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In questo numero: Fenilchetonuria, ‘screening neonatale evita danni neurologici ma serve continuità assistenziale’ A Roma Welfair 2026: sfide e opportunità per il futuro del Ssn Radiologia, si rinnovata collaborazione tra medici Sirm e tecnici Tumore del seno e rischio recidive: conoscere non basta, serve più dialogo nelle decisioni di cura Lucattini (psicoanalista): “Nei giovani comportamenti violenti da disturbo dello sviluppo bio-psico-sociale. Serve educazione a cittadinanza digitale e forte collaborazione scuola famiglia” Epatocarcinoma avanzato, con regime Stride 17% pazienti vivi a 6 anni Oftalmologia, Ntc festeggia 10 anni e guarda al futuro: 50 milioni di euro per la ricerca Milano ospiterà Esmo 2028, il congresso europeo di oncologia Rsv, Aifa approva anticorpo monoclonale che protegge dal virus respiratorio sinciziale Sma, nuova formulazione in compresse apre all’indipendenza Tumore della prostata per 485mila italiani, la ‘Carta delle Domande’ aiuta il dialogo Tumori, a Roma la III edizione di Officina #Metastabile per un Pdta nazionale uniforme

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Trascrizione
00:10In questo numero, Fenicheltonuria, screening neonatale, evita danni neurologici ma serve
00:15continuità assistenziale. A Roma Welfare 2026, sfidi e opportunità per il futuro del servizio
00:21sanitario nazionale. Radiologia, si rinnova collaborazione tra medici, SIRM e tecnici.
00:26Tumore del seno e rischio recidive, conoscere non basta, serve più dialogo nelle decisioni
00:30di cura. E ancora, la psicoanalista Lucattini, nei giovani comportamenti violenti da disturbo
00:36dello sviluppo biopsicosociale, serve educazione a cittadinanza digitale e forte collaborazione
00:41scuola-famiglia. Epatocarcinoma avanzato, con regime stride 17%, pazienti vivi a 6 anni.
00:48Oftamologia, NTC festeggia 10 anni e guarda il futuro, 50 milioni di euro per la ricerca.
00:53Milano ospiterà ESMO 2028, il congresso europeo di oncologia, approvato da AIF anticorpo monoclonale
01:00che protegge dal virus respiratorio sinciziale. SMA, nuova formulazione incompressa, apre
01:05l'indipendenza. Tumore della prostata per 485 mila italiani, la carta delle domande aiuta
01:12al dialogo. Tumori, a Roma la terza edizione di officina metastabile, per una PDTA nazionale
01:17uniforme.
01:24Lo screening neonatale obbligatorio riduce drasticamente il rischio di gravi danni
01:28neurologici permanenti. Resta tuttavia la necessità di percorsi assistenziali continuativi
01:34e dedicati. È quanto emerge dal media tutorial svoltosi a Roma e dedicato alla fenilchettunuria,
01:39malattia metabolica rara che in Italia colpisce in media un nato ogni 5.000. Causata da un
01:44difetto del gene PAH che compromette la produzione dell'enzima fenilalanina idrossilasi, determina
01:50l'incapacità dell'organismo di smaltire correttamente la fenilalanina, un amminoacido
01:55presente negli alimenti proteici, che si accumula così nel sangue e diventa tossica per il sistema
02:00nervoso centrale.
02:01La fenilchettunuria è una malattia rara, è una malattia genetica, è tra le malattie
02:07rare però una delle malattie più frequenti perché possiamo contare in Italia almeno 100
02:13nuovi casi ogni anno. Ci sono forme differenti di fenilchettunuria, fortunatamente la maggior parte
02:19dei casi sono forme non severe, però le forme severe devono essere curate e trattate fin
02:27dai primi giorni di vita e per tale motivo tutti i neonati nel territorio nazionale vengono
02:35controllati in terza giornata di vita per vedere come sono questi valori di fenilalanina.
02:42Fenilalanina che è un amminoacido che si trova principalmente nelle proteine. Cosa significa?
02:48che se la fenilalanina è elevata bisognerà iniziare subito una dieta che riduca l'apporto
02:56di proteine e questa semplice avvertenza diventa fondamentale però per quanto riguarda il futuro
03:03di questi pazienti. Ad oggi si vive con la fenilchettunuria, si diventa adulti con la fenilchettunuria
03:10ma soprattutto si vive normalmente e questo è un grandissimo successo della medicina che
03:16è un mix tra prevenzione e nuove terapie per la patologia. Uno degli sforzi nostri nel
03:22prossimo futuro sa di creare per questi pazienti un'area corretta di persone mediche e non mediche
03:30che capiscono i fabbisogni di questa malattia.
03:38I protagonisti del sistema salute si sono dati appuntamento a Roma in occasione di Welfare,
03:44la fiera del fare sanità, il vertice annuale ideato per definire le strategie più efficaci
03:49con cui affrontare le complesse sfide del Servizio Sanitario Nazionale. Filo conduttore,
03:54linguaggio comune di questa edizione 2026 è la prevenzione a 360 gradi, dalla risposta
04:00alle emergenze e la gestione delle crisi agli screening, dalla promozione di stili di vita
04:05sani alla prevenzione digitale fino alle politiche europee per un invecchiamento in salute. Ampio
04:11spazio è stato dedicato anche all'antibiotico resistenza, uno dei temi più caldi per la salute
04:16pubblica globale.
