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  • 2 days ago
Transcript
00:00Siamo con il professor Carlo Sorrentino, insegna Sociologia dei processi culturali e giornalismo all'Università di Firenze
00:07e dirige anche per Il Mulino la rivista Problemi dell'Informazione.
00:14Professore, parliamo del suo ultimo libro dedicato al giornalismo, il giornalismo ha un futuro perché sta cambiando, come va ripensato,
00:25edito sempre dal Mulino.
00:26Ecco, professore, noi siamo bombardati ormai anche come giornalisti, vediamo, siamo continuamente in un flusso di notizie.
00:35Tutti leggono notizie, quindi non c'è un momento migliore, sembra, per il giornalismo, però invece si parla di crisi
00:45per qualcuno,
00:47anche con l'introduzione dell'intelligenza artificiale, il giornalismo, i giornali, l'informazione sarà destinata a trasformarsi
00:55e a cambiare radicalmente e forse anche a scomparire.
00:59Però nel suo libro lei analizza tutto questo processo in cui siamo immersi anche noi come giornalisti, come docenti di
01:11informazione
01:12e lei non è d'accordo con la scomparsa del giornalismo.
01:17Ma no, il giornalismo non può scomparire perché se scompare il giornalismo scompare la società.
01:23Il giornalismo è la più importante istituzione per legare le persone tra di loro, per costruire la condivisione di uno
01:31stesso spazio simbolico.
01:33Quindi il mio ottimismo, il mio ottimismo del titolo, è dovuto a una constatazione banale che è questa qui.
01:40Se scompare il giornalismo scompare la possibilità di creare relazioni tra di noi, quindi scompare la società.
01:48Detto questo, e qui si spiega il sottotitolo, il giornalismo sta già cambiando da tanti decenni,
01:55perché ci sono rivoluzioni tecnologiche in continuazione, perché ora c'è l'intelligenza artificiale
02:02e quindi quello che sta succedendo è proprio quell'overload informativo,
02:09quel bombardamento di cui parlava lei, da cui dobbiamo cercare di capire come uscire,
02:16perché così come lo stiamo vivendo negli ultimi anni, rischia di creare soltanto confusione, disordine
02:24e dobbiamo trovare delle nuove pratiche, delle nuove logiche e forse anche un ridisegno complessivo
02:32del campo giornalistico. Quindi all'ottimismo della ineludibile sopravvivenza,
02:38che però poi, non dico il pessimismo, ma la consapevolezza che bisogna totalmente ripensarlo.
02:45Ecco, professore, nel suo libro io ho ritrovato molte volte, c'è anche un problema su cui bisogna insistere,
02:54che è quello del tema della credibilità, della reputazione. Ecco, basta soltanto essere credibili
03:02e avere una reputazione attendibile sulle notizie che si passano per invertire questa tendenza,
03:11per superare questo logoramento dell'interesse pubblico?
03:16Io credo che costruire la reputazione e la credibilità sia ancora molto importante,
03:25però è anche vero che in un mondo in cui tutti potenzialmente possiamo far girare informazioni,
03:35costruire la propria credibilità, la propria reputazione diventa un po' più difficile.
03:40Ed è paradossale come a volte anche gli esperti, cioè i professionisti,
03:47cioè coloro che dovrebbero avere maggiore credibilità e reputazione,
03:52invece si trovano in difficoltà perché viviamo in un ambiente cognitivo
03:58per cui talvolta l'expertise viene vista come qualcosa di istituzionale,
04:07viene vista come qualcosa di legata ad un potere distante e occhiuto,
04:11per cui si ha diffidenza.
04:13Da lì nascono tutte le teorie del complotto, eccetera.
04:17Però bisogna ricostruire dei nuovi patti,
04:20io dico che c'è bisogno di un nuovo patto informativo
04:23che non può che essere basato su nuove forme di credibilità e di reputazione
04:29e tra i professionisti e l'informazione del pubblico deve tornare ad instaurarsi.
04:35Ecco, professore Sorrentino,
04:36lei insiste su questo nuovo patto che va costruito e riconfermato.
04:43Il patto delle 5i, mi sembra di aver letto nel suo libro.
04:48Ecco, ci spiega in sintesi cos'è questo patto delle 5i?
04:52Ma sì, sono 5 parole che io ho individuato come fondamentali
04:58per ripensare il giornalismo,
05:00che per carità sono 5 parole che sono già nella quotidianità del lavoro giornalistico.
05:06Sono due parole che hanno a che vedere con il rapporto con il proprio pubblico,
05:12inclusione e identità,
05:14proprio perché c'è un eccesso di informazione
05:17noi dobbiamo costruire,
05:19i giornalisti devono costruire un patto molto più stretto con il proprio pubblico.
