizzato anche a causa di quanto succede dall'altro lato dell'Oceano Atlantico.
00:32Dal momento della sua elezione, in realtà anche prima, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha usato parole molto forti contro i suoi avversari politici.
00:41L'uccisione dell'attivista Charlie Kirk ha esarcerbato gli animi, le due guerre in corso non aiutano.
00:47Rischiamo un'escalation di violenza politica anche in Europa?
00:50E poi, Ursula von der Leyen si è presentata all'Assemblea Generale dell'ONU a mani vuote.
00:56Nel senso che l'Unione Europea non è riuscita a concordare un target di riduzione delle emissioni di gas clima alteranti per il 2035, come richiesto dalle Nazioni Unite.
01:06C'è solo una vaga dichiarazione di intenti senza valore legale, per molti una sorta di bandiera bianca, issata sulle politiche contro il cambiamento climatico.
01:16Ne parliamo oggi con Ruggero Razza, eurodeputato di Fratelli d'Italia.
01:19Ben trovato.
01:20Stefania Benaglia, analista di politica estera dell'Unione Europea.
01:24Gaitano Pedulla, eurodeputato del Movimento 5 Stelle.
01:27Ben trovato, Vincenzo.
01:28Ma prima di cominciare sentiamo un po' che aria tira nel panorama politico europeo.
01:36Lo scenario politico europeo sta cambiando e la trasformazione è sempre più rapida.
01:42Negli ultimi dieci anni nuovi partiti populisti, di sinistra, ma soprattutto di destra, hanno guadagnato terreno in tutto il continente.
01:55Si presentano come la voce del popolo contro le élite autoreferenziali, riducendo la politica a uno scontro tra noi e loro.
02:07E' una narrazione manichea che scarica sempre le colpe sugli altri per tutto ciò che non funziona nella nostra società.
02:16Questa dinamica ha innescato nuove tensioni sociali e politiche, accentuando la polarizzazione, minando le regole democratiche e diffondendo un linguaggio politico aggressivo che punta a sradicare le visioni del mondo alternative.
02:33Qual è il punto d'arrivo? Europa rischia di cadere in guerre culturali e in una violenza politica simile a quella che vediamo negli Stati Uniti?
02:48Stefania, Benaglia, è così? Vedi il rischio di una deriva? C'è una deriva in corso che può sfociare in una deriva anche violenta in Europa?
02:55Io partirei facendo una distinzione tra quello che può essere una scelta politica su scegliere l'elettorato di riferimento e come quindi andare a stimolare la reazione dell'elettorato.
03:10Ci sono delle diverse scelte su questo, c'è chi sceglie di puntare più sulla paura e anche un ritorno verso il passato invece di costruire il futuro.
03:19E queste sono delle scelte che ogni partito politico fa rispetto ad altri.
03:25Però c'è una fondamentale differenza che è destrutturare le istituzioni, spingere verso l'odio, verso la discriminazione.
03:36Quelle sono delle mosse illegali. Allora, mentre una è una scelta politica per ampliare il proprio elettorato, e questo è assolutamente legittimo, siamo in democrazie.
03:44L'altra è la delegittimazione delle istituzioni. Quello è molto pericoloso, la delegittimazione delle istituzioni.
03:50E la domanda è che cosa ne viene dopo quindi? Quando le istituzioni si spogliano delle loro diritti distintivi, della loro legittimità, che cosa ne rimane?
03:59E quello è quello che sarebbe per me più da guardare.
04:01Se ho capito bene un linguaggio politico aggressivo, anche quello che imputi a determinati attori politici.
04:09Beh, c'è il linguaggio politico che incita all'odio, che incita alla discriminazione.
04:13Che di solito, Ruggero Raza, è una caratteristica che i partiti politici tendono ad attribuire ai propri avversari, tendono ad accusare i propri avversari di un linguaggio politico aggressivo.
04:23Io penso che gli esempi vadano tenuti in considerazione anche nella diversità dei singoli contesti.
04:31Gli Stati europei hanno anche delle differenze sostanziali.
04:34Però c'è una cosa che accomuna tutti.
04:37E cioè l'idea che in questi anni, ne parleremo dopo per esempio anche sugli obiettivi climatici,
04:43l'Europa come istituzione non abbia prodotto il benessere dei cittadini.
04:48Se noi partiamo da questo elemento, che poi è quello che ha detto Mario Draghi, che non può certamente essere accusato di anti-europeismo,
04:55e soprattutto se non accogliamo questo elemento in termini di verità, perché lo dicono i numeri della crescita economica,
05:03della produttività dell'Europa, della competitività del nostro sistema economico, della perdita dei posti di lavoro,
05:10se noi ogni contesto non lo leghiamo da come vive la società, probabilmente non comprendiamo nemmeno il malessere della società.
05:18Detto questo, ovviamente i toni devono essere tenuti, soprattutto da chi ha responsabilità istituzionale, all'interno dei luoghi.
05:26A me ha colpito, per esempio si diceva nel servizio della vicenda umana di Charlie Kirk,
05:31a me ha colpito per esempio che in molti consessi, non solo al Parlamento europeo, anche in consigli comunali, consigli regionali,
05:39penso all'Italia, si sia addirittura impedito di poter fare un minuto di silenzio nei confronti di un ragazzo che in effetti è morto.
05:46Per che cosa? Per aver avuto il diritto di affermare le proprie idee.
