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Trascrizione
00:09buongiorno a tutti bentornati siamo oggi nella puntata numero 8 del corso sugli etf organizzato
00:16nella finanza la puntata si divide in due blocchi in questa prima parte parleremo dei prodotti
00:23l'etf tipo sbarbita o anche conosciuti come fattoriali nella seconda parte invece avremo
00:29un ospite ci aiuterà a capire le caratteristiche della grossa innovazione di prodotto rappresentata
00:35l'etf gestione attiva allora uno può essere la prosecuzione dall'altro nel senso che con una
00:43logica di tipo temporale noi sappiamo che inizialmente sono nati gli etf classici passivi ovvero c'è un
00:52indice da replicare un indice basato sulla market cap ovvero sulla capitalizzazione mercato dei
00:58singoli componenti e l'etf non fa altro che copiare quest'indice successivamente sono arrivati
01:05gli etf di tipo sbarbita che cosa hanno di differente allora rappresenta una via di mezzo
01:11fra una gestione totalmente attiva e di una passiva e sono diciamo un trade union il punto
01:18di intermedio verso quello che poi diventerà è diventato in questi ultimi anni la gestione
01:23attiva in ambito di etf l'indice solitamente per un etf classico è basato come dicevamo sulla
01:31capitalizzazione di mercato quindi più un'azione vale come market cap più è rappresentata all'interno
01:37dell'indice stesso le regole invece dell'indice sbarbita sono diverse ma deve essere come dire
01:43estremamente chiare ed applicati in modo sistematico e totalmente trasparente quindi c'è una totale assenza
01:51di arbitrarietà da parte di chi costruisce un etf di tipo sbarbita ecco perché si chiama sbarbita
02:00il concetto di beta non è altro che in finanza esprime la capacità di un sottostante di una
02:08variabile finanziaria a muoversi seguendo più o meno la dinamica del mercato quindi se un titolo
02:16azionario o un indice azionario ha un beta di 1,2 rispetto ad un benchmark ad esempio rispetto
02:23alle sempre 500 vuol dire che incrementa la sua volatilità insieme tra sull'esclusità nel
02:28senso che incrementa la dinamica il legame rispetto all'indice originario al contrario se
02:33ha un beta di 0 70 0 80 vuol dire che lo smorza quindi è molto più difensivo molto più
02:39tranquillo
02:39ecco un etf smart beta si propone di sfruttare questo parametro diciamo che è un parametro
02:45di natura statistica per comporre un paniere in modo da replicare un profilo rischio rendimento
02:51diverso rispetto all'indice originario quindi l'obiettivo è proprio quello di avere delle
02:57caratteristiche di decorrelazione in modo da garantire un comportamento sufficientemente
03:02divergente rispetto ad un classico benchmark a capitalizzazione quindi non mi compro più
03:08le sempre 500 non mi compro più lo stocks europe 600 eccetera mi compro un indice fatto
03:15in un certo modo con delle regole applicate in modo sistematico e costante nel tempo in
03:20modo da ottenere certe caratteristiche di dinamica gli etf smart bit sono più concentrati rispetto
03:27ai bench tradizionali per ovvie ragioni vedremo ora quali e la logica di base appunto quello di
03:34smarcarsi la marker cap anche perché a volte la marker cap come dire soprattutto su alcuni indici
03:42americani in particolare crea una sorta di bolla nel senso che alcuni titoli hanno un peso troppo
03:49alto lo vediamo nel nasdaq lo vediamo nelle sempre 500 alcuni titoli ad alta componente tecnologica
03:56pesano tantissimo e questo può essere positivo in alcune fasi di mercato negativo in altre
04:04gli etf fattoriali si agganciano i cosiddetti fattori di stile azionario che cos'è il fattore di stile non è
04:11altro che una caratteristica
04:12che alcuni titoli azionari presentano grazie alle quali posso effettuare delle delle selezioni dei filtri
04:20che nel tempo hanno portato certe caratteristiche di dinamica come certi risultati in termini per forma rispetto al mercato
04:29alcuni fattori di stile comportano un incremento della rischiosità rispetto all'indice originario altri invece una riduzione
04:36quindi a seconda di quella che è il desiderio dell'investitore di essere più aggressivo rispetto all'indice
04:43o più di difensivo rispetto all'indice posso scegliere un fattore piuttosto che un altro
