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  • 7 mesi fa
Il film "L'Italia vista dal cielo - Emilia Romagna e Marche" di Folco Quilici, realizzato nel 1975, è uno dei 14 documentari della serie che ritraggono le bellezze paesaggistiche, artistiche e architettoniche d'Italia attraverso riprese aeree. In particolare, questo film si concentra sulle regioni Emilia-Romagna e Marche, mostrando le loro caratteristiche uniche viste dall'alto, con particolare attenzione a città, borghi, campagne e coste.
La serie, commissionata dalla Esso Italiana, è nata dalla collaborazione tra Folco Quilici e Lorenzo Cantini e si avvale della tecnica dell'Helivision, sviluppata da Albert Lamorisse, per stabilizzare le riprese effettuate da elicottero. I commenti ai filmati sono affidati a importanti figure dell'epoca come Cesare Brandi, Mario Praz, Italo Calvino, Guido Piovene, Michele Prisco, Ignazio Silone e Mario Soldati.

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Trascrizione
00:00...la piedi, gruppo a 4 secondi, 1, 2, 4...
00:30Prima ancora di incontrarci con questa terra, ci troviamo con la sua gente.
00:47Non è un caso e tantomeno un incontro di categoria fra abitatori dell'aria.
00:52Una scampagnata dal cielo in una giornata di festa, che forse finirà con una merenda sull'erba.
00:57In ogni caso, una presentazione pittoresca del carattere degli abitanti di queste pianure e di queste città, ma niente di più.
01:22Il fatto è che non ci è mai accaduto in altre regioni d'Italia e del mondo
01:25di imbatterci in una lieta brigata di uomini e donne che scelgono questo
01:29fra i molti modi possibili di passare in allegria un giorno di libertà.
01:36Ci è accaduto qui, all'inizio del nostro nuovo itinerario, alla scoperta dell'Italia vista dal cielo.
01:42La scoperta dell'Italia è un'altra scoperta dell'Italia.
01:46La scoperta dell'Italia è un'altra scoperta dell'Italia.
02:16La scoperta dell'Italia.
02:22La scoperta dell'Italia è un'altra scoperta.
02:27Grazie a tutti.
02:57Grazie a tutti.
03:27Grazie a tutti.
03:57Grazie a tutti.
04:27Tuttavia un salto vertiginoso di abitudini, di mentalità, di valori.
04:32Grazie a tutti.
05:02Grazie a tutti.
05:32Grazie a tutti.
06:02Emilia, Marche, Romagna.
06:04Ma quali sono in realtà i loro confini?
06:07Le opinioni sono discordisi che a rigore si potrebbe parlare di una Romagna toscana, di una marca romagnola e di un'Emilia lombarda.
06:15Se Emilia e Marche sono nomi che sono nomi che esprimono quasi la storia naturale delle due regioni, Romagna, scrive Bacchelli, è nome tramandato a tutt'oggi per motivi di affetto.
06:26È nome tutto storico, anzi poetico.
06:29Bologna.
06:59con al centro la basilica di San Petronio, il palazzo di Re Enzo e quello del comune.
07:06Ma Bologna, la dotta Bologna, è più antica del suo medioevo e della sua famosissima università
07:12e nel suo centro il solco profondo delle strade, ben visibile solo dall'alto, delinea ancora
07:18il grande rettangolo dell'accampamento romano da cui la città nacque nel 191 a.C.
07:24Bologna cresce e attorno ai vecchi quartieri dilaga il cemento armato della città industriale.
07:33Negli ultimi vent'anni il numero dei suoi abitanti è raddoppiato, da 250.000 a mezzo milione.
07:43Qui a Porta San Felice correvano le mura, oggi scomparse. A indicarne il percorso ci sono
07:48i platani dei viali di circonvallazione e a commemorarle rimane ancora l'arco della porta.
