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Venezia, 25 feb. (askanews) - La 61esima Biennale d'arte di Venezia sarà la Biennale pensata e progettata da Koyo Kouoh, anche se la curatrice camerunense-svizzera è scomparsa nel maggio 2025. Ma il suo lavoro era stato impostato e il team dei curatori che lei aveva scelto lo ha portato e lo porterà avanti nello spirito della sua idea. "In Minor Keys", questo il titolo scelto da Koyo, è stata presentata a Venezia in una conferenza stampa intensa e appassionata, che in qualche modo andava in cerca di un suo centro di gravità permanente."Si è come gli alberi - ha detto ad askanews Pietrangelo Buttafuoco, presidente della Biennale di Venezia - l'albero è presente, l'albero ha le foglie, ha i frutti, perde le foglie, perde i frutti, perde anche se stesso e le radici che restano se ne vanno, ma i semi invece camminano e il team di Koyo sono il seme che ha generato attraverso il suo progetto, attraverso le sue fronde, attraverso la presenza, e in virtù della sua assenza, la meraviglia dimostra che prossimamente tutti noi e tutti voi vedrete". La mostra internazionale prevede 111 partecipanti, tra artisti, artiste, duo, collettivi e organizzazioni provenienti da contesti geografici differenti, selezionati da Koyo privilegiando soprattutto risonanze, affinità e possibili convergenze tra pratiche anche lontane. Con l'obiettivo di restituire e ampliare una geografia relazionale, intessuta nel corso di una vita e fondata sull'incontro. E, sia nei discorsi dei curatori, sia nell'intervento di Buttafuoco due termini sono risuonati in particolare: poesia e cura. "Sono parole che diventano sinonimi - ha aggiunto il presidente - sono parole che insieme legano e qui, entra in gioco la religio, il tenere insieme le cose, la cura, ovvero la complessità dell'esistenza del mondo, delle relazioni e la consapevolezza della, ho usato a posto un termine ispirato dalla presenza di Stefano Zecchi, della gettatezza. Noi siamo quindi qui e ora e dunque nel progetto di un'esistenza che ci vede responsabili rispetto a ciò che abbiamo intorno".Un intreccio tra anima e intelletto, l'attenzione alle pratiche e alle relazioni processuali, la meraviglia opposta al cinismo, i riferimenti letterari a James Baldwin, a Toni Morrison e ai Cent'anni di solitudine di Gabriel Garcia Marquez: il mondo di "In Minor Keys", anche se ancora non del tutto svelato, si rivela già come una foresta di possibilità in divenire, che avrà attenzione anche per le performance e l'effimero. E quel concetto di Heidegger dell'uomo gettato nel mondo può rivelarsi un'occasione in più, pur nella mancanza che è l'elemento caratteristico di questa Biennale. "Emotivamente il primo pensiero che ho avuto - ha concluso Buttafuoco - è stato quello della bacchetta che viene appoggiata sul leggio quando è completato il lavoro di Turandot, è completato nell'incompletezza e nel suo essere incompleto apre e squaderna le nuove visioni".La Biennale d'arte di Koyo Kouoh apre al pubblico il (...)

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00:00La 61esima Biennale d'Arte di Venezia sarà la biennale pensata e progettata da Koyo Kuo,
00:06anche se la curatrice camerunese svizzera è scomparsa nel maggio 2025,
00:10ma il suo lavoro era stato impostato e il team di curatori che lei aveva scelto
00:14lo ha portato e lo porterà avanti nello spirito della sua idea.
00:17Il Minor Keys, questo è il titolo scelto da Koyo,
00:20è stata presentata a Venezia in una conferenza stampa intensa e appassionata
00:24che in qualche modo andava in cerca di un suo centro di gravità permanente.
00:28Si è come gli alberi, l'albero è presente, l'albero ha le foglie, ha i frutti,
00:35perde le foglie, perde i frutti, perde anche se stesso e le radici che restano se ne vanno,
00:42ma i semi, i semi invece camminano e il team di Koyo sono appunto il seme
00:50che ha generato attraverso il suo progetto, attraverso le sue fronde,
00:54attraverso la sua presenza, in virtù della sua assenza,
00:58la meraviglia dimostra che prossimamente tutti noi e tutti voi vedrete.
01:03La mostra internazionale prevede 111 partecipanti,
01:07tra artisti e artiste, duo, collettivi e organizzazioni provenienti da contesti geografici differenti,
01:12selezionati da Koyo privilegiando soprattutto risonanze, affinità
01:16e possibili convergenze tra pratiche anche lontane,
01:19con l'obiettivo di restituire e ampliare una geografia relazionale
01:23intessuta nel corso di una vita e fondata sull'incontro.
01:26E sia nei discorsi dei curatori sia nell'intervento di Buttafuoco,
01:29due termini sono risuonati, in particolare poesia e cura.
01:33Sono parole che diventano sinonimi, sono parole che insieme legano,
01:40e qui entra in gioco la religio, il tenere insieme le cose,
01:45la cura, ovvero la complessità dell'esistenza del mondo, delle relazioni
01:50e la consapevolezza della, ho usato apposto un termine ispirato dalla presenza di Stefano Zecchi,
01:56della gettatezza.
01:58Noi siamo quindi qui e ora e dunque nel progetto di un'esistenza
02:06che ci vede responsabili rispetto a ciò che abbiamo intorno.
02:10Un'intercetta anima intelletto, l'attenzione alle pratiche e alle relazioni processuali,
02:14la meraviglia opposta al cinismo, i riferimenti letterari a James Baldwin,
02:18a Tony Morrison o a cent'anni di solitudine di Gabriel Garcia Marquez.
02:22Il mondo di In Minor Keys, anche se ancora non del tutto svelato,
02:26si rivela già come una foresta di possibilità in divenire,
02:29che aveva attenzione anche per le performance e l'effimero,
02:32e quel concetto di Heidegger e dell'uomo gettato nel mondo
02:35può rivelarsi un'occasione in più, pur nella mancanza,
02:38che è l'elemento caratteristico di questa biennale.
02:41Emotivamente il primo pensiero che ho avuto è stato quello della bacchetta
02:44che viene appoggiata sull'Eggio quando è completato il lavoro di Turandò,
02:50è completato nell'incompletezza e nel suo essere incompleto
02:55apre e squaderna le nuove visioni.
02:58La Biennale d'arte di Coriocuo apre al pubblico il 9 maggio prossimo,
03:02quest'anno, poiché la curatrice non li avrà ancora individuati,
03:05i leoni d'ora alla carriera non saranno assegnati.
03:07Grazie a tutti.
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