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CortometraggiTrascrizione
00:10Benvenuti da Claudio Brachino a questa nuova puntata di Diplomacy Magazine, il racconto
00:16della geopolitica e come sempre cominciamo con il nostro ambasciatore Ettore Francesco
00:22segui un quarto d'ora, 15 minuti, chiamiamogli un format ambasciatore, 50 minutes di attualità
00:31stretta e seguiamo, l'ambasciatore segui, dov'è? Dove è dove lo raggiungiamo? Stavolta
00:37è a Washington, perché è ambasciatore se è a Washington?
00:41Sono a Washington perché ho accompagnato Kamel Gridi, che è il vicepresidente del gruppo
00:49San Donato e il presidente di GFSB, più tante altre cose, tra cui un'organizzazione si chiama
00:54European Corporate Council for Africa and the Middle East, a ricevere un premio da parte
01:00di un'importantissima organizzazione americana in occasione del 250esimo anniversario dell'indipendenza
01:08degli Stati Uniti. Un premio molto importante, tra l'altro conferito, consegnatogli dal figlio
01:15del presidente Trump, Eric Trump, per la sua leadership globale, questa era proprio la
01:26motivazione, che si esprime tra l'altro in attività di carattere filantropico, in attività
01:33di diplomazia economica e di diplomazia sanitaria. Alla libreria del congresso, questo tra l'altro
01:42ci ha dato la possibilità di vedere dei membri del congresso e quindi di cercare di capire
01:47proprio dal di dentro dell'istituzione americana che cosa sta capitando.
01:51So che la nostra agenzia, nostra nel senso di uscire lavoro come editorialista, salutiamo
01:56il direttore responsabile Pozzerino, che è negli Stati Uniti in queste ore, perché
02:00Italpress ha fatto anche da racconto di questo evento che tu hai descritto. Dico bene, ambasciatore,
02:08no? Spero di non dire...
02:09Assolutamente, anche perché Italpress è un media partner, tra l'altro efficacissimo,
02:16efficientissimo e quindi ha coperto molto bene questo evento.
02:19Bene, allora, le notizie che riguardano il rapporto Stati Uniti-Iran, poi parliamo anche
02:25di Netanyahu. Mi sembra che la diplomazia di cui tanto qui parliamo, soprattutto con
02:30te, segna il passo. Eravamo, tu soprattutto, ma anche io, eravamo stati un po' pessimisti
02:36su quel memorandum e di fatto le minacce di Trump delle ultime ore si sono tradotte in
02:43nuovi attacchi, insomma, sia sul piano aereo che sul piano anche addirittura della marina,
02:47insomma, sul mare. Con Ormuz è stato di nuovo chiuso e io pochi minuti fa ho registrato
02:54il nostro focus di economia, con il nostro Zoppis e le conseguenze per l'Occidente, per
03:01l'Italia e per l'Europa rischiano di essere molto salati, con un'inflazione che va forse
03:04verso il 5%, ma questo è un altro discorso che, diciamo, in questo programma viene solo
03:10toccato. Che sta succedendo? Facciamo il quadro prima della situazione militare e poi
03:15facciamo il quadro dell'impassa diplomatica.
03:20Sta succedendo una cosa molto importante, cioè c'è stato il fuoco che quella tregua
03:26che era stata proclamata in realtà non sta reggendo. Perché non sta reggendo? Sta reggendo
03:31perché da parte iraniana si cerca evidentemente di impedire il passaggio delle navi in una
03:39zona non controllata dagli iraniani, cioè al sud dove c'è l'Oman. Quindi quelle navi
03:46che non passano attraverso quel canale vengono bombardate dagli iraniani. A questo militarmente
03:54rispondono gli americani colpendo delle installazioni in Iran, soprattutto per degradare le capacità
04:01offensive iraniane in quell'area. Gli iraniani rispondono a loro volta attaccando basi americane
04:09in paesi dell'area, quindi sostanzialmente attaccando paesi del Golfo che naturalmente guardano con grande
04:17preoccupazione questa destabilizzazione. Nel mentre, come dicevi tu, i prezzi del greggio aumentano
04:23e questo colpisce l'economia mondiale. Quindi da questo stretto queste attività militari
04:29si estendono sostanzialmente all'intero globo.
04:33Poi abbiamo detto anche della filiera agroalimentare colpita, insomma delle materie prime importanti
04:39per altri settori dell'economia, insomma lì quel blocco di Hormuz sta mettendo in crisi tante cose.
04:45Ma perché, chiedo a un ambasciatore esperto come te, non si riesce a trovare una via di uscita?