04:48non c'è nulla di previttivo ma so come si comporterà il mio portafoglio diciamo
04:55sono sei tipicamente i fattori che vengono utilizzati
04:59guardiamoli nel dettaglio allora il value quindi ci potrebbe essere un S&P 500 value come indice
05:07a cui sarà agganciato un etf S&P 500 value che racchiude solo le azioni dell'S&P 500 ad esempio
05:16che sono sconto sui fondamentali quindi non compro più tutte le 500 azioni dell'indice S&P 500
05:25ma mi compro magari solo le 120 azioni dell'S&P 500 che esprimono dei multipli a sconto
05:34quindi mi compro solo i titoli non cari dell'S&P 500 questa è una logica
05:40il fattore size è un altro fattore ovvero basato sulle capitalizzazioni di mercato
05:45quindi anziché comprarmi passiamo in ambito europeo ad esempio lo stocks di Europe 600
05:51mi compro uno stock di Europe mid cap che vuol dire che mi comprerò ad esempio le 150 azioni europee
06:03con la capitalizzazione più bassa escludendo quindi le big cap le azioni più grandi
06:10posso comprare il momentum che è il terzo fattore che viene utilizzato che si riferisce alle azioni
06:16che presentano una componente di trend molto forte di solito si va indietro per guardare la fotografia
06:24di chi è in trend di 6 massimo 12 mesi quindi via via un indice che tracca i titoli che
06:32stanno performando
06:33di più chiaramente nel tempo questi nomi cambiano e quindi ogni tot mesi ogni 3 mesi circa 6 mesi in
06:40alcuni
06:41casi vengono ribilanciati gli indici chiaramente non sono sempre stessi quarto fattore il quality
06:47il quality vuol dire che è associato alle aziende con i bilanci più solidi utilizzo anche qua dei parametri
06:54delle metriche tipo il return on equity eccetera per capire quali sono le aziende più robuste
06:59quinto fattore lo volatility come dice il nome stesso anziché comprarmi ad esempio
07:10l'MSI World globale quindi 1500 titoli maggior capitalizzazione di tutto il mondo
07:17vi compro ad esempio l'MSI World lo volatility che racchiude magari i 300 titoli
07:26attingendo dall'MSI World originario che hanno solo la risicurità più bassa
07:31quindi sarò tranquillo in caso di mercato laterale o meglio ancora negativo o molto
07:40molto debole perderò un pezzo della performance nelle fasi di toro più forti quindi non posso
07:48lamentarmi se mi compro un logo volatility e poi non guadiano tanto durante una fase
07:53explosiva di mercato ci sta ultimo fattore molto utilizzato ultimamente fattore yield o dividend
08:01ecco in questo caso si mira ad avere ad ottenere un indice e quindi un etf che racchiude solo i
08:11titoli d'alto dividendo quindi anziché comprarmi ad esempio la MSI Europe 600
08:16lo Stox, scusate lo Stox Europe 600 quindi tutta l'Europa azionaria posso essere interessato
08:24solamente alle azioni che generano un dividendo molto elevato quindi che distribuiscono un
08:29dividendo molto importante agli azionisti e quindi magari mi compro un indice e quindi un etf che racchiude
08:37solo i 100 120 titoli rispetto ai 600 originari con il dividendo più alto quindi se l'indice originario
08:46fatto al 600 titolo aveva un dividendo medio del 2,5% magari l'indice a dividend sullo Stox Europe
08:55ha un
08:56dividendo del 5% quindi il doppio quindi una caratteristica differente ecco questi sono i sei fattori
09:04classico utilizzati come sempre vengono segmentati anche qui a livello geografico nel senso che ci sono
09:14opportunità europee opportunità globali opportunità statunitensi emergenti eccetera in base agli etf provider
09:24chiaramente la scelta non è banale allora a titolo di esempio questo è un etf che investe su i titoli
09:33ad alta qualità
09:36ad alta dividendo quality dividend vuol dire che come dice diciamo l'inversizione stessa con un
09:44reddito di dividendi molto elevato e persistente quindi in questo caso il gestore cercherà di
09:53selezionare non tutto il mercato ma solo i titoli con un dividendo molto elevato e con buona capacità di
10:00rimantenerlo possibilmente anche nel tempo la problematica principale è capire quali fattori
10:11scegliere nel senso che a seconda del dinamico di mercato a seconda del passare del tempo in alcuni
