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Il Medio Oriente è sull'orlo di un conflitto su vasta scala? Unisciti a noi su Diplomacy Magazine con l'Ambasciatore Ettore Francesco Segui per analizzare l'intricato panorama geopolitico.

Esploriamo le crescenti tensioni tra Israele e Libano, esaminando gli stalli politici e le azioni militari che alimentano l'instabilità regionale. Scopri le significative sfide affrontate dai caschi blu dell'UNIFIL e i crescenti rischi in quest'area volatile.

La discussione si estende alle complesse dinamiche tra Stati Uniti e Iran, in particolare riguardo allo strategico Stretto di Hormuz. Comprendi come le pressioni politiche interne e le manovre diplomatiche internazionali stanno plasmando queste relazioni critiche.

L'Ambasciatore Segui illustra magistralmente lo stallo attuale tra Israele, Iran e Stati Uniti con l'efficace metafora dello "stallo alla messicana", evidenziando le complessità strategiche e la difficoltà nel raggiungere una soluzione.

Inoltre, approfondiamo le lotte di potere interne agli Stati Uniti, con il Congresso che tenta di influenzare la politica estera e le decisioni militari del Presidente sull'Iran. Ottieni approfondimenti esperti su questi sviluppi e sulle loro profonde implicazioni globali.

#Geopolitica #MedioOriente #Iran #StatiUniti

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Trascrizione
00:10Benvenuti da Claudio Brecchino a questa nuova puntata di Diplomacy Magazine, il racconto
00:15della geopolitica ed è un racconto che è il secondo format, ormai da più di un anno
00:19iniziamo con l'ambasciatore Ettore Francesco Segui, sempre più spesso mi dispiace ambasciatore
00:25ci incontriamo poco ultimamente perché io sono sempre a Milano e tu sei sempre a Roma
00:29ma quello che contano, al di là dell'unità grafica oramai degli studi di Italpes, del
00:36multimediale di Italpes, quello che conta è la tua capacità professionale di spiegare
00:39agli italiani che cosa sta succedendo e siccome noi registriamo volutamente a poche ore dalla
00:45pubblicazione del format, siamo proprio a ridosso con le notizie, io raccolgo le notizie
00:50spiccio l'etagonista come facevo un tempo così almeno tu sei l'ultimo, ma non l'ultimo
00:56cominciamo da questa cosa che ho letto che mi incuriosisce che Sbolla non è morto politicamente
01:01e che rifiuta qualsiasi accordo di pace con Israele che dice e sbolla che Israele deve
01:08ritirarsi, in quella zona però ci sono bombardamenti, operazioni militari, abbiamo letto di un casco
01:15blu di nazionalità serba ucciso, insomma non sono notizie di poco conto quelle che arrivano da quel
01:23pezzo di questo scenario, poi allargheremo e parleremo di Stati Uniti, Teheran e Hormuz, prego ambasciatore.
01:30Sì, c'è stato appunto di poche ore fa questa notizia del PISKIPER, quindi di questo militare
01:38della missione Unifil che è morto. Ricordiamo che Unifil, una missione tra l'altro dove adesso
01:44noi abbiamo in Libano la brigata Sassari, è una missione che deve verificare sostanzialmente
01:52il cessato del fuoco tra il confine, così è talinea blu, questo confine tra Israele e il Libano
02:00in modo tale che non ci siano flussi di armi. Unifil dovrebbe coadiuvare l'esercito, le forze armate
02:13libanesi nel smantellare o comunque nel disarmare Hezbollah e poi fare attività umanitarie lasciando
02:22passare per esempio dei flussi di medicinari o comunque altro materiale umanitario. Quello
02:30che però noi sappiamo è che quell'area è un'area tradizionalmente molto difficile da controllare,
02:39è un'area in cui ci sono comunque delle presenze di Hezbollah ed è un'area in cui le attività
02:47appunto di monitoraggio che deve fare Unifil sono sempre a rischio. Tant'è che si parla
02:54infatti di un ritiro di Unifil. Ora questa situazione è diventata ancora più drammatica
03:02perché dopo l'inizio della guerra tra Stati Uniti e Iran l'area del Libano e in particolare
03:12quell'area è diventata ancora più instabile. Perché? Israele ha due obiettivi. Il primo
03:22obiettivo è quello di, questo tradizionalmente, di mettere in sicurezza i propri confini che
03:27possono essere i confini interni, ad esempio Gaza, Cisgiordania dove sappiamo continua l'erosione
03:33appunto di quelle aree della Cisgiordania dove si dovrebbe teoricamente installare uno
03:38stato palestinese e quelle esterne, tra quelle esterne in particolare il Libano. Siccome
03:47l'area che dovrebbe essere sotto il controllo di Unifil è un'area a fortissima infiltrazione
03:54di Hezbollah, a questo punto le unità israeliane sono entrate appunto in quella zona e addirittura
04:03hanno oltrepassato perfino quello che era considerato proprio il limite intangibile, cioè
04:11il fiume Litani. Contemporaneamente Hezbollah ha cominciato a utilizzare dei droni per colpire
04:19appunto dall'alto soldati israeliani, ma non solo, addirittura anche civili e questo
04:26ha provocato a sua volta delle azioni militari israeliane anche contro i santuari di Hezbollah
04:33nella città di Beirut. Quindi questa è un po' la situazione in cui operiamo e vediamo
04:38che Unifil quindi ha un compito molto molto arduo se non impossibile. Questa tregua che
04:46è stata negoziata a Washington, comunque dagli americani, risponde ad alcuni obiettivi.