04:53Poi vedremo qual è il ruolo di Netanyahu, ma qual è? Perché Trump in questo senso sta
04:59negli Stati Uniti e l'Iran non riesca a trovare un accordo. È l'elemento dell'atomica sotto banco
05:05o è un elemento più profondo, più complicato, non riusciamo a identificare?
05:11Hai detto molto bene, giustamente, che in fondo avevamo quasi previsto che questa situazione sarebbe stata
05:20estremamente instabile. Perché? Perché in realtà iraniani e americani hanno firmato uno stesso pezzo di carta
05:30ma riferendosi a due idee, a due concetti diversi.
05:34E in particolare l'ambiguità che poi ha permesso di firmare questo memorandum standing in breve tempo
05:41la stiamo pagando adesso. Gli iraniani considerano Ormuz come la loro vera e propria assicurazione sulla vita.
05:50Quindi controllare lo stretto significa evidentemente avere una leva sufficiente per scoraggiare tentativi
05:57di ulteriori attacchi al regime da parte americana. Però per Washington Ormuz è il simbolo, in qualche modo,
06:05della libertà di navigazione. Gli Stati Uniti non possono consentire agli iraniani di controllare
06:13e quindi sostanzialmente di ricattare, grazie a quello stretto, tutta l'economia mondiale.
06:19Quindi la verità è che l'ambiguità del memorandum la stiamo pagando oggi. Che cosa in realtà succede?
06:26Succede che tutte e due hanno interesse a non riprendere le operazioni militari.
06:34Gli iraniani sono molto indeboliti e poi hanno veramente grandissime preoccupazioni di carattere
06:38interno. L'economia va malissimo, quindi devono continuare a esportare. E gli americani assolutamente
06:44vogliono uscire da questa crisi che probabilmente, se non certamente, Trump pagherà anche alle elezioni
06:51di Midter. Io direi che Ormuz è in qualche modo quello che era Berlino durante la Guerra Fredda
07:00e cioè un'area dove le due parti, allora l'Unione Sovietica e poi gli americani dall'altra,
07:07si provocavano, si testavano, in cui c'era sempre una certa instabilità, però non avevano
07:17nell'uno o nell'altro l'obiettivo di far saltare il banco. Il nucleare adesso in realtà
07:22non c'entra granché. Si è entrato in guerra per il nucleare e si sta parlando di Ormuz.
07:27Si è entrato in guerra anche per il famoso cambio di regime di cui non si parla poco più
07:31per niente. Non ne parliamo oggi perché ne abbiamo parlato già tante volte, non c'è
07:35stato, punto e basta. Poi abbiamo spiegato anche la complessità di questa situazione.
07:40Ma visto che sei negli Stati Uniti e visto che hai detto all'inizio di questo nostro talk
07:46a due, che insomma avete avuto contatti anche con elementi politici del Congresso, nel retroterra
07:53politico repubblicano e maga, più che nel retroterra politico globale americano, com'è
08:00vista l'operazione, le scelte di politica estera e di Trump? Come sono viste?
08:06C'è una grande preoccupazione perché si capisce benissimo che queste operazioni sono
08:14diventate impopolari presso l'elettorato americano, c'è naturalmente una preoccupazione per l'aumento
08:22dei prezzi della benzina, per l'inflazione, per l'energia in generale e quindi i repubblicani
08:29americani sono molto preoccupati per l'impatto potenziale che questo può avere. Poi è successa
08:34un'altra cosa nel frattempo, in questi giorni, è morto improvvisamente un senatore molto
08:41prestigioso, Lindsey Graham, senatore che sosteneva Trump, che in qualche modo poteva
08:47essere e fungeva da collante all'interno di questo mondo repubblicano sempre più depresso,
08:55sempre più frammentato. Quindi c'è una preoccupazione al Congresso anche per questo fatto.
09:02Però si riconosce che la crisi riguarda un tema che è assolutamente globale e cioè la
09:10libertà di navigazione negli stretti. Se questo concetto dovesse essere messo in discussione
09:17possiamo immaginare per esempio gli stessi passaggi artici, altri stretti come per esempio addirittura
09:30quello di Taiwan. Bene, lì ci sarebbero delle conseguenze molto forti globalmente perché
09:38ognuno penserebbe di poter controllare lo stretto di...
09:43Sì scusa, prego, prego. Prego, prego. No, no, no.
