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  • 2 mesi fa

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Trascrizione
00:00Musica
00:30I can see it in your eyes
00:38I can hear it in your eyes
00:46Feel your touch and ring
00:50Nel 1983 qua a Marore arrivava Don Luigi Valentini con un progetto in mano, realizzare una comunità per recupero di
00:58tossicodipendenti.
01:00Da quel giorno sono passati 20 anni e oggi la comunità ospita quasi 60 ragazzi che lottano giorno per giorno
01:06per uscire dal tunnel della droga.
01:08Noi abbiamo passato un'intera giornata con loro, dalla mattina alla sera, per vedere come si vive all'interno di
01:13una comunità di recupero.
01:14Venite.
01:16Musica
01:30Don Luigi Valentini arriva a Parma nel 1983 con un progetto nella valigia.
01:35Fondare una comunità di recupero dalle dipendenze.
01:39Una comunità di impostazione familiare che dia la precedenza alle relazioni interpersonali.
01:45Da quel progetto nasce Betania, la struttura che oggi tutti conosciamo.
02:00In 21 anni sono passate dalla sede di Marore più di 1200 persone, tutte con lo stesso scopo, liberarsi dalla
02:08dipendenza della droga.
02:21Betania è nata nel 1983 ed è nata dietro una spinta in qualche modo.
02:31In quegli anni a Parma c'era il vescovo Monsignor Cocchi che aveva un'attenzione particolare ai problemi sociali
02:40e in quegli anni si cominciava a prendere atto di questo problema che stava diventando serio.
02:48Quindi io allora, nell'anno prima, sono andato a Roma a fare un corso all'Università Cattolica
02:56e poi sono tornato e in effetti ho cominciato pian piano a mettere insieme questa realtà che è diventata Betania.
03:11Oggi Betania vanta tre sedi operative per il programma comunitario e una per la fase di reinserimento.
03:17La sede principale di Marore, quelle di Ghiara di Fontanellato, di Borghetto di Noceto e quella di Coloreto.
03:23Nel 2001 è stata inaugurata anche Casa Francesco che offre ospitalità ai sieropositivi e ai malati di AIDS.
03:31Gli ospiti di Betania sono oggi più di 60.
03:46Il regolamento interno alla comunità è preciso e deve essere rispettato dalla fase di accoglienza a quella del reinserimento.
03:53A Betania la giornata inizia presto.
03:56Alle sette e un quarto della mattina uno dei ragazzi in accoglienza dà la sveglia agli altri.
04:02Dopo le pulizie personali e quelle delle stanze ci si ritrova tutti insieme a colazione.
04:07Occhi di Bossi, contadino del regno, profilo francese, occhi di Bossi.
04:22Alle otto iniziano le attività lavorative e quelle terapeutiche.
04:26Ogni persona in accoglienza a Betania ha un compito preciso.
04:30Da chi lavora in laboratorio a chi pensa alla manutenzione del verde.
04:34Dai lavori di ristrutturazione dell'immobile alla preparazione dei pasti.
04:51La parola che scura
05:13Andrea Coglieva, raccoglieva Violette, ai bordi del Bossi.
05:27Andrello gettava riccioli neri nel cerchio del Pozzo.
05:38Il secchio gli disse, gli disse, signore, il Pozzo è profondo.
05:48Adesso in cucina come sta andando?
05:50Alle ore di lavoro sono affiancate quelle terapeutiche.
05:55Gli incontri con i medici, gli psicologi e gli operatori fanno parte del programma.
06:00Il dialogo e il confronto sui problemi rivestono grande importanza nella vita quotidiana della comunità.
06:18All'interno della comunità esistono diversi laboratori professionali.
06:22La falegnameria per il restauro di mobili, l'officina, il reparto elettrico e il centro studi e documentazione.
06:29Gli incontri con i medici, gli occhi, gli occhi, gli occhi, gli occhi.
07:07Gli incontri con i medici, gli occhi, gli occhi, gli occhi.
07:08Questo è un laboratorio della comunità di Bitania.
07:13Facciamo mobili per i controtezzi.
07:16La gente che vuole venire qua a gestare i mobili noi ci aggiustiamo tramite Luigi.
