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  • 6 mesi fa
Il documentario "L'Italia vista dal cielo - Napoli" di Folco Quilici, realizzato nel 1975, fa parte di una serie di 14 filmati che mostrano le bellezze paesaggistiche, artistiche e architettoniche d'Italia attraverso riprese aeree effettuate in elicottero. La puntata dedicata a Napoli, come le altre della serie, è stata commissionata e finanziata da Esso Italiana. Le riprese offrono uno sguardo inedito sulla città, evidenziandone la struttura urbana, il patrimonio storico e culturale, e il paesaggio circostante.

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Trascrizione
00:00Il Pino, il mare, il lungomare, il Vesuvio sullo sfoglio. Non si può sbagliare. Sono
00:12le cartoline illustrate più celebre del mondo. E tuttavia questo paesaggio, proprio per il
00:17fatto di essere così universalmente conosciuto, è proprio il più misconosciuto. Forse perché,
00:24prima di essere una città, Napoli è una categoria umana. Il suo connotato più rilevante
00:29resta l'imprevedibilità. Per cui, più di ogni altra, questa città ha favorito e continua
00:35a favorire, con la sua permanente contrapposizione di paesaggio, di storia, di costumi, di vita,
00:41un'abbondante fioritura di luoghi comuni.
00:42Eppure, poche città come Napoli, e meglio lo si scopre sorvolandola dall'alto, possedono
01:01l'impianto di una metropoli e le caratteristiche di una vera capitale.
01:31Napoli-Metropoli è l'altra faccia della cartolina illustrata, una realtà non meno
01:40autentica e vera. Se ogni città possiede la sua chiave segreta, che permette di capirne
01:47l'umore e di cavarne un giudizio, quella di Napoli sembra andata smarrita e ciascuno
01:51potrarvi le più libere interpretazioni. Dai contrasti, in fondo, la città fermenta
02:10e forse un po' se ne compiace. Ne ha fatto quasi una regola di gioco, il suo costume di
02:15vita. Contrasti che non solo Napoli, ma tutta la regione ci offriranno di volta in
02:21volta lungo tutto il nostro itinerario dal cielo. Litorali ampi ed estesi, boschi fitti
02:30di verde. Località dove, a pochi passi da testimonianze di remote civiltà che arretrano
02:37nel tempo sino a confinare col mito, il mondo industriale, realtà di domani, ha posto già
02:42le sue radici. Varietà di coste rocciose levicate dall'impeto del mare, che si avvicendano ad
02:49aspetti di un paesaggio fluviale, piatto e abbandonato. Contrade che sembrano rimandarci
02:57l'immagine di una tranquilla e immobile realtà e già invece toccate dai simboli vistosi di
03:03un mondo avveniristico che preme e incalza.
03:33Grazie a tutti!
03:40Grazie a tutti!
03:48Grazie a tutti!
04:18Campania Felix e si pensa per analogia a certa lussureggiante vegetazione del sud,
04:27ma sorvolando il crinale degli Alburni, i monti che attraversano il Cilento, si avverte subito
04:32quanto la definizione risuoni falsa o in ogni caso esagerata.
05:02Qui, nel cuore segreto della Campania, abitato un tempo dalle prime popolazioni italiche, il
05:13paesaggio è insieme diverso e uguale, mite e austero, selvaggio e ridente.
05:19Qui, come in molti altri punti della Campania, la terra ha talmente una sua previnenza e si
05:41sarebbe tentati di dire una prevaricazione, da appropriarsi talvolta anche dell'opera
05:45dell'uomo e trasformarla quasi in un altro connotato di natura.
05:50I ponti vanvitelliani della valle di Maddaloni, ad esempio, la più importante realizzazione
05:55dell'acquedotto carolino, sono così assimilati al paesaggio da sembrare anch'essi un evento
06:00naturale.
06:00Sul mare, il confine meridionale della regione gravita attorno a Sabri.
06:25Qui, poco più di un secolo fa, si concluse tragicamente l'impresa insurrezionale di Carlo
06:30Pisacane e dei suoi 300 compagni.
06:35Sbarcarono su questa spiaggia, portati da aspirazioni di libertà e indipendenza.