09:45Ma ci hai detto tante volte, questo è un grande tema forse nuovo della geopolitica che il pubblico
09:51inizia ad apprendere, noi facciamo comunicazione anche di Tascalica apposta, che queste situazioni
09:57geografiche poi diventano dei modelli di crisi globale, no? Perché ogni volta era successo con gli
10:04statuti di vicino, in un'altra parte, dove poi alla fine bombardando, essendo dei ribelli
10:09non particolarmente strutturati, riuscivano comunque a creare delle conseguenze economiche
10:14diciamo al commercio globale. Ora in maniera un po' più consistente, lì vicino ad Ormus,
10:18ma se questo è il modello, ogni volta che c'è una strettoia geografica che diventa, diciamo
10:24sì, un modello geopolitico di ricatto o di guerra traslata, non più di tipo militare in senso
10:30stretto, se questo si riproduce in altre parti del mondo, si riproducono sempre gli stessi rapporti
10:35di forza e le stesse conseguenze, cioè noi poveri italiani e europei ci troviamo con un'inflazione
10:41grande, i mutui più cari, la benzina più cara o meno cara, gli ortaggi più cari, la vita più cara
10:47senza aver fatto A, senza aver detto B, solo perché in un pezzo del mondo così. Allora forse questo è,
10:53diciamo così, un nuovo nodo della diplomazia internazionale, cioè lavorare su questo più che sulle crisi
11:00in senso globale, non in senso lato, cioè noi veniamo in Medio Oriente e troviamo una
11:04pace, no? Troviamo prima il modo di sbloccare una strettoia di un sistema allargato, forse
11:10più che pace iraniana, quella di chiamare la pace di Ormus, non so se sei d'accordo.
11:15Sì, ma infatti la grande novità, direi, di questa crisi e che hai fatto benissimo a mettere
11:21in luce è proprio questa, non si parla soltanto di controllo di territori, di conquiste territoriali
11:28come ad esempio si fa anche in Ucraina, ma si parla di controllo dei flussi energetici
11:35commerciali, a questo punto su base mondiale, perché basta interrompere i flussi in una
11:43certa zona del mondo perché questo poi si rifletta ovunque. E questa crisi a Ormus ci ha insegnato
11:49anche un'altra cosa, e cioè che anche una superpotenza globale come gli Stati Uniti
11:55fanno fatica a trasformare questa preponderanza militare spesso in preponderanza anche geopolitica
12:05se non affrontano il tema che dicevamo proprio quello dei flussi. Direi che in un certo senso
12:11c'è una specie di democratizzazione della deterrenza della sicurezza, tra droni che costano
12:16poco e controllo appunto di questi snodi geopolitici fondamentali, le grandi potenze
12:23hanno obiettivamente, devono obiettivamente riconsiderare il loro approccio.
12:28Un'ultima riga e poi ti lascio i tuoi impegni di Washington che ti abbiamo disturbato anche
12:33del primo mattino visto il fuso orario, noi registriamo poco prima di pubblicare il giovedì,
12:38lo diciamo sempre, insomma siamo trasparenti con il nostro pubblico, insomma per essere proprio
12:43anche chiari giornalisticamente con le notizie che arrivano e ho letto una riga, Netanyahu
12:49non va più alla Casa Bianca, non so se non sono riuscito a decodificarla prima di venire
12:54qui, ma che cosa combina questo rito israeliano e quel punto è l'alleanza con gli Stati Uniti?
13:00L'alleanza con gli Stati Uniti naturalmente esiste, è forte, però due osservazioni, la prima
13:07è che negli ambienti del Congresso e del Senato effettivamente cresce il malumore e il malcontento
13:13verso Israele, perché si considera che in fondo sia stato Netanyahu la causa scatenante
13:20di questa crisi, che probabilmente, ecco perché lui probabilmente ha presentato a Trump un po'
13:27troppo facile questa impresa che si sta, questo attacco appunto all'Iran che si sta rivelando
13:33invece molto molto problematico. Il secondo punto è che c'è una preoccupazione di fondo
13:39diversa tra gli uni e gli altri. Netanyahu ritiene che non bisogna, virgolette, lasciare
13:45il lavoro a metà e quindi bisogna continuare ad attaccare l'Iran perché occorre essere
13:52matematicamente certi che l'Iran non si risollevi più dal punto di vista geopolitico, dal punto
13:57di vista nucleare. Cambiamento di regime oramai è improbabile se non impossibile, ma era
14:03l'obiettivo soprattutto di Israele e quindi vorrebbe continuare. Trump si rende conto che
14:09deve uscire velocemente da questa crisi perché gli sta costando sempre di più in termini di
14:14popolarità, in termini economici e anche in termini di percezione geopolitica che gli
14:20Stati Uniti stanno dando un'impressione effettivamente di debolezza anche da quel punto di vista.
