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NovitàTrascrizione
00:09Due passi con te, due passi con me, quattro passi di qua, otto passi di là,
00:19ghiacchieri ambulanti in campagna ed in città, e un ospite speciale chissà cosa ci racconterà.
00:28Due passi con me, due passi con te, quattro passi di qua, otto passi di là.
00:40Ciao a tutte e ciao a tutti, benvenuti a Due passi con. Oggi due passi dove li facciamo?
00:46Li facciamo a Oristano e li facciamo con un oristanese doc, un amico che ci racconterà molto,
00:51perché lui sa un sacco di cose di questa città e ci racconterà se stesso attraverso questa città.
00:55Andiamo a vedere chi è.
00:58Banchieri avidi, peristrozzini, profittatori, viechi assassini.
01:04C'è chi si uccide per la follia di questa falsa democrazia.
01:09E c'è chi ingrassa sulle leucemie ed ucra, su cancri e mioplasie.
01:13Mostri in grisaglia, contro natura, per i carnefici della cultura.
01:20Ehi voi, gran manager con l'alitosi, gioco alla cresta da sussiegosi.
01:25Venite qui, forza, coraggio, sporchi profeti del signoraggio.
01:29Ha una formidabile premonizione che è qualcosa più di un pensiero.
01:35È carne nella carne, è mano che regge una scella.
01:40Lei sa, nel momento del concepimento, che suo figlio morirà.
01:45E lo prevede.
01:47Oh, e questa è un'ipotesi ancora più vertiginosa.
01:51E il figlio che, men che è morto, ha un flashback.
01:57Diremo oggi, torna indietro e sogna la madre.
02:00Sogna la madre di morto.
02:01Il tempo, in ogni caso, non esiste.
02:06Perché loro sono una nuvola.
02:09Maestro!
02:11E maestro, lo posso...
02:13Posso dirlo, maestro?
02:16Sì che lo posso dirlo.
02:17Caro Renzo Cugis.
02:19Come?
02:20Ma quanto è falso questo incontro?
02:23Eravamo qua, in giro, microfonati.
02:28Eravamo, giravamo per Oristano.
02:30Filippo.
02:31Ecco, quelle cose che...
02:32C'erano due telecamere qua, puntate.
02:35E noi ci...
02:36Oh!
02:38Caro Renzo!
02:40Che ci fai qua?
02:42Vecchi trucchi del materiale a Martinez.
02:45E trucchi, non so neanche trucchi.
02:48Allora, io dovrei iniziare dicendo Filippo Martinez.
02:52Dovrei spiegare che cosa sei.
02:54Però posso dire che nella carta d'identità fino a poco tempo mi avevi scritto bagnino.
02:57Sì, non tanto poco tempo fa.
02:59Perché era ancora vivo mio padre.
03:02Però...
03:02Mi ricordo che una volta mi convocò.
03:05Eh.
03:05Mi convocò...
03:07Papà era un uomo severo, anche divertente, ma severo.
03:10Mi convocò ufficialmente nel suo...
03:12Nel suo studio.
03:14No, vai comando.
03:14Ho detto cosa ho fatto?
03:16Cioè, ero disperato.
03:19Filippo, devi levare dalla carta d'identità la scritta bagnino.
03:25Allora, adesso facciamo così.
03:26La pre-pre-pre-domanda.
03:27Se oggi ti costringessero, no, se ti costringessero lo so, che se ti costringessero diresti di no.
03:32Se ti chiedessero cortesemente di mettere nella tua carta d'identità, se ancora si mettesse professione,
03:36quale sarebbe la tua...
03:38No, bagnino mi piace perché nuoto mi piace.
03:42Però, in realtà, delle varie mie attività, la più ambigua, nel senso che si presta, è regista.
03:50Allora, caro regista Filippo, questo format è sempre così.
03:55Cioè, noi andiamo a cercare i luoghi che vengono scelti dal nostro ospite.
