- 2 giorni fa
Una produzione TCS S.r.l. 2024 www.telecostasmeralda.tv
Categoria
🗞
NovitàTrascrizione
00:10salve e benvenuti ad una nuova puntata dei reperti raccontano la storia il programma
00:17dedicato all'archeologia e alla storia della sardegna raccontata attraverso i suoi reperti
00:23più emblematici. Io sono Nicola Desi e ci troviamo all'interno del Museo Muda di Las Plassas.
00:55Oggi cercheremo di parlare della figura femminile nell'antichità. Abbiamo già visto nelle puntate
01:03precedenti quello che era il culto della Dea Madre durante la preistoria, soprattutto il Neolitico,
01:10e come nell'età del rame questo culto tende pian piano ad affievolirsi. Scomparirà effettivamente
01:16per alcuni secoli dalla scena archeologica della Sardegna e ricomparirà poi quasi improvvisamente
01:24nella tarda età nuragica, a partire più o meno dal X e dal IX secolo a.C. In che forme?
01:32Stiamo
01:33parlando della bronzistica figurata. Abbiamo qua un bronzetto emblematico del quale abbiamo già parlato
01:41nella puntata precedente e che, benché sia stato e ancora qualcuno lo chiami appunto con questo nome
01:49abbastanza risonante della pietà sarda o la madre dell'ucciso, abbiamo visto che probabilmente si tratta
01:57invece di una divinità e conosciamo anche il suo nome, Orgia, Urgia o Lugia o Lugia, appunto ad indicare
02:06una divinità in trono che forse eredita le qualità, le caratteristiche della grande madre mediterranea
02:15che vediamo appunto essere divinizzata e culturalizzata già a partire dal Paleolitico.
02:22E questa donna appunto in trono, come vedete, rappresenta la mano destra sollevata in segno di salute
02:30un tettino in grembo proprio a proteggere un uomo adulto, un guerriero che lo ricordiamo non è morto
02:38perché il suo collo è dritto e anche la mano, le mani anzi sono poggiate come vedete sulle gambe
02:46ciò vuol dire che è vivo, forse è in preda a un sonno o comunque una dimensione onirica
02:53che lo porta appunto ad entrare in contatto con questa grande e bellissima divinità.
02:59L'originale è stato rinvenuto in una grotta del territorio comunale di Urzulee, quindi nella Sardegna
03:08centro-nord orientale. Abbiamo tanti bronzetti della età tardonuragica che rappresentano dei personaggi
03:18femminili, non solo le divinità ma anche le sacerdotesse e le abbiamo per lo più appunto
03:24nell'ambito della bronzistica figurata, quindi nell'ambito appunto delle statuine di bronzo
03:31realizzate tra il X e il VII secolo a.C. Abbiamo anche qualche indizio in realtà nella ceramica,
03:40nelle terre cotte. Qua abbiamo la riproduzione di uno splendido vaso, una brocca piriforme
03:49che proviene dal sito di Santa Anastasia a Sardara, proprio nel centro del paese, nel cuore
03:58del centro storico. Già agli inizi del Novecento si rinvenne quello che poi sarà uno dei più
04:06grandi santuari, uno dei più importanti pozzi sacri di età nuragica di tutta la Sardegna. In realtà
04:14i pozzi sacri sono tre, due all'esterno della chiesa di Santa Anastasia e uno all'interno. Ecco,
04:22molto spesso assistiamo a questo fenomeno chiamato sincretismo religioso. Laddove c'erano dei templi
04:28di età nuragica, come appunto i pozzi sacri, molto spesso in età cristiana vengono realizzate
04:36delle chiese. E non a caso proprio questa chiesa di Sardara ha un nome importante, Anastasia,
04:43che vuol dire appunto rinascita. E probabilmente il concetto che si aveva anche in età nuragica
04:51della donna, quindi dell'acqua, che veniva associata a una divinità femminile, è un concetto comunque
04:58di rinascita. O se vogliamo possiamo spingerci anche nell'ambito dei culti lunari. Ora, questo