04:18Bisogna avere una presa di coscienza generale sull'argomento perché basta una piccola falla
04:24e tutto può fallire. Soprattutto bisognerebbe che chiunque entrasse in ospedale, dagli operatori
04:30sanitari ai parenti ai pazienti, si rendessero conto che le nostre mani sono potenzialmente
04:36il veicolo peggiore di trasmissione di batteri multiresistenti e quindi questo poi comporta
04:42la necessità di terapie sempre più complicate, sempre più costose, con tempi di degenza più
04:49lunghi. Il piccolo gesto, che è quello dell'igiene delle mani sempre e comunque, chiedendo
04:53anche ai sanitari di farlo, sarebbero cose fondamentali.
04:57Welfare 2026 mette al centro l'obiettivo strategico di contribuire a un modello sanitario globale
05:03riconoscibile e competitivo. Tra le priorità emerse nel corso dei tavoli di lavoro figurano
05:08la valorizzazione e la tutela della professione infermieristica.
05:12In questo momento, riguardo alla workforce, come FNOPI, stiamo sostenendo quella che è
05:18una mobilità controllata, etica, anche a livello internazionale, dove si vuole cercare
05:24prima di tutto di regolarizzare tutti i colleghi che sono entrati in epoca Covid e in deroga
05:29perché vogliamo garantire la sicurezza dei nostri assistiti e stiamo richiedendo che
05:34entri un elenchi speciali, favorendo loro poi il riconoscimento dei titoli perché possano
05:38lavorare in maniera sicura e organizzata. Dall'altra parte abbiamo interlocuzione anche
05:43a livello europeo dove c'è in discussione un documento del Fair Mobility Package proprio
05:47sulla mobilità delle professioni. Quello che è il ruolo infermieristico dell'ordine è
05:52proprio di definire e mantenere degli standard di qualità e di sicurezza e quindi aiutare
05:58non solo una mobilità intraeuropea ma anche un reclutamento che possa aiutarci proprio nella
06:02carenza infermieristica.
06:04Spazio anche all'approfondimento clinico con il focus sulla fibromialgia.
06:08Patologia cronica e dolorosa che colpisce milioni di persone e che richiede nuovi percorsi
06:14integrati di presa in carico del paziente.
06:16Quello della fibromialgia è un problema che va portato dal piano individuale al piano sociale
06:24nel senso che quando una patologia colpisce così tante persone la risposta non è dare
06:33soltanto una medicina piuttosto che un'altra ma predisporre dei sussidi sociali in grado di
06:40affrontare questo problema.
06:42A Welfare 2026 non è mancato un passaggio sulla disabilità, una condizione che misura la qualità
06:48del sistema sanitario nazionale tra accessibilità, continuità assistenziale e diritti europei.
06:54Al centro del dibattito è l'attuazione della riforma del decreto legislativo 62 che segna
07:00un vero e proprio cambio di paradigma mettendo la persona al centro.
07:03L'istituto ha un ruolo molto importante, sta cercando di dare attuazione via sperimentale
07:09alla riforma in 60 province fino ad oggi dal 1 gennaio su tutto il territorio.
07:14La persona viene verificata, l'accertamento della condizione di disabilità è nel contesto
07:20in cui la persona vive, quindi la sua relazione con il mondo esterno.
07:23Tra gli argomenti discussi all'edizione di quest'anno, anche l'impatto dei sistemi sanitari
07:28sull'ambiente.
07:29Abbiamo condotto nell'arco di quest'anno un gruppo di lavoro che ha lavorato molto sulla
07:36sostenibilità ambientale degli ospedali.
07:38Il tema è rilevante perché è calcolato che circa il 5-6% delle emissioni di Nd carbonica
07:44nel mondo sono prodotte dai sistemi sanitari.
07:47Questo gruppo di lavoro ha prodotto un toolkit in cui abbiamo riportato alcune pratiche,
07:53sono 18 per l'esattezza, che possono essere immediatamente riproducibili anche da altri
07:57ospedali.
07:58Quindi il nostro intento è quello di creare una rete, che chiameremo rete di ospedali
08:03per la sostenibilità ambientale, ROSA sarà l'acronimo, e che ha il significato di estendere
08:09quanto più possibile queste pratiche, nell'interesse dei nostri pazienti, dell'ambiente, della sicurezza
08:15di tutti quanti noi.
08:21Rafforzare un rapporto già consolidato nella pratica clinica e trasferirlo sempre di più
08:26anche sul piano scientifico e organizzativo.
08:28È questo l'intento del rinnovamento della collaborazione tra radiologi e tecnici presentato
08:33oggi a Milano nella sede nazionale della SIRM, la Società Italiana di Radiologia Medica
08:37e Interventistica.
08:38La diagnostica per immagini rappresenta uno snodo fondamentale dei percorsi di cura e
08:43ogni anno in Italia si effettuano circa 70 milioni di esami radiologici.
08:46Per garantire un numero così elevato di prestazioni, assicurando qualità e sicurezza
08:50quindi, è indispensabile rafforzare la collaborazione tra queste due figure professionali.
08:55Va rafforzata perché il cambiamento tecnologico e quindi soprattutto con l'introduzione anche
09:01di nuovi software, immagini sempre più avanzato, nuovi device, l'intelligenza artificiale,
09:07impone anche dei cambiamenti organizzativi e allora io credo che questa collaborazione
09:16sia da rafforzare nella collaborazione organizzativa, collaborazione lavorativa, collaborazione culturale
09:24quindi nella formazione, nella stesura di documenti, di linee guide, nella decisione anche di percorsi
09:32comuni, condivisi e ovviamente ognuno per le proprie responsabilità e competenze.