03:59Perché hai scelto questo luogo di questa città oristano?
04:02Dove siamo?
04:03Qua siamo, questa è la cattedrale di Oristano, la cattedrale di Santa Maria.
04:11E perché mi sembrava dove...
04:13È proprio uno dei luoghi topici della mia vita.
04:17Cioè, se chiudo gli occhi...
04:19Questo è il posto, l'icona, l'icona della mia infanzia soprattutto, perché davanti a questa cattedrale,
04:28nel 1900, credo, 53, fu condotto da mio padre a Cavallino per vedere la Sartiglia.
04:41Allora, entra nella testa di un bambino che vede tutta la gente,
04:47vede, prende coscienza di questa poderola, la più grande della Sardegna.
04:52Sono con la croce più di 44 metri, una cosa enorme.
04:57Tutta la gente, coriandoli, era la prima volta.
05:01E poi passa il componidori, che è veramente ieratico.
05:07Cioè, cilindro, ve lo dà sposa.
05:09Quest'occhio vuoto, una figura rinascimentale.
05:14Io ho capito là...
05:17Che c'era qualcosa che andava oltre le circostanze.
05:20Ha iniziato a guardarlo con...
05:22Che c'era una magia in giro.
05:25Pochi anni dopo, poi, morì mio zio, che era il sindaco di Oristano, Giovanni Canalis.
05:35Ed era il primario dell'ospedale, molto amato.
05:39E ci fu un funerale solenne.
05:42Proprio solenne, una cosa...
05:44Oltretutto pioveva.
05:46Cioè, ogni tanto c'era il cielo nero e ogni tanto pioveva.
05:51Io ero chirichetto e c'era la banda musicale.
05:54Io ficco la banda musicale nelle mie...
05:55Da dove posso...
05:56Entra la banda che fa questi suoni istrugenti.
06:00La gente piangeva.
06:02Tutta Oristano.
06:05Siamo andati a piedi.
06:07E quindi, altra magia.
06:10Altro rapporto con un'alterità che non riuscivo a identificare.
06:16E così ho pensato...
06:20Che belli certi funerali.
06:23Allora, certi funerali...
06:24Allora, per chi?
06:25Per chi se lo fosse perso, Filippo ha un po' l'ossessione dei funerali.
06:29No, intanto ti sei già fatto quasi il tuo.
06:32Perché quando hai compiuto 50 anni hai deciso che saresti diventato da quel momento postumo.
06:37Sì.
06:37Sono ripartito.
06:39Adesso ho 24 anni.
06:40Stiamo parlando con un postumo.
06:41Con un postumo di 24 anni.
06:43Portati malissimo.
06:44Tu sei invece fortissimamente legato ai luoghi.
06:48Ma sei anche comunque legato a una spazialità molto intima, molto forte.
06:52Perché ho capito presto che siamo dei fosfeni.
06:59Dei gradenti.
07:00I fosfeni sono quelli quando c'è la luce, quella specie di polvere che ce ne c'è.
07:06Sei venuto per mortificare la mia ignoranza.
07:08Ci stai riuscendo.
07:08No, anni fa descrissi il fosfeno a Benito, Benito Urgo, che rimase incantato e ho fatto
07:16un disco intitolato Fosfeno.
07:18Aveva appena imparato.
07:20E noi siamo nulla nell'universo.
07:22Proprio nulla, nulla, nulla, nulla.
07:25Quindi dice ho viaggiato tutto.
07:27E allora ho capito che il senso lo troviamo in pochi spazi legati a qualcosa di intimo,
07:39come nel caso specifico la cattedrale di Oristano, che è l'apertura al mio aspetto metafisico.
07:56E allora ho capito che il senso lo troviamo in pochi spazi legati a un pochi spazi legati a un
08:14pochi spazi legati a un pochi spazi legati a un pochi spazi legati.