07:54Di qui passava la via Emilia, una delle più nobili e antiche strade d'Italia, arteria
08:00vitale dell'intera regione. Le strade in questa vasta pianura disegnano la trama dello sviluppo
08:06civile e ne testimoniano i grandi momenti storici. Dove la Flaminia tocca l'Adriatico, l'arco
08:13di Augusto a Fano ricorda il primo fiorire di questa città dovuto alla sua fortunata posizione
08:18stradale. A Rimini un altro arco romano segna il punto di raccordo fra la via Flaminia
08:25e la via Emilia e nel flusso secolare degli scambi e dei traffici lungo queste strade
08:30i caratteri di Emilia, Marche e Romagna si sono fusi gradatamente. Ha scritto Corrado
08:37Alvaro. La via Emilia non è soltanto una strada di transito ma una via familiare. Vi
08:43si legge la vita di queste regioni, il loro costume, le loro abitudini. È una via dove
08:49si sentono gli uomini con i loro pensieri. Viaggiare sulla via Emilia è mettersi in rapporto
08:54con un popolo. La via Emilia corre per la distesa campagna. Divide le città all'interno
09:05ma le congiunge le une alle altre in quella che gli urbanisti considerano ormai una città
09:10regione. Reggio Emilia, simili l'una all'altra a guardarle dal cielo queste città agricole
09:19della pianura emiliana e tuttavia tanto diverse a vederne da vicino i segni del loro antico
09:24orgoglio di capitali, i palazzi, le chiese, le piazze. Questa di Carpi, piccola città,
09:32è una delle più grandi d'Italia. Luogo di convegno e di mercato per tutti, per chi
09:37vive entro la cerchia urbana e per chi viene dalla campagna. Passò di qui agli inizi
09:42del Settecento un viaggiatore d'eccezione, Montesquieu. A ogni stazione di posta una bella
09:50città, in tutte una grande piazza, perché la maggior parte di queste città furono fondate
09:57dai romani e come dice Vitruvio, nel costruirle si pensava prima di tutto a farci una bella
10:03piazza come principale luogo di incontro e di raduno. Ogni città la sua piazza, ogni
10:13piazza la sua cattedrale. Il Duomo di Piacenza, uno dei grandi monumenti di quel severo e armonioso
10:22stile romanico che fiorì in Emilia nel Medioevo. Chiese che non hanno autore, tutti concorsero
10:33ad edificarle, il comune, il clero, le corporazioni, la gente. Esse esprimono realmente l'anima
10:39di una civiltà. Anche la cattedrale e il battistero di Parma non hanno autore e anche
10:46qui per due secoli un'intera città partecipò alla loro costruzione. Ma fra i molti artisti
10:51ignoti, uno, notissimo architetto e scultore, vi lavorò per 60 anni a decorarli, Benedetto
10:58Antelami.
10:59Un poeta di Parma, Attilio Bertolucci, così ci parla della sua città.
11:12Ecco, circondata dai suoi monumenti, ecco la città ricca di umori nella terra e negli
11:18uomini. Qui nacque Verdi. Città segnata non solo dall'architettura sacra, ma anche civile,
11:25come testimonia il seicentesco palazzo della pilotta, fiero ed elegante. Palazzi e cattedrali
11:32s'accordano nel ricordare che Parma fu una capitale e s'accordano senza perdere ognuno
11:39della propria autonomia.
11:40Parma capitale. Il grande palazzo che fu Villa Ducale nel secolo XVII ne è forse il simbolo
11:58più eloquente. Al suo interno lo storico teatro e il cortile dove si giocava la pelota,
12:04donde il nome del palazzo, evocano ancora i fasti della vita di corte dei Farnese e dei
12:08Borboni. Anche Modena fu una capitale.
