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  • 5 days ago
“La sicurezza delle cure richiede un approccio multidisciplinare, una forte cultura della prevenzione e il coinvolgimento di tutte le figure sanitarie”. È il messaggio lanciato da Alberto Firenze, presidente di Hcrm (Hospital and Clinical Risk Managers), l’associazione nata nel 2016 per promuovere il ruolo del risk manager e diffondere le buone pratiche nella gestione del rischio clinico. Intervenendo a “Parola alla medicina. Le voci delle Società scientifiche italiane”, progetto editoriale realizzato da Fism in collaborazione con Adnkronos, Firenze ha ricordato come l’associazione, presente in tutte le regioni italiane, lavori per “favorire il confronto tra professionisti e sistemi sanitari diversi, contribuendo a uniformare le strategie di sicurezza delle cure. Durante la pandemia da Covid-19, Hcrm ha svolto un ruolo importante mettendo in rete le esperienze delle diverse regioni e sviluppando, in collaborazione con i Centers for Disease Control and Prevention (Cdc) di Atlanta, strumenti operativi a supporto delle strutture sanitarie”. L’associazione è impegnata “anche nella formazione degli operatori attraverso iniziative come la Giornata nazionale del Risk Manager, che si svolge ogni anno il 17 settembre in occasione della Giornata mondiale della sicurezza del paziente, e attraverso progetti innovativi, tra cui la realizzazione di materiali formativi dedicati alle raccomandazioni ministeriali sulla sicurezza”. Secondo Firenze, “il futuro della sanità deve puntare sempre più sulla prevenzione dei rischi e degli eventi avversi, utilizzando strumenti già disponibili per identificare e correggere in anticipo le criticità. Un approccio che può migliorare la sicurezza dei pazienti, valorizzare il lavoro degli operatori sanitari e contribuire a ridurre i costi per il Servizio sanitario nazionale. Per raggiungere questi obiettivi - conclude Firenze - è fondamentale rafforzare la collaborazione tra società scientifiche, istituzioni e professionisti della salute”.

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00:09Oggi parliamo di sicurezza delle cure e lo facciamo con il professor Firenze, uno dei massimi esperti
00:15nazionali, che ringraziamo per essere qui con noi. Grazie a voi per l'invito. Professore, ci presenti
00:21la sua società scientifica? L'associazione scientifica che rappresento in questo momento
00:26è HCRM, ospita in clinica Risk Manager. È un'associazione che nasce nel 2016 per coprire un vuoto esistente
00:33a livello nazionale sulle tematiche della sicurezza delle cure e dei rappresentanti che in qualche
00:39modo la rappresentano, HCRM e soprattutto i Risk Manager. Perché questo? Perché comunque
00:46è venuto fuori in maniera precedente, poi la legge 24 del 2017, la necessità di interagire
00:54in maniera multidisciplinare e trasversale su tematiche che talvolta non vengono prese
00:58in considerazione. Noi abbiamo una problematica di fondo, che è quella della sanità come
01:02materia concorrente, che vede delle differenze sulle varie regioni e a maggior ragione il
01:09bisogno di mettere in squadra, soprattutto con un sistema che vede opinio leader regionale,
01:16noi siamo presenti in tutte le regioni, nel confronto ovviamente più utile e necessario
01:22per dare risposte poi alle varie realtà ospedaliere. Immaginate il periodo Covid che
01:26ha caratterizzato in maniera importante e ha visto la centralità del Risk Manager in
01:31tante iniziative, proprio per dare seguito. Noi in quel periodo costruimmo un rapporto
01:37con i CDC di Atlante, abbiamo permesso ovviamente di avere una checklist che servizia tutte le
01:43strutture ospedaliere, abbiamo messo in sinergia le realtà lombarde con le realtà del Sud e questo
01:49ha avuto un valore significato e soprattutto abbiamo voluto lavorare anche in termini formativi
01:57nello specifico, noi realizziamo per esempio la giornata nazionale del Risk Manager nella
02:05giornata internazionale della sicurezza e le cure che è definita il 17 settembre dall'organizzazione
02:11che vede ogni anno un argomento diverso e questo ci permette anche di ruotare come sede e soprattutto
02:17di mettere a confronto tanti operatori anche con sistemi di formazione innovativa, applichiamo
02:23e utilizziamo spesso e volentieri il sistema di hackathon, public health perché crediamo
02:28che nel confronto tra le varie realtà può essere utile. Una partita la stiamo giocando
02:35per esempio sulle raccomandazioni ministeriali e abbiamo voluto realizzare tutti i cortometraggi
02:40per tutte le 19 raccomandazioni ministeriali per dare un supporto anche alle varie aree di
02:45formazione delle aziende ospedaliere e le aziende territoriali in modo da poter raggiungere
02:49in maniera puntuale e capillare tutti gli operatori della sanità nazionale.