14:25Tutto molto chiaro, grazie all'ambasciatore Ettore Francesco Segui in collegamento eccezionalmente
14:32da Washington, ho spiegato anche perché, io ti amo una buona giornata e un buon lavoro
14:37per quello che stai facendo e grazie come sempre per il tuo contributo intellettuale al
14:43nostro programma e di saggezza che viene diffusa tramite te anche al pubblico che ci segue.
14:48Ci vediamo insieme, sei tempo, non dura tanto, anche la rubrica Realpolitik realizzata da un
14:55altro ambasciatore importante che è Gian Piero Massolo. Sentiamo cosa ci dice dell'attualità
15:00geopolitica del momento.
15:06Tregua o non tregua in Iran, ma la realtà è che già nel memorandum che era stato sottoscritto
15:14dall'Iran e dagli Stati Uniti c'era una buona dose di ambiguità che consentiva all'Iran di
15:21interpretare quel memorandum come il riconoscimento di un suo diritto a gestire lo stretto e attrarne
15:29eventualmente sia dei ritorni in termini di sicurezza e di potenza, sia poi dei ritorni
15:35in termini di pedaggi e dunque economici, mentre invece non era questa l'interpretazione che
15:41davano gli Stati Uniti che invece ritenevano quel memorandum obbligasse l'Iran a dare via
15:48libera, aprire lo stretto in maniera non controllata e dunque dare via libera al traffico
15:54navale. Di fronte alle resistenze iraniane a questa interpretazione gli Stati Uniti avevano
16:02cominciato a canalizzare il traffico sul lato sud dello stretto e dunque quello che costeggia
16:09le coste dell'Oman e privando dunque della propria leva alla quale l'Iran non vuole rinunciare
16:15che appunto il controllo di Orbus e l'Iran reagisce e ha reagito sparando contro queste navi che non
16:23rispettavano a loro dire la rotta iraniana. Peraltro anche il famoso scongelamento dei beni
16:30iraniani, gli iraniani lamentavano che non era ancora avvenuto dei fondi iraniani congelati e dunque
16:37lamentavano violazioni ripetute da parte degli americani e facevano il fuoco contro le navi. Questo ha provocato
16:44la reazione americana, prima l'interruzione della sospensione delle sanzioni al commercio iraniano
16:52di petrolio e poi delle azioni in armi e il blocco del traffico da parte, la reinstallazione del blocco
17:01del traffico da parte americana. Evidentemente questo ha portato al tramonto di quel memorandum e ha dato
17:09origine a quella che si annuncia come una nuova fase di escalation. A questo punto è chiaro che siamo
17:16da una situazione e siamo entrati in una situazione di sospensione, perlomeno a pro tempo, della tregua
17:23che si annunciava e dunque ad una nuova pressione verso l'alto dei prezzi del petrolio. Ma in realtà cosa
17:30può fare il presidente Trump? È chiaro che ha la ricerca di una leva che forzi gli iraniani a
17:38diciamo cedere il controllo dello stretto e dunque a liberalizzare il traffico senza condizioni, cosa
17:46che gli iraniani ritengono di potersi opporre, di poter resistere a farlo. L'opzione di Trump principale è
17:54quindi quella di dare fallita la diplomazia o perlomeno a pro tempo che è fallita la diplomazia
18:01e quella di dare un nuovo fase di escalation. Ma anche la nuova fase di escalation, quindi
18:07blocco, scorta delle navi da parte americana e per così dire bombardamenti delle coste, evidentemente
18:17lascia molto il tempo che trova perché dal punto di vista delle armi il rischio concreto
18:25è quello di ritrovarsi in una condizione che è quella che precedeva il memorandum, quindi
18:31di stallo, di reciproco ricatto, di inefficacia di un'azione militare per piegare l'Iran. Cosa
18:40ci dobbiamo aspettare in questa condizione? Ci dobbiamo probabilmente aspettare un susseguirsi
18:47di fasi di escalation e di fasi negoziali. Questo provocherà purtroppo una rinnovata
18:54fase di incertezza duratura, il rischio è di portarci dietro a questo conflitto ancora
19:00per qualche tempo e soprattutto di non attutire le pressioni inflazionistiche al rialzo dei prezzi
19:09delle materie prime energetiche. Ma di nuovo non sono tempi di paci duraturi.
