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CortometraggiTrascrizione
00:09Un caro saluto a tutte e a tutti, vi diamo il benvenuto a questa nuova puntata del focus
00:16di lavoro e welfare. Anche in questa puntata abbiamo un ospite di eccezione molto gradito
00:23che vi presento subito, il presidente di Confesercenti, Nico Gronchi. Benvenuto.
00:31Grazie a voi dell'invito.
00:32Devo anche sottolineare il fatto che si tratta del neopresidente, appena eletto, mi pare il
00:4014 ottobre, dopo una kermesse di sei giorni in Piazza del Popolo a Roma con manifestazioni,
00:47iniziative e spettacoli e al termine un'assemblea di ben mille delegati ha eletto alla unanimità
00:57il nuovo presidente e quindi le facciamo naturalmente i migliori auguri di una buona attività.
01:06Intanto mandiamo il servizio su Confesercenti.
01:19Confesercenti è una delle principali associazioni imprenditoriali italiane.
01:24Rappresenta oltre 350.000 piccole e medie imprese del commercio, del turismo, dei servizi,
01:29dell'artigianato e dell'industria che danno occupazione a più di un milione di persone.
01:33Con oltre 70 federazioni di categoria e una rete capillare di sedi e strutture territoriali,
01:39Confesercenti è un punto di riferimento per le imprese su tutto il territorio nazionale.
01:44Da oltre 50 anni la Confederazione Tutele rappresenta gli interessi delle piccole e medie imprese,
01:49promuovendone la crescita, l'innovazione e la competitività.
01:53Nel corso della sua storia Confesercenti ha consolidato il proprio impegno nella rappresentanza
01:58delle imprese, nella modernizzazione del sistema produttivo, nella contrattazione e nella tutela
02:04della legalità, anche attraverso l'azione di SOS Impresa contro racket e l'usura, una
02:09realtà in continua evoluzione, impegnata a valorizzare il contributo delle imprese e a
02:14promuovere politiche e strumenti capaci di rispondere alle esigenze del tessuto imprenditoriale
02:20italiano.
02:25Allora Presidente, partiamo subito con una domanda importante e impegnativa che riguarda
02:34l'attività di governo. Un giorno fa è stata approvata dal Consiglio dei Ministri, è stato
02:42approvato lo schema della legge di bilancio. Lei quali prospettive vede dal suo osservatorio
02:50per l'economia italiana e quali interventi chiedete nella manovra per sostenere in particolare
03:01i consumi e le piccole imprese?
03:04Siamo in un contesto, quello italiano, in cui i conti pubblici in qualche modo stanno
03:10tenendo, c'è una resilienza di fondo che ormai da qualche anno ci accompagna, addirittura
03:15abbiamo previsto per la fine dell'anno un PIL che dovrebbe attestarsi intorno all'un
03:20per cento, quindi anche in più rispetto alle prime previsioni e abbiamo dall'altro
03:24anche dati, per esempio sull'occupazione che ci attestano a 24 milioni di occupati, quasi
03:29un record, ma dall'altro abbiamo ancora un fortissimo indebitamento, abbiamo visto il
03:34rapporto deficit PIL che è rimasto sopra il 3% e quindi un margine di manovra per il
03:40Paese comunque molto risicato. La direzione è giusta, nel senso che abbiamo più volte chiesto
03:46che la manovra di bilancio agisse su alcune traiettorie significative, prima fra tutti
03:52la capacità di tenuta dei redditi degli italiani, è un Paese che negli ultimi 4 anni a forza
03:57di shock energetici in particolare ha pagato quasi 34 miliardi di minori consumi come costo
04:04complessivo del Paese e dall'altro quindi gli interventi che dovevano mitigare questa capacità
04:10ridotta di spesa dovevano agire sul tema dell'inflazione perché un 4-2% come sta registrando
04:17il Paese negli ultimi tempi è una tassa occulta su chi invece ogni giorno va a fare
04:22la spesa e vive dell'economia reale. Quindi abbiamo chiesto da un lato interventi molto
04:26concreti per la capacità di tenuta del potere di acquisto delle famiglie degli italiani
04:30e la seconda gamba l'abbiamo dedicata agli investimenti, il grande malato degli ultimi
04:36tempi del nostro Paese, cioè stanno frenando e rallentando gli investimenti in particolar
04:41modo dell'impresa diffusa, c'è una minore voglia di fare impresa e questo sta rallentando
04:46in maniera sensibile la propensione dell'economia, quindi due temi significativi che in parte hanno
04:52trovato risposta in questa bozza di legge e di bilancio, in particolar modo su giovani
04:57in presa e tenuta del potere di acquisto. Come lei ha detto ci sono dati anche contradditori
05:02di più e in meno, in una situazione sicuramente molto complicata a livello internazionale, europeo
05:09e a livello nazionale. I dati che abbiamo a disposizione sulla perdita di potere d'acquisto
05:18delle retribuzioni, dei redditi sono sotto i nostri occhi. Tra il 2007 e il 2024 possiamo
05:24dire che il reddito medio da lavoro ha perso circa 4 mila Euro annui di potere d'acquisto.
