Vai al lettorePassa al contenuto principale
IL MOSTRO DI NEROLA

Chiunque avesse anche solo un barlume di fiducia nel concetto di “probabilità statistica” tendeva naturalmente a diffidare, nei primissimi anni del dopoguerra, della casetta che sorgeva ai bordi del Km 47 della via Salaria, perché gli “incidenti” avvenuti nel raggio di un centinaio di metri intorno ad essa risultavano talmente superiori alla norma da farla temere stregata o maledetta.

In quel modesto spiazzo di terreno vennero uccisi tre soldati tedeschi (il che, essendo avvenuto per mano partigiana, poteva ancora rappresentare la normalità considerando gli anni della guerra), un contadino investito da un’auto (all’epoca erano ben poche quelle che circolavano, molte ancora alimentate a carbonella), un’intera famiglia di sei persone annientata dall’esplosione di una mina e persino quattro pastori scambiati, con le loro greggi, per obiettivi militari dai bombardieri americani, in una svista che, se non fosse tragica, potrebbe essere considerata surreale. #notiziedicronaca

Categoria

📺
TV
Trascrizione
00:00Ernesto Picchioni, meglio conosciuto e ricordato con il nomignolo il mostro di Nerola o ancora il mostro della Salaria.
00:09E proprio la via antica e rinomata della Salaria rappresenta lo sfondo, il contesto di un dramma che si consumò negli anni 40,
00:19di una serie di drammi, una serie di violentissimi omicidi, tutti perpetrati da Ernesto Picchioni,
00:25che proprio al chilometro 47 della Salaria gestiva una pensione, era sua abitudine di seminare la strada di Chiodi,
00:34in modo tale che chiunque fosse di passaggio fosse costretto a fermarsi.
00:39E ben lungi dall'offrire il proprio aiuto e il proprio sostegno, Picchioni inizialmente proponeva un riparo, un supporto agli sventurati,
00:49ma in realtà la sua intenzione, il suo intento era quello di compiere dei violentissimi omicidi e poi derubare le vittime casuali.
00:57Soltanto due sono le vittime identificate, parliamo di un impiegato ucciso nel 47, Alessandro Dadi,
01:05e poi anche di un avvocato romano, Pietro Monni, che scomparve nel 1944, con ogni probabilità quello fu anche l'anno del suo omicidio,
01:15solo successivamente venne rinvenuto il corpo senza vita, ma le vittime accertate in tutto risultano essere 6,
01:2216 quelle ipotizzate e dirimente per incastrare, per portare poi alla condanna a due ergastoli di Ernesto Picchioni,
01:30le testimonianze della moglie e del figlio.
01:33Cerchiamo quindi di tratteggiare la figura di questo serial killer atipico che agiva per scopo di rapine e di depredazione delle sue vittime
01:41in compagnia di alcuni ospiti, che passo immediatamente a presentare.
01:45Accogliamo innanzitutto la giornalista Lisa Di Giovanni, che è tornata a trovarci in studio.
01:49Bentrovata.
01:50Grazie, bentrovato e bentrovati.
01:52Abbiamo in studio anche il medico legale, docente, professor Tommaso Spasari. Salve, bentrovato.
01:59Grazie dell'invito, dottor Rao.
02:01Lei ci propone sempre argomenti particolarmente interessanti in queste puntate di questa trasmissione, sempre così accurata.
02:09La ringrazio molto, professore. In particolar modo la vicenda di oggi, la vicenda che oggi analizziamo,
02:15è stata utilizzata per un periodo anche proprio per incutere timore a moltissimi bambini, a moltissime persone giovani.
02:22Ecco, diciamo che Ernesto Picchioni è stato un po' trasfigurato come persona, come personalità,
02:28nell'ambito della più nera delle mitologie. Un personaggio che appena lo si evocava, appena lo si evocava nel passato,
02:34subito trasmetteva una grande paura, una grande voglia di obbedire agli ordini dei più adulti da parte dei bambini.
02:41Passiamo alle ospiti in collegamento. È tornata a trovarci la dottoressa Barbara Fabroni, criminologa, psicoterapeuta.
02:49Ben trovata.
02:51Grazie, buonasera.
02:52Un saluto all'Avvocata Aldrovandi. Ben trovata, Avvocata.
02:59Grazie, grazie. Buonasera a lei e agli ospiti e tre spettatori.
03:03Ascoltiamo un servizio in cui si riepilogano le infauste, gesta criminali di Ernesto Picchioni,
03:09e si fa riferimento alle vittime, sia quelle accertate, sia quelle presunte. Sentiamo.
03:13Il nome di Ernesto Picchioni sarà sempre associato ad un numero che va dai 4 ai 16 omicidi,
03:25consumati attorno al casale, lungo la salaria, nei pressi di Nerola, dove nel tempo vennero ritrovati i cadaveri.
03:31Un'infermità mentale solamente simulata per un uomo che non era incapace di intendere e di volere.
03:37Nel 1944, il primo omicidio ai danni di un avvocato, Pietro Monni.
03:42Inquietante il modus operandi che si caratterizzava per il cospargere di chiodi la strada,
03:48attendendo la vittima di turno.
03:49Fingendo poi di fornire assistenza, si preparava ad assassinarla in casa,
03:53il tutto tramite colpi di mazza e fucile, eventualmente sgozzando i perseguitati.
03:58Le stesse modalità furono utilizzate anche per il delitto di Alessandro Daddi,
04:02per uno dei più celebri omicidi di cui si rese protagonista.
04:05Questa volta la vittima era un dipendente del Ministero della Difesa per un cadavere,
04:09che fu rinvenuto nel suo podere assieme a quello dell'avvocato romano.
04:14La corte di Assise optò per la sua condanna solo il 12 marzo del 1949,
04:19due ergastoli e 26 anni di reclusione per un periodo che lo vide ancora protagonista.
04:24Fu poi nel corso di una visita pastorale di Papa Giovanni XXIII
04:28che Picchioni cercò di assalire l'uomo per un fatto
04:31che provocò il suo trasferimento nel penitenziario di Portazzurro, dove morì nel 1967.