05:05vaso, come vi dicevo, che è realizzato interamente a mano, senza l'utilizzo del tornio, presenta
05:11una bellissima decorazione a segmenti, ma soprattutto cerchielli a occhio di dado. Ed è uno dei rari
05:20casi in cui vediamo anche una figura umana rappresentata, ecco vedete, nella parte, in una
05:27delle pareti del vaso. È una figura abbastanza emblematica, una figura se vogliamo per certi
05:35aspetti misteriosa. Ecco il volto, come vedete, è abbastanza schematico, abbiamo gli occhi rappresentati
05:43con due piccoli cerchi concentrici, abbiamo il naso, la bocca e poi altri cerchi concentrici,
05:50guarda caso, insomma, all'altezza del seno e della vulva. Quindi io sono quasi convinto
05:57che si tratti di una figura femminile. E proprio alla base delle gambe troviamo questo falso
06:04colatoio o beccuccio che serviva per raccogliere nuovamente le gocce o del vino o dell'acqua sacra
06:11che veniva utilizzata magari proprio nell'ambito, ecco, dei rituali e delle libagioni. Ma forse
06:18l'elemento più caratterizzante e più interessante è il fatto che tenga tra le braccia, vedete,
06:24questa asta cosiddetta a forcella. In realtà probabilmente questa è la rappresentazione
06:31della luna crescente, perché la donna è sempre stata associata nelle religioni antiche al ciclo
06:40della luna, quindi la luna piena, la luna crescente, la luna calante e il ciclo della luna e il ciclo
06:47della vita. Quindi tutto comunque ruota attorno alla donna e alla sua rinascita. La rinascita
06:55della donna vuol dire anche rinascita del mondo intero e della comunità. Quindi ecco, possiamo dire
07:02con relativa certezza che questa figura rappresentata in questo vaso che è stato trovato,
07:08appunto, lo ricordiamo in un contesto sacro, è chiaramente appunto da riferirsi ad ambito
07:15femminile sacro e divino. Ecco, quindi con questo vaso poi, ecco, ci portiamo avanti nel tempo,
07:24perché il culto femminile non finisce con l'età nuragica, ma proseguirà. Attorno già al VI secolo
07:35a.C. la cultura locale, che sfruttava comunque i fasti del passato nuragico, comincia ad abbracciare
07:47una nuova cultura, un nuovo modello culturale che arriverà prevalentemente dal Nord Africa. Nasce la
07:55città di Cartagine e Cartagine, come tutte le grandi città, detterà le mode, spesso i culti, la lingua,
08:04la scrittura. Però continuiamo a vedere appunto che i Sardi e la Sardegna strizzano l'occhio all'antico
08:12Egitto. Quindi i culti egizi in questo momento cominciano a fare la loro comparsa molto più
08:21incisiva nell'ambito delle comunità sarde. Probabilmente il sostrato di base delle religioni
08:28è più o meno lo stesso. Abbiamo le stesse figure femminili, le stesse figure maschili, ma con nomi
08:34differenti. E vediamo in che modo in Sardegna appunto fanno la loro comparsa. Dove troviamo questi
08:41reperti, questi idoli che ci parlano di un mondo religioso, cultuale, in chiave totalmente
08:49femminile. Bene, anche la volta precedente abbiamo parlato di una divinità molto cara non solo agli
08:59egizi, ma anche ad altri popoli, come i cartaginesi, come i sardi che in questo momento, a partire dal
09:06VI, V secolo a.C., quindi 500 anni prima della nascita di Cristo, abbracciano anche appunto dei
09:17culti egizi. Nel senso che arrivano spesso dall'Egitto, direttamente dall'Egitto, degli oggetti
09:24sacri. Abbiamo quindi le rappresentazioni di tante divinità, avremo modo appunto di parlarne,
09:31che arrivano dall'Egitto e che proseguiranno anche in età romana. Ecco, in questo caso il culto di
09:38Osiride e di Iside sono ben presenti in Sardegna perché abbiamo trovato numerosissime testimonianze