05:50Questo è un segno della barbarie, perché se noi ci rendiamo conto da un lato che c'è una società malata che grida troppo e ama poco parlare
05:58e dall'altro all'interno delle sedi istituzionali non troviamo un minimo comune denominatore condiviso
06:06quando si deve ricordare una persona che è stata barbaramente uccisa, evidentemente c'è da parte della società politica
06:14o di una parte della società politica una non adeguata consapevolezza di quello che accade fuori dalle istituzioni.
06:21Allora, visto che l'hai chiamato Charlie Kirk, vi faccio vedere le immagini del suo funerale
06:27che ci possono scorrere mentre ne parliamo, ne parliamo con Gaetano Pedulla, Charlie Kirk, lo sappiamo,
06:34l'attivista ucciso mentre parlava agli studenti in un'università dell'Oiuta, sicuramente una figura divisiva
06:41quando era in vita. Il suo funerale è stato in qualche modo, per certi versi, riconciliatorio, abbiamo sentito le parole
06:48della vedova per altri. No, Donald Trump ha detto io invece odio i miei avversari.
06:55Questa figura, che è sicuramente una vittima di un atto assolutamente da condannare,
07:02era una di quelle figure divisive che caratterizzano, secondo te, il dibattito politico moderno, Gaetano?
07:08Ma evidentemente sì. Non c'è dubbio che vada condannato quanto è stato fatto a questa persona,
07:17ma le sue idee erano idee esplosive. Idee esplosive che non a caso sono diventate la bandiera di una parte politica
07:27che oggi, come dire, all'interno di un messaggio populista soffia contro le istituzioni, soffia contro gli avversari politici,
07:35soffia contro il nemico. La forza con cui alcune forze populiste tengono il loro elettorato
07:42è l'individuazione del nemico, che sia di volta in volta l'immigrato, piuttosto che chi ha idee anche di carattere
07:51sessuale o di altro tipo diverso. Ecco, questo è il nemico contro il quale bisogna alzare la tensione
08:02per poi produrre ricette facili a problemi complessi. L'immigrazione, blocco navale.
08:10Ecco, questo è un tipo di messaggio che è amplificato enormemente attraverso i social media,
08:17sta creando enormemente divisione nel dibattito politico, le idee sono tutte rispettabili, ma non sono tutte uguali.
08:26E quando ci sono idee pericolose queste devono essere in qualche modo indicate, individuate e circoscritte.
08:32Il Movimento 5 Stelle è una forza politica che si è assunta la responsabilità nel nostro paese, in Italia,
08:38di spostare una grande fetta di dissenso, una grande fetta di elettorato che magari non ha idee,
08:46ma semplicemente non vota, verso le istituzioni. Le istituzioni si difendono nel modo che Ruggero Razza ha indicato prima,
08:53funzionando. E questo tipo di polarizzazione non permette di farle funzionare.
08:59Però Ruggero Razza, invece per voi mi sembra di capire, anche dalle parole del Presidente del Consiglio,
09:06Giorgia Meloni, Charlie Kerr sta diventando una sorta di simbolo, l'ho sentita parlarne per esempio
09:11alla festa dell'Udc, nel video messaggio inviato al Congresso Europa Viva, diversi post sui social network,
09:19sta diventando anche una bandiera della libertà di espressione.
09:22Ma non tanto Charlie Kerr in quanto persona, noi veniamo da una tradizione anche di militanza giovanile
09:29nella quale non dobbiamo mai dimenticare che l'Italia ha visto la uccisione di tantissimi ragazzi
09:34da una parte e dall'altra e pensavamo, io mi sono formato per esempio ricordando chi come Sergio Ramelli
09:42è stato ucciso a Milano, anche lì un giovane ragazzo per difendere le sue idee,
09:47e devo dirvi con grande franchezza che pensavamo che alcune di quelle violente contrapposizioni
09:55potessero essere in qualche modo archiviate da un pensiero condiviso.
10:00Posso dire, lo dico anche a Gaetano con il rispetto e l'amicizia che ci lega,
10:06per certi aspetti si accomoe la sensazione che il dibattito non sia andato avanti ma sia tornato indietro.
10:1315 anni fa il sindaco di una grande città poteva, a prescindere dal fatto che fosse un sindaco di destra o di sinistra,
10:20recarsi a rendere omaggio a una vicenda della storia come quella di Sergio Ramelli
10:26e deporre una targa senza che vi fosse alcuna contestazione, 15 anni dopo anche il solo ricordo
10:33determina antagonismo contestazione.
10:36Allora, probabilmente a questo si riferisce il Presidente del Consiglio, io lo condivido,
10:40quando dice un attimo fermiamoci, perché il problema esiste.
10:44Esempio che ha citato parecchio calzante perché poi la commemorazione di Ramelli ogni anno suscita polemiche.
10:50E suscita polemiche oggi, ma non le suscitava dieci anni fa.
10:54E se la nostra società al posto di andare avanti e trovare una memoria e una storia continuisa
10:59sta tornando indietro, non possiamo tutti dire che questo non si verifica o che accapita da entrambe le parti.
11:07No, in alcuni casi ci sono dei linguaggi che non sono da entrambe le parti.
11:12Può essere una dinamica fisiologica perché di solito si protesta di più contro chi è al governo
11:17rispetto a quando si è all'opposizione.
11:19Ci può stare, si è antagonista non a chi è opposizione.
11:23Di solito si è antagonista a chi è al governo.
11:26Però, ripeto, quantomeno sulla memoria dovremmo avere il senso di responsabilità
11:31di dire che si tira una linea e ci sono alcune cose che appartengono a tutti.