04:54L'obiettivo è quello di cercare di mostrare all'Iran che sostanzialmente si vogliono limitare
05:08le azioni israeliane in Libano, perché l'Iran lega la crisi a Hormuz e il Libano dicendo
05:16che un accordo con gli Stati Uniti non si può trovare se continuano gli attacchi contro Hezbollah.
05:24Ma questa tregua, che è proprio di queste ore, in realtà ha dei punti molto deboli, perché
05:34innanzitutto avviene tra Israele e il Libano e il Libano non ha obiettivamente il controllo
05:45militare di quelle aree e da questo punto di vista quindi non lega Hezbollah che la respinge.
05:54Perché la respinge? Perché sostanzialmente dice che gli israeliani devono uscire dalle aree
06:00in cui sono entrati dopo l'inizio della guerra tra americani e iraniani. Quindi vediamo che
06:08la situazione è una situazione estremamente instabile. Complessa. Beh insomma sei stato come sempre in pochi minuti
06:18ci hai spiegato, hai immaginato tutte le cartine che poi anche noi le faremo vedere, l'hai spiegato anche al
06:24pubblico e poi il pubblico legge queste notizie.
06:26No oramai diamo sempre tante notizie, ma poi non le contestualizziamo né geograficamente né geopoliticamente, perché la comprensione è sempre
06:32molto complessa.
06:34Venendo invece, e tu hai spiegato sempre...
06:37Scusami, se vuoi forse possiamo offrire anche un'immagine brevissima che rende l'idea anche visiva.
06:45Noi ci troviamo di fronte a quello che viene definito uno stallo messicano.
06:49Stallo messicano, in molti film, sono tre soggetti che si puntano la pistola uno contro l'altro e a questo
06:55punto stanno bloccati.
06:58Più o meno capita la stessa cosa tra Israele, Iran e Stati Uniti, perché Iran e Stati Uniti hanno fretta
07:07di uscire dalla guerra.
07:09Israele ha la convenienza, Netanyahu ha la convenienza invece di continuare le operazioni militari perché appunto ha elezioni.
07:18A sua volta c'è il Libano, il Libano di cui abbiamo parlato prima e Trump preme su Israele affinché
07:26Israele cessi le sue operazioni in Libano.
07:29Nello stesso tempo Israele cerca di mettere sotto controllo qualcosa di più e sbolla.
07:37Quindi è una situazione di stallo messicano, la potremmo chiamare.
07:41Beh, molto forte questa immagine, anche molto chiara.
07:44Negli Stati Uniti la Camera cerca di mettere i bastoni fra le ruote a Trump, al di là dei suoi
07:50poteri speciali come presidente sulle decisioni di politica estera e di tipo militare, sull'Iran.
07:57Insomma, in poche parole, vi vorrebbe togliere la gibbita di usare le truppe americane, insomma le forze militari americane in
08:03Iran.
08:04Che ne pensi? Cosa sta succedendo internamente negli Stati Uniti?
08:07Sta succedendo che ci avviciniamo alle elezioni di medio termine.
