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Tgs Sette edizione dell'1 novembre 2026
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NovitàTrascrizione
00:18Buona domenica e buona festa di ogni santi, oggi è il primo novembre e vogliamo dedicare questa puntata di TGS7
00:25alle festività di questi due giorni.
00:28Domani sarà la festività dei morti, una festa carica di memoria, di tradizione, di ricordi, di rapporto con i defunti
00:36che passa attraverso le tradizioni, i rituali familiari, il rapporto con i bambini, con l'idea del dono, con i
00:45dolciumi, con la grande tradizione dolciaria della nostra Sicilia.
00:49Ne parliamo in studio con un esperto di questi argomenti, con l'antropologo Rosario Perricone che ci viene in soccorso
00:58per ragionare un po' su questa bella festa e anche il direttore del Museo Internazionale delle Marionette di Palermo parleremo
01:04anche di questo.
01:05Ma cominciamo dalla festa di oggi, la festa di ogni santi. Che festa è, professore?
01:12Intanto buongiorno a tutti, la festa di ogni santi è la festa di tutti i santi e la festa di
01:19tutti i morti, io dico.
01:21Nel senso che nel calendario è la festa liturgica più laica che ci sia nel calendario liturgico.
01:29Questo non perché lo dico io, ma insomma...
01:31Perché pensa a tutti.
01:31Pensa a tutti, non esclude nessuno, è la festa più inclusiva che possa esistere.
01:37E io dico che è la festa di tutti i santi, è la festa di tutti i morti perché non
01:41a caso queste due feste sono collegate, interrelate, cioè una un giorno dietro l'altra.
01:46Perché come ben sapete, diciamo, nelle dinamiche della ricostituzione, anzi della costituzione, del calendario liturgico,
01:55c'è stata una sovrapposizione con tante feste che non erano cristiane e che sono state poi inglobate all'interno
02:02del calendario liturgico e rifunzionalizzate secondo la fede cristiana.
02:07Quindi nulla è casuale?
02:10Assolutamente no, dico, ci sono tanti altri casi nel nostro calendario liturgico cristiano che seguono questo schema.
02:17La festa di Natale è una di queste, la festa di Pasqua è un'altra di queste.
02:22Ricordiamoci che la festa di Pasqua non è una festa, diciamo, fissa come a Natale perché segue il calendario lunare.
02:30Quindi una delle modalità più arcaiche di festeggiamento e di calendarizzazione delle feste che seguiva i lavori, le modalità di
02:43lavoro e quindi scandiva anche le diverse modalità.
02:45In qualche modo anche le stagioni.
02:47Anche le stagioni, certo, i lavori e le stagioni.
02:49Quindi tutto questo si tiene insieme ed è un, diciamo, viene ripetuto e rielaborato nei diversi contesti cerimoniali che all
02:57'interno del calendario liturgico cristiano trovano poi le scansioni.
03:01Abbiamo preparato una scheda, gliela faccio vedere e poi ho un bel po' di domande per lei. Vediamo.
03:06Benissimo.
03:07La festa dei morti in Sicilia, celebrata tra il primo e il due novembre, è una tradizione popolare che intreccia
03:14culto dei defunti, memoria familiare, cibo e ritualità domestiche.
03:18A differenza di Halloween non è incentrata sulla paura ma sull'idea che i morti tornino simbolicamente nelle case per
03:25incontrare i vivi, soprattutto i bambini.
03:28A Palermo la consuetudine più conosciuta è quella dei defunti che portano regali ai piccoli, giocattoli, vestiti, scarpe, dolci, nascosti
03:36in casa durante la notte.
03:38A risveglio i bambini li cercano, convinti che siano stati lasciati dai nonni o da altri parenti scomparsi.
03:45I doni vengono spesso raccolti nel canistro, un cesto con dolci, frutta secca, mandarini, noci, castagne e fichi secchi.
03:53Tra i dolci simbolo della ricorrenza ci sono i pupi di zucchero o pupaccena, statuine di zucchero colorate che raffigurano
04:00cavalieri, paladini, dame e personaggi popolari.
04:03La frutta martorana, riproduzioni di frutte e ortaggi realizzate con pasta di mandorle, le ossa di morto, chiamate anche crozzi
04:11motu, e i tetù e teio, biscotti tradizionali, chiari e scuri.
04:16Si preparano anche pupatelli, taralli, nucatoli e regginelle.
04:21A Palermo è tipica il 2 novembre anche la muffoletta, un pane morbido condito tradizionalmente con olio, sale, pepo, origano
04:29e acciughe, talvolta con formaggio.
04:31In tanti paesi siciliani si tengono fiere dei morti.
