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https://www.pupia.tv - Roma - D-l n. 127/2025 - Esami di maturità
Cultura e patrimonio culturale, istruzione pubblica - Ufficio di Presidenza
Audizioni sul disegno di legge n. 1364 (d-l n. 127/2025 - riforma dell'esame di Stato e avvio a.s. 2025/2026) della prof.ssa Loredana Perla e del prof. Giuseppe Annacontini, esperti, e di rappresentanti di Confindustria (16.09.25)

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Trascrizione
00:00Grazie.
00:30Grazie.
01:00Grazie.
01:30Prego professoressa, benvenuta, l'ascoltiamo.
01:33Grazie.
01:34Mi sentite?
01:35Sì, la sentiamo benissimo.
01:37Bene.
01:38Onorevole Presidente, onorevoli senatrici e senatori, l'obiettivo dichiarato del disegno
01:45di legge è duplice, riformare l'esame di stato conclusivo del secondo ciclo di istruzione
01:51come normato dal decreto legislativo 13 aprile 2017 numero 62 e garantire il regolare avvio
01:58dell'anno scolastico 25-26.
02:02La proposta di decreto contiene anche disposizioni significative che toccano aspetti rilevanti
02:07del sistema educativo nazionale dal potenziamento della filiera formativa tecnico-professionale
02:12articolo 2, le risorse aggiuntive per il personale atto, articolo 3, per finire la disciplina
02:17del reclutamento delle supplenze, articolo 4, i reagiti di istruzione e delle visite guidate,
02:22articolo 6, che configura un intervento più ampio di quello che il titolo potrebbe suggerire.
02:28Ora, prima della riforma dell'esame di stato che qui si propone, l'esame prevedeva due prove
02:34scritte, tre ove previsto, un colloquio orale e il credito scolastico nella misura di 12,
02:3913 e 15 punti per ogni anno dell'ultimo triennio, un totale di 40 punti, con commissioni composte
02:46da sei commissari più il presidente, unico per le due classi, tre interni e tre esterni.
02:51La valutazione consisteva in un totale di 100 punti, risultato della sommatoria delle
02:56prove scritte, del colloquio e del credito scolastico di un bonus di 5 punti per gli studenti
03:01meritevoli. Il sistema, consolidatosi nel tempo, ha mostrato limiti significativi nella
03:06capacità di valutare competenze trasversali e nel supportare efficacemente l'orientamento
03:12post diploma. Non a caso, nel corso degli anni, le modalità di svolgimento dell'esame
03:17hanno subito non poche modifiche. La criticità particolare del sistema attualmente in vigore
03:23è rappresentata proprio dal meccanismo di calcolo, fondato sulla somma aritmetica dei
03:27punteggi, voto d'esame più credito scolastico, che permetteva agli studenti di conseguire
03:32il diploma anche senza sostenere tutte le prove. Questo meccanismo ha generato, negli ultimi
03:38anni, atteggiamenti poco maturi da parte di alcuni candidati, scarso impegno nelle singole
03:43prove, nella convinzione che una performance mediocre potesse comunque essere bilanciata
03:49dal conseguimento del diploma ancora, o da crediti scolastici precedenti, o addirittura
03:54non presentarsi ad alcune prove, certi comunque del conseguimento del diploma, ancora presentarsi
04:00al colloquio senza rispondere ad alcuna domanda. Tale distorsione aveva svuotato di significato
04:05formativo le singole parti dell'esame, riducendo il momento conclusivo del percorso scolastico
04:10a mero calcolo aritmetico, piuttosto che a verifica complessiva delle competenze acquisite.
04:17Col presente disegno di legge si introducono novità sostanziali dal punto di vista pedagogico,
04:23che meritano particolare attenzione. Il ritorno alla denominazione storica di esame di maturità,
04:29mettendo da parte quella più formale di esame di Stato, non è meramente simbolico, ma riflette
04:34il cambio di paradigma nella concezione dell'esame stesso, le cui finalità si ampliano significativamente,
04:40perché oltre a conoscenze e competenze disciplinari, il nuovo esame si propone di valutare altresì
04:46il grado di maturazione personale, autonomia e responsabilità acquisiti dai candidati.
04:52Questa evoluzione allinea l'Italia alle migliori pratiche europee, il cui assessment finale della
04:57scuola secondaria superiore include dimensioni formative e orientative più anche. L'introduzione
05:03esplicita della funzione orientativa rappresenta un'innovazione molto significativa. L'esame diventa
05:09strumento di supporto per scelte consapevoli nel proseguimento degli studi terziari o nell'inserimento
05:16lavorativo. Questo approccio risponde a una necessità concreta. Troppi giovani giungono
05:21al diploma senza una chiara consapevolezza delle proprie attitudini e potenzialità. La valorizzazione
05:27del curriculum dello studente, dei percorsi di formazione scuola-lavoro, come ridenominati
05:32con una terminologia più diretta e comprensibile, è l'attenzione alle competenze digitali.
05:38Sì, si è bloccato il sistema, dobbiamo avere, evidentemente va controllato.
05:52Stando la struttura organizzativa del nuovo esame, più levanti sono le modifiche apportate.
05:57Il colloquio, ora articolato in quattro discipline... Professoressa, abbiamo perso un minuto del suo
06:02intervento. Ah, mi spiace, cerco di sintetizzarlo. Sì, grazie. Ho sottolineato la funzione orientativa,
06:14che rappresenta un'innovazione molto significativa della proposta, perché l'esame diventa supportivo
06:20per scelte consapevoli nel proseguimento degli studi terziari. E anche la valorizzazione del curriculum
06:26dello studente e dei percorsi di formazione scuola-lavoro, che sono stati ridenominati con
06:33una terminologia più diretta e comprensibile, l'attenzione alle competenze digitali, riconoscono
06:39la multidimensionalità dell'apprendimento contemporaneo, dove anche l'educazione civica
06:44assume un ruolo centrale. Per quanto riguarda la struttura, rilevanti sono le modifiche apportate.