10:19periodi storici vanno meglio alcuni fattori in altri periodi storici ne vanno meglio altri quindi questa
10:25la problematica principale come sempre bisogna avere la capacità e non è banale di poter capire
10:31quando ha senso abbandonare l'indice principale per fare delle scelte più mirate come d'altronde
10:38abbiamo già visto con gli etf settoriali in passato o tematici stessa cosa quindi anche qui
10:43capire se ha senso comprarmi un dividend se ha senso comprarmi un low wall chiaramente un low
10:48vol lo volatility lo posso comprare se ho paura di un mercato fortemente negativo mentre un fattore
10:57size potrebbe comprarlo prima di una fase di una scommessa nettamente realistica sul mercato proprio
11:04per questo proprio perché non è facile capire quali fattori utilizzare di volta in volta sono nati
11:11anche dei prodotti multifactor ad esempio in questo caso ho citato uno di lg in questo caso non si
11:18punta solo ad uno specifico fattore ma come dice il nome stesso multifactor equity qui si
11:25utilizzano contemporaneamente due o tre fattori quindi non solo uno ma più fattori che lavorano
11:30assieme per ottenere un unico etf multifattoriale quindi in questo caso l'investitore come dire si
11:40alleggerisce un po della scelta di capire quale fattore potrebbe andare bene bene quale potrebbe
11:46andare meno bene questo caso c'è anche una logica ciclica nel senso che in base al ciclo economico che
11:56l'economia sta attraversando alcuni fattori sembrano più adatti a performare meglio rispetto ad altri quindi
12:02questo potrebbe essere un filtro da utilizzare ad esempio se si è all'inizio di un'espansione economica
12:09o di una ripresa del mercato il fattore size e il fattore value sono quelli che storicamente hanno dato le
12:16performance migliori se invece siamo alla fase di espansione avanzata di un'economia di un picco
12:23quindi vicino ad un top il momento potrebbe essere quello che paga meglio al contrario se siamo ad una
12:32fase di fine ciclo un rallentamento economico i fattori che storicamente si sono mossi meglio
12:38hanno dato le migliori performance rispetto al mercato intero sono il quality il dividend e il
12:45minimum volatility al contrario durante una fase di evidente recessione quindi economia che va molto
12:52male i fattori che sono in grado di difendere meglio il valore del portafoglio sono il quality e
12:59soprattutto il minimum volatility quindi la logica diciamo utilizzata è questa e quindi
13:06gli tf fattoriali sono un primo passaggio sviluppato già da diversi anni per cercare di ottenere dei
13:14rendimenti disallineati dal mercato ma sempre evitando il rischio di scegliere il singolo titolo
13:19ottengo sempre degli indici sufficientemente diversificati il passo ulteriore il passo dopo gli
13:26tf fattoriali è arrivato negli ultimi due o tre anni con etf gestione attiva che approfondiremo
13:33nella seconda parte di questa puntata grazie mille buongiorno a tutti bentornati siamo nella
13:39seconda parte della puntata otto del corso relativo all'etf organizzato alla minera finanza e oggi abbiamo
13:46il piacere di avere con noi francesco lamartire che è responsabile per sud europa di state street
13:50invest management grazie mille francesco per essere qui con noi buongiorno a tutti e grazie
13:54a classe per l'invito allora l'argomento di questa seconda parte della puntata è lo sviluppo degli etf a
14:03gestione attiva di tf attivi abbiamo visto molto genericamente questo grosso passaggio cioè tf
14:10classici quindi originario modo di copiare un indice quindi si crea l'indice del copio poi c'è stato un
14:17passaggio verso l'etf smarbita qualcosa di un po più elaborato più complesso con delle regole ben
14:22precise sotto per la gestione e poi negli ultimi due o tre anni si è arrivati a questi etf gestione
14:29attiva che sono in continuo divenire io vedo sempre quotare nuovi prodotti di questo tipo ecco come
14:34vedete voi questo passaggio cioè a che punto siamo allora è un passaggio assolutamente naturale ed è un
14:40passaggio auspicabile un passaggio che già negli stati uniti comunque è avvenuto da diversi anni
14:46pensiamo che negli stati uniti circa il 30 per cento dei nuovi flussi su etf sono proprio indirizzati
