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Trascrizione
00:00Tra le montagne di Treviso Bresciano c'è chi continua a tenere viva una tradizione antica.
00:05Tra il fumo che si alza lentamente dal bosco e il profumo della legna,
00:08Andrea Genzeri, 28 anni di Degagna, di Vobarno e Igor Massari, 25 anni di Treviso Bresciano,
00:14stanno realizzando il poiat, la tipica carbonai utilizzata un tempo per produrre carbone di legna.
00:19Un lavoro che richiede pazienza, esperienza e presenza costante.
00:22La giornata inizia all'alba con l'accensione della catasta e prosegue senza sosta.
00:26Una volta acceso infatti il poiat deve essere controllato giorno e notte
00:30per evitare che entri troppo ossigeno e che il carbone si trasformi in cenere.
00:34Si parte con un palo in piedi in centro all'Aial, diciamo, si chiama Aial, la nostra piazza qua del
00:40carbone.
00:41Si prepara un castelletto di legna molto secca e quando prende fuoco si fa il cammino in cima.
00:47Quando il fuoco arriva in cima si dà da mangiare, dicevano i vecchi carbonari.
00:51Si fa un buco tutto al centro e bisogna riempirlo con della legna perché altrimenti il poiat si chiude.
01:00Ora si dà da mangiare, si imbocca, si riempie fino in cima, si tappa con la paglia e la terra
01:05e poi lui comincia, parte da in cima, adesso il carbone è qui dove fuma, sopra è carbone, sotto è
01:12legna ancora.
01:13Ad affiancare i due giovani c'è anche Claudio Togno, 80 anni, memoria storica di questo mestiere prezioso punto di
01:19riferimento
01:19per conservare conoscenze che rischiavano di andare perdute.
01:23Per ottenere un quintale di carbone servono circa 5 quintali di legna secca,
01:27un lavoro impegnativo che richiede attenzione ai giorni di attesa.
01:31Bisogna tenerlo sempre controllato perché una volta che si accende, se si dovesse fare un piccolo buco,
01:36se non sei qui a tapparlo, prende fuoco tutto.
01:39A diventare tutto carbone di solito ci vogliono due giorni e tre notti.

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