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TVTrascrizione
00:13Ed è arrivato il momento di dare il ben trovato agli amici di Teletutto che da questo momento sono connessi
00:18con Radio Brescia 7 per il nostro incontro quotidiano.
00:22Cominciamo bene la nostra settimana perché abbiamo con noi un artista, Paolo Canevari, che espone fino ad aprile al Mocca
00:29una mostra che si chiama Tutti giù per terra ed è un'antologica di questo artista romano che oggi ci
00:36fa il piacere di essere qui con noi.
00:38Buongiorno Paolo, come stai?
00:40Buongiorno a voi, benissimo, un piacere mio essere qui con voi.
00:42Mi fa piacere poter fare una chiacchierata per dare la possibilità a chi ancora la mostra non l'avesse vista
00:48di guardarla attraverso una narrazione che è tua e che è una sorta come dire di audioguida privilegiata, mettiamola così.
00:57Perché attraverso le tue opere un po' si racconta anche la tua storia che parte, adesso ti faccio la domanda,
01:05dall'essere figlio di un artista, nipote di un artista.
01:10E a microfono spento, poco fa ti ho chiesto, ma ti sei tentito nel dovere di fare l'artista a
01:15tutti i costi oppure no?
01:16Tu mi hai dato una risposta che devo capire, se era seria o semiseria. Adesso te la faccio a microfono
01:22aperto, semiseria.
01:24Raccontami com'è stato il tuo approccio all'arte, come dire, dove sei immerso da sempre.
01:31Sì, chiaramente io ho avuto una scelta personale che è stata dettata da quella che è stata un'eredità culturale
01:38importantissima, sia familiare sia geografica.
01:43Vengo da una città come Roma e chiaramente è uno spazio metafisico dove è racchiusa la storia dell'arte, da
01:51quella classica a quella più contemporanea.
01:53Per cui un'esperienza personale che poi piano piano è accresciuta nell'adolescenza, negli studi artistici che ho fatto,
02:01nella scelta di fare l'accademia delle belle arti, eccetera, ma che però sicuramente è stata mediata moltissimo da queste
02:06presenze familiari,
02:07che sono presenze in parte in conventi e in parte anche, come dire, eredità positive.
02:14In quanto ti sei sentito condizionato o giudicato essendo appunto un figlio d'arte, per così dire?
02:23Beh, quello moltissimo perché purtroppo mio padre era anche privatamente un professore, non soltanto un artista.
02:28Come te e del resto.
02:29Come me, sì, esattamente. Io adesso insegno all'Accademia delle belle arti di Frosinone, sono il docente della catria di
02:37scultura,
02:38che ha una posizione istituzionale per me molto importante, un riconoscimento anche a livello di carriera.
02:43Io ho deciso di insegnare però molto tardi perché ho iniziato poi effettivamente a 56 anni, per cui qualche anno
02:48fa.
02:49Però l'educazione rientra, secondo me, in una responsabilità artistica che uno ha, che è molto importante,
02:54che non è solo quella di fare arte, ma anche di fare appunto un discorso educativo.
03:00Ed è una responsabilità che ho sentito tardi, ma l'ho sentita e penso che sia estremamente importante portarla avanti
03:06come esperienza.
03:06Nel tuo rapporto con i tuoi allievi trovi che ci sia un'effervescenza? Perché io guardando da fuori ti direi
03:14questo,
03:14mi sembra che ci siano molti giovani che comunque hanno voglia di esprimersi attraverso l'arte.
03:19Sì, sicuramente c'è un'esigenza, c'è una necessità che i giovani sentono, quello senz'altro.
03:26Il problema è un problema che riguarda moltissimo il sistema educativo italiano.
03:31Io ho sempre deciso di comunque insegnare in un sistema che è il sistema statale, che non è quello privato,
03:38che il pubblico è una scelta responsabile che ho fatto, che penso che sia una scelta anche fortemente ideologica
03:43in questo periodo storico, dove invece il privato ha delle facilitazioni in un certo senso.
03:50Io credo nel pubblico, penso che l'educazione debba essere un'opportunità che si offre agli studenti
03:56e che debba avere anche un certo livello di educazione.
04:01Nel senso che i professori, i docenti devono avere anche un certo livello culturale.
04:05Siamo d'accordo. Ti faccio una domanda un po' provocatoria.
04:08Ci crede in modo continuativo o qualche volta è un po' discontinuo il crederci?