14:52a strumenti che hanno comunque una natura attiva in europa siamo dal punto di vista delle masse in
14:59questo momento circa il 5 per cento delle masse complessive destinate ad etf sono state indirizzate
15:05verso prodotti attivi le masse attualmente raggiungono i 110 miliardi di dollari a fine aprile
15:152026 e in termini di flussi chiaramente l'europa partecipa meno a questa dinamica con circa il dieci
15:22per cento i nuovi flussi che sono indirizzati nei confronti di strumenti attivi attendere secondo te
15:29potrà crescere questa quota siamo assolutamente diciamo convinti che questa sarà la tendenza c'è una
15:35tendenza in crescita questo perché tantissime case attive intanto hanno deciso quindi di muovere
15:42i primi passi verso appunto il mondo degli etf questo in funzione anche di un mercato comunque
15:48della distribuzione che sta evolvendo soprattutto privilegiando la consulenza evoluta e quindi
15:53sicuramente gli etf sono un ottimo veicolo e candidato per diciamo inglobare strategie attive
16:00che di fatto in passato erano esclusiva prerogativa dei fondi comuni di investimento tradizionali
16:08nel passaggio quindi verso modelli distributivi che sono ad esempio come quelli diciamo fee based
16:15dove di fatto quindi la consulenza privilegia soprattutto l'efficienza dello strumento al di là
16:20delle logiche distributive e delle logiche commerciali sicuramente ci sarà una maggiore partecipazione
16:25del mondo della gestione attiva al successo degli etf quindi sicuramente un trend in costruzione
16:31un trend in rafforzamento ma sicuramente appunto molte case attive contribuiranno a rendere
16:37disponibili sempre più strategie anche molto sofisticate sotto forma di etf quindi abbiamo
16:42assistito ad un vero e proprio come dire svincolo del concetto per cui gli etf fossero solo destinati
16:51fossero un ottimo veicolo solo per strategie indicizzate al contrario l'etf si è dimostrato
16:57per le proprie caratteristiche di efficienza trasparenza e liquidità un ottimo alleato
17:02anche dei gestori attivi consentendo quindi ai gestori attivi di partecipare quindi a mercati
17:07molto più ampi quindi un prospettare quindi un pubblico e un audience molto più ampio rispetto
17:14a quello posto dai vincoli distributivi cioè immaginiamo che un gestore attivo italiano potrebbe
17:21essere accessibile fondamentalmente da qualsiasi tipo di investitore anche a livello globale
17:28che tramite un etf armonizzato i usits potrebbe quindi accedere a quel tipo di strategia attraverso
17:34quindi il canale diretto quindi pensiamo alle piattaforme cosiddetti new broker diciamo al
17:40canale digitale oppure anche diciamo attraverso appunto i canali più tradizionali.
17:47Ecco c'è un però cioè rimane una netta differenza fra un etf gestione attiva e un
17:53fondo gestione attiva cioè l'etf con regime sbaglio ha molti più limiti ci sono degli indici
17:59a cui è agganciato però ci sono dei parametri che deve rispettare in modo un po' più stringente
18:04rispetto ad un fondo gestione attiva cioè come si muove un etf gestione attiva?
18:08Allora dipende chiaramente dal tipo di strategia che il gestore attivo vuole rendere accessibile
18:14tramite etf ad esempio la nostra esperienza è molto forte quindi dal 93 gestiamo strategie
18:22attive sistematiche quindi queste strategie sono strategie che si pongono l'obiettivo di
18:27massimizzare il rendimento atteso però a fronte comunque del rispetto di vincoli di tracking
18:33error quindi di distanza rispetto al benchmark molto contenuti quindi abbiamo un duplice
18:38obiettivo di massimizzazione del ritorno atteso ma comunque a fronte del rispetto di
18:42un vincolo che nella maggior parte dei casi esplicitiamo ad esempio le cosiddette strategie
18:47enhanced che al momento rappresentano quindi la parte preponderante anche delle masse gestite
18:52attivamente sotto forma di etf in Europa questo proprio a livello appunto di sistema etf europeo
18:58è una strategia ad esempio che il più delle volte hanno un obiettivo di tracking error
19:02intorno all'1,5% quindi parliamo di un livello di tracking error molto contenuto che rende
19:09diciamo l'andamento appunto della performance in linea con quello del benchmark però con
19:14l'obiettivo di massimizzare il rendimento atteso.