08:12E la cosa interessante di questa decisione del congresso è che non sono stati solo i democratici, quindi l'opposizione
08:18a Trump a votarla,
08:20ma anche alcuni senatori, alcuni congressmen repubblicani che sono molto preoccupati per l'esito delle elezioni in medio termine.
08:28Questo perché? Perché è abbastanza chiaro che più va avanti la guerra, più vanno avanti le operazioni,
08:37c'è una stanchezza dell'opinione pubblica, ma ovviamente aumenta l'inflazione, aumentano i costi del carburante,
08:46e i costi del carburante tra l'altro si stanno cominciando a avvicinare in maniera preoccupante al limite massimo raggiunto
08:55durante la presidenza Biden, che era 5 dollari e 2 centesimi al gallone.
09:01E su questo prezzo Trump aveva costruito una parte importante della sua campagna elettorale.
09:10Quindi questo ci dice che è un messaggio al presidente Trump affinché ponga fine al più presto a queste operazioni,
09:21che tra l'altro costano parecchio perché veleggiamo oltre i 30 miliardi di dollari.
09:30Quindi si tratta evidentemente di una situazione di grande urgenza anche per l'opinione pubblica americana.
09:40Ascolta, ambasciatori, il pubblico sa che ti do del tu, in confidenza professionale, non è mancanza di rispetto formale,
09:49ti chiamo ambasciatore, ma è ambasciatore, va bene?
09:55Però si parla già non tanto delle elezioni di mili termini d'America,
09:59prendiamoci due minuti di divagazione di esteri puri, più che di geopolitica del Medio Oriente,
10:05tanto più o meno, guarda, della trattativa di pace degli Stati Uniti e Tehran, penso ne abbiamo parlato.
10:11Però c'è una cosa che ti voglio dire poi di Khamenei, del figlio di Khamenei.
10:17Allora, ma questo cartello che ha indicato Trump, come diceva che Trump non guarda già più
10:23alle elezioni del mili termini, ma alle elezioni che ci saranno fa due anni.
10:27Quindi come dire, il cartello Vance, vicepresidente Rubio, insomma rappresentante il sottosegretario
10:33di Stato che è venuto anche in Italia, è andato in Vaticano, ha incontrato Meloni, poi viaggia,
10:40poi anche su queste tematiche sembra l'elemento saggio, ma insomma è un cartello, ma chi dei
10:47dubbi ha chance di diventare il presidente degli Stati Uniti per davvero fra due anni?
10:51Cioè è come se Trump avesse già, come dicono molti analisti, gettato la spugna, infatti
10:57quando vado nei talk e mi analizzo in maniera pedisseca il linguaggio di Trump e dico attenzione
11:01che siamo un po' già come un letto, non so se mi spiegano, in una dimensione un po' teatrale,
11:05ma la politica vera americana già guarda la successione, insomma, a meno in quella parte
11:10della politica, o no?
11:12Sì, direi di sì, perché in realtà quello che noi sappiamo è che Trump e Rubio fanno
11:20capo a due anime diverse del trumpismo, se vogliamo chiamarlo così, c'è da dire che
11:29le elezioni di midterm daranno un'idea un po' più chiara di dove va il paese e soprattutto
11:36di dove va il partito repubblicano, ma è anche chiaro che francamente Rubio e Vance pensano
11:45entrambi a se stessi come il Presidente, quindi lì si tratterebbe di capire chi dovrebbe
11:52essere il favorito e chi invece a soggettarsi al ruolo di numero due.
12:07Questa proposta da parte di Trump credo che venga da diversi punti di vista, innanzitutto
12:15non fare una scelta o comunque non farla subito sul suo possibile successore e tenerli entrambi
12:22sulla corda in modo tale da poter, come dire, avere un controllo maggiore su quelle che sembrano
12:31essere già delle crepe all'interno dell'amministrazione, che tra l'altro sono sfociate anche con il licenziamento
12:38di alcuni componenti importanti dell'amministrazione.
12:41In secondo luogo si tratta della possibilità di vedere come andranno le elezioni, sappiamo
12:54che per esempio un candidato sostenuto da Trump recentemente, nelle elezioni all'Ohio, ha avuto
13:06la peggio rispetto a un candidato che proveniva dal partito repubblicano stesso.
13:14Quindi, ripeto, le elezioni in midi termini ci faranno capire.
13:17Questo perché Vance è evidentemente più vicino all'anima puramente maga dell'amministrazione,
13:25mentre invece Rubio è un, chiamiamolo, repubblicano diritto più osservante.
