Ancora scontri al Pilastro. Al termine del corteo pacifico del comitato Mubasta, che nel pomeriggio di sabato 7 marzo ha attraversato il rione per protestare contro il progetto del Museo dei bambini e delle bambine, in serata (poco prima delle 22) la situazione è degenerata ancora una volta, con cariche della polizia e lacrimogeni dopo che un gruppo di attivisti si è avvicinato alle protezioni del cantiere colpendole con le mani a più riprese. Negli scontri (terminati solo un paio di ore dopo, attorno alla mezzanotte) ci sono stati alcuni feriti, tra cui «un dirigente di Polizia, colpito al volto da una bottiglia e trasportato in ospedale, e cinque operatori della Squadra Mobile», denuncia il Siulp di Bologna. Per loro la prognosi, fa sapere la questura, è dai tre ai sette giorni. Mentre sono tredici i fermati, identificati e poi rilasciati. Il comitato Mubasta parla invece di due persone ferite tra gli attivisti, una «colpita alla testa» dai lacrimogeni, «in molti casi lanciati ad altezza uomo» e poi un residente «di 56 anni a cui è stato rotto il naso perché accerchiato e picchiato (anche a calci) dalla polizia». Secondo il comitato, il presidio «è stato attaccato selvaggiamente dai reparti antisommossa solo perché avvicinatosi al perimetro del cantiere con la musica».
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