08:33Quindi, Filippo, tu comunque lo direi, lo dici, sono di Oristano.
08:39Nel senso che questo luogo ti appartiene e gli appartieni.
08:42Ascolta, Filippo, le città, un po' per tutti, i luoghi, sono luoghi che hanno segnato, hanno scandito il nostro tempo,
08:50hanno scandito le nostre immagini.
08:51Tu prima hai raccontato, prima, no?
08:53E quindi tanti luoghi hanno avuto un prima e un dopo.
08:57Tu però in questa città hai contribuito molto a scandire tempi e luoghi.
09:02C'è una serie infinita di iniziative.
09:06Dico questo velocissimo, io ti faccio delle domande, delle quali sono già la risposta.
09:11Una serie infinita.
09:12Però un'iniziativa recente.
09:14Qua siamo nella Piazza Eleonora.
09:16Questa è una parte della piazza che, oltre ad essere il centro di Oristano insieme a Piazza Roma, però qua,
09:23recentemente, ci fu il terzo raduno mondiale degli Zorro.
09:27Bisogna sapere che a Oristano si riuniscono gli Zorro per iniziative varie.
09:35Zorro ha bloccato anche delle costruzioni.
09:38Tutti vestiti da Zorro, ovviamente.
09:40Non è che si vestono da Zorro.
09:42Sono Zorro.
09:45E in quel caso c'era la guerra e Putin metteva la Zetta sui carri armati.
09:53Ora, se c'è un simbolo, un'icona, che evoca la giustizia, il coraggio, la lealtà, è la Zetta di
10:02Zorro.
10:03A Zorro è venuto un giramento.
10:06O Putin.
10:07O Putin.
10:08Mattà, va bene, scusa.
10:10Prenditi una kappa.
10:12E così abbiamo fatto una cosetta sopria.
10:15c'era un mezzo oristiano concesso, eccetera.
10:18E fra l'altro avevamo costruito una bandiera, una Zetta di qualche centinaio di metri quadri di Zorro.
10:30E qua c'è stata l'ostensione di questa gigantesca bandiera.
10:39Sarebbe bello vederla.
10:41Sarebbe bello.
10:42Guarda a caso.
10:43Noi facciamo due passi.
10:45Sarebbe bello.
10:46Guarda a casa.
10:47Guarda a casa.
10:48Ma tutti i parchei.
10:49Matti le immagini.
10:50Pensa che è bello se potessimo fare.
10:52Incredibile.
10:53Incredibile.
10:54Incredibile.
10:54Incredibile.
10:56Incredibile.
11:27Filippo, siamo dall'altra parte della piazza che sembra come indica la statua, la statua dell'Onora, è una statua
11:38di Ulisse Cambi dell'Ottocento.
11:41Una leggenda metropolitana dice che in realtà nasceva come una rappresentazione dell'Italia durrita.
11:50E io ci ho creduto finché non ho fatto cazzo che ha in mano la carta dell'Ogu e mi
11:55sembra improbabile che l'Italia giri con la carta dell'Ogu.
12:01Ma non c'è proprio la leggenda.
12:05No, questa parte che siamo al centro di Ulistano, qua, figura c'è là, c'è via dritta, Corso Umberto
12:13che l'ha passeggiata proprio da adolescenti, da ragazzini.
12:16Qua passeggiavamo, però la voglio mettere tra i luoghi emblematici della mia vita a Ulistano ma della mia vita in
12:29generale perché devi sapere che io anni fa nel 17 mi sono candidato come sindaco, sindaco di Ulistano.
12:38Era quasi un debito verso mio padre che nel senso che volevo fare, era morto lui, volevo fare qualcosa.
12:45Avevo anche preparato tutto, ci avevo lavorato un anno, avevo già stabilito una giunta internazionale ad altissimo che faceva 10
12:55a 0 al governo.
12:57Avevo scelto il meglio nei vari settori e avevo degli ottimi risconti.