04:13No, con l'età poi diventa sempre più facile crederci, nel senso che più passa il tempo
04:20più ti rendi conto che poi quello che stai facendo, quello che fai come artista,
04:23è sì una scelta personale, è sì comunque mediata anche da un sistema che è difficile affrontare,
04:30che è difficile bucare, però è qualcosa che poi con il tempo il compito si facilita in un certo senso.
04:38Tu hai incontri con ragazzi grandi, adulti, ma è una domanda che faccio a tutti gli ospiti
04:44che passano da qui. Mi piace sempre sapere se magari qualche anno prima rispetto ai ragazzi
04:49che incontri tu, c'è stato un incontro di quelli che sono di svolta nel bene e nel male.
04:55Tutti noi, diciamo all'età delle superiori, abbiamo quell'incontro che determina quello che siamo
04:59da adulti. Al di là di tuo papà, mi piacerebbe sapere se ci sono stati degli incontri che determinano
05:04il te di oggi.
05:06Io sono una persona estremamente fortunata perché ho avuto l'opportunità di incontrare
05:10moltissime persone, sin da quando ero ragazzo, adolescente. Ci sono tante personalità che
05:16devo dire, anche una volta l'ho descritto ai miei studenti, che loro malgrado mi hanno
05:21insegnato delle cose. Ci sono persone che mi hanno indicato una strada, una via, ci sono
05:26altre che loro malgrado mi hanno insegnato la via che non dovevo prendere. E quello è
05:30stato anche un insegnamento.
05:31È educativo anche quello?
05:33Sì, assolutamente.
05:34Ci fermiamo per 30 secondi, poi ritorniamo a Paolo Canevari e ci mettiamo in connessione
05:39con questa esposizione al MOCA fino ad aprile, dal 7 di marzo, grazie tra l'altro a una curatela
05:48importante della nostra Ilaria Bignotti che qui insieme alla Rimondina, le segnaliamo tutte
05:54due che spesso portano a Brescia personaggi, in questo caso come Paolo Canevari, che è
05:59la prima volta che espone nella nostra città.
06:01Esattamente.
06:02Poi mi racconti anche di Brescia, fra poco.
06:04Fino al 19 di aprile abbiamo detto la mostra di Paolo Canevari, tutti giù per terra, è
06:08ospitata dal MOCA, ma il 27 di marzo Brescia riceve questo tuo bel regalo, proprio sempre
06:15al MOCA e mi piacerebbe sapere che cosa porti per approfondire ancora di più il tuo mondo.
06:22Porto una parte del mio lavoro che penso sia molto importante, che sono i video, io ho
06:27fatto video e continuo a farli ogni tanto, ma mi sono concentrato sui video come linguaggio
06:33alla metà degli anni 2000, dunque da 2004 al 2008, 2010 ho prodotto una serie di video
06:40che penso che siano una parte importante della mia produzione artistica e proietteremo quelli
06:46con una lecture che porterà avanti Ilaria Bignotti.
06:51Tu hai questo comune denominatore in quelle che sono le tue espressioni artistiche, secondo
06:57me, che è il desiderio di essere coerente a te stesso, quindi una certa attenzione all'aspetto
07:04ecologico, all'aspetto etico e anche attraverso l'uso dei materiali, questa cosa viene fuori
07:10forte e chiara. Come è nata questa cosa? Scusa, non so se hai notato, ma a me piace
07:14proprio sapere l'inizio delle storie, come partono le cose?
07:17Le cose partono da un'eredità culturale che è la conoscenza della tradizione, la conoscenza
07:22della storia dell'arte italiana e dunque da dopo guerra in poi, quando il 900 ha rivoluzionato
07:28i linguaggi per cui non si tratta più di fare sculture o quadri, di saper dipingere o di
07:33saper scolpire, ma chiaramente avere invece un approccio molto più concettuale al problema
07:38dell'arte, ci sono state esperienze che possono essere quelle di Lucio Fontana e Alberto Burri
07:43che sono stati, come dire, i miei padri, i putativi per quello che concerne l'uso di
07:49certi materiali o l'uso di un approccio concettuale all'arte e al discorso dell'arte.
07:55Che cosa troviamo al Moca? Giusto per avere una panoramica e sentirsi raccontare le opere
08:02direttamente da te. Vediamo adesso, lo dico per chi sta ascoltando la radio, in tv stanno
08:07passando alcune delle immagini dell'esposizione e per voi che ascoltate la radio ci vuole un
08:13pizzico più di fantasia, ma potete vedere la replica delle 17.30 su Teletutto questo
08:19pomeriggio e poi vedrete la puntata caricata sul sito, però secondo me il modo migliore
08:22è portare a casa le parole e poi andare al Moca e vedersi la mostra, tra l'altro a ingresso
08:27libero, per cui un regalo alla città. Assolutamente, dunque la mostra è divisa in due parti, la prima
08:35parte è quella dell'appartamento nobile del Moca, del palazzo, dove ci sono delle installazioni
08:41più grandi, più ambiziosi, più monumentali, anche se io faccio un discorso sulla non monumentalità
08:48della scultura, che hanno un approccio molto più installativo dello spazio, invadono di
08:55più lo spazio, si propongono allo spettatore più da un punto di vista anche di immagine.
