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  • 11 hours ago
“Il neonatologo si occupa di pazienti critici dei primi momenti di vita. Oggi, infatti, si ricorre a strategie tecniche di supporto molto complesse, che fanno ricorso a strumenti come il ventilatore e il monitor, ma non per questo la nutrizione è meno importante. Per noi, infatti, la nutrizione più che un alimento è una medicina. Il latte materno dato ai nostri piccoli anti pretermine condiziona addirittura il loro tasso di sopravvivenza. Pertanto, vi è un'attenzione quasi ossessiva agli aspetti nutrizionali dei nostri pazienti”. Sono le parole di Francesco Raimondi, professore di Pediatria e direttore Uoc di neonatologia e Terapia intensiva neonatale università Federico II di Napoli, alla presentazione,  a Roma, del Programma Academy, che permette a 150 giovani pediatri in formazione di tutte le scuole di specializzazione di approfondire i temi della corretta alimentazione dedicata ai bambini, anche attraverso la conoscenza delle eccellenze produttive del territorio.

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00:04Il neonatologo si occupa dei pazienti critici dei primi momenti di vita che tra l'altro
00:11rappresentano un numero molto più alto forse di quello che la popolazione può pensare. Si
00:18ricorre oggi a strategie tecniche di supporto molto complesse che fanno ricorso a strumenti
00:26come il ventilatore, il monitor, tutto quello che abbiamo imparato durante la pandemia,
00:32ma non per questo la nutrizione è meno importante. Per noi la nutrizione è più che un alimento
00:36e una medicina. Il latte materno, dato ai nostri pretermine, condiziona addirittura il tasso
00:43di sopravvivenza di questi neonati. Quindi c'è un'attenzione quasi, avrei detto, ossessiva
00:53agli aspetti nutrizionali dei nostri pazienti più critici. La letteratura scientifica è
00:59ormai assolutamente consolidata e dimostra che da questo intervento dipende non solo il
01:05tasso di mortalità, cioè quanti dei nostri pazienti critici sopravviveranno, ma quelli
01:10che sopravvivono, in quali condizioni sopravvivono e il neonato, dico una cosa ovvia, ha davanti
01:19a sé tutto l'arco della vita. Quindi noi in quel momento stiamo mettendo le basi per
01:25un futuro il più felice possibile, o nella maggioranza dei casi assolutamente felice,
01:33per molte, molte decadi. Io ho avuto la fortuna di fare buona parte della mia formazione clinica
01:40all'estero, nel Regno Unito e negli Stati Uniti. E ho avuto anche la fortuna di vedere
01:46svilupparsi sotto i miei occhi una disciplina che quando io sono nato sostanzialmente non
01:51c'era. E quindi, diciamo, grandi progressi in termini di sopravvivenza, sopravvivenza
01:58libera da malattia. E da questo punto di vista la metodologia italiana, devo dire, sta dando
02:04grandi soddisfazioni perché misurando i comuni indici, diciamo, di salute possiamo dire di
02:13non essere non solo indietro ai nostri partners europei, ma allineati ai migliori, questo lo
02:20posso dire senza tema di smentità. La prima sfida è una maggiore visibilità della figura
02:28del neonatologo e della terapia intensiva neonatale da parte dei nostri amministratori,
02:34che forse presi dal calo demografico considerano con minore attenzione il fatto che i neonati
02:41che abbiamo vanno forse protetti con maggiore sforzo.
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