12:20Delle cattedrali della via Emilia, questa di Modena è la più antica. La costruzione,
12:25iniziata il 9 giugno 1099, durò tre secoli. Artisti di una stessa famiglia vi lavorarono
12:31per generazioni. Il più illustre fu lo scultore Villigelmo, con lui i suoi scolari, dopo di
12:37lui i suoi figli e nipoti. Circa 300 anni dopo l'anno 1000 si ebbe nelle
12:44gaglie, specialmente in Italia lungo la via Emilia, una forte attività nell'edificare
12:50basiliche. Sembrava che tutta la terra, scrollatasi di dosso le ombre dei secoli bui, volesse avvolgersi
12:57nella bianca veste delle case di Dio. Così scrisse di queste cattedrali alla fine del
13:04300 un monaco benedettino, Raoul Glebert, che tutte le aveva visitate andando pellegrino
13:09dalla Borgogna fino a Roma. Un tempo capitale di un Ducato, oggi Modena è la capitale
13:16dell'automobilismo sportivo. Sfioriamo la pista del suo autodromo per seguire da vicino
13:20un collaudo. Ferrari, Maserati, Oscar, Lamborghini, Tecno, Stanguellini, De Tommaso. Nomi, macchine
13:28famose nate dalla passione di pochi uomini in fabbriche di origine artigiana, tutte nel
13:33raggio di pochi chilometri attorno a questa pista. Qui a Modena hanno avuto il loro battesimo
13:38quasi tutti i più noti protagonisti di questo sport, uomini e motori.
13:58Ma non è soltanto il rombo solitario dei bolidi da corsa e invadere il silenzio della
14:05campagna. Centinaia di chilometri di autostrade con i loro raccordi percorrono queste regioni
14:12e contribuiscono a trasformarne rapidamente l'economia, il costume e il paesaggio, la natura
14:18e l'uomo. Proprio qui, nel cuore di queste regioni, il nord e il sud della penisola, così
14:31come l'Adriatico e la Valle Padana, si incontrano e si saldano in un unico sistema di comunicazioni
14:36e di traffici. Le trasformazioni investono anche l'economia agricola tradizionale. All'antico
14:48familiare rapporto dell'uomo dei campi con la sua terra, si sostituisce la vasta uniformità
14:53delle grandi colture agricole meccanizzate. Qua e là, la geometria delle biolche scandite
15:09dai vecchi filari resiste tuttavia all'incalzare di mutazioni inarrestabili. E vi sono persino
15:16dei campi, nei pressi di Imola, che a guardarli dall'alto rivelano ancora il tracciato della
15:20partizione delle terre assegnate qui da Giulio Cesare ai suoi legionari.
15:37Alla ricca agricoltura della bassa fa riscontro la difficile, povera condizione contadina della
15:43lunga fascia appenninica. Attorno alle terre ancora coltivate è evidente la rivincita della
15:49brughiera. Qui l'abbandono dei campi ha assunto le proporzioni di un esodo. Fra le molte ragioni,
15:56una decisiva, è che le ragazze non ci stanno più a fare l'amore con i contadini,
16:01né basta dire ti sposerò, è proprio ciò che esse non vogliono.
16:19Fra città e città o a ridosso dei vecchi insediamenti, le zone industriali in espansione
16:31portano nuovo lavoro e nuova ricchezza, ma creano nuovi problemi, dall'inserimento umano
16:37all'equilibrio naturale, dalla salubrità dell'ambiente alla salvaguardia del patrimonio
16:42paesistico. Assediata dalla urbanizzazione del territorio, ecco una delle ultime isole
16:51di verde di queste pianure. Voliamo sulla pineta di classe, la divina foresta spessa e viva
17:02di cui narra Dante.
17:32In una terra dove la storia fu sempre tanto intensamente e sanguinosamente vissuta, in
17:41solitudine, alti sulla pianura, monasteri, chiese, abbazie, ci parlano ancora di coloro
17:48che rifiutarono la violenza dei tempi per cercare rifugio in opere di pace e nella meditazione.