06:39Il loro sacrificio ha fatto di quella avventura un mito, che sopravvive legato per sempre ai
06:45luoghi di questa costa, uve storia e leggenda si confondono in continue diverse suggestioni.
06:50Il mito virgiliano celebra i suoi trionfi a capo Palinuro, che prende appunto il nome
06:59dal pilota Denea che qui perse la vita.
07:03Quello stesso mito che ritroviamo con più sua dente giustificazione al nord di Napoli.
07:10Il cielo appare appena laddove, a Cuma, la leggenda poneva l'antro della Sibilla.
07:15Quel cielo che si riflette nelle acque immote del lago d'Averno, dove gli antichi posero
07:22l'ingresso della discesa agli inferi.
07:28Il promontorio di Miseno, un nome ancora a ricordare uno sventurato compagno di Enea.
07:33Oltre queste rocce, la costa dolcemente declina e si appiattisce fino alla foce del Garigliano.
07:53Un paesaggio marino, dove si respira una placidità che si direbbe di laguna,
08:00nel silenzio delle pinete che si spingono verso gli arenili.
08:02Ripercorriamo gli itinerari di quei primi viaggiatori celebri
08:20che si avventurarono in passato alla scoperta del nostro sud.
08:24Da Brydon a Goethe, da Stendhal a Gissing, da Swinburne a Chateaubriand,
08:29i loro epistolari, diari e rapporti ricchi di trasfigurazione fantastica
08:34testimoniano dell'epoca in cui viaggiare era sfidare lo spirito del tempo.
08:43Era quel viaggiare di allora un'arte difficile,
08:47inimmaginabile per chi oggi dispone invece di tali e tante facilità
08:50da rendere familiari gli stessi luoghi ieri quasi inaccessibili.
08:54Ma proprio questo li ha anche resi però vulnerabili all'erosione
08:59di un certo tipo di turismo di massa.
09:03Capri, la più prestigiosa delle isole del Golfo Partenopeo
09:07e certamente la più esposta a questo genere di rischi.
09:10Il Golfo Partenopeo
09:40Il Golfo Partenopeo
10:10Architettura sottomarina, ad aprirsi e svelarsi
10:30nell'ombra e nella luce di quel cielo liquido subacqueo
10:33che circonda Capri e quasi rovescia la dimensione naturale delle cose.
10:37Ischia, una bellezza diversa, meno appariscente e più discreta,
10:50ma non per questo meno povera di suggestioni evocative.
10:53Voliamo da Sant'Angelo sulla costa di Ponente a Forio
11:10che degrada lungo le ultime pendici del Monte Epomeo fino al mare.
11:13Case bianche ripetono un identico stile in tutte le cittadine dell'isola.
11:43Pinete, rocce, coste, terme, litorali, su cui domina il castello aragonese
11:49dove l'amata di Michelangelo, Vittoria Colonna, andò sposa a Ferrante d'Avalos.
11:55A poche miglia di mare si intravvede Procida.
11:58La tetramole di un penitenziario incombe sulla costa e sul paese.
12:02Sorvoliamo qui un paesaggio isolano meno noto,
12:08ma forse più autentico di quello delle più celebrate con sorelle.
12:16La cartolina, o diciamo pure un certo cliché turistico,
12:20è sempre il grande pericolo di questi luoghi straordinari.
12:23E tuttavia, dall'alto, le prospettive si ricompongono
12:26e il paesaggio ritrova facilmente la sua vera e perenne autenticità.
12:32Come in tutta la costiera sorrentina,
12:36che dalla cittadina di Vico e Quense,
12:38si snoda di fronte a quel mare liscio e compatto
12:41che Shelley, disperatamente romantico, vide non calpestato.
12:52Sorrento, chiara e aperta come una terrazza a mare.
13:02Connotati quasi urbani,
13:05che il paesaggio subito perde
13:06per assumere un volto più romanticamente selvaggio.
13:09Sorrento, chiara e aperta come una terrazza a mare.
13:39e una scenografia presepiale.
13:45Ecco Praiano.
