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  • 19 ore fa
Milano, 22 lug. (askanews) - Una nuova possibilità per i pneumatici a fine vita e di scarto, che tornano a fornire materiali riciclati per altri nuovi pneumatici. È questo il senso di economia circolare promosso dal progetto europeo "tyre-to-tyre", lanciato da Pirelli con Synthos e BASF. Il processo parte dalla raccolta di pneumatici fuori uso in Germania provenienti da alcuni punti vendita e dalle attività motorsport, oltre che dagli scarti di produzione raccolti presso lo stabilimento Pirelli di Breuberg. Questi materiali vengono trattati attraverso una filiera industriale progettata per massimizzare il loro valore intrinseco, trasformandoli in materie prime seconde, tra cui gomma sintetica, che vengono certificate secondo gli standard previsti. Questo garantisce tracciabilità lungo l'intera catena del valore e consente di reintrodurre questi materiali circolari nella produzione di nuovi pneumatici Pirelli, garantendo i loro più alti valori di qualità e performance.Il progetto, spiegano da Pirelli, riflette il principio secondo cui la circolarità di prodotto non può essere perseguita da una singola azienda che agisce in autonomia, è invece necessario creare ecosistemi industriali che coinvolgano attori con competenze complementari, ciascuno impegnato nelle diverse fasi del processo di trasformazione all'interno di un ciclo condiviso dei materiali. Con l'obiettivo di dare una applicazione concreta all'impegno per immaginare una diversa sostenibilità e nuovi cicli produttivi.

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00:00Una nuova possibilità per i pneumatici a fine vita di scarto che tornano a fornire materiali
00:05riciclati per altri nuovi pneumatici. E' questo il senso di economia circolare promosso dal
00:09progetto europeo Tire to Tire lanciato da Piorelli con Sintos e Basf. Il processo parte
00:15dalla raccolta di pneumatici fuori d'uso in Germania provenienti da alcuni punti vendita
00:19dall'attività motorsport oltre che dagli scarti di produzione raccolti presso lo stabilimento
00:23Piorelli di Breuberg. Questi materiali vengono trattati attraverso una filiera industriale
00:27progettata per massimizzare il loro valore intrinseco, trasformandoli in materie prime
00:32e seconde, tra cui gomma sintetica, che vengono certificate secondo gli standard previsti.
00:37Questo garantisce tracciabilità lungo l'intera catena del valore e consente di reintrodurre
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00:45più alti valori di qualità e performance. Il progetto, spiegano da Piorelli, riflette il
00:50principio secondo cui la circolarità di prodotto non può essere perseguita da una singola azienda
00:54che agisce in autonomia. È invece necessario creare ecosistemi industriali che coinvolgano
00:58attori con competenze complementari, ciascuno impegnato nelle diverse fasi del processo di
01:03trasformazione all'interno di un ciclo condiviso dei materiali, con l'obiettivo di dare un'applicazione
01:08concreta all'impegno per immaginare una diversa sostenibilità e nuovi cicli produttivi.
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