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La guerra del Golfo scuote l'economia globale: cosa c'è in gioco e quali sono le ripercussioni per l'Europa e l'Italia? In questa puntata di Speechbox, il Generale Giorgio Battisti, presidente della Commissione Militare del Comitato Atlantico Italiano, analizza l'evoluzione del conflitto e il suo impatto sulle catene di approvvigionamento, specialmente con il blocco dello stretto di Hormuz e Bale Mandeb.

Scopri la posizione della NATO in questo scenario internazionale mutato e come il Mediterraneo è diventato un fronte strategico. Esploriamo il ruolo dell'Europa e dell'Italia, con particolare attenzione alla guerra in Ucraina e alle dinamiche geopolitiche che collegano diverse crisi globali, dall'Artico ai paesi del Golfo.

Approfondiamo le implicazioni economiche e energetiche per nazioni come Filippine, Olanda e Francia, e valutiamo la strategia degli Stati Uniti e di Israele di fronte a queste fratture. L'Italia si prepara a partecipare a una coalizione di volontà per garantire la libera navigazione e la bonifica dagli ordigni navali, cercando al contempo di mantenere una propria autonomia.

#GuerraGolfo #Geopolitica #EconomiaGlobale #NATO

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Trascrizione
00:03La guerra del golfo sta avendo importanti e gravi ricadute sull'economia e sulla finanza
00:10mondiale. Non solo per i rincari del prezzo dell'energia, rincari legati al blocco dello
00:17stretto di Hormuz. In gioco e a rischio ci sono infatti intere catene di approvvigionamento di
00:24beni e di servizi. Ne parliamo in questa nuova puntata di Speechbox.
00:46Ben trovati a questa nuova puntata di Speechbox. Il conflitto del golfo sta causando dei danni
00:54a livello economico e l'ingresso degli uti yemeniti sta andando a complicare una situazione
01:02già calda. Affrontiamo e analizziamo questi temi dando il benvenuto al nostro ospite il
01:09generale Giorgio Battisti, presidente della Commissione Militare del Comitato Atlantico
01:15Italiano. Buongiorno.
01:17Buongiorno, grazie per l'invito. A che punto siamo nella guerra del golfo?
01:22Dunque, il punto è abbastanza… io direi che è una via di mezzo tra una fase e l'altra,
01:27perché la prima fase o comunque la fase attuale è stata quella di, come si dice in gergo militare,
01:33di ammorbidire gli obiettivi sul territorio dell'Iran. Si sta parlando adesso di una possibile
01:41azione via terra, di una complicata e complessa azione via terra che potrebbe essere lanciata
01:49nei prossimi giorni o anche nelle prossime settimane da parte degli Stati Uniti. Quindi
01:54io ritengo che ci sia uno sviluppo ancora più drammatico di questo conflitto, nel quale
02:00malgrado le rassicuranti dichiarazioni del presidente Trump, ritengo che possa andare avanti
02:08ancora per un po', anche perché, come lei ha citato, sono entrati in campo anche gli
02:12iuti che controllano e che dominano anche il passaggio delle navi commerciali nello stretto
02:20di Bale e Mandeb, quello che poi porta attraverso il canale di Suez nel Mediterraneo. Quindi si
02:26sta ancora di più, come dicevo prima, ampliando non tanto come territorio di per sé, perché
02:32parliamo sempre di un'area del conflitto che è comunque il Medio Oriente allargato, perché
02:38più o meno tutti i paesi sono stati a vario titolo coinvolti anche dalla reazione missilistica
02:46dell'Iran, ma si sta allargando anche come attori e soprattutto come riflessi sull'economia
02:54e sulla società di carattere mondiale. Qual è il senso della Nato oggi alla luce del
03:01cambiamento del quadro generale? La Nato, bisogna precisare che la Nato che è stata istituita
03:08nel 1949 è un'alleanza difensiva, questo sottolineo il termine difensiva, politico-militare.
