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  • 5 ore fa

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Trascrizione
00:17Buonasera, benvenuti. Primo appuntamento con Ambiente Solaris, uno spazio dedicato interamente
00:24al clima, all'ambiente e con me in compagnia di questi minuti c'è l'assessore Giorgio Maione
00:31che è assessore all'ambiente e clima della regione Lombardia e chi meglio di lui ci può
00:36spiegare determinate dinamiche. Ci diamo nel tubo che ci conosciamo da una vita, Giorgio.
00:42E un ciao a tutti i telespettatori. Bravissimo. Allora, da quando tu sei arrivato il primo
00:49scopo è stato dare una regola alla politica regionale sul clima.
00:54Sì, è stato impegnativo, ma credo che stia passando l'idea che il clima riguarda tutti,
01:02perché da grandine che sembrano palloni che arrivano, stati caldissime, piogge torrenziali,
01:12l'olio che non ha l'acqua, insomma, riguarda tutti e riguarda trasversalmente tutti gli ambienti
01:18lavorativi, imprenditoriali, economici. E quindi bisogna darsi una mano tutti per affrontare
01:25questi temi. Non con l'ideologia, ma con soluzioni pratiche e anche con un linguaggio
01:31semplice. Perché se il clima riguarda tutti, tutti devono comprendere cosa possiamo fare
01:38insieme, come operare, anche per fare delle scelte consapevoli che riguardano il futuro
01:44dei nostri figli e delle generazioni future. Perché oggi abbiamo in mano la scommessa
01:51del futuro e quindi l'impegno è stato notevole. Ma con una consapevolezza che fare politiche
01:58ambientali e fare politiche in materia di clima possono creare nuove occupazioni, nuove risorse
02:05e quindi anche la sfida di quella Lombardia che è il motore economico dell'Italia e dell'Europa
02:10può essere anche in questo campo motore economico e poi se facciamo riparando i danni del passato
02:17è molto meglio.
02:18In effetti tu scrivi un passaggio che volevo chiedere nella legge regionale sul clima.
02:23Che sì, il clima innanzitutto bisogna anticipare gli eventi, cercare di lavorare per anticipare
02:32quello che potrebbero essere i danni causati dagli eventi climatici e poi essere consapevole
02:37che appunto esistono anche delle opportunità in questo senso perché determinate modifiche,
02:42determinati lavori creano posti di lavoro.
02:47Sicuramente, io facevo delle riflessioni, già stiamo vedendo questo percorso, il 40% dei nuovi
02:55assunti è nei green jobs, che sono nuove competenze che le nostre università e il nostro sistema
03:01di formazione sta dando ai nostri giovani, ma li sta dando perché il mercato lo richiede
03:06perché c'è una cultura nuova, una consapevolezza nuova e quindi se il consumatore si orienta
03:15in una direzione, se anche i grandi player mondiali richiedono aziende che hanno determinate
03:23caratteristiche, allora anche il nostro mercato del lavoro richiede queste professionalità
03:29e il mondo della formazione forma queste professionalità e quindi diciamo che questo
03:36dato indica che questo cambiamento culturale sta creando ricchezza, sta creando delle occasioni
03:43per i nostri giovani che dobbiamo tenere qua e non mandare solo in giro per il mondo giusto,
03:49fargli fare esperienza, ma poi le nostre intelligenze, le nostre più importanti risorse
03:54dobbiamo tenerle qua per fare bene i nostri territori.
03:59Il punto di partenza di questo è la legge regionale sul clima, che è un tuo evoluto fortemente
04:05e che in effetti abbraccia un vastissimo, noi infatti avremo tanto di cui parlare perché
04:10ci sono praticamente qualsiasi argomento legato al clima che sia in fattore problematico o preventivo,
04:18insomma lo abbraccia. Come è nata questa legge?
04:21È nata dalla volontà di segnare un po' il passo come regione, siamo l'unica al momento
04:28e la prima ad aver fatto questo tipo di legislazione ma con una consapevolezza, servivano le regole
04:36di ingaggio per poi fare delle iniziative più sistematiche e più settoriali, però bisognava
04:42avere la filosofia e il recinto dove agire. La variante climatica entra con questa legge
04:49in ogni momento della programmazione e della pianificazione regionale e degli enti locali
04:55del nostro territorio. Quindi insomma una visione complessa ma poi andremo nei singoli settori
05:01a intervenire.
05:02Ecco, secondo te cosa si è sbagliato in passato?