04:34In alcune località, a Palermo tra queste, si prepara la cuccia a base di grano bollito, talvolta accompagnato da ceci
04:42o fave.
04:42Il grano richiama simbolicamente il ciclo della morte e della rinascita.
04:47In alcune tradizioni si preparano le armuzzi, pani dalla forma antropomorfa che rappresentano le anime del purgatorio.
04:55Fave, mandorle, noci, nocciole e castagne sono altri alimenti ricorrenti, legati ai raccolti autunnali e nelle interpretazioni antropologiche alla fecondità
05:05e al rinnovamento della vita.
05:06La ricorrenza comprende anche la visita ai cimiteri, la deposizione dei fiori, le celebrazioni religiose e racconti familiari dedicati ai
05:14parenti scomparsi.
05:16Sono occasioni in cui gli adulti trasmettono ai bambini storie, ricordi e legami tra generazioni.
05:22Dal punto di vista antropologico, questa festa esprime soprattutto tre significati.
05:27La morte come presenza simbolica nella vita quotidiana, il dono come passaggio di memoria e affetto tra generazioni,
05:35e il cibo come strumento per mantenere vivo il legame con i defunti.
05:39Ogni territorio conserva ricette, racconti e rituali propri, accomunati dal desiderio di mantenere un rapporto con chi non c'è
05:47più.
05:51Professore, che pensa? Abbiamo in qualche modo riassunto...
05:54Devo dire in maniera perfetta, avete riassunto i temi fondamentali di questa festa.
06:00Ma quanto vogliamo bene noi ai nostri morti? Noi più degli altri, secondo lei? Più per esempio delle popolazioni anglosassoni?
06:06Ma, veda, c'è una frase famosa di un film, di un cartoon, che dice
06:12uno muore realmente quando più nessuno lo ricorda.
06:16Sì.
06:17Ecco, questa è di solito la frase che uso a lezione quando introduco, diciamo, le festività dei morti, eccetera,
06:23perché realmente tutto questo serve per la trasmissione dei saperi familiari, delle generazioni, per le generazioni future.
06:33E le modalità rituali con le quali questi saperi si trasmettono sono, come dire, non fossilizzate,
06:40perché nel corso della storia, degli ultimi cento anni, queste tradizioni sono cambiate, si sono modificate,
06:48hanno avuto alcune, diciamo, l'inserimento di nuovi elementi che non hanno però destrutturato il sistema rituale.
06:57Perché si basa su una cosa fondamentale, dare, ricevere e restituire, che è l'elemento fondante di tutti quei riti
07:07che sono caratterizzati dalla cosiddetta questua, cioè dal chiedere, in fondo Halloween cos'è, cosa si fa per Halloween,
07:16cosa fanno i nostri bambini per Halloween.
07:19Bussano.
07:20Bussano e chiedono.
07:21Quindi, dolcetto, scherzetto, tecnicamente è una questua.
07:25Sì.
07:25E la questua è uno degli elementi fondamentali di tutte le feste del mondo in cui c'è un passaggio
07:32d'anno,
07:32un passaggio da un capodanno.
07:35Quindi, in realtà, la festa dei morti, la festa di Halloween, sono accumulati dallo stesso principio generatore
07:40che è il passaggio d'anno.
07:42Non a caso, un vecchio proverbio siciliano recita che si semina per i morti.
07:49Quindi, l'anno, cioè, agricolo inizia con la festa dei morti.
07:54Tutto questo si tiene insieme, è un discorso, diciamo, che bisogna fare, un discorso olistico.
07:58Le due feste, le due modalità, sono antagoniste, secondo lei?
08:02No, assolutamente no.
08:04Anzi, debbo dire, nella mia esperienza di antropologo, di ricercatore anche sul campo,
08:09facciamo questo, andiamo a vedere, non leggiamo solo libri, no?
08:12Quindi partecipiamo, incontriamo persone.
08:15In questi ultimi 15 anni, debbo dire che, mentre all'inizio l'invasione, diciamo,
08:20proprio l'invasione del modello americano di Halloween era più forte,
08:24adesso, soprattutto nei paesi, anche in alcuni quartieri delle grandi città, come Palermo,
08:32c'è un sincretismo culturale.
08:34Avete visto in queste immagini una zucca, precedentemente,
08:38una zucca che era però un pupo di zucchero, era un pupacena.
08:41Ecco, questo è un pupacena che ho io, diciamo, lì al Museo delle Marionette,
08:47che costruisco appositamente, perché penso che sia il simbolo perfetto
08:52di questo sincretismo culturale, che modifica chiaramente le modalità
08:56con le quali le giovani generazioni...