05:24Infatti si parla di costruire community
05:26e trovare delle nuove modalità di appartenenza.
05:33Noi siamo abituati a un rapporto
05:38che è stato anche molto conservativo
05:41tra pubblico e testate informative,
05:45perché c'era il giornale di riferimento che uno non cambiava nel corso del tempo.
05:52Nel caso italiano, quasi sempre questo giornale di riferimento
05:55era quello della propria regione, della propria città.
05:58Quindi c'erano dei legami che avevano nature socioculturali o sociopolitiche profondissime.
06:04In questo overload di cui stiamo parlando
06:06questo fatto non funziona più
06:08e quindi tra i professionisti e l'informazione e il pubblico
06:13deve costruirsi una capacità maggiore di parlarsi
06:19e anche di ascoltare più i propri pubblici, il proprio pubblico.
06:25Poi al di là di questo patto con il pubblico,
06:28il lavoro del giornalista deve essere un lavoro
06:32che oltre a far conoscere la realtà
06:34deve sempre più cercare anche di farla comprendere.
06:38Questo è un dato che ci viene anche
06:41da uno dei report sulle informazioni digitali più completi
06:47che vengono consegnati all'opinione pubblica tutti gli anni
06:51e sono quelli dell'Università di Oxford,
06:55del Reuters Institute,
06:56che da anni ci dice come tutti quanti noi
07:01dall'informazione, dal giornalismo
07:03non vogliamo soltanto avere informazioni
07:06ma anche cercare di comprendere questa informazione
07:10e quindi credo che il giornalismo professionista
07:13deve essere in grado di interpretare le notizie,
07:16non soltanto di darle,
07:17cioè di contestualizzarle,
07:19di metterle in un flusso logico
07:21che diaconicamente spiegano le cose
07:23e anche quindi di avere questa capacità
07:26di inquadramento delle notizie,
07:29di fornire un corredo maggiore di informazioni
07:34che tra di loro sono ben legate
07:37e permettere quindi una migliore illuminazione.
07:40Per cui le 5i sono identità,
07:43inclusione, interpretazione, inquadramento
07:45e illuminazione.
07:47Quindi un giornalismo che non si fermi soltanto
07:50a dare la notizia,
07:52a dire come stanno le cose,
07:53ma anche riuscire a connettere
07:56un po' le varie informazioni tra di loro.
07:59Senta, professore, un'ultima battuta.
08:01C'è del buon giornalismo in Italia?
08:05Assolutamente sì.
08:06C'è del buon giornalismo in Italia
08:08e viene fatto in tanti luoghi diversi.
08:11C'è del buon giornalismo nel giornalismo mainstream,
08:14quindi nelle agenzie di informazione come la sua,
08:18nelle testate principali,
08:21il Corriere della Sera, il Sole 24,
08:23la Repubblica e via scendendo.
08:26C'è del buon giornalismo televisivo.
08:29Però è anche vero che questi luoghi
08:31a volte continuano ad adagiarsi
08:37su format un poco sorpassati
08:40e quindi bisognerà invece cercare
08:43di individuare dei nuovi temi,
08:46delle nuove logiche,
08:47anche dei nuovi formati
08:48che per esempio noi troviamo
08:50del buon giornalismo che anche vediamo in rete.
08:55Ci sono testate native digitali
08:57che hanno forse con più immediatezza
09:01capito questo nuovo patto,
09:03questo rapporto più stretto con il pubblico,
09:06che viene convocato,
09:08con cui dialogano molto di più.
09:10Purtroppo questa ottima qualità
09:12deve convivere con tanto ciarpame,
09:14con un'informazione che è anche assillata
09:17dal più grande problema
09:20che ora il mondo dell'informazione mondiale si trova,
09:23di dover realizzare,
09:25produrre di più
09:26con sempre meno risorse economiche
09:28perché le risorse economiche,
09:30pensiamo al mercato pubblicitario,
09:31viene farogitato
09:33da il Big Five,
09:35le cinque grandi aziende tecnologiche americane
09:38che non producono informazioni
09:41ma la distribuiscono.
09:42e quindi dovendo realizzare di più,
09:45come direi,
09:46cercare di prendere voce
09:48in un a questo disordine,
09:50talvolta si scelgono anche delle scorciatoie,
09:53quindi informazioni un po' gridate,
09:55un po' scandalistiche,
09:56temi che solleticano un po' il pubblico
09:58e questo è il pericolo
10:01che questa cattiva informazione,
10:04talvolta fatta anche da buoni professionisti,
10:06ma fatta perché bisogna immediatamente
10:08raggiungere un pubblico più vasto
10:12può abbassare quella credibilità
10:14e quella reputazione
10:15da cui siamo partiti anche
10:16in questa nostra conversazione.
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