13:47Le sue insenature frastagliate preludono al ballone di furore,
13:51dove il pittoresco e l'orrido si fondono in un'unica visione apocalittica.
13:54Amalfi, la più antica repubblica marinara,
14:09ancora mescola e rimanda echi orientali e attrattive nordiche.
14:13Non per nulla vi soggiornò Ibsen
14:15e gli stranieri vengono d'inverno
14:17a trascorrervi prolungate vacanze
14:19all'ombra del vecchio duomo.
14:20E giungiamo a Ravello.
14:43Qui, i richiami nordici acquistano addirittura un'evidenza scenografica.
14:47Nel parco di Villa Cimbrone passeggiò Grieg,
15:04che qui compose la primavera e numerosi leader.
15:07Nel parco di Villa Rufolo, Wagner si ispirò per il Parsifal,
15:15scoprendo in esso, riprodotti al vero,
15:18gli incanti del giardino di Clingson.
15:28Il Duomo di Maiori.
15:30Un'opera d'arte soffocata dal cemento,
15:33a testimoniare quanto l'uomo o un certo tipo d'uomo
15:36può arrivare per distruggere un patrimonio naturale e storico
15:39avuto in dono dal passato.
15:44Subito dopo è ancora l'uomo,
15:46un altro tipo d'uomo, per fortuna,
15:48a riconciliarci con noi stessi.
15:51Gli uomini di Cetara,
15:53che vivono sul mare la quotidiana fatica della pesca.
15:59Gli uomini delle colline attorno a Cava dei Tirreni,
16:02che con lavoro di secoli hanno coltivato e strappato lingue di terra
16:06alle asperità della roccia.
16:13E infine gli artigiani di Vietri,
16:15il cui campanile maiolicato sembra l'emblema di un'attività,
16:18la ceramica, che ha reso famosa la cittadina in tutto il mondo.
16:21Paesaggi a introduzione di Salerno,
16:41che chiude questo spettacoloso itinerario costiero.
16:44Ai piedi di un colle dominato dai resti del castello di Arechi,
17:06Salerno, ricca di una storia che l'ha resa gloriosa.
17:09basti il ricordo della scuola medica, operante sin dall'undicesimo secolo,
17:13è città tutta proiettata verso un futuro di traffici, industrie e commerci.
17:18Una città, insomma, essenzialmente moderna,
17:21dove vivissime sono le testimonianze del suo passato.
17:24E ne citiamo una per tutte,
17:26lo splendido Duomo col suo campanile romanico.
17:28La lacrità di Salerno, il suo fervore di lavoro e la sua ansia d'attività
17:51ci rimandano alla visione delle cittadine
17:54che oltre allo sperone della penisola sorrentina
17:56si affacciano sul golfo di Napoli.
18:03Castella Mare di Stabia e i suoi cantieri.
18:07Scafi in attesa di affrontare il mare.
18:09Altri già impiegati nel grande come nel piccolo cabotaggio
18:12che da questo golfo punta verso rotte lontane.
18:14Onde tagliate non solo da rotte commerciali
18:25e da quelle veloci, spreccianti del turismo,
18:28ma dalle antiche, lente strade della pesca.
18:39Un rapporto diretto tra l'uomo e il mare,
18:42volta a volta amico o nemico.
18:44avaro o generoso.
18:46E in questo legame semplice e profondo,
18:49la tradizione popolare, con ingenuo romanticismo,
18:51ha visto un simbolo in quella punta di Posillipo
18:54dove il mare riluce con l'intensità
18:56che una delle più famose canzoni del golfo
18:58ha fatto conoscere al mondo.
18:59Il promontorio di Nisida,
19:14con le sue rocce vulcaniche tagliate in verticale sulle acque,
19:17ci conduce a Pozzuoli,
19:19dove si riflette il ricordo di quello che fu
19:21il più grande approdo marittimo
19:22per la Roma del primo impero.
19:24Un ricordo a evocare su queste case,
19:40su questi centri,
19:41sull'intera vita del golfo,
19:43l'incombente presenza del Vesuvio.