06:51Il colloquio, ora articolato in quattro discipline individuate dal MIM entro gennaio, garantisce
06:58maggiore uniformità nazionale, pur mantenendo la necessaria flessibilità. E la scelta di quattro
07:04discipline fondamentali e caratterizzanti assicura una focalizzazione sul curriculum frequentato,
07:11anche in chiave orientativa. Inoltre, la riduzione del numero dei componenti della
07:16Commissione, da sei a quattro, offre la possibilità di procedere ad una valutazione attenta dei
07:22saperi curricolari e delle competenze maturate dai candidati, laddove l'attuale colloquio spesso
07:28ha dimostrato la sua inconsistenza sul piano della coerenza dei percorsi inter- e multidisciplinari
07:34presentati. La valutazione delle azioni particolarmente meritevoli introduce poi un elemento di
07:40riconoscimento dell'impegno studentesco che va oltre il mero rendimento scolastico, premiando
07:46iniziative di volontariato, partecipazione attiva e eccellenze in competizioni nazionali e
07:52internazionali. Inoltre, l'obbligo di svolgimento di tutte le prove restituisce dignità e serietà
07:58a ciascuna componente valutativa. L'esame torna ad essere percepito come momento conclusivo
08:05che richiede impegno completo. La possibilità poi di attribuire il cosiddetto bonus aggiuntivo
08:11massimo di tre punti, diversamente dai cinque previsti attualmente, ai candidati eccellenti sia
08:17per curriculum pergresso che per esito delle prove d'esame, se da un lato riduce drasticamente i
08:23candidati che vi potranno accedere, perché ora le maglie appaiono davvero troppo larghe, dall'altro
08:29si configura come un riconoscimento più consono del merito. Il decreto inoltre introduce disposizioni
08:35che rivestono importanza strategica per il sistema educativo. Il riorientamento degli studenti
08:41rappresenta una risposta concreta al problema della dispersione scolastica e del mismatch
08:46formativo. La possibilità di cambiare indirizzo nel primo bienio entro il 31 gennaio con percorsi
08:52didattici integrativi facilita scelte più consapevoli di quelle effettuate al termine della
08:58secondaria di primo grado. Dal terzo anno l'esame integrativo preelezioni garantisce adeguata
09:04preparazione senza compromettere la regolarità del percorso formativo. Alcuni punti vorrei
09:11sottolineare di particolare rilevanza. La restituzione dei risultati invalsi agli studenti
09:17segna un passaggio importante verso la trasparenza valutativa e la funzione formativa e orientativa
09:23della valutazione standardizzata, nonché una riconsiderazione del valore non meramente
09:28statistico di tali prove, talvolta sottovalutate se non ignorate dagli studenti e anche da qualche
09:35docente. Questa scelta rispetta pienamente le indicazioni del garante per la protezione dei
09:41dati personali e soprattutto trasforma le prove da mero strumento di misurazione statistica in
09:47occasione di crescita individuale e di riflessione critica per l'intera comunità scolastica. La
09:53decisione di non coinvolgere direttamente le commissioni d'esame con i dati invalsi è
09:58pedagogicamente corretta, poiché mantiene distinte le funzioni, quella formativa e orientativa da quella
10:06certificativa, propria dell'esame di maturità. Tale approccio, già consolidato in sistemi educativi
10:13avanzati, come quello finlandese o canadese, trasforma i test da mero strumento, dicevo,
10:19di misurazione statistica in occasione di crescita individuale e di riflessione responsabilizzante
10:26la persona dello studente e l'intera scuola. L'elaborato critico di cittadinanza, che è
10:32discusso in sede di recupero di carenze formative, collega strettamente educazione civica e responsabilità
10:38personale, rafforzando il messaggio che la cittadinanza attiva non è opzionale, ma è
10:44un elemento costitutivo della formazione scolastica. Un elemento cruciale per il successo
10:51della riforma è rappresentato dalla formazione specifica dei docenti nominati per la commissione
10:57d'esame. Il decreto prevede, in coerenza con quanto stabilito dal comma 7 dell'articolo
11:031 della legge 107 2015, l'incremento di 3 milioni annui a decorrere dal 2026 del piano
11:10per la formazione dei docenti, destinato specificatamente alla formazione dei commissari d'esame. Tale
11:16investimento, da attuarsi mediante la corrispondente riduzione di risorse derivanti dall'intervento
11:22di cui ha citato articolo 1,1 lettera B, costituisce un segnale positivo di serietà nell'attuazione
11:29della riforma. Il comma 8 stabilisce inoltre che la partecipazione alla formazione specifica
11:35costituirà titolo preferenziale per la nomina componente delle commissioni degli esami di
11:40maturità, introducendo un elemento di specializzazione che dovrebbe contribuire a migliorare la qualità
11:47del processo valutativo. Un aspetto che merita attenzione è la tempistica nell'individuazione
11:53delle discipline. La comunicazione ministeriale entro la fine di gennaio, coincidente con la fine
11:59del primo periodo valutativo delle quattro discipline oggetto di colloquio, sebbene fornisca
12:04un tempo ragionevole per la preparazione, potrebbe generare qualche distorsione didattica nei mesi
12:10conclusivi dell'anno scolastico, col rischio di focalizzazione sulle discipline individuate.
12:15Per un verso si rafforza la base culturale dell'indirizzo che si costruisce su discipline
12:20caratterizzanti, per altro verso il consiglio di classe avrà cura di mantenere alto il livello
12:26di attenzione dello studente sulle discipline non individuate. Ovviamente si tratta di una
12:32precisazione che farà parte del programma di formazione dei docenti valutatori. Concludendo,
12:39il disegno di legge 1634 rappresenta indubbiamente un intervento pedagogicamente e culturalmente
12:45fondato che restituisce centralità e serietà all'esame conclusivo del secondo ciclo di istruzione.
12:52La sfida è trasformare una visione prospettica, pedagogicamente coerente, in una prassi educativa
12:59efficace, dal momento che il decreto nel suo complesso testimonia la volontà di intervenire
13:05organicamente su nodi critici del sistema scolastico. Spetterà la normativa secondaria
13:11e la delicata fase applicativa dimostrarsi all'altezza del profilo rigoroso, culturalmente
13:16alto delle innovazioni proposte, costruendo coerenza e sinergia sia con le realtà educative
13:22delle scuole sia con le dichiarazioni conclusive del G7 e dell'istruzione di Trieste in cui si è
13:28ribadita l'importanza del ruolo della scuola non solo per la formazione degli studenti ma anche
13:34per l'orientamento post-secondario universitario e la collocazione nel mondo del lavoro e delle
13:40professioni. Grazie.
13:42Grazie a lei professoressa per la relazione e per l'assiduo contributo che dà la commissione.
13:47Ora do la parola al professor Giuseppe Anacontini, ordinario di pedagogia generale e sociale presso
13:53il Dipartimento di Studi Umanistici dell'Università degli Studi di Foggia. Professore ha la parola.
13:58Grazie, spero che mi si senta bene.
14:01Sì, si sente molto bene.
14:03Perfetto. Grazie.