11:36Però, a proposito di polemiche, Stefania Benaglia,
11:39io ho la sensazione che quelle su Charlie Kirk non le archiveremo presto,
11:44presto anche perché è stato candidato dal gruppo Europa delle Nazioni Sovrane
11:49al primo Sakharov che il Parlamento europeo consegna ogni anno,
11:53conferisce ogni anno per la libertà di espressione.
11:56Vi faccio vedere in sovraimpressione questa dichiarazione di Nathalie Loiseau,
11:59eurodeputata di Renew Europe, che dice
12:01Certo, Charlie Kirk è una vittima, ma non è un eroe europeo.
12:05Sono stata l'unica tra 720 eurodeputati a dirlo.
12:09La violenza politica non è libertà di espressione.
12:12Sei d'accordo con queste parole?
12:13È un po' quello che dicevo prima e francamente non sono l'unica a dirlo.
12:17Cioè, la Corte Europea dei diritti dell'uomo sancisce con l'articolo 10
12:22la libertà di espressione, però sancisce anche con delle sentenze
12:26che quando questo incita la discriminazione, questa libertà di espressione non va protetta.
12:31Quindi è una questione anche legale e qui penso che sia proprio la direzione dove si va.
12:37Era un pericoloso discriminatore, Kirk.
12:40Beh, ci sono due differenze che non sono delle nuance.
12:44Un conto è, in qualche modo, sentivo le parole dette e mi sembrava che la diagnosi fosse simile,
12:53ma la colpa del motivo, o meglio la cura, per arrivare a una soluzione fossero realmente opposte.
12:59Usare la parola nemico invece di usare la parola colpa sono cose che cambiano,
13:04perché il nemico è un linguaggio di forte antagonismo.
13:10Identificare un nemico, quindi incitare all'odio, incitare alla discriminazione,
13:15incitare in qualche modo all'annientazione di quello che io identifico come un problema,
13:21non un problema di cui cerco delle soluzioni.
13:24Questa è la fondamentale differenza.
13:26Un conto è cercare delle cause ad un problema e cercare delle soluzioni a questa causa,
13:31quindi delle politiche che possano indirizzarsi a, ad esempio, stimolare l'economia.
13:38Un conto molto diverso è identificare un nemico
13:41e adoperarsi per fare in modo di annientare questo nemico.
13:45Se si arriva alle situazioni estreme si vede che c'è il caso di Kirk.
13:48Secondo te l'ha fatto? Secondo te Kirk aveva questa linea?
13:52Era un'estremizzazione del caso e questo è...
13:55Mi ha fatto molto male il Papa a ricordarlo, secondo lei?
13:59Ha fatto male il Papa a ricordare questo giovane che per le sue idee è stato ucciso?
14:05Tutte le persone che vengono uccise per le proprie idee pagano un prezzo troppo alto.
14:11Pagano un prezzo troppo alto. Il percorso da evitare è quello che questo sia un esempio da imitare.
14:17Il Papa...
14:18Siccome non aveva idee condivisibili, questo ragazzo...
14:21No, non è così. Il Papa ricorda ogni giorno le vittime di Gaza,
14:26un paese che è in questo momento oggetto di genocidio,
14:30in uno Stato che solo l'Italia e gli Stati Uniti e pochi altri continuano a non voler riconoscere.
14:36Sentiamo nel campo, come dire, delle seggesi, delle parole di questo, di quello,
14:41Facciamo un percorso molto delicato. Io penso una cosa, che il quadro va peggiorando e peggiorerà ancora,
14:49anche per effetto proprio dei social media che fanno aumentare nelle persone sempre più isolate rancore e rabbia.
15:00Qual è la ricetta e la soluzione? Far funzionare le istituzioni.
15:04Le persone che vedono una prospettiva da parte della politica, da parte delle istituzioni,
15:08un miglioramento della propria condizione di vita, una speranza per il futuro,
15:13hanno, come dire, più interesse a ricomporre anche i dissidi.
15:18Chi si vede abbandonato e perduto si abbona tranquillamente al club degli amici o nemici,
15:25più facilmente nemici, di una parte e dell'altra.
15:28Questo avvilisce il dibattito politico.
15:30Cosa che mi sembra succedere molto negli Stati Uniti e, secondo alcuni, non ancora in Europa.
15:36Questa è la lettura, per esempio, di Kamil Berners, della Libera Università di Bruxelles.
15:41Lo ascoltiamo.
15:41L'assetto istituzionale è completamente diverso.
15:47Nei nostri casi, la maggior parte dei paesi europei sono democrazie più orientate al consenso.
15:52La polarizzazione è in genere meno intensa, perché abbiamo più di due partiti.
15:56Credo che in Europa il tipo di polarizzazione non sia ancora così morale o identitaria come negli Stati Uniti,
16:02dove ci sono il Partito Democratico e il Partito Repubblicano.
16:05E tutte le altre identità con cui le persone si riconoscono finiscono per allinearsi su queste due matrici.
16:11Negli Stati Uniti c'è quindi una grande polarizzazione, un grande noi contro loro,
16:16che di fatto riassume tutti gli altri conflitti, cosa che da noi in Europa non si vede ancora.
16:20Allora, due forze politiche, due poli grossi negli Stati Uniti, come anche nel Regno Unito,
16:26per tradizione, anche se adesso in realtà c'è una terza forza che sta emergendo nel Regno Unito,
16:30in Italia la situazione è un po' diversa, anche forse il multipartitismo aiuta.
16:35Però, Ruggero Razza, leggevo questa intervista di Franceschini, ex ministro della Cultura,
16:40che mi ha colpito molto, che diceva che non paga più avere candidati moderati.
