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  • 10 mesi fa
«Il primo ministro ungherese Viktor Orbàn dovrebbe ringraziare l'Unione Europea perché il bilancio della sua Ungheria è fortemente sostenuto dai finanziamenti di Bruxelles. Invece non perde occasione per diffamarla»: così l'analisi di Goffredo Buccini nella nuova puntata della sua videorubrica "L'Ultima Fenice".«Questo personaggio questo autocrate che ha inventato la democrazia illiberale è in qualche modo una cartina di tornasole dei nostri errori, ci è prezioso: guardando lui dobbiamo capire dove abbiamo sbagliato e quale strada dobbiamo prendere adesso. Guardando Orbàn noi possiamo capire anche qual è la strada per superare questo problema: da un lato l'Unione Europea deve cominciare ad attivare l'articolo sette dei trattati cioè quello che consente a Bruxelles di mettere fuori gioco quei Paesi che non rispettano i valori comuni europei; da un altro lato gli europei devono cominciare a ragionare anche fuori dalla UE in senso di cooperazioni rafforzate».

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00:00Il primo ministro ungherese Viktor Orbán è un paradosso vivente, dovrebbe ringraziare in
00:12ginocchio l'Unione Europea ogni giorno perché il bilancio della sua Ungheria è fortemente
00:18sostenuto dai finanziamenti di Bruxelles e invece non perde occasione per diffamare l'Europa,
00:25l'Unione Europea, per fare da freno, per fare da ostacolo nel percorso dell'Unione. Lo ha fatto
00:34anche adesso passando per Roma andando in visita da Papa Leone XIV e incontrando informalmente la
00:44Premier italiana Giorgia Melò. Ha dichiarato Orbán che l'Unione Europea non conta nulla, non tocca
00:51palla, nella vicenda ucraina è stata totalmente irrilevante, menzogna questa, poiché senza l'Europa
00:59l'Ucraina sarebbe senz'altro già caduta. Ha anche annunciato che andrà da Trump, il suo arrivo in
01:07America è previsto prossimamente, a chiedere al presidente americano di revocare le sanzioni per
01:13Putin, vero ambasciatore di Mosca, in seno dell'Unione Europea. Beh, questo personaggio,
01:21questo autocrate che ha inventato la democrazia illiberale, che fa strame continuamente dei diritti
01:28dei suoi concittadini, è in qualche modo una cartina di tornasole dei nostri errori. Ci è
01:34prezioso, guardando lui dobbiamo capire dove abbiamo sbagliato e quale strada dobbiamo prendere adesso.
01:41L'Unione Europea ha commesso un errore micidiale tra il 2004 e il 2007, quando si è allargata troppo
01:49in fretta agli stati ex comunisti, che venendo da 50 anni di dittatura erano del tutto privi di
01:57cultura dei diritti, di senso dello Stato di diritto. Avevano società abituate a essere assistite
02:05totalmente dallo Stato. A questi paesi noi abbiamo imposto peraltro delle cure di liberismo
02:12da cavallo che hanno provocato una reazione nazionalista e sovranista, questa reazione
02:20che ha proprio creato gente come Orbán, gente come i fratelli Kaczynski in Polonia e adesso
02:26come Fizzo, il primo ministro slovacco, che è il fratello separato di Orbán. Così è
02:36nato il gruppo di Visegrad, il gruppo di quei paesi ex comunisti, ex Europa dell'Est, che ha
02:44fatto da contrappeso interno e da freno interno all'Unione Europea per molto tempo. Bene, guardando
02:53Orbán, noi possiamo capire anche qual è la strada per superare questo problema. Da un lato
03:00l'Unione Europea deve cominciare ad attivare l'articolo 7 dei trattati, cioè quello che consente
03:07a Bruxelles di mettere fuori gioco quei paesi che non rispettano i valori comuni, i valori
03:16europei su cui si sono accordati, che hanno sancito insieme a noi. Quindi, come dire, libera
03:24mettendo nell'angolo urbano. E da un altro lato gli europei devono cominciare a ragionare
03:30anche fuori dalla UE in senso di cooperazioni rafforzate. Il futuro della difesa europea
03:37certamente passa attraverso la collaborazione tra alcuni stati dell'Unione Europea e la
03:42Gran Bretagna che non fa più parte dell'Unione Europea. Guardare Orbán, insomma, ci indica
03:49la strada giusta per liberarci di Orbán.
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