17:55Molti di questi monumenti isolati nel paesaggio sopravvivono al tempo in silenzio e sono quasi
18:00sconosciuti, come l'abbazia di Rossena, nell'Appennino Emiliano, e come il monastero di Fiastra
18:07nelle Marche, che fu centro importante della cultura benedettina del secolo XIII ed oggi
18:13del tutto in abbandono.
18:14Solitudine e incuria lasciano questi monumenti alla mercede le ingiurie del tempo, ma a differenza
18:32di altri più accessibili e famosi, li preservano dalle ingiurie degli uomini.
18:36Pomposa sorse nel V secolo dopo che la Valle Giralda, una delle antiche foci del Po, fu prosciugata
18:47per volere di Aureliano, vescovo di Ravenna. Per un millennio la sua solitudine rimase inviolata.
18:54Oggi, come si vede, non più. Solo per un raggio di 500 metri e solo da pochi anni, una
19:02legge ne protegge i prati all'intorno da nuove costruzioni.
19:26Ravenna.
19:26È da almeno due millenni e mezzo che questo nome risuona senza la minima variante, con
19:32la stessa immutabile fissità di quello di Roma. È da un millennio e mezzo che alcuni
19:37suoi monumenti restano intatti, a ricordare che qui fu il punto d'incontro di due grandi
19:42civiltà, Roma e Bisanzio.
19:48Da San Vitale, avamposto in Europa dell'edilizia religiosa bizantina, a Santa Pollinari in classe.
19:55Basiliche e mausolei, dove si conservano alcuni dei più favolosi tesori dell'arte del mosaico.
20:05Nonostante l'asfalto, la concitazione e il fragore della città moderna che ne usurpano
20:10lo spazio e il respiro, la fermezza e l'intatta geometria di questi monumenti suggeriscono l'idea
20:16di una struttura urbana rimasta salda nei secoli. Ma forse nessuna città ha subito nel tempo
20:21mutazioni così profonde, da città sul mare a città di terraferma.
20:34A vederla oggi dall'alto possiamo raffigurarci queste strade come canali o paludi e saremmo
20:39vicini al vero, come risulta da antichi documenti iconografici e storici.
20:43Strabone, che vide la Ravenna romana, così la descrive.
20:53Ravenna, tutta composta di edifici in legno, circondata dalle acque, è praticabile solo
20:58per ponti e con barche.
21:00Ravenna, dove i muri cadono e le acque stanno, i bagni gelano e le case bruciano, i ladri
21:16vegliano e i magistrati dormono. Non è che una palude dove tutte le forme di vita si presentano
21:22alla rovescia. Le torri scorrono giù e le navi si piantano fisse. I vivi muoiono di sete
21:29e i morti nuotano galleggiando sull'acqua.
21:33Se i letti dei fiumi si sono riempiti originando strade, le paludie asciugate e il mare è stato
21:39respinto, ciò non fu per capriccio della natura, ma per la fatica di una gente operosa e ostinata
21:45nei propositi, allora come oggi. È questa lunga fatica che ha fatto della paludosa Ravenna
21:51una città protagonista di grandi eventi artistici e politici.
21:59Dalla raffinatezza bizantina di Santa Pollinare Nuovo, alla rudezza barbarica del mausoleo
22:05di Teodorico, si ripropone l'immagine di Ravenna, città regale. E nella resistenza che l'esarcato
22:12oppose per due secoli alle invasioni longobarde, riconosciamo la fierezza della gente di queste
22:17terre che da allora si chiamarono Romagne.
22:31Qui, forse più che altrove, non troverete città o borgata o punto strategico che non
22:37abbia la sua torre di vedetta, la sua fortezza. Memorie di tempi senza pace dall'alto medioevo
22:44all'età comunale che coinvolgono in un unico travagliato destino la Romagna, l'Emilia e
22:49le Marche. Memorie affidate alle pietre e alle cinte merlate di fortificazioni famose
22:55e sconosciute. Fra le cento ecco a Pesaro la rocca malatestiana.