08:58Adesso vediamo un po' di pupi di zucchero.
09:00Quindi, insomma, lei non la vede negativamente questa, come dire,
09:05questa nuova propensione?
09:06Questi sono i pupi che collezionano lei, no?
09:08Sì, sì, alcuni, alcuni, sì, sì.
09:10Anche perché ci sono le diverse tipologie, non a caso, come vede,
09:14ci sono gli eroi Marvel insieme a Gesù Cristo.
09:18Perché la tradizione segue anche l'attualità, i nuovi personaggi.
09:23Cioè, un rito ha senso nella contemporaneità, se è contemporaneo.
09:29Altrimenti, infatti, anche sulle iconografie dei pupi di zucchero,
09:32su cui magari torneremo, è importante sottolineare il fatto
09:35che ci sia un adeguamento costante a quelle che potremmo chiamare
09:39le mode del momento.
09:41Perché questo vuol dire, non che il rito sta decadendo,
09:45che la pratica rituale non è più tradizionale,
09:48ma esattamente il contrario.
09:49Vuol dire che non è fossilizzata
09:52e che ha ancora una funzione attiva all'interno della società in cui opera.
09:56Senta, professore, probabilmente lei è un po' più giovane di me,
09:59però non c'era un momento più bello durante l'anno
10:01che non quello di trovare il cavallo e il cavaliere
10:04la mattina del 2 novembre, lasciato dai nonni.
10:08Una delle cose più belle, la mia, la generazione degli anni 70,
10:11ed era un gesto meraviglioso che Nino Buttitta ha codificato,
10:17definendolo patrofagia simbolica.
10:20Certo.
10:21È una cosa meravigliosa, però ce la deve spiegare.
10:23Beh, allora, il professore Antonino Buttitta,
10:26buonanima, vuole essere citato sempre,
10:28io cito sempre, è stato il mio maestro.
10:30Quindi io su questi testi mi sono formato
10:32e continuo a riflettere perché il, diciamo, come dire,
10:36il fulcro, il senso di questa affermazione del professor Antonino Buttitta
10:41era esattamente che il pupacena si chiama pupacena
10:45perché viene mangiato.
10:48Esatto.
10:48Adesso magari non più o comunque in maniera minore.
10:52Pupo a cena.
10:53Pupacena, si chiama pupacena proprio per questa duplice ragione,
10:56per una duplice ragione.
10:58Una è questa, cioè che veniva mangiato
11:00e che rappresentava il defunto.
11:03Anche se aveva una, come dire,
11:06una figurazione totalmente diversa dal defunto.
11:09Quindi poteva essere il paladino,
11:11può essere l'uomo ragno.
11:14Di solito un personaggio che potesse cedere
11:17un patrimonio simbolico importante.
11:18Un patrimonio simbolico più importante
11:20è che tra l'altro in quel momento storico
11:22rappresentava tutta la società, la comunità.
11:24Sì.
11:24Quindi è un consumo collettivo
11:27di un cibo che tutta la società riconosce
11:31come nella sua figurazione.
11:34Anche perché il pupo di zucchero rappresenta
11:37dal punto di vista simbolico il defunto che torna.
11:40Perché non dobbiamo mai dimenticare
11:41che nella nostra tradizione popolare,
11:43questo ce lo racconta P3,
11:45a partire da P3 sappiamo tutto questo,
11:47e poi anche nelle narrazioni, diciamo, orali
11:49che raccogliamo ancora oggi,
11:51questo racconto abbiamo presente,
11:52perché il 2 novembre i morti tornano sulla terra.
11:56Esatto.
11:56L'avete detto voi nel servizio,
11:58l'ha detto l'epoca, anzi,
11:59portano i regali ai bambini,
12:01bambini che guarda caso molto spesso
12:04portavano in nome dei morti,
12:06dei defunti,
12:08che ancora oggi spesso questo avviene.
12:10Quindi tutto questo meccanismo,
12:11è un meccanismo che si tiene, strutturante,
12:14e il pupo a cena,
12:16l'altra funzione del pupo a cena,
12:18era quello di segnaposto alla tavola,
12:21perché la notte del 2 novembre
12:23si lasciava la tavola imbandita,
12:26col pupo al cena,
12:28quindi accanto al posto vuoto,
12:32a segnare il posto della persona defunta,
12:35che poi la sera tornava,
12:36tornando dall'aldirà,
12:37aveva fame e doveva mangiare,
12:38e riconosceva quindi nel pupo il suo posto
12:42e in quel pupo si incarnava in qualche modo.