19:44La montagna la chiamano gli abitanti dei paesi
19:52che gli ruotano attorno
19:53e dicono
19:54a montagna sta zitta,
19:56con allusione al pennacchio scomparso
19:57dopo l'ultima eruzione del 44.
19:59Adesso a localizzare il golfo di Napoli
20:08con la rossa segnalazione dei suoi riverberi
20:10e invece la colata degli altiformi.
20:13Quasi un passaggio di consegne.
20:15Quasi questa terra
20:16abbia voluto finalmente chiudere
20:17con una leggenda pittoresca e fantasiosa
20:19per restituire di sé una diversa realtà.
20:22E così il Vesuvio.
20:52Questa sorta di innocuo Moby Dick
20:54resta con la sua scenografica presenza
20:56a ricordare solo la sua passata attività
20:58di distruzione e di morte.
21:02E il pensiero allora corre subito a Pompei.
21:12Diretta testimonianza dell'eruzione
21:14che nel 79 d.C.
21:16seppellì la città di Pompei
21:17sotto una pioggia di cenere e fuoco,
21:19la lettera di Plinio il Giovane a Tacito
21:21narra di quella notte più nera ed oscura
21:24di tutte le notti
21:25e ci dà eloquentemente
21:27un'idea del cataclisma
21:28che dovete abbattersi sulla zona.
21:29un'idea del cataclisma
21:30che dovete abbattersi sulla zona.
21:31Un'idea del cataclisma
21:32che dovete abbattersi sulla zona.
21:33un'idea del cataclisma
21:34che dovete abbattersi sulla zona.
21:35un'idea del cataclisma
21:36che dovete abbattersi sulla zona.
21:36un'idea del cataclisma
21:37che dovete abbattersi sulla zona.
21:38un'idea del cataclisma
21:39che dovete abbattersi sulla zona.
21:40un'idea del cataclisma
21:41che dovete abbattersi sulla zona.
21:42un'idea del cataclisma
21:43che dovete abbattersi sulla zona.
21:44un'idea del cataclisma
21:59un'itinerario di strada in strada
22:01sino ai due grandi teatri
22:03dove il visitatore di questa città morta
22:05che sembra viva
22:06può incuriosirsi
22:07a ricostruire per proprio conto
22:08la cronaca quotidiana.
22:14e probabilmente è questo ridurre l'antico alla misura e statura dei suoi visitatori
22:22che è alle origini della fortuna e della fama universale di Pompei
22:26unica tra le copiose testimonianze lasciateci dalla civiltà romana in Campania
22:30a conservare un'affabilità e una dimestichezza
22:33quali non ci restituiscono altri reperti archeologici della regione
22:37una sensazione questa di distacco, di separazione tra passato e presente
22:43che sentiamo precisa, netta nel contrasto tra il traffico della via Appia
22:48e l'abbandono del mausoleo della Conocchia a Santa Maria Capoavetere
22:51e a poca distanza nell'identica condizione che isola le cosiddette carceri vecchie
22:56un discorso che si ripete per il grande anfiteatro di Santa Maria Capoavetere
23:08ha l'imponenza e la maestosità dei ruderi di riconosciuta importanza archeologica
23:15ma anche l'inerte freddezza delle rovine ufficiali
23:18dal tempo romano, puntando verso un'età ancora più lontana
23:25il nostro viaggio arritroso nelle antiche civiltà della regione
23:29raggiunge al suo concludersi la meta più remota
23:31qui il fascino del passato ha un unico denominatore
23:56il mistero
23:58mistero del rito, del recinto sacro
24:02mistero sigillato da un silenzio di 26 secoli
24:07e che si respira tra queste rovine in tutta la sua solennità
24:10sino al giorno in cui la pietra muta e gelosa
24:22improvvisamente ha voluto svelare un suo segreto
24:25in un cielo di pietra
24:27un uomo in uno slancio ancora vivo
24:30e altri uomini attorno a lui
24:32la tomba detta del tuffatore
24:34unico esemplare trovato finora di una pittura definita grega
24:45ma con uno stile dove si scopre a dire degli esperti
24:48un influsso locale, quella che potremmo già dire una prima arte italica
24:53ecco volti e sguardi antichi di 26 secoli
25:00hanno conosciuto l'antichissima sapienza del lavoro della terra
25:03come l'uomo che vive negli stessi campi oggi