13:32Questo per inciso lascia aperto anche un altro aspetto, perché addirittura c'è chi sostiene
13:39negli Stati Uniti che Trump pensi addirittura a qualche soluzione dinastica, pur non potendo
13:44fare lui il presidente per il terzo mandato.
13:47Vabbè, la monarchia ancora non c'è negli Stati Uniti, è ancora una grande democrazia
13:52nonostante tutto, abbiamo un minuto e mezzo, ma se ne facciamo due non abbiamo una punizione
13:57per fortuna, ambasciatore.
13:59Dall'Iran arrivano voci anche lì di inquietudine, attenzione ci vogliono dividere, dice cammina
14:05ai figli, che vuol dire ci vogliono dividere, cosa sta succedendo?
14:08Si ritorna a lavorare internamente a regime che tutti però gli esperti, specialmente della
14:13tua categoria, danno per solito, anzi rafforzato dagli attacchi americani e israeliani.
14:18Stanno succedendo due cose, innanzitutto questo è un messaggio generalmente di forza, che vuole
14:27essere di forza e non di debolezza, perché sappiamo che Trump parla ad esempio della possibilità
14:32di incontrare lo stesso Kamenei o dice spesso ai volettieri che gli iraniani non vedono l'ora
14:38di fare un accordo, hanno addirittura promesso di rinunciare al nucleare e così via.
14:44Quindi è il modo di mettere dei paletti.
14:48E poi c'è un altro aspetto, chiaramente l'Iran è molto preoccupato perché se non nel brevissimo
14:55periodo, nel medio periodo si rende conto delle conseguenze catastrofiche che per il regime
15:00può avere la situazione di crisi economica già pregressa e poi portata anche naturalmente
15:06dalle operazioni. Quindi è un tentativo per cercare di mostrare, di dare l'idea che il
15:15regime è compatto, anche se realmente noi sappiamo si affrontano diversi punti di vista.
15:22Punti di vista di chi non vorrebbe fare le trattative, punti di vista invece di chi ritiene
15:27che sarebbe molto utile cercare di dare comunque, di mettere fine al più presto a questa campagna.
15:34di sicuro per chiudere noi sappiamo una cosa, la storia ci insegna che le rivoluzioni avvengono
15:40quando la gente ha la pancia vuota e questa è probabilmente la paura di parte del regime.
15:50Tutto molto chiaro, mi sembra anche una conclusione molto efficace sul piano narrativo, grazie
15:55per la sua precisione, per la sua chiarezza e per la sua profondità di analisi, lo dico
16:00sempre tutte le volte perché non è scontato su questa materia, all'ambasciatore Ettore
16:04Francesco Segui, grazie, ci vediamo fra due settimane, ci vediamo insieme, il contributo
16:09intellettuale e culturale di un altro ambasciatore importante che è Giampiero Massolo con la sua
16:15reale politica. Vediamo.
16:21Come va a finire in Ucraina? È una domanda che spesso mi viene fatta, ma intanto credo
16:29che abbiamo di fronte l'immagine plastica di uno stallo. Putin ha bisogno di esibire
16:35qualche cosa come vittoria e d'altra parte Zelensky non può prendere in considerazione nessun
16:42baratto territoriale che pure prima o poi sarà costretto a fare, magari con un referendum
16:48col popolo ucraino, fino a che non ottiene un percorso in qualche modo garantito di adesione
16:55all'Europa, forse pure un po' immaginifico e a tappe come quello proposto dal cancelliere
17:01MERS e soprattutto ferre e garanzie da parte americana soprattutto, ma anche da parte europea
17:09che una nuova invasione non si ripeterà. La situazione sul terreno è anch'essa di stallo,
17:15è vero che negli ultimi tempi c'è stata una ripresa di iniziativa ucraina, soprattutto
17:21la forza della guerra povera ucraina fatta con i droni, ma che però colpiscono ormai in
17:27profondità, sia la logistica nel profondo della Russia, sia gli impianti energetici, addirittura
17:35mettono in dubbio l'ordinato svolgersi della parata per l'anniversario della vittoria piuttosto
17:44che il forum economico di San Pietroburgo come abbiamo visto in questi ultimi giorni e settimane,
17:50però è altrettanto vero che da solo questo non basta a rovesciare le sorti della guerra.
