00:00Un videogioco può essere troppo politico?
00:03Popolo di multiplayer, bentornati sul nostro canale YouTube.
00:07Qualche giorno fa sul nostro sito abbiamo commentato insieme a voi la notizia secondo cui alcuni ex dipendenti Ubisoft
00:16avrebbero svelato e rivelato la cancellazione di un episodio di Assassin's Creed
00:21perché è ritenuto appunto troppo politico dalla stessa Ubisoft
00:25che pur aveva iniziato a lavorarci su questo gioco della saga
00:30per quanto si trovasse ancora in uno stato molto iniziale del suo sviluppo.
00:35Il setting di questo Assassin's Creed, a cui molto probabilmente non potremo mai giocare
00:40avrebbe dovuto essere quello della guerra civile americana
00:44parliamo quindi della seconda metà dell'Ottocento
00:47un periodo in cui quindi la schiavitù viene abolita e i diritti civili vengono finalmente estesi anche ai cittadini neri.
00:54Il protagonista di questo gioco sarebbe stato un uomo nero
00:58un ex schiavo che, finalmente libero, sarebbe stato assoldato dagli assassini
01:03e condotto attraverso la sua avventura a rivivere gli orrori della sua schiavitù
01:08per combattere in nome della giustizia e per confrontarsi anche contro l'emergente Ku Klux Klan.
01:15Queste premesse sono più che sufficienti per tracciare i contorni di un progetto
01:19che sembra estremamente promettente e anche audace
01:22proprio per le tematiche che avrebbe potuto toccare
01:25con questa avventura estremamente ed effettivamente legata ad un contesto politico e sociale ben specifico.
01:32E sarebbe stata proprio questa particolare audacia del progetto
01:36a convincere Ubisoft a interrompere anzitempo i lavori sul progetto.
01:40Due i campanelli d'allarme che, insomma, hanno fatto preoccupare il publisher francese.
01:46Da una parte le critiche già ricevute ai tempi con Yasuke, il protagonista di Assassin's Creed Shadow
01:53che, appunto, protagonista nero in questo contesto giapponese
01:57per molti utenti è assolutamente fuori contesto.
02:00Sappiamo che non è così in realtà.
02:02Il secondo campanello d'allarme invece è molto legato all'attualità, proprio alla politica.
02:07Cioè, guardando alla situazione politica attuale degli Stati Uniti,
02:11si è ritenuto che produrre e proporre al pubblico un gioco del genere
02:17in un contesto politico e sociale già abbastanza instabile sarebbe stato estremamente pericoloso.
02:23Insomma, secondo queste gole profonde, secondo questi ex dipendenti Ubisoft,
02:27il publisher si sarebbe tirato indietro proprio per evitare nuove polemiche,
02:32ma anche probabilmente per non stuzzicare un clima politico americano
02:38già di per sé controverso in questo periodo.
02:40Sorge quindi una doppia domanda.
02:43Una dalla risposta piuttosto scontata,
02:45l'altra dalla risposta che invece, beh, forse al momento non esiste.
02:49Cioè, da una parte i videogiochi possono essere politici,
02:52in realtà tutti i videogiochi sono politica,
02:55perché semplicemente e anche banalmente propongono un modello etico,
03:00un modello di società in cui sono ambientati,
03:03e propongono anche con le azioni che fanno svolgere ai propri protagonisti
03:07una linea politica, una linea morale che si seguono.
03:10Prendiamo per esempio Paper Please,
03:12un gioco indie in cui il videogiocatore interpreta
03:16un ispettore di dogana all'interno di uno stato totalitario,
03:20in cui quindi decide quotidianamente, giornalmente,
03:23chi può entrare e chi invece non può entrare all'interno di questo stato.
03:28È chiaramente un gioco che ci spinge a riflettere sul potere,
03:33non solo potere politico, ma anche sul potere che noi personalmente possiamo avere
03:37nelle situazioni più disparate nei confronti di altre persone.