09:38La collaborazione non riguarda solo l'attività quotidiana nelle strutture sanitarie ma anche
09:42il confronto nei luoghi in cui vengono elaborate indicazioni scientifiche e organizzative per il settore
09:47per arrivare a riferimenti sempre più chiari e condivisi.
09:50Le linee guida praticamente segnano quelle che sono le procedure, segnano quelle che sono le indicazioni
09:56e se queste indicazioni arrivano in modo condiviso da due attori importanti come appunto i medici
10:03radiologi e i tecnici di radiologia questo è un grande valore perché questo aiuta i cittadini
10:08nella protezione dei cittadini soprattutto perché non ci dimentichiamo che abbiamo a che fare
10:16con i raggi X, con radiazioni che provocano anche danni e quindi avere delle linee guida chiare
10:22e dei terreni condivisi aiuta sicuramente il sistema sanitario nazionale.
10:27Un primo segnale concreto della rinnovata collaborazione arriverà al 52esimo congresso nazionale
10:32della SIRMA di Milano. Per la prima volta infatti i tecnici sanitari di radiologia medica
10:37parteciperanno con una propria sessione scientifica.
10:40Siccome è la prima volta che avviene questo, questo dimostra quanto siamo indispensabili
10:45gli uni per gli altri. Lavorare insieme e farlo per un fine comune che è il bene del paziente
10:49sicuramente è una cosa molto bella sotto il nostro punto di vista.
10:57Parlare insieme, riuscire anche a condividere quelle che possono essere delle metodiche,
11:04aiutarci e supportarci nelle diagnostiche, non solo sicuramente, veramente sono un passo avanti insomma.
11:16Ottobre è il Breast Cancer Awareness Month, il mese rosa volto alla sensibilizzazione
11:21sul tumore del seno dedicato all'importanza della prevenzione della diagnosi precoce.
11:26Ma per quante hanno già ricevuto una diagnosi, la consapevolezza non si ferma alla scoperta
11:31della malattia. Significa anche comprendere il proprio percorso, conoscere il rischio individuale
11:35di recidiva, sapere cosa aspettarsi dalle cure e sentirsi parte attiva delle decisioni
11:40di cura. È questa la prospettiva al centro della nuova ricerca promossa da Novartis Italia
11:45e realizzata da IQVIA. Su 148 donne con tumore al seno, HR positivo, R2 negativo in fase iniziale.
11:54Abbiamo una notizia importante, che tre donne su quattro si sentono ascoltate dal proprio medico.
11:59E questo genera fiducia. È una considerazione importantissima, frutto di anni di un'ottima
12:07relazione tra i clinici, le associazioni pazienti e tutta la comunità delle pazienti.
12:14E nonostante 8 su 10 dichiarino poi di essere consapevoli del rischio di recidiva, solo una
12:19su quattro però riferisce di sentirsi parte attiva delle decisioni di cura.
12:24La ricerca dice che oggi la donna nell'88% dei casi chiede di avere maggiori informazioni.
12:33Se poi andiamo a vedere qual è la informazione specifica sul suo rischio di recidiva, lì vediamo
12:43che la percentuale si abbassa e quindi siamo al 60%. Ma la cosa importante è che c'è la percezione
12:53netta da parte della paziente di voler avere un dialogo, un ponte con il proprio medico.
13:01E oggi vediamo che solo il 24% delle donne riesce ad avere questo ponte di dialogo tra il
13:08medico e il paziente. Però devo dire che l'altro dato significativo è che questi dati
13:14sono in crescita e in miglioramento.
13:17Ogni anno in Italia vengono diagnosticati circa 54.000 nuovi casi di tumori al seno di
13:22cui il 70% è in fase molto precoce, il che riduce notevolmente il rischio di recidiva
13:27e sono circa 925.000 le donne che vivono dopo una diagnosi. Per molte poi l'intervento chirurgico
13:33non rappresenta la conclusione del percorso di cura. Nel tumore al seno HR positivo, R2 negativo
13:39in fase iniziale, che conta circa il 70% delle donne affette da tumore al seno, il rischio
13:44di recidiva può persistere anche a distanza di molti anni e deve essere valutato individualmente.
13:49Le terapie adiuvanti hanno l'obiettivo di ridurre questo rischio e possono accompagnare
13:53la donna per alcuni anni.
13:55Nel corso degli ultimi anni sono state sviluppate e portate a termine molte ricerche che hanno
14:00consentito di trovare delle strategie per ridurre in maniera efficace questo rischio
14:04di recidiva. Primo fra tutti pensiamo ai test genomici, che oggi ci consentono di risparmiare
14:08la chemioterapia a un gran numero di donne. Poi abbiamo imparato a gestire la durata dei trattamenti
14:13endocrini per esempio e poi l'arrivo anche di nuove molecole, molecole farmaci biologici
14:18a target molecolare come gli inibitori delle chinasi, ciclinodipendenti 4-6 per esempio
14:23o i parchi inibitori. Quindi le opzioni di trattamento sono numerose ad oggi. Alcune sfide
14:28però di fatto rimangono aperte e queste sfide sono soprattutto legate alla personalizzazione
14:33dei trattamenti che abbiamo a disposizione, sempre con l'obiettivo di ridurre il rischio
14:36di recidiva. Quindi oggi noi sappiamo che se una donna è consapevole, conosce il suo percorso
14:41di malattia, il percorso di cura e le opzioni che ha a disposizione parteciperà con maggiore
14:46aderenza e maggior persistenza ai trattamenti che vengono prescritti. Ovviamente se c'è
14:51più aderenza e persistenza c'è anche una migliore efficacia di questi trattamenti e
14:55un miglioramento dell'outcome di malattia. Quindi è importante il dialogo con le nostre
15:00pazienti, è importante che le pazienti chiedano, domandino ai loro medici, ai loro oncologi quali
15:05sono le opzioni terapeutiche per loro e che siano parte condivise, parte integrante della
15:11decisione terapeutica che viene fatta per il loro futuro. Appare evidente quindi la necessità
15:16di rafforzare ulteriormente il dialogo tra medico e paziente affinché le persone possano
15:21essere maggiormente coinvolte nelle decisioni che riguardano il proprio percorso di cura.