07:25Anche impariamo un lavoro qua, come io cerco di imparare un lavoro.
07:30No, quando io finirò il mio programma prendo quello che c'è, non è proprio il falegname.
07:40Prendo quello che c'è, non è che potrei fare anche i direttori di banca o i carpentieri.
07:49Che mi dia da sopravvivere.
07:52Qui siamo al centro studi della comunità, centro studi e documentazione.
07:57Il centro studi è essenzialmente una sala di lettura con una biblioteca con diversi libri
08:04che leggono i ragazzi e prendono in prestito.
08:07Sono libri sia romanzi che di saggistica.
08:10E dopo una parte di libri che riguardano più il nostro ambito della ricerca dei centro studi,
08:16cioè sulla tossicodipendenza, sugli interventi, sull'emarginazione, il carcere e tanti altri argomenti.
08:24Al centro studi produciamo una rivista che esce quattro volte all'anno
08:28e viene spedita a delle persone attraverso la posta.
08:31Queste persone sono molte varie, nel senso che sono le famiglie, per esempio,
08:37dei ragazzi che hanno fatto un loro percorso qui.
08:40Sono persone vicine alla comunità in vario modo, perché se ne interessano,
08:45sono altre comunità a cui le speriamo che quindi abbiamo gli stessi problemi.
09:00A mezzogiorno le campane della chiesa rintoccano la fine dei lavori mattutini.
09:05Alle 12.30 si si siede a tavola.
09:08Il pranzo inizia quando tutti sono presenti.
09:11La cucina della pensione mescola i sogni con gli ormoni.
09:14Ad alveggiare sarà magica.
09:16Saranno segni miracolosi.
09:18Perché Fernanda è proprio una figlia.
09:20Come una figlia vuol far l'amore.
09:22Ma Fernandino resiste e vomita e scontorce dal dolore.
09:26E allora il bisturi persegne e fianchi una vertigine di anestesia.
09:30Finché il mio corpo mi rassomigli sul lungomare di Bahia.
09:48Fino alle 14 ci si riposa.
09:51Qualcuno legge il giornale.
09:53Altri guardano un po' di televisione.
09:55Altri ancora si concedono una partita a carte.
09:58Finito l'orario di pausa ricominciano le attività.
10:08Ho già fatto altre due comunità.
10:11Una da Padre Ligio nel 92.
10:15Ho fatto a 7 metri.
10:17E poi una a San Faustino di Rubiera.
10:20A Reggio Emilia.
10:22Adesso qua.
10:23Già qua.
10:24Ne avevo già sentito parlare tre anni fa.
10:29Da un ragazzo che era qua.
10:30Si chiama Emanuele.
10:32Poi lo incontro due anni fa.
10:33Mi ha detto no no vieni tranquillo.
10:36Non c'è proprio nessuno qui.
10:38Sono abbastanza libero anche.
10:40Di ammalzare il mio tempo come voglio qua.
10:43Non ti lega mica niente nessuno qua.
10:45Tranquillo proprio.
10:46Per esempio.
10:47Anche come...
10:49Come ti posso dire.
10:51La domenica.
10:53Possiamo andare al cinema.
10:54Andare allo staglio.
10:56C'è libera scelta qua.
10:58Ovvio.
10:58Giustamente.
10:59Gigi.
11:00Doluisi dice ragazzi.
11:02Vostra la pelle.
11:04Poi sta a voi.
11:05Un domani.
11:07A dire.
11:08Se volete uscire dal mondo della droga.
11:11O rimanerci dentro.
11:13Non pilarci per il culo diciamo.
11:17In questi anni abbiamo notato un variare delle problematiche legate al consumo delle sostanze
11:23e alla stessa qualità delle sostanze.
11:25E questo comporta una modificazione anche nel nostro tipo di approccio.
11:30Ma c'è una terza componente che è dovuta alla personalità dei giovani che arrivano qua.
11:38Ognuno ha una propria storia, una propria vicenda.
11:41Ha delle proprie caratteristiche, diciamo così, di patrimonio genetico e anche dei condizionamenti dovuti ai fattori ambientali.
11:52Dove è cresciuta la famiglia, le amicizie, il lavoro.
11:55E questo è l'insieme di queste realtà.