14:05Onorevole Presidenti, onorevoli senatrici e senatori, ringrazio innanzitutto per l'opportunità
14:10di oggi e sottolineo sindora che pur trattando il decreto legge 127 del 25 e diversi ambiti
14:17attinenti al secondo ciclo di istruzione, il mio intervento sarà focalizzato solo sull'esame
14:22di maturità, già esame di stato, già esame di maturità. Ho organizzato le osservazioni
14:28in otto punti al fine di semplificare la presentazione, evidenziando che si tratta di una stretta selezione
14:35delle questioni che ho ritenuto di maggiore rilevanza compatibili con il tempo programmato
14:39per l'intervento. E dunque, punto numero uno, si reputa utile non entrare nel merito delle
14:45questioni di nomenclatura e che il discorso ci sposterebbe nel campo della riflessione più
14:51anche filosofica di pedagogia generale e dei relativi dispositivi teorici e pratici che
14:56informano la vita della scuola e che non sono materie esplicite di questa udienza. Tuttavia,
15:02e solo per inciso, si sottolinea come la centralità delle parole è più che importante soprattutto nel
15:07contesto socioculturale contemporaneo, considerando il potere che essi agiscono, spesso a prescindere
15:14dalle stesse intenzioni di chi le proferisce. Punto numero due, si ritiene che la riforma dell'esame
15:20di maturità sia stata troppo anticipata rispetto al passaggio centrale e anche propedeutico,
15:25mi verrebbe da dire, della stesura delle indicazioni nazionali per i licei e delle linee guida per
15:30gli istituti tecnici e professionali. La riforma della scuola secondaria è un atto che deve prendere
15:35forma globalmente e organicamente, appunto dall'indicazione ma insieme anche ai nuovi percorsi
15:40abilitanti all'insegnamento, alle linee guida sull'educazione civica e alla formazione scuola-lavoro
15:46o PCTO. E dunque analisi proposte non dovrebbero procedere per compartimenti stagni, a rischio di
15:54non restituire la complessità generale dell'intero processo che tra l'altro deve sempre essere
15:58concertato tra base e funzioni apicale. Punto numero tre, l'articolo 1 del DL 127 del 2025,
16:09con riferimento all'articolo 12 del DL 62-17, conserva il riferimento alle conoscenze,
16:14responsabilità e competenze, introduce rispetto al precedente testo la valutazione del grado
16:18di maturazione personale di autonomia e responsabilità, giustamente riportando la questione anche agli
16:24impegno e agli eventi che hanno accompagnato lo svolgersi della vita scolastica e non riducendo
16:29la stessa valutazione al solo momento dell'esame conclusivo del secondo ciclo. Ma si è nota che
16:35il calcolo dei punteggi con cui si entra all'esame, che è determinante in gran parte, è rigidamente
16:40definito per mezzo di parametri aritmetici. In tal senso si chiede come e in che frangente
16:46l'esame potrà valutare adeguatamente aspetti relativi appunto a principi qualitativi, come
16:54sono la maturazione, come è la critica, come è la responsabilità, con quale valorizzazione.
17:00Sarà necessario chiarire dunque come dar voce a tali principi che sono certamente importanti,
17:06ma che altrettanto certamente sono per lo più qualitativi, latenti, talvolta impliciti
17:11e fin anche in alcuni casi soggettivi. Il dispositivo, così come previsto, di fatto
17:17nega l'importanza della funzione educativa dell'errore, in particolare nel passaggio
17:23dal secondo al terzo anno della scuola secondaria superiore, e inoltre rimuove la possibilità
17:28di riconoscere i vissuti di fragilità proprio di una fase della vita particolarmente
17:34dedicata ed edificabile nel passaggio 14-16 anni. La riduzione della premialità da 5 a
17:403 punti, così come prevista, solo a condizione che vi sia un minimo di 97 centesimi, appare
17:46dunque essere una soluzione non in linea con quanto si dichiara di voler perseguire in termini
17:51di valutazione. È poco quantitativamente ed è solo perché ha comunque avuto un percorso
17:57uniforme senza intocchi, impedendo di valutare gli eventuali recuperi o gli eventuali momenti
18:04di crescita. Punto numero 4. La riduzione dei commissari è una soluzione che trova accettabile
18:10per sole ragioni di bilancio. La natura di grito di iniziazione dell'esame conclusivo
18:15della scuola secondaria e il suo essere esperienza di transito dal mondo della scuola a quello
18:19dell'università o del lavoro, con caratteristiche radicalmente differenti, necessita di essere
18:24preservato in ogni modo, anche attraverso una commissione ampia e adeguata, in cui tra
18:30l'altro maggiori sono le garanzie di pluralismo e la possibilità di manifestare la natura interdisciplinare
18:36del saper vivere e del sapere che è vivente. A contrabbilanciare tale punto si auspica che
18:43possa rivelarsi effettivamente efficace la proposta di una specifica formazione dei commissari
18:48che saranno selezionati per l'esame, nella convinzione che, anche in questo caso, in assenza
18:54di guida per tale formazione, sarà dato giusto rilievo non tanto all'aspetto procedurale,
18:59ma al valore e alla responsabilità che investirà ciascuno di essi nel delicato compito non solo
19:04di valutare cognitivamente i saperi, le abilità e le competenze, ma di esprimere un giudizio
19:10sulla maturità di giovani uomini e donne, un giudizio sulla persona in termini di critica,
19:16responsabilità e autonomia ad alto rischio di stigmatizzazione.
19:20Punto 5. Per quanto riguarda il bando della scena muta al colloquio, sono del parere
19:26che sia stata comprensibile la scelta fatta dagli studenti maturandi nell'ultima sessione
19:31degli esami di Stato. Attribuisco al loro silenzio un valore di autonomia, hanno operato
19:35una scelta, di responsabilità hanno rinunciato a dei punti sulla valutazione finale e maturità
19:41hanno saputo argomentare il perché della loro posizione. Detto questo, è anche comprensibile
19:47l'indicazione dell'obbligatorietà di sostenere comunque il colloquio, convinto personalmente
19:53che la scuola non debba secondare il silenzio o l'astensione come forma di protesta critica,
19:58ma debba essere luogo e occasione per imparare e incitare a prendere parola e a partecipare
20:04al pubblico confronto, sempre rispettoso, non violento, giustificato e argomentato. Obiettivo
20:10questo imprescindibile e irrinunciabile per una scuola democratica, anche in prospettiva
20:15di una vita civile partecipata. Questo però implica, come già richiamato, un'attenzione
20:20specifica alla formazione dei commissari perché sappiano valutare adeguatamente e strutturare
20:26setting di didattica aperta anche in situazioni d'esame, gestendo le eventuali posizioni problematiche
20:31e conflittuali. Punto numero 6. Viene spunto dal precedente testo, ovvero
20:37l'articolo 17,9 del DL 62-17, la possibilità di sostenere il colloquio utilizzando la lingua
20:44straniera. Questa scelta non pare in linea con i valori della personalizzazione e dell'inclusione.
20:50Pur nella consapevolezza delle difficoltà organizzative, magari amministrative, relative
20:55alla prevedibile esigenza della presenza di mediatori linguistici, la scelta di rendere
20:59possibile l'espressione con la lingua in cui il candidato ritiene di avere maggiore competenza
21:04sarebbe un guadagno in termini di riconoscimento e inclusione.