15:25L'impegno di Novartis è nato in primis dall'ascolto dei bisogni ancora insoddisfatti
15:30delle pazienti con tumore al seno e l'abbiamo fatto grazie alla collaborazione con quattro
15:35grandi associazioni di pazienti Europa Donna, Andos, Salute Donna ed Incontro Donna, con le
15:41quali abbiamo costruito la campagna Facciamo Squadra che si può trovare sul sito internet
15:48e Tempo di Vita e sui nostri canali social dove abbiamo messo a disposizione, grazie anche
15:55alla collaborazione con specialisti di diverse discipline del supporto informativo per le
16:00donne proprio andando a fornire informazioni su quegli aspetti che non erano ancora chiari
16:07per le donne in una gestione olistica della patologia.
16:15Non passa giorno, si può dire, senza che balzi alle croniche un atto di violenza verso
16:19compagni, insegnanti, conoscenti ma anche verso i loro stessi familiari da parte di un giovane.
16:25Ma cosa li spinge a compiere questo tipo di gesti, a volte anche molto efferati? Lo abbiamo
16:29chiesto alla psichiatra e psiconalista di Roma Adelia Lucattini, esperta in psicologia dell'età
16:35evolutiva. Non c'è un'unica causa. Un lavoro molto interessante su Frontiers in Child and
16:41Adolation Psychiatry ha rilevato che è una psicopatologia, c'è un disturbo dello sviluppo
16:48bio-psico-sociale, ovvero ci sono vulnerabilità individuali, particolari fragilità personali
16:56degli adolescenti, ci possono essere difficoltà familiari di una certa entità ma non sempre.
17:04Importantissimo è il burnout scolastico, ovvero delle difficoltà in ambito scolastico che possono
17:09essere individuali o anche ambientali. Per esempio il cyberbullismo, questo è un trigger, un fattore
17:17scatenante molto importante. Ed infine le difficoltà relazionali, non riuscire ad ambientarsi a scuola
17:24ma neanche all'esterno della scuola con compagni, coetanei, amici nello sport o in attività
17:30extrascolastiche. Quasi sempre poi queste azioni, la loro preparazione viene filmata per diffonderla
17:36sui social. Ma perché? Innanzitutto è dovuta a una sovraesposizione e un eccessivo uso dei social
17:43media a contenuto violento. Un'altra ragione può essere dovuta al fatto che partecipano a delle
17:50challenge social tra adolescenti e quindi sono sfide sostanzialmente. La causa però più grave
17:59che ultimamente è più identificata è quella che lo fanno per paura, ovvero online all'insaputa dei
18:06genitori e prima vengono seduti, poi manipolati, ricattati e infine indotti a compiere delle azioni
18:14violente. Cosa si dovrebbe fare allora per prevenire tutto ciò? Molto interessanti sono le linee guida
18:19della California Association of School Counselors, che è l'insieme di insegnanti psicologi e tutti
18:27coloro che lavorano nella scuola e hanno dato delle indicazioni che sono innanzitutto la violenza è un
18:34processo, non è mai un raptus. Quindi lo studente o lo ha già detto a qualcuno o l'ha già
18:40detto sui
18:41social e infine ci sono tutta una serie di indicazioni, quelle che si chiama la school checklist, che può essere
18:48assolutamente consultata online, che è per tutti i docenti, per tutto il personale non docente e anche
18:58coinvolge genitori e studenti. Ma quanto è importante la prevenzione digitale? Assolutamente e questa è
19:06composta da una serie di elementi. Il primo è l'educazione e la cittadinanza digitale, l'altra è la media
19:13literacy, ovvero insegnare ai ragazzi a conoscere i contenuti violenti, a riconoscere le challenge, a non
19:21cadere nell'emulazione e soprattutto nei ricatti che poi li portano a compiere atti violenti. Un altro
19:29elemento importantissimo è non diffondere immagini sui media come è già stato fatto per la prevenzione
19:35del suicidio, perché la sovraesposizione di questi eventi determina negli adolescenti fenomeni di
19:43emulazione. Da un punto di vista più tecnico è importante lavorare con gruppi di adolescenti
19:48nella scuola o anche fuori della scuola parlando di queste cose e abbinando l'educazione digitale
19:55all'educazione affettiva e alle relazioni. E infine importantissime sono le segnalazioni precoci di
20:03alcuni eventi o dichiarazioni, un'importante e forte relazione scuola-famiglia in cui ci sia una
20:10piena collaborazione delle famiglie verso la scuola, gli insegnanti e l'ambiente in cui i loro
20:17figli passano così tanto tempo. E non ultimo e non meno importante la prevenzione psicologica,
20:24dei disturbi e anche delle malattie mentali che possono avere le loro prime manifestazioni
20:31proprio nell'adolescenza, non sempre ma talvolta sfociare anche in atti violenti, aggressioni,
20:38accompagni e insegnanti. La maggior parte dei tumori del fegato è costituita dall'epatocarcinoma
20:51e nel 90% dei pazienti la malattia si sviluppa in presenza di un fegato cirrotico. Essendo
20:57silenzioso il tumore al fegato è una delle neoplasie più difficili da trattare e manifesta
21:01sintomi quando è già in fase avanzata. L'epatocarcinoma si distingue da buona parte degli altri
21:07tumori solidi non tanto perché nasce in modo silenzioso, perché notoriamente molti
21:12tumori nascono in modo silenzioso finché non sono avanzati, quanto perché nasce su un
21:17organo indispensabile che è il fegato e che pertanto non può essere asportato a piacimento
21:23a differenza di quello che può essere un tumore del colon o un tumore della mammella.