11:59L'insieme delle sostanze che vengono usate, le modalità nuove, sempre nuove di approccio alle sostanze caratterizzano spesso delle condizioni
12:08che ci rendono molto difficile un lavoro che possa restituire davvero ai ragazzi la possibilità di una loro autonomia liberi
12:16dalla dipendenza delle sostanze.
12:19Io ogni mattina ascolto l'alba e la sera il tramonto e tutto il rumore che fa e poi per
12:34ogni giorno che passa faccio un segno su un muro di questa città.
12:46Perché non è il tempo che mi manca
12:50No, ho cominciato a farmi delle cannibili a 15 anni. A 22 qualche pipatina di roba però non tanto.
13:02Proprio sapevo cosa portava. Poi sono fuori di casa che avevo 14 anni, sempre lavorato e sapevo cosa valevano i
13:14soldi e anche mantenersi.
13:16Era più lo sbaglio delle sabato sera. Non ho grossi problemi, come ho detto prima, le toscano dipendenze.
13:22Più mi divertivo, andavo nelle night, nei vicoli di Genova, nei Caruggi diciamo.
13:30Più per vedere un po', studiare con il prossimo. Non è che mi interessava vedere questa gente che cosa provava
13:38andare in giù, fare la vita, anche il contramandiere di Steve Garretti e non cercare di essere una persona normale.
13:48Giravo, non è che... ovvio, giustamente c'era quella sera che mi sputanavo quel mezzo milione e c'era quella
13:55sera che devo guardarmi la casa.
13:59Poi per il resto... problemi giudiziari.
14:06Ero?
14:06Sì, sì, sì, sì, sì.
14:09Qualche furto, qualche segno vuoto, gioco d'azzardo.
14:15E l'hai personato del cazzo?
14:16Sì, quasi tre anni.
14:18Dove?
14:19A Genova e a Milano.
14:25Dove lì mi sono affrontato con la società che sia carceraria che sia anche fuori.
14:31Quando sei dentro nessuno non ti regala niente, dall'agente di custodia, dagli operatori che sono dentro.
14:37E lì ti devi fare valere da uomo e anche da carogna diciamo.
14:50La giornata lavorativa termina alle 17.30.
14:54Tempo libero fino alle 19.30, ora della cena.
15:00Il tempo libero rientra nel programma riabilitativo della comunità e ne costituisce un momento importante.
15:08Attività culturali, sportive e ricreative verranno programmate di volta in volta insieme agli operatori.
15:15E poi per ogni giorno che passa...
15:19Il sabato sera, spesso dedicato ad un'uscita in pizzeria con gli operatori,
15:23e la domenica, occupata andando a vedere il Parma o al cinema, vengono programmati in gruppo.
15:34Il rapporto tra operatori e utenti è un rapporto di tipo familiare.
15:39Noi ci definiamo prima di tutto comunità di accoglienza, prima ancora che terapeutica.
15:42Quindi noi cerchiamo di riportare il concetto di famiglia nel suo sistema più grande all'interno di questa struttura.
15:48Quindi come in tutte le famiglie penso che ci siano rapporti che sono delle risorse, come sono dei rapporti spesso
15:54conflittuali.
15:56Noi cerchiamo di vivere pienamente la giornata all'interno della comunità con persone con cui fondamentalmente ci leghiamo.
16:03Ci leghiamo affettivamente, ci leghiamo non solo professionalmente, anzi spesso l'aspetto lavorativo scompare durante il percorso.
16:11E quindi anche gli scontri a volte sono più esasperati, tanto come sono esasperati gli atteggiamenti di sensibilità.
16:19Credo che pochi ragazzi ospiti di questa struttura abbiano la percezione di chi ci lavora come semplicemente di persone che
16:24hanno un ruolo tecnico.
16:25Ma penso che vivano un atteggiamento d'amicizia verso di noi, soprattutto, e di affetto.
16:31Forse, dico, uso il termine fratelli per dire, rifacendomi all'atteggiamento familiare di cui parlavo prima.
16:38C'era un identikit del tossico dipendente di vent'anni fa, perché era una persona normalmente che viveva dei disagi
16:44di tipo sociale,
16:45quindi si poneva in un atteggiamento di contestazione verso le strutture, le istituzioni.
