00:11In questo numero dei Tg lavoro e welfare. Nuove regole per le relazioni industriali,
00:18si preannuncia un confronto serrato. Nuoro, Cuneo e Fermo, le province più artigiane
00:24d'Italia. In Italia la vita lavorativa dura 4,5 anni meno della media UE.
00:36Il 10 settembre scorso è ripreso il confronto tra le parti sociali per definire le nuove
00:44regole delle relazioni industriali. Facciamo il punto della situazione e facciamo anche
00:51un passo indietro. Il 17 giugno scorso CGL e Cisleuil hanno definito il loro accordo, vale
01:02a dire la piattaforma sindacale su questo tema, da presentare alle controparti datoriali. A
01:10loro volta i datori di lavoro con le loro associazioni il 10 luglio hanno trovato un accordo. Le associazioni
01:18coinvolte sono 14. Confindustria, AGC, ANIA, Casa Artigiani, CLAI, CNA, Confapi, Confartigianato,
01:30Confcommercio, Confcooperative, Confesercenti, Confetra, Conservizi e Legacop. Come si vede le
01:39parti sociali del lavoro dell'impresa sono molto ben rappresentate. La nuova intesa che si cerca
01:47di realizzare dovrebbe avvenire dopo quella del patto della fabbrica di otto anni fa, appunto
01:54siglata nel 2018. Il confronto tra le parti è molto serrato e nelle prossime settimane ci saranno
02:05incontri di due giornate per ogni settimana. I temi naturalmente sono importanti, la rappresentanza
02:15dei lavoratori che per le organizzazioni sindacali del lavoro deve essere certificata dal voto
02:23nelle rappresentanze sindacali unitarie e dagli iscritti, anche questi certificati, e la rappresentanza
02:30delle imprese, un'importante novità. Insieme a questo ovviamente al ruolo centrale che acquistano
02:40i contratti collettivi nazionali di lavoro, la lotta ai contratti pirata e al dumping salariale
02:47normativo e la certificazione reale della rappresentatività. Il 28 settembre prossimo ci sarà tra le parti
02:57una verifica conclusiva del lavoro svolto. Noi naturalmente ci auguriamo che si giunga ad un accordo.
03:06viviamo in un tempo caotico, in un tempo di spaesamento e avere quindi regole del gioco e certezze e
03:17soprattutto rilanciare la concertazione e la contrattazione fra le parti sociali è sicuramente
03:23una buona e positiva notizia.
03:28Provincia che vai, artigianato che trovi. In Italia le imprese artigiane rappresentano
03:34il 21,5% del totale delle imprese attive, ma il loro peso cambia profondamente da un territorio
03:40all'altro. È quanto emerge da un'analisi dell'area studi e ricerche della CNA su dati
03:46Istat. La provincia con la maggiore incidenza di imprese artigiane è Nuoro, dove quasi un'attività
03:52su tre il 31,7% è iscritta all'albo dell'artigianato. Seguono Cuneo con il 31,5%, Fermo con
04:00il 31,3%,
04:02Asti con il 31,1% e Reggio Emilia con il 30,7%. Agli ultimi posti si collocano invece le
04:09grandi
04:09aree metropolitane. Napoli con il 10,3%, Roma con il 12,2%, Caserta con il 12,8% e Milano
04:17con
04:18il 15%. La geografia cambia considerando gli occupati. A livello nazionale gli addetti delle
04:25imprese artigiane rappresentano il 13,4% del totale. A guidare la graduatoria è Prato con
04:32il 31,6% davanti a Fermo, Nuoro, Macerata e Arezzo. Anche in questo caso nelle ultime posizioni
04:40figurano Milano con il 4,7%, Roma con il 5,1% e Napoli con il 6,5%. I dati
04:48confermano che in
04:49numerose province italiane l'artigianato non costituisce un residuo del passato, ma l'impalcatura
04:55del sistema produttivo locale. Una rete di micro e piccole imprese specializzate nella
05:01manifattura, nei servizi, nelle lavorazioni controterzi e nelle produzioni di qualità.
05:07L'analisi evidenzia tuttavia un progressivo indebolimento. Tra il 2014 e il 2023 l'incidenza
05:15delle imprese artigiane sul totale è diminuita a livello nazionale di 3,9 punti percentuali.
05:24L'Italia è uno dei paesi europei nei quali si vive più a lungo, ma anche uno di quelli
05:30nei quali si trascorrono meno anni nel mercato del lavoro. Lo rileva in uno studio CNA, sottolineando
05:36che nel 2025 la durata attesa della vita lavorativa si ferma a 33 anni, il secondo valore più
05:43basso dell'Unione Europea dopo la Romania, e ben 4 anni e mezzo in meno rispetto alla
05:48media UE, pari a 37,5 anni. Il miglioramento rispetto al 2024 è minimo, appena poco più
05:55di due mesi, contro un aumento di tre mesi registrato nella media europea. Intanto la distanza
06:02dalle principali economie europee rimane molto ampia. La durata attesa della vita lavorativa
06:08raggiunge 40 anni in Germania, seguita da Francia e Spagna. Nei Paesi Bassi arriva addirittura
06:14a 44 anni, 11 in più rispetto all'Italia. Il confronto con dieci anni fa conferma che l'Italia
06:21è avanzata, ma non abbastanza per recuperare terreno. Il dato più critico riguarda le donne.
06:27La durata attesa della loro vita lavorativa è di appena 28 anni, contro i 35 nella media
06:33europea. Il divario tra uomini e donne raggiunge quasi 9 anni, il più elevato nell'Unione.
06:40Un risultato coerente, con un tasso di occupazione femminile, ferma quasi il 60%, quasi 13 punti
06:47sotto la media UE, e con il più ampio divario occupazionale di genere tra gli Stati membri.
06:57Grazie a tutti.
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