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00:00:17Questa sera a Caffè Scorretto parleremo di una Parma antica, Parma d'altri tempi, sigla.
00:00:30How many times a day do I think of you? How many roses are sprinkled with dew? How far would
00:00:45I travel to be where you are? How far is the journey from here to a star?
00:00:56And if I ever lost you, how much would I cry?
00:01:03Buonasera, spesso ci occupiamo della nostra città, talvolta approfondiamo notizie di cronaca, talvolta facciamo delle analisi, tentiamo di fare delle
00:01:11analisi severe, analisi che vogliono essere in prima istanza un atto d'amore nei confronti di questa città che tanto
00:01:18amiamo,
00:01:18allo stesso tempo vogliono essere un po' delle scosse affinché questa città non rimanga seduta sugli allori del passato ma
00:01:25sia proiettata sempre verso quell'eterno orizzonte che si chiama futuro.
00:01:30Stasera parleremo di una Parma che non c'è più, di una Parma d'altri tempi come era il titolo
00:01:36di quel bel documentario che raccontava i primi decenni del secolo scorso della nostra città.
00:01:40Parleremo delle tradizioni che non ci sono più, della Parma che non c'è più e che magari a qualcuno
00:01:45manca molto.
00:01:46Lo facciamo con degli ospiti che stasera non hanno davvero bisogno di presentazioni.
00:01:51Giorgio Orlandini per 33 anni è stato direttore dell'Unione Industriale, grande conoscitore naturalmente della nostra città.
00:01:57Dottor Maurizio Alpi, un altro uomo che non ha assolutamente bisogno di presentazioni, depositario della storia, della cultura della nostra
00:02:05città,
00:02:05il Teatro Regio, i caffè letterari, insomma davvero tutta la storia del Novecento della nostra città.
00:02:11Un giornalista molto attento a queste dinamiche, Lorenzo Sartorio, lo leggete spesso alla sua firma sulla Gazzetta di Parma,
00:02:18un giornalista che è davvero attento alla Parma che si sta perdendo, alla Parma del futuro che però non deve
00:02:24mai dimenticare la sua storia e la memoria.
00:02:27Allora io partirei subito volendo sfatare un luogo comune.
00:02:31È vero che si stava meglio quando si stava peggio? No, si sta meglio oggi a Parma rispetto al passato?
00:02:35Dottor Alpi.
00:02:36Cosa vuol dire meglio?
00:02:39Approfondiamo questo tema.
00:02:40E questo, direi che forse, forse, certo la Parma di allora era molte volte, mille volte meglio dal punto di
00:02:52vista del colloquio,
00:02:56lo scambio interpersonale.
00:02:58Appunto gli scambi, intanto perché? Soprattutto per delle ragioni anche fisiche.
00:03:04C'erano i caffè, c'erano i tavolini di caffè continuamente, tutta Parma era tutto un caffè,
00:03:11cominciava dall'angolo di via, allora era via Vittorio Emanuele, no?
00:03:18E poi via Cavour.
00:03:19E ancora via Vittorio Emanuele, diciamo, ma io non ho, magari lo signor Repubblicano storico,
00:03:25non ho il coraggio di dire vado in via della Repubblica, io vado in via Vittorio Emanuele.
00:03:30Come me, lo stesso.
00:03:31Io sarei addirittura del parere di rimettere questa attesa.
00:03:35Andare in basso dei magnani, se spodissi, se spodissi.
00:03:41Ma il dottore, i caffè ci sono anche oggi?
00:03:43No, no.
00:03:44Non ci sono più?
00:03:45Ci sono dei bar.
00:03:46Secondo me il dottor Alpi ha detto bene, ma non ha indicato la causa di tutto questo,
00:03:52che credo sia imputabile, è uno dei più grossi, grandi mali che affligge l'umanità, la televisione.
00:03:58Il caffè era il punto in cui ci si raccontava, in cui si apprendeva, era il posto in cui qualcuno
00:04:05diceva cose
00:04:06che tutti gli altri ascoltavano con riverenza e attenzione.
00:04:10Oggi questo qualcuno si mette a casa propria, a gioco con questo aggeggio infernale e non sente più il bisogno
00:04:17di andare...
00:04:17Television, di quanto male fumatre e poi si possono mettere tutto il resto.
00:04:22Lorenzo Sartorio, riguardo a questo?
00:04:24Ma do ragione a Orlandini, sicuramente esistono, non ci sono più caffè, il caffè è rinteso, come dice il dottor
00:04:32Alpi,
00:04:33come momento di incontro letterario, anche culturale, ricordiamo il caffè.
00:04:38Il caffè, pensate, quando gli illuministi, i fratelli Verri hanno rivoluzionato con l'illuminismo,
00:04:51hanno fatto un giornale, come l'hanno chiamato? Il caffè.
00:04:56Il caffè, certo.
00:04:57Ma pensate, non so, a Parigi senza caffè, pensate senza Florian o senza Quadri.
00:05:03Saint Germain de Pré.
00:05:04Non so se corrisponde al vero oppure una leggenda metropolitana, chiedo a Orlandini che sicuramente lo sa.
00:05:12Il motto storico della Barilla con pasta Barilla è sempre domenica, è nato in un caffè in piazza Garibaldi da
00:05:18Pietrino Bianchi.
00:05:19Non in piazza Garibaldi, in via Cavoro.
00:05:21Ah, in via Cavoro, però in un caffè.
00:05:22Allora c'era Vagli, contro Vagli, dove c'era Vagli.
00:05:24Una lunga disputata tra Pietrino Bianchi e Ubaldo Bertoli, uno dei due rivendicavano la paternità di questo slogan.
00:05:31Infatti, infatti, erano amicissimi di uno e dell'altro, ma pare, pare che in un certo senso sia uscito da
00:05:43quella bocca infernale stupenda di Ubaldo.
00:05:52Abbiamo detto però all'inizio della trasmissione che non vogliamo adagiarci sugli allori del passato, ma vogliamo proiettarci al futuro.
00:05:59Oggi esiste la televisione, esiste il cinema, esiste internet, esistono tante cose che magari rispetto al passato portano le persone
00:06:05ad essere più distratte.
00:06:07Qual è la strada nuova per riscoprire il dialogo interpersonale, tenendo in considerazione che esistono questi mezzi oggi?
00:06:14Non certamente quella di internet, anzi ho il dovere di avvertirla per evitare equivoci che sono il capo dei nuclei
00:06:21armati combattenti contro l'informatica.
00:06:24Non solo, ma recentemente ho rifondato l'associazione Amici dei Colombi Viaggiatori, per cui possiamo sì parlare di queste cose.
00:06:34Non si figura molto bene, ma siamo tutti d'accordo.
00:06:37Torniamo tra poco su i caffè letterari, però adesso andiamo a parlare dell'anima della città, andiamo a sentire cosa
00:06:45ne pensa.
00:06:45Che non è quella che nasce certamente dall'informatica.
00:06:48Non nascerà dall'informatica. Sentiamo cosa ne pensa il responsabile dell'archivio comunale, Roberto Spocci.
00:06:54Guarda, la città presente e la città scomparsa, secondo me, dipende dalla memoria.
00:07:00Fondamentalmente il cardine sta nella memoria.
00:07:05Allora, oggi quando si parla di città scomparsa, si pensa alla città monumentale, alla città edificata,
00:07:13ma la città scomparsa è la tradizione, la storia della città che deve essere portata a galla
00:07:17ed è scomparsa la misura a cui l'aggetto non la conosce.
00:07:23Qui abbiamo due città, ci sono due caratteri fondamentali nel corso del tempo che identificano questa città.
00:07:31Da una parte la città della corte, quella che dai farnesi in poi si abitua, è la città dell'apparenza.
00:07:40È la città in cui importa più apparire che essere.
00:07:44Dall'altra c'è l'altra città, che è la città di Borghi, la città che dal Medioevo continua a
00:07:52essere una nota di lungo periodo,
00:07:55che è il sogno della rivoluzione che però non si fa mai.
00:08:01Tanto per dire, partendo dal Medioevo, prossimamente verrà rieditato il cronico di Salimbene,
00:08:08che consiglia a tutti di rileggere, perché è veramente un testo meraviglioso,
00:08:13noi scopriamo che questa è una città estremamente vivace, dal punto di vista politico, intellettuale,
00:08:22dal punto di vista anche delle tensioni sociali.
00:08:25Qui nascono i dolciniani con Segarelli e poi trasferiranno a Novara e Segarelli verrà bruciato
00:08:35solo dopo che Fra Dolcino verrà sconfitto dal vescovo di Novara, dopo 15-17 anni di carcere.