16:45Cioè, è meglio avere dei candidati estremisti a livello politico?
16:48Io penso che nel tatticismo, ma cederei più opportunamente, trattandosi della sua parte del campo,
16:54la parola a Gaetano Pedulla, io penso che in realtà volesse dire Franceschini,
16:58che da buon democristiano è più un tattico che uno stratega,
17:02che in questo momento ci sono in campo la Schlein e Conte,
17:05nessuno dei due è moderati e quindi ha fatto una ottima ricostruzione
17:09della ragione per la quale tra loro due giocheranno la partita per contrapporsi a Giorgia Meloni.
17:15Non ci vedo un grande approfondimento dal punto di vista culturale.
17:20Ecco, mi pare più tattica il modo per parlare al suo elettorato.
17:25Io devo dire invece, per esempio, che dal campo del centrodestra il percorso che si è fatto
17:30è un po' quello di ampliare.
17:32Oggi la Presidente del Consiglio parla a tante categorie,
17:36basta pensare a due dei suoi più recenti interventi,
17:39uno fatto alla CISL, uno alla Confindustria,
17:41che non possono essere messi in catalogo come aree di riferimento di una destra storica tradizionale.
17:51Quindi da noi c'è più un profilo di allargamento verso il centro,
17:56a sinistra probabilmente in questa fase c'è più una radicalizzazione,
18:00ma ripeto, credo poco alla categoria del moderato,
18:05credo più agli atti, alle politiche che si propongono
18:08e a come queste politiche poi consentono di dare le giuste risposte.
18:12Una convergenza al centro di Fratelli d'Italia,
18:15che è un po' quello che alcuni analisti politici notano.
18:18Perché noi diamo a tutta una categoria,
18:21dobbiamo dare categoria destra, dobbiamo dare categoria centro,
18:24dobbiamo dare categoria sinistra,
18:26poi dobbiamo cercare le virgole che consentano di spiegare qualcosa di più o qualcosa di meno.
18:32In realtà è molto semplice,
18:33oggi circa il 30% degli italiani ripone fiducia in Fratelli d'Italia.
18:38Quando io ho iniziato a fare politica a destra,
18:40Alleanza Nazionale nel suo massimo storico aveva raggiunto il 12-13%,
18:45quindi è normale che a quell'elettorato sia aggiunta un'altra parte di elettorato.
18:52Se Fratelli d'Italia prende il 37% in Veneto,
18:55penso che probabilmente è perché una parte del mondo produttivo
18:59guarda a questa parte politica come a quella che è stata.
19:02Bisogna vedere se gli elettori sono diventati di destra
19:05o se il partito è diventato più di centro.
19:07Ma a proposito di trasmutazioni politiche,
19:10io ricordo che il Movimento 5 Stelle delle origini era orgogliosamente né di destra né di sinistra.
19:17Voi ora fate parte del gruppo più a sinistra del Parlamento Europeo,
19:20quello della sinistra radicale.
19:23Perché? Cioè, cos'è cambiato?
19:25In breve.
19:25Partiamo dall'inizio.
19:27L'intervista a Franceschini a cui facevi riferimento
19:30fa parte di un laboratorio in corso.
19:34Nelle forze politiche di opposizione all'attuale maggioranza di centrodestra in Italia
19:39c'è un dibattito aperto.
19:40Non c'è ancora un accordo organico
19:43perché su alcuni temi abbiamo trovato delle convergenze,
19:46su altri ancora no e quindi si tratta.
19:49Dopodiché, rispetto alla capacità camaleontica
19:53che ha la Presidente del Consiglio
19:55di andare a prendere applausi sia a Confindustria
19:58sia coi sindacati, alcuni sindacati poi in particolare,
20:03lì si tratta dal nostro punto di vista,
20:05mica tanto,
20:05si tratta dal nostro punto di vista di prendere in giro gli uni e gli altri
20:09perché non ci si può fare concavi e convessi
20:12in un paese in cui c'è una difficoltà enorme
20:15soprattutto dal punto di vista economico
20:17con oltre 30 mesi di retrocessione,
20:21di arretramento della produzione industriale
20:23e tutti gli altri indicatori economici
20:25che sono in difficoltà.
20:27Dopodiché, noi dobbiamo anche ricordare i passi che si fanno.
20:31Il Movimento 5 Stelle a cui facevi riferimento è un Movimento 5 Stelle
20:36che si è evoluto.
20:37Noi abbiamo fatto un nostro congresso,
20:39una nostra assemblea,
20:40nella quale ci siamo collocati in modo ufficiale e formale
20:44nel campo progressista
20:46e quindi quella dimensione è ormai superata.
20:49C'è una trasformazione che con Giuseppe Conte,
20:52Presidente, stiamo facendo tutti
20:54e che ci porta in questo momento
20:56a avere idee radicali, queste sì,
20:59su temi che riteniamo fondamentali
21:01in questo momento nel dibattito europeo,
21:03dall'ambiente alla guerra
21:04e quindi nel gruppo left
21:06abbiamo trovato molta più condivisione
21:08rispetto all'altro gruppo socialista.
21:11Stefania Benaglia, ti chiedo di essere telegrafica,
21:14secondo te abbiamo parlato di temi divisivi,
21:17qual è la faglia di divisione più grossa
21:18oggi nella politica europea?
21:20Un singolo tema, se dovessi sceglierne uno,
21:23quale sarebbe?
21:24Distruggere invece di costruire.
21:25I problemi ci sono e non vanno via.