09:01La seconda parte invece sono delle opere più intime, di dimensione più umana, se vogliamo
09:07più da appartamento, più da parete anche, che è una cosa che per me è molto importante,
09:12io guardo molto anche a un approccio, a uno sguardo dello spettatore rispetto all'arte
09:18che deve essere qualcosa con cui confrontarsi ad un livello più normale, fuori dalla spettacolarità
09:27che viviamo ogni giorno nel contemporaneo, dalla monumentalità, dall'eccesso di produzione,
09:35anche dall'eccesso di ricchezza che si mette nella scelta dei materiali, quelli che uso io
09:39sono normalmente materiali che si possono più o meno trovare ovunque.
09:43Molto pneumatici?
09:44Sono pneumatici, ho lavorato moltissimo perché la mostra chiaramente poi è una sorta
09:49di retrospettiva, per cui ci sono dei lavori che vanno dal 1990 fino al 2019-2020, per cui
09:56c'è un arco temporale molto lungo.
09:58La prima parte della mia produzione, che era una produzione molto più legata al simbolo,
10:02all'icona, è legata molto più al materiale che erano le camere d'aria dell'automobile,
10:06di camion e i pneumatici appunto.
10:09Come guardi le tue opere del passato? Le guardi anche con un po' di, non ti dico nostalgia,
10:16ma comunque di accudimento per quello che sei stato e come sei diventato? Com'è?
10:22Sicuramente rivedo me da giovane le difficoltà che avevo, però penso anche che poi io nel 1990-91
10:29avevo 28 anni e penso che alcuni dei lavori che ho prodotto in quel periodo siano tra i più
10:35incisivi, più radicali.
10:37Certo. Torniamo invece alla mostra e al fatto che l'immagine della mostra è di fatto una performance
10:46che è all'interno della mostra. Me ne parli?
10:49Sì, è una performance, effettivamente io la chiamo performance, ma poi non è una performance
10:54da un punto di vista classico del termine, per come siamo abituati a vedere la performance.
10:59La performance noi la concepiamo sempre come qualcosa che ha un inizio, una fine e ha una narrativa.
11:04Quello che faccio io sono effettivamente più dei tableaux vivants, sono delle immagini
11:08e come entri nello spazio non vedi effettivamente un'azione, ma vedi proprio un'immagine, come
11:13se fosse un quadro, una scultura anche. Dunque ci sono questi modelli che io normalmente uso,
11:18alcune performance, chiamiamole così anche, le ho fatte io, molte le appalto a qualcun altro
11:26che lavora per me.
11:28Che diventa un pezzo di opera d'arte tuo di fatto.
11:31Esattamente, sì, è come se fosse poi un modello come si usava nell'accademia tradizionale,
11:36le accademie delle arti si guardavano i modelli e si disegnavano. È un po' quell'atteggiamento
11:41lì, cioè di osservare un qualcosa con un distacco che diventa invece opera.
11:45Questo protagonista avvolto da questo mantello, me lo traduci e poi ti faccio anche un'altra
11:50domanda concatenata. Ma tu sei pronto a regalare le tue opere e a vederle interpretare poi anche
11:56in modi diversi, perché l'arte è bella anche per quello. Io ti do una cosa e l'ho pensata
12:01in un certo modo, poi tu arrivi, la guardi e ti fai tutta una tua sceneggiatura invece.
12:06Beh, l'opera è sempre uno specchio in ogni caso. Quello che dà l'artista sono delle indicazioni.
12:12Poi chiaramente l'opera viaggia per conto suo, è un'entità metafisica, autonoma, indipendente
12:18da quella che è anche la volontà dell'artista. L'artista porta l'opera e la vede in un certo
12:23modo,
12:23che è sempre personale, perché fa parte di un suo passato, di un suo vissuto, eccetera.
12:27Poi invece l'opera d'arte prende questa sua libertà, se la prende per conto suo e prende
12:33anche degli altri significati. Ed è metastorica, perché riesce ad avere significati che sono
12:37contemporanei attraverso un presente che cambia in continuazione. Ed è quella la vera contemporaneità,
12:43cioè di qualcosa che si adatta ai tempi e riesce a essere allo stesso tempo parte di una
12:47tradizione, parte di un passato, ma metastorico. Dunque ha un significato sempre e comunque.