00:08:42Ma qual è la cosa più importante?
00:08:45Questa è una città ricca che costruisce la sua ricchezza utilizzando anche un consenso politico
00:08:54attraverso l'affrancamento dei Salmi della Gleba.
00:08:58Allora, i Salmi della Gleba, il primo comune che li affranca è il comune di Assisi nel 1210,
00:09:04di Parma sarà intorno al 1234 e farà sì che il Salmi bene dirà che nasce qui il detto
00:09:14che l'aria del comune rende libero.
00:09:17Queste le parole di Roberto Spocci, Parma è stata ed è sempre stata più una città rivoluzionaria
00:09:23o più una città di corte?
00:09:26Ma io direi che quel detto, non so se l'ha scritto Barili eccetera, è una città che ha amato
00:09:31la duchessa, ha odiato il commissario e ha adorato un frate, c'è dentro tutto, c'è
00:09:37dentro tutto.
00:09:38No, non c'è dentro tutto, si è dimenticato, un momento, quale duchessa?
00:09:44Ale Luisa.
00:09:45Eh no, è lì la storia, non posso, perché la vera duchessa, quella che ci ha dato, quella
00:09:54vivacità di cui ha parlato adesso, è un'altra duchessa, è una certa babè, con un tisolo,
00:10:00non Babetto, che era la figlia del re di Francia, che era la sposa del primo, del secondo
00:10:07duca di Parma, la quale, dai, era abituata ai divertimenti, ai fasti, al solito, dei francesi,
00:10:17a Versailles, delle cose meravigliose, non c'era ancora, ma delle cose meravigliose.
00:10:22e lei, il solito, il matrimonio, viene sposata a questo Borbone, Borbone, non Borboni, questo
00:10:35Borbone, e gli regalano il ducato, deve andare al ducato di Parma, Piacenza e Guastale.
00:10:43Parma era una, no, una cittadina, non molto brillante, no, piuttosto noiosa.
00:10:50Figuratevi lei, poveretta, era, in un certo senso, noi siamo nati dall'oddio, non poteva
00:10:59sopra, allora cosa ha fatto, lei che poteva, eh? Ha fatto arrivare la Francia a Parma.
00:11:05so, 50 mobilieri, 50 architetti, profumieri, filologi, tutti, tutti, dei nomi spazio, pensate
00:11:14di budare il nostro dutio, dei nomi con lì che vengono adesso, il nostro architetto, pensate
00:11:23cosa ci hanno fatto. E c'è rimasta quindi, in noi, ecco perché salta fuori la prima città,
00:11:32un certo modo di pensare, un po' diverso dalle consorelle, per esempio, non so, da
00:11:38Reggio Milde, che è inutile, non vogliamo fare, sono nostri cugini che hanno degli altri
00:11:42meriti, ma indubbiamente, e noi ancora adesso stentiamo, ecco perché siamo ancora vivaci.
00:11:49Ha portato le sprie dell'illuminismo, insomma.
00:11:51E' proprio questo qua, insomma, noi abbiamo, non per niente, insomma, a regione di economica
00:11:58Tirabuchon, Articcioc, oppure, no, no, no, no, no, hai capito? È così la storia.
00:12:08Io condivido pieno l'analisi storica, perfetta, esatta, del dottor Alpi, però vorrei anche
00:12:14rivalutare un attimo, ma in un'altra ottica, Maria Luisa.
00:12:19Maria Luisa è stata una grande amministratrice teutonica, ha fatto l'ospedale, ha fatto le
00:12:25strade, ha fatto i ponti, ha fatto la guadotta, aveva questa cultura del vivere civile, che
00:12:30è classica dei paesi anglosassoni, e ha fatto tutte quelle cose di cui la città aveva bisogno.
00:12:35E poi ha avuto che cosa ha portato la illuminata burocrazia della grande, della Felix Austria,
00:12:45insomma, e che ha poco da dire.
00:12:46Ma questa è la genesi dell'anima della nostra città, ma nel secolo passato Parma è stata
00:12:51una città più rivoluzionaria, o più, passatemi il termine, cortigiana?
00:12:56Ma premesso che io sono convinto che non Parma, ma tutta l'Italia sia rivoluzionaria, ma solo
00:13:03a parole, perché grandi rivoluzioni in questo paese ne ha fatte molte poche, io credo che
00:13:10Parma abbia un'anima rivoluzionaria per tutto ciò che sta a manifestare, a esplicitare
00:13:17lo spirito, cioè una città non conformista, una città che ama sempre confrontarsi, è
00:13:24una città che ama sempre sui problemi discutere, dibattere, poi qualche volta quando è ora
00:13:30di tradurre in pratica ciò che è apparso più saggio e più utile nel dibattito, la città
00:13:36si ferma e non osa tradurre in realtà ciò che è stato un'annunciazione programmatica,
00:13:41ma certamente questa è una città viva, una città che almeno…
00:13:45Qualcuno dice che in questa città non c'è mai un vero dibattito, ma c'è una classe
00:13:51dirigente che da tanti anni porta avanti una filosofia e c'è invece un'altra classe
00:13:56che la subisce, voi come vi rapportate rispetto a questa definizione della città?
00:14:01Lo trovo un po' troppo semplicistico, è un po' più complicata la cosa, ma dovrebbe
00:14:07parlarne per ora, per ora non l'abbiamo, se vogliamo rimanere un po' in superficie
00:14:14investe tante città in questa storia.
00:14:16Il mio pensiero, molto franco e forse anche un po' brutale, questa è una città dove un
00:14:24tempo esisteva una cultura e una borghesia liberale che oggi sono stati messi in un angolo
00:14:30da un grande incontro di volontà tra la cultura clericale e la cultura marxista e questa
00:14:38borghesia liberale si è andata lentamente richiudendo in se stessa, ha rinunciato a
00:14:44questo ruolo che ha sempre avuto di guida soprattutto nella cultura e oggi come sempre
00:14:51succede quando uno si ritira da uno spazio, quello spazio viene occupato da qualcun altro
00:14:56e oggi il confronto è solo praticamente tra queste due culture, quella clericale, non
00:15:02cattolica, ho detto, e quella marxista. Io non sono affatto d'accordo con Berlusconi
00:15:09quando dice che il comunismo c'è ancora, ma c'è certamente una cultura marxista c'è
00:15:14ancora in questo paese, una concezione della società civile.
00:15:18Ma Marx era una cosa straordinaria, era un grande uomo, hai capito?
00:15:25Sartorio, dimmi, dica qualcosa, d'accordo?
00:15:30Sì, sono d'accordo anch'io, ma è un fatto che coinvolge un po' tutte le città,
00:15:35quell'assunto che dicevi prima, cioè...
00:15:37No.
00:15:38Lei dice no?
00:15:39No, proprio per quello che diceva il dottor Albi.
00:15:42No, ma per questo aspetto che diceva insomma prima, sì.
00:15:44Sì, il dottor Albi ha detto, è partito da lì.
00:15:47Un po' come la storia quando dicono a uno, ma come è invecchiato bene.
00:15:54Grazie, sono sepposte invece, anche da bambino, anche da ragazzo sembrava un vecchietto,
00:15:58quindi lo stesso con quelle città di cui dice lei, sono sempre stato più, non molto attivi,
00:16:05un po' non dico spente, ma insomma non vivaci come noi.
00:16:09Ecco perché si nota meno la differenza, sono come una volta.
00:16:14Noi parmigiani parliamo di unicità, gli altri dicono che abbiamo un po' la puzza sotto il naso,
00:16:19perché se lei senti i reggiani, i modenesi, insomma dicono, i parmigiani sono un po' snob.
00:16:26No, non abbiamo la puzza sotto il naso, sono loro che hanno il complesso di inferiorità.
00:16:33È lì la situazione.
00:16:34Questo però è un capitolo aperto da tanti anni.
00:16:37Da tanti anni.
00:16:38È così.
00:16:38Non sono i parmigiani un po' snob?
00:16:41Non c'è davvero questo lato, quest'anima della città dove la pariera è più importante dell'essere?
00:16:47Non l'ha mai riscontrato lei?
00:16:49Beh, la pariera è alla sua importanza.
00:16:54L'essere soltanto...
00:16:58Una volta circolano queste massime, che le parmigiane cucinano e le altre cuociono.
00:17:04E le parmigiane si vestono e le altre si coprono.
00:17:10Di lì capiamo.
00:17:12No, no, ma è carina questa cosa qui.
00:17:14Molto carina.
00:17:15Attribuzioni altamente positive per le parmigiane.