04:37Nel corso del tempo gli vennero addebitati molti dei cadaveri ritrovati per la Sabina
04:42ed emblematico fu il proprio discorso in tribunale del 1949, accusato di un duplice omicidio.
04:50Io avrei ammazzato due passanti seppellendoli nell'orto?
04:53Non è vero, signori giudici. Erano quattro, non due.
04:57Oltre a quel Daddi e a quel Monni ci ho messo anche un giovane scemo di 13 anni
05:01che si era permesso di minacciarmi ed un tizio coi baffi folti
05:05che prima di morire mi confessò che era stato incaricato dai carabinieri di uccidermi.
05:10E al di là delle rivendicazioni di Ernesto Picchioni, mancano all'appello molte informazioni essenziali
05:19a partire dal numero esatto delle vittime.
05:21Numerosi cadaveri mai identificati negli anni sono stati rinvenuti proprio nei dintorni di Nerola
05:27e in particolar modo del chilometro 47 della Salaria.
05:31E non essendo chiaro quando effettivamente Ernesto Picchioni ha iniziato nel suo excursus da omicida,
05:37da serial killer, dobbiamo anche noi in questa analisi porci la domanda,
05:42porci l'obiettivo di individuare un punto di partenza, Lisa Di Giovanni.
05:46In assenza di certezze granitiche direi che si può partire dall'infanzia
05:49che come nel caso di moltissimi serial killer è stata scandita da difficoltà,
05:54da rapporti molto conflittuali interni al nucleo familiare.
05:57Poi, insomma, per quanto riguarda il periodo storico siamo proprio agli inizi del Novecento,
06:02Picchioni nacque nel 1906, quindi anche grande povertà, grande indigenza.
06:07Sì, lui nacque nel 1906 e morì nel 1967.
06:13Dapprima era vissuto in provincia di Rieti, poi però si è trasferito a Nerola
06:19e sulle cause non abbiamo molti dati, però si suppone che avessero avuto già problemi
06:29in provincia di Rieti proprio con suo padre, perché suo padre comunque era una persona violenta
06:36come poi lo è diventato lui. Quando si è trasferito a Nerola lo hanno collocato
06:45in circa nel 1944, però non è proprio così, perché abbiamo tramite l'archivio di Stato
06:53dei documenti che invece fanno pensare che lui si sia trasferito prima, perché quando si sposò
07:00il fratello sul certificato di matrimonio e quindi lo stato di famiglia, lui risultava già con la
07:07residenza a Nerola. Cosa fa lui? Lui sembra che si sia appropriato di questo casale, quindi abbia
07:13occupato questo casale, che era un casale che aveva due piani, quindi sotto in poche parole lui ha
07:21commesso gli omicidi e anche svolto poi tutte le varie attività, perché purtroppo lui era un
07:30vero serial killer e quando diciamo catturava le prede, in poche parole, le sventurate vittime
07:39selezionate in maniera casuale. Casuale, assolutamente, perché lui era assolutamente predatorio e istintivo
07:47e con assenza di sentimenti, tanto che i figli e la moglie erano terrorizzati, perché più volte lui
07:56li ha minacciati di morte. Lui cosa faceva? Buttava chiodi in mezzo alla strada, con la speranza comunque
08:01che qualcuno poi bucasse, attirava queste vittime e poi iniziava comunque, diciamo, le sue pratiche.
08:11E la cosa più sconvolgente è che lui, dopo che aveva ammazzato le vittime, prendeva il sangue e faceva
08:18delle caramelle che offriva alle vittime successive. Quindi questa cosa è proprio un dettaglio, diciamo,
08:25abbastanza scabroso. E allora, lui, in poche parole, in questa casa, fatta di due piani, sopra aveva
08:34tutta la parte, diciamo, familiare, dove si dormiva, si mangiava, eccetera, eccetera. Invece sotto commetteva
08:42questi orribili omicidi. La moglie più volte ha sentito delle urla, ma appena lui se ne accorgeva
08:50ovviamente la minacciava, la picchiava e le intimava di toglierle la vita qualora, insomma,
08:57avesse parlato. Si erano insospettiti, specialmente il maresciallo, diciamo, del comando, però purtroppo
09:06non avevano delle prove certe, quindi non potevano muoversi. Però sta di fatto che quella strada
09:13nessuno la voleva percorrere, perché comunque la voce di questi incidenti, di queste sparizioni,
09:21comunque si era, in un certo senso, fatta sentire. Certo. E la cosa, diciamo, lui si occupava di vendere
09:30lumache, quindi questo era un po' il suo alibi. Fu anche la prima cosa che disse agli inquirenti,
09:35quando fu interrogato circa la sua professione, non fece esplicita menzione di questa pensione,
09:40ma disse io vendo lumache. E poi era iscritto al Partito Comunista e versava anche i contributi,
09:47quindi era proprio una cosa certa, c'era questa tessera. Tanto che poi, quando si è scoperto
09:52l'orto degli orrori e tutto quello che lui ha fatto, lo stesso partito lo ha rifiutato,
10:02nel senso che è come se lo avesse cancellato in un certo senso. Tanto che, passatemi il termine,
10:10alcune persone sembra che lo abbiano poi non attribuito al Partito Comunista, ma all'altro
10:16partito estremo, insomma. Quindi questa cosa, insomma, fece proprio scalpore.
10:22Ci restituisce anche Elisa un po' un'immagine, come dire, frastagliata dell'epoca di quanto potesse,
10:28di quanto la dimensione politica avesse un peso che poi si ripercoteva anche in molte vicende
10:33di cronache, non è l'unica vicenda in cui questo si verifica.
10:36Del mostro della Salaria ne parlò anche il Times, cioè fu qualcosa che arrivò oltreoceano e inoltre
10:43il modo, diciamo, con cui lui cercava di catturare queste vittime e poi quello che faceva a queste vittime
10:53era veramente da manuale, insomma, del serial killer perfetto.
10:57È vero. E proprio su questo, sulla metodologia attentamente meditata e premeditata di Ernesto Picchioni,
11:03vorrei interpellare il professor Spasari. Un'attenta predisposizione dello spazio, degli spazi del crimine
11:11già la tradisce appunto il cospargere di chiodi la strada, nell'attesa che qualcuno incappi nella trappola mortale.
