Vai al lettorePassa al contenuto principale
  • 4 mesi fa
Bruxelles t'amo non t'amo? L'economia europea arranca

Nella ventinovesima puntata di Bruxelles t'amo non t'amo? Si è parlato del futuro dell'industria automobilistica dell'auto, del rapporto Draghi a un anno dalla sua presentazione e della criminalità dilagante a Bruxelles

ALTRE INFORMAZIONI : http://it.euronews.com/2025/09/20/bruxelles-tamo-non-tamo-leconomia-europea-arranca

Abbonati, euronews è disponibile in 12 lingue.

Categoria

🗞
Novità
Trascrizione
00:00Ciao e benvenuti a Bruxelles Tamo Non Tamo, il talk show settimanale di Euronews dal cuore
00:17dell'Unione Europea. Io sono Vincenzo Genovese e ogni settimana daremo uno sguardo a quello
00:21che succede qui e nel resto d'Europa. A partire oggi dalla crisi dell'industria automobilistica
00:27che potrebbe rimettere in discussione una delle misure cruciali degli ultimi anni a livello
00:31europeo, il divieto di vendita di auto con motore a combustione a partire dal 2035. I costruttori
00:37chiedono deroghe o rinvii, i partiti di destra appoggiano queste richieste, eppure alcuni
00:42governi sembrano pronti a innestare la retromarcia. E poi Mario Draghi, che è tornato a Bruxelles
00:49questa settimana, ha un anno dalla presentazione del suo famoso rapporto sulla competitività
00:54europea. E in 12 mesi le cose non sono migliorate, anzi, l'Europa si trova in un momento ancora
01:00più critico, ha detto Draghi, in difficoltà nel tenere il passo di Cina e Stati Uniti.
01:06Come se ne esce? Ne parliamo con Marco Bresolin, corrispondente della Stampa, Lorenzo Consoli,
01:12corrispondente di Aska News e Leonora Rinaldi, giornalista di Emlex. Ma prima di cominciare
01:18sentiamo come se la passa l'industria dell'automobile in Europa.
01:27Il rallentamento delle vendite, i prezzi elevati dell'energia, la crescente concorrenza globale
01:32e un contesto incerto hanno fatto precipitare l'industria automobilistica europea in una crisi
01:37senza fine. L'anno scorso la Commissione europea ha lanciato un piano di azione industriale
01:48e un dialogo strategico con il settore, ma le iniziative non sembrano aver cambiato una
01:52prospettiva complessivamente cupa. I costruttori criticano l'assenza di un progetto politico
02:01concreto per la trasformazione del settore. Chiedono energia a costi più bassi, maggiori
02:12sussidi, sgravi fiscali e infrastrutture più affidabili, che il passaggio alla mobilità
02:17elettrica diventi una scelta ovvia per i consumatori europei. L'Europa si interroga,
02:25sarà necessario rinviare il divieto di vendita delle auto a combustione previsto dal 2035?
02:31L'Europa si interroga e una domanda che forse si pongono tanti cittadini europei, rivolgo
02:41a te Marco. Questo divieto che è stato proposto nel 2021, è stato poi approvato non senza difficoltà
02:47da Consiglio e Parlamento, entrerà davvero in vigore nel 2035 così com'è o ci dobbiamo
02:53aspettare qualche cambiamento o qualche rinvio?
02:55Ma allora diciamo che appunto durante i negoziati, come hai detto bene tu, difficili negoziati
03:01all'epoca, proprio perché hanno messo resistenze, si decise di inserire una clausola, una clausola
03:08che avrebbe impegnato la Commissione a rivedere questo regolamento nel 2026 alla luce delle
03:14evoluzioni, perché quando si fanno programmi a lungo termine è sempre difficile. Il contesto
03:21diciamo da quando è stato approvato il regolamento a oggi è molto cambiato, la Commissione si
03:27è impegnata a fare questa revisione, oggi si sta impegnando ad anticiparla e da quanto
03:32diciamo abbiamo visto la settimana scorsa il discorso di Ursula von der Leyen per il suo
03:38discorso sullo Stato dell'Unione che è stato seguito da dialogo strategico con il settore
03:43automotive e poi successivamente anche nei giorni scorsi è stato al centro dell'intervento
03:50di Mario Draghi che poi vedremo, da qui è emessa una volontà di effettivamente intervenire
03:56per correggere. Poi come verrà corretta la rotta? Questo lo vedremo, ce lo dirà la Commissione,
04:04ma già la stessa Ursula von der Leyen si è sentita di rassicurare i costruttori che ci sarà
04:09questo intervento e forse con un leggero anticipo. Correggere la rotta dice Marco perché
04:14Lorenzo, se ho capito bene, l'industria dell'automobile, almeno ACEA, l'associazione che rappresenta
04:21i costruttori, sostiene che i target di riduzione delle emissioni sia per il 2030 che poi per
04:27il 2035 che è l'azzeramento di fatto delle emissioni, non sono fattibili. Tu sei d'accordo
04:33con questa analisi? Sul 2030 in realtà il problema è stato già risolto, nel senso che nei mesi