17:57L'Europa, che è diventata il PV principale dell'Ucraina in questo momento, può sostenere
18:04l'Ucraina medesima, può aiutarla a non cedere posizioni, ma non a prevalere. Mentre invece
18:12da parte russa è vero che ci sono degli scricchioni I, è vero che comincia a avvertirsi
18:19il costo della guerra, ma finora nulla lascia pensare che Putin abbia voglia di abdicare
18:27a quelli che sono i suoi obiettivi finali. Il punto vero in tutto questo è che al di
18:36là dei compromessi che potranno essere raggiunti e che con ogni probabilità richiederanno una
18:42ripresa di interesse da parte americana, perché finora la mediazione americana è stata
18:48episodica, adesso poi gli Stati Uniti sono distratti dalla guerra con l'Iran, non appaiono
18:56più credibili né a una parte né all'altra e d'altra parte una vera e propria mediazione
19:02europea è difficilmente alle viste, sia perché gli europei sono divisi, alcuni pensano che
19:08per mediare ora che Putin sembra indebolito si corre il rischio di dare più ragione a Putin
19:15che altro, altri pensano che proprio perché Putin è indebolito non bisogna arretrare dal
19:23premere sulla Russia, altri ancora ritengono che una mediazione europea finché l'Europa
19:30è appiattita sulle posizioni ucraine non possa essere considerata come realistica e che
19:38Putin la invochi soltanto ed essenzialmente per continuare a dividerci come del resto fa
19:44mandando puntualmente dei droni in paesi anche Nato ai confini dell'Ucraina.
19:51E quindi cosa succede? Succede che purtroppo la guerra andrà avanti, una mediazione prima
19:59o poi sarà necessaria, occorrerà arrivare a un compromesso territoriale ma occorrerà
20:05soprattutto sciogliere preventivamente un nodo che è ancora sul tavolo, che è il nodo principale.
20:11Ma qual è il futuro dell'Ucraina? La vogliamo in Occidente dunque armata e garantita o la vogliamo
20:18neutrale e dunque in una specie di terra di mezzo indebolita? Credo che per l'Europa questa
20:26seconda soluzione sarebbe soprattutto una perdita netta di sicurezza, l'Europa perderebbe
20:32se stessa.
20:37Allora ringraziamo anche l'ambasciatore Giampiero Massolo per la sua reale politica e veniamo
20:42al terzo intervento di questa puntata tutta dedicata alla geopolitica, ai temi dell'attualità
20:48senza interventi di paesi ospiti come spesso avviene, fa parte della natura di questo format,
20:54quando ci sono vi raccontiamo anche i paesi, quando non ci sono vi raccontiamo l'attualità
20:59geopolitica con i nostri esperti e con piacere di ospitare per la prima volta qui a Diplomacy
21:03Magazine il racconto della geopolitica un super esperto di diplomazia e di politica internazionale
21:10che è l'ambasciatore Gianni Castellaneta, benvenuto ambasciatore, grazie.
21:16Grazie, grazie di avermi invitato.
21:19Allora lei è stato nella sua lunga storia professionale ambasciatore sia in Iran sia negli
21:26Stati Uniti, quindi conosce molto bene questi due paesi anche dall'interno e quindi la domanda
21:31inevitabile che ci si fa in questo momento, che si fanno anche guardi i cittadini, una
21:35volta io quando facevo il TG che ero molto giovane mi dicevano quando c'erano le notizie
21:40di esteri i direttori, i grandi direttori mi nascondevano, prima mettiamo la cronaca
21:44d'Italia perché gli esteri non funzionano, non fanno ascolto, la gente non ha capito, non
21:49sa neanche dove è Gaza.
21:50Oggi invece i tassisti mi fermano e mi chiedono, sono tutti attenti.
21:54Dottor, ma hanno avviolato la tregua, poi come ha visto il miss italiano, ha visto il
21:58miss americano, il racconto del mondo da questo punto di vista è entrato un po' nelle case
22:04e nella testa di tutti.
22:06Allora io le chiedo, giustamente tutti si chiedono, ma questo accordo, che sarà poi
22:11un accordo per un cessato il fuoco, duraturo, per una tregua speriamo reale, per una pace
22:18speriamo reale, fra Stati Uniti e Teheran.
22:22Fondamentalmente è davvero realisticamente possibile immaginarlo oppure no?
22:28Direi sì che non è rimediato, ma è realisticamente immaginabile, anzi credo che una base dell'accordo
22:35c'è già.