11:18Poi anche la molteplicità di armi che Picchioni, professore, risulta aver usato.
11:23Almeno nel caso dell'impiegato Alessandro Daddi, assassinato nel 1947, sappiamo che il pover uomo
11:29venne colpito con un oggetto contusivo, però Picchioni usò anche un'arma da taglio per recidergli la gola.
11:36Con ogni probabilità disponeva di una sorta di armamentario criminale, il quale entrava in gioco
11:43nel momento più opportuno. Alcune delle vittime, con ogni probabilità, sono state uccise proprio mentre
11:47avevano trovato ospitalità nella pensione e stavano dormendo.
11:52Il problema principale che noi ci dobbiamo porre nell'ambito medico-legale, soprattutto
11:59quando analizziamo eventi così drammatici e condotti con una tale ferocia ed efferatezza,
12:08è quello proprio dell'individuazione della struttura della personalità del reo.
12:15In questo caso, va detto che purtroppo nell'immaginario collettivo c'è spesso la tendenza, di fronte
12:25ad eventi così cruenti, ad attribuire questi comportamenti a forme di malattia mentale.
12:32Però, alla luce anche della letteratura scientifica, medico-legale, della psichiatria forense,
12:40va precisato che così non è. Infatti, questo individuo si innesta in quel classico filone
12:49di assassini, predatori, che hanno una particolare crudeltà verso le vittime,
12:57che deriva in parte da quel classico disturbo antisociale di personalità che porta l'individuo
13:03ad avere un rigetto verso le regole e verso le leggi, ma anche alla mancanza di empatia
13:10verso gli altri e soprattutto anche a un determinato tipo, un particolare modus operandi che, come
13:20giustamente diceva lei, dottor Rao, pianificava i delitti che venivano commessi sì per derubare
13:28le vittime, ma anche per trarre piacere dalla loro morte e dalla loro sofferenza. Quindi c'è
13:33anche un comportamento sadico. Il fatto che utilizzasse più armi non implica che necessariamente
13:42non riuscisse ad uccidere la vittima con l'uso del corpo contundente, ma che volesse farla
13:48soffrire ulteriormente e poi finirla con l'uso di un'arma da taglio. Perciò anche il comportamento,
13:55come aveva giustamente la dottoressa evidenziato, dell'occupare con la violenza un casale, pare
14:02che avesse aggredito pure il proprietario che si era lamentato. Il fatto stesso del minacciare,
14:11dell'aggredire la famiglia. Si avessero parlato, si avessero rivelato l'orrore delle scene a cui
14:18avevano assistito. Tutto questo propende per una struttura di personalità nella quale la rapina è un
14:26qualche cosa di accessorio, potremmo dire, ma in realtà la finalità è quella di colpire delle
14:33vittime anche per una forma di, potremmo dire, rivalsa sociale, perché questa persona non solo vuole
14:41infliggere dolore alle altre persone, ma è anche una forma, potremmo dire, di vendetta contro gli
14:48altri, contro quelli che stavano, secondo lui, meglio di lui in qualche modo. Quindi ci stanno
14:53tante motivazioni. Non dobbiamo inquadrare il fenomeno esclusivamente sotto il profilo
15:01della rapina, ma anche e soprattutto nel voler scaricare la propria rabbia, la propria frustrazione
15:10uccidendo gli altri. Questo è un fenomeno comune a molti serial killer. È una sorta di
15:15rivalsa di odio, un modo di scaricare la propria rabbia contro il mondo nei confronti di persone
15:21che non gli hanno fatto nulla, talvolta che sono delle persone prese a caso. Proprio questo
15:28modus operandi ha giustamente spinto i consulenti tecnici a considerarlo capace di intendere
15:35di volere. D'altronde Elisa, brevemente poi ovviamente ascoltiamo anche il punto di vista
15:40delle due ospiti in collegamento. L'elemento del risentimento, se non una costante, è molto
15:45ricorrente nell'operato di serial killer. Penso ai più noti in Italia, da bilancia a
15:52Minghella. Ecco, tutti loro effettivamente avevano prima di tutto faticato nel trovare
15:57un loro posto nella società. Poi chiaramente a questo si associavano parafilie, tendenze perverse
16:03di varia natura. Però questo elemento che il professore mette giustamente in luce, in
16:08moltissimi casi, è proprio un bastione, un pilastro della comprensione della psicologia
16:14criminale di molti omicidi seriali. Purtroppo Elisa, stavo per darti la parola, però mi
16:18segnalano che dobbiamo andare in pubblicità. Quindi mi raccomando, restate con noi, ascolteremo
16:22Elisa Di Giovanni, ma soprattutto anche daremo parola alle ospiti in collegamento. A tra pochissimo.
16:27Ben ritrovati nell'ultima parte di incidente probatorio dedicata a Ernesto Picchioni, il
16:33mostro di Nerola. Sull'elemento del risentimento come chiave di lettura di molti predatori, di
16:39molti individui affetti da vari disturbi antisociali della personalità. Brevemente, Elisa Di Giovanni,
16:45se vuoi, come dire, chiosare l'importante, il prezioso discorso che prima il professor Spasari
16:51ha enucleato per noi. Poi, chiaramente, andiamo anche dalle ospiti in collegamento.
16:55Allora, il mostro della salaria era antisociale, aveva una forma di devianza molto importante
17:02e lo dimostra anche come ha approcciato con la moglie, tanto che hanno fatto una fuga
17:08d'amore, ovviamente hanno consumato, poi lei è rimasta incinta. Non è certo che siano
17:13sposati, anche se lei portava la fede. Dopodiché, avuti i figli, lei si è liberata di lui
17:19solamente perché lui ha portato l'attenzione verso la nipote e ha iniziato comunque, insomma,
17:25a stringere un rapporto molto intimo e quindi in quel frangente la moglie ha trovato un po'
17:31di respiro, quindi si è sentita sollevata. I suoi comportamenti antisociali erano proprio
17:39rinomati, tanto che lui, anche se andava nel bar, comunque attaccava subito briga con
17:45chiunque e, lo stavamo ricordando prima, anche all'interno del carcere lui ebbe, diciamo,
17:52da ridire quando ci fu la visita del Papa, quindi rifiutava ogni tipo di autorità.
