00:09Oggi parliamo di sicurezza delle cure e lo facciamo con il professor Firenze, uno dei massimi esperti
00:15nazionali, che ringraziamo per essere qui con noi. Grazie a voi per l'invito. Professore, ci presenti
00:21la sua società scientifica? L'associazione scientifica che rappresento in questo momento
00:26è HCRM, ospita in clinica Risk Manager. È un'associazione che nasce nel 2016 per coprire un vuoto esistente
00:33a livello nazionale sulle tematiche della sicurezza delle cure e dei rappresentanti che in qualche
00:39modo la rappresentano, HCRM e soprattutto i Risk Manager. Perché questo? Perché comunque
00:46è venuto fuori in maniera precedente, poi la legge 24 del 2017, la necessità di interagire
00:54in maniera multidisciplinare e trasversale su tematiche che talvolta non vengono prese
00:58in considerazione. Noi abbiamo una problematica di fondo, che è quella della sanità come
01:02materia concorrente, che vede delle differenze sulle varie regioni e a maggior ragione il
01:09bisogno di mettere in squadra, soprattutto con un sistema che vede opinio leader regionale,
01:16noi siamo presenti in tutte le regioni, nel confronto ovviamente più utile e necessario
01:22per dare risposte poi alle varie realtà ospedaliere. Immaginate il periodo Covid che
01:26ha caratterizzato in maniera importante e ha visto la centralità del Risk Manager in
01:31tante iniziative, proprio per dare seguito. Noi in quel periodo costruimmo un rapporto
01:37con i CDC di Atlante, abbiamo permesso ovviamente di avere una checklist che servizia tutte le
01:43strutture ospedaliere, abbiamo messo in sinergia le realtà lombarde con le realtà del Sud e questo
01:49ha avuto un valore significato e soprattutto abbiamo voluto lavorare anche in termini formativi
01:57nello specifico, noi realizziamo per esempio la giornata nazionale del Risk Manager nella
02:05giornata internazionale della sicurezza e le cure che è definita il 17 settembre dall'organizzazione
02:11che vede ogni anno un argomento diverso e questo ci permette anche di ruotare come sede e soprattutto
02:17di mettere a confronto tanti operatori anche con sistemi di formazione innovativa, applichiamo
02:23e utilizziamo spesso e volentieri il sistema di hackathon, public health perché crediamo
02:28che nel confronto tra le varie realtà può essere utile. Una partita la stiamo giocando
02:35per esempio sulle raccomandazioni ministeriali e abbiamo voluto realizzare tutti i cortometraggi
02:40per tutte le 19 raccomandazioni ministeriali per dare un supporto anche alle varie aree di
02:45formazione delle aziende ospedaliere e le aziende territoriali in modo da poter raggiungere
02:49in maniera puntuale e capillare tutti gli operatori della sanità nazionale.
02:54È chiaro che la prevenzione è uno dei temi che sta particolarmente a cuore a lei che è
02:59anche universitario e alla sua società scientifica che rappresenta un baluardo per le tematiche
03:04di cui stiamo trattando oggi. Ci dia però qualche elemento in pillole circa le azioni
03:10conseguenziali che determina la prevenzione nell'ambito del miglioramento delle prestazioni.
03:15La prevenzione è centrale e dovrebbe essere centrale per meglio dire nell'ambito del nostro
03:22servizio sanitario nazionale ancora di più nell'ambito della sicurezza delle cure e noi
03:26non possiamo sicuramente arrivare sempre dopo nel caso degli eventi quindi con azioni reattive
03:32dovremmo operare in maniera proattiva e ci sono gli strumenti li dobbiamo solo applicare
03:37dobbiamo far capire ai direttori generali delle aziende del nostro servizio sanitario nazionale
03:42quanto sia importante in termini di risparmio di vite e di risorse e anche economiche operare
03:49in prevenzione applicando gli strumenti della FMEA piuttosto che mettere in campo una serie
03:56di valutazioni che possono permetterci per tempo di prevedere e ovviamente di anticipare
04:02l'evento avverso. Questo darebbe sicurezza ovviamente al cittadino che vede spesso e
04:08volentieri nelle nostre realtà, nelle realtà ospedaliere e territoriali non per forza il
04:15luogo migliore ma di cui ne ha bisogno. In questo momento accorpiamo e accoppiamo un'insoddisfazione
04:20da parte dei cittadini all'insoddisfazione degli operatori sanitari. C'è la violenza contro
04:25gli operatori sanitari e gli operatori sanitari che non si trovano ad operare al meglio e allora
04:29bisogna intervenire. Quale migliore azione se non quella della prevenzione con atti e
04:36strumenti che sono già nelle competenze e nelle skills che hanno i nostri operatori sanitari?
04:42Dobbiamo accoppiare alle technical skills le non technical skills. Questo ci permetterebbe
04:48ovviamente di dare un'azione di cambiamento. Noi lo stiamo facendo, stiamo coinvolgendo
04:52anche le altre associazioni scientifiche, non necessariamente risk manager. Collaboriamo
04:58con Sia Arti per esempio per quanto abbiamo collaborato per il progetto sulla normotermia,
05:04tema importante che ha visto una ragione italiana essere già legiferare anche sul tema della
05:11normotermia. Quindi azioni in campo ne stiamo mettendo tantissime. Dobbiamo incominciare sempre
05:17di più attraverso anche la FISM a lavorare in sinergia ovviamente con tutte le altre
05:25associazioni. È vero che l'Osservatorio Nazionale Buone Pratiche, di cui noi facciamo parte come
05:29associazione, ci sta vedendo impegnati nei numerevoli tavoli tematici e tecnici con l'Istituto
05:35Superiore di Sanità, ma è pure vero che il lavoro di gruppo e il lavoro ovviamente in sinergia
05:40con le associazioni è utilissimo per mettere in campo tutte le azioni che ho definito.
05:44Molto chiaro. Grazie Presidente per essere stato qui con noi.
05:46Grazie a voi.
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