00:05Un saluto, ben trovati, ben trovati. Dieci minuti per un ospite. L'ospite di oggi è Gianfranco Caviddu,
00:11apprezzatissimo regista e direttore artistico di Creusade, ma il Festival di Musica per il Cinema
00:15è in corso a Carloforte. Tantissimi gli ospiti, le proiezioni, gli appuntamenti, i confronti e
00:23naturalmente tanto spazio alla formazione. Ascoltiamo Gianfranco Caviddu. Sono vent'anni,
00:28ma non è che vent'anni vadano per forza celebrati in maniera straordinaria. Riconfermiamo
00:36quella che è diventata la vocazione del Festival, cioè è una specie di spazio dove il visibile
00:43del lavoro che oramai da otto anni facciamo col centro sperimentale, cioè quello di mettere
00:48in contatto musicisti, registi, montatori, tecnici del suono, rumoristi eccetera, che da Carloforte
00:56partono per un percorso che li fa lavorare insieme per un anno per poi ritornare a Carloforte
01:02e riportare i risultati. Quindi anche la scelta del programma degli artisti è fatta in modo
01:10in cui la mattina questi maestri, tra virgolette, hanno qualcosa da raccontare utile a questi ragazzi
01:19di... sono tutti under 30, quindi molto giovani, che si avviano ad essere i nuovi talenti
01:25del cinema italiano nella musica o nel montaggio o nella regia. E quest'anno abbiamo voluto
01:32fare una, diciamo, una serie di piccoli focus. Cioè, ovviamente partiamo dalla tradizione,
01:40per cui c'è il documentario, è uscito quest'anno il documentario sulla vita di Mauro Pagani,
01:45che a Carloforte ha intrecciato il suo percorso artistico insieme a Fabrizio Di Andrè, per
01:51cui è anche un ritornare al nome del festival che è Creosa De Marchi, una stradina che porta
01:57al mare, che noi facciamo un po' un sentiero che porta al cinema attraverso la musica.
02:04Quindi iniziamo con loro e iniziamo con l'immagine del paese, che è il concetto tradizionale
02:10della banda del paese che fa le musiche da cinema. Poi abbiamo tanti musicisti, ecco per esempio
02:17Carolina Crescentini, che racconterà molto di quanto è utile la musica nella preparazione
02:23dei personaggi per un'attrice, quanto l'intonazione e la voce sono parte del sonoro di un film,
02:31quindi sono ovviamente da curare, da metterci attenzione. Francesco Motta, che ha fatto Colonne
02:37del sonoro, ma poi all'esperienza, perché la sera ai giardini di notte sleghiamo la musica
02:44dalle immagini e la musica si presenta per quello che è nuda e cruda. Poi invece il pomeriggio
02:51e la sera abbiamo i film. Abbiamo un film molto interessante che era impossibile non fare,
02:59anche perché il musicista del film Capogrosso l'anno scorso è stato lui a guidare i ragazzi
03:06e del film Primavera su Vivaldi. C'è la produttrice del film, perché è anche molto importante
03:13raccontare come la musica oggi si produce per il film, quali sono i costi, cosa bisogna
03:20in qualche modo fare, come bisogna mettere una certa attenzione. Poi Ginevra Nervi, che è una
03:28giovanissima compositrice e performer dal vivo, ma ha fatto già quattro film come colonna
03:35sonora musicale, quindi era molto interessante che ci fosse un talento poco poco più giovane
03:43dei ragazzi per dare anche il senso di continuità. E poi una cosa che ci riempie d'orgoglio,
03:49presentiamo i due film che erano finalisti ai Davide Donatello come miglior opera prima,
03:56uno dei due ha vinto, Gioia mia, e tutti i due film hanno i musicisti che hanno iniziato
04:02il loro percorso nella musica per cinema a Carlo Forte con noi, per cui addirittura nel film
04:10Tienimi presente, il regista e il musicista si sono conosciuti a Carlo Forte, poi hanno fatto
04:17il primo cortometraggio insieme, poi hanno fatto il diploma insieme, poi il primo film
04:23e oramai insomma ci lavorano, per cui l'idea di questo progetto è quella di dare gli strumenti
04:31a dei ragazzi per poi trovare la loro strada e lavorare, perché quella è la cosa più importante.
04:38e quindi l'isola ha un doppio valore perché fuori da tutte le rotte, diciamo anche stressanti
04:47delle passerelle, del dover apparire eccetera, crea un tempo protetto per cui i ragazzi si incontrano,
04:56si conoscono, ballano insieme, fanno il bagno insieme, mangiano insieme, dormono insieme.
05:02e questa esperienza negli anni abbiamo visto che nell'inverno si riverbera nel loro modo
05:10di immaginare un lavoro insieme, questo qui è il centro di questo progetto in realtà
05:16che poi attira ragazze che vengono da tutta Italia, per cui nel suo piccolo è una specie
05:21di ripopolamento di tutti quelli che se ne vanno e spero anche una volta che si apra che
05:28che siano meno quelli che vanno a cercare magari un corso lontano e ce l'abbiano qui
05:34e poi da qui, ovviamente questo è un mestiere che impone di avere la valigia in mano, insomma
05:39bisogna andare e tornare, però che ci sia anche un senso nel ritornare non è sbagliato.
05:44Ma si sa qualcosa sui tempi, quando aprirà lo spazio di Villa Muscas?
05:47Ma i lavori sono ripresi, i lavori di Villa Muscas, per cui strategicamente anche un polo
05:55che sarà a fianco al teatro lirico, di cui già usiamo molto i musicisti del conservatorio
06:02del teatro lirico, per cui il polo musicale del Parco della Musica può essere arricchito
06:08con il segmento della musica applicata, perché facciamo già oltre la musica per i film a soggetto
06:16quindi i cortometraggi del Centro Sperimentale di Roma, lavoriamo anche sulla musica per i film
06:21ad animazione, per i film muti, per gli spot pubblicitari, per dare proprio alla classe dei
06:29giovani compositori delle possibilità di lavoro in tante direzioni.