21:27Inoltre il fegato è un organo indispensabile e qualora la sua funzione non sia più sufficientemente
21:33buona il paziente può morire anche delle complicazioni come sappiamo di una malattia
21:37di fegato avanzata. Quindi nel trattare l'epatocarcinoma non solo bisogna cercare di contrastare la
21:44crescita oncologica ma bisogna anche risparmiare il fegato, evitare che peggiori la sua funzione
21:50perché ovviamente non sarebbe un beneficio se trattassimo il tumore ma facessimo peggiorare
21:56la funzione del fegato.
21:57Grazie al regime immunoterapico STRIED costituito da una singola dose di Tremelinumab con Durvalumab
22:04seguita da Durmaluvab in monoterapia si può dare una spinta alla risposta immunitaria, un
22:09innovativo approccio di priming immunitario che ha evidenziato i risultati a lungo termine
22:13nel trattamento di prima linea di questi pazienti. Se ne è parlato nel corso del media tutorial
22:18riguardo altre nuove frontiere del trattamento del tumore al fegato organizzato a Milano da AstraZeneca.
22:22I risultati a 5 anni sono qualcosa di nuovo e qualcosa di non precedentemente osservato
22:32nell'epatocarcinoma avanzato. Infatti abbiamo osservato un tasso di sopravvivenza a 5 anni
22:37di circa il 20%. Storicamente i dati di letteratura per i pazienti con epatocarcinoma avanzato
22:44erano di una sopravvivenza a 5 anni inferiore al 5%. Ovviamente questi sono pazienti selezionati
22:50inseriti in uno studio clinico ma circa il 20% è un dato non visto in precedenza e non
22:57visto con altre combinazioni. Se poi prendiamo i pazienti che hanno avuto un beneficio dal
23:02trattamento, quindi non solo i pazienti che hanno avuto una risposta obiettiva ma anche i
23:06pazienti che hanno avuto una stabilizzazione di malattia, questa percentuale di pazienti
23:11vivi a 5 anni sale addirittura a quasi il 30%, 28% e 6%.
23:18Un ruolo chiave all'interno del team multidisciplinare per la cura dell'epatocarcinoma è ricoperto
23:22dall'epatologo.
23:23Il ruolo dell'epatologo è un ruolo fondamentale perché purtroppo i fattori che determinano
23:28la cirrosi sono sempre più rilevanti, sono soprattutto concentrati sulla malattia metabolica,
23:33sul sovrappeso, sul diabete. Questo ha creato sicuramente un cambio di fattori di rischio
23:40e la necessità di creare consapevolezza è sempre maggiore. Quindi l'importanza di creare
23:45una fitta rete di consapevolezza per tutti i fattori di rischio della cirrosi che non
23:50sono soltanto l'alcol, non è soltanto l'epatite C o l'epatite B che fortunatamente adesso
23:55conteniamo grazie ai farmaci ma è la malattia metabolica, il sovrappeso e il diabete che sono
24:01come dei danni occulti al momento sul nostro fegato.
24:11Dieci anni di attività, 133 dipendenti, una presenza in oltre 100 paesi e una rete di più
24:17di 300 distributori e partner nel mondo sono i numeri che raccontano la crescita di NTC.
24:23In una serata di pioggia che non ha scoraggiato i 200 invitati, l'azienda farmaceutica italiana
24:29ha celebrato il suo decimo anniversario nella sede milanese, una realtà che dal 2016 si
24:36è affermata tra i principali protagonisti europei dell'oftamologia, diventando la prima
24:41azienda italiana a lanciare prodotti oftalmici su scala globale.
24:45Le parole chiave di NTC sono nel suo nome novelty, technology e care, quindi innovazione,
24:53tecnologia e presa in cura dei pazienti prima di tutto, ma anche delle persone che lavorano
25:00con noi e dei nostri partner che producono e che distribuiscono i nostri prodotti.
25:06Gli obiettivi per i prossimi dieci anni è continuare a portare innovazione, lavorare
25:09assieme alla classe medica per rispondere a bisogni clinici, medici insoddisfatti.
25:15La ricerca rappresenta uno dei pilastri della strategia aziendale con un piano di investimenti
25:21di circa 50 milioni di euro destinati allo sviluppo di nuovi farmaci. Un impegno testimoniato
25:27anche dai 365 brevetti e dai circa 3.000 pazienti coinvolti negli studi clinici. Fondamentale
25:34in questo percorso la collaborazione con i centri di eccellenza e con il mondo scientifico
25:39per rispondere alle esigenze dei pazienti attraverso nuove soluzioni terapeutiche.
25:44Abbiamo avuto quindi l'onore di essere parte di un gruppo, un gruppo in gran parte italiano,
25:50ha potuto sviluppare dei prodotti italiani che hanno adesso una grossa risonanza a livello
25:57internazionale. Un decennio che rappresenta un traguardo da celebrare ma anche un punto
26:02di partenza per NTC proiettata su nuove sfide con l'obiettivo di continuare a investire nell'innovazione
26:08e migliorare la qualità della vita dei pazienti.