00:17:17Altro che, però le intendono male.
00:17:19Un esempio di passato, alle prime del regio, le premiere, anzi non le prime, le premiere, c'erano tutti i
00:17:29smoking, c'erano anche due frac.
00:17:32Ma a Reggio Emilia, vi assicuro quante volte, quando noi andavamo alle prime, erano tutti vestiti molto bene con la
00:17:39cravatta grigia, così, seri.
00:17:41No.
00:17:43C'è una certa diversità.
00:17:45Ah, le do ragione, dottore.
00:17:46Per questo.
00:17:47Le do ragione.
00:17:48Meno male che il nostro mitete non arriva a Reggio Emilia.
00:17:50No, no, no.
00:17:51No, ma non c'è mica.
00:17:52A noi sono superiore in tante altre cose.
00:17:54Tante cose, sì, sì.
00:17:55Sono straordinarie le cose.
00:17:56Piano della concretezza industriale, economica, senza pragmatismo, organizzazione anche in tante cose.
00:18:04No, no, poi sono bravi, sono bravi, bravi, bravi.
00:18:07Allora, prima abbiamo parlato dei caffè letterari parmigiani, i grandi caffè dove la cultura dialogava, dove la gente si incontrava.
00:18:14Andiamo a vedere un piccolo sprazzo di un documentario, Parma d'altri tempi, andiamo a vedere gli anni 30.
00:18:46Grazie a tutti.
00:19:19Se potessi avere mille lire al mese, senza esagerare sarei certo.
00:19:48Se potessi avere mille lire al mese, farei tante spese, comprerei fra tante cose.
00:20:17Se potessi avere mille lire al mese, farei tante cose le più belle che vuoi tu.
00:20:47Se potessi avere mille lire al mese, farei tante spese.
00:20:54Se potessi avere mille lire al mese, farei tante spese.
00:20:55Se potessi avere mille lire al mese, farei tante cose le più belle che voi.
00:21:01Se potessi avere mille lire al mese, farei tante cose le più belle che voi.
00:21:35Se potessi avere mille lire al mese, farei tante cose le più belle che voi.
00:21:36Parma, da altri tempi dobbiamo ringraziare
00:21:37il centro cinema Lino Ventura che ci ha
00:21:39regalato queste perle
00:21:41però durante la visione il dottor Alpi
00:21:43ha riconosciuto una signora e una carrozza
00:21:46no la carrozza soprattutto
00:21:48uno c'era Pianzola
00:21:49ma la carrozza
00:21:51era Ginginelo probabilmente
00:21:53ed è una cosa che nessuno sa
00:21:55che non credo
00:21:57la domenica mattina
00:21:59c'era una messa
00:22:01del Schick che era
00:22:04in
00:22:04San Vitale
00:22:07e una invece
00:22:08di solita borghesia
00:22:11democristiana, i Micheli, i Valenti
00:22:14le signori, i vari, tutti
00:22:15che andavano alla messa
00:22:17in San Giovanni credo
00:22:18che finiva, era il 12 e mezzo
00:22:21e a mezzogiorno finiva
00:22:22ma a mezzogiorno, la domenica
00:22:25non tutte le domeniche
00:22:26ogni due domeniche
00:22:28adesso non ridete perché non c'eravate
00:22:31voi quando c'erano due domeniche
00:22:34ossia le quindicine
00:22:37c'era il Ginginelo con la carrozza aperta così
00:22:40e la signora Gina
00:22:42che era la maîtresse di Borgotasso
00:22:44che presentava le signorine della nuova
00:22:47qua lì in cima
00:22:49che civiltà
00:22:50e si incontravano
00:22:51e lì quando i Micheli
00:22:54a braccetto
00:22:55uscivano da via Cavour
00:22:58da via, come si chiama?
00:23:01da via
00:23:01quella che porta nel Duomo
00:23:04via D'uomo
00:23:06e si incontravano con Ginginelo
00:23:08con le signorine che sottavano
00:23:10c'era un film di Ford molto bello
00:23:14questa storia
00:23:14una cosa di niente dove c'è
00:23:17c'era imbarazzo da parte di questi democristiani
00:23:20oppure
00:23:21non erano assolutamente
00:23:23erano popolari
00:23:27non c'era imbarazzo
00:23:28non ti curare di loro
00:23:31ma guarda in faccia
00:23:32ma però è cose costordinarie
00:23:34che raccontare
00:23:36credo che era
00:23:38sembra impossibile
00:23:40come erano quegli anni?
00:23:43come viveva Parma in quegli anni?
00:23:45c'erano delle difficoltà?
00:23:48cosa vuole?
00:23:49ero giovane
00:23:49difficoltà non ne ho mai avute
00:23:51eravamo a caffè dalla mattina
00:23:53alla sera
00:23:54mattino
00:23:55pomeriggio
00:23:58aperitivo
00:24:00dopo
00:24:00alla sera
00:24:01e anche
00:24:02molto spesso
00:24:03di notte
00:24:04a sempre a parlare
00:24:05a dire delle cose
00:24:06non molto importanti
00:24:08ma spesso
00:24:08qualcuna
00:24:10fondamentale
00:24:11perché era gente
00:24:12straordinaria
00:24:16mi dispiace
00:24:17perché l'ho detto mille volte
00:24:18ma
00:24:19è sempre bello sentirlo
00:24:21i nomi
00:24:22i nomi sono straordinari
00:24:23insomma
00:24:26i due guru
00:24:27erano
00:24:28il primo era
00:24:29Attilio Piatrucci
00:24:31questo mostro di cultura
00:24:32questo
00:24:33in immaginando
00:24:33io quello
00:24:35l'ho conosciuto molto bene
00:24:37abbiamo vissuto
00:24:38e poi
00:24:39Eppesino Bianchi
00:24:40e poi c'era tutto
00:24:41ragazzi
00:24:42dei nomi
00:24:43Roberto Andreotti
00:24:44che era
00:24:44ordinario
00:24:45di storia antica
00:24:46a Torino
00:24:47c'era
00:24:48Atanasio Soldati
00:24:49uno dei pittori
00:24:51che adesso
00:24:51hai capito
00:24:53un latino
00:24:54Barilli
00:24:54uno
00:24:55quello che adesso
00:24:56ci sarà
00:24:57c'è
00:24:58anzi
00:24:58una
00:24:59una mostra
00:25:00di
00:25:00di suoi pupazzi
00:25:01di teste
00:25:02che era
00:25:03straordinario
00:25:04molti
00:25:05per me è un grande pittore
00:25:07infatti ne ho
00:25:07ne ho
00:25:084 o 5
00:25:08bellissimi
00:25:09a sentire questi nomi
00:25:10vengono quasi i brividi
00:25:11a sentire che Parma
00:25:12era abitata da questi nomi
00:25:14giovanino Guareschi
00:25:15giovanino Guareschi
00:25:15ma poi
00:25:16un momento
00:25:16giovanino Guareschi
00:25:17era mio compagno di banco
00:25:18quindi
00:25:18e giovanino Guareschi
00:25:20anche lui
00:25:21sempre a caffè
00:25:22via Farini
00:25:22no dottore
00:25:23no no no
00:25:24sempre
00:25:24il caffè
00:25:26che lui aveva chiamato
00:25:27era caffè
00:25:28Viole Scotti
00:25:29la legione straniera
00:25:30e lui
00:25:31ecco
00:25:31e lui
00:25:31siccome era
00:25:32era una specie di
00:25:34di scapigliatura
00:25:35parmigiale
00:25:35poi
00:25:36e lui
00:25:37lo chiamava
00:25:38la legione straniera
00:25:40e lui
00:25:41era
00:25:42non
00:25:43era
00:25:44del nostro
00:25:45del gruppo
00:25:45tutti
00:25:47amicissimi
00:25:47io ero contento