04:37scorsi, prima dell'estate, la Commissione ha fatto una proposta che è stata bene accolta
04:41che è quella di considerare i target del 2030 non puntualmente al 2030 ma come media dei
04:47tre anni successivi. Quindi da quel punto di vista il 2030 è risolto, il 2035 io francamente
04:57non credo che la Commissione dopo aver ribadito centinaia di volte che il 2035 non si tocca
05:04l'obiettivo, l'obiettivo non è la messa al bando, come si dice sempre, delle auto a combustione
05:10interna, l'obiettivo è che vengano vendute solo auto a zero emissioni di CO2 nel 2035 perché
05:18altrimenti non ci sarebbe la neutralità tecnologica se si dicesse no, eliminiamo una tecnologia
05:24ricordiamo che ci sono auto a combustione che non producono emissioni, sono quelle a idrogeno,
05:32quelle direttamente a idrogeno che è una tecnologia che non è stata molto sviluppata in Europa
05:36ma che ha questa potenzialità e ci sono anche, almeno per quello che dicono chi li produce,
05:44i carburanti elettronici cosiddetti che sono a zero emissioni nette, cioè nel processo di
05:52produzione ci sono dei processi di assorbimento, di stoccaggio dello CO2 eccetera che consentono
05:59di avere emissioni nette zero e questo viene rivendicato anche dai produttori di biocarburanti,
06:04l'Italia è molto sulla linea della difesa dei biocarburanti, i quali ancora non sono arrivati
06:09diciamo alle emissioni nette zero ma dicono di poterci riuscire, quindi per la naturalità
06:13tecnologica la Commissione dovrebbe accettare che anche i biocarburanti siano considerati,
06:19se dimostrano di essere emissioni nette zero, siano considerati dopo il 2035, questo significa
06:24che si potranno avere delle auto ibride dopo il 2035 in cui la parte del motore a scoppio,
06:34del motore a combustione interna verrà alimentata a carburanti a zero netto emissioni.
06:40E quindi è possibile andare oltre il 2035 senza cambiare la data, senza cambiare l'obiettivo
06:47ma semplicemente avendo queste auto ibride che hanno dei carburanti a zero emissioni nette
06:52per la parte che riguarda semplicemente o la ricarica della batteria o anche l'autonomia
06:58che manca quando la batteria finisce.
07:00Certo, però ha detto Ursula von der Leyen nel discorso sullo Stato dell'Unione che citava
07:05prima Marco, il futuro è elettrico, l'ha detto proprio chiaro.
07:09Mi guardavo i dati e però le auto full electric vendute e immatricolate in Europa oggi sono
07:16intorno al 15% del totale, siamo forse un po' indietro sulla tabella di marcia?
07:20Beh, direi di sì, almeno questa è la visione dell'industria automobilistica europea.
07:26Secondo i dati di Acea appunto l'Associazione Automobilistica Europea, la domanda per le auto
07:33ibride sta crescendo più velocemente rispetto alla domanda per le auto elettriche e comunque
07:37sulle nuove immatricolazioni le auto a benzina e diesel rimangono le più richieste e quindi
07:44effettivamente c'è questa mancanza di domanda per i veicoli elettrici.
07:47Chiaramente il costo molto alto scoraggia un po' i consumatori così come anche la mancanza
07:52di incentivi statali, di ecco politiche che possano veramente supportare una certa domanda
07:59per i veicoli elettrici. È pur vero che per raggiungere gli obiettivi appunto dei quali
08:05abbiamo parlato per il 2030-2035 la via elettrica sembra la via maestra, almeno secondo quanto
08:11dice la Commissione.
08:12Visto che mi hai citato dei problemi dell'auto elettrica te ne faccio sentire altri direttamente
08:17dagli addetti del settore.
08:18I prezzi d'acquisto delle auto elettriche stanno scendendo, diventano più accessibili
08:27e il costo totale di possesso è ormai spesso più vantaggioso rispetto ad altri veicoli.
08:36Il secondo ostacolo è l'infrastruttura di ricarica, ancora oggi percepita come un problema.
08:41Anche se in Europa abbiamo festeggiato il milionesimo punto di ricarica, sappiamo che
08:45in alcune regioni mancano ancora, ma migliorerà nei prossimi anni.
08:54Le infrastrutture di ricarica, le famose colonnine, le mancano ancora tante nei paesi del sud
09:00Europa, soprattutto Eleonora. Guardavo questo dato che in Italia, per esempio, ce ne sono
09:0465.000 e in Belgio, che è molto più piccola, molti meno abitanti, 90.000. Perché siamo
09:10così indietro nel nostro paese?
09:12Le ragioni sono molteplici e l'Italia non è nemmeno tra i paesi con meno colonnine
09:17in Europa. Infatti, ad esempio, nei paesi dell'Europa orientale, come in Grecia, Polonia,
09:23Romania, lo sviluppo dell'infrastruttura di ricarica è ancora ridotto rispetto all'Italia.