05:31E come mai lavorare rende sempre meno e secondo lei come si può invertire questa tendenza?
05:41Perché potere d'acquisto uguale ai consumi, consumi vuol dire attività di impresa che vuol
05:46dire occupazione a sua volta.
05:49Ma intanto siamo l'unico paese europeo che ha avuto questa dinamica, c'è una crescita
05:54dell'occupazione e una crescita nominale di alcuni tipi di salari, non tutti e dall'altro
05:59però il potere d'acquisto effettivo si è ridotto in maniera molto pesante per i lavoratori
06:04italiani. È un effetto che è dovuto essenzialmente ad una contrattazione che ha portato verso il
06:10basso la capacità di rispondere dei salari rispetto all'inflazione e questo è dovuto
06:16per esempio a oltre mille contratti che oggi sono registrati da CNEL, che hanno prodotto
06:21in particolar modo per associazioni minori, piccoli sindacati, del tipo di contratto che hanno
06:26giocato essenzialmente sul netto che va a finire in tasca ai lavoratori. I cosiddetti
06:32contratti pirata o contratti in dumping, senza usare parole troppo complicate, hanno
06:37significato togliere circa 2,4 miliardi ogni anno dalla tasca dei lavoratori, in particolar
06:43modo in termini di welfare e di benefici extra, semplicemente il compenso orario. Quindi è
06:51un tema che in qualche modo il governo dopo un po' di insistenza ha voluto affrontare
06:56con forza. Il decreto primo maggio in qualche modo ha prodotto un primo effetto perché con
07:00quel decreto in qualche maniera si significa che solo i grandi contratti di riferimento
07:05con un TEC, quindi il TEC, il TEC, il TEC, il TEC, il TEC, il TEC, il TEC, il TEC,
07:07il TEC,
07:07il TEC complessivo, riconoscibile, potranno soffrire degli sgravi che potranno essere introdotti
07:13già da quel decreto ma anche per esempio in quelli previsti nell'attuale legge di bilancio.
07:17È un primo passo perché di fatto si crea un livello importante di contrattazione rimettendola
07:24al centro delle politiche del Paese e sostanzialmente provando a mettere un argine a questo impoverimento
07:29complessivo. Sgravi fiscali, sgravi contributivi sono la Stata maestra, altre scorciatoie non
07:35possiamo prenderle perché altrimenti aumentare il netto in busta paga non può significare
07:39semplicemente caricare le imprese di altri costi o chiederle allo Stato di rinunciare alla
07:44parte fiscale. È un equilibrio che dobbiamo trovare in una visione del Paese che è
07:47che mette al centro la contrattazione e i salari come elemento fondamentale.
07:51Noi vediamo che l'occupazione, come lei ricordava, è aumentata arrivando anche a livelli record
08:0024 milioni occupati. Però noi vediamo che nel settore che voi rappresentate, il terziario,
08:08le retribuzioni sono più basse del settore della manifattura. Il paradosso consiste nel
08:14fatto che aumenta l'occupazione laddove le retribuzioni sono un po' più basse, dove
08:19l'occupazione è più instabile, mentre diminuiscono laddove è più stabile l'occupazione e più alti
08:26salari come la manifattura. E allora pensiamo ai giovani che entrano nel mercato del lavoro.
08:33Il lavoro che voi rappresentate è dipendente e autonomo al tempo stesso. Come possiamo dire
08:40ai giovani che suggerimento dare per potersi realizzare nel lavoro con queste contraddizioni
08:48che sono sotto i nostri occhi? Che prospettive concrete possiamo offrire un'associazione come
08:54la vostra? Che proposte fa?
08:57Noi è un tema che abbiamo iniziato ad affrontare con un'attenzione straordinaria, partendo da qualche
09:03punto di riferimento. Intanto il fatto che i giovani in questo Paese da ormai dieci anni
09:09scegliono di non fare più impresa. E in particolar modo nel terziario, quando abbiamo cercato
09:13di capire il perché, ci aspettavamo risposte collegate per esempio alla parte fiscale, rischi
09:20economici. Alla fine, in cima al perché i giovani non fanno più impresa, c'è la burocrazia.