00:25:49tutti i giorni
00:25:52dove stava lui
00:25:53aveva
00:25:53una soffitta
00:25:55da bohemian
00:25:56in volga del gesso
00:25:57in volga del gesso
00:25:57che sopra c'era
00:25:58un
00:25:59un
00:25:59macellaio
00:26:00di carnequina
00:26:01c'è sotto
00:26:01c'è sotto
00:26:02c'è ancora
00:26:02c'è ancora
00:26:03tutto questo fervore
00:26:04letterario
00:26:05ha portato a quella
00:26:06che poi Pasolini
00:26:07ha chiamato
00:26:08l'officina
00:26:09eh sì
00:26:09un momento
00:26:10il fervore letterario
00:26:12Guanda
00:26:13Guandalini
00:26:14aveva una casa
00:26:15da Modena
00:26:15è venuto a Parma
00:26:16no è venuto
00:26:18a salutarsi
00:26:19a Pasolini
00:26:20qualcuno
00:26:20ho
00:26:21armi e bagagli
00:26:22e le ho portati a Parma
00:26:23ma secondo voi
00:26:24perché a Parma
00:26:24ha vissuto una stagione
00:26:25così fortunata
00:26:26quell'epoca
00:26:27fattori contingenti
00:26:28interme la cultura
00:26:29liberale
00:26:31dei Borboni
00:26:32ed è lì
00:26:34che è partito
00:26:35tutto
00:26:35è
00:26:36assolutamente
00:26:37il merito
00:26:40la
00:26:40babè
00:26:41dico babè
00:26:43perché
00:26:43tutti
00:26:44sbagliano
00:26:45dicono
00:26:45babette
00:26:46intanto
00:26:47non possiamo
00:26:47dirlo
00:26:48noi babette
00:26:49perché
00:26:49era il
00:26:51vesteggiativo
00:26:52che Luigi
00:26:52XV
00:26:53quando la
00:26:54palleggiava
00:26:55sui ginocchio
00:26:55dice la mia
00:26:56babè
00:26:57hai capito
00:26:58babè
00:26:59con un tisolo
00:27:00è importante
00:27:01perché non vediamo
00:27:02sempre babette
00:27:02babette
00:27:03no
00:27:03babette
00:27:04è quella del pranzo
00:27:05di babette
00:27:05quella sì
00:27:06facciamo un salto in avanti
00:27:08comunque ne abbiamo già parlato
00:27:09dell'officina parmigiana
00:27:10andiamo a sentire
00:27:11come ricorda
00:27:12quell'epoca
00:27:13Alberto Bevilacqua
00:27:15c'era amore
00:27:16c'era un professore
00:27:19del liceo
00:27:19Ormagnosi
00:27:20come
00:27:20Attilio
00:27:21che
00:27:24scovava
00:27:24le poesie
00:27:25di un allievo
00:27:26c'era
00:27:27un personaggio
00:27:29di grande onestà
00:27:30un critico
00:27:31squarcia
00:27:31lo stesso
00:27:32Bianchi
00:27:33c'era amore
00:27:34è stato un fenomeno
00:27:36d'amore
00:27:37reciproco
00:27:37di rispetto
00:27:39e io credo
00:27:40che oggi
00:27:41non ci sia più
00:27:41questo fenomeno
00:27:42che sia scomparso
00:27:43sia lontano
00:27:45c'è solo
00:27:47io credo
00:27:48che ci sia
00:27:49di nuovo
00:27:50quella piccola
00:27:50rivalità
00:27:52tra
00:27:53chi potrebbe
00:27:54aiutare
00:27:56come faceva
00:27:57Pietrino
00:27:58Pietro Barilla
00:28:01chi vale
00:28:02e quelli che
00:28:03lavorano
00:28:04sul piano
00:28:04culturale
00:28:05piccole rivalità
00:28:07piccole cose
00:28:08penose
00:28:09ecco
00:28:11e quindi
00:28:11c'è un abisso
00:28:12tra la palma
00:28:13di oggi
00:28:14e quella
00:28:14che da allora
00:28:15ma è stata
00:28:16una fioritura
00:28:17che è durata
00:28:18qualche anno
00:28:19quando
00:28:20si pubblicava
00:28:22per la prima volta
00:28:23si traduceva
00:28:25per la prima volta
00:28:26nel mondo
00:28:27l'orca
00:28:28che sembra
00:28:29scoperto
00:28:30da mille anni
00:28:31invece no
00:28:32la guanda di allora
00:28:33lo pubblicava
00:28:34Hopkins
00:28:38in uno scrittore
00:28:39come me
00:28:39il ricordo
00:28:40di quella stagione
00:28:41fiorita
00:28:42è straziante
00:28:43è assolutamente
00:28:44straziante
00:28:45oggi ci sono
00:28:46le beghe
00:28:47ci sono
00:28:48quello che ho detto
00:28:50prima
00:28:50una specie di malattia
00:28:52del disamore
00:28:54che sta avvelenando
00:28:54una città
00:28:55che invece
00:28:56c'era
00:28:57e credo ci sia
00:28:58in parte
00:28:58una cordialità onesta
00:29:01queste le parole
00:29:02di Alberto Bevilacqua
00:29:03io non voglio fare
00:29:03il bastian contrario
00:29:04però spesso
00:29:05no purtroppo
00:29:06dobbiamo
00:29:08accettarle
00:29:08è la verità
00:29:09però spesso
00:29:10si sente dire
00:29:11parlando del passato
00:29:13che i tempi
00:29:13erano sempre migliori
00:29:14ha dato Bevilacqua
00:29:15ha dato uno spaccato
00:29:18condivisibile
00:29:19della Parma
00:29:21culturale
00:29:22in senso stretto
00:29:23però
00:29:24siccome ci sono stati
00:29:26compagni di classe
00:29:27per cinque anni
00:29:28ha dimenticato
00:29:30anche
00:29:30il grande insegnamento
00:29:32politico e civile
00:29:33di grandi maestri
00:29:35perché per me
00:29:36erano maestri
00:29:36con la M maiusca
00:29:37non erano professori
00:29:38come per Nigotti
00:29:40come Franco
00:29:41erano persone
00:29:43che ci hanno insegnato
00:29:44a comportarci
00:29:45da cittadini
00:29:45per bene
00:29:46e questo grande insegnamento
00:29:49io l'ho appreso
00:29:50al liceo classico
00:29:51assieme a lui
00:29:51senza che mai
00:29:54trasparisse
00:29:55un segnale
00:29:57di faziosità
00:29:57di strumentalizzazione
00:29:59c'erano insegnanti
00:30:00che avevano
00:30:01il senso del dovere
00:30:03che avevano
00:30:03vivissimo
00:30:05il senso
00:30:06della cosa pubblica
00:30:07da cercare
00:30:09in ogni momento
00:30:10della lezione
00:30:12ovviamente
00:30:13riferita
00:30:14alla cultura
00:30:16che stavamo studiando
00:30:18quella greca
00:30:18o quella latina
00:30:19segnare
00:30:20accogliere
00:30:21quei messaggi
00:30:22attraverso i quali
00:30:23loro confidavano
00:30:25noi diventassimo
00:30:26dei cittadini
00:30:27per bene
00:30:27cittadini per bene
00:30:28in senso
00:30:29ovviamente politico
00:30:31rimanendo all'ambito
00:30:32culturale
00:30:32che
00:30:32questo ex studente
00:30:33ne è uscito bene
00:30:35ne è uscito bene
00:30:36però rimanendo
00:30:37nell'ambito culturale
00:30:38che ha toccato
00:30:38Alberto Bevilacqua
00:30:39spesso quando lo sguardo
00:30:41si rivolge al passato
00:30:42è spesso benevolo
00:30:43nei confronti
00:30:44dei tempi andati
00:30:45quando si parla del passato
00:30:46se ne parla spesso bene
00:30:47però a me sono giunte
00:30:48tante notizie
00:30:49ho anche letto
00:30:50che ai tempi
00:30:50dell'officina parmigiana
00:30:51litigavano molto
00:30:53gli appartenenti
00:30:54all'officina parmigiana
00:30:55verità o menzogna?