19:18Grazie all'ambasciatore Giampiero Massolo e adesso ci vediamo, visto che c'è un ambasciatore
19:25che tra poco intervisteremo, l'ambasciatore dell'Egitto in Italia, ci vediamo come nostre
19:30abitudini, in questi casi una scheda sull'Egitto. Vediamo.
19:40L'Egitto è una repubblica situata nell'Africa nord-orientale, con una parte del territorio
19:45che si estende nella penisola del Sina, in Asia, con oltre 110 milioni di abitanti, è
19:51il paese arabo più popoloso e ha nel Cairo la propria capitale. Terra di una delle più
19:56importanti civiltà dell'antichità, quell'Egizia, il paese ha rappresentato per millenni un punto
20:01di collegamento tra il Mediterraneo, l'Africa e il Medio Oriente. Dopo la lunga presenza
20:06britannica, l'Egitto ha ottenuto l'indipendenza nel 1922 e nel 1953 è diventato una repubblica.
20:14Oggi il sistema politico è presidenziale. La sua posizione geografica è resa strategica
20:20anche dal canale di Suez, aperto nel 1869, una delle principali vie di navigazione tra
20:27Europa e Asia. L'economia egiziana si basa su energia, turismo, agricoltura, industria e
20:33servizi, mentre negli ultimi anni il paese ha avviato importanti programmi infrastrutturali.
20:40L'Egitto mantiene un ruolo rilevante negli equilibri del Medio Oriente e nei rapporti tra
20:44Africa, mondo arabo ed Europa.
20:53Dopo la nostra scheda, come già anticipato, intervistiamo con grande piacere lui e i nostri
21:01studi di Roma, i suoi studi di Milano, sua eccellenza Bassam Esamradi, ambasciatore della
21:09Repubblica Araba d'Egitto. In Italia, benvenuto ambasciatore, grazie per aver accettato il nostro
21:16invito.
21:17Grazie mille.
21:19L'ambasciatore simpaticamente, anche abbiamo parlato un po' in italiano, ma io farò come
21:23di consueto in queste interviste il nostro format, le domande in italiano e l'ambasciatore risponderà
21:30questa volta in inglese. Noi tradurremo poi con i sottotitoli quello che dice l'ambasciatore,
21:35ma così lo sentiremo dalla sua viva voce, nella lingua che ha scelto per comunicare con
21:41noi. Allora, ambasciatore, come valuta oggi lo stato delle relazioni bilaterali, così si
21:49dice in diplomazia tra Italia e Egitto, anche alle luci delle recenti iniziative diplomatiche
21:54e dei dossier ancora aperti?
21:57Buongiorno, soprattutto io sono, la ringrazio molto per essere qui oggi, la ringrazio per
22:05il suo invito, infatti questa non è la prima volta per lavoro, per lavorare, per essere
22:12qui in Italia, questa è la seconda volta. Io ho lavorato in Roma 25 anni fa per 4 anni,
22:19tra 2000 e 2004 e la stessa ambasciata come primo schertario, anche come consigliere
22:26dell'ambasciata, adesso sono fiero, sono orgoloso per tornare dal Roma in capacità come
22:32l'ambasciatore di Egitto. Io adesso lo dico qualcosa in italiano…
22:39Sì, no, no, ma lei può rispondermi alla domanda? Io la ringrazio, è stata molto simpatica
22:45di questa introduzione, anche biografica nella nostra lingua, la ringrazio di questo che è
22:50stato molto gentile e molto simpatico.
22:52Due paesi, Italia, Egitto, Italia nel nord del Mediterraneo, anche Egitto nel sud del Mediterraneo,
23:00due paesi molto importanti, due paesi centrali. Io credo, secondo me, il nostro interesse non è
23:11mai stato contrastato, ma veramente conciso. Due paesi importanti, come detto, sono fiero,
23:27sono orgoloso per il livello delle relazioni dei due paesi adesso.
23:35I will continue in English, because I had to say something in Italian, because I like
23:42l'Italia. Tranquilla, bravo, bravo, bravo. Grazie, grazie, grazie mille. Secondo me, per esempio,
23:49diciamo così, come immagino il mondo come un unico paese, Italia dovrebbe essere la sua,
23:55la sua, la cuesta paesi dovrebbe essere la sua, per l'Italia.
23:59Quindi, grazie mille, e sono molto orgoglioso, come ho detto, e sono molto orgoglioso di essere qui oggi.
24:07E se parliamo di relazioni tra i due paesi, i due paesi sono paesi importanti in la regione,
24:13e non credo che, quando discutendo la pazza, la stabilità e la sicurezza del Mediterraneo,
24:23credo che l'Egypte e l'Italia sono i due paesi più importanti in questa regione.