21:28Le scelte possono essere
21:29o cercare una soluzione,
21:30cercare di affrontarli
21:31e cercare di andare verso l'avanti
21:33e creare un futuro
21:33o distruggere quello che abbiamo,
21:36svuotare le istituzioni
21:37e mirare verso un passato
21:38che è anche abbastanza idealizzato.
21:42Chiarissima.
21:43A proposito di soluzioni
21:44che si cercano e in alcuni casi non si trovano,
21:48tra poco parliamo di obiettivi climatici.
21:50Restate con noi.
21:53Bentornati a Bruxelles Tamo Non Tamo.
22:01Questa settimana, come sapete,
22:03a New York si è tenuta l'Assemblea Generale
22:05delle Nazioni Unite,
22:06c'è stato anche un vertice sul clima,
22:08a cui l'Unione Europea è arrivata,
22:09per così dire, impreparata,
22:11cioè senza aver concordato il proprio NDC,
22:14cioè il contributo europeo
22:15alla riduzione delle emissioni di gas climaalteranti
22:17per il 2035.
22:19Una scelta, una decisione
22:20che ha scatenato molte critiche.
22:22sentiamo.
22:23È significativo e anche imbarazzante
22:28che l'Unione Europea
22:29non si presenti a New York
22:30con un obiettivo climatico per il 2035.
22:33Il mondo si aspetta che l'Europa,
22:35essendo uno dei maggiori produttori di emissioni,
22:37mostri leadership.
22:38bisogna soprattutto alzare il livello di ambizione,
22:44eliminare le scappatoie nelle proposte per il 2040
22:47e iniziare davvero a mantenere le promesse,
22:50affrontare la povertà energetica,
22:52investire nella transizione climatica per tutti,
22:55non solo per i ricchi,
22:56e farlo abbastanza in fretta
22:57per evitare i peggiori effetti della crisi climatica
23:00che già colpiscono i cittadini europei.
23:02Il mondo ci chiede leadership,
23:07però parlando al vertice sul clima a New York,
23:10Ursula von der Leyen ha indicato
23:11un range di riduzione
23:12fra il 66,25 e il 72,5%.
23:16Gaetano Pedula,
23:17ce la facciamo a concordarlo
23:19entro la conferenza sul clima
23:22che si terrà a Belem all'inizio di novembre?
23:24Sono fortemente preoccupato
23:25perché c'è una retromarcia
23:28della Presidente della Commissione,
23:30della Commissione rispetto agli obiettivi climatici
23:34che c'eravamo posti nella scorsa legislatura
23:36e che sembravano confermati anche in questa,
23:39ma non si può rinunciare agli obiettivi di fondo.
23:43Per questo noi abbiamo ripresentato
23:45una mozione di sfiducia alla Presidente von der Leyen
23:48che andrà in votazione nella prossima plenaria,
23:51ce n'è un'altra dei Patrioti,
23:53segnali continui,
23:55ce n'è stata una arrivata da una parte di ECR,
23:59segnali continui di una debolezza di questa Commissione
24:01che evidentemente dal nostro punto di vista
24:03non ha le idee chiare,
24:04anche su obiettivi fondamentali come quelli climatici.
24:07Invece la Presidente del Consiglio Italiano,
24:09Giorgia Meloni, sempre all'ONU,
24:11ha parlato del gradualismo delle riforme
24:12in luogo dell'estremismo ideologico
24:15sugli obiettivi climatici.
24:16Voi siete d'accordo
24:17sull'altro target importante,
24:19quello proposto dalla Commissione
24:21di ridurre del 90%
24:23le emissioni di gas clima alteranti
24:24entro il 2040
24:26o è una soglia troppo ambiziosa?
24:28La Presidente Meloni ha detto
24:30quello che noi ci sforziamo di dire
24:32qui al Parlamento europeo
24:33fin dall'inizio di questa seconda esperienza
24:36della Commissione von der Leyen.
24:38E cioè si è fatta un po' troppa propaganda
24:40e quella propaganda non è stata sostenuta
24:43né da numeri né di investimenti.
24:45Al netto del Green Gate
24:47sul quale continuerà ad indagare
24:49il Parlamento europeo
24:50anche qui pochi giorni fa
24:52Bruxelles ha ospitato
24:53il Presidente Mario Draghi
24:55che ha detto con grande chiarezza
24:57che la strategia della Commissione
25:00è fallita
25:01non perché qualcuno sia contrario
25:04ai grandi e sfidanti obiettivi climatici
25:07ma perché non era accompagnata
25:09da una strategia di investimento economico
25:12per garantire
25:13che quegli obiettivi potessero essere realizzati
25:16quindi il risultato qual è stato?