17:57Quindi il quadro, diciamo, di questa persona violenta, antisociale, egocentrica, manipolatoria,
18:05perché nella sua crudeltà e nel suo essere molto, diciamo, istintivo, quasi animalesco
18:13e con una, diciamo, bassa scolarizzazione, automaticamente, cioè, veniva fuori solo
18:21quest'istinto, diciamo, di prevaricazione e soprattutto quest'istinta omicida che ha avuto,
18:28insomma, tanto che ha infierito tantissimo sulle vittime, anche con delle mutilazioni.
18:34Dottoressa Barbara Fabbroni, il fatto che Picchioni si appropriasse dei beni delle vittime
18:39che capitavano casualmente nelle sue grinfie ha il suo significato. Molto spesso nella storia
18:45criminale italiana e non solo, penso a moltissimi casi negli Stati Uniti d'America, le forze
18:50dell'ordine hanno capito di trovarsi di fronte a un serial killer, di fronte a una serie
18:54di vittime, anche per via dell'assenza di un tentativo di rapina. Come dire, questa
19:00vittima non è stata privata dei suoi beni, quindi se è stata assassinata in maniera aggressiva
19:08da una persona che presumibilmente non conosceva è perché questo soggetto ignoto non può
19:12che essere un serial killer. Invece, nel caso di Picchioni, al netto appunto della presenza
19:17di chiari segnali che indicano delle distorsioni, un disturbo di personalità, c'è in più l'elemento
19:24della rapina. E quindi anche nel suo caso però parlare di movente è molto difficile,
19:31è un tema molto complesso, è complesso comprendere dove finisca la voglia di fare del male appunto
19:39per via del risentimento, per il desiderio in sé per sé di distruggere, di polverizzare
19:43altre vite, dove inizi invece l'aspirazione economica che pure in parte è costitutiva
19:49comunque dell'agire di quest'uomo nato e cresciuto in condizioni di assoluta miseria, come
19:53ci ricordavano i nostri ospiti. Beh sì, questo sì, anche perché poi tra l'altro
19:58le sue vittime erano casuali, però quello che hanno detto i due ospiti in studio secondo
20:03me è molto pregnante. Io ho fatto un ragionamento, prendendo anche spunto i loro stimoli.
20:09Quest'uomo nasce in tempo all'inizio del Novecento, attraversa due guerre, è una famiglia
20:15molto particolare, come ci ha raccontato la giornalista, aveva un padre violento, molto probabilmente
20:21un'esistenza e anche una provenienza molto umile, per cui persone che dovevano comunque
20:27costruirsi con difficoltà e con fatica. Un uomo che attraversando due guerre, uno tra
20:34l'altro nella prima adolescenza, per cui ha visto sicuramente dei massacri, ha visto la
20:39violenza non soltanto in famiglia, ma anche agita in maniera esteriore. E tra l'altro
20:45quello che a me ha sorpreso nel leggere questo caso è il fatto che lui trovava tutte vittime
20:50casuali, ma l'oggetto che poi diventava tipo il cucciolo di daddi, quella bicicletta motorizzata
20:57dove lui ci andava poi in giro, quindi diventava come se fosse quell'aspetto sociale che diventava
21:05quasi qualcosa da mostrare all'altro. Ma in tutto questo quello che secondo me si può evincere
21:14da questo personaggio è il fatto che la sua vittima è soltanto un oggetto, quell'oggetto
21:20che va a soddisfare quel bisogno antico, che molto probabilmente quel bisogno per lui era
21:26molto legato alla violenza e l'unica modalità che aveva per poterlo nutrire era attraverso
21:32un agito violento. E qui chiaramente poi c'è tutta la sua modalità di organizzazione
21:37di personalità che i due ospiti hanno ben narrato, ma sostanzialmente il fatto che queste
21:42vittime rappresentano per lui quell'oggetto di soddisfacimento, tant'è che le seppellisce
21:48nel suo giardino e se le tiene, come fanno tutti i serial killer, all'interno di quello
21:54che è il suo habitat. E questo tra l'altro mi ha fatto venire in mente una bellissima serie
21:59Netflix che è da poco uscita, che si intitola Il giardiniere, in cui tra l'altro c'è proprio
22:05questo grande intreccio con l'aspetto familiare. Nella serie c'è una madre che istiga il figlio
22:11ad uccidere e tra l'altro le vittime vengono seppellite nel giardino, come ad appropriarsi
22:18anche di quella vita lì, quindi una sorta di riparazione nella sua chiaramente illusione
22:23malata e nella sua narrazione, dove la pochezza di un'esistenza collude con quella che è
22:29l'aggressività interiore, che come diceva anche il professore, questa modalità, questa
22:33frustrazione che emerge, che non riesce assolutamente, almeno dal mio punto di vista, ad elaborare
22:39e che si trasforma poi in un agito così profondamente aggressivo e violento.