26:17Parte dall'Università Statale di Milano il percorso verso ESMO, European Society for
26:23Medical Oncology, Congress 2028, uno dei più importanti appuntamenti scientifici mondiali
26:28dedicati alla ricerca e all'innovazione terapeutica contro i tumori, che dal 20 al 24 ottobre
26:34del 2028 riunirà a Milano una comunità globale di oltre 40 mila oncologi, a 18 anni dall'ultima
26:40edizione ospitata nel capoluogo Lombardo.
26:43Il fatto che sia stata scelta la nostra città ovviamente è solo la conferma di un lavoro
26:49di formazione, di ricerca e soprattutto di clinica che si fa nell'ambito dell'oncologia
26:54che a Milano, regione Lombardia e sicuramente a livelli eccellenti rappresenta un punto di
27:02forza per tutto il nostro paese.
27:04L'Ateneo milanese ha ospitato la tavola rotonda Milano e le scienze della vita, The
27:09Full Stack, ricerca, territorio e grandi eventi verso il 2028, dedicata al valore scientifico
27:16di ESMO 2028 e alla capacità del territorio milanese di mettere in relazione ricerca, formazione,
27:22assistenza sanitaria e innovazione.
27:24L'ESMO rappresenta la società al mondo forse più grande, rappresentata di tutti gli
27:29oncologi medici, è una società globale che ha circa 53 mila soci di tutto il mondo
27:35con delle radici prevalentemente europee.
27:38A Milano l'ESMO non c'era da circa 20 anni, Milano è una città che ha dato molti contributi
27:44come rappresentanza nella ricerca oncologica, per cui riportare ESMO a Milano nel 2028 è
27:51di fatto un riconoscimento per tutto il commitment dell'ecosistema di ricerca milanese a livello
27:57globale, quindi è un evento importante che darà visibilità alla città, alla regione
28:02e che porterà a Milano circa 43 mila persone da tutto il mondo.
28:07ESMO Congress 2028 si svolgerà negli spazi di Fira Milano a Rò, nel distretto urbano di
28:12MIND, Milano Innovation District, in cui sta nascendo il nuovo campus scientifico della
28:17statale, destinato ad accogliere le diverse competenze dell'Ateneo nell'ambito delle life
28:22science.
28:23Noi formiamo i nuovi medici, i nuovi ricercatori e quindi noi in questo modo potremo mostrare
28:30ai nostri studenti, ai nostri giovani ricercatori, anche quelli che sono proprio nelle prime fasi
28:34della ricerca, del dottorato, quali sono lo stato di avanzamento della ricerca a livello
28:42mondiale sull'oncologia e potranno essere con noi, con l'Ateneo, con i loro docenti,
28:46protagonisti di questo evento. Quindi credo che sia un modo importante per farli sentire
28:53al centro di quella che vuole essere davvero un'azione basata sul contatto tra formazione,
29:02ricerca e anche divulgazione presso la cittadinanza di quella che è la nostra potenzialità in tal
29:10senso.
29:45La storia naturale della bronchiolite, cioè della malattia provocata dal virus respiratorio
29:52sinciziale, è cambiata negli ultimi due anni da quando abbiamo a disposizione anticorpi
29:57monoclonali a lunga durata d'azione. Il cleserovima si inserisce in questo panorama e sarà un'ulteriore
30:04importante opportunità per noi pediatri per riuscire a proteggere nella maniera migliore
30:10i bambini da questa forma virale che soprattutto nei primi mesi di vita nel passato comportava
30:17un numero estremamente rilevante di ospedalizzazioni e una percentuale di questi bambini addirittura
30:22aveva necessità di terapia intensiva perché non esistono al momento terapie efficaci nei confronti
30:29del virus respiratorio sinciziale. Quindi la strategia che paga è la prevenzione.
30:34La prevenzione è davvero la strategia vincente per un virus che ancora oggi rappresenta una
30:39delle infezioni stagionali più diffuse tra le principali cause di ospedalizzazione infantile
30:43in Italia, con un impatto gravoso sulle famiglie e sull'intero servizio sanitario nazionale.
30:49Pediatri di famiglia immunizzano dal 1 ottobre tutti i nati dal 1 aprile al 30 settembre dell'anno
30:56in corso della stagione contro l'infezione da virus respiratorio sinciziale. Per cui avere
31:04uno strumento in più, un ulteriore anticorpo monoclonale che ci consenta proprio di ridurre
31:10non solo le bronchioliti da VRS ma anche i passaggi in terapia intensiva di questi lattantini
31:17ospedalizzati è certamente utile perché si impatta anche meno sull'economia familiare.
31:23Pensiamo a quante giornate di lavoro in meno per i genitori che sarebbero costretti per l'ospedalizzazione
31:30a non andare al lavoro. Pensiamo a quanto questo impatti comunque rispetto ad altre
31:37problematiche per la vita familiare.
31:39In occasione dell'approvazione di Clas Rovimab da parte di AIFA, MSI di Italia ha organizzato
31:45un incontro a Roma.