16:50E il ricorso delle sostanze spesso era dovuto a due tipi fondamentali di sostanze.
16:55Al fumo di erba, al fumo di asis, oppure all'uso di eroina.
17:03Oggi, il tossico dipendente di oggi, non ha più motivazione di tipo sociale, di contestazione, di relazione, di difficoltà a
17:11identificarsi.
17:12Ha spesso, invece, delle difficoltà di personalità.
17:17Una fragilità, una maggiore fragilità personale.
17:20E quindi è più portato per imitazione, o per curiosità, o per desiderio di provare cose nuove.
17:27È portato all'uso delle sostanze.
17:30Poi è cambiata la qualità delle sostanze.
17:32Oggi, sul mercato, ci sono sostanze di tutti i tipi immaginabili.
17:36Anche quelli che noi non conosciamo.
17:39Ci sono sostanze, oggi, di qualsiasi tipo, che vengono usate come sostanze stupefacenti.
17:46A prevalere, oggi, sul consumo e quindi sul mercato, è la cocaina.
17:51E quindi una droga che un tempo era ritenuta la droga dei nobili, dei ricchi,
17:55che oggi, invece, è alla portata di mano abbastanza diffusa.
18:00Però anche le nuove droghe, le droghe cosiddette sintetiche,
18:03si intrecciano con l'uso delle antiche sostanze
18:06e creano un cocktail e una varietà
18:11che impone diversità sia nella reazione soggettiva che anche nel comportamento.
18:19Il mio primo contatto con la droga è stato con gli spinelli.
18:23Ho iniziato con gli spinelli, diciamo, tardi, sui 19 anni.
18:29E ho fatto un periodo nel quale frequentavo l'università abbastanza tranquillo.
18:35L'eroina l'ho conosciuta durante questo periodo.
18:39All'inizio l'ho usata poche volte, saltuariamente.
18:44Col tempo, però, ho iniziato ad usarla sempre più spesso,
18:51finché poi non ho avuto un rapporto patologico con questa sostanza.
18:57Ma si tramutta... più che altro non ti accorgi di come tramutta.
19:04Te ne accorgi più che altro dopo che sei ormai dipendente dall'eroia.
19:11Io, per esempio, non posso dire di avere una tappa precisa o un momento preciso
19:16in cui inquadrare questa cosa qua.
19:20So che a un certo punto però mi sono reso conto che non ne potevo fare a meno
19:24e affrontavo tutte le cose che mi capitavano nello stesso modo,
19:28cioè assopendole, annegandole con l'eroia.
19:34Ho fatto un lungo periodo, circa 8-9 anni di tossicodipendenza,
19:41periodi in cui ho cercato anche di smettere da solo,
19:45anzi ero convinto di poter smettere da solo.
19:48finché poi non ho avuto un crollo completo, psicologico e anche fisico.
19:57E in quel momento ho accettato l'aiuto degli altri.
20:04Cioè mi sono accorto che avevo bisogno di qualcosa che non era in me stesso
20:08ma che mi poteva sicuramente venire dagli altri, o spero, almeno spero.
20:15Il periodo in cui mi sono reso conto che non ce la potevo fare più
20:20è stato circa 4 mesi fa.
20:23Io avevo perso completamente la stima in me stesso,
20:27credevo di non poter vivere più,
20:30ho pensato tutte quelle cose che si pensano quando si sta male in quel modo.
20:34pesavo 47 kg, cioè ero proprio arrivato sia fisicamente ma soprattutto mentalmente.
20:42Anzi mentalmente e di conseguenza anche fisicamente.
20:46Allora io quando ho cominciato avevo 17 anni,
20:49nei primi periodi ho fatto uso di eroina.
20:53e ho avuto questi problemi quando praticamente sono arrivato a 24 anni
20:59che ho intrapreso un programma comunitario
21:01in una comunità di Rigno, che non è San Patrignano.
21:06Era Papa Giovanni 23.
21:10Dopo sono uscito, ho fatto il mio percorso,
21:13stavo bene, mi dovevo sposare,
21:15se non che ho cominciato ad avere dei problemi
21:17perché ho cominciato a provare la cocaina così un po',
21:21prendendola molto leggera come droga,
21:24non pensando che potesse darmi molta soffazione
21:27o condurmi chissà quale vita.
