00:00Il caos e la quiete, la distruzione e la ricomposizione, l'inferno e il cielo. Attraversare la mostra
00:13Icarus dell'artista giapponese Yukinori Yanagi, ospitata nelle navate di Pirelli a
00:17Garbicocca a Milano, è un'esperienza che genera di continuo sensazioni opposte, apparentemente
00:22inconciliabili eppure armonizzate dalla grande consapevolezza dei lavori. Ci sono esplosioni
00:28nucleari a Grandi Neon, c'è l'evocazione pop di Godzilla e ci sono spazi di pura poesia.
00:33Ci sono formiche che si muovono attraverso le bandiere di sabbia in un'opera famosa presentata
00:37alla Biennale di Venezia e ovviamente c'è il pensiero di Yanagi.
00:41L'essere umano, ce l'ha letto l'artista, ha un cervello più sviluppato rispetto alle
00:48formiche e questo fa sì che sia sempre in uno stato di cambiamento. Il problema è che
00:52a volte questo costante stato di cambiamento crea delle contraddizioni, ma da queste contraddizioni
00:58nasce la speranza che è ciò che ci porta ad andare avanti. La speranza, una parola
01:02decisiva se si vuole provare a essere realmente nella mostra, che è uno spazio di continua
01:07incertezza e quindi di possibilità, memoria del passato spesso tragico, ma aperta a una
01:12riconsiderazione dell'idea di futuro. Il progetto è curato da Vicente Todoli insieme a Fiammetta
01:17Griccioli. È un artista che lavora con diversi media, dalla scultura all'installazione al
01:22disegno e che sa combinare opere su una scala maggiore, architettonica, possiamo dire, con
01:30gesti più intimi come disegni che seguono le tracce delle formiche e ha questa capacità
01:37unica di relazionarsi allo spazio, allo spazio architettonico, a spazi post-industriali come
01:42quelli di Angarbicocca. Tra le tante opere che catturano attenzione ed emozioni spicca
01:47a nostro avviso quella che dà il titolo alla mostra. Icarus fa riferimento al mito greco di
01:52Icaro che diventa una metafora sull'arroganza umana, per l'artista di un'eccessiva confidenza
01:59nella tecnologia, nella modernizzazione, quindi è quasi un monito. Dentro i container, simbolo
02:04tangibile di una globalizzazione selvaggia, il visitatore vive una vera e propria sospensione
02:09del tempo. Come Icaro ci si può avvicinare al sole, ma i corridoi bui ed incerti, con i loro
02:14specchi e versi di Mishima, sono anche una strada verso l'altro e, pure nella totale
02:19orizzontalità del lavoro, anche verso l'alto, verso il cielo, quello stesso che Icaro attraversò
02:25cercando la sua forma di felicità. È un lavoro importante che ricorda come intensità le cose
02:31migliori viste in Angar negli anni e possiamo citare Juan Muñoz, Mike Kelly o Carsten Röller per
02:36intenderci. Io desidero che l'arte, ha concluso Yukinori Yanagi, sia una forma di salvezza perché
02:48alla fine ci permette di entrare in contatto con l'altro, con le altre persone e l'immaginazione
02:53ci permette di creare delle storie che possono consentirci di raggiungere sia chi non c'è più,
02:57sia chi verrà in futuro. E proprio il futuro diventa possibile qui dentro, anche sotto una
03:02bomba nucleare mai esplosa che ci fa da monito certo, ma nel contempo offre uno spazio di possibilità
03:08reale.
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