31:46Oggi siamo qui in modo particolare proprio perché vorremmo dare una risposta ai primissimi giorni
31:54di vita del bambino e delle bambine nel momento in cui potrebbero incorrere in quel virus respiratorio
32:00sinciziale che potrebbe segnare in maniera negativa il primo ingresso nella vita. E allora
32:07noi siamo qui proprio per contrastare anche questa malattia infettiva con una risposta straordinaria
32:13dal punto di vista delle scoperte scientifiche proprio perché mettiamo a disposizione delle
32:18mamme, dei genitori e di questi piccolissimi bambini l'opportunità per non andare incontro
32:25a questa terribile malattia infettiva. È una sorta di secondo abbraccio che noi offriamo
32:32dopo quello della mamma e quello del papà, dei genitori, dei nonni, ma un secondo abbraccio
32:36che diventa uno scudo nei confronti anche dell'RSV. È una risposta straordinaria all'insegna
32:43della scienza, all'insegna dei tanti investimenti che continuiamo a fare proprio perché la vita è
32:48in buona salute lungo l'arco di tutta la vita non è mai abbastanza.
32:56Grazie al progresso della ricerca e all'arrivo di terapia in grado di modificare il decorso
33:01dell'atrofia muscolare spinale nota anche come SMA insieme a una crescente capacità di
33:06ferirete tra comunità medico-scientifica, associazioni pazienti, istituzioni, aziende, oggi lo scenario
33:12di questa malattia è profondamente cambiato e le persone nate con l'asma possono diventare
33:16adulta, studiare, lavorare, costruire relazioni, immaginare il proprio futuro. Questo è molto
33:21altro al centro del branch and science, parliamo di atrofia muscolare spinale, l'evoluzione
33:27del trattamento dell'asma quando l'innovazione apre la strada verso l'indipendenza organizzato
33:32da Roche Italia a Milano.
33:33Una persona con SMA oggi sa che ha a disposizione tre possibili terapie, quindi anche una persona
33:40già affetta in Italia può avere accesso a due formulazioni di terapia e quindi direi
33:46che questo in una patologia cronica progressiva che porta una degenerazione costante dei motoneuroni
33:51che sono quei neuroni che vanno ad innervare le cellule muscolari e quindi dare massa e forza
33:56funzione è notevole. Le prospettive sono ovviamente diverse rispetto a quelle di un neonato
34:03in cui viene fatta diagnosi ormai con il newborn screening perché la disabilità è già presente
34:09ma anche in una situazione di questo genere queste terapie portano ad una riduzione della
34:13progressione dell'evoluzione. In alcuni casi anche un miglioramento e qualche guadagno in
34:19qualche funzione che può essere considerata irrilevante magari per una persona che ha una funzione
34:25motoria completa al 100% ma che può portare una maggiore autonomia per alcune persone che
34:31invece di guadagno di alcuni distretti muscolari, di alcune piccole funzioni può per esempio comportare
34:37che si possa fare qualche parte delle attività di vita quotidiana, lavorativa, scolastica o sociale
34:43che diversamente non sarebbero possibili. Ad inserirsi all'interno di questo cambiamento
34:48la nuova formulazione in compresse di RIS, di PLAM disponibile anche in Italia che rappresenta
34:52un'evoluzione terapeutica pensata per integrarsi sempre di più nella vita quotidiana e accompagnare
34:57i bisogni delle persone cosmane nelle diverse fasi della vita.
35:01È fondamentale mantenere la continuità, chiamiamola così, di cura nei pazienti affetti
35:06di atrofia muscolare spinale in quanto le terapie attualmente disponibili, per esempio
35:10mi riferisco all'ambito adulto del quale mi occupo, non sono terapie che guariscono la malattia
35:16ma semplicemente consentono di trattarla, di ottenerne la stabilità e in alcuni casi anche
35:20un miglioramento. Per fare questo è necessario che le terapie vengono continuate cronicamente
35:25anche per molti anni proprio perché è una malattia cronica. Per garantire questo è necessaria
35:29un'aderenza alla terapia, cioè il paziente deve essere motivato e interessato a continuare
35:32la terapia ma anche messo nelle condizioni di poterla continuare. È chiaro che da questo
35:36punto di vista una terapia orale è particolarmente, diciamo, a pinning, è particolarmente utile
35:41per i pazienti in termini di gestione personale e la nuova terapia in compresse di RIS, di PLAM
35:46migliora ulteriormente questo aspetto da un punto di vista logistico sia per il paziente
35:50ma anche, diciamo, per gli ospedali o le farmacie che erogano il farmaco.
35:53Ma il cambiamento diventa realmente comprensibile quando viene raccontato da chi vive ogni giorno
35:58con l'asma.
35:59Riuscire ad avere le compresse, quindi una terapia in compresse, è qualcosa di molto
36:05vareggevole che mettiamo nello zainetto e ci permette di vivere una quotidianità.
36:10Questo significa poter organizzare un viaggio all'ultimo minuto, questo significa non doverci
36:17fermare per giorni per poter avere la terapia, fermare dallo studio, dal lavoro, dalla vita
36:24quotidiana, dal coltivare i nostri interessi, ma significa proprio che non siamo noi le nostre
36:31vite a doverci adattare alla terapia, è la terapia che si adatta alla nostra vita, che
36:36entra nella nostra quotidianità, certamente dobbiamo ricordarci di prenderla tutti i giorni,
36:43però è sicuramente molto diverso, libera tempo e questo tempo noi lo possiamo impiegare
36:48per rendere la nostra vita piena e degna di essere vissuta.
36:58È stata presentata presso il Ministero della Salute la Carta delle Domande, promossa dalla
37:03Società Italiana di Urooncologia e dall'Associazione di Pazienti Europa Uomo Italia, una cosiddetta
37:10cassetta degli attrezzi per aiutare gli uomini con tumore della prostata a trovare le parole
37:14durante la visita e i clinici ad accogliere le loro domande.
