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Watch the Giro Express Women pass by stage 5 of the Giro d'Italia Women 2026.

Welcome to the 37th edition of one of women’s cycling's most iconic races! After having won the race two years in a row, Longo Borghini is again the cyclist to watch. But with an additional 9th stage joining the race this year and bringing the race to a total of 1177 km, she will have many rivals chasing after her title. With none more dangerous than Demi Vollering, who after a terrific spring season, is looking to take her first Giro victory and is by many pinned as the one to beat. Or will we see a surprise winner emerge in the Dolomites in the recently returned Marlen Reusser or Anna van der Breggen? With a mix of flat sprinting races and rough climbs in the mountains ahead of us, there will be plenty of excitement ahead of the finish in Saluzzo

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Viaggi
Trascrizione
00:07Siamo a Longarone per una tappa completamente veneta immersa nelle dolomiti bellunesi da
00:15Longarone a Santo Stefano di Cadore, un territorio che propone valli e montagne
00:21come cartoline che accompagnano chilometro dopo chilometro. Longarone è ricordata per la tragedia
00:26del Vaillant che ne ha colpito la comunità, capace però di reagire ricostruendosi. Andiamo a scoprirla.
00:39Ciao, sono Alessandra Fior, adoro lo sport e amo viaggiare, meglio ancora se in bicicletta.
00:44Con Giro Express scopriremo le bellezze del bel paese e le eccellenze del Made in Italy,
00:50lungo le strade rosa del Giro d'Italia Women. Venite con me!
01:00Sindaco, buongiorno! Benvenuto Alessandra Longarone,
01:03ti accompagno qui nel memoriale di Fortogna dove riposano le vittime del disastro del Vaillant e
01:09che è uno dei simboli della memoria della nostra tragedia. Roberto, è davvero toccante questo
01:14memoriale. Qui sono stati posizionati 1900 cippi tutti uguali che riportano nome, cognome ed età
01:22delle vittime del disastro del Vaillant. Era la notte del 9 ottobre del 1963 e una montagna,
01:28due chilometri di fronte, è scivolata nel bacino del Vaillant e ha provocato un'onda gigantesca
01:34che ha scavalcato la diga, si è incuneata nella valle del Vaillant e ha distrutto Longarone.
01:40Roberto, com'è cambiata Longarone? Da prima a dopo la tragedia?
01:44Longarone è l'immagine del dolore, della distruzione, ma è anche un simbolo di solidarietà,
01:50di voglia di ricominciare, di ripartire, di rinascita. Una comunità forte e coesa che ha
01:55avuto la forza di ricostruirsi quindi. Sì, infatti il Dopo Vaillant è rappresentato dalla
02:01nascita della più grande zona industriale della provincia di Belluno. Qui sono insediate le più
02:06grandi aziende al mondo nella produzione di occhiali, ma di tutta la filiera, quindi dalle
02:11montature alle lenti alle macchine per occhialeria. Di un polo fieristico che è il polo fieristico
02:17della montagna, ma soprattutto di un paese che ha voluto tornare ad essere quello di
02:21prima. Siamo arrivati nel centro di Longarone, qui davanti il municipio che è il primo palazzo
02:27scampato al disastro del Vaillant. Il Palazzo Mazzolà è un simbolo del 1700. Diciamo che
02:32dal municipio in su qui Longarone è rimasto intatto, mentre tutto il resto è stato praticamente
02:38raso al suolo e distrutto. La comunità ha voluto che venisse ricostruita dove era andata
02:42distrutta, ma poi nel 2014 abbiamo fatto una fusione con il comune di Castellavazzo.
02:47Rappresenta il nuovo centro storico del comune di Longarone. C'è la storia, la storia degli
02:51scalpellini, della pietra di Castellavazzo e degli zattieri di Codissago. Roberto è arrivato
02:56il momento per me di salire in sella la mia bici e di seguire il Piave. Bene, mi raccomando
03:01però, tappa obbligata, Museo degli Zattieri di Codissago. Prendo appunti. Grazie.
03:18Ciao Alessandro. Ciao, ciao. Benvenuta alla nostra segheria del 1883. Cosa significa segheria
03:27alla veneziana? Mi mostri come funziona? Certo. Andiamo. Questo tipo di segheria alla veneziana
03:33è un progetto di Leonardo da Vinci. Funzionavano acqua, c'era un mulino fuori e c'era un salto
03:40particolare doveva avere una misura precisa per dare la cadenza. Quella è una porta, il
03:44tronco veniva caricato sulla sella e iniziava il lavoro. Tutto per la costruzione in Venezia
03:50partiva da queste segherie. Sergio, ma spiegami bene il passaggio. Ci troviamo a Codissago e
03:55in mezzo alle Dolomiti. Cosa c'entra a Venezia che si trova centinaia di colinometri da qui?