09:27Significa che è un Paese il nostro che sta chiedendo a dei ragazzi, nuove generazioni,
09:31nativi digitali, ormai abituati a risposte immediate dai loro smartphone, dall'intelligenza
09:36artificiale, di confrontarsi con le PEC, con i fax, con i certificati, eccetera. Quindi
09:41è un tema che sta scoraggiando moltissimo il fare impresa. E allora mettere a terra un
09:47grande progetto che riguarda un ascensore generazionale nuovo, che vada da un lato a
09:53intaccare per esempio il passaggio generazionale tra imprese, cioè il passaggio tra chi fa impresa
09:58oggi e chi vorrebbe farla, è un elemento fondamentale. Dobbiamo incentivarlo con una parte fiscale
10:04vantaggiosa e anche strumenti che permettano questo passaggio che mantenga salda la guida
10:10dell'impresa. Dall'altro dobbiamo incentivare i giovani a fare nuova impresa e ad avere un
10:14lavoro che riesca oggi a proiettare in un futuro stabile, perché i ragazzi hanno paura
10:20del futuro. Oggi il lavoro dipendente e autonomo non riesce a garantire un futuro ed è quello
10:26che spaventa più di altro le nuove generazioni. Dobbiamo metterci nella condizione di dare strumenti,
10:33per esempio no tax area per i primi anni, per esempio un incentivo molto forte a chi fa
10:38impresa assumendo giovani e donne, quindi strumenti anche di carattere normativo che
10:44permettano con chiarezza di fare in modo che chi fa impresa oggi, chi si approccia
10:48al mondo del lavoro, ma anche come dipendente, riesca a marginare il futuro con quello che
10:52hanno fatto le nostre generazioni, cioè che il dopo che arriva dopo di noi stia meglio
10:55di chi arrivava prima e che farsi una casa, farsi una famiglia non diventi un'operazione
11:01titanico è impossibile perché sui giovani si gioca il futuro anche del nostro paese,
11:05un paese che ricordiamolo sta invecchiando, un paese che ha perso un milione e mezzo di
11:09occupati e attivi negli ultimi 5 anni e che se non inverte rapidamente la rotta rischia
11:14da un punto di vista economico e sociale di avere di fronte un futuro complicato.
11:19Lei ha accennato prima il fatto che esistono contratti pirata, dumping contrattuale che portano
11:27verso il basso le tutele soprattutto dell'uelfare ma anche dei salari. So che è in corso una
11:34trattativa fra CGL e Cislui, le 14 associazioni imprenditoriali tra cui la vostra, quindi c'è
11:40anche i confesi esercenti. Come sta andando questa trattativa e che cosa pensate che sul
11:46tema della rappresentatività e appunto dei meccanismi di potere d'acquisto, vale a dire
11:53adeguare i salari a questo ritmo alto dell'inflazione, possano emergere e concludersi in questa
11:59trattativa?
12:00È un impegno straordinario, anzi è una grande assunzione di responsabilità che il paese
12:06ha fatto, intanto perché per esempio il governo ha scelto di non applicare la legge delega,
12:11di non esercitare questa delega lasciando alle parti sociali una responsabilità di contrattazione
12:17molto significativa. Abbiamo scelto di sedersi intorno a un tavolo prima le 14 sigle più
12:23rappresentativi dell'economia del nostro paese, si va dal commercio all'industria,
12:27l'artigianato fino all'assicurazione alle banche e mettere a terra un documento sulla
12:31rappresentanza che da 20 anni non c'era in questo paese. Stessa cosa hanno fatto i sindacati,
12:36le tre grandi sigle CGL e Cislui hanno prodotto un loro documento e quindi un pezzo alla volta
12:41stiamo sovrapponendo le due visioni che poi alla fine devono produrre un documento congiunto
12:47con il quale mettiamo al centro la rappresentanza del paese, le relazioni sindacali ed una nuova
12:53visione, facendo che cosa? Evitando quelle scorciatoie che ogni tanto nel mondo del lavoro
12:59tendono a prendere il sopravvento. Per esempio il fatto che oggi si dice dobbiamo aumentare
13:04il netto in busta paga, lo paghino le imprese. Alcuni settori semplicemente andrebbero fuori
13:09mercato, oppure dall'altro ci sono estremi dall'altra parte, cioè sia il cuneo fiscale, cioè il governo,
13:15lo Stato a pagare per fare in modo che le buste paga siano più pesanti. Ecco, noi crediamo,
13:22in questo accordo un po' lo mettiamo a terra, che il governo, lo Stato debba mettere in campo
13:27strumenti normativi chiari e delineare come dire un campo di gioco, ma poi sia la contrattazione
13:32settore per settore per comparti a dare risposte a un paese che dal punto di vista del lavoro
13:37ha bisogno di fare un salto in avanti e di guardare al futuro anche per rispondere giovani, donne,
13:42lavoratori dipendenti e autonomi.