12:52E questo mantello invece protegge, nasconde?
12:58Effettivamente sottolinea proprio quel significato, perché il mantello è stato prodotto nel 1990,
13:04uno dei primi lavori che io ho fatto, e ha subito appunto della metamorfosi. Anche in questa
13:09mostra c'è l'aspetto della performance tableau vivant, che però poi viene trasformato in
13:14una scultura che rimarrà in mostra per tutto il periodo della mostra, che è in materia oscura.
13:20Cioè c'è questo manto che copre una sorta di solido, di parallelepipedo misterioso, che non si sa
13:25effettivamente che cosa c'è sotto, e che determina una forma. Dunque il materiale, la scultura,
13:32ha cambiato negli anni. Diverse vesti ha subito delle metamorfosi, ha subito delle metamorfosi
13:39di forma, di concetto, ma chiaramente di significato, per cui ogni volta prende un significato diverso.
13:46Ed è questa anche la cosa bella che io voglio sottolineare, diciamo che la forma, così come
13:49il significato, sono delle cose che subiscono delle trasformazioni, delle metamorfosi, a
13:54seconda di chi le guarda e come le guardiamo soprattutto.
13:56Volevo dare un'informazione che è anche, come dire, pratica, perché vi ricordo che la
14:01mostra è aperta dal mercoledì alla domenica, dalle 15 alle 19, resterà aperta fino al 19 di
14:08aprile. Come è stato lavorare con Inaria Migliotti e Camilla Rimondini?
14:12Era la prima volta che lavoravate insieme?
14:15Sì, era la prima volta che lavoriamo insieme, è stato particolarmente stimolante perché
14:19chiaramente venendo qui per la prima volta a Brescia…
14:22Era la prima visita bresciana?
14:24Esattamente, avevo conosciuto Brescia ma sempre di passaggio, insieme a Ilari abbiamo
14:29approfondito invece quelli che sono gli aspetti storici, artistici, ma soprattutto anche storico-politici
14:34della città come Brescia che ne ha diversi strati, per cui ci sono questi diversi aspetti
14:40anche della città che mi hanno stimolato…
14:43C'è qualcosa che ti ha colpito?
14:45C'è qualcosa che ti ha colpito?
14:47C'è qualcosa che ti ha colpito?
15:02La presenza romana, sicuramente…
15:04sono presenti secondo me che determinano chiaramente una lettura urbanistica anche della città,
15:09ma poi ci sta il Novecento che è molto importante a Brescia e ci sta una parte rinascimentale,
15:18barocca, voglio dire una città molto ricca e da quel punto di vista anche molto stimolante.
15:22Veniamo adesso a come nascono le tue opere, a come lavori tu, sei un metodico oppure sei
15:31uno ispirato per cui alle 3 della mattina ti viene la folgorazione, come funziona?
15:35Non sono assolutamente metodico, sono diciamo metodico nella mia follia, nel senso che io
15:41seguo, normalmente faccio cose che non riguardano il pensiero dell'arte, però penso che poi la
15:50mia riflessione è sulle 24 ore della giornata, penso solo effettivamente anche con il retro
15:56della mente, con il retro del cervello a quello che devo fare artisticamente, posso tagliare
16:02una cipolla e pensare a come fare un'installazione nello stesso minuto, nello stesso nanosecondo,
16:08è qualcosa che mi accompagna sempre, non mi lascia mai.
16:11La metodologia di lavoro più o meno è quella di pensare, io penso moltissimo, il mio processo
16:17è un processo mentale soprattutto di dare significato alle cose che apparentemente non ne hanno,
16:23perché chiaramente se uno prende un pneumatico il significato deve essere assunto da qualche
16:29altra parte, se per sé non ne ha, non lo rappresenta, rappresenta solo se stesso, allora
16:37io faccio quella scommessa di riuscire a dare un significato, una profondità a cose che
16:42normalmente non ne hanno. Poi la metodologia di lavoro dal punto di vista pratico e concreto
16:47succede nell'arco di pochissimi istanti, perché normalmente tutte le installazioni
16:52sono installazioni che può fare chiunque, cioè c'è quella frase che normalmente senti
16:56quando entri in una galleria contemporanea di qualcuno che dice questo lo so fa pure io.
17:01La famosa gamba del falegname di Aldo Giovanni e Giacomo. Gialli stiamo avanti dici.