09:45relative appunto a questi culti. La dea di Isis è una dea che ci rimanda al mondo tardo-nuragico con
09:58appunto la divinità che abbiamo detto chiamarsi probabilmente urgia o orgia. E qua vediamo la stessa
10:08scena, quindi una donna, una divinità seduta in trono che allatta il figlio Horus. E sappiamo bene
10:17appunto il mito, ci parla appunto anche del fratello Osiride che viene smembrato e lei fa di tutto per
10:25ricomporlo. Quindi già questo ci dà l'idea appunto di quale fosse il potere della divinità femminile,
10:30che ha anche così le caratteristiche di una donna che ricostruisce l'uomo e quindi la vita. E a
10:41rappresentare insomma il suo potere assoluto è proprio vedete questo disco solare o lunare o meglio
10:49questa mezzaluna. E possiamo anche interpretare questo disco come proprio invece quello lunare,
10:56quindi la luna piena, la mezzaluna. Tra l'altro insomma noi abbiamo un importantissimo romanzo
11:05dell'antichità. Stiamo parlando delle metamorfosi di Apuleio, forse il primo romanzo che sia mai stato
11:13scritto, comunque quello più antico che si è arrivato fino ai giorni nostri. In età medievale verrà
11:18conosciuto sotto il nome di Asino d'Oro e parla proprio di un rituale, di un viaggio iniziatico,
11:24di un personaggio e protagonista, Lucius, che arriva dall'Oriente e che viene magicamente
11:31trasformato appunto in un asino. E questo ovviamente è la metafora di un viaggio che lui deve percorrere
11:38attraverso varie peripezie per entrare appunto all'interno del culto di Iside. Un culto che ricordiamo
11:47appunto arriva dall'Egitto e c'è un racconto molto importante e particolare proprio nell'ultimo
11:54capitolo, il capitolo undicesimo, nel primo e nel secondo canto, quando Lucius in piena notte si
12:01sveglia di soprassalto, si affaccia e vede appunto la luna piena. La luna piena allora lì appunto si
12:09getterà in mare per sette volte per purificarsi e celebrerà un vero e proprio rituale, anzi una
12:17preghiera dedicata a Iside, ma che avrà diversi nomi che noi appunto poi conosceremo attraverso il mondo
12:26romano con Proserpina, Cerere, ma anche Demetra, della quale parleremo tra pochissimo.
12:46Ed ora voglio raccontarvi una storia, uno dei tanti aneddoti legati a delle scoperte archeologiche
12:54importanti fatte in Sardegna. Molti di voi sicuramente conosceranno la storia della scoperta
13:00dei giganti di Monte Prama, avvenuta nel marzo del 1974 da parte di un contadino di Cabras e ricordiamo
13:09che nello stesso mese dello stesso anno il destino ha voluto che dall'altra parte del mondo un altro
13:14contadino trovasse invece quello che diventerà poi famoso come l'esercito di terracotta. Ci troviamo
13:22nella Sardegna del sud ovest, nel Sulcis, più precisamente nel territorio comunale di Narcao in
13:29una frazione chiamata Sustrumpe-Bagoi. Ebbene un contadino, un giovane contadino, nel dicembre
13:36del 1970, mentre stava zappando il suo terreno appunto per coltivare alcuni legumi, si imbatté
13:45in una scoperta interessante delle statuine di terracotta che poi vedremo insomma riveleranno
13:54la scoperta di un tempio molto importante. Ora questo contadino cosa fece? Si recò a piedi a diversi
14:03chilometri di distanza nella stazione più vicina dei carabinieri che stava all'epoca a Narcao e
14:11consegnò appunto alcune di queste statuine rivenute durante questi lavori agricoli. Il brigadiere
14:20dell'epoca, che era amico appunto e conosceva bene il soprintendente dell'epoca, che era il professor
14:29Ferruccio Barreca, lo avvertì immediatamente e poco tempo dopo iniziarono degli scavi archeologici.
