00:00Siamo con Alice Rohrwacher che è la regista del terzo film italiano in concorso a Cannes, La Chimera, che passa
00:07appunto oggi in gara.
00:10È un film che è ambientato, diciamo, semplicemente nell'epoca anni Ottanta dei tombaroli.
00:18È un film che alterna momenti anche di comicità, momenti più di tensione.
00:24Mi è sembrato che volessi cercare, dimmi se sbaglio, la bellezza nella bruttezza.
00:34Mi è venuta in mente questa cosa perché c'è un'immagine così, sono nelle nel fango, vanno a profanare
00:42le tombe.
00:43Tu che ne pensi di questa lettura?
00:46È sicuramente un film animato da contrasti, parla del rapporto tra l'al di qua e l'al di là,
00:53in qualche modo.
00:54Parla del rapporto tra vivi e morti, il rapporto tra il giorno e la notte, tra il mondo diurno e
01:02il mondo notturno.
01:03In questo mondo notturno i tombaroli vanno a scavare queste tombe trusche.
01:06Mi piaceva parlare di loro perché profanando queste tombe, facendo qualcosa di profondamente sbagliato,
01:16però potevano anche raccontare il rapporto che un altro mondo, un'altra epoca aveva con l'al di là
01:23e potevano anche in qualche modo farci riflettere su quello che è oggi il nostro rapporto con l'invisibile.
01:31Sicuramente quindi il legame tra il visibile e l'invisibile è al centro di questo film.
01:37L'umanità e la bellezza dell'umanità resiste anche laddove c'è una grande devastazione.
01:45Uno dei più importanti ritrovamenti che i tombaroli fanno è sotto una centrale a carbone.
01:53Quindi comunque sono profanatori in un mondo profanato, in un mondo dove siamo nel pieno degli anni Ottanta,
02:05quindi il mondo dell'useggetta, l'arrivo di questo consumismo così aggressivo e così violento.
02:13E quindi in realtà loro, nonostante tutte le cattive azioni e le cattive avventure che fanno,
02:22sono comunque uomini di un altro tempo.
02:25Hai scelto un cast internazionale.
02:28C'è il protagonista, questo archeologo che si unisce al gruppo dei tombaroli,
02:33che è Joshua Connor, che conosciamo per The Crown,
02:37e c'è Isabella Rossellini che fa questa svampita simpaticissima,
02:41c'è Carol Duarte che è la tua, un'altra delle protagoniste.
02:45Hai voluto dare un'impronta internazionale.
02:49Il film richiedeva un personaggio straniero,
02:53un po' un omaggio a quello che è stato il Grand Tour,
02:55che ha spinto tanti stranieri dal nord a scendere,
03:00infatuati delle bellezze dell'Italia, infatuati di queste rovine archeologiche,
03:05di questo mondo antico, di queste radici.
03:08Josh, il personaggio che interpreta Josh O'Connor, cerca le sue radici.
03:14È un personaggio romantico, però è anche un personaggio buffo, ironico.
03:19Ecco, forse il film affronta dei temi molto grandi,
03:25ma lo fa nella maniera più leggera e umana possibile.
03:31Per quanto riguarda il concetto del cinema,
03:34hai detto prima una cosa bellissima, il cinema è libero e non ha ganci.
03:38Torniamo su questo concetto.
03:41È un film libero, ho voluto fare veramente un film libero,
03:47anche perché viviamo in un'epoca dove di ganci ne abbiamo pure troppi.
03:53La nuova ottica narrativa, soprattutto delle piattaforme e della serialità,
04:00è proprio quella di incatenare il pubblico.
04:02Si parla proprio così quando si scrive una sceneggiatura di una serie.
04:06Il gancio, la catena, l'esca, l'amo.
04:11Questa terminologia è entrata nel mondo degli sceneggiatori.
04:16Allora, se il cinema può ancora fare qualcosa,
04:19invece è quello di non avere esche, non avere ami,
04:21di liberare lo sguardo, liberare il pensiero.
04:25Usciamo dal cinema, non dobbiamo vedere il prossimo episodio.
04:28Abbiamo tutto il tempo di riflettere su quello che abbiamo visto,
04:33di farlo vivere in noi, di farlo liberare in noi.
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