22:37Questo attacco all'Iran è stato fatto un po' sottovalutando le capacità di resistenza
22:44di questo paese in un'azione comune Stati Uniti-Israele.
22:50Quando si parla appunto di Iran bisogna parlare anche necessariamente, immediatamente di Israele.
22:56Quindi l'accordo credo si farà sicuramente perché si è visto che la reazione dell'Iran,
23:06la capacità di bloccare i traffici marittimi attraverso lo stretto turmoso e anche poi indirettamente
23:14quello di Madel Badeb, non può durare a lungo senza mettere in ginocchio l'economia mondiale.
23:23Quindi si farà magari con qualche resistenza del governo israeliano che vorrebbe che la vittoria
23:32fosse totale, credo che una vittoria totale nel senso di un smantellamento dell'apparato
23:40di arricchimento dell'uranio a fini militari, un cambio di regime che erano un po' gli scopi,
23:49gli obiettivi iniziali di questa guerra non verranno raggiunti.
23:53Si verrà raggiunto un accordo di compromesso che poi bisogna poco a poco consolidare negli anni.
24:01Senta, poi di Israele ne voglio parlare a parte un secondo.
24:05Se non abbiamo capito male, tutto sommato per gli Stati Uniti diventa dirimente avere delle rassicurazioni.
24:12Sto un po' banalizzando, semplificando, ma non banalizzando, per quanto riguarda il programma atomico
24:19diciamo iraniano e però dello stesso tempo diventa dirimente avere la riapertura appunto per i temi
24:25che lei ha detto, che noi qui affrontiamo anche nei nostri settimanali economici di Ormuz.
24:29Allora, in questa divaricazione, considerando che appunto l'Iran ha dimostrato che oggi nel ventunesimo secolo
24:37si può essere inferiori militarmente, ma si può condizionare energeticamente il mondo,
24:41avere quindi lo stesso potere che possono dare le armi.
24:44In questo tipo di accordo, poi alla fine, qual è la distanza che manca?
24:50Perché abbiamo letto che ci sono ancora dei punti di attrito fondamentalmente,
24:55soprattutto, mi sembra Trump in difficoltà se mi permette di fare questa cosa,
24:59perché devi divincolarsi tra l'abbraccio di Netanyahu, ora vediamo.
25:03Non è riuscito a fare il regime change, poi glielo chiedo, insomma,
25:06e deve portare a casa qualcosa e ne deve uscire presto.
25:09L'Iran, una volta che ha dimostrato che può resistere e che può controattaccare gli altri paesi
25:14anche su uniti del Golfo, arabi del Golfo,
25:17e che ci può bloccare la nostra economia, non ha fretta.
25:21Di quali sono i punti di divergenza o anche di accordo in tempi arabi?
25:27Quanto ci si può fare? Un mese? In un mese ci si può fare?
25:30I suoi obiettivi credo che l'Iran l'abbia più o meno raggiunti,
25:35per questo poi negozia, da mio avviso, in una posizione di forza,
25:39nel senso che il regime non è stato cambiato, smantellato,
25:44anzi in un certo senso si è indurito,
25:48perché c'è stato un passaggio un po' dal governo esclusivamente teocratico
25:54ad un governo in cui i militari abbiano preso un potere più importante,
26:04quindi si vede anche da quello che proviamo a sapere anche nella vita di tutti i giorni in Iran.
26:15Il problema credo che sia quando il Presidente Trump deciderà di sottolineare la vittoria,
26:25allora gli Stati Uniti non possono perdere la faccia,
26:32tutta la storia recente degli Stati Uniti si è partito bene,
26:36poi è difficile uscire dal Vietnam, dall'Afghanistan, dall'Iraq, ora dall'Iran.
26:45Il Presidente Trump deve in qualche modo giustificare gli occhi degli elettori,
26:53e agli occhi del mondo che l'attacco congiunto verso l'Iran aveva una forte giustificazione
27:06che porta a dei risultati.
27:08Questi risultati in parte saranno veri, in parte saranno un po' veicolati attraverso la comunicazione
27:16che è una delle armi delle guerre moderne insieme ai droni,
27:24quindi tutto questo a mio avviso dovrà essere fatto, ci sono due date,
27:31c'è l'anniversario, il 250 anniversario,
27:35costituzione dell'indipendenza degli Stati Uniti a luglio,
27:40quindi arrivare a quella data con una vittoria sarebbe importante dal punto di vista di comunicazione
27:50per il Presidente Trump.