19:17Ecco e questo tracking error sotto controllo diciamo è ottenibile tramite dei vincoli di peso
19:23immagino di settore o di singolo titolo rispetto al benchmark originario.
19:28Assolutamente quindi generalmente quindi si utilizzano modelli di natura quantitativa
19:32quindi appunto che come dicevo massimizzano il rendimento atteso dato il vincolo di tracking
19:39error e nel contempo soddisfano dei vincoli che possono essere o di natura settoriale
19:45possono essere vincoli di natura geografica quindi non diciamo eccedere nelle sovra o sotto
19:50esposizioni rispetto a un settore piuttosto che a un determinato paese e per di più poi
19:55concorrono anche dei vincoli di natura individuale sui singoli titoli per evitare che diciamo
20:01la componente specifica o cosiddetta idiosincratica dei titoli non vada in qualche modo a turbare
20:07il raggiungimento dell'obiettivo finale.
20:10Quindi parliamo di vincoli di presenza di un titolo di pochissimi basis point in eccesso
20:16in difetto rispetto alla posizione originaria che era presente all'interno dell'universo
20:22di investimento o del benchmark.
20:24Quindi parliamo veramente di vincoli molto stringenti che però appunto consentono di
20:28snellire in qualche modo il portafoglio nel raggiungimento dell'obiettivo che è un obiettivo
20:32di rappresentazione del mercato su cui l'ETF insiste ma nel contempo di massimizzazione del
20:37ritorno atteso quindi l'idea di generare un alfa che sia in grado soprattutto di ripagare
20:43i costi di transazione e ovviamente anche per l'investitore finale quindi generare anche
20:48dei costi di rendimento aggiuntivo rispetto ai costi sostenuti per remunerare anche l'attività
20:53del gestore attivo.
20:56Quindi è corretto dal punto di vista considerare l'evoluzione degli smarbita, degli ETF grazie
21:01a smarbita, cioè è un'estensione?
21:04È corretto perché appunto ricordiamo che gli smarbita nascevano con l'idea di
21:09catturare la vera e propria componente sistematica appunto presente nel mercato legata ad alcuni
21:15fattori ad esempio il fattore di capitalizzazione quindi ad esempio c'è una strategia orientata
21:20solo a catturare il cosiddetto small cap premium per esempio strategie orientate alle small cap
21:26che cercavano di sfruttare le inefficienze di mercato e catturare il premio associato,
21:31il premio a rischio associato alle small cap spesso anche sottovalutate per esempio per
21:36il fatto di essere non sempre oggetto di un'ampia copertura da parte degli analisti
21:40quindi l'idea fondamentale era quella di andare a cogliere questo tipo di inefficienza
21:45attraverso un'esposizione che però era di natura sistematica, cioè non guardava ai
21:49singoli titoli ma in generale al fattore small cap.
21:53Si riteneva infatti che i titoli che condividessero appunto l'esposizione a questo fattore tendessero
21:59quindi a comportarsi allo stesso modo in presenza di vari...
22:01Caratteristica comune, questo ovviamente è tra i fattori più ricercati sicuramente
22:08c'è il value, ci sono il growth, il momentum, quindi le strategie smart vita insistevano
22:14sul cercare di catturare attraverso una selezione di titoli o di caratteristiche più che di selezione
22:19di titoli, caratteristiche comuni cercavano di catturare questi trend, però lo facevano
22:23in chiave sistematica non con l'obiettivo di generare alpha per sé ma con l'obiettivo
22:29di cercare appunto tramite l'enfatizzazione di questi componenti di portafoglio di battere
22:37il mercato nel suo complesso, però non c'era appunto ricerca di alpha riferita a singolo
22:42titolo, al contrario con le strategie sistematiche quindi le strategie sistematiche condividono
22:49con le smart beta il fatto di essere rule based, quindi di fatto agganciate a delle regole
22:53molto stringenti, prima si faceva riferimento appunto ai vari vincoli di natura settoriale,
22:58geografica, all'obiettivo esplicito di tracking error che viene formalizzato, quindi di fatto
23:02c'è una disciplina a monte e dei vincoli molto stringenti, però appunto c'è una ricerca
23:08di alpha, di generare appunto un cosiddetto information ratio positivo, cioè quindi nel momento in cui
23:15vado a prendere più rischio in termini di distanza dal benchmark voglio che questo rischio
23:19sia remunerato, come lo faccio? Lo faccio attraverso una selezione di titoli, quindi
23:24indirizzando il mio processo di ottimizzazione verso caratteristiche che sono insite nei titoli
23:32che possono essere magari legate a caratteristiche di natura fondamentale, quindi cercherò magari
23:38titoli ritenuti più sottovalutati rispetto al mercato, titoli che possano aver sorpreso
23:43o possano sorprendere gli analisti, titoli di particolare moda in un determinato momento.