23:03Nel cuore delle Marche Urbisaglia, un piccolo borgo, una piccola chiesa, un piccolo castello.
23:14A Forlì, la rocca di Ravaldino. E i signori delle città di Romagna, nell'alto medioevo,
23:28così scrisse Ugo Foscolo. Fra i pericoli delle loro risse mortali e le usurpazioni reciproche,
23:36i tiranni romagnoli si stavano alle strette fra i ghibellini potenti di Lombardia e i guelfi
23:42di Toscana che li sollecitavano federati nella contesa fra il sacerdozio e l'impero e dalla
23:48quale contesa, finché essa era indecisa, pendeva il loro potere. Ai confini tra Marche e Romagna,
23:57il castello malatestiano di Gradara, uno dei tanti che si contendono la gloria di aver dato
24:02asilo al tragico amore di Paolo e Francesca. Nel cuore dell'Emilia, i resti del castello di Canossa,
24:09teatro di uno dei più drammatici episodi del secolare contrasto tra papato e impero.
24:19San Leo, una delle più inespugnabili e minacciose fortezze dell'Italia medioevale.
24:39Forse nessuna epoca storica come quella che corre dalla nascita dei comuni all'avvento delle
25:03signorie ha scolpito così durevolmente nel paesaggio la propria storia. Ma qualcosa di
25:11quei tempi è rimasto inciso oltre che nella pietra, nel cuore degli uomini e la Repubblica
25:16di San Marino, la più antica d'Europa, è ancora uno stato indipendente nella cerchia dei suoi vecchi
25:21confini comunali. Il nostro pilota riesce a condurci tutto attorno a queste cime con un unico
25:28difficile volo concentrico e così l'immagine del monte Titano con le sue tre rocche chiamate
25:33le penne ruota in un'unica lunga panoramica.
25:58di San Marino, il nostro pilota in un'unica lunga di publishing e famiglia
26:03di San Marino, il nostro pilota in un'unica lunga di pagina di filmato
26:19Dal palazzo del governo di San Marino alla torre civica di Recanati, detta torre del
26:43borgo. Anche questa città conserva nobili vestigia della sua antica storia comunale, benché deturpate
26:50da oltraggiose costruzioni recette. Ma c'è un'altra Recanati, è il natio Borgo Selvaggio,
27:14i luoghi, i nomi della poesia di Giacomo Leopardi, la sua casa, la sua finestra.
27:24La geografia poetica di Giacomo Leopardi è fusa in poco spazio, la piazza dove stava Silvia,
27:32il campanile del passero solitario e il colle dell'infinito oltre il quale s'apre la veduta
27:40dei monti azzurri delle Marche. Campagne e paesi, aspetti chiusi in un piccolo giro,
27:50composti da lui in un disegno e come proiettati in un immenso spazio d'aria.
27:58Così Guido Piovene in un suo scritto.
28:00L'entroterra delle Marche è tutto un mare di colline e su ogni collina un casolare,
28:10un centro abitato.
28:14Cogliamo un'immagine di fermo
28:16per proseguire poi il nostro volo sino a Macerata.
28:21Nel cuore delle Marche eccoci sull'Oreto.
28:44Voliamo sulla sua basilica.
28:45Da qui raggiungeremo all'estremo sud della regione Ascoli Piceno e i suoi monumenti rinascimentali.
29:04Ad Ascoli Piceno, con la basilica di San Francesco che è del Quattrocento,
29:08riprende il nostro viaggio nel tetto.
29:16Restano le vecchie torri comunali a segnare il confine fra due civiltà,
29:20Medioevo e Rinascimento.
29:24Uno sguardo da un punto di vista inedito,
29:27su città, castelli, piazze e cattedrali del Rinascimento,
29:31nelle tre regioni del nostro itinerario.
29:34A cominciare da qui,
29:35dal centro di Ascoli Piceno,
29:38dalla compiuta armonia dello spazio raccolto nella sua piazza del popolo,
29:41fra chiese e palazzi,
29:43dove molti scorgono il segno del Bramante.