25:18Che non abbiamo raggiunto gli obiettivi
25:20ma abbiamo contemporaneamente messo a rischio
25:22un settore come l'automotive
25:24abbiamo determinato una messa a rischio
25:27di centinaia di migliaia di posti di lavoro
25:30ora, gli obiettivi sono tutti belli
25:32la difesa dell'ambiente pure
25:33nell'ambiente c'è l'uomo
25:36l'uomo e l'ambiente devono poter convivere
25:40ma se il contesto globale cambia
25:42probabilmente sono necessari gli investimenti
25:44quindi non mi hai risposto
25:46ma lo prendo come un no
25:47è troppo alto
25:48il 90%
25:48no, mi pare che gli annunci
25:50come molto spesso accade
25:52da parte della Commissione Europea
25:54poi si prestino anni dopo
25:55a essere in qualche modo
25:58spostati o disattesi
26:00ci si dà come obiettivo
26:02la transizione energetica
26:03condivisibile
26:04questa transizione energetica
26:06significa che dobbiamo sviluppare
26:08l'approvvigionamento da altre fonti energetiche
26:10è giusto
26:11abbiamo dei progetti anche nella Global Europe
26:14che stanno andando avanti
26:15ma accanto agli obiettivi
26:17una sana programmazione politica
26:20impone che si mettano
26:21gli investimenti necessari
26:23e i tempi per la loro realizzazione
26:25altrimenti è dibattito propagandistico
26:28chi non si pone obiettivi di riduzione
26:31Stefania Benaglia e Donald Trump
26:33non so se hai sentito il suo discorso
26:35è stato incendiario
26:37è stato un inno ai combustibili fossili
26:39è al negazionismo climatico sostanzialmente
26:43noi come rispondiamo di fronte a questa nuova posizione
26:47degli Stati Uniti
26:48incendiario è la parola giusta
26:50perché è il futuro dove andiamo avanti
26:52se non prendiamo delle misure drastiche
26:53sono d'accordo che non è abbastanza ambizioso
26:56il 90% dovremmo esserlo di più
26:58è proprio il contrario di quello che
27:00diminuire l'ambizione è proprio l'opposto
27:02Trump ha detto questo ma la Cina ha detto l'opposto
27:06la Cina ha detto che adesso si dà degli obiettivi molto ambiziosi
27:09e che inizierà a galoppare verso la riduzione
27:137-10% entro il 2035
27:16non sarà più il più grande inquinatore globale
27:18inizierà però quello che è non soltanto l'obiettivo
27:21c'è anche il fatto che sappiamo
27:22che è una questione di tecnologia anche
27:25e questo è una parte importante
27:27è stato citato Draghi
27:29la competitività
27:30siamo competitivi se siamo in grado di investire su delle tecnologie
27:34che ci porteranno verso un'energia verde
27:38la Cina sta facendo questo investimento
27:40questi sono gli investimenti di domani
27:42continuare a guardare al passato
27:44mantenere lo status quo
27:46che è quello che mantiene l'Unione Europea adesso
27:48c'è una forte tendenza verso
27:50non fare delle scelte
27:52perché queste scelte ovviamente portano
27:54a delle sacrifici
27:56dei cambiamenti
27:57questo però non ci permette
27:59di prendere il treno
28:00che altri stanno prendendo
28:02e quindi la leadership
28:03che domani si impone per forza
28:05la Cina Gaetano Pedulla
28:06ha annunciato la neutralità climatica
28:09come obiettivo entro il 2060
28:11dieci anni più tardi dell'Unione Europea
28:13non hanno il tema delle elezioni in Cina
28:15certo
28:16non hanno
28:16hanno la possibilità di fare piani
28:18non hanno il tema del corno
28:20è un po' semplice questa lettura
28:22in Cina partono da numeri
28:24rispetto alle missioni inquinanti
28:27gigantesche
28:28un paese che ha abbracciato
28:30lo sviluppo industriale
28:31molto dopo
28:32l'Europa
28:33o gli Stati Uniti
28:34e dunque avevano
28:36come dire necessità
28:37di recuperare
28:38un gap
28:38la mia paura
28:39è che
28:40non c'è solo la Cina
28:41c'è l'India
28:42ci sono altri attori
28:43nel mondo
28:44e noi dobbiamo essere
28:45come Europa
28:45un faro virtuoso
28:47condivido perfettamente
28:49quanto
28:49veniva detto
28:50un attimo fa
28:51proprio perché
28:52è difficile
28:53convincere questi paesi
28:55ad adottare
28:56un certo tipo
28:57di paradigma
28:58noi dobbiamo provare
28:59a farlo
29:00e a farlo con insistenza
29:01questo è d'altra parte
29:03il futuro
29:03che arriverà prima
29:04anche rispetto
29:05alla neutralità tecnologica
29:07che noi
29:07condividiamo
29:09arriverà prima
29:09alle nuove tecnologie
29:10a quei sistemi
29:12che permetteranno
29:13di superare
29:14i carburanti fossili
29:16avrà fatto bingo
29:17condivido
29:18mi sfugge
29:19solo se nel dibattito
29:20democratico cinese
29:21l'opposizione
29:22su queste posizioni
29:23difficile che ci sia
29:24un dibattito
29:25democratico in Cina
29:26trovare l'opposizione
29:27ci sarà invece
29:28c'è la copertura
29:29di Euronews
29:30su questo
29:30e sugli altri temi
29:31come sempre
29:32le notizie
29:33le trovate ogni giorno
29:34sul nostro sito
29:35euronews.com
29:36e nei nostri notiziari
29:37restate con noi
29:38eccoci
29:47Bruxelles
29:47tamo non tamo
29:48il talk show
29:49settimanale di Euronews
29:50dal cuore
29:51dell'Unione Europea
29:52io sono Vincenzo Genovese
29:53come oggi ci sono
29:54Ruggero Razza
29:55eurodeputato
29:55dei Fratelli d'Italia
29:56Stefania Benaglia
29:58analista di politica estera
29:59dell'Unione Europea
30:00e Gaetano Pedulla
30:01eurodeputato
30:02del Movimento 5 Stelle
30:03allora se pensate
30:04che le ultime edizioni
30:05dell'Eurovision
30:06siano state diciamo
30:07segnate dalle polemiche
30:09preparatevi
30:09perché la prossima
30:10sarà ancora più
30:11turbolenta
30:12mancano otto mesi
30:13ma già
30:14se ne parla parecchio
30:15il perché
30:16ve lo faccio raccontare
30:17da un eurodeputato
30:18una vostra collega
30:19Gaetano Ruggero
30:20che in passato
30:21è stata anche
30:22conduttrice
30:22dell'Eurovision
30:23normalmente sono contraria
30:30ai boicottaggi culturali
30:32perché colpiscono
30:33le artiste
30:34e gli artisti
30:34che non sono loro
30:35a sganciare le boicottie
30:36bombe o a premere
30:37i grilletti
30:37ma in questo caso
30:38penso che Israele
30:39vada boicottato
30:40perché si tratta
30:41della radiotelevisione
30:43israeliana
30:43e sono loro
30:44ad avere l'ultima parola
30:45sulla partecipazione
30:46o meno
30:47Israele è diventato
30:52un Stato canalia
30:53responsabile
30:54della morte
30:54di migliaia
30:55decine di migliaia
30:56di palestinesi
30:57tutto questo
30:57va contro il diritto
30:58internazionale
30:59ed europeo
31:00la partecipazione
31:05di Israele
31:06all'Eurovision
31:07come avrete capito
31:08è parecchio contestata
31:09la Spagna
31:09ha già annunciato
31:10che non ci sarà
31:11se il concorrente
31:12israeliano
31:13resta in gara
31:14Ruggero
31:14Raza
31:14è giusto
31:15escludere Israele?