23:49Ecco, questo tipo di ricerca viene esplicitato diciamo nella tipologia del prodotto, cioè
23:54si esplicita, c'è trasparenza in base alle regole che vengono utilizzate.
23:58C'è trasparenza, sicuramente quindi vengono definiti quelli che sono i fattori alla base
24:03della nostra ricerca di alpha, quindi diciamo l'ambito è molto disciplinato, ovviamente
24:08anche i fattori stessi sono posti costantemente in revisione, perché non è detto che un fattore
24:14che abbia funzionato bene negli scorsi cicli possa continuare a funzionare, ovviamente il
24:20modello viene affinato, viene condiviso comunque con gli investitori attraverso quindi un'informativa
24:26molto trasparente, ma quello che c'è di trasparente è quello che diciamo il vero pregio, anche
24:31il vantaggio dell'ETF è quello di avere in ogni momento visibilità di quella che è la
24:36composizione del portafoglio, cioè di fatto l'investitore è messo nelle condizioni di
24:41poter agevolmente verificare il perché un determinato titolo sia stato escluso dalla
24:46selezione o perché magari la performance raggiunta dal portafoglio sia migliore o in
24:53alcuni casi può essere anche peggiore rispetto a quella del benchmark, quindi attribuendola
24:57al ruolo dei singoli titoli.
24:59Quindi nel vostro caso c'è trasparenza anche su quello che c'è nel portafoglio giorno per
25:05l'ETF.
25:06Sì, soprattutto quindi il pregio anche delle strategie sistematiche che come dicevo quindi
25:11hanno una forte componente quantitativa alla base, c'è la possibilità quindi di rendere
25:16comunque visibile il portafoglio senza compromettere l'obiettivo appunto di raggiungere il risultato
25:24target.
25:29C'è un po' meno visibilità nel senso che magari c'è un lag temporale fra come era il
25:37portafoglio due settimane fa, tre settimane fa, quindi ecco c'è un minimo più di segretezze
25:44rispetto a quello che il gestore fa, lì è una scelta chiaramente che vale da casa a casa.
25:48Allora devo dire che questo appunto dipende da, magari vale la pena precisare, quindi
25:54esistono due principali famiglie di strategie azionarie che possono essere appunto rese accessibili
26:01sotto forma di ETF, quindi abbiamo quelle attive sistematiche, quindi quella a cui facevo
26:05riferimento io in passato, in particolare le strategie enhanced che vedono appunto un obiettivo
26:11molto contenuto di tracking error a fronte di un obiettivo di massimizzazione del ritorno
26:16atteso. Al contrario abbiamo anche strategie di natura fondamentale, ecco qui subentra il
26:23cosiddetto concetto di high conviction, generalmente l'attività dell'analista di singoli titoli
26:30o del gestore si concentra sull'individuazione di titoli che possano essere sovra o sottovalutati
26:36rispetto, in particolare quelli sottovalutati si ricercano nelle strategie long only, sottovalutati
26:44rispetto al mercato, quindi con l'idea poi di…
26:46Ed è qui che si innesca un pochino più di…
26:48Allora qui potrebbe esserci una maggiore resistenza da parte del gestore a non voler
26:54svelare quelle che sono le principali posizioni in portafoglio e anche decisioni di trading
27:00che possono anche essere prese in corrispondenza di date importanti relative a cosiddetti eventi
27:07societari, corporate action, piuttosto che anche le stesse release, le giornate in cui
27:12vengono comunque comunicati gli utili, quindi ci possono essere strategie anche di trading
27:17molto mirate per decidere anche l'uscita o l'incremento di determinate posizioni e qui
27:23potrebbe subentrare una certa resistenza a voler condividere le posizioni.