25:06portano entrambi nei loro lineamenti un identico riflesso
25:10i loro gesti si ripetono da sempre
25:14ed hanno anch'essi la plasticità di un mondo di scavo tornato alla luce
25:18presentano la stessa remota impenetrabilità delle pietre
25:21come se insieme i paesi e le generazioni che vi si avvicendano
25:25vivessero in un'antichità sempre presente
25:28forse per questo qui qualcosa del paesaggio sembra si sia trasferita anche nell'indole della gente
25:41un senso profondo della dignità umana
25:43una contenuta fierezza di carattere
25:45che li sostiene nelle avversità e li fa discreti nelle gioie
25:48e sembra riflettersi persino in certi tratti somatici
25:51e nella maniera di gestire lenta improntata a grande nobiltà
25:55queste sono le immagini della campagna segreta
26:21stretta intorno ai suoi borghi e dove anche i nomi dei paesi
26:26ballo della lucania sicignano degli alburni
26:29restituiscono di là dalla solita iconografia delle case addossate al ridosso di un castello o di una rocca
26:34un senso di severità e insieme di osmosi con l'austerità del paesaggio
26:44il paesaggio risalendo verso l'irpinia nel cuore vero e proprio della regione
26:48non muta certe sue caratteristiche più appariscenti
26:53ecco lauro con il suo solenne castello feudale e la chiesa appollaiata sulla roccia
26:58e ci fa quasi toccare col mano la necessità e la tristezza dei flussi emigratori
27:03che a certe ore del giorno rendono questi paesi come abbandonati
27:07e aiuta a comprendere perché proprio da Avellino
27:11la città capoluogo dell'irpinia
27:13l'antica Avellinum dei romani
27:15mossero i primi moti del risorgimento in campagna
27:18e perché qui molti anni dopo
27:20la questione meridionale trovò nell'avellinese Guido d'Orso
27:23una delle sue voci più alte e persuasive
27:25da Ceppaloni alto sulla valle del Sabato a Montesarchio
27:40la montagna di Montesarchio precipita in balze coperte da boschi
27:53nel fondo valle a Levante un luogo famoso
27:56le furche caudine dove i sanniti che fondarono tutti questi centri
28:00sconfissero e umiliarono i romani
28:03i sanniti
28:07sorvoliamo ora la città che fu il loro capitale
28:10città che i romani chiamarono poi Beneventum
28:13in ricordo della vittoria su Pirlo
28:17di Roma resta nella città il ricordo e la testimonianza
28:20nell'arco di Traiano e nel teatro
28:24capitale del ducato meridionale durante l'invasione Longobarda
28:27in seguito città pontificia
28:29Benevento nell'ultima guerra
28:31fu dal cielo duramente colpita come poche città d'Italia
28:35il suo duomo ridotto in macerie è stato completamente ricostruito
28:38la sua pietra ha ancora il taglio fresco dell'opera recente
28:42per chi vi giunga immaginandola al solitario capoluogo di una provincia del sud
28:52Benevento è più di una piacevole sorpresa
28:55è l'incontro di una città fiera del suo tesoro di tradizioni storiche
28:59che sta quasi a sé come un'isola
29:02in quell'insieme di civiltà che hanno formato la campania
29:15Ecco un luogo di antica pietà cristiana
29:18che nacque innestandosi su una ancora più remota sacralità
29:21quella del tempio pagano a Diana che sorgeva nell'identico luogo
29:25è la basilica di San Michele a Sant'Angelo in Formis
29:30che sorvoliamo risalendo la regione verso nord
29:32un sovrapporsi di ere anche a Capua dove il moderno più recente
29:41si confonde tra i resti di un passato etrusco, romano e medievale
29:44e così a Sessa Aurunca dove si cammina addirittura sull'antico basolato romano
30:02L'ampio arco del nostro itinerario toccato il confine settentrionale della regione
30:06torna al sud per sorvolare la grande pianura
30:09il cui nome è terra di lavoro
30:11non si sa se le derivi più in omaggio alla sua fecondità
30:14che alla fatica dell'uomo
30:15Il Volturno la percorre tagliandola in due