21:09Punto numero 7. Quanto alla riduzione delle materie del colloquio A4, si ritiene alto il
21:14rischio che alcune materie di indirizzo possano non trovare adeguati spazi di espressione e
21:19in ogni caso significa indebolire fortemente il carattere interdisciplinare del colloquio.
21:25Molto dipenderà naturalmente dalle indicazioni che verranno date, come ogni anno all'incirca
21:29a gennaio, rispetto alle procedure per rendere conto della preparazione raggiunta dagli studenti.
21:34Un parire dunque in merito resta sospeso e l'unica considerazione che si può oggettivamente
21:40fare è che si tratta di un dispositivo che ci riporta modelli già in linea di mastima
21:44visti decenni addietro. Un'unica avvertenza in merito. Se l'idea è quella di rasserenare
21:50e ridurre l'ansia dei maturandi, come molta pubblicistica e comunicazione anche istituzionale
21:56sostiene, mi pare utile sottolineare che dare risultato non si ottiene con una semplificazione,
22:02a meno che non si snaturi completamente il significato dell'esame conclusivo della scuola
22:06secondaria, perché solo se lo si riduca a una pratica amministrativa, allora certamente
22:12l'ansia è da escudere.
22:13Infine il punto numero 8. L'accertamento obbligatorio del recupero in materia di cittadinanza attiva
22:20e solidale, così come previsto, per chi si presenta con in sé in condotta, appare più
22:26come la richiesta di una missione di colpa che la verifica di un reale processo di responsabilizzazione
22:31e consapevolezza. Se in linea di principio l'educazione civica è una disciplina tesa
22:37a consentire allo studente e alla studentessa di abitare il proprio quartiere come il mondo,
22:42attualizzando i tenuti curricolari studiati, non si vedono ragioni particolari per limitare
22:47la valutazione ai soli casi limite. Sarebbe allora più sensato predisporre per questi casi
22:54un accertamento antecedente di sputini a opera del corpo docente coinvolto nell'erogazione
22:58dell'insegnamento e dell'educazione civica, non stigmatizzando il candidato o la candidata
23:03durante la prova d'esame. La possibilità di dare espressione a competenze e una maturità
23:08civica dovrebbe essere dunque a pannaggio di tutti allo stesso modo, senza diverse strutture
23:14formali, nel normale svolgimento del colloquio, come d'altronde finora per lo più accaduto
23:20durante gli esami di Stato. Vi ringrazio per l'attenzione.
23:24Grazie a lei professore. Io ho scelto di dare ampio spazio alle relazioni e agli interessanti
23:30contributi, però ora devo chiedere una sintesi sia ai colleghi senatori per le domande
23:34sia nelle risposte, perché i tempi sono limitati. La senatrice Aloisi ha chiesto di intervenire.
23:40Grazie Presidente, ringrazio moltissimo il relatore Giuseppe Anna Contini, che ha fatto
23:48una disamina dal punto di vista scientifico articolata, è molto complessa, richiederebbe
23:56molto tempo per analizzarlo, però mi ha colpito e vorrei gentilmente un maggiore approfondimento
24:04del punto 3, l'ultimo periodo. Io glielo leggo perché in sintesi le volevo chiedere perché
24:11è questa riduzione, la riduzione della premialità da 5 a 3 punti solo a condizione che vi sia
24:18un minimo di 97 centesimi. Appare dunque essere una soluzione non in linea con quanto si dichiara
24:26di voler perseguire in termini di valutazione. È poco quantitativamente ed è solo perché
24:33ha avuto un uniforme monotono percorso senza indoppi. Io vi sarei aspettato una proposta
24:38di queste persone fragili e di come invece di dare una riduzione dei punti, proporre un
24:49percorso diverso, una didattica individualizzata per andare a rispondere alle fragilità di
24:58questi soggetti, se ho ben capito. Io non l'ho capito bene, se vuole gentilmente chiarire
25:05un po' questo aspetto è grave. Un attimo soltanto interviene, prima la senatrice Delia
25:09che ha chiesto di porre una domanda.
25:16No, visto che non c'è tempo, volevo solo ringraziare, perché noi poi saremo chiamati
25:23a demandare questo testo e mi sembra che ci sono delle indicazioni molto utili e se posso
25:30dire personalmente anche proprio il tema dell'impossibilità dell'obbligatoria a sostenere
25:37comunque il colloquio come viene affrontato, perché diciamo la verità questa è una riforma
25:41che nasce da una crisi, che c'è stata anche da una protesta e fatta in questo modo sembra
25:46una forma veramente sbagliata di rispondere a un tema che è stato sollevato da tanti ragazzi
25:54nell'esame di maturità nell'anno scorso e quindi il fatto che anche dal punto di vista
25:59scientifico questa cosa ci si viene proposta come problematico, per me è molto importante
26:04e volevo ringraziare il professor Anna Contini.
26:08Do la parola al professor Anna Contini per la replica.
26:11Sì, grazie. Io chiedo scusa, si sente veramente molto poco e abbastanza male dalla distanza.
26:18Mi spiace, non la sentiamo bene.
26:20Però, eh sì, già avvicinando si va molto meglio. Sarò molto rapido, la questione dei
26:265-3 punti perché ho colto il nucleo della prima domanda. Molto semplicemente, chi ha fatto
26:34esami di Stato fino all'anno scorso, molto spesso, si trova di fronte a ragazzi che nel
26:41passaggio dal secondo al terzo anno e quindi nel terzo anno non riescono a performare
26:46al meglio, come dire, il loro percorso anche scolastico.
26:50Naturalmente, visto e considerato, come dire, il modo in cui vengono attribuiti i punteggi,
26:56il calcolo aritmetico che è anche riportato nella documentazione, quindi tabellato, chiaramente
27:03questo passaggio di fragilità può essere, ripeto, l'età è quella dei 14-16 anni, non può
27:10essere praticamente più recuperato. Nel terzo epissimio già il terzo anno non
27:16riesco a performare al meglio e non ho già lì un'eccellenza che porto uniformemente
27:21senza intoppi alla fine, la mia maturità la dimostro in un percorso monotono, non in
27:28un percorso che magari affronta anche le difficoltà di un terzo anno e quindi di un
27:33cambio di docenze, di un inserimento di nuove discipline, portandomi negli anni a raggiungere
27:39punto livelli eccellenti. È proprio il dispositivo che, a mio parere, non funziona.
27:44E ridurre la premialità a soli tre punti vuol dire che chi è andato sempre bene andrà
27:51bene anche alla fine. Chi ha lavorato per recuperare magari una situazione di impasse,
27:57non necessariamente sociale, mi dicendo, ma anche semplicemente, come dire, esistenziale,
28:02psicologica, di passaggio, per affrontare un passaggio, chiaramente è ormai fatto fuori
28:08dal gioco del raggiungere quella che dovrebbe essere un'eccellenza. Permettetemi, forse,
28:13è più maturo chi affronta i problemi e arriva all'eccellenza di chi ha avuto un percorso
28:17monotono arrivando alla fine con il massimo dei voti. Questo è il senso di quel passaggio.