02:54È chiaro che la prevenzione è uno dei temi che sta particolarmente a cuore a lei che è
02:59anche universitario e alla sua società scientifica che rappresenta un baluardo per le tematiche
03:04di cui stiamo trattando oggi. Ci dia però qualche elemento in pillole circa le azioni
03:10conseguenziali che determina la prevenzione nell'ambito del miglioramento delle prestazioni.
03:15La prevenzione è centrale e dovrebbe essere centrale per meglio dire nell'ambito del nostro
03:22servizio sanitario nazionale ancora di più nell'ambito della sicurezza delle cure e noi
03:26non possiamo sicuramente arrivare sempre dopo nel caso degli eventi quindi con azioni reattive
03:32dovremmo operare in maniera proattiva e ci sono gli strumenti li dobbiamo solo applicare
03:37dobbiamo far capire ai direttori generali delle aziende del nostro servizio sanitario nazionale
03:42quanto sia importante in termini di risparmio di vite e di risorse e anche economiche operare
03:49in prevenzione applicando gli strumenti della FMEA piuttosto che mettere in campo una serie
03:56di valutazioni che possono permetterci per tempo di prevedere e ovviamente di anticipare
04:02l'evento avverso. Questo darebbe sicurezza ovviamente al cittadino che vede spesso e
04:08volentieri nelle nostre realtà, nelle realtà ospedaliere e territoriali non per forza il
04:15luogo migliore ma di cui ne ha bisogno. In questo momento accorpiamo e accoppiamo un'insoddisfazione
04:20da parte dei cittadini all'insoddisfazione degli operatori sanitari. C'è la violenza contro
04:25gli operatori sanitari e gli operatori sanitari che non si trovano ad operare al meglio e allora
04:29bisogna intervenire. Quale migliore azione se non quella della prevenzione con atti e
04:36strumenti che sono già nelle competenze e nelle skills che hanno i nostri operatori sanitari?
04:42Dobbiamo accoppiare alle technical skills le non technical skills. Questo ci permetterebbe
04:48ovviamente di dare un'azione di cambiamento. Noi lo stiamo facendo, stiamo coinvolgendo
04:52anche le altre associazioni scientifiche, non necessariamente risk manager. Collaboriamo
04:58con Sia Arti per esempio per quanto abbiamo collaborato per il progetto sulla normotermia,
05:04tema importante che ha visto una ragione italiana essere già legiferare anche sul tema della
05:11normotermia. Quindi azioni in campo ne stiamo mettendo tantissime. Dobbiamo incominciare sempre
05:17di più attraverso anche la FISM a lavorare in sinergia ovviamente con tutte le altre
05:25associazioni. È vero che l'Osservatorio Nazionale Buone Pratiche, di cui noi facciamo parte come
05:29associazione, ci sta vedendo impegnati nei numerevoli tavoli tematici e tecnici con l'Istituto
05:35Superiore di Sanità, ma è pure vero che il lavoro di gruppo e il lavoro ovviamente in sinergia
05:40con le associazioni è utilissimo per mettere in campo tutte le azioni che ho definito.
05:44Molto chiaro. Grazie Presidente per essere stato qui con noi.
05:46Grazie a voi.
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