27:28Mentre tutto in chiaro subito, magari c'è un po' di leg temporale fra…
27:33Ci potrebbe infatti questo… Poi c'è da dire un altro fenomeno è quello che alcune
27:38di queste strategie sono state in qualche modo poi utilizzate per derivare in seconda
27:44battuta degli ETF, magari esiste un cosiddetto flagship fund, una flagship strategy, quindi
27:51molto famosa, gestita da parte di un gestore attivo, poi l'idea potrebbe essere quella
27:56di derivarne comunque una classe ETF, questo in funzione anche di un fenomeno di democratizzazione
28:01che è assolutamente auspicabile, perché tramite gli ETF va detto che tanti investitori
28:08possono entrare comunque, possono essere messi nelle condizioni di accedere a strategie
28:13che in passato potevano essere precluse o per logiche commerciali, di fatto non c'era
28:18un distributore in un determinato paese.
28:19Non vuole più pagare l'1,5% all'anno, vuole pagare solo 0,4%.
28:23Ecco, ci sono appunto anche le logiche legate appunto alle logiche distributive che chiaramente
28:28gli ETF hanno aiutato in qualche modo anche a superare o a rendere diciamo meno ardua
28:35da affrontare. Detto questo, nel caso in cui la strategia ETF sia derivata, come dire, successivamente
28:44rispetto alla strategia originaria garantita tramite mandati di gestione patrimoniale piuttosto
28:51che fondi, può accadere che il gestore non voglia in qualche modo pregiudicare la performance
28:59della strategia principale dando troppa visibilità tramite la classe ETF, quindi magari preferisce
29:06renderla o semplificarla, quindi decide di rendere disponibile quella strategia sotto forma
29:11di ETF, magari semplificandone la fruizione e anche la composizione stessa. Pensiamo al
29:17caso anche di alcune strategie che fanno largo uso di derivati. Quel tipo di strategia sarebbe
29:22al momento difficilmente, una strategia attiva gestita con molti derivati potrebbe essere
29:28in qualche modo non facilmente pasportabile sotto forma di ETF, quindi si può assistere
29:32a una semplificazione dell'attività di portfolio management per rendere appunto più digeribile
29:39dallo strumento ETF quel tipo di strategia. Sono casi molto più limitati, però diciamo
29:46è una scelta assolutamente comprensibile quella di non rendere accessibile immediatamente
29:51tutto il portafoglio perché non si vuole comunque pregiudicare il raggiungimento della performance
29:55svelando al mercato quelle che sono diciamo le mosse di gestori, parliamo di gestori che
30:00magari hanno posizioni molto concentrate su singoli titoli, hanno delle idee a volte
30:06contrarian rispetto al resto del mercato e quindi potrebbero essere indotti a non voler
30:10svelare, oppure fanno la scelta di semplificare il portafoglio, quindi ok do trasparenza giornaliera
30:16ma lo faccio su un subset di posizioni in maniera tale da non anticipare troppo al mercato quelle
30:22che sono le mosse. Poi ci sono anche dei temi a volte di compliance che appunto nel nostro
30:29mondo vale il principio di trattare i clienti tutti allo stesso modo, quindi svelare, diciamo
30:36come dire dare informazioni in qualche modo privilegiate a una determinata categoria di
30:42investitori, cioè quelli in ETF chiaramente sarebbe in contrasto con questo principio, quindi
30:46si cerca di armonizzare il trattamento appunto dei vari investitori, quindi imponendo
30:52delle regole che in qualche modo diciamo rendano eco il trattamento degli stessi.
30:58Perfetto, ti chiedo un'ultima cosa, voi state vedendo più interesse o più efficacia diciamo
31:05sull'ETF gestionativa in ambito equity, in ambito azionario, in ambito fixed income, c'è
31:11un uguale interesse meglio uno o meglio l'altro, come lo vedete voi?