28:22Bene, ancora un ringraziamento alla professoressa Perla e al professor Anacontini per il contributo
28:29conoscitivo offerto alla Commissione. Invito a trasmettere un'eventuale ulteriore documentazione
28:35integrativa dell'intervento svolto e dichiaro concluso l'Ufficio di Presidenza.
28:40Grazie ancora agli auditi.
28:43Grazie.
28:45Grazie molto.
28:52Grazie.
29:22Perfetto. Allora, continuiamo le audizioni. In rappresentanza dei Confindustri abbiamo
29:27il dottore Alfonso Balsamo, Advisor Education, Area Lavoro, Welfare e Capitale Umano. Se non
29:33vi sono obiezioni, l'audizione sarà trasmessa mediante l'impianto audiovisivo a circuito
29:37interno, nonché mediante trasmissione televisiva sui canali web, YouTube e satellitare del Senato
29:43della Repubblica. Quindi alla parola il dottore Alfonso Balsamo.
29:46Buongiorno, intanto grazie. Grazie per accogliere e ospitare il punto di vista di Confindustria
29:52su questo provvedimento. Dico subito che lasceremo una breve memoria scritta, così per accelerare
29:58i tempi descriverò le motivazioni per il quale diamo nel complesso una valutazione positiva
30:04a questo provvedimento e magari vi dirò qualche aggiunta in più su cui si potrebbe andare
30:10a lavorare e ovviamente siamo sempre poi a disposizione. Noi in particolare abbiamo apprezzato
30:16due novità del DDL 1634. La prima è il cambio di nomenclatura, uso questo termine, sui PCTO
30:24che diventano formazione scuola lavoro e poi quindi articolo 1,2 e poi soprattutto l'articolo 2
30:32che rende ordinamentale il percorso 4 più 2, la filiera. Noi ci siamo visti un anno e mezzo fa
30:38quando era ancora una sperimentazione a dicembre 2023 e quindi dobbiamo ammettere che i tempi
30:43sono stati eseguiti perfettamente, il fatto che diventi ordinamentale è una scelta coraggiosa
30:47che il provvedimento fa. Perché Confindustria si occupa di questo? È sempre utile chiarirlo
30:52perché noi non siamo un paese di grandi materie prime ma siamo un paese di grandi cervelli
30:58e grandi mani e di capitale umano di cui però c'è una grande mancanza. Vi riporto giusto
31:05un paio di dati perché ci sono degli studi recentissimi e quindi è bene renderli noti
31:10e c'è il Sior di Union Camera e ci dice che dal 2025 al 2029 saranno 3 milioni e 3, nella
31:16peggiore delle ipotesi, le persone che serviranno nel pubblico come nel privato nel nostro paese,
31:22un 38% di questi 3 milioni e 3 laureati e diplomati ITS e un 49,5% proverranno dal percorso
31:32tecnico-professionale, 45,5% tecnico-professionale, solo 4% dai licei e poi un 12%, 12,2% dagli
31:40IFP, quindi dagli percorsi di istruzione e formazione professionale di competenza regionale.
31:45Già sappiamo che gran parte di queste persone non si troveranno. Il mismatch all'incirca
31:51è passato da un 33%, quindi una persona su tre non si trovava nel 2020, siamo a 47-48% nel
31:582025, quindi questo per rendere l'idea. Ovviamente le cause sono complesse, la demografia e tanto
32:03altro, però ecco il dato è che Confindustria si occupa di questa cosa perché un paese non
32:08compete se non ha un capitale umano di qualità e in questo momento abbiamo proprio una mancanza
32:12sia dal punto di vista quantitativo che qualitativo. In particolare appunto la grande richiesta
32:18è su tutto il pezzo che riguarda la filiera tecnico-professionale su cui va a incidere il
32:24provvedimento in discorso e da questo punto di vista abbiamo fatto anche in Confindustria
32:29un'indagine interna attraverso il nostro centro studio di Confindustria su un campione che
32:34ha superato le 3.300 imprese che assumono, che allocano all'incirca quasi un milione
32:40di dipendenti e sappiamo per esempio che nelle imprese industriali il 72% delle imprese
32:46industriali non riesce a trovare le persone che servono, il 61% nei servizi, ma comunque
32:51parliamo di cifre piuttosto importanti e il dato però è interessante e quindi apriamo
32:57uno spiraglio su cui, sarà chiesto a voi di lavorare ma ovviamente su cui siamo a disposizione
33:02a ragionare insieme, lo spiraglio è che gran parte delle imprese che non trovano, del
33:07campione che abbiamo analizzato, un 21% sta puntando a costruire relazioni stabili proprio
33:12con le scuole tecniche e professionali. 21% scuole tecniche e professionali, 16% ITS Academy,
33:1810% di università. Quindi le imprese che non trovano hanno capito che è lì che bisogna
33:23lavorare per costruire una relazione stabile che è esattamente il punto su cui si sta andando
33:28a dirigere questo provvedimento. La cosa interessante è che anche sui dati del mismatch un piccolo
33:33cambio di tendenza negli ultimi 2-3 anni è avvenuto perché è vero che non troviamo
33:37le persone però per esempio la quota di laureati in ingegneria, che storicamente è sempre stata
33:43piuttosto bassa, in proiezione supererà i laureati in campo letterario e psicologico,
33:49che non vuol dire ovviamente che queste sono discipline da non tenere in conto del mercato
33:53del lavoro ma che evidentemente hanno avuto un surplus di offerte rispetto alla domanda.
33:58Questo vuol dire che anche le azioni che abbiamo fatto, le collaborazioni pubblico e private
34:01che soprattutto gli imprenditori del sistema confindustria ma insomma delle datore reali
34:05e dei sindacati in generale avviano sul territorio hanno aiutato a creare un percorso
34:09orientamento. Quindi che cosa dobbiamo fare con questo provvedimento? Chiaramente siamo
34:13in una fase in cui abbiamo un'inversione di tendenza possibile e proprio per questo
34:18questo provvedimento può incidere per rendere questa inversione di tendenza stabile, è un
34:23trend che poi negli anni, voi sapete ovviamente nella commissione di vostra competenza tutto
34:28quello che si discute qui poi ha degli effetti nel medio e lungo periodo, però sicuramente
34:32si possono fare delle cose nell'immediato per poi avere effetti virtuosi nel medio e lungo
34:35periodo. Il cambio di nome che può sembrare una cosa semplice da fare da PCTO a formazione
34:43scuola lavoro va esattamente in questa direzione. Mi soffermo un attimo sui motivi per cui va
34:48in questa direzione che sono essenzialmente tre. Il primo che gli dà anche una dignità
34:53diciamo così pedagogica, sono stati i pedagogisti prima di me quindi l'hanno spiegato molto
34:58bene ma è un termine formazione che è migliore anche rispetto ad alternanza scuola lavoro perché
35:04l'alternanza dà l'idea di fasi intermittenti come teorie pratiche, come aule e laboratorio
35:09invece il termine formazione dà l'idea di un'integrazione e quindi il primo punto è che si è superata
35:16anche un po' la cacofonia di PCTO che non andava molto bene ma anche concettualmente il topic
35:22alternanza che non ha funzionato e infatti ha dato anche adito a diversi deficit reputazionali
35:29di uno strumento che riteniamo importante perché ti permette di entrare nella dimensione lavorativa.