12:44Ecco perché il professore parlava,
12:46il professor Antonio Buttitta,
12:47di antropologia rituale.
12:48Ci racconta qual è il percorso di questa antropologia
12:51che non dimentichiamo,
12:53che non rimuoviamo,
12:54perché è da P3
12:55e successivamente da un altro grande studioso
12:59che noi ereditiamo questo patrimonio di conoscenza, no?
13:02Certo, ma tra l'altro proprio su questi temi
13:04la grande biblioteca di Giuseppe P3
13:07che tutti conoscete,
13:08che dalla metà dell'Ottocento
13:09fino ai primi anni del Novecento ha lavorato,
13:12poi in continuità con questo lavoro
13:14c'è il lavoro di Giuseppe Cocchiara,
13:16a quale tra l'altro noi stiamo dedicando
13:18una edizione nazionale delle opere
13:20che è in corso di pubblicazione.
13:22E a seguire allievo diretto di Cocchiara
13:25è stato il mio maestro Antonino Buttitta
13:27e noi seguiamo quel lavoro lì.
13:29Antonino Buttitta che nel 69
13:31pubblicò un libro
13:32sulla cultura figurativa siciliana
13:34che guarda caso è esattamente il tema
13:38del libro di uno dei più importanti
13:41antropologi francesi di questo momento
13:42che si chiama Philippe Descolat
13:44l'antropologia della figurazione
13:46che segue un filone internazionale
13:49con 50 anni di anticipo.
13:51Quindi la nostra antropologia
13:53non è un'antropologia diciamo
13:54su come era bello quando eravamo poveri
13:56ma è esattamente al contrario,
13:57come è bello ora,
13:58come funzionano oggi
13:59questi meccanismi strutturanti.
14:01Ma prima a proposito di quanto diceva poc'anzi
14:04cioè a proposito del fatto che
14:05tornano in vita anche botteghe artigiane
14:09che producono le pupe a cena
14:11ve ne facciamo vedere una
14:13che abbiamo scovato
14:14nel centro storico di Palermo
14:16vivace e con capacità
14:18di lasciare in eredità
14:20la forza di produrre ancora
14:22questo tipo di dolci.
14:24Vediamo.
14:25Noi portiamo avanti questa attività
14:28dal 1977 però che mio papà
14:31iniziò negli anni 60
14:32girondolando per tutte le particcerie
14:35di Palermo
14:35per fare produzione di pupi di zucchero
14:38per nel 1977
14:39abbiamo messo l'attività nostra
14:42con i pupi di zucchero
14:43io sono nato
14:44negli scaffali dei pupi di zucchero
14:47ora siamo dalla terza generazione
14:48che stanno portando avanti
14:50i miei figli questa tradizione.
14:52La festa è già importante per noi
14:54che portiamo avanti la tradizione
14:55perché noi abbiamo veramente nel sangue
14:58la tradizione dei pupi di zucchero
15:01e poi è importante
15:02perché facciamo felici tutti i bambini
15:05che giorno 2 si svegliano
15:07e trovano il canistro dei morti
15:09composto dal pupo di zucchero
15:11che padroneggia nel canistro
15:13assieme alla frutta martorana
15:14e biscotti tipici siciliane
15:17la reginella, i tetù, le taralle
15:20il San Martino, la moscaldina
15:22che è chiamata ossa di morta
15:24faccio gli auguri intanto
15:25per la festività dei morti
15:27è un appello che do ai genitori
15:30di non fare perdere questa tradizione
15:33che il giorno 2
15:34mettono il canistro a tavola
15:36ai bambini
15:37un auguri
15:39per la festività dei morti
15:42professore Perricone
15:43abbiamo visto
15:45ha citato un po' tutti i dolci
15:46di queste giornate
15:48e abbiamo anche girato delle immagini
15:50in questi giorni
15:51se li ricorda un po' tutti
15:53i tetù
15:55i taralli
15:56la frutta martorana
15:58neanche a parlarne
15:59ma che bontà
16:00e io ho visto i negozi
16:02strapieni di nuovo
16:04i negozi strapieni
16:05e anche
16:07devo dire