29:45Ma le Marche custodiscono un altro e ancora più prezioso monumento
30:05della civiltà rinascimentale
30:06e per raggiungerlo scavalchiamo l'Appennino Marchigiano,
30:10torniamo verso il nord,
30:11sfioriamo le pendici del Monte Vettore,
30:15scopriamo uno dei paesaggi italiani più segreti e selvaggi,
30:18fra dirupi, gole e frane scoscese,
30:21un tempo dominio di Federico da Montefeltro,
30:24duca di Urbino.
30:35Urbino.
30:36E qui sembrano aver preso corpo nella pietra
30:40le più alte aspirazioni della cultura rinascimentale.
30:48Le case della gente,
30:52il palazzo ducale.
30:58Il duca Federico fece di questo palazzo
31:00uno dei centri più celebrati del gusto,
31:03dell'arte e della civiltà umanistica.
31:04A idearlo, così solenne, così chiuso in se stesso
31:09e solo a riprenderlo dall'alto
31:11si può cogliere con tutta evidenza questa tipica struttura,
31:14fu Luciano Laurana.
31:16Ma a conferirgli splendore in ogni sua parte,
31:19dentro e all'intorno,
31:21fu con lui una schiera dei maggiori artisti del tempo,
31:24da Melozzo da Forlì a Botticelli,
31:25a Piero della Francesca,
31:27dal Bramante a Francesco di Giorgio Martini.
31:34Il palazzo dei diamanti a Ferrara.
31:53Nel cuore della città estense,
31:54questo edificio resta come una delle opere più alte
31:57e più singolari del rinascimento italiano.
31:59Se in Urbino la posizione elevata
32:05e lo scoscendimento del colle
32:06avevano suggerito a Laurana
32:07una soluzione urbanistica arroccata e conchiusa,
32:11qui a Ferrara, invece, città di pianura,
32:14l'idea ispiratrice di Rossetti
32:15fu di aprirne le prospettive
32:17agli spazi della campagna padana.
32:19Attorno a una delle più belle
32:26fra le cattedrali bianche del tempo romanico
32:28era cresciuta la vecchia Ferrara.
32:36Alla piazza,
32:37tra il Duomo,
32:38che venne più tardi abbellito
32:39da un campanile disegnato dall'Alberti,
32:41e il palazzo comunale,
32:43confluiva l'intrico di case e strade
32:45strette le une e le altre
32:47come in ogni città medievale.
32:49Biagio Rossetti,
32:51architetto e ingegnere ducale,
32:53trasformò radicalmente
32:54l'aspetto della sua città
32:55con un audace piano regolatore
32:57e insigni edifici.
33:01Una grande piazza fu da lui
33:03ideata come centro
33:04del nuovo nucleo urbano
33:05con strade vaste, ariose,
33:08protese e aperte
33:09verso il mare e il Po.
33:18Reggeva allora
33:19il ducato di Ferrara,
33:20Modena e Reggio
33:21uno dei più illuminati
33:22principi del tempo,
33:24Ercole I d'Este.
33:26In suo onore
33:27i nuovi quartieri
33:28vennero detti
33:29Addizione Erculea.
33:32Se il grande sogno
33:33del sovrano e dell'artista
33:34rimase incompiuto,
33:36l'Addizione Erculea
33:37resta pur sempre
33:37uno degli esempi
33:38più ammirevoli
33:39dell'urbanistica
33:40e dell'architettura rinascimentale.
33:42Anche il castello
33:58della Mesola
33:59alle foci del Po,
34:00così somigliante
34:01a quello di Ferrara,
34:03fu edificato
34:03dagli estensi
34:04nel 1578.
34:07Alfonso II
34:08lo mutò in villa
34:09per le partite di caccia
34:10nelle grandi valli.