35:34Il secondo punto è proprio un collegamento, il termine formazione a origine classica,
35:39è un termine che collega diciamo la crescita personale, la cultura generale alla preparazione
35:45alla vita. È la paidea di Platone che poi è diventata la formazione in Cicerone, in Seneca
35:50e nello Zibaldone di Leopardi se ne parla come la formazione, l'educazione che forma cuore e mente
35:56e si arriva fino alla lettera di una professoressa di Don Milani che parla di una scuola che non deve
36:01addestrare bensì formare uomini liberi e quindi c'è questo collegamento proprio anche a un certo tipo
36:08di approccio, prima sentivo si parlava di cittadinanza attiva, quindi il termine formazione si collega a questo
36:15e rende ragione anche di un percorso che sappiamo tutti e soprattutto diffuso nel campo dell'istruzione
36:21tecnica e professionale, proprio in quell'ambito bisogna creare e anche rendere visibile questo collegamento
36:26con la cultura umanistica, non ho citato a caso questi autori greci e latini.
36:31E l'ultimo punto è che PCTO, se ci pensiamo bene, si riferiva tecnicamente a competenze trasversali
36:37e orientamento togliendo un gran pezzo di ampiezza al tema della formazione scuola-lavoro
36:44perché la formazione scuola-lavoro non è soltanto orientamento e se ci pensiamo bene è un approccio
36:49proprio alla vita pratica, all'extra scuola che in una repubblica fondata sul lavoro non può
36:54un bancare, noi siamo una repubblica fondata sul lavoro, dovremmo sempre più diventare
36:58una repubblica formata sul lavoro dove il lavoro è un pezzo del percorso che si può accogliere
37:03sia dentro le scuole ma anche nel rapporto con le imprese. Quindi da questo punto di vista
37:08non è soltanto un cambio di nome ma crediamo che nella sostanza si sia fatto molto.
37:14L'articolo 2 è ancora più importante per Confindustria, ha fatto un po' di cronistoria
37:17rispetto al nostro ultimo incontro che era 5 dicembre 2023, una sperimentazione che
37:22neanche due anni diventa ordinamentale, è una scelta molto coraggiosa che condividiamo
37:27perché ci proietta in un contesto in cui abbiamo uno spazio in cui la relazione diventa
37:32stabile, strutturale. Quindi adesso ci sarà la possibilità per tutte le scuole di poter
37:37ovviamente con determinati standard aderire a questa filiera e quindi entrare in un meccanismo
37:43di rapporto stabile con le imprese che vi assicuro è fondamentale perché al di là
37:47del fatto che le imprese hanno bisogno di persone ma bisogna condividere linguaggi.
37:51Noi abbiamo fatto un sondaggio nelle scuole, anche scuole tecniche e professionali che in
37:567 casi su 10 i ragazzi non sappiamo che siamo il secondo paese industriale in Europa
38:00ed è un danno se ci pensate perché è su questa spina dorsale che noi possiamo costruire il
38:05futuro e quindi magari non perdere talenti che vanno via o magari ancora accogliere persone
38:10che vengono da fuori e che vogliono formarsi e lavorare nel nostro paese. Non a caso il
38:144 più 2 si ispira all'ITS e in questo momento sta molto aggregando anche studenti che vengono
38:20penso dal Nord Africa, dall'Egitto, dalla Tunisia e quant'altro che sono attratti dal nostro
38:25modo di fare formazione. Quindi il 4 più 2 è una scelta che noi condividiamo, è una scelta
38:31che condividiamo anche perché, una cosa che voglio mettere su questo tavolo, accorcia
38:37l'ingresso nel mercato del lavoro perché dopo un percorso di 4 anni più 2 anni, diciamo
38:42se si sceglie l'opzione ITS a 20-21 anni si è già dentro il mercato del lavoro, tra
38:47l'altro con importanti risultati occupazionali, se ricordiamo che l'ITS in quasi lo 90% dei
38:54casi occupa entro un anno dal diploma, ma poi soprattutto perché l'Italia sconta la più
38:59bassa età lavorativa in Europa. Il periodo lavorativo siamo a 32,9 anni, la media europea
39:06è 36,9 anni e pensate a quante connessioni ci sono con l'età lavorativa, tutto il tema
39:10del welfare, delle pensioni. Quindi se noi riusciamo ad allungare il delta in cui i nostri
39:16studenti, poi lavoratori, riescono a contribuire, articolo 4 della Costituzione, alla nostra
39:21crescita materiale e spirituale, facciamo soltanto un'operazione positiva per il Paese.