22:44Essere umani che la psiche distorta del serial killer trasforma in oggetti e dopo averli
22:50trasformati in oggetti li trasforma anche in trofei. Avvocata Elisabetta Aldrovandi, poi
22:57Picchioni, così come molti altri serial killer, una volta individuato, una volta che ha avvertito
23:03di essere con le spalle al muro, ha tentato di ammantare, tra virgolette, di una certa
23:07nobiltà il suo agito criminale. Ha fatto riferimento appunto ai suoi trascorsi politici,
23:12alla sua adesione e iscrizione al Partito Comunista, ed è proprio sulla politica, diciamo
23:18che la sua linea difensiva autoprodotta, autopoietica, è andata ad insistere. Anche questo è un
23:24elemento molto ricorrente, penso ai cosiddetti serial killer missionari, che molto spesso
23:29agiscono in preda a impulsi, in preda a forme di rabbia, di odio, totalmente amorfe in formi,
23:37ma poi una volta individuati cercano di motivare il loro agito, facendo riferimento alla necessità
23:44di ripulire il mondo da determinate categorie. Ecco, ci troviamo anche qui di fronte ad un
23:50elemento ricorrente che chiaramente in Ernesto Picchioni assume alcune caratteristiche, alcune
23:56particolarità ulteriori. Sicuramente, io credo che questo serial killer, se così lo vogliamo
24:03definire, in realtà avesse una lucidità mentale e presumibilmente anche una capacità di intendere
24:10di volere assolutamente piena rispetto ai crimini che ha commesso. Il fatto che lui avesse una
24:14personalità assolutamente violenta, prevaricatrice, a tratti direi feroce, non stride in realtà con
24:23una capacità di intendere di volere, perché noi dobbiamo pensare che lui peraltro premeditava
24:28in linea generale, in modo generale, i suoi delitti, cospargendo, come ha detto giustamente
24:33lei durante l'introduzione, di chiodi la strada davanti al suo casale, in modo tale, in qualche
24:40modo da causare, da favorire incidenti in coloro che comunque transitavano lungo quella strada
24:47e in qualche modo da favorire il fatto che queste persone gli chiedessero aiuto. Quindi lui in qualche
24:52modo preordinava tutta una serie di situazioni tali per cui da favorire il fatto che sconosciuti
24:58si rivolgessero a lui per chiedere aiuto. Successivamente, una volta arrestato, una volta
25:02posto di fronte a una responsabilità, diciamo così, conclamata, perché poi dobbiamo ricordare
25:07che la moglie e i figli, nonostante le minacce ricevute da lui, cioè di dimordo, comunque minacce
25:15di fatti molto gravi, qualora avessero parlato, perché dobbiamo ricordare per esempio che
25:20l'ultima vittima fu uccisa proprio davanti alla moglie e a un figlio, quindi lui neanche
25:26si poneva il problema, cioè di porre in essere queste azioni così feroci di fronte ai familiari,
25:32nonostante queste minacce appunto la sua famiglia decise di parlare, le testimonianze
25:36furono determinanti e fondamentali proprio per inchiodarlo davanti alle sue responsabilità.
25:40Lui appunto, inchiodato davanti alle sue responsabilità, si nascose, diciamo, dietro
25:47la scusa di essere un ex partigiano iscritto al partito comunista che aveva fatto questo
25:53come una sorta, diciamo, di rivalsa, di giustificazione, di legittima difesa nei confronti comunque
25:59di una società o di un mondo che era fondamentalmente sbagliato, dobbiamo ricordare anche l'epoca
26:04storica in cui questi fatti sono avvenuti, siamo a cavallo tra la fine della seconda
26:10guerra mondiale, primi anni successivi appunto a 1945, dove peraltro per alcuni anni, tra
26:16l'altro alcune guerriglie tra partigiani ed ex fascisti continuarono e dove comunque
26:21in quell'epoca, ma anche adesso, ma ancora di più in quell'epoca, i partigiani erano
26:26costrati effettivamente degli eroi, quindi lui probabilmente sperava di riuscire ad ammantarsi
26:32di questo ruolo che in realtà non aveva, perché ovviamente tutto poteva essere costratto
26:37tranne che onorevo partigiano, per cercare di avere una pena probabilmente inferiore rispetto
26:42a quella poi che ha ricevuto.
26:44Professor Spasari, effettivamente colpisce il fatto che un uomo del genere che abbiamo
26:49cercato finora di descrivere non si sia premurato di eliminare testimoni scomodi, anche se questi
26:55testimoni scomodi erano i membri della sua stessa famiglia. Forse per quanto riguarda la
27:00componente psicologica di quest'uomo considerava i suoi familiari già di fatto oggettificati,
27:05degli oggetti così che esistevano per essere ai suoi comodi, non ha neanche avvertito l'esigenza
27:11di eliminarli, forse perché già, forse perché appunto per una, non certo per una questione
27:16di nobiltà d'animo, di pietà, emozioni molto difficili da attribuire, da scrivere ad un
27:21personaggio del genere, ma forse perché neanche riusciva a contemplare persone che considerava
27:27alle sue dipendenze come dei pericoli, anche se poi fortunatamente dei pericoli per lui,
27:32per la sua posizione giudiziaria lo sono stati, hanno avuto un grande coraggio nel denunciare
27:36ciò che hanno visto.
27:38In realtà, dottor Rao, il delitto perfetto non esiste e molto spesso accade che anche
27:46i criminali molto furbi finiscano per commettere degli errori. Questo individuo, come giustamente
27:56diceva la dottoressa Fabbroni e come anche la collega, l'avvocata giustamente poneva in
28:06luce, sicuramente aveva questi comportamenti violenti e molto aggressivi e aveva anche la
28:14lucidità mentale e l'accuratezza nel commettere questi reati. Tuttavia, lo scarso livello di
28:23scolarizzazione lo ha spinto a commettere una serie di errori tecnici. Prima di tutto
28:30ha sottovalutato la possibilità che i familiari potessero tradirlo perché riteneva che fossero
28:36completamente inibiti dalle sue minacce e totalmente asserviti alla sua volontà. Poi l'altro errore
28:43tecnico che ha commesso è stato purtroppo comune a molti assassini seriali, quello di procurarsi
28:51dei trofei, quindi la bicicletta, il cucciolo, eventuali oggetti presi e trattenuti. Anche
28:59di scarso valore, tra l'altro. Sì, anche di scarsissimo valore, ma che lo ricollegavano
29:04alla vittima e in questo c'era un soddisfacimento, un qualche modo di, potremmo dire, rivivere
29:11l'emozione, la sensazione di piacere provata durante l'omicidio trattenendo alcuni oggetti
29:21strappati alla vittima. D'altro canto, come giustamente diceva la dottoressa Fabbroni,
29:28l'idea di seppellire le salme delle vittime all'interno del suo terreno, da un lato gli consentiva
29:38quasi di appropriarsi e, in qualche modo, di possedere anche nella morte i corpi delle
29:46vittime. Però, d'altro canto, sempre per ragioni collegate alla sua scarsa alfabetizzazione,
29:55non si era reso conto che, seppellendo all'interno del suo terreno i corpi delle vittime, in qualche
30:03modo, riusciva a ricollegarsi direttamente all'omicidio. Peraltro, lui verosimilmente
30:11ha compiuto questo proprio per cercare di occultare in maniera più efficace i corpi delle vittime,
30:19pensando che nessuno andasse a scavare all'interno del terreno coltivato da lui. Però non ha preso
30:26in considerazione che i serial killer più furbi generalmente abbandonano i corpi delle
30:33vittime in luoghi molto lontani da dove è avvenuto il delitto, proprio per impedire addirittura
30:40di ricostruire la scena del crimine e impedire di individuare il luogo esatto dove è stato
30:46effettuato l'omicidio. Tant'è vero che spesso alcuni dei corpi vengono abbandonati in dirupi,
30:53in campi o in luoghi molto distanti da dove effettivamente si è svolto l'intercriminis.