34:20E ancora un eco
34:21dello stile architettonico
34:22estense
34:23troviamo in un edificio
34:24isolato
34:24nel paesaggio
34:25dell'Appennino Parmense.
34:28Stiamo avvicinandoci
34:29al castello
34:30di Torre Chiara,
34:31capolavoro
34:31dell'architettura militare
34:32del primo rinascimento,
34:33Orgogliosa cittadella
34:35dell'orgogliosissima famiglia
34:37di Pier Maria De Rossi.
34:48Torre Chiara
34:49un castello
34:50un'immagine fiera
34:51ed elegante
34:52di quella protervia
34:53individualistica
34:54di quella colta grandigia
34:56che caratterizzano
34:57l'uomo del rinascimento.
35:00Dalle dimore solitarie
35:01dei principi
35:02dal fermo splendore
35:03della pietra squadrata
35:04pezzo a pezzo
35:05alle arene
35:06della civiltà di massa
35:07alle nervature
35:09tese e dinamiche
35:10del cemento armato
35:11un tempo
35:12di cinque secoli.
35:30Ma solo
35:31in questi ultimi decenni
35:32le masse
35:33da spettatrici
35:34dei fastosi
35:35passatempi
35:35di pochi
35:36si sono trasformate
35:37in protagoniste
35:38e consumatrici
35:39di tempo libero
35:40qui come altrove.
35:46Tempo libero
35:47tempo di vacanze
35:48dall'arena
35:50dei delfini
35:50di Rimini
35:51è inizio
35:51il nostro volo
35:52lungo la riviera
35:53di Romagna
35:53Emilia e Marche.
35:55Una rapida
35:56evoluzione
35:56del costume
35:57ha trasformato
35:58queste silenziose
35:58spiagge
35:59e pinete
35:59dal Lido
36:00degli Estensi
36:01a Cervia
36:02ecco i suoi
36:03grattacieli sul mare
36:04da Cesenatico
36:05a Viserba
36:06a Rimini
36:07a Riccione
36:07sino a Cattolica
36:08Gabice
36:09e Pesaro
36:10in un'immensa
36:11città delle vacanze.
36:13Cento chilometri
36:14di spiaggia
36:14ininterrotta
36:15dove si incontrano
36:16ogni estate
36:17italiani
36:17di tutte le regioni
36:18uomini e donne
36:19di ogni parte
36:20del mondo.
36:21dai due milioni
36:24e mezzo
36:24di villeggianti
36:25del 1939
36:26ai diciannove
36:27milioni e mezzo
36:28del 1967.
36:51in un'immensa
37:21voliamo dunque
37:26sull'Adriatico
37:27ove la vacanza
37:27è tumulto
37:28brunichio
37:29di folle internazionali
37:30caleidoscopi
37:31di colori
37:32ma il fascino
37:48più segreto
37:49e antico
37:49di questo mare
37:50è ancora
37:51nel silenzio
37:52di certe sue rive
37:53isolate
37:53dei suoi canali
37:54delle sue coste
37:55a picco
37:56al limite
37:56di una campagna
37:57dolcissima
37:58sparsa di casolari
37:59di pascoli
38:00di macchie folte
38:01di verde
38:01e di campi lavorati
38:03è capo conero
38:10nelle marche
38:11e queste
38:12sono le bianche
38:13scogliere di granito
38:14che gli fanno corona
38:15ma dove la roccia
38:20si fa meno aspra
38:21e scoscesa
38:22e il verde
38:22dei pini
38:23la ricopre
38:24torna la presenza
38:25dell'uomo
38:25qualche casa
38:27di pescatori
38:28e una piccola chiesa
38:29è Santa Maria
38:34di Portonovo
38:34opera del
38:35tardo romanico
38:36marchigiano
38:37a picco
38:38sul mare profondo
38:39verde e azzurro
38:40limpidissimo
38:41di Ancona
38:41la cattedrale
38:59di Ancona
39:00San Ciriaco
39:01Ancona
39:05parola greca
39:06vuol dire gomito