24:30Siamo orgogliosi in Egypte che le relazioni nostre ora sono più, più, più, più migliore di prima,
24:39in tutti i settori, in tutti i livelli, economica, turismo, cultura, trasportazione,
24:50internazionale, internazionale, internazionale tra i due paesi, combattendo il terrorismo, combattendo l'immigrazione
24:59legale, i due paesi sono paesi histórici, hanno una civilizazione profonda che ci siamo orgogliosi,
25:06la civilizazione Faronica e la civilizazione Romana, e saranno continuare, e sono sicuro,
25:12che ci saranno continuare a contribuire, non solo per loro e per gli italiani o per gli egyptiani,
25:18ma per tutta la humanità.
25:21Quindi le relazioni ora sono orgogliosi di dire che è meglio di sempre,
25:26e stiamo cercando di sviluppare queste relazioni in tutti i settori,
25:31per la civilizazione dei due paesi, per l'attività del Mediterraneo,
25:38per la regione di Mena, e per l'egypte, e anche per l'europe e per l'europe l'europe.
25:45Siamo in l'egypte, per l'estamento parlando, in l'egypte,
25:48consideriamo l'Italia è la porta nostra e la clave per l'Unione europea,
25:54grazie a nostri amici in l'Italia e ai nostri colleghi,
25:58e ci saranno continuare in questo corso per l'attività dei nostri e per l'attività e per l'attività
26:05in l'area.
26:08Allora, abbiamo messo simpaticamente la nave dell'intervista in acqua,
26:13quindi domande in italiano, risposte in inglese, così anche l'ambasciatore è più tranquillo.
26:17Veniamo dopo le relazioni bilaterali, ambasciatore al piano economico.
26:21Sul piano economico, quali sono i settori strategici in cui il Cairo intende rafforzare la cooperazione
26:28con le imprese italiane nei prossimi anni?
26:32Questo settore è un settore molto importante, ovviamente,
26:35il settore dell'economia e dell'economia.
26:38Abbiamo rafforzato, quest'anno, l'attività di intervista di intervista
26:44di intervista commerciale tra i nostri paesi,
26:46a 6 milioni di euro,
26:49che non è appena a nostri aspettazioni, ovviamente,
26:53ma è considerato di essere un numero buon.
26:57Abbiamo rafforzato molti progetti tra i due paesi.
27:03Ora posso ricordare il corredore rurale,
27:07il corredore rurale, tra il porto di Trieste e Damietta,
27:14che contribuisce enormemente a l'economia e l'economia
27:21per i due paesi.
27:25Abbiamo più di 150 compagni italiane
27:28che lavorano in Egitto ora.
27:31Egitto ha lanciato, da 10 anni fa,
27:35o, durante i anni ultimi anni,
27:37c'è un progetti miglia di infrastrutture
27:39all'intervista di Cairo,
27:42dal nord al nord,
27:45l'esterno, l'esterno e l'esterno.
27:47E i nostri paesi in Italia
27:49hanno un buon parte di questa infrastruttura.
27:52Abbiamo rafforzato, ovviamente,
27:53la tecnologia, la know-how,
27:57e la disciplina di fare il negozio
28:00insieme,
28:00e i prodotti italiani.
28:03e i prodotti italiani.
28:03Quindi, quando parliamo
28:08sull'economia,
28:10il settore economico,
28:11funziona.
28:13Credo che abbiamo molto
28:15da scoprire
28:16tra i due paesi.
28:19Come ho detto,
28:19i due paesi hanno un heritaggio profondo
28:22e le relazioni economiche
28:24devono riflettere questo nel futuro.
28:28Allora, proseguendo un po' su questo piano,
28:30l'avvio di nuovi collegamenti aerei,
28:33questa è una notizia importante
28:34per chi ci ascolta,
28:35tra Italia ed Egitto,
28:37anche per i nostri imprenditori,
28:38non solo per i cittadini che ci ascoltano,
28:40rappresenta un segnale importante, ovviamente.
28:43Quali, ambasciatore,
28:44quali ricadute concrete vi aspettate
28:46in termini di scambi economici
28:48e di flussi turistici?
28:51Sì, ovviamente.
28:53Le due corsi sono
28:55collegati con l'altro.
28:57Se parliamo del turismo,
29:0220 anni fa,
29:04quando ero qui,
29:05come ho detto,
29:06il numero di italiani
29:08che vengono a l'Egypto
29:09era circa 1 milioni,
29:11e poi,
29:13dopo l'Arabia,
29:16soprattutto dopo l'Arabia,
29:18e dopo alcune incidenze
29:21che succedono
29:21nella regione
29:22e tra i due paesi,
29:23ci sono solo 100,000.