09:31In ogni caso, ci sono due fattori principali, secondo gli esperti, che determinano lo sviluppo
09:36o meno dell'infrastruttura di ricarica. Il primo è la diffusione di veicoli elettrici.
09:39In paesi con molta richiesta per i veicoli elettrici ci sono anche più incentivi e più
09:44volontà di investire nell'infrastruttura, sia da parte del settore privato che anche
09:48da parte del settore pubblico. E la seconda sono proprio le politiche e gli incentivi
09:52statali. Ci sono paesi come in Danimarca o nei Paesi Bassi, dove ci sono proprio dei
09:56sussidi per l'acquisto di veicoli elettrici o anche delle agevolazioni fiscali, come una
10:00riduzione, una esenzione sulle tasse di circolazione o di registrazione. Per non parlare poi
10:07della Norvegia, che sì, non fa parte dell'Unione Europea, ma comunque fa parte dello spazio
10:11economico europeo, che ha il tasso di adozione di veicoli elettrici fra i più alti al mondo.
10:15E questo si è basato su una politica di incentivi governamentali, di boost sull'acquisto
10:23che risale agli anni 90. Hanno iniziato prima e quindi adesso hanno un grosso vantaggio.
10:30Esatto. C'è una cosa fondamentale che non è ancora stata detta. Abbiamo tempo per dire.
10:35In Europa i costruttori non hanno investito fin dall'inizio sulle auto piccole ed economiche
10:44dal punto di vista del prezzo di acquisto. Questa è stata fin dall'inizio vista come
10:49la più grossa causa della mancanza di acquisto da parte della classe media, da parte di chi
10:56non può spendere 50-60 mila euro per un'auto. Si aspetta di poter pagare 12-13 mila euro
11:03magari per un'auto molto piccola ed è quello di cui avrebbe bisogno, ma non c'è l'auto
11:07piccola elettrica europea, c'è solo magari cinese. Il problema è che i costi fissi per
11:15le auto elettriche hanno portato i produttori a non produrre auto piccole perché avevano
11:23un margine piccolissimo sull'auto piccole, invece sull'auto grande avevano più margine,
11:26ma c'erano dei costi fissi che non sono gli stessi che per l'auto a combustione. Quindi
11:31questa è stata una scelta dei produttori, ma è mancata anche l'incentivazione sia da parte
11:37degli stati, sia da parte dell'Unione Europea, anche finanziaria, ma anche regolamentatrice
11:41da parte dell'Unione Europea. Questa è una cosa che adesso dovrebbe essere risolta.
11:46La Presidente della Commissione von der Leyen nel suo discorso sullo Stato dell'Unione
11:49a Strasburgo ha detto che la Commissione europea lancerà un'iniziativa per l'auto piccola
11:56ed economicamente accessibile, elettrica e quindi ci sarà un'iniziativa proprio per spingere
12:04questa. L'altra cosa importante è l'autonomia delle batterie.
12:07che scoraggia i consumatori, perché l'autonomia delle batterie finora era molto bassa.
12:12Sapendo che non ci sono abbastanza colonnine, uno dice perché mi compro la macchina elettrica
12:15e poi resto a terra. E questo spinge le auto ibride, tra l'altro, perché le auto ibride
12:19ti salvano da questa angoscia.
12:20Non hanno questo problema.
12:22Sì, questi sono ovviamente i problemi dal punto di vista del consumatore, del cittadino
12:31che deve decidere se comprare un'auto elettrica o no. In Europa vediamo che da parte di molti
12:39governi ci sono più resistenze rispetto ad altri. Non abbiamo visto i paesi del nord,
12:44sono più avanti rispetto ai paesi come l'Italia, i paesi dell'est Europa. Perché?
12:49Dobbiamo andare a vedere anche il tessuto industriale di questi paesi. L'Italia, come i paesi dell'est,
12:55come la Germania, ha una grande industria dell'auto. Ma non industria dell'auto che produce
13:01solo freni, ruote, volanti che vanno bene per l'auto con motore termico o con motore
13:07elettrico, ma la componentistica del motore.
13:10E quindi ricordiamoci che quando parliamo di industria dell'auto, è un'industria che
13:16vale il 7% del PIB dell'Unione Europea. 13 milioni di occupati.
13:22Esatto. L'anno scorso c'è stata una perdita di quasi 90 mila posti di lavoro. Ecco, i paesi
13:28che ospitano le industrie della filiera, quindi quelle che producono il pistone, la biella
13:34per andare più nel tecnico, sono preoccupati e quindi hanno meno incentivi a investire
13:43sull'elettrico, anche perché temono che queste industrie non siano in grado di fare
13:49una transizione. Quindi sono industrie, sono posti di lavoro e questo fa sì perché anche
13:55ai tavoli di Bruxelles, determinati paesi, siano più frenati quando si tratta di investire
14:02nell'elettrico. E però questa cosa rischia un eventuale rallentamento o troppe idee che
14:08rischiano forse di minare gli obiettivi climatici. No, noi sappiamo che le emissioni nel settore
14:14dei trasporti sono circa il 25% del totale. Bisogna ridurle del 90% entro il 2050 per arrivare
14:21alla neutralità climatica assoluta, complessiva dell'Unione Europea e quindi se ci sono troppe
14:28eccezioni o troppi rinvii forse questo percorso viene appunto rallentato.