17:07Le mie sono più facili. Sto per farti fra tutte la domanda più personale, voi artisti,
17:14mi piace sottolineare con ironia questo, voi artisti, avete un mondo molto vostro, pensi
17:20tanto hai detto, e questo crea spesso un isolamento del contorno, com'è per chi ti sta vicino?
17:28Io sono una persona molto, come dire, stimolante sotto altri aspetti, non parlo moltissimo,
17:36parlo soltanto quando ho l'occasione di parlare come oggi oppure a lezioni con i miei studenti,
17:40altrimenti sono una persona abbastanza mite e silente diciamo.
17:44Per questo la domanda. Ma la lasciamo lì con dei puntini di sospensione,
17:50chi deve sapere sa per cui va bene così. Quando non sei nei processi creativi eccetera,
17:56che cosa ti piace fare per sentirti ispirato? Ti piace viaggiare, ti piace leggere, ti piace ascoltare musica?
18:04Io ho delle passioni, sicuramente quella della motocicletta è una, sono un motociclista,
18:12questo ha influenzato fortemente tutta la mia produzione, ho una passione anche per le automobili,
18:19che ha influenzato sicuramente appunto il rapporto con quello che è tutto un mondo.
18:23Ma contemporaneo o del passato?
18:25Del passato, sono macchine molto classiche.
18:26Sei a casa, sei nella città della Mille Miglia.
18:29Esatto, la Mille Miglia rappresenta uno dei capitoli, degli appuntamenti fissi
18:33che l'altro anno sono andato a vederla chiaramente come l'anno precedente.
18:37Potrebbe essere un'idea a giugno riportarti a Brescia per vedere insieme la partenza della Mille Miglia.
18:43Sarebbe bellissimo.
18:44Ilaria segna in agenda che abbiamo questo appuntamento che ormai ci siamo dati a microfono aperto, quindi vale.
18:51Siamo addirittura ad arrivo, però prima di salutarci mi piacerebbe sapere se nell'ambito artistico
18:58dialoghi anche con altri artisti contemporanei, nazionali o internazionali, com'è il rapporto con gli altri.
19:05Il dialogo sicuramente c'è sempre stato, io riesco da esperienze personali e di educazione, come dicevo prima,
19:11ma come storia personale da dialoghi fertili con degli altri artisti e questo mi ha sempre accompagnato
19:18ed è sempre stata una referenza, un punto di riferimento importantissimo per me il dialogo, il confronto.
19:25Penso che sia la struttura, lo scheletro poi del contemporaneo, lo scheletro dell'opera
19:29e quello che fa reggere in piedi questa costruzione, questa struttura di senso che poi è l'opera d'arte.
19:36C'è qualcuno che ti piace in particolare e magari che hai voglia di consigliarci perché è meno conosciuto
19:43in un tema main?
19:46Sicuramente ci sono gli artisti internazionali che rappresentano delle eccellenze,
19:51Felix Gonzalez-Torres che è un artista che è scomparso negli anni 90, è importantissimo,
19:55David Hammonds che è un artista afroamericano, Shilin Eschatto è una mia carissima amica.
20:00A proposito di donne artiste, tu la conosci qualcuna anche molto bene, c'è il mondo femminile
20:09che viene avanti anche dal punto di vista artistico, siamo messi bene mi viene da chiederti?
20:14In questo momento storico meglio sicuramente di prima, io sono un femminista sfegatato
20:19per cui credo che lo spazio che è stato riservato alle donne sia sempre stato uno spazio molto piccolo,
20:25dunque finalmente c'è un interesse da qualche anno sicuramente, c'è una tendenza importante
20:31nei confronti delle artiste donne che prima non c'era e questo riconoscimento penso che sia fondamentale
20:36soprattutto per la crescita del contemporaneo e non soltanto del mercato.
20:40Siamo arrivati al termine di questa chiacchierata che è volata, io ti ringrazio molto perché
20:45mi ritengo fortunata di aver avuto per me e per i nostri ascoltatori e telespettatori
20:50il regalo di poter chiacchierare con te.
20:52Prima di salutarci Paolo, ringrazio Ruggero Tavelli per la regia audio e video,
20:57ringrazio Ilaria Bignotti che ha creato questa splendida connessione,
21:00grazie a voi che ci avete ascoltati alla radio, a voi che ci avete guardati in tv,
21:04ma grazie di cuore e andate a vedere la mostra al MOCA fino al 19 di aprile di Paolo Canevari,
21:10oggi ospite del magazine, grazie Paolo.
21:12Grazie a voi.
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