04:01Tutto il legname per costruire Venezia partiva da qui. Qui parte Perarolo, il Piave, tutta
04:06la Val Padana e arriva Sfocia a Venezia e da qui partivano le zattere costruite in legno
04:11e trasportavano anche tutto il legname per costruire Venezia. Venezia è stata palificata
04:16e poi sono state messe le pietre e costruite le case. C'è un detto che appunto da tutto
04:21il legname che è partito da qua si dice che Venezia è stata costruita sul cadore rovesciato
04:25perché poi a Venezia venivano le zattere portate dentro l'arsenale, poi venivano smontate
04:31e tutto il fasciame che era stato utilizzato per legarle veniva mucchiato e poi veniva
04:36portato a Murano, Murano Torcello per far funzionare i forni, per fare il vetro.
04:40Quindi un sistema circolare. Sergio abbiamo visto la segheria ma adesso sarei curiosa di
04:44vedere una zattera. Una zattera la si può vedere all'arsenale di Venezia oppure entriamo
04:49dentro al museo e andiamo a vedere dei modellini.
04:56Ecco Alessandra, questa è la sala principale del nostro museo. Questa è una foto del 1903
05:02scattata sulla drava. Viene ritrovata dopo il disastro del Vajonte nel Piave e da qui
05:07nasce l'idea di rifondare la famiglia dei zattieri. Da qui è nato il museo e qua sono
05:13rappresentate tutte le zattere che ci sono in Europa perché noi facciamo parte di un'associazione
05:18internazionale. Abbiamo 49 associazioni in tutta Europa. Questa è la nostra zattera
05:23classica. Vedi? Sono cinque copole sezioni da 4 metri e 20 unite insieme appunto da questi
05:30fasciame che ti dicevo ramoscelli di nocciolo e questa è una zatterina in scala e praticamente
05:38con questa qua arrivavano fino a Venezia con tutto il carico che c'è a bordo.
05:43Sergio io ti ringrazio a questo punto è arrivato il momento per me di riprendere la bici e di risalire
05:48la corrente del Piave.
06:01Ciao Michele. Ciao Alessandra. Benvenuta nel bellunese nel regno degli occhiali. Non vedo
06:05l'ora di scoprire come nascono gli occhiali. Ti accompagno. Andiamo. Michele in quale distretto
06:13ci troviamo? Ci troviamo nel distretto dell'occhiale di Belluno che è il principale
06:17distretto dell'occhialeria italiana. Circa l'80% delle aziende che fanno parte dell'occhialeria
06:23italiana si trovano in questa zona. Circa 800 aziende. 23 mila addetti. Complessivamente
06:28parliamo di un valore della produzione di 5 miliardi e mezzo. Tutto parte da qui, dall'acetato
06:34nel colore e spessore desiderato e richiesto dallo stile. Successivamente è variata la fase
06:40di taglio. Questa è la fase di sagomatura con le macchine a controllo numerico. Successivamente
06:54l'occhiale verrà trattato con delle macchine speciali denominate Buratto che servono per
06:58lavorare sulla superficie e sulle forme per arrotondare e dare l'effetto desiderato. Successivamente
07:05si passa al montaggio della lente. Può essere vista o sole a seconda della richiesta, assemblaggio
07:10dell'occhiale e controllo finale. In tutti i passaggi c'è il controllo su quello che si fa,
07:16un'attenzione per il dettaglio perché per produrre un occhiale di alta gamma sono necessari diversi
07:21passaggi e ognuno deve avere il proprio standard qualitativo. Anfau che è l'associazione dei
07:26fabbricanti. Accompagniamo le aziende in percorsi di ricerca e test di materiali innovativi,
07:33sostenibili, per essere sempre al passo con i tempi, con l'innovazione.
07:56Buongiorno sindaco. Ciao Alessandro, benvenuta. Benvenuta a Santo Stefano di Cadore che è quel
08:02paesino che trovi lì sotto, che è composto da una serie di frazioni. C'è la frazione di Santo
08:08Stefano che è il capoluogo, poi c'è quella di Casada. Qui ci troviamo proprio alla fine del paese
08:14di Costalissoio e da qui si può spaziare nella nostra bellissima valle che si chiama Val Comelico.