16:08con l'afflusso turistico
16:09che c'è in città
16:10diciamo
16:10in questi ultimi anni
16:12sono
16:13giustamente direi
16:14anche
16:14un'attrazione
16:15forte per i turisti
16:17ma noi
16:17dico sempre io
16:18è interessante anche
16:20capire e comprendere
16:21come poi tutto
16:21questo canniscio
16:23che cosa serve
16:23e che cos'è
16:24esatto
16:24perché
16:25il canniscio è esattamente
16:27lei ricordava poco fa
16:28la gioia
16:29che tutti noi
16:30provavamo
16:31negli anni settanta
16:32all'inizio degli anni settanta
16:33nel ricevere questo dono
16:35e soprattutto nella ricerca
16:36che c'era di questo canniscio
16:37che di solito era nascosto
16:39mattina ci si svegliava
16:40ecco
16:41e questo non è secondario
16:42perché questo canniscio
16:43è composto da
16:45ad esempio
16:45i tetui
16:46i tetui
16:46sono costituiti da
16:49che cosa
16:49dai residui
16:50di tutti gli altri dolci
16:52esatto
16:52cioè quindi
16:52c'è una idea
16:54un'idea
16:55di
16:56non tanto
16:57non solo di recupero
16:58ma di
16:58messa insieme
16:59di una molteplicità
17:00tutto questo
17:01che riguarda anche poi
17:02la questione dei semi
17:03dei semi che troviamo
17:05anche ad esempio
17:05poi nelle feste
17:06che vengono subito dopo
17:07alla festa dei morti
17:08quindi è tutto un periodo
17:10diciamo
17:11dell'anno
17:12nel quale
17:13ci si concentra
17:15su questo
17:15cioè sul
17:16sul seminare
17:18sul ricordare seminare
17:19per poi
17:20per poi raccogliere
17:20ma com'è che la tradizione
17:21ci rendeva così capaci
17:23di
17:23mettere a terra
17:25anche
17:26simbolismi
17:27così complessi
17:28perché queste sono
17:29quelle che
17:30Artog
17:31chiama
17:31i simboli
17:33di lunga durata
17:33la storia
17:35di lunga durata
17:37cioè
17:37sono quelle
17:38quelle
17:41quegli artefatti
17:43chiamiamoli
17:44complessivamente
17:44che vengono
17:46da
17:46millenni di storia
17:48se lei pensa
17:48alla frutta martorana
17:50noi sappiamo
17:51la storia
17:52che tutti
17:52la martorana
17:54le mole
17:54in realtà
17:55in tante
17:56in tante
17:57sepolture
17:59dell'antichità
18:00sono stati
18:01trovati
18:02degli oggetti
18:03di
18:05ceramica
18:06cioè
18:06di terracotta
18:08a forma
18:09di
18:10melograno
18:11a forma
18:12di
18:12cioè
18:13sono riti
18:13legati
18:14anche a culti
18:16che storicamente
18:17millenari
18:18da questo punto di vista
18:19non c'è adesso
18:19una continuità
18:21come dire
18:21ovviamente
18:22nel rito
18:23la cosa fondamentale
18:24che dobbiamo comprendere
18:25è che nel rito
18:26le pratiche
18:27per mancano
18:28per millenni
18:29pur nelle variazioni
18:31pur nel cambiamento
18:32di senso
18:33anche a sostenere
18:34una vita che va avanti
18:35dopo la morte
18:36assolutamente
18:37sì
18:37i simboli che troviamo
18:38e tutti gli oggetti
18:39i dolci
18:40e le cose che noi
18:41troviamo nel cannistro
18:42sono tutti
18:43legati a questa
18:44simbologia
18:45pensi al
18:47appunto
18:47ho detto poco fa
18:48al melograno
18:50no
18:50tutti
18:51i grani
18:52oppure pensi
18:53a un tipo
18:54di erba spontanea
18:55che sono
18:56il mirtillo
18:58detto
18:58murtiddo
18:59non a caso
19:00i murtiddi
19:00si dice in siciliano
19:01che addobbavano
19:02queste
19:03queste tavole
19:04e ancora oggi
19:05si trovano
19:05nelle fiere
19:06nella fiera
19:07di Palermo
19:07dei morti
19:08troviamo ancora
19:09questa
19:09questa murtidda
19:11sempre più rara
19:11ma ancora c'è
19:12cioè sono tutti elementi
19:14che andavano
19:14che vanno
19:15che andavano
19:15a costituire