05:07Ma il mio primo pensiero e lo vedo frequentando i tavoli sia in Europa ma sia a livello internazionale
05:17perché ho avuto l'onore di essere anche vicepresidente mondiale di Region 4 che è una
05:23lega di regioni, più di 200 in tutto il mondo, che affrontano il tema del cambiamento
05:29climatico. Il primo errore è stato quello della contrapposizione ideologica, il secondo
05:35è quello di questa che poi è conseguenza del primo, innamorarsi di un modello e dire
05:40che quello è giusto a prescindere. Quando invece ci voglio il dato scientifico, ci vuole
05:47anche una intersettorialità. Io ho incontrato delle realtà in giro per il mondo che avevano
05:52fatto investimenti miliardari in termini di dollari, che poi per poi sbagliare, canalizzazioni
06:00incredibili, mi ricordo come un collega del Messico che mi diceva abbiamo fatto questi
06:04investimenti, adesso non abbiamo questi canali, non sappiamo come utilizzarli perché non abbiamo
06:08l'acqua. Ecco, cioè innamorarsi di un modello che per me è la stessa cosa dell'ideologia
06:14senza il rigore scientifico, senza l'intersettorialità perché io devo andare a parlare col mondo degli
06:21imprenditori prima di imporgli una cosa. Tutto il tema dell'automotive in Europa dimostra
06:27questo errore. Se una cosa è imposta dall'altro, non è capita e non siamo pronti dal punto
06:34di vista tecnologico, non viene fatta o se viene fatta, viene fatta male e crea danni.
06:40Quindi secondo me è mancato un lavoro di coesione, di confronto e di approfondimento scientifico.
06:47Innamorarsi di un'idea, di un'opinione, in questo settore è la cosa più sbagliata
06:52che c'è. Il clima riguarda tutti, non è una questione di tifo e quindi con un po' di
06:59pragmatismo, anche con l'idea che l'economia vada a braccetto insieme all'agricoltura e all'ambiente,
07:07le soluzioni si possono trovare. Superato queste rigidità e queste riserve mentali, credo
07:14che possiamo lavorare come una squadra e creare sviluppo sostenibile.
07:20Tra l'altro queste decisioni prese in questo modo ci stanno condizionando tutt'ora.
07:26A livello economico hanno dato il via alla Cina, hanno fatto arrivare le batterie cinesi,
07:34le auto cinesi, hanno messo in ginocchio quello che è un fiore all'occhiello dell'industria
07:40europea che è l'industria automobilistica, che molti si dimenticano che l'industria automobilistica
07:46europea ha una componentistica che gran parte viene dall'Italia, soprattutto da queste zone.
07:53Ma sì, poi potremmo aprire altri file, altre parentesi e dire ma in Cina poi queste batterie
08:01come le fanno. E quindi alla fine se il clima è globale, perché io né te da soli,
08:08Marco, possiamo fare qualcosa che riguarda tutto il globo. Però è chiaro che dobbiamo
08:15anche stare a vedere cosa fanno gli altri. Ma faccio anche un altro esempio, tutto il
08:21tema del fast fashion che crea problemi, abbiamo letto nei giorni scorsi, la crisi dei negozi
08:28di vicinato in provincia di Brescia. Insomma, aprire a certi percorsi e contrastare certe
08:39anche investimenti economici fatti dal passato non è compatibile con una politica ambientale
08:48seria, perché se crei disoccupazione, crei povertà, crei perdita di reddito sui territori,
08:55le politiche ambientali non le fai, ma come non fai neanche le politiche sanitarie, come
08:59non fai ogni tipo di azione che conta. Insomma, bisogna lavorare sulla coesione sociale e poi
09:07io credo che, per esempio, abbiamo tutte le tecnologie per sviluppare nuove filiere.
09:13No, pensiamo al tema dei biocarburanti, tanto osteggiati dall'Unione Europea, che invece
09:21hanno un impatto fondamentale nella riduzione di tantissimi inquinanti e in più la produzione
09:29ce la possiamo fare qui in Lombardia. Il contrasto allo sviluppo di alcune filiere. Beh, io penso
09:36per esempio a potenziare la filiera dell'idrogeno, che non è conveniente oggi, perché non è che qui
09:42si va a raccontare male. Non è conveniente oggi. Produrre l'idrogeno costa energia. Ma
09:49una strategia che ci fa guardare, per esempio, al 2050, ci dicono che se facciamo dei percorsi
09:55giusti, l'idrogeno sarà competitivo con le altre fonti di approvvigionamento. Bisogna
10:02avere pensiero, bisogna avere una strategia e bisogna avere un'idea di ragionare in lungo
10:07periodo e non nell'immediato. Ma chi potrebbe avvantaggiarsi? Per esempio i tubifici, chi
10:17lavora nel settore oil della nostra provincia. Quindi potremmo creare delle filiere in Lombardia
10:24per sviluppare queste tecnologie. Non lo produrremo qua perché forse il nostro solare non è così
10:31forte per produrre l'idrogeno, ma potremo vendere, per esempio, una tecnologia in tutto
10:35il mondo. E se è nel 2050 sarà conveniente. Aggiungo un'altra cosa. Il nucleare. Oggi
10:43la tecnologia per realizzare il nucleare si produce tutta in Europa. Quindi attenzione
10:50a demonizzarlo. Le nuove generazioni di centrali nucleari appaiono di altissimo livello dal punto
11:00della sicurezza. C'è la produzione in Europa. Bisogna non dividersi in gualfi ghibellini
11:07anche in questi settori.
11:09Grazie a Giorgio Maglioni. Questo è il primo appuntamento. Non vedremo degli altri insieme
11:13a noi, come sempre, su TeleTut.
11:14Buonasera a tutti.
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