27:53E poi ci sono le elezioni di midterm che in questo momento dimostrano che,
28:03le previsioni dimostrano che il Partito Repubblicano potrebbe perderle,
28:08quindi perdere la maggioranza al Senato e quindi esporre il Presidente Trump
28:15a una serie di azioni contro la sua attività di governo,
28:22che hanno compreso quella sui poteri speciali che lui esercita in un regime di emergenza
28:32e che potrebbero essere contestati da un Senato che non è più a maggioranza repubblicana.
28:38Senta, a proposito dell'elezione faccio due domande, abbiamo ancora sei minuti e mezzo.
28:43Ci saranno le elezioni anche in Israele in autunno,
28:46c'è chi dice che le divincerà Netanyahu, che guida Israele,
28:51lo dico semplificando un po' anche il discorso pubblico italiano,
28:54con un governo quasi di estrema destra, diciamo così,
28:58secondo anche i canoni ideologici nostri,
29:01e invece c'è chi parla invece di una destra più moderata,
29:06ma Israele ancora è una democrazia, le elezioni ci saranno,
29:09c'è un'opinione pubblica, così come il mondo spesso contesta le azioni di Netanyahu
29:15che il Libano sta facendo la sua partita parallelamente agli accordi di pace di Trump.
29:20Abbiamo letto sui giornali anche espressioni quasi da barri di Trump,
29:23tipo che cosa stai facendo, avrebbe detto a Netanyahu, no?
29:27In maniera anche un po' più ruvida.
29:30Ma insomma al di là di questo, queste elezioni possono cambiare il destino politico di Israele
29:36e quindi anche la politica estra di Israele oppure no, secondo lei?
29:39Ma da quello che sento il governo Netanyahu è abbastanza popolare in Israele
29:45perché porta avanti una politica di sicurezza, di uso della forza per la sicurezza di Israele
29:53che è condivisa da quello che sento dalla maggioranza,
29:57quindi le elezioni sono ancora molto aperte.
30:03La campagna in Libano potrebbe essere appunto un ulteriore rafforzamento del governo Netanyahu
30:11perché elimina quella precolicità degli Hezbollah all'interno del paese.
30:22E' ancora tutto prematuro, però qualche volta si è detto che Israele vince tutte le guerre
30:29e perde la battaglia finale.
30:31In questo caso la battaglia finale sono le elezioni politiche,
30:36sono un nuovo assetto di sicurezza del paese.
30:39Sicuramente Netanyahu ha approfittato di una situazione particolarmente favorevole per lui
30:45sia dal punto geopolitico sia dal punto delle relazioni con gli Stati Uniti
30:49e sta portando avanti legittimamente dal punto di vista del governo italiano
30:53una politica di rafforzare la sicurezza del paese
30:57non solo nei confini immediati ma anche in un cerchio più vasto
31:02che va appunto dalla Siria all'Iran e al Libero.
31:06Quindi è tutto molto aperto, però nulla si può escludere.
31:12Allora, ultima domanda.
31:14Lei che in Iran c'è Stato?
31:15Qui c'è anche un discorso prospettico dell'opinione pubblica italiana e della politica italiana.
31:20I regimi degli Ayatollah, le torture, la mancanza di democrazia,
31:24gli spari sui giovani e sulle donne, i civili uccisi, le impiccagioni,
31:29il mondo dei cattivi, tra virgolette.
31:31Poi viene tra virgolette esportata la democrazia,
31:35io sto qui andando di corsa e il cattivo diventa Trump.
31:39Ho visto addirittura sui giovani italiani l'asse del male.
31:41Trump e Netanyahu la notte all'asse del mare era un'altra roba, non so se si ricorda.
31:46Allora, perché poi alla fine, al di là della nostra visione,
31:51in un paese che si è diventato molto complesso,
31:53anche da un punto di vista sociologico, se me lo permette,
31:55non solo religioso, ma anche antropologico o sociologico,
31:59questo regime non cambia, anche di fronte a sollecitazioni esterne così violenti
32:03come sono stati i bombardamenti soprattutto del primo mese.