19:16un immaginario
19:17e ancora oggi
19:18costituiscono
19:18un immaginario
19:19che è legato
19:19a quello
19:20del seme
19:21della prosperità
19:23quindi
19:23della speranza
19:24di una buona
19:25annata
19:25che proprio
19:26il 2 novembre
19:27parte
19:28inizia
19:29seminando
19:30non a caso
19:31e i bambini
19:31scusi
19:32solo questo
19:32e i bambini
19:33ovviamente
19:33sono fondamentali
19:35perché sono il seme
19:36già nato
19:37di quello che si deve
19:37sviluppare
19:38di quello che succederà
19:39si ha proprio anticipato
19:40perché questi
19:41i bambini di oggi
19:42sono bambini
19:43iperstimolati
19:44attratti moltissimo
19:46dalle tecnologie
19:47bambini digitali
19:48come li si può
19:49affascinare
19:50con una tradizione
19:53come dire
19:54alla fine
19:54così semplice
19:55se vogliamo
19:56ma sai ho visto
19:57ho notato
19:58che in questi ultimi anni
20:00soprattutto
20:00c'è molta attenzione
20:02per il saper fare
20:04per la manualità
20:05soprattutto da parte
20:07dei bambini
20:08che noi
20:09sì è vero
20:09che la maggior parte
20:10stanno sempre attaccati
20:11al telefono
20:11però c'è anche
20:12una buona parte
20:14della popolazione
20:15che invece
20:16non dà il telefonino
20:17ai bambini
20:18a tre anni
20:19ma se non raggiunge
20:20i 7-8 anni
20:21almeno
20:22quando poi
20:23non ne può fare a meno
20:23perché a scuola
20:24bene o male
20:25quindi è una situazione
20:27molto
20:27come dire
20:28molto complessa
20:29da questo punto di vista
20:29e variegata
20:30io ho visto
20:31che per dire
20:32molti laboratori
20:33che sono stati
20:34che abbiamo organizzato noi
20:35ma anche altri enti
20:36qui a Palermo
20:37hanno un grande successo
20:38soprattutto quando si chiede
20:39di fare le cose
20:41con le mani
20:41quindi ci vuole
20:43offerta di manualità
20:44ci vuole offerta di manualità
20:45e c'è una grande offerta
20:46e c'è una grande richiesta
20:47secondo me
20:48e questo vuol dire
20:50che comunque
20:51nonostante
20:51diciamo
20:54nonostante il fatto
20:54che siamo tempestati
20:56continuamente
20:56giornalmente
20:57da messaggi
20:58sul telefonino
21:00e all'utilizzo del telefonino
21:01soprattutto adesso
21:01con l'intelligenza artificiale
21:02ancora peggio
21:03però ci sono
21:04secondo me
21:05delle sacche
21:07non solo che resistono
21:08ma che si ampliano
21:09perché stiamo capendo tutti
21:11abbiamo capito
21:12buona parte di noi
21:13ha capito
21:13che un mondo
21:15piegati
21:15sul display
21:16è un mondo
21:17che non può andare avanti
21:18quindi
21:18su questo secondo me
21:20c'è la festa dei morti
21:21il cibo soprattutto
21:23questo tutto
21:24questo tutto
21:25voler
21:25diciamo anche voler
21:26usare la manualità
21:28in contrapposizione
21:30solo alla questione
21:30diciamo di tipo teorico
21:31io in questi anni
21:33l'ho visto molto
21:34avanzare
21:35non è certo
21:37la maggioranza
21:37però c'è una buona
21:39secondo me
21:39buona speranza
21:41senta un'altra cosa
21:42ci avviamo verso la chiusura
21:44un'altra cosa
21:44che mi colpisce
21:46nello studio
21:47e nella preparazione
21:48anche di questo colloquio
21:50è che
21:50il rapporto
21:52con una popolazione
21:53come la nostra
21:54molto meridionale
21:55direi
21:55mediterranea
21:56il rapporto con i morti
21:58è sempre
21:59una esigenza
22:00esistenziale
22:01è una cosa
22:01che ci spinge
22:03in avanti
22:03non siamo
22:04non siamo
22:05tipi antropologicamente
22:06emancipati
22:07dal rapporto
22:08col passato
22:09e questo ci dà forza
22:10o ci indebolisce?
