00:00Quando il livello è assoluto, come è stato ovunque in questa domenica di grande sport,
00:11è normale che le amarezze facciano parte del menù. Così il contrapeso della luminosa conferma
00:18della nazionale femminile di pallavolo, campione mondiale 13 mesi dopo il titolo olimpico, è
00:25costituito da tre sconfitte che rientrano nella logica delle sfide ai massimi livelli ma non per
00:31questo dispiacciono meno. Raccontiamo tutto attraverso alcune parole non convenzionali.
00:37Le prime le ho viste scritte su un cartello a Monza dentro una domenica di Formula 1 dominata
00:45da Max Verstappen e interpretata dalle Ferrari come di consueto, qualche giro di lotta impari e il resto
00:53del Gran Premio a girare senza ambizioni, macinando la rabbia dell'impotenza. In questo scenario di
01:01malinconia rossa ecco la frase piena di tenerezza esposta da una ragazza per il suo idolo Leclerc.
01:07Ciao, ti amerei anche se vincessi. Una dichiarazione d'amore per il campione monegasco evidentemente
01:15irresistibile con quegli occhi liquidi di tristezza per le sconfitte in serie, ma se vogliamo anche un
01:21invito a darsi da fare, un invito rivolto alla Ferrari, la Ferrari tutta, Leclerc meno colpevole
01:27di questo infinito disastro. Perché l'amore si ciba di gioie e non soltanto di languori.
01:32Pochi minuti dopo la bandiera a scacchi di Monza, nella lontana Bangkok, l'ennesimo muro metteva a
01:39terra il match point per l'Italia femminile di pallavolo, che dopo l'Olimpiade e la Nations League ha
01:46completato il trittico delle grandi vittorie portando a casa anche il Mondiale. Il commento
01:51di Paola Egonu, protagonista in Thailandia come un anno fa in Francia, è rivelatore di un'avventura
01:58più difficile rispetto a quella olimpica. Come festeggio? Tornando a casa a dormire.
02:04Ci sono 20 giorni che non dormi. Paola ha aperto uno squarcio sulle fatiche premiate di una nazionale
02:11che stavolta ha vinto con l'umiltà e il sacrificio, lì dove a Parigi erano state la potenza e la tecnica
02:16a prevalere. Una chiave della grandezza consiste nel trovare una via alternativa al successo quando
02:24quella frequentata fino a ieri risulta sbarrata. Il terzo quadro della domenica è un addio, perché
02:31la sconfitta dalla Slovenia di un immenso Luca Doncic costa l'eliminazione dell'Italia dagli europei
02:38e l'addio di Gianmarco Pozzecco alla panchina azzurra. Era un esito previsto, se non proprio
02:45già nuovo, e segna la chiusura di un ciclo che ha prodotto splendide vittorie parziali,
02:51ma in concreto nessuna medaglia. Così Nick Melli, il capitano, al momento del congedo
02:58gliene ha appuntata una sul petto, bellissima. Pozzecco, ha detto, ci ha portato a un altro livello,
03:06ha fatto sì che ognuno di noi aspettasse con gioia i raduni. Gli sportivi di vertice
03:12ricevono molto dalla loro professione, ma tanto anche sono costretti a concedere, in termini
03:17di tempo soppratto alla vita privata. Un allenatore in grado di creare un ambiente che renda leggero
03:24il lavoro supplementare di una nazionale è una gran cosa. Era ormai notte quando Carlo
03:30Salcarazzi in capo a una prestazione monstruosa, per potenza, tecnica e intensità, saldava
03:36il conto a Yannick Singer, riguadagnando oltre all'Open degli Stati Uniti il numero uno
03:41della graduatoria mondiale. Ma è solo un'altra tappa di una sfida che sarà ancora lunghissima.
03:48Vedo più te della mia famiglia, ha detto Carlo Salami, durante la premiazione, descrivendo
03:54passato, presente e futuro del grande due.
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