13:03Ho preparato, a differenza di tutti, molti mesi prima il programma, illustrato con Acquerelli, infatti neanche da me, con Pietro
13:11Serra.
13:12Però per poter governare non ho accettato alleanze.
13:22Allora, è stato il partito, il pantito, il primo pantito di Ebellissimo perché ho la foto, quando mi hanno scritto
13:30in comune, lei si definisce il partito di destra, di centro, di sinistra, ho barrato tutto e ho scritto dove
13:38si colloca?
13:39In alto. Ed è stato il partito più votato, il partito che era diviso in tre gruppi, però non facendo
13:51alleanze perché se entri nel gioco dell'alleanza tu mi devi dare...
13:56No, meglio niente. Nel caso specifico fu niente, però fu anche un bel niente.
14:06E qua invece arrivarono con gli standardi fatti fare dai vari partiti, arrivarono i candidati, qua c'era la stampa,
14:14c'era...
14:15E si schierarono su quel palco naturale che è la scalinata, quindi sopra ci succedevamo e ognuno esponeva la sua
14:29posizione.
14:30Fu bello, durò molto perché parlarono tutti, però al buio c'era ancora molta gente a seguire e fu una
14:40cosa bella.
14:41Certo che ci vorrebbe un filmato per evocare almeno questa parte.
15:12Questo rumore che rompe il silenzio, questo silenzio è così duro da masticare.
15:19E poi ti dicono tutti sono uguali e tutti rubano nella stessa maniera.
15:25Ma è solo un modo per convincerti a restare chiuso dentro casa quando viene la sera.
15:32Però la storia non si ferma davvero davanti a un portone.
15:38La storia entra dentro le stanze, le brucia, la storia dà torto e dà ragione.
15:44La storia siamo noi, siamo noi che scriviamo le lettere.
15:50Siamo noi che abbiamo tutto da vincere e tutto da perdere.
16:18Siamo noi che abbiamo tutto da perdere.
16:25Allora, la regola è questa, che è l'ospite che sceglie i luoghi da raccontare.
16:30E va benissimo.
16:31Tu mi hai detto un luogo insolito e io mi aspettavo un luogo insolito.
16:34Adesso però spiegami, perché mi hai portato a settantaduesimo chilometro in mezzo a una strada?
16:41Perché?
16:43Perché per me è un luogo magico.
16:46Per due motivi.
16:48Alla fine degli anni settanta, qua non c'erano i guardrail e io rientravo da Cagliari diciamo, in pieno giorno.
16:58A un certo punto vedo tranquillamente che questo tir col rimorchio attraversa la strada.
17:06Ah!
17:06Letteralmente, perché dovevo andare l'anca e taglia.
17:09Taglia.
17:10Non avevo tempo di frenare.
17:13Mi avevano spiegato che frenando a quei tempi non devo inchiodare.
17:18Un ABS antiliteram.
17:20Un ABS antiliteram.
17:21E punto a una gomma, se non mi avrebbe decapitato completamente, una grande gomma.
17:28Punto a questa grande gomma, la centro.
17:31La macchina si scassa, ero già in frenata, quindi non è stato, però mi ha rovinato la macchina.
17:39E io sono rimasto fermo immobile perché non sapevo.
17:44Sì, era morto pochi anni prima un mio amico che mi raccontarono uscire tranquillamente nella macchina, poi sentì un freddo
17:52tremendo.
17:53Non aveva sentito nessuno.
17:54E quindi?
17:55Tu stavi aspettando di sapere.
17:57Ma ha detto, io non sapevo dovevo provare le gambe.
18:00Apro un occhio e nello specchietto vedo che ero poperto di sangue.
18:04Ha detto, vabbè, qua è successo un patente.
18:07Si scoprirà dopo che è un taglietto infinitesimale che aveva fatto una scena napoletana.
