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  • 7 ore fa
Venezia, 26 feb. (askanews) - È una mostra che ha molti aspetti concettuali e fa riferimento a un "pensiero magmatico", che affonda nella materia e nel tempo, ma può anche essere vissuta come la contemplazione di un cielo stellato, magari perfino quello stesso che Kant pensava di ammirare sopra di noi come forma del sublime. Il Museo Correr di Venezia ospita, nella Sala delle Quattro Porte, un progetto dell'artista iraniano trapiantato in Italia Bizhan Bassiri, che ha messo alle pareti i volti, riprodotti fotograficamente dall'intelligenza artificiale, di altrettanti grandi artisti, resi tutti come nostri contemporanei."Per questa mostra, all'interno del processo del mio lavoro - ha fatto Bassiri ad askanews - ho pensato alle stelle che ci guidano e fanno parte della nostra civiltà umana. Sono, per quanto riguarda l'arte visiva, dal Rinascimento fino a oggi, tutti quelli che non sono più in vita. Perché oggi ci sono moltissimi artisti di valore che sono in vita, possono entrare dalla porta, ma loro entrano dalla finestra, come delle stelle che aleggiano sulla nostra vita quotidiana, noi senza troppo pensarci anche in maniera naturale, parliamo di Leonardo, Michelangelo, Raffaello, ma anche Kounellis, Merz, Giacometti, queste sono come guardare il cielo e le stelle che noi abbiamo, comunque è una certezza".Che si tratti di Manet o di Durer, del Tintoretto o di Andy Warhol, questi volti raccontano una storia culturale, che circonda le nostre vite e si cala, come la magnifica Madonna lignea che sembra volare alla parete, dentro lo spazio complesso della Sala. "La mia prima sfida - ha aggiunto l'artista - era quella di fare entrare in un flusso unico anche il lampadario. In questo flusso unico non ha senso fare finta che non esista il lampadario, fare finta che questo quadro non sia coperto da un telo bianco, no. Tutto questo rientra in un uno stesso momento, in fondo è come se tutta la mostra fosse sotto il manto della Madonna, va anche bene".E il Museo Correr, attraverso queste incursioni, continua il suo dialogo colto e laterale con il tempo presente, l'unico che l'arte racconta, da sempre.

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00:00È una mostra che ha molti aspetti concettuali e fa riferimento a un pensiero magmatico che affonda nella materia e
00:06nel tempo, ma può anche essere vissuta come la contemplazione di un cielo stellato, magari perfino quello stesso che Kant
00:13pensava di ammirare sopra di noi come forma del sublime.
00:16Il Museo Correo di Venezia ospita, nella Sala delle Quattro Porte, un progetto dell'artista iraniano trapiantato in Italia, Bijan
00:23Bassiri, che ha messo alle pareti i volti, riprodotti fotograficamente dall'intelligenza artificiale, di altrettanti grandi artisti, resi tutti come
00:31i nostri contemporanei.
00:32Per questa mostra, all'interno del processo del mio lavoro, ho pensato alle stelle che ci guidano quando parte della
00:39nostra civiltà umana. Sono, per quanto riguarda l'arte visiva, dal Rinascimento fino ad oggi, tutti quelli che non sono
00:47più in vita, perché fino ad oggi ci sono moltissimi artisti di valore che sono in vita, possono entrare dalla
00:53porta, ma loro entrano dalla finestra come delle stelle che alleggiano sulla nostra vita quotidiana.
01:00Noi, senza troppo pensarci, anche in maniera naturale, parliamo di Leonardo, Michelangelo, Raffaele, Cunelli, Mercer, Giacometti, ma queste sono come
01:11guardare il cielo e le stelle che noi abbiamo comunque, è una certezza.
01:15Che si tratti di Manet o di Dürer, del tintoretto di Andy Warhol, questi volti raccontano una storia culturale che
01:22circonda le nostre vite e si cala, come la magnifica madonna linea che sembra volare alla parete dentro lo spazio
01:29complesso della sala.
01:30La prima sfida mia era quella di far entrare in un flusso unico, anche il lampadario. In questo flusso unico
01:39non c'è come far finta che non esiste il lampadario, far finta che in questo quadro non ci mettiamo
01:44un telo bianco, no.
01:45Tutto questo rientra in uno stesso, in fondo come la mostra fosse sotto il manto della madonna. Vai che bene.
01:53E il Museo Correa, attraverso queste incursioni, continua il suo dialogo colto e laterale con il tempo presente, l'unico
02:00che l'arte racconta da sempre.
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