00:00Una trilogia sulla vita, sulla morte, sui fantasmi e sull'amore che nonostante tutto continua a esistere e a dare
00:06un senso anche al dolore, profondissimo, che permea tutta la storia.
00:10Un'idea di teatro che vive sulla costellazione interiore, intesa sia come dimensione dello spirito sia come ambiente, gli interni
00:17che accompagnano la vita delle persone.
00:19Romance Familiar è il lavoro intercapitoli che Mario Banusci ha presentato per la prima volta come un corpo unico alla
00:24Biennale Teatro a Venezia, festival che lo ha premiato con il Leone d'Argento.
00:32Albanese di nascita e poi da bambini emigrati in Grecia, Banusci lavora intorno alla idea del tutto, che in qualche
00:37modo appare come una condizione di fondo strutturale della vita.
00:40Ma, come sapreva bene Amos Holtz, la vita farima con la morte e il lutto si lega alla nascita in
00:45un circolo che attraverso il rituale, compreso quello della messa in scena, si rinnova di continuo.
00:55L'idea di teatro di Banusci sembra sostenersi su due grandi pilastri, da una parte il ricordo personale e le
01:01immagini dell'infanzia con il loro inestirpabile mistero,
01:03dall'altra una visione profondamente consapevole dello spazio scenico, della composizione delle figure e degli oggetti sul palco,
01:09che unita alla drammaturgia crea luoghi di immaginario universale.
01:13In particolare, nel capitolo intitolato Goodbye Lindita, una finestra su un lato della scena al potere terribile e meraviglioso di
01:19creare tutta l'atmosfera.
01:21E quello che arriva in platea è la sensazione di trovarsi a guardare sia una fotografia costruita di Jeff Wall,
01:26sia la vocazione di San Matteo del Caravaggio, sebbene quella a cui assistiamo è, almeno sulla carta,
01:31solo un interno di una casa normale di una famiglia balcanica.
01:45Quando l'immaginazione radicale, fatta di defunti meravigliosamente agghindati, di morti che non muorono e restano con noi,
01:50e di spiriti persistenti, si interccia con la qualità fisica e con questi volumi dello spazio teatale,
01:55perché di volumi si tratta, il risultato, nei momenti migliori, è un teatro che parla più lingue e la sua
02:00chiarezza,
02:01pur restando scura, diventa lampante.
02:06Ci sono poi anche momenti meno clamorosi, le parti in cui il senso magico diventa eccessivo,
02:10o le nudità scontate, ma nel complesso la trilogia reggia, volge, affascina,
02:15stappa il velo che divide palco e platea, anche attraverso gli odori e i rumori,
02:19e tutto finisce ad assomigliare a qualcosa di difficile da dimenticare.
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