21:29Invece pian piano ho perso tutto.
21:32Perso tutto e avendo fatto neanche uso degli usi abbastanza massicci di cocaina,
21:38ho avuto anche dei ricoveri in psichiatria nei momenti di maggior uso
21:44o anche nei momenti in cui ho sospeso, diciamo,
21:50questo rapporto con la droga e la cocaina.
21:53Niente, adesso ho vinto l'esperienza ultima di galera,
21:57sono stato accolto qui,
21:59le cinque mesi che ci sono,
22:02e poi del resto, niente, tutta una strada davanti.
22:07Io ho sempre visto la cocaina come, diciamo, la droga dei ricchi
22:11che se ne può fare uso tranquillamente senza avere dei grossi scompensi
22:16o comunque riuscendole a gestire.
22:17Invece, almeno per quello che riguarda la mia esperienza, non è stato così.
22:23No, no, io ho studiato a Bologna, ho fatto l'università a Bologna.
22:26L'hai finita?
22:27No, mi mancano tre esami in giurisprudenza.
22:32Cioè, se non prendi l'eroina non riesci a star bene, non riesci a svegliarti,
22:36non riesci a fare niente perché è il primo bisogno che devi soddisfare.
22:40e l'ultimo prima di andare a letto per il giorno dopo.
22:45Quindi fai...
22:46Io, per esempio, ho studiato, naturalmente con risultati che potete immaginare,
22:55però ho anche lavorato, ma comunque il mio primo pensiero era questo.
23:00Se io non avevo l'eroina non sarei stato in grado di fare quello che poi era la mia giornata,
23:06insomma.
23:07Che in sostanza si riduceva sì a cercare o i soldi per l'eroina o l'eroina.
23:13E quindi il tempo che lavoravo era umiliante per me perché non mi interessava niente di quello che facevo.
23:20Mi interessava solo i risultati, quindi i soldi.
23:26L'interno di Pietania oggi sono responsabile della cucina.
23:30Sono insieme ad un altro ragazzo che si chiama Francesco che mi aiuta,
23:34ma diciamo che è quasi come me, è responsabile anche lui.
23:38Poi c'è Suor Massimina che è quella che coordina, diciamo, un po' tutto quello che si tratta della fornitura,
23:46degli alimenti, dei prodotti, anche tutte le altre sedi della comunità, le quattro case.
23:51C'è Casa Francesco, Borghetto, Ghiara e anche la Fenice che è più una casa di rientro.
24:17Abbiamo avuto anche un periodo sotto le feste che abbiamo fatto dei grossi lavori, insomma, in due così.
24:25Ci siamo organizzati bene, abbiamo cucinato anche per 230 persone, abbiamo avuto delle belle soddisfazioni.
24:31Ma io il programma, il programma per ora va bene, è stato già a casa un paio di giorni.
24:38Non ho sentito il bisogno di andare a cercare chissà che cosa.
24:41È stato con la mia famiglia, ho rivisto la mia ex ragazza e devo dire che in un buon periodo
24:48sto bene.
24:50Per me è stato più angosciante la mia discesa, diciamo, intellettiva, spirituale, morale.
25:02È quello che mi ha dato più fastidio dell'eroina.
25:05Cioè mi ha portato a fare delle cose che mi umiliavano tutti i giorni.
25:11E ho deciso proprio di smettere quando ho capito che non ce l'avrei fatta proprio più a vivere.
25:17Non mi stimavo come essere umano, insomma.
25:21Loro l'hanno scoperto da poco, saranno tre o quattro anni.
25:25Quindi mi sono fatto tutta una fase in cui la lontananza mi ha permesso di tenerlo nascosto.
25:32Perché studiavo fuori, non abitavo in casa con i miei.
25:35Quindi loro non avevano, hanno sempre avuto una fiducia cieca in me.
25:40Mi hanno sostenuto sia economicamente che sotto tutti gli altri punti di vista.
25:46Da quando l'hanno scoperto c'è stata una prima fase di rigetto, insomma.
25:51Ma più di dolore.
25:52Adesso capisco che era solo tanto dolore da parte di mio padre, soprattutto.