03:41Che dire poi di This War of Mine?
03:43Un gioco che ci costringe a guardare la guerra dal basso,
03:47quindi non interpretando il classico soldato che la guerra la fa,
03:50ma il civile che la guerra la subisce,
03:53con tutti i danni e i disagi del caso,
03:56tra cui l'orrore della guerra stessa, la fame, la sete,
03:59la necessità di sopravvivere in un contesto assolutamente disperato.
04:04Si tratta di un gioco estremamente politico,
04:07che parla purtroppo alla nostra quotidianità,
04:10che è segnata dalla guerra in ogni parte del mondo
04:13e anche molto vicino a noi.
04:15È un gioco che quindi politicamente cerca di denunciare gli orrori della guerra,
04:19di farceli mostrare e di farceli in qualche modo vivere.
04:22Non possiamo poi non citare ovviamente Disco Elisum,
04:25questa strepitosa, meravigliosa e intricatissima avventura
04:29che quasi ci costringe a guardarci dentro
04:33e a capire qual è la nostra ideologia politica per l'appunto
04:37su determinate questioni, di fronte a determinate scelte da compiere.
04:42Fortunatamente la tematica politica non viene affrontata esplicitamente
04:47solo da giochi che possiamo definire indie,
04:50ma anche dai cosiddetti AAA o quantomeno dai giochi mainstream.
04:53In questo contesto vorrei soffermarmi principalmente su due esempi.
04:57Da una parte abbiamo Bioshock,
04:59questa enorme, gigantesca allegoria fantascientifica, autopistica,
05:04che ci parla sostanzialmente di una corsa sfrenata al capitalismo,
05:10una lotta poi all'individualismo più estremo,
05:13in un contesto però appunto molto fantascientifico,
05:17molto allegorico,
05:18in cui quindi la tematica politica è di fatto molto distante dalla contemporaneità.
05:24L'altro gioco che mi sento di nominare è ovviamente Spec Ops The Line,
05:28uno sparatutto in terza persona che sotto questa patina di gioco molto lineare,
05:34molto basic,
05:35in realtà nasconde delle tematiche potenti,
05:38abbastanza critiche anche nei confronti della glorificazione stessa dei videogiochi,
05:43nei confronti della violenza.
05:45Un gioco che più si avvia alla sua drammatica conclusione,
05:50più mette in evidenza le sue assonanze con Apocalypse Now
05:54e di conseguenza anche con Cuore di Tenebra.
05:56In entrambi i casi però,
05:58in questi due giochi che possiamo definire mainstream,
06:01la tematica politica è insomma nascosta da una patina,
06:05da un'allegoria, nel caso di Bioshock,
06:07dall'apparenza di essere un gioco estremamente classico,
06:11violento, uno sparatutto in terza persona come ce ne sono a milioni,
06:14che però solo ad una seconda lettura,
06:17solo avvicinandosi al suo finale,
06:20svela la sua vera tematica.
06:22Il capitolo di Assassin's Creed,
06:24ambientato durante e dopo la guerra civile statunitense,
06:27tuttavia non sarebbe l'unico gioco cancellato perché troppo politico.
06:32Durante l'arco vitale,
06:33il ciclo vitale della PSP,
06:35David Jeff annunciò Heartland,
06:37un gioco proprio per la portatile di Sony,
06:40un titolo che era ambientato in un contesto fantapolitico,
06:43in cui la Cina avrebbe invaso gli Stati Uniti,
06:46e questa non sarebbe stata altro che una scusa,
06:50un contesto ideale per trattare delle tematiche abbastanza particolari,
06:56come l'invasione degli Stati Uniti in Iraq,
06:59e quindi il ruolo anche degli Stati Uniti nella politica estera,
07:03attraverso anche azioni di guerra.