06:35Raccontami un po' di Sumaistu, che abbiamo visto nell'anteprima in alcuni festival che
06:39sta girando, un film meraviglioso, l'abbiamo detto in diverse occasioni, ci sarà alla fine
06:45la distribuzione, dove si può vedere?
06:48Allora, Sumaistu non è un caso, io non amo mai mettere qualcosa di mio dentro un festival
06:55che guido, però quest'anno con questo film dedicato alla vita, all'arte di Luigi Lai,
07:02ma soprattutto attraverso Luigi Lai racconta cento anni della storia della Sardegna, perché
07:10c'è l'emigrazione, c'è tutto, era importante metterlo perché la caratteristica più preziosa
07:18che ci lascia e che insegna ancora Luigi Lai è quella dell'umiltà, è quella della perseveranza
07:26in uno strumento, è quella della non vedere una carriera musicale legata al successo, ma
07:35legata all'amore per quello che si fa, perché un grande insegnamento per i giovani, perché
07:41leva quello stress che i social, tutta la pressione, mette ad ogni ragazzo che fa il primo passo
07:48verso un mestiere artistico, proprio per, come dire, per focalizzare sul senso del mestiere,
07:56quindi lui è veramente da questo punto di vista un maestro, perché è una persona che
08:01ha 94 anni, ha ancora una curiosità, una voglia di mettersi in gioco con altri musicisti che
08:08vengono da tutto il mondo, ma con una capacità, una conoscenza di quello strumento che è anni
08:15di perseveranza e quindi questo gli viene riconosciuto da qualsiasi artista nel mondo.
08:21L'idea di fare un film su di lui, per cui per me era un gesto d'amore ovviamente, ma
08:28anche la possibilità attraverso di lui di poter stimolare una cosa verso la verità, perché
08:36pone un po' di punti di domanda, il film sia a noi artisti sardi oggi, immersi nei social,
08:45nell'apparenza, eccetera, sia alla classe politica sarda, perché il confine tra l'apparenza
08:53e quindi il folklore o le cose fatte così è la conoscenza, che è l'unica cosa che ci
09:00può mettere in contatto all'appare col mondo, è molto sottile e quindi attraverso di lui
09:07si capisce che proprio si può essere a testa alta nel mondo, interagire con culture che
09:14apparentemente sono stratosferiche, ma che in realtà riconoscono un'originalità, per
09:20cui va fatto uno sforzo in più per distinguere questo da quello che è un'apparecchiatura
09:27di finzione, insomma, e io spero che esca, stiamo lavorando perché esca nelle sale, c'è
09:33un interessamento sia di una distribuzione sarda in collegamento con Fandango, adesso
09:41stiamo cercando i fondi perché purtroppo oggi distribuire un film non è facile, ci vuole
09:47sia per l'apparato promozionale che per l'apparato proprio distributivo nelle sale, ci vuole un finanziamento,
09:54per cui aspettiamo con ansia questo bando della Sardegna che dovrebbe uscire proprio per
10:01promuovere le figure, diciamo, importanti della Sardegna, c'è un documentario molto bello
10:07di Peter Marcia su Nivola, sono stati fatti i lavori su Grazia dell'Edda, a maggior ragione
10:14dovrebbe entrare un uomo come Luigi Lai, però ci vuole quello sforzo in più e crederci in
10:20più, ce lo dobbiamo dire noi che siamo bravi, ecco, non aspettare che arrivi qualcuno
10:26da fuori.
10:27A cosa stai lavorando adesso?
10:30Sono in preparazione del prossimo film che girerò ostinatamente in Sardegna, anche se un
10:39po' è cambiato, è tutto un po' più difficile, abbiamo difficoltà a chiudere per bene la location
10:48ed è un film che ho scritto tanti anni fa, ho scritto proprio su un tipo di ambiente
10:56e che racconta l'inevitabilità un po' del progresso e che il progresso dipende proprio
11:04da come l'uomo lo governa o ci sa avere a che fare, per cui parte proprio da una cava
11:13di granito dismessa perché nel dopoguerra arrivano i mattoni per cui non era più conveniente
11:21tirare fuori il granito dalla montagna e questa cava e questo paesaggio intorno con una casa
11:28che è una casa operaia rimane quasi abbandonata e viene ereditata come succedeva allora, i terreni
11:36sul mare venivano dati alle donne ed è anche ipotecata, per cui questa signora che è legata
11:44a questo luogo da un amore pazzesco perché il padre la portava lì anziché farla andare
11:49a poeto, la portava lì per seguire gli operai, per cui lì ha l'esperienza di una vita a contatto
11:57con la natura senza mediazione, per cui affezionata al posto che sia così com'è, in realtà poi
12:04sono il 63 in cui è ambientato il film, arriva la Gakkan e tutto cambia, per cui tutti quei
12:11posti sono posti che possono essere, questo in bilico, possono essere trasformati o addomesticati
12:20o possono ridare lavoro, dipende da dove vanno e per fare questo come per la stoffa dei sogni
12:26uso un classico del teatro che è il Giardino dei Ciliegi di Cecco, in realtà è una versione
12:35addomesticata, ritrattata, sardizzata in qualche modo del Giardino dei Ciliegi.
12:40Era Gianfranco Camidu, regista e direttore artistico di Creusa De Maio, vi ricordo che potete
12:44rivedere questa intervista su Youtube, seguiteci taggateci anche sui social, grazie per essere
12:48stati con noi.
12:52Grazie per la visione!