25:56Mia madre, vabbè sì, mia madre, mia sorella.
26:00Adesso sono completamente vicino a me.
26:02Mi tengono informati di quello che succede a casa.
26:04Mi stanno vicino.
26:06Non mi è mai mancato il loro rapporto.
26:07Cioè, non ho avuto mai problemi di questo genere.
26:17Dopo la cena, se non ci sono attività organizzate,
26:20gli ospiti di Betania possono guardare la televisione fino alle 23.
26:24A quell'ora è infatti previsto il rientro nelle stanze e la buonanotte.
26:28Un'altra giornata è passata e il sogno di liberarsi dall'inferno della droga è un po' più vicino.
26:40Ho deciso di entrare in comunità perché mi sono confrontato, volevo confrontarmi con la storia della comunità.
26:49Non perché sei tossico e per forza devi entrare in comunità.
26:53Anche perché mi ero anche un po' stufato a starmi fuori dalla realtà, le solite cose, le solite mangerie.
27:01Vorrei rilassarmi e anche mettermi in discussione proprio con la comunità.
27:06Che mi hanno sempre detto che io ero un po' una testa di cazzo per dire che dovevo anche accettare
27:12un po' la comunità.
27:13Allora mi sono accettato.
27:17E io sono qua da due mesi e finora mi sono trovato benissimo.
27:23È una comunità che mi responsabilizza molto perché non ho nessuno che mi controlla o che mi opprime.
27:32Nessuno che mi controlla quando faccio i lavori che facciamo qui in casa.
27:39Cioè apparentemente perché comunque so che c'è qualcuno che mi tiene d'occhio a distanza
27:45però non è una cosa che sento così su di me.
27:52E quindi sto prendendo coscienza che posso continuare a vivere senza l'eroe piano piano
28:02perché ancora da due mesi non è che sia trascorso così tanto tempo.
28:08Ma noi per scelta da sempre abbiamo voluto che la comunità fosse in un rapporto aperto con la città.
28:16Sappiamo che la comunità in se stessa pur avendo degli strumenti terapeutici che deve attivare
28:22però da sola non può, non riesce e non ha senso che sia un'isola chiusa il rapporto alla città.
28:28Quindi abbiamo mantenuto in tutti questi anni, abbiamo curato, abbiamo anche stimolato il rapporto con le istituzioni.
28:36Soprattutto le istituzioni sanitarie, l'USL, le varie strutture, i CERT, con cui abbiamo certamente progredito in un cammino decisivo
28:46in questi anni.
28:47I rapporti sono stati veramente fondamentali ed estremamente utili.
28:51I rapporti con altre realtà, con le istituzioni, con le realtà pubbliche, sono rapporti che vanno oscillando.
28:59Ci sono periodi in cui c'è una sensibilità, un interessamento, altri periodi in cui si avverte di essere una
29:05piccola realtà un pochettino ai margini della città.
29:10E la città ha un grosso investimento, invece la città nella sua organizzazione ha un grosso investimento su altri campi.
29:17E quindi a volte proviamo una certa solitudine.
29:22Io non avevo futuro quando facevo uso di sostanze, o almeno ce l'avevo, ma era un futuro completamente campato
29:32in aria.
29:33che erano le cose che inseguivo da quando ero più giovane, ma che erano diventati purtroppo soltanto desideri e forse
29:42pure desideri malati.
29:44Adesso voglio darmi un periodo in cui cercare e scoprire una parte di me stesso che finora non ho avuto
29:56il coraggio di affrontare.
29:59Quindi sommo tutte le giornate positive e cerco di arrivare il più lontano possibile.
30:08Non ho un obiettivo preciso per adesso, anche se mi stanno venendo un sacco di idee da quando sono qua.
30:16Però voglio aspettare che siano abbastanza mature e soprattutto che io sia in grado di consolidarle nel tempo.
30:24Sì, ma la vita è subito il lampo, soltanto il lampo di una fotografia.
30:35La fotografia ti abbaglia negli occhi la cerchi e non la trovi più.
31:10La letter è bassa prossima
31:12i piedi e poi tutto diventa un ricordo, un lampo negli occhi la cerchi e non la trovi
31:23più.
31:42Grazie.
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