14:34Esattamente Vincenzo, sicuramente una maggiore flessibilità dei target e il prendere in
14:40considerazione più tecnologie come ad esempio le macchine ibride porterà a una crescita delle
14:45emissioni o comunque a una minore riduzione di quanto ci si aspettasse. Ad esempio uno studio
14:51della Think Tank Eco dimostra che i veicoli ibridi emettono fino a 3,5 volte in più nella
14:59guida reale rispetto ai test di omologazione e questo è dovuto al fatto che il fattore
15:04di utilizzo, ovvero la guida elettrica effettiva, viene sottostimato, è spesso sottostimato.
15:11Non solo riprendendo il discorso di prima c'è un altro elemento che è da considerare che
15:16è lo sviluppo dell'infrastruttura elettrica, quindi non solo dell'infrastruttura di ricarica
15:20ma anche la stessa rete elettrica che non è la cui modernizzazione e espansione non
15:24sta tenendo il passo con la diffusione di veicoli elettrici, quindi questa è un'ulteriore
15:28barriera che viene spesso portata, spesso discussa, proprio quando si parla della diffusione
15:34di veicoli elettrici.
15:35Ma questa discussione sta diventando ideologica secondo te nell'Unione Europea a livello anche
15:39di gruppi, partiti politici, perché il Parlamento Europeo io lo vedo ben diviso, la parte sinistra
15:45a favore di questi target, per cui il 2035 con queste condizioni è intoccabile e la parte
15:52destra che invece spinge sulle richieste dei costruttori.
15:56Con le ultime elezioni europee la destra si è caratterizzata moltissimo come l'anti-Green
16:02Deal, è stata proprio una scelta politica che è stata fatta dalla destra che prima non
16:08aveva questa come caratteristica principale, ormai la caratteristica principale insieme all'immigrazione
16:14che è sempre stato il suo cavallo di battaglia, l'identità, l'anti-Green Deal è diventato
16:20il cavallo di battaglia più importante della destra.
16:23Questa cosa dici anche nel Partito Popolare Europeo?
16:26Anche il Partito Popolare Europeo ha, lo sappiamo, a partire dalla campagna elettorale
16:32che c'era stata già in Germania, ha cominciato a rincorrere la destra perché ha paura del
16:39fatto che gli elettori siano convinti più dai messaggi di destra e quindi che preferiscono
16:47la destra a loro per cui loro cercano di convincere gli elettori che sono loro quelli che possono
16:53effettivamente attuare ciò che la destra dice che vorrebbe ma che poi non è in grado
16:57di fare mentre loro possono farlo. Questa specie di corsa a chi manda i messaggi più
17:05di destra è stata deleteria per l'Europa, lo vediamo anche con le maggioranze che ormai
17:11in Europa non sono più fisse, non sono più prevedibili. Comunque sta di fatto che è chiaro
17:17che per la destra del 2035 è proprio uno dei primi obiettivi, la modifica, l'abbandono
17:25del 2035, una battaglia politica perché per loro è la fine della competitività dell'industria
17:31europea, quindi loro non sono assolutamente d'accordo con l'idea che invece è l'idea
17:37di Draghi e della Von der Leyen di mettere insieme competitività e decarbonizzazione perché
17:42la decarbonizzazione comporta un aumento della competitività se viene fatta bene.
17:47Uno degli argomenti che usa il Partito Popolare europeo a sostegno di questa tesi, la settimana
17:55scorsa a Strasburgo ha fatto un'intervista con Manfred Weber che è il capogruppo del Partito
18:00Popolare europeo, giovedì al termine della sessione lui stava poi partendo per andare
18:05a Monaco in auto tra l'altro da Strasburgo per andare a incontrare i sindacati, i rappresentanti
18:11sindacali dell'industria dell'auto e lui dice che cercherà di convincere i socialisti
18:16sulla necessità di cambiare rotta, come dicevamo prima, con il fatto che i socialisti hanno
18:23sempre avuto tra gli operai dell'industria automobilistica la loro base elettorale e se
18:28non vogliono che i loro elettori tradizionali finiscano nelle mani dei populisti, quindi non
18:34si getti nei populisti, i socialisti dovrebbero assecondare queste richieste perché è un
18:40problema nel quale bisogna combinare sì la necessità di salvaguardare gli obiettivi
18:47climatici ma come dicevamo prima anche l'occupazione, quindi questo è uno degli argomenti che secondo
18:53me Weber utilizzerà molto a livello politico in Parlamento europeo per convincere la parte
18:58opposta dell'emiciclo a sostenere questa revisione.