29:26Ora,
29:27sono orgoglioso
29:27che ho avuto
29:30il ministro dell'Egypto
29:32del turismo,
29:33che era visitato Roma
29:34l'anno scorso,
29:35e ha avuto
29:37che il numero di italiani
29:38ha avuto 1 milioni di italiani
29:42che vengono per il turismo,
29:45per Sharm el-Sheikh,
29:46per Orgada,
29:47per Marsa Alam,
29:48e anche per il nord,
29:50il nord,
29:51il nord in l'Egypto,
29:52che è una nuova distinazione,
29:53una nuova attrazione
29:54per loro.
29:55Al-Maza Baye
29:56e il nord è attrazione italiani
29:58perché, ovviamente,
29:59delle luci cristali
30:03e delle salle
30:04e delle salle
30:05e delle salle
30:05e anche
30:06in Mare Rosso
30:08e delle salle
30:08e delle attrazioni
30:10di scuola
30:11e delle belle
30:12attrazione
30:12di scuola.
30:12Quindi,
30:13ora,
30:13posso dire
30:14che questo anno
30:16abbiamo avuto
30:171 milioni di italiani.
30:19Penso che questo è
30:20il numero numero 2
30:20tra le nazionalità
30:22che abbiamo ricevuto
30:23in l'Egypto
30:24proprio dopo
30:24che abbiamo ricevuto
30:26dall'Egypto.
30:27E sono credito
30:28che
30:29continueremo questo anno
30:30e il prossimo anno,
30:332027,
30:34penso che gli italiani
30:35saranno
30:35il numero 1
30:36per andare
30:37all'Egypto.
30:38E questo è
30:38qualcosa
30:38che, ovviamente,
30:39siamo fieri
30:39e l'Italia
30:42è molto famosa
30:44in Egitto
30:45e tutti gli egyptiani
30:47sono fan
30:48dell'Italia
30:49e dell'italiano.
30:49e quindi,
30:51Allora,
30:52proprio,
30:52guardando al futuro,
30:53ultima domanda,
30:55mettiamo insieme
30:55un po' di dati
30:56che, in parte,
30:57ci ha già detto.
30:58Carola Orrano,
30:59dunque,
30:59il rilancio del turismo,
31:00che era una parte
31:01della domanda
31:02che già le ho fatto,
31:03e lo sviluppo, però,
31:04della nuova capitale
31:05amministrativa del Cairo,
31:07nella strategia,
31:08nella strategia
31:09di crescita del paese,
31:11anche in ottica
31:11di attrazione
31:12e di investimenti italiani.
31:14perché, insomma,
31:14l'idea della comunicazione
31:16che migliora
31:16significa che vale
31:17per le aziende,
31:18vale per chi viene,
31:19insomma, no?
31:19Prima abbiamo parlato
31:20del turismo,
31:21ora parliamo
31:22di questa nuova capitale
31:23amministrativa del Cairo
31:25e anche, insomma,
31:26prima dei collegamenti,
31:27capitale amministrativa
31:28che di caduta
31:29possono avere
31:30come attrazione
31:31per investimenti italiani
31:33da voi in Egitto.
31:34Le ringrazio molto
31:35per questa domanda.
31:36It's very important
31:37and this question
31:38is a deep question
31:39and I thank you for this.
31:41In matter of fact,
31:42let me explain
31:44that the new
31:46administrative capital
31:47is not only
31:48the new town
31:49we are building.
31:51President al-Fattah Sisi
31:52launched a mega
31:53national project
31:54since 10 years ago
31:55to build more than
31:5720 new towns
31:58in all over Egypt.
32:00The new administrative capital
32:01is one of them
32:02but it's the jewel
32:04of the crown,
32:06of course.
32:06the new administrative capital
32:08east in east of Cairo
32:11which is distant
32:13by maybe 50 kilometers
32:15from central Cairo
32:16it was designed
32:17to absorb the population
32:20the dense population
32:21from Cairo
32:22to transfer it
32:23in the urban areas
32:25in the desert.
32:27so the administrative capital
32:30now hosts the governmental
32:33district
32:34which has all the ministries
32:36now it's all the ministries
32:37governmental ministries
32:38in Egypt
32:40has been transformed
32:41to the new capital.