31:15Sì, allora diciamo sono i dati a confermare comunque una prevalenza di interesse per le
31:21categorie comunque azionarie, in particolare poi all'interno delle azionarie soprattutto
31:26i globali e diciamo le esposizioni anche gli US equity, quindi sono sicuramente privilegiati
31:32gli investimenti azionari. Notiamo però quindi che la categoria obbligazionaria si sta
31:38rivolgendo soprattutto a strategie più di nicchia, quindi dove magari anche la competenza
31:45di gestori attivi può aggiungere sicuramente valore o dove magari gli indici non sono ritenuti
31:51sufficientemente rappresentativi dell'asset class oppure possono anche comportare dei problemi
31:57di accessibilità. Mi viene in mente il caso dei CLO, quindi Collateralized Loans Obligation,
32:04dove di fatto abbiamo al momento, a memoria dovrebbero essere sette strumenti, gli USITS
32:11che investono in CLO e lo fanno tutti in maniera attiva, quindi noi stessi siamo anche tra gli
32:17emittenti appunto in questo spazio, abbiamo scelto di delegare ad un gestore esterno, nel
32:23nostro caso Blackstone, quindi altamente specializzato, la gestione appunto di uno strumento attivo.
32:29Quindi per alcuni sottostanti è quasi d'obbligo avere una gestione attiva.
32:33Direi che per alcuni sottostanti può essere sicuramente consigliabile ricordare un gestore
32:37attivo. Al momento dicevo l'esperienza appunto ci porta in questo momento a privilegiare le
32:45categorie azionari attive, però non escludo che in futuro ci possa essere una maggiore attenzione
32:51a strategie anche di natura sistematica obbligazionaria, cioè meno concentrate sulla ricerca di singoli
32:57bond ritenuti, sottovalutati o magari dove si innescano possibilità di arbitraggi tra varie
33:05emissioni dello stesso emittente, quindi notiamo invece un crescente interesse, almeno parlando
33:11con investitori principalmente istituzionali, per strategie fixed income ma di natura sistematica,
33:18quindi che cercano appunto ancora una volta di incanalare il portafoglio alla ricerca
33:23appunto soprattutto con esposizione a fattori che possono essere appunto la duration, le curve
33:30dei tassi, quindi limitare in qualche modo le esposizioni a rischi specifici legati a
33:35singoli emittenti, cioè cercano di guardare appunto fattori più ampi, sistematici, cercano
33:40di indirizzare il portafoglio in quella direzione piuttosto che andare alla ricerca di esposizioni
33:46su singoli emittenti. Però per oggi il grosso lo vedete ancora
33:50sull'ambito azionario. Assolutamente, anche appunto dicevo
33:53più del, diciamo, direi che la maggioranza assoluta dei 111 miliardi a cui facevo riferimento
34:03appunto di masse che in Europa sono investiti in ETF attivi sono su prodotti di natura azionaria,
34:09ci sono alcune categorie obbligazionarie, soprattutto il comparto quello short maturity
34:16dove si vedono comunque delle esperienze comunque anche attive, quindi il comparto della gestione
34:21della liquidità ad esempio, quindi in questo caso è complice anche un po' la struttura
34:26del mercato, quindi sappiamo che in passato quindi le esposizioni sistematiche, diciamo
34:33il comparto liquidità erano rese soprattutto attraverso prodotti sintetici, indicizzati
34:39ma sintetici. Adesso al fianco di queste strategie ci sono anche appunto dei gestori attivi che
34:47magari investono in strumenti che difficilmente sarebbero stati utilizzabili all'interno di strategie
34:54indicizzate, ad esempio mi vengono in mente le commercial paper ad esempio che sono di
34:58fatto spesso funzionali all'investimento su strumenti appunto di mercato monetario a breve
35:04termine, diciamo per le quali sarebbe difficile trovare un indice proprio per la natura stessa
35:09dello strumento, allora il gestore attivo in quel caso può operare su questi strumenti
35:13e all'interno appunto pur sempre di un contesto regolamentato, use it attraverso appunto un contenitore
35:20molto efficiente come l'ETF. Perfetto. Va bene, io ringrazio tantissimo Francesco
35:27Romartire, responsabile per il sud Europa di Steak Street Invest Management per le preziose
35:31indicazioni che ci ha dato, grazie mille Francesco. Grazie a voi per l'invito. E si conclude in questo
35:36modo quindi la seconda parte della puntata 8 sul corso dell'ETF, grazie per l'attenzione
35:42ci vediamo, alla prossima.
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