19:01Invece una cosa che mi chiedevo, i famosi dazzi sulle auto elettriche cinesi hanno funzionato
19:08secondo te Eleonora perché era una delle misure appunto per tutelare la competitività
19:12dell'industria europea.
19:14Certo, infatti quando sentiamo l'industria automobilistica, anche le lamentere le critiche
19:21dell'industria mobilistica ci dobbiamo anche ricordare che l'industria europea si trova
19:25ad affrontare delle sfide molto più complesse rispetto a quando questi obiettivi furono adottati
19:30e uno di questi sono proprio i dazzi di Trump che certo sono stati abbassati adesso al 15%
19:35grazie all'accordo commerciale Stati Uniti e Unione Europea ma che comunque comportano
19:38dei costi aggiuntivi all'industria e quindi sicuramente questo è un ostacolo.
19:43Altro ostacolo è la competizione da parte della Cina sempre più aggressiva, sempre più
19:47tangibile, molto più aggressiva oggi che appunto quando i target furono adottati.
19:53Quindi sono tutte diciamo sfide ed elementi che vanno tenuti in considerazione quando parliamo
20:00di questi obiettivi.
20:01C'è qualcun altro oltre a Eleonora Rinaldi che questa settimana ha detto che questi target
20:06non sono più fattibili, non reggono più no.
20:09Mario Draghi, Lorenzo tu vedi, dicevi prima che però da Draghi come da Fonderlain la spinta
20:18è a decarbonizzare quindi a proseguire nella strada del Green Deal e a non vederla come un'alternativa
20:23alla competizione.
20:26Sì, Draghi ha questa caratteristica di essere estremamente pragmatico nelle soluzioni che
20:32indica, nella visione che ha e lui non è assolutamente contrario all'obiettivo del 2035 in quanto tale
20:39però dice attenzione perché ci sono delle precondizioni che sono necessarie per poterci
20:44arrivare e una delle precondizioni fondamentali è lo sviluppo della rete di colonnine appunto
20:50di ricarica che non c'è stato come avrebbe dovuto esserci.
20:53Che cosa state aspettando, dice Draghi, se volete l'auto elettrica a sviluppare, la potenza
20:59degli stati lì dovrebbe entrare immediatamente, invece non si sono mossi praticamente a parte
21:03quelli che hanno molte auto elettriche che avevano la domanda anche del pubblico.
21:06Ma che cosa aspettate a creare una rete di distribuzione delle ricariche tale da appunto
21:17permettere poi lo sviluppo dell'auto elettrica e poi il 2035?
21:21È molto pragmatico, è molto semplice.
21:23Lui dice se continuiamo così forse non ci arriviamo.
21:26Non è che dice che sono contrario.
21:28Esatto, infatti lo stesso Draghi ha appoggiato un po' l'approccio tecnologicamente neutrale
21:34del quale insomma parlava anche l'industria automobilistica europea, quindi il che è un altro
21:39modo per dire c'è altro oltre l'elettrico, c'è i libri, i biocarburanti come diceva Lorenzo
21:43o i carburanti sintetici.
21:45E c'è altro anche nel discorso di Draghi di questa settimana di cui parleremo tra poco.
21:50Restate con noi.
21:58Bentornati a Bruxelles Tamo Non Tamo, parliamo di Mario Draghi perché l'ex presidente del
22:04Consiglio e ex presidente della Banca Centrale Europea era a Bruxelles martedì scorso per
22:09una conferenza a un anno di distanza dalla presentazione del suo rapporto sulla competitività
22:14europea.
22:15Era una conferenza non aperta ai giornalisti quindi non ci siamo potuti andare, l'abbiamo
22:18potuta seguire in streaming e tra le cose che ha detto Draghi mi ha colpito molto questa
22:23che possiamo vedere in sovrimpressione.
22:25In alcuni ambiti cruciali l'Europa deve cominciare a comportarsi meno come una confederazione
22:31e più come una federazione.
22:33Le riforme richiedono del tempo che forse non abbiamo.
22:36Lorenzo, cosa significa un Draghi federalista?
22:39Che Draghi sia a favore di un'Europa molto più forte, determinata, unitaria e quindi anche
22:45federalista lo sappiamo da tempo.
22:49Quello che dice qui è secondo me molto molto giusto.
22:53Non so se l'aveva mai detto in questi termini così.
22:55No, in questi termini così chiari l'Europa è chiaramente oggi si sta comportando come
23:01una confederazione.
23:03Sappiamo che c'è l'ideale della federazione, la famosa frase nel trattato dell'Unione
23:08Europea, l'unione sempre più stretta significa questo.
23:12Sappiamo anche, per chi sta qui come me da quasi 40 anni, la storia di Jacques Delors,
23:19di ciò che è stata la Commissione negli anni passati, quando aveva come compito principale
23:26l'impulso all'integrazione più stretta, sempre più.
23:30Era quello il ruolo fondamentale della Commissione.