32:42residential districts
32:44we have there
32:45seven mega
32:46residential districts
32:48the new capital
32:49is designed
32:51and planned
32:51to host
32:52more than
32:53about 5 million people
32:55and
32:56talking about
32:58what you have kindly mentioned
32:59that this is a good
33:00attraction for investment
33:02let me tell you
33:03that
33:03the infrastructure
33:05in Egypt
33:06and in the administrative capital
33:11resembles
33:14huge and mega projects
33:16for all the investors
33:17all over the world
33:18from roads
33:20highways
33:20housing
33:22water
33:23electricity
33:23power
33:24power stations
33:25services
33:26so this is
33:27this is an
33:28golden opportunity
33:29for Italy
33:31and the Italians
33:31entrepreneurs
33:33to come to Egypt
33:34and invest
33:35and I will tell you
33:37it's a win-win situation
33:38you come and invest
33:38with the Italian capital
33:41and
33:41you have
33:42you will definitely
33:44have a very good
33:44revenues
33:45and to create jobs
33:47in
33:48in Egypt
33:49bearing in mind
33:49that if you look
33:51to the
33:53currency exchange
33:54now
33:54it's in the favor
33:56of the euro
33:57one euro worth is
33:58almost 60 pounds
33:59so the stupendo
34:01or the salaries
34:01for the
34:02for the workers in Egypt
34:04is something
34:04very favorable
34:05for any entrepreneur
34:06to work
34:09in Egypt
34:10so it's a golden opportunity
34:11to come
34:12not only for the
34:13administrative capital
34:14as I said
34:15but all over Egypt
34:16Egypt is witnessing
34:17a new era
34:18a new
34:18what we call it
34:20the new republic
34:21the new republic
34:22is about to emerge
34:24in Egypt
34:25we
34:26updated all the
34:27infrastructure
34:28in Egypt
34:29as I said
34:30highways
34:31we constructed more than
34:32eight thousand kilometers
34:34by highways
34:35six lanes
34:35power stations
34:39water
34:40irrigation
34:42we increased the
34:44cultivated land
34:45in Egypt
34:45by more than
34:46one million hectares
34:48so
34:49you name it
34:50any kind of investment
34:52any kind of business
34:53you will find it
34:54in Egypt
34:56and
34:56all the
34:58the factors
34:58that I mentioned
34:59the most important one
35:01is the political will
35:02in Egypt
35:03all these
35:04projects
35:04and the attracting
35:05investment
35:06are
35:07supervised
35:08by
35:09the president himself
35:11and under his
35:12supervision
35:13also we have
35:14the legitimate
35:15context
35:16and the legitimate
35:17framework
35:18of the
35:19investment there
35:20which is a modern one
35:22so
35:22I don't want to be
35:23lengthy in my
35:24in my talk
35:25but
35:26the new capital
35:27resembles
35:28we consider it
35:29as
35:30the new sign
35:31and the new emblem
35:33and slogan
35:34of the new republic
35:36of Egypt
35:39io
35:39la ringrazio
35:40per aver risposto
35:41a tutte le mie
35:42domande
35:43insomma ci ha dato
35:44delle notizie molto importanti
35:46per quanto riguarda
35:47i rapporti insomma
35:48non solo economici
35:50per questi nostri due
35:51paesi
35:52Italia e Egitto
35:53e quindi le auguro
35:54buon lavoro
35:55e buona permanenza
35:56a Roma
35:57e ringrazio ancora
35:58la sua eccellenza
35:59Bassam Esamradi
36:01ambasciatore
36:02della Repubblica Araba
36:03di Egitto
36:04in Italia
36:05grazie
36:05arrivederci
36:06grazie
36:07complimenti per il suo pronuncio
36:08in arabo
36:09Bassam Esamradi
36:10grazie mille
36:11grazie ancora
36:12una volta per essere qui
36:14anche per il suo invito
36:15grazie
36:15buon lavoro
36:16buona giornata
36:17grazie
36:17come tanti italiani
36:19sono stato a Sharma Sheik
36:20non sono ancora mai stato a Cario
36:22spero di venire presto
36:23perché ho una grande fascinazione
36:24c'è un invito aperto
36:26per tutti gli italiani
36:27per visitare Egitto
36:29spero di venire presto
36:31perché ne avrei un grande piacere
36:33grazie ancora
36:33grazie
36:34ambasciatore
36:35grazie per questa intervista
36:37e grazie a voi
36:37che ci avete seguito
36:39in questa puntata
36:40di Diplomacy Magazine
36:41del racconto della geopolitica
36:43puntata che finisce qui
36:44vediamo
36:45appuntamento
36:46se volete
36:46sarà fra due settimane
36:48fra due giovedì
36:49arrivederci
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