31:16secondo me no
31:17secondo me no
31:18così come non è giusto
31:20per le grandi manifestazioni
31:21sportive
31:22se ci sono alcuni
31:23fenomeni della vita
31:25che uniscono
31:25sono quelli che riguardano
31:27l'arte e lo sport
31:28pensare che l'arte
31:30e lo sport
31:30debbano diventare
31:31occasione di divisione
31:33io non lo condivido
31:34mai
31:34quale che sia il fronte
31:36poi c'è un tema
31:37molto serio
31:38invece
31:38che riguarda
31:40quello che accade
31:41in Israele
31:42e quello che accade
31:43a Gaza
31:43il Presidente
31:44del Consiglio dei Ministri
31:45ha detto le parole
31:46molto chiare
31:47all'Assemblea Generale
31:48delle Nazioni Unite
31:49io le sottoscrivo
31:50dalla prima
31:51all'ultima
31:52però mi sembra
31:53un eccesso
31:54di banalizzazione
31:56pensare che
31:57la solidarietà
31:58rispetto a ciò
31:59che sta avvenendo
32:00si manifesta
32:01con un atto
32:02di censura
32:03io questo
32:04non lo condivido
32:05le parole di Meloni
32:06su Gaza
32:07e in generale
32:07sul riconoscimento
32:08della Palestina
32:09sull'apertura
32:09al riconoscimento
32:10della Palestina
32:11tu Gaetano
32:11come le hai viste
32:13invece?
32:13come l'ultima
32:14delle prese in giro
32:15perché le condizioni
32:16che ha posto
32:17sono chiaramente
32:18irrealizzabili
32:19e quindi faceva
32:19più bella figura
32:20dire che l'Italia
32:21continua a opporsi
32:22al riconoscimento
32:23dello Stato di Palestina
32:24che hanno messo
32:25che hanno messo
32:25Francia
32:26e l'Elie
32:26quindi se poi
32:27sì perfettamente
32:27aspettare
32:30come dire
32:30che avvengano
32:32quelle due condizioni
32:33cioè Hamas
32:33l'alternativa
32:35però è aspettare
32:36che ammazzino
32:36gli osservi
32:36ecco no
32:37l'alternativa
32:38è fare una pressione
32:39fortissima
32:39su Israele
32:40perché interrompa
32:41subito
32:42subito
32:43il genocidio
32:45e quello che sta
32:45facendo a Gaza
32:46rispetto
32:47all'Euro
32:48Conte
32:49il punto di vista
32:52del Movimento 5 Stelle
32:53è sempre stato
32:55quello di
32:55creare ponti
32:57e quindi
32:57creare
32:58come dire
32:58quei momenti
32:59in cui
32:59anche attraverso
33:00l'arte
33:01attraverso la cultura
33:02ci si può incontrare
33:03ci si può parlare
33:04ma oggi
33:05di fronte a quello
33:06che accade
33:07a Gaza
33:08in questo momento
33:09mentre noi
33:10stiamo parlando
33:11ci stanno guardando
33:12a casa
33:12continua un'invasione
33:13da terra
33:14che fa
33:14in ogni momento
33:16morti
33:17strage
33:18distruzione
33:18vogliamo darlo
33:20un segnale
33:21che non è il momento
33:22di nani e ballerine
33:23di musica
33:24e tutto il resto
33:25noi
33:25in questa situazione
33:26così acuta
33:27così disperata
33:28diciamo che
33:29un segnale
33:30a Israele
33:30a quella parte
33:31di Israele
33:32che ragiona
33:32e che vede
33:33in Netanyahu
33:33quello che è
33:34un criminale
33:35di guerra
33:36questo segnale
33:36dobbiamo dare
33:37Stefania
33:39ti chiederò
33:40di fare da arbitro
33:41visto che abbiamo
33:42un sì o no
33:42ma anche
33:43di fare un parallelismo
33:44su quanto succede
33:45con la Russia
33:46perché sappiamo
33:47che la Russia
33:47è stata esclusa
33:48tutte le manifestazioni
33:49sportive
33:49per esempio
33:50Israele no
33:51due pesi
33:52due misure
33:52oppure sono due
33:53situazioni diverse
33:54quindi è giusto
33:55che sia così
33:56intanto
33:57la diplomazia
33:58culturale
33:59di cui Eurovision
34:00è uno strumento
34:02e anche la UEFA
34:03citando le partite
34:04di calcio
34:04sono tutti quanti
34:05degli strumenti
34:06molto utili
34:07per creare ponti
34:08ma anche per
34:08mandare dei messaggi
34:09è vero che
34:10in un momento
34:11in cui
34:11la situazione
34:12è così grave
34:13come quella
34:14che stiamo vedendo
34:14oggi
34:15il rischio
34:16è quello
34:17reputazionale
34:18dell'Unione Europea
34:18quello di non poter
34:19prendere una posizione