23:33Oggi la Commissione è diventata molto più, agisce sul mandato degli Stati membri, diciamo,
23:37si sente molto più investita da quel mandato degli Stati membri che non dalla motivazione
23:42principale, originaria, della integrazione europea sempre più spinta.
23:47Ma era questo un tempo, diciamo, ai tempi Jacques Delors, l'obiettivo era chiaro, era quello
23:55di andare avanti sull'integrazione.
23:57La stessa moneta unica doveva essere un modo per, che dobbiamo a Jacques Delors, per
24:02arrivare a poi un mercato unico davvero funzionante e a un'integrazione sempre più stretta.
24:09Su questo c'è stata una pausa, una frenata, dovuta anche all'aumento del consenso delle
24:15destre. E lui se ne rende conto e lo dice.
24:18Un'altra cosa su cui batte molto sia il rapporto Draghi, ma anche il discorso di questa settimana
24:24è l'indipendenza energetica. Come siamo messi?
24:28Allora, io farei un passo indietro e tornerò al 2022, quando abbiamo tutti sperimentato
24:34questi prezzi vertiginosi di elettricità e gas nel piano della crisi energetica.
24:40Da lì la Commissione ha cercato di fare molto per ridurre la nostra indipendenza
24:45dagli importi di combustibili fossili. Ad esempio ha innalzato i target per le rinnovabili
24:49tramite la proposta legislativa Repower EU, che ormai è diventata legge. Ha adottato
24:54un piano d'azione per il settore eolico, per ridurre i tempi amministrativi e quindi
24:59approvare e facilitare i progetti. Vediamo che questa misura sta già avendo concretamente
25:06un risvolto e ha un punto aumentato dei progetti sia di onshore che offshore in alcuni Stati
25:11membri. Sta preparando iniziative anche per l'infrastruttura elettrica, per modernizzare
25:15l'infrastruttura elettrica così che possa integrare sempre più rinnovabili e sta
25:19rivolutando anche il ruolo del nucleare. Ora, nell'ambito geopolitico, sta portando avanti
25:23una campagna di diversificazione importante e ovviamente ha annunciato il piano di eliminare
25:30definitivamente gli import russi di gas, petrolio e componenti nucleari. L'ultima promessa
25:39che è stata molto criticata è quella appunto verso gli Stati Uniti di importare circa 750
25:45miliardi di dollari di gas, eliquefatto, petrolio e componenti nucleari dagli Stati Uniti nei
25:53prossimi tre anni. Una scelta che è stata molto criticata.
25:56Perché si sostituerebbe forse una dipendenza energetica con un'altra, anche se poi l'attore
26:00a livello geopolitico è un alleato tendenzialmente, mentre invece la Russia è uno stato ostile.
26:09Però c'è una cosa fondamentale che ha detto Draghi, che ha ripetuto Draghi, perché l'ha
26:14ripetuta da quando era al governo in Italia, ed è il fatto che la riforma che è stata fatta
26:20del mercato elettrico europeo, ha migliorato un po' le cose, ma non è andata nella direzione
26:28fondamentale. Che lui chiede da quando era Presidente del Consiglio in Italia, cioè sganciare
26:33il prezzo del gas dal prezzo dell'elettricità. Oggi il prezzo dell'elettricità è determinato
26:39secondo un meccanismo marginale, è determinato dal prezzo del gas e quindi non tiene abbastanza
26:44conto del fatto che c'è stata un'enorme crescita della componente rinnovabile nel prezzo
26:49dell'elettricità che ha costo marginale zero. Invece noi continuiamo a pagare l'elettricità
26:54in base al prezzo del gas, senza tenere conto del prezzo costo marginale zero dell'elettricità
27:00rinnovabile e dopo che il prezzo del gas è aumentato moltissimo a causa della guerra
27:05ucraina. Quindi non è stata fatta quella riforma che doveva essere fatta, non è stata
27:10fatta e lui continua a ripetere questa cosa da quando era Presidente del Consiglio.
27:14A proposito di richieste inascoltate di Draghi, scrivevi Marco sulla stampa qualche giorno
27:18fa, che secondo uno studio dello European Policy Innovation Council, praticamente solo
27:23l'11% di quello che era il rapporto Draghi è stato di fatto messo in atto, implementato
27:29in questo anno.