18:15E quindi inizio a muovere prima un piede, poi l'altro, ho detto va bene.
18:20E poi scopro che non avevo niente.
18:23Che stavi dentro?
18:23Sono sceso, il camionista piangeva, sono rovinato, sono rovinato.
18:28Stavo rovinando me e comunque non ti denuncio, mi fai riparare nuova la macchina.
18:33Non ti denuncio, grazie, grazie, mi abbraccio.
18:36E ho detto, no, anche l'abbraccio no, signor camionista.
18:38Evitamente.
18:39Evitamente.
18:39L'anno dopo, chilometro 72, sempre il chilometro 72, camminavo, il cielo non si stava oscurando
18:49perché era notte, sentivo aria di pioggia.
18:53E faccio in tempo a chiudere il finestrino con la manovella che si illumina tutto a giorno
19:02per un secondo, due secondi e io resto in attesa del tuono.
19:09Ho detto, questo mi assorgo.
19:09Era un fulmine?
19:10No, non c'è nessun tuono.
19:14Scoprirò poi che era talmente forte perché la frequenza non veniva registrata.
19:22però la macchina perde il controllo, cioè giravo il volante a vuoto e lentamente lei, perché
19:30io non governavo, mi porta fuori strada e io scendo.
19:34Per fortuna non ho sbattuto, non c'era nulla.
19:38Sono sceso giù, apro lo sportello e come apro lo sportello scoppia un'acquazione, un
19:52chiedevano, ci sono morti, ho detto, no, perché?
19:57Beh, cos'era successo?
19:58Un fulmine, loro andano dietro, me l'hanno raccontato, un fulmine mi ha centrato in pieno.
20:04Cioè qua ti ha preso un fulmine e un tir?
20:06E un tir.
20:07Al settantadesimo chilometro?
20:08Al te, al te, non posso nei luoghi della mia...
20:12Tutti dicono, che scarogna, ma quale scarogna?
20:15Sì, però noi non provochiamola, io sarei perché, bellissimo l'aneddoto, però andiamoci.
20:20Portami in un posto.
20:22Sì.
20:22Andiamo in un posto meno sereno.
20:25Più sereno.
20:53A proposito di frasi fatte,
20:55se tutte le strade partono a Roma, quando siamo in Sardini tutte le strade portano a...
20:59Al mare.
21:01Al mare.
21:01Al mare, ci dobbiamo sempre comunque arrivare al mare.
21:03Tu sei un pesce biped...
21:06Non sono un pesce, perché questo ho preso a mamma.
21:10Ma tipo nuoti quanto?
21:12Ma tipo nuoti quanto?
21:12Dai, d'inverno, di estate, senza muta, perché poi la muta non la tollero.
21:20È nuoto, diciamo, da giugno a anche novembre, una media di mai meno di due ore, però arrivo
21:30a cinque ore di nuotate e nuoto qua.
21:33E nuoti qua.
21:34Questo è il mio mare, nel senso che è il mare proprio della mia infanzia, ed è la marina
21:43di Torre Grande, che per me è un valore ancestrale.
21:48E nuoto qua, che non c'è, non ci sono turisti, non c'è affollamento, non ci sono, e quindi
21:57proprio un'operazione zen quasi.
22:00Ma non siamo venuti qua, non mi hai portato qua solo per questo?
22:03No, mi hai portato per un motivo preciso.
22:06Allora voglio dire che intanto là c'è Villa Baldino, che è il mio punto di riferimento.
22:09Baldino era un grande ottico, famoso, stranissimo, e che è anche scrittore, ha fatto un libro
22:20che ti consiglio, in versi, Sagiornata di Concheatto, di Concheatto, dove c'è un meraviglioso
22:28dialogo tra Concheatto e Dio, ma che lo cucca mentre sta facendo i suoi bisogni.
22:36Quindi è un ottico, comunque visionario.