07:04Più che uno sparatutto,
07:06Heartland sarebbe dovuto essere un vero e proprio in-sim,
07:09quindi un gioco che avrebbe concesso anche un certo margine di libertà esplorativa al videogiocatore,
07:14che si sarebbe così potuto imbattere in tutta una serie di documenti e testimonianze
07:18che avrebbero restituito l'orrore che avrebbero dovuto subire sia i soldati coinvolti nel conflitto,
07:25ma anche naturalmente i civili coinvolti.
07:28Non sarebbero poi mancate scelte morali,
07:30e quindi politiche di un certo peso da prendere durante il corso di tutta l'avventura.
07:35David Jeff ha fatto l'esempio di un ponte,
07:38se questo ponte sarebbe stato fatto saltare sarebbero morti tanti civili,
07:43ma la missione di turno sarebbe stata molto più semplice da affrontare.
07:47Al contrario, lasciandolo intero,
07:49la missione sarebbe stata più difficile,
07:51ma il giocatore avrebbe salvato tante vite innocenti.
07:54Cosa fare? Cosa non fare?
07:56Questo avrebbe in qualche modo anche svelato l'interiorità, la moralità,
08:01la politica interiore di ognuno di noi.
08:03Heartland e l'Assassin's Creed, con cui molto probabilmente non potremo mai giocare,
08:07hanno una caratteristica in comune,
08:09ovvero l'estrema vicinanza con delle situazioni politiche piuttosto spinose,
08:14estremamente attuali.
08:16All'epoca per Heartland era la guerra in Iraq,
08:19con questo Assassin's Creed nella guerra civile statunitense,
08:23e invece la situazione politica instabile degli Stati Uniti,
08:27ma più in generale dell'intero mondo.
08:29Questa caratteristica è l'unica che possiamo così in qualche modo attribuire
08:34come causa principale,
08:37secondo cui Sony una volta, Ubisoft oggi,
08:40hanno deciso poi di non pubblicare i rispettivi giochi.
08:44Viene quindi quasi naturale tracciare una linea di demarcazione.
08:47Si può parlare di politica,
08:48si può parlare di politica attuale,
08:50si può parlare di politica in termini anche piuttosto forti,
08:54solo in un contesto indie.
08:55Lo stesso contesto che ha generato Paper Please,
08:58This War of Mine,
08:59Disco Elysium.
09:01Contesto indie che quindi concede anche una certa libertà espressiva,
09:04che invece si preferisce non concedere nel mercato mainstream,
09:09dove si può parlare di tutto,
09:10ma solo se sotto una patina allegorica,
09:14come in Bioshock,
09:15o solo se molto nascosta questo strato politico,
09:19molto nascosto da tutt'altro,
09:22da un gioco che sembra il più classico degli sparatutto in terza persona,
09:26come lo è appunto Spec Ops The Line.
09:29Se è vero che tutti i videogiochi fanno politica,
09:31è anche vero che esiste una linea di demarcazione
09:33che nel mercato AAA non si può,
09:36o forse non si dovrebbe superare.
09:38Almeno questo è quello che ci insegna il caso Earthland
09:41e il caso Assassin's Creed ambientato nella guerra civile statunitense.
09:46Bisogna solo capire di chi è la colpa,
09:48cioè se il pubblico mainstream non è pronto per affrontare giochi estremamente politici,
09:53se il pubblico mainstream non vuole affrontare giochi estremamente politici,
09:57o semplicemente i publisher non vogliono infastidire istituzioni, governi e quant'altro.
10:04La colpa di chi è?
10:05Questa forse è la vera grande domanda a cui bisogna trovare una risposta quanto prima
10:10per consentire anche ai giochi mainstream di lanciare messaggi di un certo tipo
10:15senza correre il rischio di essere cancellati prima di essere pubblicati.
10:19Io sono Cobi, grazie per avermi seguito.
10:21Se ti è piaciuto questo video ricordati di mettere un like
10:24e magari anche di condividerlo con quegli amici che sono convinti
10:28che i videogiochi non abbiano niente a che vedere con la politica.
10:31Ci vediamo al prossimo video.