31:00E lui invece, con questo suo duplice aspetto di voler trattenere dei trofei e anche dei
31:06corpi delle vittime, si è direttamente incriminato.
31:10Questa, d'altronde, effettivamente è la chiave della fortuna del successo di molti serial
31:15killer anche in Italia. Professore, il fatto che non si commettano a livello domestico gli
31:21omicidi, ma si girovaghi, girovaghi un po' nei dintorni di una località. È stato il
31:27caso del mostro di Firenze, del mostro di Modena, del mostro di Udine. Varie località,
31:32tutte presumibilmente limitrofe al luogo di residenza, ma mai concomitanti o esattamente
31:38corrispondenti con il luogo di residenza del serial killer o dei serial killer in questione
31:42che infatti, almeno nei casi che ho citato, sono rimasti sconosciuti, ignoti. Ancora oggi
31:47ne stiamo parlando, organizziamo dibattiti, no? Senz'altro perché questo fa parte del
31:52modus operandi che, come dicevo all'inizio della puntata, consente anche di riuscire a
31:59ricostruire in parte lo stato di salute mentale della persona in fase poi di perizia psichiatrica
32:07qualora questi individui vengano individuati. Professore, mi scusi se la interrompo, dobbiamo
32:12tornare in pubblicità, però mi raccomando vi aspetto per la parte conclusiva relativa
32:18a questa figura fino a qualche decennio fa molto nota, direi famigerata, soprattutto nella
32:24regione Lazio, una figura di cui oggi molti si sono dimenticati. A tra poco.
32:30Ultima parte di incidente probatorio. Terminiamo l'analisi relativa all'excursus criminale di
32:37Ernesto Picchioni, meglio noto come il mostro di Nerola o il mostro della salaria. Avvocato
32:42Elisabetta Aldrovandi. Io vorrei ricordare, per quanto riguarda l'ultima parte della vita
32:47di Ernesto Picchioni, il fatto che di tutto si trattò, tranne che di un detenuto modello.
32:54Si comportò in maniera molto aggressiva in carcere. Fu necessario, dopo un periodo di detenzione
32:59in alcuni istituti circondariali nel Lazio, fu necessario spostarlo in un carcere di massima
33:06sicurezza, se non sbaglio in Sardegna. Quindi questo ancora una volta ci racconta di un uomo
33:13incapace di gestire i suoi impulsi anche in situazioni in cui chiaramente non aveva il coltello
33:20dalla parte del manico, in cui chiaramente era lui, semmai, a dover dimostrare di essere
33:27un detenuto modello in cui non aveva un potere reale da esercitare, eppure provava comunque
33:33ad esercitare. L'aggressione al Papa, di cui abbiamo parlato prima, credo che sia un esempio
33:37lampante di ciò.
33:41Credo che rispetto a questo ci saranno due elementi da considerare. In primo luogo il fatto
33:45che questo mostro di Nerola ha praticamente fatto, diciamo, della violenza e dell'aggressività
33:54soprattutto fisica, ma immagino anche verbale, la cifra distintiva di tutta la sua vita, perché
34:00se è vero come è vero che comunque è cresciuto, ovviamente all'inizio del Novecento, in una
34:06situazione sicuramente di povertà e di violenza a sua volta, lui ha conosciuto esclusivamente
34:11la forma comunicativa della violenza. Violenza che non vedo per quale motivo avrebbe dovuto
34:17essere mitigata all'interno del carcere, dal momento stesso che io penso difficilmente
34:23gli istituti di detenzione riescono a essere gli educativi oggi nel 2025 per i detenuti,
34:28tanto che il 62% dei detenuti è pluripregiudicato, figuriamoci negli anni 40, negli anni 50, dove
34:36sì, diciamo, la Costituzione dal 48 era sicuramente in vigore, prevedeva al terzo
34:42comodo dell'articolo 27 la funzione rieducativa della pena per i condannati, però io sono abbastanza
34:48convinta che difficilmente gli istituti di detenzione negli anni 40, 50, 60, come fossero
34:56organizzati, ecco, diciamo così, proprio sull'impronta rieducativa del detenuto. Vorrei ricordare
35:02che la legge, diciamo, che effettivamente concede dei benefici ai detenuti anche in una
35:06funzione rieducativa è del 1981, la prima legge, la cosiddetta legge Gozzini, quindi
35:11sicuramente l'ambiente carcerario per una personalità così violenta, aggressiva, manipolatrice,
35:17prevaricatrice non ha fatto altro che amplificare a dismisura queste sue caratteristiche assolutamente
35:23negative. Poi io immagino anche questo, condannato a due regastole, 26 anni di carcere, lui a un
35:29certo punto avrà pensato che non aveva nulla da perdere, quindi si sarà completamente lasciato
35:34andare a tutti quelli che erano i suoi istinti più feroci, anche all'interno delle carcere,
35:39compatibilmente ovviamente con una situazione di ristrettezza.
35:43E rispetto a tutto ciò, rispetto a queste caratteristiche di profonda brutalità, anche
35:47direi di brutalità culturale, nel contesto della quale Picchioni è cresciuto e ha maturato
35:52le sue tendenze, ecco, tutto ciò deve chiaramente sposarsi anche con un minimo di abilità, direi
35:59affabulatoria, manipolatoria, perché riusciva comunque a rassicurare persone già di per
36:06sé presumibilmente agitate, perché erano incappate sui chiodi, avevano avuto incidenti.