34:20anche in casi
34:21più estremi
34:22questo è un dibattito
34:23che nonostante
34:24sicuramente
34:25lo sport
34:26e l'arte
34:26siano fatti
34:27per creare
34:28dei ponti
34:29però ad un certo punto
34:30non possiamo essere
34:31naif e dire
34:32che i nostri strumenti
34:33sono neutri
34:34nulla è neutro
34:35sono dei strumenti
34:36di politica estera
34:37e vanno usati
34:37con intenzionalità
34:38anche se non è poi
34:39l'Unione Europea
34:40che decide
34:40nello specifico
34:41ma l'Unione Europea
34:42di Radiodiffusione
34:43che è un'unione
34:44delle televisioni
34:46abbiamo trasformato
34:47in una istituzione
34:48Eurovision
34:49però è una cosa
34:50molto seguita
34:51dai cittadini europei
34:51quindi è rilevante
34:53a un livello di dialogo
34:53parla a tutti i cittadini
34:55quindi quello è uno strumento
34:56pretendere che non sia
34:59quello che è
35:00è abdicare il potere
35:02che questo strumento ti dà
35:03questo è uno strumento
35:04che parla a tutti i cittadini
35:06dell'Unione Europea
35:06e può mandare un segnale
35:08che viene dal cuore
35:09dei cittadini
35:10mi ricordo
35:11che voi
35:12ai tempi
35:13raccoglierà Hamas
35:14il segnale
35:15siete
35:16ma no dai
35:17mi sembra
35:18non è così estrema
35:19la situazione
35:20troppo drastico
35:21no mi chiedevo
35:22mi chiedevo che
35:22mi ricordo che
35:23il Movimento 5 Stelle
35:24ai tempi dell'esclusione
35:25della Russia
35:26aveva manifestato
35:28contrarietà
35:29cioè quindi
35:29perché quella volta
35:30non era giusto
35:31escludere la Russia
35:32invece adesso
35:33è giusto discutere l'Israele
35:34posto che in entrambi i casi
35:35abbiamo delle violazioni
35:36del diritto umanitario
35:38perché non si può fare
35:39di tutta l'erba
35:40un fascio
35:40la vicenda russa
35:42ha connotato
35:44una assenza
35:45una deliberata
35:46assenza
35:46di diplomazia
35:47di canali
35:48di incontro
35:49di dialogo
35:50di soluzione
35:51del conflitto
35:51in Ucraina
35:52attraverso il confronto
35:54noi ricordiamo
35:55soltanto
35:56il tentativo
35:57di Erdogan
35:57poi
35:58il tentativo
35:59ricordiamo
36:01Draghi
36:02con
36:02Macron
36:04e all'epoca
36:04Scholz
36:05cancelliere tedesco
36:06che correvano
36:07a Kiev
36:08a portare armi
36:09a Zelensky
36:10e poco altro
36:12pochi altri tentativi
36:14Israele ha avuto
36:15n possibilità
36:17di tenere
36:18un dialogo aperto
36:18che ha tuttora
36:19apertissimo
36:20Israele non avrebbe
36:21mai fatto
36:22quello che ha fatto
36:23e sta facendo
36:24a Gaza
36:24senza la copertura
36:25della Casa Bianca
36:27dunque
36:27in questo caso
36:28serve
36:29come dire
36:29indicare
36:30segnalare
36:31la differenza
36:32di posizione
36:32è una posizione
36:34come sempre
36:34assolutamente
36:36legittima
36:36io non condivido
36:37questa differenza
36:38perché da un lato
36:39abbiamo la Russia
36:40che è uno Stato
36:41sovrano
36:41che ha attaccato
36:43un altro Stato
36:43sovrano
36:44dall'altro lato
36:46abbiamo una reazione
36:47assolutamente
36:48illegittima
36:49contraria al diritto
36:50internazionale
36:51che però è
36:52reazione
36:53da un lato
36:54un'azione
36:55dall'altro
36:56una reazione
36:56leggermente
36:57sproporzionata
36:57totalmente
36:59sproporzionata
36:59ma dall'altro lato
37:00abbiamo avuto
37:01uno Stato
37:02che ha
37:03attaccato
37:04deliberatamente
37:05un altro strato
37:06per invadere
37:06nel territorio
37:07e occuparlo
37:07io non faccio
37:08una differenza
37:09etica
37:09vedremo anche
37:10come finirà
37:11questa storia
37:12intanto ringrazio
37:13i nostri ospiti
37:14grazie mille
37:15per essere stati
37:15con noi
37:16grazie a tutti voi
37:16per averci seguito
37:18domande e commenti
37:18come sempre
37:19a Bruxelles
37:20tamo non tamo
37:20chiocciolaeuronews.com
37:22o sui nostri
37:23social network
37:23ci vediamo
37:24la settimana prossima
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