30:32e le sue acque sono utilizzate per l'irrigazione e la produzione di energia elettrica
30:36Qui finalmente la definizione di Campania Felix ritrova la sua motivazione
30:52Sul terreno fresco e profondo la vita agricola vi celebra i suoi fasti
30:57e vi si vive ancora secondo i moduli di una civiltà contadina
31:00immutata nelle sue strutture profonde
31:02anche se le nuove tecniche agricole vanno soppiantando quelle più antiche e rudimentali
31:15Eppure dietro questo paravento ricco di promesse
31:18si ritrova a volte ancora una realtà per molti aspetti arretrata
31:22basta per vederla risalire la piana del Volturno
31:25e osservare, dal cielo lo si vede con chiarezza
31:28come gli appezzamenti di terreno si vadano suddividendo e frazionando sino all'assurdo
31:33Nel Matese le montagne ridiventano all'improvviso la nota dominante del paesaggio
31:43Alle palde di questi monti sono gli ideali confini della terra di lavoro
31:56la cui capitale Caserta è una città che ne racchiude due
32:00la nuova e la vecchia
32:02Caserta Vecchia è uno dei più strepitosi esempi in Italia di città abbandonata
32:14vive la sua vita di vecchio borgo longobardo ormai deserto
32:18e ci restituisce un'allucinata e sognante area di sortilegio
32:22A valle sorge la monumentale reggia di Bambitelli
32:27Scenogratica architettura di un palazzo che non accende però emozioni profonde
32:47accanto ad una reggia abitualmente gravita tutta una città un mondo
32:52qui sembra invece che solo un gioco o un capriccio
32:55abbia guidato la costruzione di un complesso che se ci lascia ammirati per la sua razionale imponenza
33:00al tempo stesso ci sorprende per la sua mancanza di radici storiche
33:04tutto risponde ad un concetto di regalità e grandiosità
33:25ma tutto involontariamente sottolinea l'assenza di un legame più intimo e diretto
33:30tra una città e il suo passato
33:33A Napoli invece dove il nostro viaggio era iniziato e ora si conclude
33:38questo legame è continuo, viscerale e affascinante
33:46Forse in nessun altro luogo del mondo si ritrova con la stessa evidenza che acquista a Napoli
33:51la testimonianza di un rapporto immediato tra i cittadini e la città
34:02Spacca Napoli, una folla pittoresca, geniale, fertile ed inventiva
34:06sembra quotidianamente accreditare con parole, gesti, canti e atteggiamenti
34:10la sua duplice singolarità alla Giordano Bruno
34:13Scoprire la gioia di vivere nella sua deprimente miseria
34:16e trovare nelle sue scarse felicità un invito alla malinconia e alla disperazione
34:21con una città iniziata a fare un'amica
34:33e il tryinge di fare un'amica
34:45Personaggi di quel mondo napoletano che vive o si contenta di poco più di noi e perciò
35:06in certe strade il cibo è rimasto un cibo povero economico si direbbe primordiale e
35:12la folla dà l'impressione di intendersi a misteriosi segni come le formiche, le api
35:16ma proprio in questo quartiere dove tutto è vita e dove la strada brulica di mille occhi,
35:31mille incontri, mille illusioni e di promesse, slanci, ripulse, paure si leva una delle più
35:37suggestive cittadelle del silenzio il chiostro di santa chiara tempio angioino carico di glorie e
35:45memoria un fresco e biondo odor di pergola una luce senza tempo e senza misura umana
35:57la decorazione a smalto del settecento riproduce maschere del tempo e scene di taverne e di caccia
36:09e di pesca immagini che potrebbero quasi a conclusione del nostro viaggio costituire il
36:17simbolo figurativo della regione che certo in molto sembra immutata se non ci sollecitassero a una
36:23diversa e più vera e augurale indicazione le immagini della realtà d'oggi. Una realtà fatta
36:34di movimento ma che proprio in questo fermento meglio esprime e suggerisce l'emigrazione morale
36:40del mezzogiorno una terra finalmente in cammino.

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