27:31Esatto, sì, lì stanno emergendo e sono emersi in questo anno due problemi. Uno, che la Commissione
27:38europea lo ha riconosciuto Draghi ieri, l'altro giorno, si è mossa, in qualche modo ha fatto
27:44qualcosa, però non è ancora abbastanza. Dall'altro è che per quanto la Commissione europea possa
27:50mettere sul tavolo delle proposte, dopodiché l'iter legislativo deve scontrarsi con le resistenze
27:56dei governi e in Parlamento. Faccio un esempio, l'agenda di semplificazione sulla quale insiste
28:03molto Draghi e sulla quale sta lavorando molto la Commissione europea, parliamo di semplificazione,
28:08ma la semplificazione viene anche tradotta come deregulation. In Parlamento, nei sindacati
28:15europei ci sono molte resistenze perché comunque questa semplificazione normativa può portare
28:21a una riduzione di condizioni lavorative, standard ambientali e quindi c'è un po' di preoccupazione
28:27anche da questo punto di vista. C'è una richiesta da parte delle imprese di semplificare, c'è
28:32il timore dall'altro lato che questo possa portare a una giungla e quindi sì, tutti d'accordo
28:41a dire viva il rapporto Draghi, però poi quando si tratta di andare a analizzare le singole
28:45proposte nel dettaglio, vediamo che le resistenze ci sono nella Commissione, ma soprattutto poi
28:50nelle altre due istituzioni che devono applicare e approvare le norme.
28:55Eleonora Telegrafica, sei ottimista visto che Stefano Segiornè dice che è la dottrina economica
29:01dell'Unione Europea e il rapporto Draghi, sei ottimista che venga seguita questa dottrina?
29:05Sono ottimista che si faccia tutto il possibile per cercare di attuare questa dottrina, ma
29:14diciamo lo stesso Unione Europea ha una situazione, ha una struttura che non permette alla Commissione
29:20di essere ovviamente indipendente, ci sono anche consigli al Parlamento, quindi si devono
29:25convincere tutte le istituzioni europee e soprattutto i Paesi membri ad attuare quello che poi la Commissione
29:30propone.
29:31Vedremo come andrà, ve lo racconteremo come sempre su euronews.com e nei nostri notiziai,
29:38restate con noi.
29:38Eccoci, Bruxelles Tamo Non Tamo, il tuo show settimanale di Euronews dal cuore dell'Unione
29:51Europea.
29:52Io sono Vincenzo Genovese, come oggi ci sono Marco Bresolin, corrispondente della Stampa,
29:56Lorenzo Consoli, corrispondente di Aska News e Eleonora Rinaldi, giornalista di Emlex.
30:01Allora, tutti viviamo in questa città da un po' di tempo, chi più chi meno, ci saremo
30:07fatti un'idea.
30:08È una città pericolosa?
30:10Comincerei da Lorenzo che ci vive da qualche anno in più.
30:13Bruxelles è pericolosa.
30:15Non è pericolosa come si può pensare leggendo anche certe notizie, insomma abbiamo visto
30:25per esempio qualche mese fa c'era uno che sparava nella metro, abbiamo visto gli attentati
30:31che ci sono stati eccetera, però diciamo a parte questi momenti così non è pericolosa,
30:38io non mi sento minacciato minimamente quando cammino per le strade, però è vero che ci
30:42c'è uno dei quartieri, famosa Molenbeck per esempio, dove c'è una situazione più
30:48di tensione e poi è vero anche che ci sono a volte questi episodi molto strani, non ci
30:53dimentichiamo, io sono anziano, me lo ricordo, ci fu la famosa storia per esempio di quelli
30:59che sparavano nei supermercati, so parlavano di 30 anni fa, 25-30 anni fa, no di più, 30
31:05anni fa, che non è mai stata risolta quella storia lì, così come c'è stata la storia
31:11per esempio dei bambini che venivano rapiti e poi utilizzati per la pedofilia, delle storie
31:17tremende diciamo, però nella vita di tutti i giorni io non sento una particolare minacciata.
31:24Ve lo chiedevo perché il ministro all'interno belga Bernard Quintin ha proposto di far pattugliare
31:29le strade di questa città dall'esercito, questo dopo un'estate particolarmente violenta
31:34con qualche sparatoria di troppo. Sentiamo cosa ne pensano i nostri concittadini.
31:39Non mi farebbe sentire più sicura, attirerebbe solo più attenzione.
31:45È un po' ingenuo pensare che la violenza o i problemi legati alla droga a Bruxelles
31:51siano isolati, quando abbiamo un'altra città come Anversa molto vicina, con problemi
31:56legati al porto. Dopo gli attentati avevamo già visto i militari a Bruxelles e forse
32:05sì, darebbe un po' di sollievo.
32:09Peggiorerà l'insicurezza e la violenza, perché i militari restano i militari, sono addestrati
32:15a combattere, quindi secondo me non servirà a nulla.
32:18Marco, se ho capito bene, l'ipotesi è quella di dislocare questi militari in alcuni punti
32:25della città particolarmente critici. Tu hai seguito le ultime vicende, cosa ne è emerso?