39:26Tre punti però, ecco, quindi diciamo dal punto di vista delle imprese, noi siamo felici
39:34che ci sia questo tipo di approccio, ovviamente è un approccio che si lega a una condizione
39:41europea, a una sorta di panoramica europea in cui l'Italia non è più passiva ma inizia
39:45ad essere attiva, mi spiego meglio. Qualche giorno fa, il 12 settembre, è stata fermata
39:49la dichiarazione di Erning da 39 ministri dei Paesi europei, ma anche dei Paesi della nostra
39:54economica, dei Paesi candidati e se andate a rileggere questi punti che sono molto brevi,
40:01riprendono esattamente molte delle cose che sono in questo provvedimento, quindi un ruolo
40:05più forte delle parti sociali nelle relazioni con le scuole, un miglioramento anche dell'attrattività
40:11anche attraverso dei cambi di nome del VET, in Europa si chiama VET, quindi Vocational
40:15Educational Training e soprattutto un approccio nuovo agli insegnanti, quindi alla formazione
40:20degli insegnanti, su cui poi tornerò, ma andando in giro per i Paesi europei, ho la
40:26fortuna di essere anche agente CEDFOP, quindi dell'Agenzia Europea per la Formazione Professionale,
40:30sempre più ci viene chiesto di questa via italiana al sistema duale ed è interessante
40:36perché chi conosce bene gli strumenti europei di partnership scuola-lavoro intravede nell'Italia
40:42un quid in più, una peculiarità in più, che è questa connessione faticosa ma necessaria
40:47tra umanesimo e tecnologia. Quindi il 4 più 2, anche a livello reputazionale, si parla
40:53spesso di questa sfida tra tecnici e professionali, può diventare la scuola dell'umanesimo tecnologico
40:58in Italia. Anche lì, insomma, magari un giorno penseremo se ci saranno anche dei cambi di
41:02nomenclatura, si parla di licei tecnici eccetera, ma non sarà necessario se noi diamo uno spazio
41:07e dei contenuti molto chiari all'offerta con una dignità, anche dal punto di vista
41:12umanistico, del nostro percorso tecnico e professionale. Detto ciò, ci sono tre punti
41:18che non necessariamente devono ritoccare questo testo, però che fanno parte di una visione
41:24di sistema su questo tipo di azione che il provvedimento vuole portare avanti. Il primo
41:30riguarda gli ITS. Con una battuta, consentitemela, c'è un 4 più 2, ma il 2 è la parte fondante
41:36di quel 4. Il 4 più 2 è la scuola che si ispira a un modello ITS in cui le imprese
41:42sono sia parte della governance che parte della didattica. Ci sono dei docenti che provengono
41:46dai lavoratori, dai manager dell'impresa, dei presidenti dell'ITS che vengono dai sistemi
41:53imprenditoriali e quindi si prendono una responsabilità diretta all'interno di un segmento riconosciuto
41:58che da un titolo di studio legalmente riconosciuto del nostro sistema di istruzione. Ecco, questo
42:032, ecco, il 4 più 2 e quel 4 può essere un 2 al quadrato, quindi è un ITS che ha generato
42:09e che porta questo patrimonio all'interno della scuola. Benissimo quindi che diventi ordinamentale,
42:14ma l'ITS è la locomotiva e bisogna prendersene cura. Soltanto due dati. Nel 2020 gli iscritti
42:18l'ITS erano 9.000, adesso ne abbiamo 45.000. Finirà il PNRR e abbiamo un fondo ordinamentale
42:25di 48 milioni che non dico deve diventare 5 volte di più, però ecco va incrementato per rispondere
42:30a questa esigenza. Ha maggior ragione se guardiamo verso il lungo periodo, perché il 4 più 2 nasce
42:36anche per aumentare il bacino di studenti che poi accede all'ITS. Non è obbligatorio, però
42:40tendenzialmente se l'ITS si gioca bene le sue carte, orienterà anche i ragazzi della filiera
42:46a iscriversi all'ITS. Ecco, non saremmo responsabili se non ci disesimo tra di noi che con un fondo
42:52ordinario di questo tipo non riusciremo a coprire questa domanda. Quindi iniziamoci a pensare,
42:56insomma tra un po' ci saranno tutte le discussioni della legge più importante dell'anno.
43:00e questa è una cosa che vogliamo sottolineare. Il punto 2 riguarda sempre la struttura
43:06della legge 121 del 2024 che poi ha costruito l'impianto della filiera 4 più 2. La filiera
43:144 più 2 finalmente ha, dopo 12 anni di assenza, ripristinato una direzione generale per istruzione
43:20tecnica al Ministero dell'Istruzione del Merito. Ma ci aggiungo un pezzo in più. Questo pezzo
43:24è la struttura tecnica di missione. Questa struttura tecnica è fondamentale. È una struttura
43:30tecnica che è partita, ma che va ancora configurata nella sua pienezza, quindi dai componenti alle
43:35funzioni pratiche. Però avrà proprio la responsabilità del primo approccio alla progettazione didattica,
43:43quindi al miglioramento della didattica. Ma poi la legge dice nel creare queste sinergie
43:47tra le scuole, gli ITS e le imprese. Quindi diventa una cabina di regia fondamentale. Una
43:53cabina di regia che servirà anche per garantire l'adesione di nuove scuole. Perché è vero che tutte
43:58le scuole adesso possono, con una lettera al Ministero, poi non sappiamo nella pratica
44:02come sarà, candidarsi per aprire la loro classe di filiera. Però ci saranno degli standard.
44:07Quindi è meglio lavorare prima per fare in modo che gli standard siano raggiungibili,
44:12piuttosto che dire a un preside che non può attivare la scuola perché gli mancano dei requisiti.
44:18Ecco, la struttura di missione diventa fondamentale. E su questo chiediamo di velocizzare tutti
44:22gli iter che poi porteranno a una struttura che potrà lavorare, ovviamente, e su cui noi daremo
44:27la massima collaborazione. Un terzo punto e ultimo di questa prima carrellata riguarda
44:33gli IFP. Perché all'interno della filiera gli IFP, quindi istituzione e formazione professionale,
44:38ha un ruolo fondamentale. Tra l'altro il 4 più 2 nasce idealmente soprattutto tramite
44:43una riflessione degli IFP che, come sapete, un ragazzo che adesso prende un diploma di IFP
44:48poi deve fare un anno di scuola ordinamentale, potremmo dire, per accedere all'esame di Stato,
44:55adesso esame di maturità. È un anno che si perde nella logica che dicevamo prima di
44:59entrare il più possibile velocemente nel mercato del lavoro. Tra l'altro gli IFP sono
45:05quel segmento del nostro sistema di formazione più difficile per il tipo di candidatura e
45:11la richiesta delle imprese. Se voi pensate, la domanda di diplomati IFP nella moda e nella
45:16meccanica è tre volte l'offerta di studenti. Quindi è un segmento che va rafforzato e che va
45:22anche nobilitato, passatemi questo termine, con una adesione vera all'interno della filiera
45:27che stiamo ancora aspettando. Il primo passaggio che si può fare è proprio l'esame di maturità
45:32perché l'accesso all'esame di maturità va regolato e ci saranno degli iter in questo
45:39momento in corso che devono andare un po' di corsa perché per attivare la possibilità
45:44che anche i ragazzi che aderiscono a una filiera attraverso il loro IFP possano fare l'esame
45:48di maturità, si deve coinvolgere invalsi, bisogna fare tutta una serie di operazioni,
45:53però bisogna farle il più velocemente possibile perché, vi ripeto, in tutto il grande calderone
45:59del mismatch la parte più difficile in questo momento, le persone più complicate da trovare
46:03sono quelle che vengono dall'IFP che tra l'altro, e chiudo su questo punto, sono anche la parte
46:09del nostro sistema di istruzione e formazione che più sa riconfigurare e quindi ridare prospettive
46:15le persone che avvengono da fragilità educative e anche materiali.
46:20E quindi è un punto molto importante per andare, i dati sui NIT sono in miglioramento,
46:24ma fin quando ce ne sarà uno ne saremo responsabili del fatto che sono persone che non studiano,
46:28non lavorano e non sperano neanche di poterlo fare.