00:30:56ma litigare è una parola
00:30:57sbagliata
00:30:58discuteva
00:30:58era un continuo
00:31:00offenderci a Vicente
00:31:01ci offendevamo a Vicente
00:31:02Pietrino
00:31:05gli epitoti
00:31:06a tutti
00:31:07gli amici
00:31:08ma è un continuo
00:31:10anche il pettegoletto
00:31:12c'era molto
00:31:12ma per carità
00:31:13no no no
00:31:14niente
00:31:15cosa è che
00:31:17non stiamo sfatando
00:31:18allora il mito
00:31:18ma c'era anche una visione
00:31:20molto più moderna
00:31:21delle cose
00:31:22non so
00:31:23Lorenzo Bocchi
00:31:24è partito da Parma
00:31:25senza una lira in tasca
00:31:27per andare a fare
00:31:28il corrispondente
00:31:29del Corriere della Sera
00:31:30da Parigi
00:31:31cioè
00:31:32è gente che
00:31:33sentiva l'ansia
00:31:35e il desiderio
00:31:35di vedere orizzonti nuovi
00:31:37perché oggi
00:31:38andare a Parigi
00:31:40è come andare a San Pangrazio
00:31:42un tempo
00:31:42uno che partiva
00:31:43e andava a Parigi
00:31:44portava dietro
00:31:45la giovane sposa
00:31:46e incominciava a fare
00:31:48il giornalista a Parigi
00:31:49ecco
00:31:49un'altra cosa
00:31:51questa storia
00:31:52non avete idea
00:31:53non potremmo
00:31:55io potrei
00:31:56stando un pochino
00:31:57tira fuori
00:31:58perlomeno
00:31:5920 giornalisti
00:32:00importanti italiani
00:32:01tutti parmigiani
00:32:02tanto
00:32:03che allora
00:32:04si parlava addirittura
00:32:05per solito
00:32:06di una mafia
00:32:07parmigiana
00:32:09tutti i nomi
00:32:12non facciamo i nomi
00:32:13perché
00:32:13non facciamo i nomi
00:32:14chiedo
00:32:15se c'è stato un cambiamento
00:32:16stiamo appurando
00:32:16che c'è stato un cambiamento
00:32:17che si sono perse
00:32:18delle intensità
00:32:19passate
00:32:20la mente
00:32:20la città
00:32:21secondo me
00:32:22si è chiusa
00:32:24in se stessa
00:32:24cioè
00:32:25quando era più che mai
00:32:26facile
00:32:27aprirsi
00:32:28andare a scoprire
00:32:29orizzonti nuovi
00:32:31far
00:32:31recepire segnali
00:32:33ormai
00:32:34di una logica globale
00:32:36com'è
00:32:36questa città
00:32:37si è chiusa
00:32:39e non ha
00:32:41mostrato
00:32:42interesse
00:32:43per i
00:32:44grandi messaggi
00:32:46che arrivano
00:32:46prima dall'Europa
00:32:48e poi dal mondo
00:32:49e non so
00:32:50se per
00:32:51egoismo
00:32:52per altezzosità
00:32:53per arroganza
00:32:55intellettuale
00:32:56però
00:32:57contrariamente
00:32:58a quel che può sembrare
00:32:59la città oggi
00:33:00è certamente
00:33:01meno aperta
00:33:02al dialogo
00:33:02con il mondo
00:33:04che ci circonda
00:33:04di quello che
00:33:05sapevano fare
00:33:06gli intellettuali
00:33:07e secondo voi
00:33:07a cosa è dovuta
00:33:08questa cosa
00:33:08Sartorio?
00:33:09l'avete detto
00:33:11la grande imputata
00:33:12l'ha detto
00:33:13Arlandini
00:33:13ma poi
00:33:14c'è anche
00:33:15un
00:33:16stiamo vivendo
00:33:17un periodo
00:33:18di oscurantismo
00:33:19cioè
00:33:19quando uno
00:33:20deve presentare
00:33:21un libro
00:33:23un volume
00:33:23oppure
00:33:24deve fare
00:33:24un'iniziativa
00:33:25un evento
00:33:26risulta difficile
00:33:27trovare il personaggio
00:33:28non c'è più
00:33:29se una volta
00:33:30noi avevamo
00:33:31un'inflazione
00:33:32di personaggi
00:33:32di cervelli
00:33:33di belle teste
00:33:34come diceva
00:33:35prima
00:33:35l'autorale
00:33:36e adesso
00:33:37in effetti
00:33:37si stenta
00:33:39a trovare qualcuno
00:33:40che ti venga
00:33:42a far da
00:33:43virgoletta
00:33:44padrino
00:33:44a un evento
00:33:45con una situazione
00:33:46cioè
00:33:47risulta
00:33:47estremamente difficile
00:33:49cioè
00:33:50io
00:33:50per me
00:33:51non parlo
00:33:52di decadentismo
00:33:53non voglio essere
00:33:53una Cassandra
00:33:55eccetera
00:33:55oscurantismo
00:33:56sì
00:33:57periodo un po'
00:33:58un po' triste
00:33:59ecco
00:33:59dal punto di vista
00:34:00culturale
00:34:01e anche un po'
00:34:02dell'effervescenza
00:34:03ma è un periodo
00:34:04che
00:34:04ha ragione
00:34:05di parlare
00:34:06non nel senso
00:34:07di oscur
00:34:07certo
00:34:08ma riguarda
00:34:09soltanto la nostra città
00:34:10è la storia del paese
00:34:12la storia contemporanea
00:34:13dell'Italia
00:34:14brillante
00:34:14si è fermata
00:34:16e se si ferma
00:34:17c'è lo scul
00:34:18non è però
00:34:19manca la luce
00:34:20è un male comune
00:34:21a tanti
00:34:21però
00:34:22mentre Sartorio
00:34:24parlava
00:34:24io pensavo
00:34:25a quegli splendidi
00:34:28intelligentissimi
00:34:28coltissimi
00:34:29personaggi
00:34:30che erano
00:34:30gli artigiani
00:34:31dei borghi
00:34:32ecco
00:34:32esatto
00:34:32non ci sono più
00:34:33derivati
00:34:34non ce n'è più
00:34:35non ce n'è
00:34:36c'è uno stile
00:34:36dei mobili
00:34:38stile parmigiano
00:34:39cioè
00:34:39che deriva proprio
00:34:41da
00:34:41per non parlare
00:34:42dei restauratori
00:34:43allievi
00:34:44dei maestri
00:34:46pelletieri
00:34:46che aveva portato
00:34:48che avevano portato
00:34:49qua
00:34:49i borboni
00:34:50praticamente
00:34:51sono scomparsi
00:34:52un tempo
00:34:53c'era un sellaio
00:34:54in via
00:34:55in via
00:34:55d'Azeglio
00:34:56che in cannottiera
00:34:58d'inverno
00:34:59preparava
00:35:00questi stivali
00:35:01queste cose splendide
00:35:02ma oggi
00:35:03non c'è più nessuno
00:35:04hanno provato
00:35:05per un certo momento
00:35:07alcuni eredi
00:35:08di queste
00:35:08sa chi era
00:35:09quel sellaio
00:35:10lì?
00:35:10no
00:35:11aveva un botteghino
00:35:12davanti agli stimatini
00:35:13sì
00:35:14quello
00:35:14era un certo
00:35:15longhi
00:35:16e che poi
00:35:17era
00:35:18che era
00:35:18soprattutto
00:35:19mi ha fatto
00:35:20la sella
00:35:21lui
00:35:21mi ha fatto
00:35:22e al deschetto
00:35:24c'erano due ragazzotti
00:35:26uno era
00:35:27lui
00:35:27che è diventato
00:35:28quello
00:35:28che è diventato
00:35:29con le cinture
00:35:30allora facciamo un salto
00:35:32rapido
00:35:32ancora
00:35:33alla Parma
00:35:34degli anni 30
00:35:34e dopo queste clip
00:35:36verremo
00:35:37ai tempi moderni
00:35:57un salto
00:35:59un salto
00:36:00un salto
00:36:01un salto
00:36:05un salto
00:36:25Grazie a tutti.
00:36:59Grazie a tutti.
00:37:32Grazie a tutti.
00:37:50Grazie a tutti.
00:38:07Siamo stati amici molto.
00:38:10Poi Pietro Barilla è stato un mecenate di una classe, non potete immaginare, perché a lui dobbiamo per esempio, subito,
00:38:21Palatina, una rivista letteraria importantissima italiana, che lui l'ha foraggiata, ma non ha mai voluto neanche lontanamente che si
00:38:33facesse il suo nome o il buono della Barilla.
00:38:37Lui è stato un mecenate, in ultimo amico di Roberto Tassi, poi di quell'izio, ha comprato una massa di
00:38:47quali bellissimi, perché era pronto ad apprendere.
00:38:52Non è che fosse molto, non aveva fatto grandi studi.
00:38:56Sapeva ascoltare? Era un nome curioso?
00:38:58Era nato per ascoltare e con la sua potenza finanziaria di fare del bene intellettuale.
00:39:07Olandini. Pietro Barilla?
00:39:34E' la cosa?
00:39:38Non aveva mai chinato il capo davanti a nessuno.
00:39:41Ed era, per parlare del Pietro Barilla, noto a tutti, un grandissimo, illuminato imprenditore.
00:39:49Io ricordo quando assunse Manfredi e lo mandò all'Harvard Business School a Boston, e stiamo parlando del 1960.
00:40:01E i parmigiani un po' ignoranti e in queste cose, anche un po' pettegoli, provinciali, davano di gomito e dicevano
00:40:10guarda cosa fa questo, vuole mandare uno.
00:40:12Invece Pietro Barilla aveva capito tutto.
00:40:15Aveva allora dei consulenti come Pietro Gennaro.
00:40:19Era un uomo che si affidava a Carboni per la comunicazione.