37:18È la cassetta degli attrezzi perché quando ti arriva la diagnosi tumore della prostata
37:22scatta la paura e la paura occupa uno spazio, uno spazio nella tua mente e per cui in quel momento
37:28lì, quando sei di fronte al medico, non hai più la possibilità e non ti vengono neanche
37:32le domande da poter fare. Questa è la cassetta degli attrezzi perché tu te la puoi leggere
37:36a casa con tranquillità, ti leggi quelle che sono le domande che sono più attenenti
37:39a quello che è il tuo stile di vita, il tuo modo di vivere anche in quel momento lì
37:44perché non è che tutti sono uguali, c'è chi ha 50 anni, c'è chi ne ha 70, per
37:49cui anche
37:50la situazione familiare è molto diversa.
37:53La carta aiuta ad esprimere dubbi, bisogni e priorità personali e a comprendere le opzioni
37:59disponibili. Secondo il rapporto i numeri del cancro in Italia 2024 sono 485 mila gli
38:06uomini viventi in Italia dopo una diagnosi di tumore della prostata, un dato che comprende
38:10persone in differenti fasi del percorso anche dopo la conclusione delle terapie.
38:14La carta delle domande è stata sviluppata tra Europa Uomo Italia e SIURO. L'obiettivo
38:20è quello di dare ai pazienti una cassetta degli attrezzi attraverso le quali porre delle
38:25domande al medico. Sostanzialmente oggi nelle nostre ambulatori parliamo di colloquio
38:31medico-paziente quando in realtà il vero colloquio è paziente-medico perché il paziente
38:35è al centro della nostra proposta e offerta terapeutica. La carta delle domande individua
38:40degli ambiti, degli obiettivi e delle domande specifici che possono aiutare i pazienti e
38:45allo stesso modo aiutano anche i medici che già sanno quali possono essere gli ambiti
38:49e quindi ad essere molto più collaborati e riuscire ad arrivare a quell'alleanza terapeutica
38:55che è fondamentale per il buon esito delle cure.
38:59Il documento sarà distribuito nei centri uro-oncologici che parteciperanno alla prima
39:03esperienza pilota e vuole contribuire a sconfiggere lo stigma che avvolge questa malattia.
39:09Sicuramente ci sono delle paure, io le chiamo soprattutto paure. C'è la paura per la vita
39:16come da ogni diagnosi di tumore, c'è una paura per la propria vita affettiva, coniugale,
39:22relazionale perché indubbiamente è un tumore che incide sulla vita di relazione e c'è quella
39:28sottile paura che ti fa capire che hai raggiunto una determinata soglia oltre la quale già non
39:36sei più giovane, il che non vuol dire che sei vecchio, però che quella è la direzione
39:40verso cui stai andando. Paure che sono uno stigma personale rafforzato da pregiudizi
39:47sociali ed è proprio su questi che noi dobbiamo lavorare per smantellarli uno a uno.
39:57È arrivata la terza edizione Officina Metastabile, il progetto ideato da Fondazione Incontradonna
40:02per la coprogettazione e l'attuazione sul territorio del percorso diagnostico-terapeutico-assistenziale
40:08dedicato al tumore metastatico della mammella. Un'idea che punta a migliorare i percorsi
40:12di cura e l'assistenza per le donne affette da questa patologia oncologica.
40:16Siamo sempre più impegnati a far sì che i pazienti, anche perché c'è una componente
40:23maschile seppur piccola, siano supportati, aiutati nel loro percorso. Il paziente metastatico
40:31non deve affrontare un percorso ad ostacoli, ma deve essere ascoltato in tutte le sue esigenze.
40:38La qualità di vita è quanto va importante e deve essere garantita.
40:43Un lungo lavoro di progettazione che punta a dare voce alle donne che convivono con questa
40:47malattia e che negli anni ha portato a numerosi risultati. Se nella prima edizione di Officina
40:52Metastabile sono emersi bisogni che meritano risposte, nella seconda Incontradonna è riuscita
40:57ad arrivare ad una proposta accolta in Parlamento per favorire l'attuazione di un PDTA dedicato
41:02al carcinoma mammario metastatico.
41:04L'occasione di oggi è stata proprio quella di discutere di aspetti altrettanto rilevanti
41:09accanto a quelli delle terapie specifiche oncologiche. Si è parlato, si sta parlando
41:14di nutrizione, di supporto psico-oncologico, ma anche di possibilità di aderire e di essere
41:21avrollati in trial clinic. Ci sono delle nuove sfide che i progressi compiuti da un punto
41:26di vista terapeutico stanno ponendo. Di tutto questo si sta parlando stamane.
41:29Quest'anno Officina Metastabile, tenutasi presso la sala auditorium dell'Agenzia Nazionale
41:34per i Servizi Sanitari Regionali, intende proseguire il suo percorso di ascoltativo dei
41:38bisogni delle pazienti e di coprogettazione per definire un PDTA nazionale uniforme, integrato
41:44e realmente centrato sulla persona.
41:47Oggi, come non mai, le nuove cure garantiscono un percorso di cronicità alle pazienti ed ecco
41:53che l'organizzazione ospedaliera, l'organizzazione regionale delle reti oncologiche regionali deve
41:58adattarsi a questa nuova necessità implementando i percorsi anche di prossimità.
42:04La cronicità è una realtà oggi, per fortuna, garantita dai nuovi farmaci e delle nuove
42:10tecnologie, ma deve essere anche garantita da un assetto gestionale, organizzativo appropriato.
42:27Grazie per averci seguito e alla prossima puntata.

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