22:12ma guardi
22:13io
22:14tra i miei studi
22:15proprio su dei morti
22:17ho fatto uno studio
22:18sulle fotografie
22:18dei defunti
22:19si io ho visto
22:20che
22:21ed è
22:22fotografia dei defunti
22:23utilizzata all'interno
22:24della festa dei morti
22:25quindi delle processioni
22:27con questi grandi quadri
22:28ovali
22:29che tutti voi ricorderete
22:30che venivano portati
22:31in processione
22:32nei cimiteri
22:32quando nei cimiteri
22:33ancora non c'era
22:34l'immagine del defunto
22:35quella ovale piccola
22:36in ceramica
22:37perché c'è stato un periodo
22:38della storia
22:39non c'era
22:39e quindi
22:40il rapporto
22:41con quell'immagine fotografica
22:42o col pupo di zucchero
22:43è identico
22:44cioè il rapporto
22:44che noi abbiamo
22:45con il defunto
22:46è un rapporto
22:47costante
22:47quotidiano
22:48e questo
22:49mi permette di dirlo
22:50è un rapporto
22:52che noi abbiamo
22:52comunque
22:53e a prescindere
22:54dalla festa dei morti
22:55perché chi di noi
22:56ha avuto qualche perdita
22:57importante
22:58sa bene
22:58che il rapporto
22:59continua
23:00nella quotidianità
23:01e ci fa bene
23:02e ci fa bene
23:03ci fa bene
23:04perché ci permette
23:05di non dimenticare
23:06il passato
23:07di ricordare
23:08di ricordare
23:09le cose belle
23:10che sono successe
23:11e la narrazione
23:12in questo
23:12devo dire
23:13che la fa sempre
23:14la padrone
23:14e mi piace ricordare
23:16ogni tanto
23:17mio nonno
23:18che sempre mi raccontava
23:19le storie
23:20dell'altro mio nonno
23:21quindi in una narrazione
23:23orale
23:23come era la cultura
23:24contadina
23:25dove non c'era
23:26la scrittura
23:28solo per trasmettere
23:29i saperi
23:29e come ci hanno spiegato
23:31gli storici francesi
23:33a noi interessa
23:34più la storia
23:34non è rimpianto
23:35è memoria
23:37a noi interessa
23:38più
23:38dicevano gli storici francesi
23:39degli anni 60
23:40a noi interessa più
23:41la storia del popolo
23:42che la storia dei re
23:43e delle guerre
23:43è giusto?
23:44quindi noi siamo
23:45su quel mood
23:46se posso permettermi
23:48e penso che questo sia
23:50il futuro
23:51non il passato
23:53cioè questo è il futuro
23:54e non il passato
23:55perché noi possiamo
23:56solamente
23:59riprenderci
23:59la nostra quotidianità
24:00e continuare
24:02a installare
24:03relazioni
24:03con le persone
24:04solo se ricordiamo
24:06da dove veniamo
24:06se ricordiamo
24:07chi sono i nostri antenati
24:08e come ci hanno aiutato
24:10ad essere quello che siamo oggi
24:10e l'antropologia è viva?
24:12funziona?
24:13si studia?
24:13si lavora?
24:14l'antropologia su questo
24:15è molto attiva e viva
24:16soprattutto
24:17diciamo
24:18in ambito siciliano
24:20devo dire
24:20ecco c'è una scuola
24:21perché c'è una grande scuola
24:23che poc'anzi
24:23ho fatto la genealogia
24:24da Pitrego Chiara
24:25Antonino Buttitta
24:28che ci permette
24:30di diciamo
24:31avere delle basi solide
24:33di ragionamento
24:34che però è collegato
24:35ovviamente
24:36con gli sviluppi
24:37dell'antropologia
24:38ad esempio nel mio caso
24:39dell'antropologia
24:40dell'arte contemporanea
24:42per citare qualcuno
24:44posso dire
24:44ecco ci dica una cosa
24:45ma sì
24:46l'altro giorno
24:46proprio qualche settimana fa
24:48è venuto qui a Palermo
24:49Ost Bredekamp
24:50che è uno dei più importanti
24:51storici dell'arte del mondo
24:52che ha scritto libri fondamentali
24:54non solo sulla storia dell'arte
24:55ma su come ad esempio
24:57l'oggetto
24:58è il tramite
25:00è un agency
25:01si dice tecnicamente
25:02che serve a comunicare
25:03che comunica con noi
25:04al posto nostro
25:05magari spesso
25:05rivediamo la sua collezione
25:07di pupacene
25:08le voglio chiedere
25:09lei perché le colleziona?
25:11guardi
25:11io le colleziono
25:13perché
25:15quando sono arrivato
25:16al museo delle marionette
25:17nel lontano 2002
25:18quindi ero ancora
25:20diciamo
25:21un pischellino
25:33un pischello
25:35nella posizione
25:36classica
25:36che se lo dimentica
25:37e allora io chiese
25:38a Gianni
25:38io gli ho detto
25:38Gianni
25:38scusa ma
25:39ma quanti anni ha
25:40questo pupo di zucchero?