36:10Qui torno dalla dottoressa Barbara Fabroni, purtroppo questa resterà purtroppo con ogni
36:15probabilità una domanda senza risposta. Fino a che punto Picchioni era in grado di utilizzare
36:21un po' questa sua ignoranza, questa sua anche povertà nell'eloquio per spacciarsi come
36:27un povero uomo mite e buono di cui chiunque poteva fidarsi. Invece la figura di Picchioni
36:34rappresenta un'ulteriore riprova di come molto spesso il male si incarni in forme, direi,
36:39di brutalità terrigna, molto, diciamo, scevra di complessità, di raffinatezza. Picchioni
36:47è un ulteriore esempio di ciò. E molto spesso questa brutalità, questa ignoranza, questa
36:53povertà da ogni punto di vista, riesce però a mascherarsi, o per meglio dire, a vendersi,
36:57a spacciarsi inizialmente come sinonimo appunto di ingenuità, nel senso buono di questo termine,
37:05ecco, di ingenuità intesa come caratteristica di una persona fondamentalmente innocua.
37:11Sì, certo, anche perché immagino che lui si presentasse nella sua semplicità estrema e
37:17le persone si fidavano. Lui dava accoglienza, tra virgolette, con questa modalità di dargli
37:22aiuto, poi li metteva all'interno della sua trappola. E questo ci racconta poi alla fine
37:27del suo mondo, no? Che lui utilizzava quello che erano, tra l'altro, le sue risorse così
37:33semplici, così veramente di basso livello, di basso profilo, perché era un uomo estremamente
37:40semplice che veniva da famiglie estremamente modeste, ma tutto questo però gli ha permesso
37:47sostanzialmente di catturare queste vittime all'interno della sua rete. E la capacità
37:54che lui aveva poi di soddisfare attraverso il suo agito questo mostro che portava all'interno
38:00di sé, poi l'ha dimostrato anche all'interno del suo percorso carcerario. Cioè lui lì
38:06ha mostrato esattamente che purtroppo non bisogna sempre rivolgersi alla psichiatria
38:12o alla psicologia, purtroppo esistono persone nel mondo della vita che sono malvagie, sono
38:17cattive e che hanno questo mostro interno da dover nutrire e soddisfare. Nonostante tutto
38:23lui ha continuato a cercare di soddisfarlo anche con l'agito verso Giovanni Paolo XXIII,
38:30comunque con un comportamento che l'hanno portato addirittura a dover essere spostato in un carcere
38:35di massima sicurezza all'isola d'Elba. Quindi il suo quadro, cioè in quello che è emerso
38:42questa sera, racconta proprio di tutta la sua modalità di essere nel mondo, che è una
38:47modalità completamente alla deriva, ma nonostante tutto riusciva con la sua poca capacità, anche
38:56con la sua poca cultura, con la sua analfabetizzazione, ad avere verso l'altro quel qualcosa che catturava
39:05la sua attenzione lo metteva in trappola.
39:07Lisa Di Giovanni, tra l'altro sono passati chiaramente molti anni, parliamo di un'epoca
39:11lontana, oggi molti si sono scordati di Ernesto Picchioni, però fino a qualche anno, fino a
39:18qualche decennio fa non era così. Ha continuato ad alleggiare un alone di paura, di terrore,
39:24nel fondo utilizzato appunto da Ernesto Picchioni per gli scopi che ormai ben conosciamo.
39:30Fortunatamente, poi dopo l'aggressione del 46 al legittimo proprietario, si scavò, si
39:35indagò, vennero trovati dei cadaveri e si riconobbe in Picchioni l'autore di alcune misteriose
39:40scomparse, perché altrimenti forse ancora oggi se le indagini non fossero mai state avviate
39:45staremo qui a parlare della salaria o di quel tratto della salaria in termini di strada
39:50maledetta, in cui delle persone misteriosamente e inspiegabilmente sono state come risucchiate
39:54dalla strada stessa. Insomma, in questi casi, quando ci sono di mezzo reati così pesanti,
40:00la scomparsa di così tante persone, è sempre in agguato il rischio dello scivolamento nella
40:05superstizione.
40:06Sì, allora, negli anni 70 e negli anni 80 lui veniva ricordato proprio come il mostro
40:12della salaria, non tanto come il mostro di Nerola. Le persone non si avvicinavano alla
40:20sua abitazione, adesso ci sono dei ruderi, perché molti dicevano che lui, il suo fantasma,
40:27alleggiava ancora attorno a quella casa e soprattutto molti avevano proprio timore di queste vittime
40:36che erano state seviziate, ammazzate e non seppellite in modo diciamo ufficiale e religioso
40:43che le anime di queste vittime ancora si trovassero lì. Quindi, ancora adesso, se si passa lungo
40:52questa strada, proprio al chilometro 47, le persone non si avvicinano e guardano questo rudere oramai
40:59da lontano. Nessuno ha rivendicato quella casa, nessuno ha fatto nulla. Per rudere è lì, ancora adesso.
41:06Quindi, questa cosa in poche parole, la notizia del mostro di Nerola ha innescato una psicosi
41:14nelle persone, sia quando uscì la notizia di questo orto degli orrori e soprattutto poi nel corso
41:23degli anni, perché poi tramandando alcune, diciamo anche leggende tramite l'oralità, da diciamo una cosa
41:32che poteva sembrare piccola, arrivava magari in un'altra regione in un modo totalmente diverso.
41:37In gigantito e deformato.
41:40Un po' come succede quando purtroppo si ha a che fare con l'opinione pubblica. Quindi, questo personaggio
41:48che nasce nella miseria, quindi come ha detto l'avvocato a cavallo tra due guerre, nella totale povertà educativa
41:58e ricordato adesso come uno dei serial killer più spietati della storia italiana.
42:04Tra l'altro, Lisa, questo meccanismo di panico condiviso e generalizzato, di fatto anche dal punto di vista
42:09mediatico, ha anticipato una serie di situazioni analoghe che poi nei decenni, negli anni successivi,
42:15si sarebbero ripetute e presentate regolarmente a fronte di delitti, soprattutto di tanti delitti risolti
42:21in archi temporali ristretti. Abbiamo già citato il mostro di Firenze, ma insomma anche qui gli esempi
42:26ne potremmo fare tantissimi. Un po' un meccanismo della paura in cui confluiscono vari canali,
42:33da una parte appunto la tendenza alla superstizione, a chiamare in causa chissà quale realtà appunto del male raffinato
42:41che potrebbe stelarsi dietro le evenienze criminali.