46:31Quindi questo è un punto che vogliamo mettere.
46:33Invece sul testo, e qui veramente chiudo, sul punto che riguarda la formazione degli insegnanti,
46:38quindi parlo dell'articolo 1,7, benissimo che ci siano 3 milioni in più per la formazione
46:45dei commissari dell'esame di Stato, un esame di Stato, un esame di maturità che prevederà
46:50correttamente, quindi riprendendo una tradizione che viene consolidata anche la parte di formazione
46:56scuola-lavoro, quindi un ragazzo che si presenterà, una ragazza dovrà raccontare anche la sua esperienza.
47:01Ecco, è importante che questi commissari però possano accedere anche a un tipo di formazione
47:05scuola-lavoro. Noi abbiamo nel nostro sistema Confindustria un po' di esperienze interessanti,
47:10li chiamano stage scuola-lavoro ma è ovviamente un uso improprio, però che cosa chiediamo?
47:15Che si possa aggiungere nel testo un riferimento che tra i moduli di formazione obbligatoria
47:20per i commissari dell'esame di maturità ci sia anche questo. Questo perché lo fanno già
47:25i docenti tutor e i docenti orientatori, però uno dei problemi veri che riguarda la diffusione
47:30di una formazione scuola-lavoro, la chiamo già così, di qualità, è la difficoltà
47:34di contemplare gli stessi linguaggi, le stesse tempistiche, perché un'azienda parla in un
47:38modo, la scuola parla in un altro e avere delle persone che anche in sede d'esame, come
47:43adesso nell'ITS, siano preparate venendo magari da molte visite aziendali o da un percorso
47:48di coprogettazione con le imprese, per noi sarebbe un valore aggiunto, perché tutto il
47:53tema, e qui chiudo, del 4 più 2 si fonda su una condivisione culturale di questa novità.
47:59Una condivisione culturale su cui questo provvedimento può fare molto, quindi ripeto
48:04per noi è un provvedimento positivo, ecco con qualche accorgimento in più può veramente
48:08diventare una grande rivoluzione nel nostro sistema educativo, ecco come ho detto prima
48:13l'Europa ci guarda e in questo momento sembra anche apprezzare questo sforzo che tutti stiamo
48:17facendo. Grazie.
48:18Grazie a lei per gli innumerevoli stimoli che ha dato alla Commissione, voglio dire perché
48:23veramente un fiume in piena di grandissimo interesse, peccato che abbiamo poco tempo.
48:28Ho accelerato apposta, perdonate, la versione rap.
48:32No, no, ma sì, sì, subito, poi dobbiamo dire che è fonte di soddisfazione ricevere dei
48:37dati di questo tipo da un'associazione così autorevole e importante rispetto alle scelte
48:41normative del Governo attuali che poi sono state oggetto del lavoro di questa Commissione.
48:47Quindi immagino che i colleghi ora vogliono intervenire con le loro domande, prima la senatrice
48:52Aloisio e poi la senatrice Buca.
48:54Finisco, Ella.
48:58Prego.
49:00Sì.
49:03Ne ringraziate il relatore che è stato altamente scientifico ma anche chiaro nell'esposizione.
49:12però io le volevo chiedere una domanda perché abbiamo poco tempo.
49:16I NET, cioè coloro quali che non studiano e non fanno, avete fatto già un progetto per
49:22come rendere la possibilità, cioè più agile l'immissione di questi ragazzi, come recuperarli?
49:29Perché l'aspetto che mi interessa di più è questo, i giovani che sono rimasti ingambiati
49:35nella famiglia, quindi una scuola aperta, cioè questo che mi interessa è mettere in relazione
49:41anche gli istituti, la scuola con il territorio.
49:45Grazie.
49:46Io sarò velocissima, Presidente, solo per ringraziare il dottore Balsamo perché averlo sentito
50:02è stato come una doccata di benessere.
50:07Il 4 più 2 è sempre stato qualcosa che io ho sempre amato nel momento della costruzione,
50:17della nascita e poi portarlo sui territori a far capire, io mi occupo di scuola a 360 gradi,
50:24quindi far capire e portare questa ventata di novità e soprattutto questa possibilità
50:32di garanzia per il futuro dei nostri giovani.
50:37Quindi la ringrazio veramente, la ringrazio per la sua preparazione e per la sua esposizione
50:45in maniera chiara, corretta e l'ultima cosa che le volevo chiedere è se può lasciare
50:52un contributo scritto perché è importante, quantomeno io lo legga costantemente e mi conforti
51:00che lei porta la presenza di una sigla così importante, questa sigla rappresenta il tessuto
51:10nostro economico in Italia per cui le sue parole hanno un peso importantissimo.
51:18Grazie.
51:18Grazie, grazie per le vostre parole, la sensazione anche, questa è partita già nel 2022 quando
51:28è stata votata la riforma dell'ITS, su questi temi insomma c'è molta convergenza e quindi
51:34noi abbiamo il compito di mettere insieme tutte le milioni di energie su questo, sui NIT
51:38rispondo subito perché uno dei temi è esattamente gli IFP, gli IFP possono portare, gli IFP penso
51:44alle scuole salesiane, a tutto questo mondo che diciamo è molto sul territorio, vanno
51:49integrate proprio per questo motivo, istruzione e formazione professionale, sono gli istituti
51:54quelli di competenza regionale, quindi a quel punto, esatto, lei parlava di territorio quindi
52:00a maggior ragione diciamo in molti ambiti sono...
52:02Sì sì, su questo allora se diventa ordinamentale sarà più facile ma già ci sono tantissime
52:17esperienze, ecco il nostro obiettivo è metterle insieme e dargli uno schema per cui tu non stai
52:21diciamo navigando nel deserto ma stai facendo una cosa di sistema, però ecco lo dicevo prima
52:26non bisogna lasciare indietro nessuno, abbiamo già pochi giovani, se poi abbiamo dei giovani
52:30che non collaborano è ancora un punto difficile e niente vi ringrazio, vi ringraziamo anche
52:37con la dottoressa Rosati, a presto.
52:39Grazie a lei, grazie a voi, spieghiamo ancora di averla in commissione, di avere il suo contributo,
52:43grazie.
52:45Dichiaro chiusa la seduta.
52:46Grazie.
52:47Grazie.
52:48Grazie.
52:49Grazie.
52:50Grazie.
52:51Grazie.
52:52Grazie.
52:53Grazie.
52:54Grazie.
52:55Grazie.
52:56Grazie.
52:57Grazie.
52:58Grazie.
52:59Grazie.
53:00Grazie.
53:01Grazie.
53:02Grazie.
53:04Grazie.
53:07Grazie.
53:08Grazie.
53:09Grazie.
53:10Grazie.
53:12Grazie.
53:13ti.
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