00:40:23Sì, Carboni è un altro nostro amico.
00:40:24E poi conversava con uomini come Pietrino Bianchi o come nella sua lucida e affascinante folia Ubaldo Bertoli, di cui
00:40:34era anche grande amico.
00:40:36Ecco, su Ubaldo Bertoli vorrei chiedervi una cosa.
00:40:39Ubaldo Bertoli era uno scrittore geniale, un artista geniale.
00:40:42Un artista.
00:40:43Anarchico.
00:40:45Possiamo definirlo anarchico?
00:40:47No, anarchico è un anarchoide.
00:40:48Però era un uomo molto libero.
00:40:51Era un uomo molto libero.
00:40:52Possiamo definirlo un uomo molto libero.
00:40:54Certamente.
00:40:55Oggi sarebbe ancora possibile una figura come Ubaldo Bertoli?
00:40:59Cioè, avrebbe la stessa libertà che aveva un tempo o le cose sono cambiate?
00:41:03Non mi riferisco alla nostra città, non mi riferisco alla situazione contingente politica.
00:41:08Dico proprio ai tempi, alla stagione che stiamo vivendo.
00:41:11Potrebbero avere ancora spazio, figura come Ubaldo Bertoli?
00:41:14Ma forse anche di più, perché in un mondo di mediocri così, una persona come Ubaldo Bertoli...
00:41:19Ma io credo che non avrebbe terreno fermo, non sarebbe compreso.
00:41:24Non sarebbe compreso?
00:41:25Non sarebbe compreso, sarebbe considerato un personaggio stravagante.
00:41:30Proprio perché esplicitava senza riserve.
00:41:33Io ho pensato, potrebbe essere il nostro parmigiano Giancarlo Fusco.
00:41:39Ecco, sì, che era uno spirito inafferrabile d'intelligenza.
00:41:46Ma vede, il riferimento a Pietro Barilla, che non abbiamo completato,
00:41:55perché va completato per dovere di informazione,
00:42:00perché Pietro Barilla, non bisogna dimenticarlo, è stato un esempio di grande civiltà.
00:42:04In un momento in cui i borghesi e anche i parmigiani portavano i soldi in Svizzera,
00:42:09lui ricomprò l'azienda.
00:42:10In un momento in cui gli italiani dicevano, ma qua siamo per diventare comunisti,
00:42:15Pietro Barilla, che poteva starsene tranquillamente a riparo da tutto,
00:42:18ricomprò la sua azienda negli anni 69,
00:42:21quando c'era in atto la contestazione più dura, più violenta,
00:42:25perché era un uomo che amava moltissimo questa città.
00:42:27Era un uomo che per Parma aveva fatto qualunque cosa.
00:42:31Era molto amato in città.
00:42:33La funerale di Pietro Barilla c'era tutta la città.
00:42:35Una cosa meravigliosa, con Cara Parma l'ha creata lui, insieme d'accordo con lui.
00:42:42Ma volevo sottoporvi?
00:42:43No, no, prego, prego.
00:42:45Con lui c'era una classe borghese
00:42:49che aveva uno spirito di intraprendere straordinario.
00:42:54La Tanara, i fratelli Antonio e Virginio Marchio,
00:43:00hanno fatto un'azienda che riprendendo le vecchie tradizioni gelataie di agnoletti,
00:43:07di fatto ha costituito un elemento su cui è nata la grande Nestlé.
00:43:13Nestlé ha comperato a suo tempo questa azienda
00:43:15perché c'era dietro una tradizione, una cultura del prodotto
00:43:20che i fratelli Marchio avevano capito e intuito
00:43:23facendo riferimento a Tanara che era un artigiano intelligente.
00:43:28Tanara, nessuno lo sa, anche dei vecchi,
00:43:35e facevi gelati al caffè Bontadina,
00:43:39che era dove c'è adesso Lupin,
00:43:41che era un caffè molto chic direi,
00:43:47un po' da prete, ma molto su.
00:43:49Dove è frequentato dai preti?
00:43:51Un po' da preti, però era modestamente
00:43:56il nostro piccolo Florian,
00:43:58con i tavolini di marmo,
00:44:00i cd di velluto rosso,
00:44:02era una cosa.
00:44:04E qui i gelati Tanara,
00:44:05che poi sono diventati...
00:44:06Poi l'hotello da ripresi...
00:44:08E la chiete,
00:44:09tutti si parlavano sommessamente come in Inghilterra,
00:44:12no?
00:44:13E l'accostamento avviene su livelli ben diversi,
00:44:17anche come generosità e nobiltà d'anno?
00:44:19Generosità, Gesù mio!
00:44:21Ragazzi, è inimmaginabile.
00:44:23Tutti i suoi amici,
00:44:25io stesso, insomma...
00:44:29Se, io voglio sottoporvi una questione,
00:44:32parliamo di intellettuali,
00:44:33e ricordiamo l'Officina Parmigiana,
00:44:35ricordiamo Baldo Bertoli,
00:44:37parliamo di industriali,
00:44:37ricordiamo Pietro Barilla,
00:44:39ricordiamo gli anni 30,
00:44:40gli anni 40 di Parma come anni meravigliosi.
00:44:42E gli anni 40 dopo c'erano i ragazzi,
00:44:45da Lorenzo Bocchi, Artoni,
00:44:46tutti quegli altri, hai capito?
00:44:48Colombe Guidotti,
00:44:49Colombe Guidotti,
00:44:51erano inutili,
00:44:54non erano stati...
00:44:55Donna!
00:44:59Padova è il nostro,
00:45:00piuttosto,
00:45:02tutti quei ragazzi giornalisti,
00:45:04anche quei ragazzi dopo,
00:45:06quelli di Pianura,
00:45:09Giancarlo Conti,
00:45:10il profumo dei tigli di Giancarlo Conti,
00:45:14un grande Conti,
00:45:15forse, dottore,
00:45:17poco conosciuto,
00:45:18non è stato...
00:45:19No, lo conosciamo per noi.
00:45:21Conti anche come scrittore,
00:45:23è un ottimo scrittore,
00:45:24quindi stiamo facendo un ritratto della città
00:45:26che ha subito un'involuzione.
00:45:28Si è fermata,
00:45:29non solo la città,
00:45:30no,
00:45:30non solo la città,
00:45:31non ha più espresso...
00:45:33Si è fermata.
00:45:34Si è fermata.
00:45:34...personaggi della dignità culturale,
00:45:37artistica e anche intellettuale,
00:45:39di quelli che abbiamo apprezzato e ammirato.
00:45:42Non è una questione solo parmigiana,
00:45:44non è che è riferito solo alla nostra città.
00:45:45Ma stiamo parlando di Parma con rimpianto e con nostalgia,
00:45:51dando per scontato,
00:45:52l'abbiamo detto all'inizio,
00:45:54che il degrado,
00:45:55di degrado si può parlare,
00:45:57è comune all'intera collettività,
00:45:59insomma,
00:45:59non è un fenomeno solo di Parma.
00:46:01Negli ultimi trent'anni della vita della nostra città,
00:46:06lei è stato un uomo di potere.
00:46:08Ma questo lo dice la gente,
00:46:09ma non è vero.
00:46:10Comunque...
00:46:10Lo è ancora.
00:46:12Qualcuno dice che lo è ancora.
00:46:13Lo è ancora.
00:46:14È stato un uomo di potere.
00:46:16Come si è evoluta negli ultimi trent'anni in questa città?
00:46:19Lei l'ha avuta sotto mano,
00:46:20cioè l'ha avuto il controllo della città.
00:46:23Come si è evoluta?
00:46:24Guardi,
00:46:27io parlo dell'economia industriale,
00:46:29prima di tutto,
00:46:30poi possiamo parlare anche di altre cose,
00:46:32della borghesia che ha diretto questa città.
00:46:35Allora,
00:46:35un grande merito della borghesia agrarica
00:46:39è stato quello di aver realizzato
00:46:41la prima industria alimentare di Parma,
00:46:44perché è quei soldi dell'agricoltura
00:46:46che gli agrari,
00:46:47dai Mutti per Dn1,
00:46:49ai Rodolfi per Dn1,
00:46:50ai Greci,
00:46:52dicendo,
00:46:52hanno creato l'industria alimentare.
00:46:54e questa borghesia non molto generosa
00:47:01e non molto disponibile a quello che poteva essere
00:47:06un ruolo di mecenatismo,
00:47:08ha creato le basi per quella capitale agroalimentare
00:47:12di cui oggi un po' troppo ci riempiamo la bocca.