22:38Novi, no, ma fa scherzi assurdi, metteva il mondo, comunque.
22:42E dicevo, qua, allora, devo fare un preambolo dicendo che la Sartiglia si stava un po' imbastardendo
22:52con sponsor, con cose, con cerimonie, con fotografie, allora per mantenere lo spirito avevamo fondato
23:00il gremio del Cavaliere Infinito, che sarebbe componente.
23:03Quando è arrivato il Covid, si è deciso di non far correre, io vado da loro e ho detto,
23:14sì, per la folla non si corre, ma se voi uscite alle tre di notte, potete farlo.
23:21Non c'è pure, ma le sponsor, insomma, non lo fanno, fanno solo una ridicola, goffissima
23:27vestizione a uso e consumo dei giornalisti.
23:32Ma ho detto, no, a questo punto il gremio del Cavaliere Infinito avrà il suo componitore,
23:39che sarà il componitore del lunedì, cioè della notte, la Sartiglia è la domenica, il martedì,
23:46è memori del fatto che nel 1656, quando ci fu la peste nera, tutti proprio morti nelle strade,
23:56il componitore che non voleva rinunciare alla, non voleva rinunciare alla, doveva rinunciare
24:04e alla Sartiglia era solo, esce, che è una scena commuovente, e nella notte, con Sapipia e Maio,
24:12che è una specie di scettro di viola e mamma, benedice, da proprio passando davanti alla cattedrale
24:19che abbiamo visto, benedice la città. Quindi aveva mantenuto vivo, ha detto, noi usciamo prima dell'alba.
24:29No, devo raccontarlo questo, poi, una signora mi ha raccontato che portava il cane a fare
24:38i suoi bisogni all'alba, dice, tiro sullo sguardo, vedo passare sulla mattigia il componitore,
24:49ho detto, ho detto, mi tappo buffato.
24:58Abbiamo una clip di 40 secondi dove si vedono quattro scatti della vestizione in una chiesa
25:04sconsacrata e poi la benedizione in piano sequenza davanti alla cattedrale, ma soprattutto chiudiamo
25:13con l'immagine della, per caso, per caso ce l'avevo.
26:05Non commento lei alla bellezza di queste immagini perché mi sembra veramente superfluo
26:10di fronte poi a chi le ha comunque create eccetera.
26:14Filippo, da buon regista, facci un bel prefinale di questa puntata.
26:19Beh, prefinale perfetto è proprio in questo, chiamiamolo set, perché questo è il luogo
26:27dove voglio morire nel senso che quando tra molto raggiungerò la morte didascalica, perché
26:37quella in didascalica l'ho già raggiunta nel 2001, una bella poltrona, un sdraio, mi siedo
26:45e mi devono portare tempestivamente proprio quando sono agli sgoccioli.
26:51è ispirato dal celebre libro di Thomas Mann, Morte a Venezia, il protagonista Gustav von
27:01Auschenbach muore sulla spiaggia.
27:04Ha detto, ah, quello è un bel modo, lui è morto un po' più frustrato, io sarei sereno.
27:08Quindi guardando il mare, nuvole, questo senso strepitoso di infinito, faccio un trapasso
27:14e neanche me ne accorgo.
27:15Vabbè, allora, con la promessa che ci rivedremo qua fra 30-40 anni per salutare Filippo, anche
27:2050.
27:24Noi abbiamo chiuso la puntata, ti ringrazio Filippo, ringrazio a tutti voi.
27:29Grazie a Renzo, grazie a voi.
27:30Quattro passi, due passi, altri due ce li facciamo.
27:33Sì.
28:02Quattro passi, grazie a tutti.
28:10Due passi con te, due passi con me, quattro passi di qua, otto passi di là.
28:20Gli acchieri ambulanti, in campagna ed in città, è un ospite speciale, chissà cosa ci racconterà.
28:29Due passi con me, quattro passi di qua, otto passi di là.