14:37Questi scavi archeologici portarono alla luce un tempio, un tempietto in realtà non molto grande,
14:45non molto monumentale, non molto esteso, ma carico appunto di significato. Dovete sapere appunto che
14:53in questa località, voi oggi potete vedere un grande altare di forma rettangolare, probabilmente
15:01utilizzato per dei sacrifici, poi vedremo quali sacrifici. Vi è poi un tempietto vero e proprio,
15:09sei piccoli altari e un pozzo. Allora questo giovane contadino, a sua insaputa, trovò un tempio
15:19dedicato a due divinità, Demetra e Core. Sono madre e figlia e noi conosciamo queste divinità
15:28grazie alla mitologia greca. Ma voi direte, come mai due divinità greche in Sardegna, visto che
15:37appunto parliamo di un periodo, quello del V secolo a.C., in cui l'isola comunque gravita attorno alla
15:47cultura e all'economia di Cartagine? Ebbene è avvenuto un fatto particolare. Nel IV secolo a.C. in Sicilia
15:58sappiamo appunto che due eserciti contrapposti, da una parte appunto quello greco e dall'altra
16:05quello cartaginese, si contendevano la città di Siracusa. E nell'ambito appunto di questa guerra,
16:12alla quale probabilmente parteciparono anche dei sardi che militavano nell'esercito cartaginese,
16:18che era un esercito formato da molti mercenari, ecco in quel caso avvenne un fatto diciamo così
16:27spiacevole perché i soldati cartaginesi distrussero in un eccesso d'ira il tempio di Demetra e Core di
16:36Siracusa. Guarda caso le fonti ci dicono che pochi giorni dopo si scatenò un'enorme epidemia
16:46nell'accampamento cartaginese. Ora per la mentalità dell'epoca voi dovete sapere che tutte le divinità
16:55erano sacre, non c'erano differenze religiose, tutte le idolatrie erano ben accette. Abbiamo insomma
17:04dei momenti anzi di grande accoglienza soprattutto durante il Pirodo Romano di divinità che arrivavano
17:12dall'Egitto o comunque dal vicino Oriente. Bene allora cartagine ma anche i popoli alleati come
17:19quello dei sardi probabilmente istituirono, decisero di istituire ufficialmente il culto di Demetra e
17:28Core. Diciamo che in Sardegna trovò terreno fertile perché già in Sardegna i culti femminili
17:35abbiamo visto fin dal paleolitico erano sempre molto diffusi, ben accetti, profondi, quindi non si
17:42fece, non si fece un grande sforzo per accogliere appunto questo culto che spesso va a integrarsi
17:50laddove c'erano dei santuari con i pozzi sacri. Infatti non dimentichiamo che proprio a Terraseo
17:57abbiamo anche un pozzo, un pozzo che è legato ovviamente al mito, al racconto di queste due divinità
18:06che qui verranno come dire accolte anche in età romana con appunto il mito di Cerere e di Proserpina.
18:18Ecco quindi gli archeologi proprio a Terraseo trovarono migliaia di statuine, alcune rappresentavano
18:29anzi delle donne probabilmente nell'atto di muoversi, di ballare, di danzare e molte altre
18:39ancora invece sono rappresentate in questo modo. Ma per capire meglio questa figura dobbiamo accennare
18:46brevemente a quello appunto che il mito ci racconta. Ecco Demetra aveva una figlia, Core. Questa figlia
18:55viene rapita dalla divinità dell'oltretomba, degli inferi, Ade, perché se ne innamora
19:02perdutamente, era una donna bellissima, una fanciulla bellissima e quindi la porta con sé
19:08nel sottosuolo, nell'Ade, che non va inteso in maniera negativa come poi verrà fatto insomma
19:14nelle cristianesime, era un luogo dove tutti gli esseri umani finivano, andavano a finire dopo la morte.