00:47:15ma questa civiltà era una civiltà
00:47:21che non ha saputo reggere al grande confronto internazionale
00:47:27e oggi dobbiamo constatare con malinconia,
00:47:32ad esempio,
00:47:34la fine delle belle famiglie metalmeccaniche,
00:47:36quelle che avevano creato il famoso mito
00:47:40dell'impiantistica alimentare parmigiana.
00:47:42Oggi sono tutte società passate da nuclei familiari
00:47:46a grandi gruppi internazionali.
00:47:49Credo che se questo è avvenuto
00:47:51un po' è l'imperizia degli uomini
00:47:53che possedono queste aziende,
00:47:55ma un po' è anche grave responsabilità
00:47:57di un sistema bancario,
00:47:58perché la città era nelle mani di due banche
00:48:00sino a dieci anni fa,
00:48:02che non ha mai saputo svolgere una funzione
00:48:04di educazione e anche di stimolo.
00:48:07La banca Monte e la cassa di risparmio.
00:48:09C'era la banca Emiliana che era una deparanza.
00:48:11Banca Monte, Gesù mio,
00:48:12fondata mio padre,
00:48:14è stato 40 anni il primo direttore,
00:48:16quindi sono legato molto.
00:48:19Allora,
00:48:21tutta questa città
00:48:23ha funzionato in modo egregio
00:48:25sino a quando è arrivato
00:48:26il grande contracolpo
00:48:28della competizione internazionale,
00:48:32nella quale
00:48:33molti non hanno saputo
00:48:37adattarsi,
00:48:38ma soprattutto dotarsi di strumenti
00:48:40in grado di essere competitivi.
00:48:42Quando penso al mito dell'Altea,
00:48:44ma l'Altea era la più grande industria
00:48:46conserviera,
00:48:46aveva dei messaggi pubblicitari
00:48:51che oggi farebbero invidia
00:48:52al più grande esperto di comunicazione.
00:48:54Bellissimo, bellissimo.
00:48:54Beh, praticamente è stata ceduta
00:48:57all'Unilever che l'ha distrutta.
00:48:59Questo è il profilo industriale della città.
00:49:03Parliamo su quello del confronto,
00:49:04abbiamo parlato di confronto prima,
00:49:06un confronto che qualcuno dice
00:49:07che spesso in questa città non è facile.
00:49:10Se chiediamo a un parmigiano
00:49:12del trentennio, in facile termine,
00:49:15di Giorgio Orlandini,
00:49:16viene definito spesso
00:49:17un periodo di gestione illuminata,
00:49:20ma un po' duro.
00:49:21Si identifica in questo ritratto?
00:49:24Ma io...
00:49:25C'è un po' duro.
00:49:25Lei era un direttore dell'Unione Industriale
00:49:28severo.
00:49:28Un momento, io duro è vero,
00:49:30ma duro vuol dire non molle, eh?
00:49:32No, certo.
00:49:33Gesù mio, come fa uno a comandare molle?
00:49:37Guardi, credo che sia un errore
00:49:40personalizzare questa storia
00:49:41e io lo potrei fare,
00:49:43anche che stasera è molto gradevole,
00:49:45simpatica, bella,
00:49:47e io potrei anche esserne lieto,
00:49:49ma mi sembra riduttivo.
00:49:51La classe imprenditoriale di Parma,
00:49:54di cui ero l'interprete
00:49:55e l'esternatore,
00:49:58era una classe imprenditoriale
00:50:00che non ha mai amato e voluto
00:50:03lo scontro sociale,
00:50:04il conflitto sociale.
00:50:05Persino personaggi leggendari
00:50:08per la loro considerati reazionari,
00:50:12che in realtà,
00:50:13conoscendoli,
00:50:13non erano affatto tali.
00:50:14Io la prima volta che sono andato
00:50:15all'Unione Industriale
00:50:16mi ricordavo ancora quella scritta
00:50:18sui muri del lungo Parma,
00:50:21Balestieri,
00:50:22Ciuccia Sangho.
00:50:23Quando io ho conosciuto Balestieri,
00:50:25l'ingegnere Atturo Balestieri,
00:50:27e ho avuto a che fare con lui,
00:50:28mi sono accorto che era tutto
00:50:30meno che un uomo crudele e reazionario,
00:50:33era un uomo che aveva delle regole
00:50:34da cui non intendeva assolutamente derogare,
00:50:37che erano quelle del corretto profitto,
00:50:40della competitività dell'azienda,
00:50:42ma poi l'impostazione era sempre quella
00:50:46di operare per raggiungere un'intesa.
00:50:51Ma non bisogna neanche dimenticare
00:50:52che erano anni nei quali
00:50:54molto spesso
00:50:56i conflitti sociali
00:50:59avevano un sottofondo
00:51:01di alta politicizzazione.
00:51:03Io,
00:51:04quando scoppiavo
00:51:06un fenomeno
00:51:07di contenuto politico,
00:51:09socio-politico,
00:51:10i primi a partire, lo ricordo,
00:51:12erano i netturbini
00:51:13e poi partivano i vetrai,
00:51:15perché erano
00:51:15le due grandi strutture
00:51:18altamente politicizzate.
00:51:19Allora,
00:51:20con ogni probabilità,
00:51:22esserlo duro...
00:51:23Scusa, non ho capito
00:51:23né i netturbini.
00:51:25I netturbini.
00:51:26E gli aiolfi,
00:51:27detto al netto.
00:51:28A voltire gli operatori ecologici.
00:51:30Sì, oggi li chiamano
00:51:31quegli operatori ecologici.
00:51:32Questo l'ho capito.
00:51:34Ecco, allora,
00:51:35io credo che
00:51:37in quei tempi
00:51:39dove molto spesso
00:51:40il conflitto
00:51:41aveva dei risvolti
00:51:42molto politicizzati,
00:51:44occorresse essere
00:51:45non duri,
00:51:47ma fermi.
00:51:48Qualche volta
00:51:49io sono stato
00:51:50un direttore duro,
00:51:51ma duro nei confronti
00:51:52dei miei associati,
00:51:53che avevano
00:51:54tendenze centrifughe,
00:51:56che non avevano
00:51:57una visione
00:51:58armonica
00:51:59dei problemi,
00:52:01però
00:52:02su un tema,
00:52:04io devo sempre
00:52:05dare merito
00:52:05agli imprenditori
00:52:06parmenzi,
00:52:07erano molto attenti
00:52:08al sociale.
00:52:10L'industria di Parma
00:52:11hanno tirato fuori
00:52:1238 milioni
00:52:14nel 1965
00:52:16per il primo
00:52:17rene artificiale
00:52:18che è stato
00:52:18fatto a Parma.
00:52:20Abbiamo fatto
00:52:22interventi
00:52:22in vari settori,
00:52:24anche nel mondo
00:52:25della cultura,
00:52:25nel Museo Bolognano
00:52:26per dire un altro esempio.
00:52:28Cioè,
00:52:29eravamo molto
00:52:30rigidi
00:52:30e molto duri,
00:52:31ogni qualvolta
00:52:32si voleva
00:52:33conseguire obiettivi
00:52:35che avrebbero
00:52:36leso
00:52:36la sopravvivenza
00:52:38dell'impresa.
00:52:40E devo dire
00:52:41che questo
00:52:41modo di comportarsi
00:52:43da una parte
00:52:45molto fermi
00:52:46e molto attenti
00:52:47all'economicità
00:52:48del sistema
00:52:49e dall'altro
00:52:50molto aperti
00:52:51al confronto sociale
00:52:52e culturale
00:52:53ha premiato.
00:52:56Devo dire
00:52:57che questa città
00:52:58ha tratto
00:52:59grandi benefici
00:53:00fino al momento
00:53:01in cui
00:53:02sono avvenuti
00:53:03alcuni disastri
00:53:04che
00:53:05devo dire
00:53:06hanno costituito
00:53:08almeno per me
00:53:09motivo
00:53:10di profondo
00:53:11rammarico
00:53:11perché
00:53:12la chiusura
00:53:13della Salvarani
00:53:14che aveva voluto
00:53:15dire
00:53:15un modo nuovo
00:53:16di essere industria
00:53:17a Parma
00:53:18una città
00:53:19basata
00:53:19sull'agroalimentare
00:53:21aveva visto
00:53:21nascere
00:53:22una struttura
00:53:23aziendale
00:53:23straordinaria
00:53:24come era la Salvarani
00:53:25che era frutto
00:53:26dell'ingegno creativo
00:53:28di Renzo Salvarani
00:53:29e dei suoi fratelli
00:53:31che non hanno saputo
00:53:32capire
00:53:33l'importanza
00:53:34del management
00:53:34cosa che Pietro Barilla
00:53:36aveva capito
00:53:3630 anni prima
00:53:38ma ha voluto dire
00:53:39anche incapacità
00:53:40di fare un modo nuovo
00:53:41di essere industriale.