03:17L'obiettivo, diciamo, lo scopo principale della Nato è quello di difendere i confini esterni
03:22dei suoi 32 paesi sostanzialmente. Detto questo, la Nato non ha o non avrebbe nessuna
03:33responsabilità o comunque nessun campo d'azione previsto nel Medio Oriente, anche se il concetto
03:40strategico, detto in poche parole, è il piano strategico che la Nato ogni 10 anni circa rivede
03:49alla luce delle sfide internazionali, comunque per la prima volta nel 2022 fa un cenno al Mediterraneo
03:57come fronte sud sostanzialmente per l'immigrazione, per il terrorismo islamico e così via e guarda
04:04anche verso l'Indo Pacifico dove il competitor principale è la Cina sostanzialmente perché
04:12qualsiasi, e lo vediamo oggi, qualsiasi situazione che poi si riflette sui 32 paesi
04:18dell'Alleanza Atlantica comunque ha origine nell'Indo Pacifico e in questo caso nell'Oceano
04:24Indiano, quindi Mar Rosso e Oceano Indiano, ma non ha nessuna, tra regolette, responsabilità
04:30di intervento. Discorso diverso sono alcuni paesi dell'Alleanza Atlantica come gli Stati
04:35Uniti e come gli altri che potrebbero partecipare come nazione, ma non sottolegita, sotto la bandiera
04:42della Nato. Ecco, parlando invece di istituzioni, l'Europa e l'Italia come si posizionano, visto
04:49anche il coinvolgimento nella guerra in Ucraina?
04:53Ma questo è, diciamo che l'Europa sia con il conflitto ucraino, con il conflitto anche
05:02questo qua del Golfo, è un po', come si può dire, cerca di ritagliarsi un ruolo di
05:12comprimario in questo grande scenario che se uno mette su una carta topografica tutte
05:22queste situazioni di crisi, situazioni conflittuali, è un lungo fronte, un arco di crisi che parte
05:30dall'Artico, scende giù per il Malbatico e per l'Ucraina, Mar Nero per arrivare fino ai paesi
05:38del Golfo, quindi potremmo dire anche fino alla costa Somala perché è un continuum di queste
05:46situazioni dove troviamo sempre di più gli stessi attori. Faccio un esempio, l'Ucraina ha inviato in
05:54questi ultimi giorni dei propri militari specialisti per la caccia ai droni che l'Iran sta lanciando
06:02sui paesi del Golfo per ricostanziamenti, quindi è un'unica crisi sostanzialmente ampliata con
06:08gli stessi attori perché abbiamo i russi che riforniscono comunque l'Iran di intelligence, di
06:15equipaggiamento militare, di tecnici per le centrali nucleari dell'Iran, l'Iran che prima
06:22forniva anche lui equipaggiamento militare, soprattutto i droni alla Russia, si è infilata
06:28adesso l'Ucraina, poi abbiamo gli Stati Uniti che si sono ritagliati, questa grande responsabilità
06:38sia per l'Ucraina che per il Golfo Persico. In questo grande gioco, per usare una parola
06:46di Ridouard Kipling, l'Europa è un po' stenta ad assumere una propria posizione, ci sono
06:54state tante iniziative, quelle che si chiamano i Volonterosi, abbiamo i Volonterosi per l'Ucraina,
07:01prima avevamo anche i Volonterosi per la striscia di Gaza, adesso abbiamo questi Volonterosi per
07:07il Golfo di Hormuz, ma sostanzialmente se uno vede un po' questa situazione con un'ottica
07:15generale, sostanzialmente l'Europa non è ascoltata da nessuno, è chiaro che l'Italia
07:21va un po' a rimorchio dell'Europa anche se cerca comunque di mantenere una propria fisionomia
07:29in questo campo di geopolitica, sostanzialmente, per esempio l'Italia ha già dichiarato che non
07:34parteciperà mai al conflitto come nazione. Parallelamente parteciperà a questa coalizione
07:41di Volonterosi, che già si parla di circa 30 Paesi, che sarebbero disponibili alla fine
07:46della guerra, quando si potrà forse raggiungere presto un cessato il fuoco, partecipare con
07:55proprie navi militari a mantenere libero lo stretto di Hormuz e eventualmente con un'azione
08:01di repulisti delle mine navali che l'Iran minaccia sempre di disseminare nel Golfo.
08:09Guardiamo gli aspetti economici, perché alcuni Paesi hanno lanciato l'allarme energetico,
08:16hanno cominciato le Filippine, però segnali di incrinature si avvertono anche in Europa,
08:21in Olanda, in Francia. Quanto gli Stati Uniti e Israele avevano calcolato questo rischio
08:28di allargare una frattura che in campo energetico è fondamentale? E quanto questo nuovo quadro
08:36potrebbe far riavvicinare l'Europa alla Russia?