39:06quindi baia
39:07golfo
39:08porto naturale
39:09e il fervore operoso
39:10di Ancona
39:11è giù
39:12fra la gente del porto
39:13delle fabbriche
39:13dei cantieri
39:14ma altri luoghi
39:25ci attendono
39:26all'estremità opposta
39:27del nostro itinerario
39:28alle foci del Po
39:30dove natura
39:31e solitudine
39:32regnano ancora sovrane
39:33un paesaggio mitico
39:48tutt'uno con gli spazi
39:49del cielo
39:49e le cui mutazioni
39:51impercettibili
39:52all'uomo
39:52si misurano
39:53in migliaia di secoli
39:54azzurro
40:24nelle valli
40:46c'è pesca ricca
40:47una ricchezza però
40:48che invece di fomentare
40:49contese
40:50ha portato all'unione
40:51organizzata
40:52dei pescatori
40:52nella più antica
40:53associazione di mestiere
40:54d'Europa
40:55la casa nata
40:56Piscatorum
40:57sorta prima
40:58dell'anno 1000
40:59fra capanne come queste
41:00ancora oggi abitate
41:01ma qui
41:06l'acqua e la terra
41:07sono in lotta
41:08fra loro
41:08e insidiano
41:10l'opera dell'uomo
41:10dell'uomo
41:12che tenta
41:12di bonificare
41:13di prosciugare
41:14di coltivare
41:15quella terra
41:15che il Po
41:16cerca di sommergere
41:17un'eterna lotta
41:19intessuta
41:19di pazienti
41:20conquiste
41:21di calamità
41:22e di abbandoni
41:23davanti alla maestà
41:26di un grande fiume
41:27alla sua perennità
41:28e indifferenza
41:29l'avvicendarsi
41:31delle generazioni
41:32il sorgere
41:33e il perire
41:33delle fortune
41:34e delle civiltà
41:35sembrano voler significare
41:36soltanto
41:37che il termine vero
41:38di tutto
41:38è un silenzio
41:39senza memoria
41:40ma la storia
41:44dell'uomo
41:45continua
41:46e l'uomo
41:47non cessa
41:47da ricercarne
41:48e ricomporne
41:49con religione
41:49le reliquie sepolte
41:51in queste valli
41:53alle foci del Po
41:54sorgeva una città
41:55Spina
41:56il luogo
41:58dell'abitato
41:59è stato identificato
42:00solo di recente
42:01e proprio dall'alto
42:02con fotografie aeree
42:04a raggi infrarossi
42:05e saggi di scavo
42:06ecco le immagini
42:08che hanno documentato
42:09la presenza
42:09della mitica città
42:10la speciale pellicola
42:12ha rivelato
42:13sotto il reticolo
42:14dei canali
42:14dei campi
42:15e dei viottoli
42:16di campagna
42:16le tracce
42:17delle antiche strade
42:18delle case
42:19e della necropoli
42:20si è potuto
42:23così stabilire
42:24che Spina
42:25sorse intorno
42:25al 530
42:26avanti Cristo
42:27e i preziosi
42:29reperti archeologici
42:30ci dicono
42:30quanto sia stata
42:31ricca e varia
42:32la vita civile
42:33culturale
42:33e mercantile
42:34di questa città
42:35rimasta per 20 secoli
42:37sepolta nel fango
42:38e nelle acque
42:39delle valli del Po
42:48i fiumi
42:49furono venerati
42:50dagli antichi
42:51come dei
42:51e come antichissimi
42:53re delle regioni
42:54che attraversavano
42:55caduto il mito
42:58dimessi i sacrifici
43:01e i riti propiziatori
43:02non per questo
43:04è venuto meno
43:04il loro fascino regale
43:05il loro potere
43:07il fasto
43:09e il fulgore incorruttibile
43:11dei loro diademi
43:12grazie a tutti

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