32:06Se l'aspettava lei, io sicuramente non ci ho mai creduto
32:09che con il regime si possa cambiare quei bombardamenti aerei
32:12per quanto si possa vedere gli aerei migliori del mondo,
32:14le tecnologie militari del mondo,
32:16ma lei se l'aspettava che resistesse
32:20oppure pensava che fosse la volta buona,
32:22che ci potesse essere un movimento anche interno importante?
32:26L'Iran ormai è un paese di 90 milioni di persone,
32:30più o meno, sappiamo tutti, con una storia millenaria,
32:35una società molto molto articolata,
32:37e il potere di questi ultimi quasi 50 anni della rivoluzione contro lo Shah
32:43si sono saldati su una motivazione ideologica,
32:48cioè il regime degli Atolla si basa sulla teocrazia,
32:52sulla base della dottrina scita,
32:56quindi il capo dello Stato è un civile ma la guida suprema è un religioso.
33:02Quindi su questo e sul reticolo delle moschee da una parte
33:07e della vasta corruzione attraverso
33:11o comunque del coinvolgimento di vasti apparati dello Stato
33:15si è mantenuta al potere per tutto questo tempo
33:19e non è così, la popolazione non è al 100% contro il governo, contro il regime.
33:29È un po' da una parte il regime che cerca di bloccare,
33:34di reprimere attraverso la soppressione di diritti umani,
33:39delle libertà fondamentali,
33:41però dall'altra parte c'è una parte della popolazione
33:45che convive con questo regime per una serie di ragioni
33:48che possono essere sia religiose che economiche.
33:51Quindi non è assolutamente facile che possa crollare da un momento all'altro
33:56se non attraverso un bagno di sangue che nessuno vuole,
34:00nessun irriano, quello che io so, sia contro il regime sia per il regime,
34:04vuole arrivare ad una guerra civile
34:07che sarebbe disastrosa in un paese così grande,
34:13così articolato nella propria società civile.
34:20Bene nel senso giornalistico del termine ovviamente,
34:23quando facciamo quei giornalisti che sento parlare di tragedia
34:25dicono bene, non bene, dico professionalmente,
34:27non bene sui oggetti che trattiamo,
34:29sono molto delicati anche sia da un punto di vista etico
34:32che da un punto di vista geopolitico.
34:33Io ringrazio l'ambasciatore Gianni Castellaneta
34:37per averci illustrato con profondità professionali
34:39i grandi temi dell'attualità,
34:41ma voglio anche ricordare un libro che ha scritto da poco
34:44che sta ovviamente come tutti i libri portando in giro,
34:47si dice facendolo conoscere agli italiani e ai potenziali elettori.
34:51Di cosa si tratta l'ambasciatore?
34:53Bene, sì, questo libro è uscito da poco in libreria,
34:55si chiama Belusconi, il mondo secondo lui
34:57e tratteggia un po' l'attività internazionale di Belusconi,
35:02del suo governo negli ultimi anni.
35:06È più un libro sul dialogo, sul metodo Belusconi
35:09piuttosto che sulla persona di Belusconi lui stesso.
35:13Io come direttore di Mediaset conosco bene,
35:16ambasciatore, tutta questa tematica,
35:19abbiamo vissuto più da vicino come giornalisti,
35:22come cronisti, non solo come vicinanza
35:27quello che era il nostro ex editore,
35:29poi diventato tante volte premier.
35:31Ma insomma la politica estera molto importante
35:33per Belusconi anche negli ultimi anni della sua vita
35:36più volte ha detto ma se fossi stato in carica
35:40e se avuto potere probabilmente
35:41sull'Ucraina si è intervuto in un altro modo,
35:44proprio per dire che per lui i rapporti erano importanti,
35:47l'essere del personale agiva molto sull'essere istituzionale,
35:51non sposse questo il senso anche un po' del suo libro.
35:54Ne possiamo parlare la prossima volta allora?
35:57Va bene, allora facciamo così,
35:59io l'aspetto per fare un'intervista solo su questo tema
36:02perché è un tema, ripeto, importante della storia del libro.
36:05Mando il libro intanto?
36:07Assolutamente sì, intanto l'abbiamo annunciato,
36:09questa è un'agenzia di stampa che fa anche annunci
36:11e la ringraziamo di avercelo detto,
36:13la ringraziamo di aver partecipato a Diplomacy Magazine
36:17e ringraziamo anche voi pubblico che ci avete seguito,
36:20vi diamo appuntamento, ovviamente se volete,
36:22fra due giovedì con il nostro format di Geopolitica.
36:25Arrivederci!
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