Il contrappeso della luminosa conferma della nazionale femminile di pallavolo campione mondiale 13 mesi dopo il titolo olimpico, è costituito da tre sconfitte.Raccontiamo tutto attraverso alcune parole non convenzionali, spiega Paolo Condò nella nuova puntata della sua rubrica "Un centimetro alla volta". "Charles Leclerc, ti amerei anche se vincessi", parole scritte da una ragazza per il suo idolo su un cartello a Monza, dentro una domenica di Formula Uno dominata da Max Verstappen e interpretata male dalle Ferrari. Ma se vogliamo anche un invito a darsi da fare, un invito rivolto alla Ferrari. Il commento di Paola Egonu, protagonista in Thailandia come un anno fa in Francia, è rivelatore di un’avventura più difficile rispetto a quella olimpica. «Come festeggio tornando a casa? A dormire. Sono venti giorni che non dormo». Uno squarcio sulle fatiche premiate di una nazionale che stavolta ha vinto con l’umiltà e il sacrificio, lì dove a Parigi erano state la potenza e la tecnica a prevalere.Il terzo quadro della domenica è un addio, perché la sconfitta della Slovenia di un immenso Luka Dončić costa l’eliminazione dell’Italia dagli Europei di Basket e l’addio di Gianmarco Pozzecco alla panchina azzurra era un esito previsto.Era ormai notte quando Carlos Alcaraz saldava il conto agli anni di Jannik Sinner, riguadagnando, oltre all’Open degli Stati Uniti, il numero uno della graduatoria mondiale. «Vedo più te della mia famiglia» ha detto Carlos a Jannik: un’altra tappa di una sfida che sarà ancora lunghissima.
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