00:53:42Bene
00:53:42rimaniamo sul tema
00:53:43dell'industria
00:53:44dopo aver ascoltato
00:53:45le parole
00:53:46e ricordi
00:53:47di Fabrizio Marcheselli
00:53:48Tiziano Marcheselli
00:53:49scusate
00:53:50e così
00:53:51andando in giro
00:53:52si conoscevano
00:53:53tantissimi personaggi
00:53:54allora ho cominciato
00:53:55a conoscere
00:53:56gente come
00:53:58Sicuri
00:53:58per esempio
00:53:59sono rimasto poi
00:54:00in ottimi rapporti
00:54:02fino a quando è morto
00:54:03poi è detto
00:54:03quando è morto
00:54:04all'Iraia
00:54:06noi si andava
00:54:06la sera
00:54:07per esempio
00:54:07in un bar
00:54:08che si chiamava Principe
00:54:09che non c'è più
00:54:10in strada Repubblica
00:54:11e verso le 2-2 e mezza
00:54:14di notte
00:54:15ovviamente
00:54:15arrivava Sicuri
00:54:16che bussava
00:54:17contro la Sarcinesca
00:54:18li aprivamo
00:54:19e veniva dentro
00:54:20a raccontare
00:54:20delle storie
00:54:22e così tanti altri
00:54:23ho conosciuto
00:54:24Stopai
00:54:26alcune di queste
00:54:27barzellette
00:54:27che girano
00:54:28da tanti anni
00:54:29su questi personaggi
00:54:30curiosi
00:54:31io le ho sentite
00:54:32proprio con le
00:54:32con le mie orecchie
00:54:34ad esempio
00:54:35mi ricordo
00:54:36quando
00:54:36l'ultimo anno
00:54:38che andavo ancora
00:54:39a scuola
00:54:40a Melloni
00:54:42i ragazzi
00:54:43uscivano
00:54:43da una
00:54:43porta laterale
00:54:45dove c'era
00:54:45un'osteria
00:54:46nella quale
00:54:47abitava
00:54:49di solito
00:54:50questo Stopai
00:54:53Ettore Bonazzi
00:54:55detto Stopai
00:54:56perché ovviamente
00:54:57bevevamo sempre
00:54:58in continuazione
00:54:59una volta
00:55:00siamo usciti
00:55:00un mio amico
00:55:02che aveva
00:55:03un enorme naso
00:55:04un nasone proprio
00:55:06lui davanti
00:55:08con questi due occhioni
00:55:09ci guarda
00:55:10e fa
00:55:10ma voi
00:55:11siete
00:55:12studenti
00:55:13o stunasi
00:55:14è una battuta
00:55:15un po' scema
00:55:17oggi
00:55:17rispetto alla cosa
00:55:18però io le ho sentite
00:55:19con le mie orecchie
00:55:20proprio
00:55:20vuol dire che lui
00:55:21inventava queste cose qua
00:55:22ecco
00:55:23la parmigianità
00:55:24probabilmente
00:55:25mi ha mai chiesto
00:55:26è un po' questa
00:55:27insomma
00:55:27chi è che oggi
00:55:29chi sono oggi
00:55:31i personaggi curiosi
00:55:32che sono in giro
00:55:33io non ne conosco
00:55:34neanche uno
00:55:35insomma
00:55:35dopo che sono spariti
00:55:37gli Stopai
00:55:39il Gorillo
00:55:40eccetera
00:55:41e sicuri
00:55:42in giro
00:55:43non c'è più
00:55:43c'è molta
00:55:44molta normalità
00:55:46c'era anche una parma
00:55:48popolare
00:55:48che era fatta
00:55:49di questi personaggi
00:55:50ma c'è ancora
00:55:51forse siamo disattenti
00:55:52qualcosa c'è
00:55:53rimasto nei circoli
00:55:55dopo lavoristici
00:55:56e l'orte torrente
00:55:57a cominciare
00:55:59dall'Aquila Longhi
00:56:00all'Occa Morta
00:56:01al Pedale Veloce
00:56:03insomma
00:56:03esista ancora una parma
00:56:05ma c'è
00:56:07ci sono ancora
00:56:08dottore
00:56:08credo
00:56:09ma non appaiono
00:56:10non appaiono
00:56:10perché non possono apparire
00:56:13insomma
00:56:13sì perché si confondono
00:56:15sono fagocitati
00:56:16da questo sistema
00:56:17però esistono
00:56:18cioè ad esempio
00:56:19al Pedale Veloce
00:56:21ci sono ancora
00:56:22dei personaggi
00:56:23che al mattino
00:56:24di domenica
00:56:24ad inverno
00:56:26prendono l'aperitivo
00:56:28col brodo caldo
00:56:29e il vino
00:56:29ecco ma
00:56:30ci sono ancora
00:56:31dei bei personaggi
00:56:32però stanno scomparendo
00:56:34perché ovviamente
00:56:35anche dal punto di vista
00:56:36anagrafico
00:56:37ci sono dei problemi
00:56:39però esistono ancora
00:56:40tra l'altro
00:56:41volevo ricordare
00:56:41che Tiziano Marcheselli
00:56:43sta per realizzare
00:56:44il continuo
00:56:44di quei libri
00:56:45di quei bei libri
00:56:46allegati alla Gazzetta di Parma
00:56:47sta lavorando
00:56:49è meritevole
00:56:50meritevole
00:56:51veramente
00:56:51ci vorrebbero ore
00:56:52per parlare di Parma
00:56:53il dialogo è davvero
00:56:55molto piacevole
00:56:55siamo però quasi giunti
00:56:56al termine
00:56:57quindi volevo
00:56:58regalarvi un'ultima chicca
00:57:00un film
00:57:01datato
00:57:021953
00:57:04dove i protagonisti
00:57:06tra gli altri
00:57:07sono
00:57:07Giorgio Orlandini
00:57:09Andrea Borri
00:57:10Fabio Fabri
00:57:11andiamo a vederne
00:57:12uno per il suo
00:57:12Guglielmo Capacchi
00:57:13Guglielmo Capacchi
00:57:14è colui che lo ha ideato
00:57:15e presentato
00:57:18allora
00:57:18si intitola
00:57:19Ciapa Moschi
00:57:21il Corriere dello Zar
00:57:23il Corriere dello Zar
00:57:24interpretato
00:57:25da Giorgio Orlandini
00:57:26che vedrete correre
00:57:27a piedi
00:57:28in seguito
00:57:28da una bicicletta
00:57:29e poi vedrete
00:57:30Fabio Fabri
00:57:31e Andrea Borri
00:57:33scappare
00:57:33come due detenuti
00:57:35erano due vasi
00:57:36scappavano con una palla
00:57:38di piombo al piede
00:57:40e questo film
00:57:42fu girato
00:57:42grazie
00:57:43a un ragazzo
00:57:45figlio di una famiglia
00:57:46benestante
00:57:46che possedeva una
00:57:47paillate
00:57:48che era una
00:57:48cinepresa
00:57:49che tutti sognavamo
00:57:52e Capacchi
00:57:53che è un uomo
00:57:53di straordinaria cultura
00:57:55un uomo
00:57:56di grande
00:57:59valore
00:58:01e che era
00:58:03certamente
00:58:04una bella
00:58:05tempra
00:58:05di conservatore
00:58:06ma anche
00:58:06molto attento
00:58:07al divenire
00:58:08queste cose
00:58:08ha fatto
00:58:09questo film
00:58:10un po' surreale
00:58:12che
00:58:12penso si veda
00:58:13solo in spezzoni
00:58:15andiamo a vederne
00:58:16un breve stralcio
00:58:17e poi torniamo
00:58:18inquadrato
00:58:18all'epoca
00:58:19dello Zar
00:58:20e della rivoluzione
00:58:21del 1916
00:58:23andiamo a vederne
00:58:23un pezzo
00:58:24un po' surreale
00:58:54un po' surreale
00:59:00un po' surreale
00:59:05un po' surreale
00:59:20un po' surreale
00:59:22un po' surreale
00:59:31un po' surreale
00:59:32un po' surreale
00:59:41un po' surreale
00:59:42un po' surreale
00:59:50un po' surreale
00:59:52un po' surreale
00:59:54un po' surreale
01:00:11Grazie a tutti.
01:00:44Grazie a tutti.
01:01:06Grazie a tutti.
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