32:31Allora, c'è un dato di fatto che è legato a una crescita esponenziale delle sparatorie
32:37in città legate principalmente a una lotta tra diversi clan rivali per la gestione dello
32:48spaccio della droga a Bruxelles. Dicevano prima i cittadini intervistati che c'è il problema
32:55Anversa. Anversa è il principale porto per l'ingresso di cocaina in Europa e Bruxelles
33:01sta diventando una delle principali piazze di spaccio. C'è stato negli anni scorsi
33:07una maxinchiesta che ha portato a grandi arresti, che si chiamava SkyCC e quindi sono stati
33:14sgominati i clan che gestivano il traffico di stupefacenti a Bruxelles. Oggi è in corso
33:20una lotta tra diversi clan che si stanno spartendo la piazza. C'è purtroppo una grande disponibilità
33:28di manovalanza, di molti push che sono poi i terminali finali di questa rete. Spesso si
33:36tratta di persone senza documenti irregolari e spesso sono poi le vittime di questi pesci
33:44e sono quelli che sono in questi mesi finiti sotto tiro delle armi. Si spara molto perché
33:53questo tipo di criminalità è molto crudene. La proposta del ministro dell'interno che è
33:59stata già discussa e accolta dall'intero governo belga di schierare nuovamente i militari
34:06come è successo durante il periodo degli attentati terroristici, però ha rivelato ancora una volta
34:13quella che noi chiamiamo la belgitudine, che è sempre il paese del surrealismo. Perché?
34:19Perché il ministro della difesa ha spiegato che sì, il governo ha deciso di schierare i militari,
34:27ha anche già dato una data per quando questo verrà e sarà l'8 aprile. E tutti dicono
34:33ma c'è un'emergenza adesso e perché l'8 aprile? Perché? Perché l'8 aprile entra in vigore
34:37il nuovo codice penale al quale si applicherà il codice della difesa. Senza queste norme
34:43i militari potrebbero andare in piazza ma non avrebbero il diritto di fare perquisizioni,
34:48di arrestare persone, di chiedere nemmeno i documenti. Quindi lui dice se noi li mandiamo
34:54in piazza solo come deterrenza può servire magari per gli attentati terroristici perché
35:00li mettiamo davanti a un luogo simbolo ma per fermare i spacciatori di droga sarebbe
35:07totalmente... Bisogna sperare che i spacciatori non leggano i giornali e non sappiano questi
35:12dettagli. È una buona idea secondo te Eleonora perché sappiamo che per esempio il Partito
35:18Socialista di Bruxelles è contrario. Esatto.
35:20Anche questa ipotesi, quest'idea diciamo alimenta anche forse il... o la psicosi o comunque
35:27il timore nelle persone, no? Sì, sì, no esatto. Io penso che alla fine si debba valutare
35:32nei fatti se questa misura sarà appunto efficace e se riuscirà effettivamente a ridurre la criminalità
35:39in queste zone a rischio. È vero che appunto i socialisti sono contrari, la vedono come
35:46una missione da parte dello Stato di un fallimento nel garantire la sicurezza cittadina con mezzi
35:52civili e poi temono che questa misura diventi un po' lo standard piuttosto che una soluzione
35:58d'emergenza. È evidente che non è una soluzione strutturale al problema della criminalità a
36:03Bruxelles ma appunto una soluzione temporanea che forse riuscirà ad abbassare la criminalità.
36:08Anche perché la proposta non riguarda solo Bruxelles, se ho capito bene, ma altre...
36:11Anche altre città, esatto. In città via Anversa e Anversa sappiamo che anche sotto attenzione
36:17da parte della Commissione Europea proprio per questo motivo, un grande porto da cui entrano
36:21tonnellate di droga, si sta facendo qualcosa di attivo anche su questo fronte?
36:26Sì, c'è stato un aumento dei sequestri, sono stati installati delle nuove infrastrutture,
36:33dei nuovi scanner proprio per controllare i container che entrano che ovviamente non possono
36:39essere perquisiti uno a uno. Però anche Anversa è tornata al centro dello scontro politico
36:46perché i socialisti dicono chi è stato sindaco di Anversa fino a febbraio di quest'anno?
36:51Bart De Wever che è l'attuale primo ministro e lo è stato per 12 anni, quindi dicono se
36:56Anversa si è fatto poco per contrastare il traffico di stupefacenti è anche colpa di chi
37:03quella città l'ha amministrata e quindi diciamo un nuovo assist per tornare ad attaccare
37:08il primo ministro.
37:10Fate comunque attenzione, aprite gli occhi quando uscite di qui e ringrazio i nostri
37:14ospiti per essere stati con noi, grazie a tutti voi per averci seguito, come sempre
37:17domande e commenti a Bruxelles, tamo non tamo, chioccioleuronews.com o sui nostri social network.
37:23Ci vediamo, la settimana prossima.
37:25Ciao!
37:26Ciao!
37:27Ciao!
37:28Ciao!
37:29Ciao!
37:30Ciao!
37:31Ciao!
37:32Ciao!
37:33Ciao!
37:34Ciao!
37:35Ciao!
37:36Ciao!
37:37Ciao!
37:38Ciao!
37:39Ciao!
37:40Ciao!
37:41Ciao!
37:42Ciao!
37:43Ciao!
37:44Ciao!
37:45Ciao!
37:46Ciao!
37:47Ciao!
37:48Ciao!
37:49Ciao!
37:50Ciao!
37:51Ciao!
37:52Ciao!
Commenta prima di tutti
Aggiungi il tuo commento

Consigliato