25:42e dice
25:42l'ho raccolto nel 1970
25:44e lo costruiva
25:45e giusto
25:46guarda
25:46allora io
25:47non ho mai raccolto
25:48da questo momento
25:48ti prometto
25:49che raccoglierò
25:50tutte le tipologie figurative
25:51e prima o poi
25:52faremo una grande mostra
25:53quindi io
25:54gliel'ho promesso
25:54e ho iniziato a raccoglierli
25:56da più di
25:57si possono vedere
25:58si sono
26:00nella mia stanza
26:02sotto vetro
26:03per evitare
26:03di fargli prendere luce
26:04diciamo altrimenti
26:05si possono sgredolare
26:09però il prossimo anno
26:11già abbiamo in
26:12abbiamo in programma
26:14una grande mostra
26:15storico documentaria
26:17che ci racconta anche
26:18la storia figurativa
26:21proprio legato
26:22a questo percorso
26:22che poc'anzi le dicevo
26:23della figurazione
26:25nel mondo
26:26quindi a partire
26:26anche utilizzando
26:28anche i più importanti
26:29e contemporanei studi
26:30di Filippo Descolà
26:32di Aors Bredekamp
26:33e di altri studiosi
26:34internazionali
26:34e ricollegandoci
26:36alla nostra storia
26:36siciliana
26:37con un grande libro
26:38che stiamo ripubblicando
26:40con l'edizione
26:41del Museo Pasqualino
26:42che è il libro
26:42del professor Antonio Buttitta
26:44La cultura figurativa
26:45in Sicilia
26:45e da cui tutto parte
26:46e per chiudere
26:47il museo si prepara
26:49al Festival di Morgana
26:51e questa è la settimana
26:52che si apre
26:52al Festival
26:54del Teatro di Figura
26:56da tutto il mondo
26:57avete portato
26:58insomma marionette
26:59veramente
26:59da luoghi incredibili
27:02a dimostrazione
27:03che ovunque nel mondo
27:04certe passioni
27:06o lo sviluppo
27:07di certe arti
27:08si assomiglia
27:09è un qualcosa
27:09di incredibile
27:10questa è la missione
27:13di questo museo
27:14da quando è nato
27:15Antonio Pasqualino
27:17il professor Buttitta
27:18e Gianna
27:18hanno sempre
27:19il tema è
27:21nel mondo
27:22la figurazione
27:24è l'elemento fondamentale
27:26della narrazione
27:27delle storie
27:27delle diverse civiltà
27:29e sono sempre storie
27:31che creano mondi
27:33che sono mondi
27:34sì diversi nella forma
27:35ma sono mondi
27:36identici
27:37nel loro contenuto
27:39intimo
27:39ed è
27:40quello di dare pace
27:42speranza
27:43e soprattutto
27:43che le guerre
27:45poi devono finire
27:45sempre
27:46in una grande
27:47soluzione di pace
27:48lo speriamo
27:49e questo è
27:50l'augurio
27:51che noi ci diamo
27:51che abbiamo
27:52diciamo anche
27:53che diamo anche
27:54con questo festival
27:54anche perché poi
27:56tra le tante cose
27:57che non sto qui a dire
27:58insomma
27:58vedrete il programma
28:00in altre contesti
28:01già voi ve ne siete occupati
28:03siamo riusciti
28:04in questo momento
28:04complicato
28:05a fare arrivare
28:06le due compagnie
28:07una dalla Turchia
28:08che è stato più semplice
28:09ma è una anche
28:10dall'Iran
28:11devo dire perché
28:12pensiamo che comunque
28:13sia la cultura
28:14resta l'unico
28:15elemento
28:16che ci può permettere
28:17di dialogare
28:18di continuare
28:19un dialogo
28:20che per altre forme
28:21è ai noi
28:22ai noi interrotto
28:26quindi noi speriamo
28:26sempre che tutto questo
28:28poi nella unità
28:29del pensiero
28:30che viene messo in campo
28:31dal teatro di figura
28:32ci sia
28:33un messaggio
28:34che è questo
28:35lo mangerà
28:36un frutto di martorana
28:37oggi?
28:38solo uno no
28:39solo di più
28:40infatti
28:40come no
28:42tutti quanti
28:43mangeremo un po'
28:43di frutta martorana
28:44un pezzetto di pupacena
28:46ci sta
28:46però vi raccomando
28:48staccatelo da dietro
28:49così la figura
28:50resta integra
28:51questa è una bella raccomandazione
28:52questa è l'esperienza
28:55diciamo
28:56di lunghi anni
28:57di riutilizzo
28:58di pupi di zucchero
28:59ecco
28:59ottima idea
29:00ottima idea
29:01grazie
29:02grazie
29:02al professore
29:03Rosario Perricone
29:04per essere stato con noi
29:05chiudiamo così
29:06questa puntata
29:08che dedichiamo
29:09davvero alla grande tradizione
29:10delle festività
29:12dei morti
29:12vi rimando
29:13alla prossima settimana
29:14grazie per averci seguito
29:16buona domenica
29:16e buona festa
29:17di ogni santi
29:18e dei morti
29:19grazie a tutti
29:28grazie a tutti
29:32grazie a tutti