08:40Io direi, partiamo, è una mia valutazione, gli obiettivi degli Stati Uniti e gli obiettivi
08:47di questo conflitto di Israele sono sostanzialmente diversi. Per Israele è una questione di sopravvivenza,
08:54perché l'Iran, attraverso anche quelli che vengono chiamati i suoi attori proxy, i suoi alleati,
09:01gli Uti, Hezbollah e Hamas, più le varie milizie sia in Iraq che anche in Libano, hanno
09:09l'Iran con queste milizie, hanno come obiettivo, dichiarato sin dal primo giorno della presa
09:15di potere di Khomeini, la distruzione dello Stato di Israele. Quindi dal punto di vista israeliano
09:21è una lotta di sopravvivenza e Netanyahu, che comunque gode di un grande supporto in
09:26questo momento, cercherà di portare a questo che viene chiamato cambio di regime. Diverse
09:33sono gli interessi degli Stati Uniti, gli Stati Uniti come forse loro si sentono ancora
09:40unica grande potenza che ha una visione in tutto il mondo. Io ricordo solo che gli Stati
09:47militari base, 800 basi militari sparse in tutto il mondo. Dunque, detto questo, gli
09:55Stati Uniti hanno, io ritengo, abbiano diversi obiettivi. Primo il programma nucleare, quindi
10:00iraniano, di azzerarlo, si parla già di sequestrare questi 450 kg di uranio arricchito,
10:09primo. Secondo quello di fare in modo che il progetto di Abramo, il piano di Abramo possa
10:18prendere, diciamo, allargarsi anche ai paesi del Golfo con la sconfitta dell'Iran o con
10:24un cambio di regime morbido dell'Iran, modello Venezuela. Poi abbiamo anche una questione,
10:31io ritengo, quella di comunque mettere sotto pressione la Cina per quanto riguarda i combustibili
10:38fossili, perché la Cina comunque si rifornisce per buona parte delle proprie esigenze dal
10:45Golfo Persico. E non dimentichiamo il fatto che è stato già citato qualche volta che
10:49gli Stati Uniti hanno una memoria molto lunga, che è quella del sequestro del personale
10:54dell'ambasciata di Teheran nel novembre del 1979, appena Comeini, poco dopo Comeini ha preso
11:02il potere. Quindi devono anche vendicarsi, tra regolette, di questo smacco e soprattutto
11:08di quella operazione nei primi mesi del 1980 che è fallita nel tentativo di liberare questi
11:17ostaggi. È chiaro che per Israele Netanyahu cercherà di andare fino in fondo. Gli Stati
11:25Uniti si potrebbero fermare un attimo prima. E concludo ricordando che io ritengo che l'obiettivo
11:31di evitare che l'Iran abbia l'arma atomica sia molto importante, perché se noi prendiamo
11:37la Corea del Nord, nessuno attacca la Corea del Nord perché dispone delle armi nucleari.
11:44Probabilmente se Saddam Hussein avesse avuto l'arma nucleare non sarebbe stato scalzato
11:4915 anni fa, sostanzialmente, 20 anni fa.
11:54Ecco, vediamo un ultimo aspetto, perché pare che il target dell'Iran sia quello di resistere
12:03a lungo per creare danni alle borse e alla finanza occidentale. È questo il vero scopo
12:11di una resistenza sul campo?
12:13Io ritengo che questo sia lo scopo indiretto e di riflesso di questa resistenza sul campo,
12:19perché comunque l'Iran ha avuto circa 40 anni per prepararsi a questo scontro con il
12:25mondo, chiamiamolo occidentale. Quindi sicuramente era preparato e ha confermato che questa preparazione,
12:35malgrado la decapitazione, come viene chiamata, dei propri vertici comunque resiste, perché
12:44questo piano era sicuramente valido, testato e migliorato in questi ultimi anni. È chiaro
12:52che l'Iran è consapevole che non potrà mai prevalere su questa offensiva militare israelo-americana,
13:01ma però l'Iran è consapevole che più questo conflitto prosegue con tutte queste limitazioni
13:07dell'energia fossile, ma ricordiamoci anche dei fertilizzanti, ricordiamoci dell'elio,
13:15della plastica e tanti altri prodotti che provenivano e che provengono dal Golfo Persico.
13:19Quindi più resiste, più mette in imbarazzo soprattutto la società occidentale e quindi
13:26io ritengo che uno degli obiettivi sia quello che la società occidentale nel suo complesso
13:31eserciti pressioni su Trump per fare in modo che questo conflitto possa terminare. Del resto
13:38è notizia che leggevo stamattina, Trump ha affermato che la guerra sta andando molto bene,
13:45che sono arrivati a decapitare la prima linea di vertici politici, religiosi e militari, hanno
13:53decapitato i sostituti e quindi la terza linea di sostituti è molto più aperta, molto più
14:01flessibile ad un eventuale accordo con gli Stati Uniti. Vedremo cosa succederà nei prossimi giorni.
14:07Grazie, grazie al generale Giorgio Battisti che è stato qui con noi e che ci ha permesso
14:14di comprendere i delicati ricami esistenti tra guerra ed economia. Grazie ancora al generale,
14:22arrivederci alla prossima puntata.
14:41Grazie a tutti.
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