19:21La madre ovviamente è disperata perché perde la figlia, la figlia appunto viene rapita e comincia
19:27a piangere, si dispera, se non che un giorno decide di scendere attraverso un pozzo, ecco perché è
19:33presente un pozzo a Terraseo, e di cercare la figlia e la cerca appunto con una torcia. Come vedete
19:41appunto anche questa statuina tiene una torcia in mano perché poi anche la luce, vedremo le lucerne,
19:48sono emblematiche di questo mito. Nel frattempo però cosa succede? Poiché Demetra era la divinità
19:55della natura, dell'agricoltura, della vita, tutto pian piano comincia a morire e allora è necessario
20:04l'intervento di Zeus. Zeus che invita Ade a restituire la figlia alla propria madre, altrimenti
20:13insomma la vita terminerà nel mondo. Ade accetta però ad un patto che la cara figlia di Demetra,
20:27Core, possa tornare per quattro mesi l'anno appunto negli inferi, nell'Ade. C'è un'altra versione anche di
20:36questo mito che ci dice che Ade offrirà un frutto di melograno a Core, è un frutto di melograno
20:46stregato che la costringerà a tornare per quattro mesi l'anno appunto nel sottosuolo e sono i quattro
20:52mesi ovviamente dell'inverno e quindi la natura viene spiegata con questo mito, il ciclo appunto
20:57della morte e della rinascita. E poi abbiamo un altro elemento molto interessante, ecco dovete sapere
21:04che proprio nel tempio di Demetra sugli altarini sono state trovate tante tante ossicina di maiale
21:15da latte, di maialino da latte. Ora direte cosa c'entra il maialino appunto con questa divinità? È
21:26proprio un'associazione immediata. Questa divinità come vedete lo tiene in grembo, questo maialino.
21:33Molto spesso non ci rendiamo conto che anche nella cultura gastronomica sarda a volte svolgiamo
21:41dei rituali in maniera inconsapevole. Ora sappiamo bene che uno dei piatti tipici, più rinomati,
21:48più famosi della cucina tradizionale sarda è proprio il maialetto arrosto, il maialetto da latte che
21:54generalmente non deve superare i 6-7 chili, tant'è che nel resto d'Italia ci prendono appunto per matti
22:02perché sanno bene che è molto più conveniente far ingrassare il maiale. Invece noi lo mangiamo così,
22:08il maialino da latte ed è un rituale particolarmente diffuso soprattutto nell'area campitanese dove forse
22:15era molto più diffuso anche questo culto. Quindi oggi noi arrostando il maialetto e mangiandolo
22:23stiamo in maniera anche inconsapevole ancora reiterando questo culto. Tra l'altro vedete
22:32questo maialino viene rappresentato in braccio questa grande divinità e
22:43tutte le ossicina che noi abbiamo trovato in questo tempio sono delle ossicina legate proprio
22:48a dei sacrifici di questo piccolo animale. Sappiamo che anche nell'antica Grecia avveniva la stessa
22:55cosa. C'erano proprio dei rituali dedicati a Demetra che poi in età romana diventerà Cerere e probabilmente
23:03gli stessi romani acquisiranno il culto di Demetra e di Ceres proprio dalla Sardegna, tant'è che la
23:10chiameranno la sarda Ceres che venne rappresentata anche con le spighe di grano. Infatti questi
23:17rituali prevedevano che oltre il sacrificio del maialino da latte le donne portassero sul capo
23:26queste ceste come questa che vediamo rappresentata qua che contenevano dei chicchi di grano che venivano
23:34però bruciati e quindi questo fumo poi doveva raggiungere il cielo e quindi raggiungere anche
23:43un mondo ultraterreno quindi arrivare anche appunto a sfamare seppure in maniera ideale e simbolica questa
23:53divinità. Oggi appunto possiamo osservare e ammirare queste bellissime statuine. Ovviamente
24:03i prodotti originali sia nel Museo archeologico nazionale di Cagliari sia anche nel Museo archeologico
24:10di Carbonia nel Sulcis insieme a tutti gli altri materiali rinvenuti appunto durante gli scavi
24:17avvenuti negli anni 70, lo ricordiamo, in località Strumpo e Bagoia a Terraseo nel Sulcis. Bene,
24:23io con questa bella immagine di Demetra, anche un'immagine se vogliamo benaugurante, vi lascio,
24:33vi ringrazio per l'attenzione che ci avete dedicato e vi invito a seguire la prossima puntata dei
24:41reperti raccontano la storia. Dal Museo Muda di Las Plassas è tutto, io vi saluto e ci vediamo appunto
24:49alla prossima settimana.
25:22Grazie a tutti.