42:44Assolutamente, ma poi questi fatti, sia del mosso della salaria e adesso ricordiamo anche quello di Firenze,
42:49hanno proprio pregiudicato i luoghi, le persone. È come se questi eventi avessero messo la macchia
42:55su tutti gli abitanti di quei paesi. Io magari ho sentito un po' di più il mostro di Firenze,
43:01perché a livello temporale è più successivo, però io sono stata in quelle zone per lavoro
43:08e quando sono stata lì ancora si sente...
43:11La lune è rimasto.
43:13Sono zone, sì, assolutamente. Infatti sono zone splendide, ma purtroppo hanno...
43:17Inquinate un po'.
43:18Sì, tipo la lettera scarlata, è così.
43:22Ecco, e professore Spasari, tra l'altro, dato che parliamo di un'epoca particolarmente remota,
43:27le vorrei anche chiedere quanto la impossibilità di reperire determinata documentazione in relazione alla vita,
43:34a eventuali altre disavventure che può aver avuto nel corso della sua esistenza Ernesto Picchioni.
43:39Ecco, quanto l'assenza di questo materiale può pregiudicare, anche oggi, a distanza di così tanti anni,
43:44una comprensione completa del personaggio.
43:47Certo, alcuni aspetti li abbiamo messi in evidenza, alcuni componenti sono comprensibili,
43:54però è inevitabile, credo che molto rimanga, come dire, ignoto, soltanto a livello ipotetico,
43:58proprio perché gran parte della documentazione è andata distrutta,
44:01anche per quanto riguarda la vita coniugale di Picchioni, prima Lisa giustamente ci ricordava
44:05che non è neanche certo che fosse sposato.
44:08Sì, perché non c'è l'atto di matrimonio e sembra che loro si siano conosciuti e abbiano fatto la classica frutina,
44:14quindi lei è rimasta incinta, portava la fede, ma non c'è l'atto di matrimonio.
44:19Tutte carenze che pesano quando ci si ripropone di fare delle ricostruzioni, come stiamo cercando di fare noi questa sera.
44:26Ha perfettamente ragione, dottor Rao, effettivamente la carenza di documentazione può influire negativamente
44:37sulla comprensione a 360 gradi della struttura individuale della personalità.
44:43Tuttavia va detta una cosa, l'elemento ambientale e l'elemento socio-economico sicuramente influiscono su tutte le persone,
44:52però il comportamento di questo individuo, come quello di molti altri criminali violenti,
45:01non deve essere assolutamente attribuito esclusivamente alle ristrettezze economiche
45:08o a una componente ambientale di scarsa alfabetizzazione,
45:13in quanto purtroppo è l'elemento criminale, la violenza, la malvagità dell'individuo
45:21sono delle caratteristiche individuali che sono trasversali alle classi sociali.
45:28Purtroppo gli assassini violenti esistono, esistevano in passato ed esisteranno sempre,
45:36in tutte le classi sociali. Quindi non è l'elemento ambientale o l'elemento socio-economico
45:44che produce il mostro. Anzi, questi elementi non devono essere in alcun modo considerati
45:50delle circostanze attenuanti per scusare il comportamento di determinati criminali,
45:55in quanto è frequente purtroppo che ci siano milioni di persone, anche nel mondo,
46:05anche in altre nazioni, che versano in stato di miseria o di povertà
46:09e sono delle bravissime persone dotate di grande umanità, di solidarietà e di empatia verso gli altri.
46:17Purtroppo questi individui con questi comportamenti hanno delle motivazioni di malvagità individuale
46:25che ben poco hanno a che vedere con la componente ambientale.
46:29Quindi, a mio avviso, sotto il profilo medico-legale, va rigettato un determinato,
46:34potremmo dire, filone sociologico, per certi versi, di l'ombrosiana memoria
46:40che attribuisce alle condizioni socio-economiche, alla struttura, alla forma del cranio,
46:47al volume cerebrale, alla ridotta scolarizzazione e alfabetizzazione, i comportamenti violenti.
46:54Chiarissimo. Tra l'altro risultano esserci delle notevoli differenze di classe
46:58o, se preferiamo, di censo tra le vittime che hanno avuto la sfortuna
47:02di cadere nella rete criminale di Ernesto Picchioni.
47:05Sarebbe difficile aspettarsi il contrario, considerando che chiunque, veramente chiunque,
47:09percorresse quella strada, quel maledetto chilometro, poteva incappare nei chiodi.
47:14E poi sopravvivere, scappare, fuggire, sarebbe stata un'impresa, temo addirittura impossibile.
47:21Finisce qui questa edizione di Incidente Probatorio.
47:25Ci tengo a ringraziare tutti gli ospiti e le ospiti che mi hanno accompagnato
47:29nella rievocazione di questa figura storica famigerata,
47:33ma anche molto difficile da ricostruire nel dettaglio,
47:35proprio per via dei molti decenni che sono passati,
47:39dell'epoca radicalmente diversa da ogni punto di vista che abbiamo tentato
47:43in questo capitolo conclusivo di Incidente Probatorio,
47:45di raccontarvi e di ricostruire per voi.
47:48Grazie molte a Lisa Di Giovanni. Lisa, spero di ritrovarti presto qui
47:52nello studio di Incidente Probatorio.
47:54Grazie, grazie infinito.
47:55Ringraziamo di cuore, come al solito, anche il professor Spasari,
48:00il medico legale, docente. Grazie molte, professore.
48:02Grazie per l'ospitalità, dottor Rao. Buonanotte a tutti.
48:07Buonanotte anche all'avvocata Elisabetta Aldrovandi. Grazie.
48:11Grazie, grazie a voi.
48:12E alla dottoressa Barbara Fabroni. Grazie molte, dottoressa.
48:18Grazie, buonanotte.
48:20Noi per oggi ci fermiamo qui. Mi raccomando, vi aspetto domani alla stessa ora.
48:25Incidente Probatorio torna con nuovi casi, nuovi ospiti,
48:28come al solito, vicende del presente e del passato.
48:31Mi raccomando, non mancate. Buonanotte.
48:33Mi raccomando, non mancate.

Consigliato