13:46Quindi giustamente per intervenire su un tema così cruciale, prendiamo quello del salario
13:53e del potere d'acquisto, giustamente bisogna intervenire sia sul lato di una legislazione
13:59di sostegno sia sul lato della contrattazione. Naturalmente il tema del cuneo fiscale è un
14:06tema molto importante perché lo sappiamo quando un lavoratore mette in tasca 100 al datore
14:12di lavoro costa 220 e quindi non sempre è facile far tornare i conti.
14:18Arriviamo all'ultima domanda. Ci sono molte chiusure di attività di cosiddetta prossimità
14:27ai negozi piccoli, gli esercizi piccoli che stanno anche in centri piccoli a loro volta,
14:33insomma non la grande distribuzione. Tutto questo impoverisce ovviamente le città e i
14:39comuni. Noi abbiamo 8 mila comuni che in alcuni casi si stanno un po' desertificando come servizi
14:47a disposizione. Allora come si passa da questa desertificazione ad una rigenerazione urbana?
14:54E so anche che avete presentato al proposito una proposta di legge. Ce ne vuole parlare?
15:01Per noi è stato ed è uno degli elementi più significativi dell'azione che stiamo
15:05mettendo in campo ormai da un po' di tempo. Siamo partiti da una fotografia. Il paese
15:09sta cambiando, è iniziato un processo ormai da diversi anni di desertificazione commerciale
15:16e quindi di conseguenza di vivibilità dei luoghi. È iniziato prima nei comuni più
15:21piccoli, poi nelle periferie, si sta avvicinando pericolosamente ai centri delle nostre città.
15:26E c'è una trasformazione profondissima che però sta avvenendo in giro per il paese
15:30in modi e forme molto diverse. Abbiamo piccoli comuni in cui per esempio più di 1100 comuni
15:36non hanno più un servizio di prossimità, cioè non c'è un alimentare. Popolazioni che
15:41stanno invecchiando devono prendere la macchina per andare a fare le cose più banali, quindi
15:45comprare il pane o semplicemente fare la spesa. Ed è un problema molto concreto che sta
15:49spopolando molte città più periferiche e più piccole. Abbiamo dall'altro per esempio
15:54comuni a fortissima vocazione turistica che stanno affrontando una pressione molto forte,
16:00stanno trasformando i centri città ormai in affitti turistici e non c'è più la capacità
16:06di accogliere residenti, studenti eccetera. Questi sono due esempi diametralmente opposti
16:11di città che stanno profondamente cambiando e in cui la parte commerciale dei servizi ha un
16:16impatto molto forte. Avevamo scelto lo scorso 18 maggio di presentare in corte di Cassazione
16:22una proposta di legge di iniziativa popolare che prevede la raccolta di 50.000 firme certificate,
16:27abbiamo abbondantemente ormai da un mese superato questo numero perché questa proposta
16:33di legge ha raccolto un consenso incredibilmente trasversale. Hanno firmato 4 presidenti di regione,
16:39più di 50 sindaci, decine di migliaia di semplici cittadini, ma più di 1000 consiglieri
16:44fra consigli regionali, comunali, provinciali e durante il forum di piazza del popolo abbiamo
16:49discusso a lungo con tutte le forze politiche, raccogliendo anche in quel caso, a partire
16:54dalla Presidente del Consiglio, un consenso molto nitido per una proposta che ha un obiettivo
16:59chiaro. Si mettono a terra una serie di strumenti normativi, un po' simili alle zone economiche
17:05speciali, in cui semplifichiamo molto la capacità di fare impresa. Si mette al fianco di questo
17:10percorso normativo un fondo nazionale dedicato proprio alla rigenerazione urbana. Per alimentare
17:17quel fondo abbiamo fatto una proposta molto semplice. I grandi giganti del web oggi nel
17:21nostro paese, siamo l'unico paese insieme alla Francia che lo fa, pagano pochissimo,
17:26però comunque pagano circa 500-520 milioni l'anno di tasse, rispetto ai fatturati davvero
17:32veramente poco, però quel numero potrebbe essere il modo con cui alimentiamo le risorse per
17:38il fondo per la rigenerazione urbana. Quello che ci tolgono oggi, che si toglie alle città
17:43in qualche modo i grandi giganti del web, vorremmo che lo rimettessero in circolo proprio per
17:47riqualificare i nostri centri urbani.
17:49Bene, abbiamo terminato questa bella intervista con Nico Gronchi che è Presidente, come vi ho
17:56già ricordato, di Confese Esercenti, anzi neopresidente di Confese Esercenti. La ringraziamo
18:03per la disponibilità e naturalmente vi diamo appuntamento ad una prossima puntata del
18:10Focus di Lavoro e Welfare.