00:06Tra gli effetti collaterali dell'allargamento a 48 squadre, il Mondiale di calcio è diventato
00:11un evento lunghissimo, 39 giorni fra la partita inaugurale e la finale. Il doppio di un'Olimpiade,
00:20il doppio di un Giro d'Italia o un Tour de France, quasi tre volte Wimbledon.
00:25Soltanto il Mondiale di Rugby regge il confronto, perché lì il dispendio fisico richiede pause
00:31di una settimana fra le gare. 39 giorni sono un tempo enorme da vivere in una bolla, che
00:38è il modo canonico in cui si organizzano le nazionali competitive. Se ci fate caso, quasi
00:44tutte le notizie di colore, quelle curiose e divertenti che spopolano nella prima metà
00:50del torneo provengono da squadre destinate a tornare rapidamente a casa. Chi vuole vincere
00:56è in missione. Vede la famiglia il giorno dopo la partita, quando la distrazione affettiva
01:01è non solo consentita, ma in qualche modo incoraggiata. Il Mondiale di calcio non è un'emozione light.
01:08Da un certo momento in poi si va allo stadio con le valigie preparate. Se vinci, le disfi
01:14e resti. Se perdi, le imbarchi sull'aereo e torni a casa. Ci riproverai quattro anni dopo,
01:19forse. L'adrenalina è come se ti schiumasse dalle orecchie. In un tempo così lungo, non
01:26sempre la vita e la morte rimangono fuori dalla porta in attesa. Ci siamo inteneriti per
01:33i casi diversi di Leo Ostigard e di Jeremy Dokun, padre a distanza al norvegese, che ha assistito
01:40in diretta a FaceTime alla nascita del primo genito. Padre in presenza è il secondo, che
01:44ai segnali di parto imminente è saltato su un aereo ed è volato a Bruxelles, per non
01:49perdersi quello che resta il momento più emozionante di un'esistenza.
01:54Modalità diverse, e certo non le giudichiamo, ci mancherebbe, per lo stesso evento. Ci rimane
02:01un video di Ostigard sceso nella hall dell'albergo dopo il lieto evento e che con lo sguardo più
02:06gioioso del mondo viene abbracciato dai compagni entusiasti. La Norvegia è visibilmente un
02:12bellissimo ambiente. Non c'è soltanto la vita in questi 39 giorni. La notizia di ieri è il rientro
02:19in Europa di Didier Deschamps, citì della Francia, per il funerale della madre. La logistica del destino
02:26si è accanita su di lui, visto che quattro anni fa Deschamps rientrò dal Qatar per il funerale
02:32del padre. Abbiamo letto delle consegne passate al suo secondo per la gara di venerdì, con
02:37la Norvegia, decisiva fra l'altro, per il primato nel girone. Quel giorno Didier accompagnerà
02:43la madre nell'ultimo viaggio. E possiamo soltanto intuire l'intimo contrasto fra la
02:50mestizia del momento privato e la tensione per la partita lontana. Affetti e sentimenti
02:57fanno capolino un po' dovunque. Dopo i primi tre gol Messi si è commosso al pensiero del
03:01padre Jorge, a ripresi con qualche problema di salute. Ronald Koeman ha deciso di venire
03:08a guidare l'Olanda, ma gado la moglie non stia a niente bene. E li pesa. Dirk Advokat,
03:15l'altro olandese che da commissario tecnico ha portato cura a Sao a una storica qualificazione,
03:21si era poi dimesso per accudire la figlia malata. Ma la combinazione fra il miglioramento
03:27della donna e la richiesta di un intero paese l'ha convinto a tornare. Tanto cura a Sao
03:33non resterà in America 39 giorni. Però l'altro giorno ha fatto un punto e le lacrime del vecchio
03:40Advokat sono state commoventi. Non solo calcio, dentro un mondiale.
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