08:20Boschi, prati, bellezze della natura e che è vocata a un turismo slow, un turismo lento,
08:28un turismo naturalistico. Santo Stefano, come accoglie il turista? Prima di tutto accoglie
08:35con un gran sorriso e con una ricettività che è molto capillare. Ci sono delle strutture alberriere,
08:41ma c'è una ricettività diffusa su B&B, pensioncine, con un rapporto molto familiare tra chi ospita e chi
08:50viene a fare l'ospite. Sindaco, qui nasce il piave? Il politicamente corretto suggerirebbe
08:56la piave. Trattandosi anche di giro d'Italia women. Ma tutti dicono comunque il piave. Ecco,
09:04il piave nasce alle tue spalle, Monte Peralba che è il monte più alto di tutta la zona,
09:08lì nasce il piave che poi defluisce fino a Venezia. Davanti a me avrai l'Austria che confina
09:15con questo colle, alla sinistra ti ritroverai l'Alto Adige, alla destra ti ritrovi il Friuli.
09:22Questo è l'estremo lembo del Veneto, è proprio l'incudine della nostra regione. Siamo
09:29ai confini dell'Italia. La salita la posticipo perché in questo momento mi attende la discesa
09:35Santo Stefano. Cosa mi consiglia di vedere? Ti consiglio di fermarti a San Nicolò. C'è
09:40una chiesetta del 1300 con degli affreschi all'interno che sono una chicca. Io la ringrazio.
09:46Grazie a te, buon ritorno. Ciao Giulia. Ciao Alessandra, benvenuta a San Nicolò di
09:57Comelico. Questa chiesa è stata inserita nell'ambito dei tesori d'arte dell'Alto
10:01Bellunese, quindi è una delle chiese più importanti che abbiamo sul territorio della
10:07Val Comelico. Come puoi vedere l'altare, tutta la zona psidale è completamente affrescata.
10:13Giulia, di che epoca è questa chiesa? Allora, questa chiesa è stata realizzata
10:17nella seconda metà del 1400. Mi piacerebbe farti notare come all'interno dell'arco
10:21abbiamo la rifigurazione di dieci sante tutte donne. Chissà se Gian Francesco
10:25dato il mezzo, in qualche modo prevedeva che un giorno il Giro Italia Women sarebbe
10:29passato di qua. Beh, sicuramente è stato un visionario perché già solo pensare di
10:33mettere dieci donne nella seconda metà del 1400 è una di quelle cose che sembra strana
10:38già oggi figurati allora. Quindi sì, direi che è stato un visionario.
10:48Ciao Elena. Ciao Alessandra, buongiorno. Ben arrivata in Comelico. Qui siamo a Santo
10:53Stefano di Cadore, che è il primo paese che troviamo quando entriamo in valle e
10:57nello specifico siamo nel Parco Medola, che è uno dei parchi più grandi e meglio
11:02attrezzati di tutto il Comelico. È adatto ai bambini. Per quanto riguarda tutte le
11:08altre attività che si propongono anche ai turisti, andiamo dall'escursionismo nel
11:12periodo estivo alla rampicata, abbiamo anche delle bellissime vie attrezzate, mentre per
11:18l'inverno abbiamo lo sci, lo sci sia di fondo che alpino e le cascate di ghiaccio, molte
11:24anche ciaspolate, quindi itinerari da fare a piedi anche nei periodi invernali.
11:30E per gli appassionati di bicicletta c'è anche la possibilità di noleggiare le bici?
11:34C'è qualche noleggio, il territorio si presta moltissimo perché i sentieri di fondo valle
11:39e le molte strade bianche che abbiamo sono proprio adatte agli amanti della bicicletta.
11:44Abbiamo delle cartine dove sono segnati appunto tutti i percorsi e tutte le strade che sono
11:49percorribili con la bicicletta.
12:00Siamo a Santo Stefano di Cadore per la chiusura di questa tappa che è partita da Longarone,
12:06una tappa completamente veneta accompagnata dal fiume La Piave e poi a Santo Stefano di
12:12Cadore dove la natura è protagonista e il tempo sembra essere sospeso.
12:17Qui si sceglie un turismo lento, lontano dai grandi flussi, per godersi la natura a 360 gradi.
12:24La nostra tappa finisce qui e il nostro viaggio però continua a domani.
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